Le donne che hanno un orario di lavoro lungo tendono più degli uomini a indulgere in comportamenti insalubri come mangiare snack ultracalorici, fumare e abusare di caffeina. Il grido d’allarme giunge da uno studio dell’Economic and Social Research Council (ESRC).
Spiega Daryl O’Connor, leader del team di ricercatori ESRC: “Le donne che lavorano per un maggior numero di ore tendono a mangiare cibi e snack ricchi di grassi e zuccheri, a compiere meno esercizio fisico, ad assumere più caffeina e, se fumatrici, a fumare più sigarette dei loro colleghi maschi. Sugli uomini un orario di lavoro più lungo della media non ha un impatto altrettanto importante”.
Ma un orario di lavoro più lungo ha anche un effetto positivo (uno solo) sulla salute dei lavoratori: il ridotto consumo di alcol. “La riduzione dell’assunzione di alcol vale per fortuna per entrambi i sessi”, spiega la O’Connor.
Questi dati sono contenuti in uno studio condotto per l’ESRC dagli psicologi della Leeds University riguardante gli effetti dello stress sulle abitudini alimentari. “Lo stress sconvolge le normali abitudini alimentari delle persone”, avverte la O’Connor, “e le induce a scegliere cibi meno salutari, per esempio meno frutta e verdura”.
Secondo i ricercatori inglesi le persone più a rischio di comportamenti alimentari alterati sono i cosiddetti ‘mangiatori emozionali’, cioè gli individui con livelli di vulnerabilità più elevati, che tendono a rivolgere al cibo il loro pensieri per distrarre l’attenzione dai pensieri negativi su loro stessi e dall’ansia.
Oltre a non risolvere i problemi che sono alla base dello stress psicologico, questo comportamento aumenta significativamente il rischio di patologie cardiovascolari e tumori, avvertono i ricercatori.
Fonte: ESRC press release 2006.
david frati
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=16207&s=3&c=5