Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da giulio76 il Lun 18 Apr - 8:45

SergioAD ha scritto:Ciao Blush,

Mi chiedevo benché sia goffa, la camminata dei primati appare più armoniosa rispetto alla nostra... la nostra scimmia evidentemente camminava sulle punte dei piedi e sculettava.


Vuol dire che era una scimmia "bottona" scusa la battutaccia

Mi chiedo perché si chiama evoluzione e non "mutazione genetica". Evoluzione mi sa di qualcosa che migliori sempre più, invece almeno la teoria dell'evoluzione dice che siamo frutto di una serie di "errori genetici", almeno io l'ho capito in questa maniera, che hanno permesso la sopravvivenza di una specie rispetto ad un'altra. Ad esempio l'insetto stecco che per un errore del suo predecessore si è trovato con un pigmento verde, ha permesso una sopravvivenza in un ambiente che per cause esterne sia mutato diventado prevalentemente verde, determinando così la mimetizzazione "dell'insetto errore", mentre tutti quelli a pigmento giallo sono divenuti più evidenti e quindi una facile preda.
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Ates il Lun 18 Apr - 9:50

giulio76 ha scritto:
Mi chiedo perché si chiama evoluzione e non "mutazione genetica". Evoluzione mi sa di qualcosa che migliori sempre più,
No, vedi questo è l'errore tipico di chi non ha compreso bene Darwin wink..

giulio76 ha scritto:
invece almeno la teoria dell'evoluzione dice che siamo frutto di una serie di "errori genetici", almeno io l'ho capito in questa maniera, che hanno permesso la sopravvivenza di una specie rispetto ad un'altra. Ad esempio l'insetto stecco che per un errore del suo predecessore si è trovato con un pigmento verde, ha permesso una sopravvivenza in un ambiente che per cause esterne sia mutato diventado prevalentemente verde, determinando così la mimetizzazione "dell'insetto errore", mentre tutti quelli a pigmento giallo sono divenuti più evidenti e quindi una facile preda.

Corretto, l'errore sta nell'interpretazione non nel termine.


Per il discorso dell'eleganza, il fatto è che anche noi bipedi saremmo "fatti" per camminare a quattro zampe, basta vedere come si è dovuta adattare la nostra colonna vertebrale, con le varie curve e come essa ci faccia pagare l'abilità di stare eretti con mal di schiena e patologie varie come lordosi, scoliosi, ecc.
Se provassimo a camminare a 4 zampe non ci riusciremmo, ma ciò è dovuto al fatto che una parte del nostro scheletro è evoluto nella direzione del bipedismo (gambe lunghe) mentre ci portiamo ancora dietro dei caratteri ancestrali da quadrupedi che ci provocano alcuni disturbi.
Non vorrei dire una baggianata, ma questo spiega perché i bambini non riescono a camminare fin da subito in piedi, mentre invece il resto dei quadrupedi inizia a camminare bene molto presto.

Per ulteriori informazioni bipedismo e soprattutto qua ergonomia

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Fux89 il Lun 18 Apr - 13:05

giulio76 ha scritto:Mi chiedo perché si chiama evoluzione e non "mutazione genetica".
Perché la mutazione genetica non è sufficiente per avere l'evoluzione.
Evoluzione mi sa di qualcosa che migliori sempre più, invece almeno la teoria dell'evoluzione dice che siamo frutto di una serie di "errori genetici", almeno io l'ho capito in questa maniera, che hanno permesso la sopravvivenza di una specie rispetto ad un'altra.
È un errore considerare evoluzione nel senso di miglioramento, ma è sbagliato anche considerare errore genetico con un'accezione negativa, per cui quell'invece che ho evidenziato è ingiustificato.

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Giampy il Mar 19 Apr - 21:00

Fux89 ha scritto:
giulio76 ha scritto:Mi chiedo perché si chiama evoluzione e non "mutazione genetica".
Perché la mutazione genetica non è sufficiente per avere l'evoluzione.
Evoluzione mi sa di qualcosa che migliori sempre più, invece almeno la teoria dell'evoluzione dice che siamo frutto di una serie di "errori genetici", almeno io l'ho capito in questa maniera, che hanno permesso la sopravvivenza di una specie rispetto ad un'altra.

I motori principali dell'evoluzione essenzialmente sono 4: mutazione,
deriva genetica casuale, flusso genico (migrazione) e selezione naturale.
Sicuramente ce ne sono altri e sicuramente svolgono un ruolo in %
differenti aseconda di svariati fattori.

È un errore considerare evoluzione nel senso di miglioramento, ma è sbagliato anche considerare errore genetico con un'accezione negativa, per cui quell'invece che ho evidenziato è ingiustificato.

In questo caso mi piace molto il termine "geni in panchina", ovvero mutazioni geniche che li per li non hanno un effetto tangibile, ma successivamente, accumulandosi con altre mutazioni per esempio, scaturiscono un qualche effetto. In panchina quindi perchè sono li che aspettano ad entrare in gioco!
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da giulio76 il Mer 20 Apr - 7:10

Giampy ha scritto:
In questo caso mi piace molto il termine "geni in panchina", ovvero mutazioni geniche che li per li non hanno un effetto tangibile, ma successivamente, accumulandosi con altre mutazioni per esempio, scaturiscono un qualche effetto. In panchina quindi perchè sono li che aspettano ad entrare in gioco!

Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un progetto intelligente, ovvero una preprogrammazione genetica che viene fuori con le condizioni al contorno. Quindi basta creare le condizioni e viene fuori qualcosa che sia era programmato prima.

Ad ogni modo non capisco come possa mutare il nostro DNA, ad esempio poniamo il caso si possa eseguire una criogenesi, e facciamo un salto nel futuro di 200 mila anni, poniamo il caso che l'uomo sapravviva hai cambiamenti climatici ecc... e si evolva o muti come è successo per i nostri antenati, noi vecchi di 200 mila anni non potremmo riprodurci con la nuova specie umanoide. Quindi il DNA è mutato, ma la mutazione genetica in natura avviene solo per malattie (sindrome di down) oppure per radiazioni. Chi mi spiega questo processo che non ho ben capito? In parole molto terra-terra.
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Fux89 il Mer 20 Apr - 7:33

giulio76 ha scritto:Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un progetto intelligente, ovvero una preprogrammazione genetica che viene fuori con le condizioni al contorno.

Ad ogni modo non capisco come possa mutare il nostro DNA
Semplicemente, il meccanismo di replicazione del DNA, per quanto sia estremamente preciso, non è perfetto, e quindi avvengono in maniera del tutto naturale degli errori (cioè, delle mutazioni). Più o meno come quando copi un testo al computer: per quanto tu possa essere bravo, prima o poi commetterai un errore.
Poi possono anche esserci cause "esterne", come le radiazioni che citavi tu.

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da alberto il Mer 20 Apr - 7:57

giulio76 ha scritto:
Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un progetto intelligente, ovvero una preprogrammazione genetica che viene fuori con le condizioni al contorno. Quindi basta creare le condizioni e viene fuori qualcosa che sia era programmato prima.

Ad ogni modo non capisco come possa mutare il nostro DNA, ad esempio poniamo il caso si possa eseguire una criogenesi, e facciamo un salto nel futuro di 200 mila anni, poniamo il caso che l'uomo sapravviva hai cambiamenti climatici ecc... e si evolva o muti come è successo per i nostri antenati, noi vecchi di 200 mila anni non potremmo riprodurci con la nuova specie umanoide. Quindi il DNA è mutato, ma la mutazione genetica in natura avviene solo per malattie (sindrome di down) oppure per radiazioni. Chi mi spiega questo processo che non ho ben capito? In parole molto terra-terra.

primo punto: i geni in panchina. Il gene mutato non è espresso per due motivi: 1. perché si trova in una stringa inattivata, non replicante (non entro nel dettaglio, introni, roba così); 2. e penso sia il caso di cui si parlava sopra, si parla di gene ma in realtà ci si riferisce agli alleli, cioè la coppia di geni che un organismo diploide possiede. In questo caso omozigosi ed etorozigosi, dominanza e recessione determinano l'espressione o meno del gene.

su questo quadro però devi tener conto che non ancora si è manifestata l'altra fase importante del processo evolutivo: la selezione naturale. Una volta giunto ad esprimersi, il gene produce una proteina (semplifico) che causerà con la sua azione un cambiamento (fisiologico, fenotipico, funzionale) che se "positivo", ossia in grado di rendere in quel preciso momento e in quel preciso ambiente l'organismo più funzionale verrà selezionato, se "negativo" verrà eliminato, se ininfluente potrà conservarsi o perdersi secondo un preciso modello di dispersione.

quindi anche un'ipotetica predeterminazione "fallirebbe" perché non è detto che al momento dell'espressione la proteina codificata risulti "positiva" e "adatta" alle condizioni esistenti in quel luogo in quel momento.
Quindi l'unica soluzione "deterministica" soddisfacente è pensare che tutto-sempre avvenga per altrui volontà, tutto, ogni atomo, ogni molecola in ogni parte dell'universo.
Commento soggettivo: che palle! (scusa scherzo ora torno serio)

Secondo punto: il DNA mutato. La mutazione gentica NON avviene in natura solo per radiazioni o malattie. Ricordati che il più importante meccanismo di formazione di variazioni (mutazioni dici tu) del genoma è la sua stessa replicazione. Il meccanismo di duplicazione del DNA non è preciso e comporta errori, questi errori vengono in parte riparati dal meccanismo dna-repair che però non può "aggiustarli" tutti. Non pensare che la "mutazione" sia un evento sporadico, esse sono numerosissime.

quindi il meccanismo di evoluzione per selezione naturale è composto di due fasi.

la prima, che possiamo definire CASUALE, produce un grandissimo numero di mutazioni.
la seconda, FUNZIONALE, le vaglia secondo un metodo di giudizio implacabile e assolutamente oggettivo, selezionando quelle che meglio garantiscono la sopravvivenza di quel corredo genetico (intendendo sopravvivenza anche in senso di riproduzione).

Questo meccanismo assolutamente non deterministico ha dato vita a una straordinaria diversità di ciò che noi genericamente chiamiamo "vita".

Vorrei aggiungere anche che non è detto che tra 200000 anni un uomo del presente automaticamente non possa riprodursi con una donna del futuro - o viceversa - senza produrre prole fertile. Giusto per fancazzeggiare un po', potrei per esempio dirti che la selezione naturale sulla nostra specie al momento è bassissima, a causa dell'evoluzione culturale che tende a isolarci dall'ambiente in cui viviamo; in queste condizioni di bassa pressione selettiva i meccanismi conservativi hanno buon gioco e il nostro Valentino del passato potrebbe constatare con piacere che il concetto di bullone si applica alla perfezione anche con le Futurine (ammesso e non concesso che queste trovino lui di loro piacimento).

Se non sono stato chiaro chiedi pure, oppure altri sapranno dissipare con più precisione i tuoi dubbi.

alberto
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Gian dei Brughi il Mer 20 Apr - 8:52

giulio76 ha scritto:
Giampy ha scritto:
In questo caso mi piace molto il termine "geni in panchina", ovvero mutazioni geniche che li per li non hanno un effetto tangibile, ma successivamente, accumulandosi con altre mutazioni per esempio, scaturiscono un qualche effetto. In panchina quindi perchè sono li che aspettano ad entrare in gioco!

Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un progetto intelligente, ovvero una preprogrammazione genetica che viene fuori con le condizioni al contorno. Quindi basta creare le condizioni e viene fuori qualcosa che sia era programmato prima.
Ti fa pensare ad un disegno intelligente perché vista la tua predisposizione cognitiva cerchi di dare un senso alle cose dopo che queste sono accadute. In realtà la faccenda è più complessa e più semplice allo stesso tempo, ovvero i caratteri sono accaduti in maniera casuale (mutazioni) e eventualmente selezionati in maniera contingente (selezione naturale). A prescindere che la selezione naturale selezioni le mutazioni appena sono sorte, dopo che sono sorte o mai.
Comunque basta poco per tagliare la testa al toro, invece di affermare "mi fa pensare ad un disegno (sub)intelligente" che non vuol dire nulla, proponi un esperimento per testare questa ipotesi (falsificarla) e dimostra che questa ipotesi spiega il fenomeno meglio di quanto non faccia il postulato Darwin/Wallace e il gioco è fatto. Non si tratta di "pensare che" ma di "capire come funziona" se funziona per progetto (sub)intelligente benvenga! Ma dimostralo.
Altrimenti sono semplicemente pensieri in libertà come (parafrasi di quanto hai scritto):

    "Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un panino al formaggio, ovvero una preprogrammazione formaggiosa che viene fuori con il pane al contorno."

giulio76 ha scritto:Ad ogni modo non capisco come possa mutare il nostro DNA.
Eddaje Giulio.
Ci sono miriadi di possibilità di come il genoma di Homo sapiens possa mutare sempre e comunque (la comparsa dei tumori ne è un chiaro esempio) hai mai riflettuto ad esempio perché nessuno consigli di prendere la tintarella nei momenti più assolati della giornata?
Solo le mutazioni che però finiscono nei gameti sono ereditabili e possono essere dovute ad un sacco di fattori (trasposoni, retrotrasposoni, crossing over ineguale, mutazioni puntiformi, eccetera eccetera). Senza contare il fatto che anche se non vi fosse alcuna mutazione il solo "rimescolamento" dei geni durante la formazione dei gameti è fonte di una quantità immensa di variabilità.
Comunque se ti interessano i numeri ogni base del corredo cromosomico che hai ottenuto da Papà o Mammà ha una probabilità di mutare pari a ~1.1 × 10^−8.
Ovvero a prescindere da ricombinazioni, trasposoni, epigenetica, eccetera, il tuo genoma ha accumulato ben ~70 mutazioni rispetto ai tuoi genitori:

    Roach 201 - Analysis of Genetic Inheritance in a Family Quartet by Whole-Genome Sequencing


@Alberto l'introne è di per se una parte di un gene. Inoltre esistono geni che si trovano all'interno di introni di altri geni e sono attivissimi. Il solo fatto dunque che un gene si trovi in un introne non lo "spegne". wink..
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da alberto il Mer 20 Apr - 10:45

grazie mille gian per la precisazione! ti confesso che ai miei temi (sigh) questi geni attivi intro-intronici non erano noti, oppure più semplicemente io non li ricordo o non li ho studiati. grazie mille quindi!

alberto
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Gian dei Brughi il Mer 20 Apr - 11:18

alberto ha scritto:grazie mille gian per la precisazione! ti confesso che ai miei temi (sigh) questi geni attivi intro-intronici non erano noti, oppure più semplicemente io non li ricordo o non li ho studiati. grazie mille quindi!
Non c'è di che Alberto.
L'esistenza di questi geni "annidati" è nota dal lontanissimissimissimissimo 1986 mgreen mgreen ...tu ti trovi prima o dopo lo "spartiacque"? prrrrr

    Henikoff 1986 - Gene within a gene: Nested Drosophila genes encode unrelated proteins on opposite DNA strands


E stando ai dati ottenuti dalla mole di genomi sequenziati pare essere una organizzazione genetica decisamente diffusa negli eucarioti (in particolare se alcuni di questi geni "annidati" sono selezionati positivamente dal punto di vista evolutivo [tra le altre cose permette di "salvare spazio"]):

    Kumar 2009 - An Overview of Nested Genes in Eukaryotic Genomes
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da alberto il Mer 20 Apr - 12:08

sigh... nel 1986 ero già tutto preso dalla migrazione degli uccelli... io mi sono laureato nel 1984 (venerdì 13 aprile) baby
quindi genetica 1982 e biologia molecolare 1983. uff.

alberto
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da giulio76 il Mer 20 Apr - 12:54

alberto ha scritto:
primo punto: i geni in panchina. Il gene mutato non è espresso per due motivi: 1. perché si trova in una stringa inattivata, non replicante (non entro nel dettaglio, introni, roba così); 2. e penso sia il caso di cui si parlava sopra, si parla di gene ma in realtà ci si riferisce agli alleli, cioè la coppia di geni che un organismo diploide possiede. In questo caso omozigosi ed etorozigosi, dominanza e recessione determinano l'espressione o meno del gene.

su questo quadro però devi tener conto che non ancora si è manifestata l'altra fase importante del processo evolutivo: la selezione naturale. Una volta giunto ad esprimersi, il gene produce una proteina (semplifico) che causerà con la sua azione un cambiamento (fisiologico, fenotipico, funzionale) che se "positivo", ossia in grado di rendere in quel preciso momento e in quel preciso ambiente l'organismo più funzionale verrà selezionato, se "negativo" verrà eliminato, se ininfluente potrà conservarsi o perdersi secondo un preciso modello di dispersione.

quindi anche un'ipotetica predeterminazione "fallirebbe" perché non è detto che al momento dell'espressione la proteina codificata risulti "positiva" e "adatta" alle condizioni esistenti in quel luogo in quel momento.
Quindi l'unica soluzione "deterministica" soddisfacente è pensare che tutto-sempre avvenga per altrui volontà, tutto, ogni atomo, ogni molecola in ogni parte dell'universo.
Commento soggettivo: che palle! (scusa scherzo ora torno serio)

Secondo punto: il DNA mutato. La mutazione gentica NON avviene in natura solo per radiazioni o malattie. Ricordati che il più importante meccanismo di formazione di variazioni (mutazioni dici tu) del genoma è la sua stessa replicazione. Il meccanismo di duplicazione del DNA non è preciso e comporta errori, questi errori vengono in parte riparati dal meccanismo dna-repair che però non può "aggiustarli" tutti. Non pensare che la "mutazione" sia un evento sporadico, esse sono numerosissime.

quindi il meccanismo di evoluzione per selezione naturale è composto di due fasi.

la prima, che possiamo definire CASUALE, produce un grandissimo numero di mutazioni.
la seconda, FUNZIONALE, le vaglia secondo un metodo di giudizio implacabile e assolutamente oggettivo, selezionando quelle che meglio garantiscono la sopravvivenza di quel corredo genetico (intendendo sopravvivenza anche in senso di riproduzione).

Questo meccanismo assolutamente non deterministico ha dato vita a una straordinaria diversità di ciò che noi genericamente chiamiamo "vita".

Vorrei aggiungere anche che non è detto che tra 200000 anni un uomo del presente automaticamente non possa riprodursi con una donna del futuro - o viceversa - senza produrre prole fertile. Giusto per fancazzeggiare un po', potrei per esempio dirti che la selezione naturale sulla nostra specie al momento è bassissima, a causa dell'evoluzione culturale che tende a isolarci dall'ambiente in cui viviamo; in queste condizioni di bassa pressione selettiva i meccanismi conservativi hanno buon gioco e il nostro Valentino del passato potrebbe constatare con piacere che il concetto di bullone si applica alla perfezione anche con le Futurine (ammesso e non concesso che queste trovino lui di loro piacimento).

Se non sono stato chiaro chiedi pure, oppure altri sapranno dissipare con più precisione i tuoi dubbi.

Be ho capito poco la prima parte (ma non è colpa tua, bensì mia) meglio la seconda.
Però vorrei capire meglio questo concetto. Partiamo dalla posizione a quattro zampe per passare a quella eretta. Come è potuto accadere che un animale che ha una conformazione scheletrica che predilige la posizione a 4 zampe poi sia passato a quella eretta? Se esaminiamo le due conformazioni scheletriche ad esempio orango-homo sapiens, quello che mi colpisce è la lunghezza femore e forma del bacino, che posizionano il baricentro dell'orango più avanti costringedo l'animale a camminare prevalentemente a quattro zampe. Per camminare a due zampe, se dovessi parlare da ingegnere, bisogna portare il baricentro dell'animale più al centro e per fare questo ho bisogno più interventi consecutivi sulla conformazione scheletrica dell'animale. Ovvero dovrei allungare il femore diminuire la grandezza del bacino accorciare le braccia ecc.... Ecco, non capisco come a forza di selezioni l'ominide possa essere arrivato ad avere questa conformazione scheletrica che comporta un gran numero di mutazioni sia schelatrica che a livello del proprio DNA. E' vero ci sono delle caratteristiche di geni spente che vengono attivate al momento opportuno (almeno penso di aver capito), però la posizione eretta comporta una miriade di mutazioni a livello osseo. Per intenderci l'animale o cammina eretto o a quattro zampe, non esiste un'infinitesima posizione intermedia che rende l'anima più eretto o meno eretto. Non so se mi sono spiegato.
Grazie per la spiegazione prima esposta e mi scuso per la mia ignoranza.
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da alberto il Mer 20 Apr - 13:45

giulio76 ha scritto:
Be ho capito poco la prima parte (ma non è colpa tua, bensì mia) meglio la seconda.
Però vorrei capire meglio questo concetto. Partiamo dalla posizione a quattro zampe per passare a quella eretta. Come è potuto accadere che un animale che ha una conformazione scheletrica che predilige la posizione a 4 zampe poi sia passato a quella eretta? Se esaminiamo le due conformazioni scheletriche ad esempio orango-homo sapiens, quello che mi colpisce è la lunghezza femore e forma del bacino, che posizionano il baricentro dell'orango più avanti costringedo l'animale a camminare prevalentemente a quattro zampe. Per camminare a due zampe, se dovessi parlare da ingegnere, bisogna portare il baricentro dell'animale più al centro e per fare questo ho bisogno più interventi consecutivi sulla conformazione scheletrica dell'animale. Ovvero dovrei allungare il femore diminuire la grandezza del bacino accorciare le braccia ecc.... Ecco, non capisco come a forza di selezioni l'ominide possa essere arrivato ad avere questa conformazione scheletrica che comporta un gran numero di mutazioni sia schelatrica che a livello del proprio DNA. E' vero ci sono delle caratteristiche di geni spente che vengono attivate al momento opportuno (almeno penso di aver capito), però la posizione eretta comporta una miriade di mutazioni a livello osseo. Per intenderci l'animale o cammina eretto o a quattro zampe, non esiste un'infinitesima posizione intermedia che rende l'anima più eretto o meno eretto. Non so se mi sono spiegato.
Grazie per la spiegazione prima esposta e mi scuso per la mia ignoranza.

noi non siamo affatto adatti a vivere a due zampe. da questo punto di vista siamo ancora un intermedio piuttosto inefficiente. vedasi il fatto che non riusciremmo ad acchiappare praticamente nessun animale se non sapessimo costruire armi e trappole. Tralascio tutta la serie di caratteristiche scheletriche residue che ancora abbiamo, qui non c'è niente da capire, basta leggere quindi non mi dilungo.
Noi SIAMO l'infinitesima posizione intermedia tra un'ottimale posizione a 4 zampe e una a 2 zampe e due braccia.

provo a inventare una storia, non è né quella vera né l'unica modalità con cui la selezione agisce, ma spero possa servirti a chiarire questo aspetto.

in una popolazione di un mammifero ancestrale, quindi né uomo né orango, sono presenti individui con una variabile predisposizione alla postura eretta, quindi posizione del foro occipitale, forma del bacino, arco plantare ecc. Piccole differenze, quali quelle che puoi vedere nella popolazione umana di adesso.
vivono nell'erba alta della savana, e pur avendo buona disponibilità di cibo il loro numero è mantenuto piuttosto basso a causa di un efficiente predatore. Essi non possono vederlo se non all'ultimo momento, e debbono affidarsi ai soli udito e olfatto.
Alzandosi sulle zampe posteriori tuttavia essi riuscirebbero a vedere in tempo il predatore avvicinarsi e avrebbero maggiori possibilità di sopravvivenza. Questa pressione selettiva spinge allora con forza sulle caratteristiche fenotipiche selezionando positivamente le mutazioni favorevoli a questa diversa postura; gli individui in grado di alzarsi meglio, più a lungo e con meno sforzo avranno maggiori possibilità di sopravvivere e di avere prole, trasmettendo le loro caratteristiche alla discendenza. Potranno avere maggiore e migliore accesso alle fonti di nutrimento, e avere ancora più figli, e così via. Questo processo continuerà fino al punto in cui la parte di popolazione in grado di stazionare eretta avrà selezionato e spinto le proprie caratteristiche fino ad abbandonare la postura a 4 zampe (ancora presente magari nei cuccioli!), isolandosi etologicamente dalla parte di popolazione invece ancora legata alla postura quadrumane. Inizia qui la separazione in due specie diverse.

il racconto è molto stilizzato e sempliciotto, però mi auguro che il senso sia chiaro.






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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da giulio76 il Mer 20 Apr - 14:38

alberto ha scritto:
il racconto è molto stilizzato e sempliciotto, però mi auguro che il senso sia chiaro.

Chiaro, ti ho dato un positivo per la chiarezza di esposizione e semplicità nell'affrontare l'argomento. Tornerò nuovamente sull'argomento appena avrò altre domande in merito.
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Giampy il Mer 20 Apr - 20:51

Attenzione, questo che dici mi farebbe pensare a un progetto intelligente, ovvero una preprogrammazione genetica che viene fuori con le condizioni al contorno. Quindi basta creare le condizioni e viene fuori qualcosa che sia era programmato prima.


Guarda, abbastanza vicino al concetto di "geni in panchina" c'è un altro processo noto come "exattamento", termine coniato da S.J. Gould

http://it.wikipedia.org/wiki/Preadattamento
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Antiateismo il Mer 20 Apr - 21:00

L'evoluzione è una BUFALA e l'ateismo è un invenzione del demonio!

Siete degli stolti...
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Giampy il Mer 20 Apr - 21:02

l'unica bufala che conosco è la mozzarella

che tristezza
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Rasputin il Mer 20 Apr - 21:06

Buttato fuori per 48 ore in attesa di giudizio. Sospetto un doppione, troll già si vede.

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da chef75 il Gio 21 Apr - 0:32

Antiateismo ha scritto:demonio!


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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Fux89 il Gio 21 Apr - 7:33

Antiateismo ha scritto:L'evoluzione è una BUFALA e l'ateismo è un invenzione del demonio!

Siete degli stolti...
Ma vai a cagare

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Antiateismo2 il Gio 21 Apr - 9:41

Ridete, ridete... STOLTI!!!

E poi ditemi quale legge del forum avrei violato... Questa è censura!! CENSURA COMUNISTA!

Vediamo se riderete così anche all'inferno!!

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Ates il Gio 21 Apr - 9:45

Antiateismo2 ha scritto:Ridete, ridete... STOLTI!!!

E poi ditemi quale legge del forum avrei violato... Questa è censura!! CENSURA COMUNISTA!

Vediamo se riderete così anche all'inferno!!

E se volete che in questo forum ci siano solo atei che sostengono teorie sconclusionate create dall'odio verso Dio ditelo nel regolamento!!!

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Antiateismo2 il Gio 21 Apr - 9:48

Solo pernacchi sapete fare... SCIMMIE...

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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da oddvod56 il Gio 21 Apr - 9:52

tu solo stronzate sai scrivere??
ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah
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Re: Le evidenze a favore della teoria dell'evoluzione

Messaggio Da Rasputin il Gio 21 Apr - 9:53

State buoni per favore, il nostro amichetto troll qui è in attesa di moderazione

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