Democrazia Atea

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Fux89 il Mar 10 Gen - 18:17

AteoCorporation ha scritto:La realtà dei fatti conferma la mia opinione, lo Stato è Laico da quasi trent'anni e guarda come siamo messi, come puoi considerare efficace un termine che, dall'inizio e fino ad oggi, non ha mai creato una vera neutralità e separazione?
Se siamo messi così la colpa è del fatto che lo Stato è laico di nome ma non di fatto. E, d'altra parte, se andiamo a vedere gli stati atei (non laici) non è che siano proprio un esempio edificante...

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da AteoCorporation il Mar 10 Gen - 19:18

davide ha scritto:Non ci avevo pensato! Se in Italia al giorno d'oggi il vaticazzo la fa da padrone e' perche' il termine "laico/laicita'" non e' efficace!

Consiglio per il futuro: non pensare di darti al marketing.

Non potresti rispondere in modo più sereno?

Sto solo proponendo un cambiamento, inizialmente il termine Laico indicava solo il Cristiano non facente parte del clero, poi la società è cambiata, dando a questo termine anche un significato politico.

Ecco, io non sto parlando di Ateismo di Stato o di imporre chissà che cosa, ma solo di attribuire al termine Ateo anche un significato politico, proprio come è successo con il termine Laico, le parole non sono eterne e immutabili, oggi il termine Ateo non ha un significato politico, ma lo stesso valeva per il termine Laico fino a qualche tempo fa, quindi non vedo perché, visto e considerando che il termine Laico ha dimostrato di essere efficace solo sulla carta fin dall'inizio, non potremmo dare una scossa alla situazione con un cambiamento del genere.

Inoltre, un cambiamento del genere potrebbe anche migliorare il giudizio su questa parola che non sta simpatica a molti, in quanto non esisterà più solo l'Ateismo di Stato, ma anche uno Stato Ateo basato anche sulla libertà religiosa, così ci saranno meno pregiudizi, gli stessi che in parte hai avuto tu nei miei confronti quando hai messo in mezzo Cina e URRS supponendo che io approvassi quei sistemi.

Insomma, la società cambia ed anche le parole mutano ed acquistano altri significati a seconda delle situazioni, non è detto che il temine Ateo debba per forza avere solo un significato, può averne altri come è accaduto con Laico, se poi non volete un cambiamento del genere benissimo, ma a questo punto credo proprio che quando sarò vecchio troverò ancora i Crocifissi ovunque...
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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Mar 10 Gen - 22:33

AteoCorporation ha scritto:
davide ha scritto:Non ci avevo pensato! Se in Italia al giorno d'oggi il vaticazzo la fa da padrone e' perche' il termine "laico/laicita'" non e' efficace!

Consiglio per il futuro: non pensare di darti al marketing.

Non potresti rispondere in modo più sereno?

Sto solo proponendo un cambiamento, inizialmente il termine Laico indicava solo il Cristiano non facente parte del clero, poi la società è cambiata, dando a questo termine anche un significato politico.

Ecco, io non sto parlando di Ateismo di Stato o di imporre chissà che cosa, ma solo di attribuire al termine Ateo anche un significato politico, proprio come è successo con il termine Laico, le parole non sono eterne e immutabili, oggi il termine Ateo non ha un significato politico, ma lo stesso valeva per il termine Laico fino a qualche tempo fa, quindi non vedo perché, visto e considerando che il termine Laico ha dimostrato di essere efficace solo sulla carta fin dall'inizio, non potremmo dare una scossa alla situazione con un cambiamento del genere.

Inoltre, un cambiamento del genere potrebbe anche migliorare il giudizio su questa parola che non sta simpatica a molti, in quanto non esisterà più solo l'Ateismo di Stato, ma anche uno Stato Ateo basato anche sulla libertà religiosa, così ci saranno meno pregiudizi, gli stessi che in parte hai avuto tu nei miei confronti quando hai messo in mezzo Cina e URRS supponendo che io approvassi quei sistemi.

Insomma, la società cambia ed anche le parole mutano ed acquistano altri significati a seconda delle situazioni, non è detto che il temine Ateo debba per forza avere solo un significato, può averne altri come è accaduto con Laico, se poi non volete un cambiamento del genere benissimo, ma a questo punto credo proprio che quando sarò vecchio troverò ancora i Crocifissi ovunque...
Ma io sono sereno! boxed
Se il tono generale del mio messaggio ti e' sembrato brusco ti chiedo scusa (certo c'erano alcune frecciate, lo so, compresa quella sul marketing).
Che ti posso dire... Non sono d'accordo. Trovo che la battaglia per laicita' sia gia' dura di per se' in questo modo, senza dover pure far cambiare idea alla gente su un termine che, oltretutto, non piace a molti non credenti stessi (incluso me). I cambiamenti del linguaggio non avvengono da un giorno all'altro per volonta' di qualcuno, e' una trasformazione lenta che richiede tempo.
Francamente trovo che impegnarsi pure a cambiare la percezione di un termine diventi un orpello inutile, e continuo a pensare che DA si sia scelta un pessimo nome.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Mar 10 Gen - 22:47

davide ha scritto:... continuo a pensare che DA si sia scelta un pessimo nome.
Assolutamente sì. Un nome "pessimo"! Ma proprio per questo un ottimo segnale di ribellione! Chi è mai che si dovrebbe blandire, usando toni sfumati e nebulosi... non ci sarà maggior rispetto per questo! Pensa invece all'effetto di sentire pronunciare in TV ai resoconti delle votazioni "democrazia atea"! Questo serve soprattutto per dare fiducia a chi è già orientato verso il rifiuto delle prevaricazioni clericali, ma può scuotere un pochino anche gli appecorati. Può favorire l'outing e l'impegno di persone di libero pensiero che si sentono isolate e intimorite... può innescare una riflessione, una ricerca, uno studio..

Vabbé... io e Frank sappiamo dove metteremo il segno!

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Mar 10 Gen - 22:54

Minsky ha scritto:
davide ha scritto:... continuo a pensare che DA si sia scelta un pessimo nome.
Assolutamente sì. Un nome "pessimo"! Ma proprio per questo un ottimo segnale di ribellione! Chi è mai che si dovrebbe blandire, usando toni sfumati e nebulosi... non ci sarà maggior rispetto per questo! Pensa invece all'effetto di sentire pronunciare in TV ai resoconti delle votazioni "democrazia atea"! Questo serve soprattutto per dare fiducia a chi è già orientato verso il rifiuto delle prevaricazioni clericali, ma può scuotere un pochino anche gli appecorati. Può favorire l'outing e l'impegno di persone di libero pensiero che si sentono isolate e intimorite... può innescare una riflessione, una ricerca, uno studio..

Vabbé... io e Frank sappiamo dove metteremo il segno!
Non ho dubbi, ma intanto ti ripropongo questo:
davide ha scritto:Detto questo, ai diversi sostenitori di DA mi verrebbe da chiedere dove fosse tale partito nelle settimane in cui i radicali, la UAAR ed una pagina di facebook sollevavano il problema della montagna di soldi che ogni anno lo stato italiano versa al vaticazzo. Perche' io ho visto i radicali andare a rompere i coglioni, filmare segretamente i vari hotel di lusso vaticani e sbugiardare trastevere dalle minchiate che rilasciavano tramite stampa. Di DA nemmeno l'ombra.
La conclusione che ne traggo e' che i responsabili di un'eventuale emorragia di voti dai movimenti a cui piu' sta a cuore la laicita' (che e' un valore, al contrario dell'ateismo) sarebbero i votanti di DA, non dei radicali.
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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Fux89 il Mar 10 Gen - 23:07

Minsky ha scritto:Pensa invece all'effetto di sentire pronunciare in TV ai resoconti delle votazioni "democrazia atea"!
Non fosse che in TV al massimo si sentirà pronunciare "Altro", cioè il gruppo dove vengono messi insieme tutti quei partiti che prendono meno dello "zerovirgola percento", tra cui ci sarà anche DA.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Mar 10 Gen - 23:11

davide ha scritto:Non ho dubbi, ma intanto ti ripropongo questo:
davide ha scritto:Detto questo, ai diversi sostenitori di DA mi verrebbe da chiedere dove fosse tale partito nelle settimane in cui i radicali, la UAAR ed una pagina di facebook sollevavano il problema della montagna di soldi che ogni anno lo stato italiano versa al vaticazzo. Perche' io ho visto i radicali andare a rompere i coglioni, filmare segretamente i vari hotel di lusso vaticani e sbugiardare trastevere dalle minchiate che rilasciavano tramite stampa. Di DA nemmeno l'ombra.
La conclusione che ne traggo e' che i responsabili di un'eventuale emorragia di voti dai movimenti a cui piu' sta a cuore la laicita' (che e' un valore, al contrario dell'ateismo) sarebbero i votanti di DA, non dei radicali.

DA ha scritto:Parte anche a Savona la campagna d’informazione di Democrazia Atea il cui scopo è quello di far conoscere nel concreto i privilegi, pagati da noi, che il Vaticano ha conquistato in anni di malgoverno e corruzione. Crediamo che sia giusto denunciare, soprattutto in questo clima di crisi che continua a penalizzare solo le fasce più deboli e che non costruisce alcun futuro per i nostri figli, le possibilità di
sviluppo che il nostro paese può avere nel concreto evitando di gettare in fumo milioni di Euro che invece finiscono nelle tasche dello stato più piccolo, più ricco e più potente al mondo. Una realtà che costa agli italiani ben 6 miliardi di € ogni anno, tolti alla sanità, alle scuole laiche, alle infrastrutture, a chi realmente ha bisogno e ha pagato tasse per tutta una vita.
link e molte altre iniziative. Ma anche se facessero nulla, sarebbe irrilevante. Si tratta di manifestare un segnale nell'unico modo consentito dalle regole della politica elettorale.
E un influsso, ripeto, lo avrebbe.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Mar 10 Gen - 23:12

Fux89 ha scritto:
Minsky ha scritto:Pensa invece all'effetto di sentire pronunciare in TV ai resoconti delle votazioni "democrazia atea"!
Non fosse che in TV al massimo si sentirà pronunciare "Altro", cioè il gruppo dove vengono messi insieme tutti quei partiti che prendono meno dello "zerovirgola percento", tra cui ci sarà anche DA.
Hai afferrato il punto. Bisogna che la mobilitazione sia sufficiente a consentire di superare il minimo che permette di emergere dall'anonimato. Allora lo sforzo sarà premiato.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Mar 10 Gen - 23:17

Savona.
Visibilita' a livello nazionale: 0.

E no, se non facessero proprio nulla sarebbe rilevante eccome, almeno per me, ovvio.

I radicali, per quanto contino anche loro come il 2 di coppe quando briscola e' bastoni, hanno una visibilita' enormemente superiore.
E questo ci dice molto sulle reali dimensioni, capacita' di influenza ed utilita' di un voto a DA.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Mar 10 Gen - 23:33

davide ha scritto:Savona.
Visibilita' a livello nazionale: 0.

E no, se non facessero proprio nulla sarebbe rilevante eccome, almeno per me, ovvio.

I radicali, per quanto contino anche loro come il 2 di coppe quando briscola e' bastoni, hanno una visibilita' enormemente superiore.
E questo ci dice molto sulle reali dimensioni, capacita' di influenza ed utilita' di un voto a DA.
Qui non ti capisco. Ragioni a logica rovescia: è il voto, che conferisce influenza, potere ed utilità ad una forza politica. Si dovrebbe forse votare solo per quelli che vincono (e in ogni modo come fai a sapere in anticipo chi sono?), perché il voto sia ben speso?

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Mer 11 Gen - 1:21

Ovviamente e' il voto a conferire influenza e potere ad una forza politica. Non e' un ragionamento al rovescio.
Valuto semplicemente che il nome infelice e la visibilita' nulla lasceranno DA ai margini della vita politica nazionale, ottenendo solo l'effetto di disperdere quei pochi voti in gioco.
Chiamiamolo assessment se ti va. Potrebbe certamente essere sbagliato (anche se non credo).

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da alberto il Mer 11 Gen - 9:44

intervengo con il tempismo degno del bradipo.
due cosine su DA:

leggo il programma e non mi dispiace affatto, del nome me ne freghicchio (ok mi piace poco e a voler esagerare ritengo poco felice anche la stella nello stemma, ma kiss [enefrega]), MA anch'io non ho mai trovato traccia di una qualche loro attività. Ho come l'impressione di un movimento a "conduzione familiare", trainato dalla lotta personale della segretaria. mi sbaglierò, e aspetto fatti che mi inducano a pensare diversamente.

La seconda è di carattere strategico. Poiché in linea di principio concordo con Frank & Minsky (sembra un serial poliziesco anni '70) sulla necessità di dare un segnale VISIBILE mi chiedo: l'attività dei radicali, che grazie alla loro radio riescono ad avere una visibilità che altri si sognano a parità di voti, è chiaramente improntata al "mi alleo con chiunque (ed è chiunque davvero cazzarola...) se giova alla mia attuale battaglia", tant'è che un minuto dopo aver attaccato la chiesa sull'ICI, sulle carceri ci si fa vedere a braccetto coi preti coraggiosi che lottano in prima linea nelle carceri bla bla bla. Io sono un accanito sostenitore delle sinergie e non biasimo a priori questa strategia. Credo che DA dovrebbe per prima cosa cercare sinergie politiche per ottenere visibilità concentrandosi su alcune tematiche e alcune battaglie. la visibilità e i voti delle persone si ottengono coi fatti, non solo perché il nome suggerisce ciò che ci sta a cuore. E i fatti, per una formazione così minoritaria, devono tener conto anche di come essa si muove nei primi passi. Insomma, per ora sono poco propenso a buttare il mio voto su DA.

Pensiamo poi che persino in UAAR DA è a malapena riconosciuta come esistente... e teniamo ancora conto che UAAR ha mi sembra 4000 soci in italia, lo 0,01% scarso dell'elettorato... (altro che "altre liste" hehehehe). Da questo evinco che c'è bisogno di altri temi comuni per creare massa, e che il solo tema della laicità-ateismo non è ancora visto (naturalmente a torto secondo me) come prioritario per produrre aggregazione.



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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da AteoCorporation il Mer 11 Gen - 13:00

davide ha scritto:
Se il tono generale del mio messaggio ti e' sembrato brusco ti chiedo scusa (certo c'erano alcune frecciate, lo so, compresa quella sul marketing).
Che ti posso dire... Non sono d'accordo. I cambiamenti del linguaggio non avvengono da un giorno all'altro per volonta' di qualcuno, e' una trasformazione lenta che richiede tempo.

Non occorre che ti scusi, vorrei solo che provaste un po' tutti a rivalutare un termine che fino ad oggi ha portato a pochi svuiluppi, confrontandolo con uno nuovo che, proprio per la sua risonanza (anche negativa), porterebbe come minimo ad una riflessione generale, e credo che voi stiate sottovalutando questo aspetto.

Hai ragione, le parole non cambiano da un giorn all'altro, ma se ci pensi è già da qualche anno che il termine Ateo sta venendo rivalutato, in primis con l'Ateologia di Onfray e di recente proprio con Democrazia Atea che parla di Stato Ateo, per cui negli ultimi 5-6 anni al temine Ateo si sta cercando di dare un significato filosofico ed uno politico, e se ci fosse più apertura mentale anche tra gli stessi non credenti, forse basterebbe qualche decennio per attribuire davvero a questo termine anche un significato filosofico e politico, e credo che sia molto meglio sperare in questa rivoluzione piuttosto che continuare per la stessa strada.

Come ho detto all'inizio, nemmeno io oso pensare che Democrazia Atea abbia possibilità concrete, ma è anche vero che il suo "sacrificio" porterà comunque ad un mutamento, per me questo partito è la vittima sacrificale per dare inizio ad una ribellione politica, come ha detto anche Minsky.
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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Lun 16 Gen - 20:36

I Radicali sono kaputt!

Emendamento "milleproroghe": cancellata la convenzione con Radio Radicale, il servizio verrà assegnato con gara d'appalto. Fonte: ANSA

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Lun 16 Gen - 20:38

Gia'. Hai notato da chi e' partita la proposta?

davide
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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Lun 16 Gen - 20:50

davide ha scritto:Gia'. Hai notato da chi e' partita la proposta?
Pd, Pdl e Terzo Polo: come dire, Jimmy, Johnny e Gianni, i tre porcellini...

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da davide il Lun 16 Gen - 20:52

Bingo.

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Sab 7 Mar - 15:53

DA ha scritto:CONTRO L’ABORTO, A PRESCINDERE
Le associazioni criminali antiabortiste, responsabili in tutto il mondo della assenza di prevenzione attraverso l’educazione sessuale, finanziarono una campagna di dissenso contro la “Relazione Estrela” e il loro assunto ideologico, neanche a dirlo, trovava consenso nel mondo cattolico.
In quella occasione i deputati renziani Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, Patrizia Toia, e David Sassoli, si astennero lasciando passare un ordine del giorno promosso dalla destra conservatrice e dai nazisti europei, che di fatto, neutralizzava la risoluzione Estrela.
Qualche parlamentare renziano tentò di giustificarsi di fronte al gruppo parlamentare di appartenenza, che c’era stato un problema di traduzione e che non aveva compreso il testo in votazione.
Balle.
L’intera questione era stata all’esame delle commissioni per sei mesi e la relazione Estrela era assai temuta dal Vaticano che attraverso la sua solerte pretaglia, non voleva farsi sfuggire una occasione così importante per stroncare i diritti delle donne.
Quando il Vaticano ordina c’è sempre un politico imbecille che crede che l’ordine sia impartito direttamente da dio, e lo esegue senza riserve.
Forse non sarà stato il caso di quei sei europarlamentari renziani, ma poiché provenivano tutti da un’area ultracattolica, il sospetto che il loro fondamentalismo abbia prevalso sui diritti umani, è lecito.
Nei prossimi giorni sarà portato in discussione a Strasburgo il Rapporto presentato a gennaio da Marc Tarabella, sulla parità di genere, la salute riproduttiva delle donne e l’accesso agevolato alla contraccezione e all’aborto.
Gli europarlamentari del PD hanno una possibilità di riscattarsi dopo il tradimento sul rapporto Estrela, anche se è notorio che il deficit che li affligge per l’assenza di una cultura politica sul principio di laicità, è irrecuperabile.
Si auspica l’approvazione del rapporto Tarabella, ma nel contempo si è consapevoli che anche questa volta il PD potrebbe di nuovo allearsi in votazione con i nazisti ultraconservatori.
Se accadesse prevediamo il copione: un minuto dopo manderebbero Debora Serracchiani in televisione a dire a tutti che il PD è un partito progressista e di sinistra e che il loro capo ha sempre ragione, a prescindere.
Carla Corsetti 
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Justine il Sab 7 Mar - 17:51

Un dio favorevole all'aborto esiste? Ce n'è uno per ogni roba, forse ai soggetti interessati converrebbe far valere quello


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Smettetela di bistrattare e misinterpretare la Scienza per fingere di dare plausibilità alle vostre troiate
Grazie
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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Sab 5 Set - 11:38


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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da adif il Sab 5 Set - 11:47

condivido la seconda parte, nel senso che la prima se la potevano risparmiare
marx è roba del 1800, ora anche basta
cmq la religione la fanno a scuola pure in danimarca, io farei storia delle religioni con insegnanti di storia assunti a concorso come tutti gli altri
fanculo la curia
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Messaggio Da Rasputin il Sab 5 Set - 23:16

Minsky ha scritto:

Gli islamici sono la porta posteriore attraverso la quale il cattolicesimo potrebbe riaccedere ai tempi dell'inquisizione

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Gio 10 Set - 18:49

DA ha scritto:

DISCOUNT DIOCESANO

Riepiloghiamo.
Se i credenti vogliono divorziare secondo le leggi civili, sono scomunicati dalla Chiesa cattolica e non possono partecipare ai rituali della teofagia.
Una gran mole di credenti divorziati però ambisce alla teofagia e soffre per esserne escluso.
Il monarca Bergoglio ha trovato una soluzione al problema: lascerà ai vescovi la possibilità di consentire ai divorziati di rientrare nel gregge, semplificando le procedure di annullamento del matrimonio religioso.
Lo Stato italiano, nell’accordo degli ex coniugi, ha varato il “divorzio breve” e Bergoglio si è inventato “l’annullamento breve”, segno evidente che anche i cattolici si avviano ad una presa d’atto del fallimento dell’istituto matrimoniale, valutando nel contempo, che commercializzarne le conseguenze è economicamente conveniente.
Lo Stato italiano ha affidato alcune incombenze all’Ufficiale dello Stato dell’Anagrafe, e Bergoglio ha affidato i processi di nullità ai vescovi.
I vescovi adesso assurgono al ruolo di giudici ma a ben vedere, per quel che devono giudicare, poteva essere sufficiente anche un chierichetto.
Semplificare le procedure dell’annullamento divorzio ha indubbi vantaggi per la Chiesa perché aumenta il numero degli adepti, posto che i divorziati in Italia sono circa un milione e trecentomila e tra costoro la gran parte ambisce a rientrare nei ranghi della Chiesa, ma è spaventato dalle procedure di annullamento canonico.
Qualche puntualizzazione però va detta.
Innanzitutto non corrisponde al vero che il procedimento sarà gratuito: la gratuità dovrà essere assicurata “per quanto possibile”, cioè mai.
È più facile che un vescovo diventi ateo piuttosto che compia un atto del suo “ufficio” senza ricevere in cambio una quantità di denaro commisurata alle proprie aspettative.
Nella riforma “rivoluzionaria” di Bergoglio non è stato abolito il ruolo dell’avvocato rotale, né quello del difensore del sigillo, dunque le parcelle di costoro dovranno essere pagate, a prescindere.
I creduli però, da oggi, si autoconvinceranno che il procedimento di nullità sarà gratuito e, a frotte, busseranno alla porta del vescovo del loro circondario.
Avranno tempo per rendersi conto che non è così, ma ormai saranno stati agganciati.
La Rota Romana si dividerà in una miriade di discount delle nullità e il business dei matrimoni annullati sarà un trionfo.
Circa 50.000 matrimoni annullati in tutto il mondo di cui circa 500 solo in Italia, sono davvero pochi quando il potenziale, solo in Italia, è di circa 500mila.
Un giro d’affari da capogiro e nello stesso tempo un battage pubblicitario che spaccia il tutto come una rivoluzione in favore dei poveri.
Per non parlare dei secondi matrimoni che potranno essere celebrati di nuovo in chiesa, e altri introiti esentasse si profilano all’orizzonte.
Queste credulonerie sulla presunta rivoluzione bergogliana non sarebbero poi così rilevanti se non fosse che la TV, i canali radiofonici, i giornali e i telegiornali, ormai da ben due giorni non parlano d’altro e con enfasi esagerata, incuranti del pensiero plurale e di chi è estraneo a ciò che dovrebbe restare nel privato, lasciano intendere che le direttive canoniche siano più importanti, ad esempio, di un pronunciamento della Corte Costituzionale.
Così ciò che dio ha unito sarà ora il vescovo a dividere, e il denaro prenderà la strada delle casse diocesane e non più quelle del Tribunale rotale.
Dalla produzione sartoriale alla catena dei discount, in definitiva Bergoglio ha adeguato una modalità commerciale alle esigenze del mercato, ed è puerile spacciare per rivoluzione un banale trade marketing.

quoto..

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Rasputin il Ven 11 Set - 17:11

A cosa non si abbasserebbero pur di non perdere clientela

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Re: Democrazia Atea

Messaggio Da Minsky il Ven 2 Ott - 9:20

DA ha scritto:


GAETANO SALVEMINI E LA MESSA
L'inserto regionale pugliese de "la Repubblica" del 1 ottobre ha dato notizia della celebrazione di una messa all'interno del Liceo Gaetano Salvemini, col taglio di un'ora di lezione.
L'unione degli studenti ha eccepito la "forzatura" operata dalla dirigente, Tina Gesmunda, confortata, a suo dire  dal Collegio dei docenti, esponendo i non partecipanti ad una diversa opzione non serena e imbarazzante.
Normativa e sentenze escludono lo svolgimento di riti religiosi durante le ore di lezione, non rivestendo alcun rilievo culturale e liberamente partecipabili nei luoghi di culto.
La preside ha voluto ribadire che "la scuola e laica, cioè plurale", ironizzando pure sul quasi non "libero" esercizio dell'autonomia.
Certamente Salvemini si rivolterà nella tomba per come è stato "forzato" il significato dei principi costituzionali di laicità, imparzialità e pluralismo dei poteri pubblici i quali devono restare aconfessionali, senza sovrapposizione fra Stato e Chiesa e devono rimanere, per l'articolo 7 della Costituzione, ciascuno nel proprio ambito: "autonomi e sovrani".
Il pensiero di Salvemini sulla scuola pubblica e sulla scuola confessionale era lucido e l'inerzia che denunciava nel 1907 è ancora attuale: « La politica scolastica del partito clericale non può essere in Italia che una sola: deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e più largamente dotarla; favorire le scuole private confessionali con sussidi pubblici, e con sedi d'esami, con pareggiamenti; rafforzata a poco a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica, sopprimere al momento opportuno questa e presentare come unica salvatrice della gioventù quella. Programma terribilmente pericoloso perché non richiede nessuno sforzo di lotta attenta ed attiva ma solo di una tranquilla e costante inerzia, troppo comoda per i nostri burocrati e per i nostri politicanti, troppo facile per l'oligarchia opportunista che ci sgoverna. »
Giacomo Grippa
Segretario Provinciale di Lecce di Democrazia Atea

http://www.democrazia-atea.it

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