Ciao, Ros. Alla viglia delle mie vacanze ti saluto con una riflessione che avessimo tempo (magari dove vado avrò la connessione, chissà) ci avrebbe animati in una accesissima discussione.
Se per anima si intende qualcosa di immateriale che esiste, credo che alla luce delle mie letture su relatività e soprattutto quantistica emerga sempre più netto il fatto che la materia sia assolutamente una illusione, o meglio, un livello descrittivo di una cosa che non è materia, ma che è materia ed energia insieme.
Da qui pensare che la coscienza, l'esistenza, ciò che ci circonda, non sottostiano alle regole di decadimento a cui è soggetta la materia che conosciamo(che conoscevamo) viene spontaneo.
In poche parole, vado sempre più convincendomi che
non c'è dualismo anima-corpo o pensiero-materia,
ma solo perchè corpo e materia NON esistono, sono solo livelli descrittivi (parametri, come l'asse delle x e delle y) per definire posizione o caratteristiche di una cosa che NON E' MATERIA come la conosciamo.
Facendo una citazione "
L'universo comincia a sembrare
più simile ad un grande pensiero
che non a una grande macchina."
Le implicazioni della teoria della relatività e della quantistica sono tutte a favore
dello sviluppo di una nuova presa di coscienza, che indica chiaramente che ciò che
potremmo definire realtà è una proiezione mentale senza molto senso,
e che la relatività dell'osservatore e dello strumento di rilevazione diano il via
al "congelamento" (all'inizio di una coerenza).
Onde per cui, visto che per reale i materialisti hanno definito "qualcosa di universalmente tangibile", credo che per l'approccio materialista vecchio stampo le ore siano contate, se non finite,
a meno di non rinuciare all'etichetta di branco della scienza e rietichettarsi come "metafisica della materia".
Avremo tempo per discuterne al mio ritorno.
Ciao e a presto.
[/size]