L' Italia delle psicosette i manipolatori della mente

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L' Italia delle psicosette i manipolatori della mente

Messaggio Da Ospite il Ven 26 Mar - 9:32

Repubblica — 16 maggio 2008
pagina 46
sezione: CRONACA


Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare
da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato,
ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze
granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un
mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud
tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono
dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni
culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali.
Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste
d' aiuto l' anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni
XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il
Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto)
vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la
mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa,
quando la procura di Bari, con l' inchiesta del pm Francesco Bretone,
ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila
adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di
euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c'
era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che
si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque
collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono
accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e
medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di
violenza sessuale. «L' ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a
15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter
guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce -
da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap. I racconti delle
vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C' era il «no
limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di
relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando
ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno
partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C'
era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all' altro, mano
nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a
persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto
prima». C' era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia
divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un
adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11
anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell' infanzia. C'
era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l'
elemosina. «Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita
Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si
presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo
di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l'
analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche
dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici
validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all' Università
statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che
porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche
di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per
creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento
della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a
Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di
professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che
organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari -
in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che
lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi,
sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi
dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si
confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili,
dolori, parentele che «hanno inquinato l' anima e da cui bisogna
purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i
pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e
favoriscono l' incoscienza, rendendo l' organismo più permeabile alle
suggestioni. «Per abbattere l' Io». E mentre pesanti tende alle
finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i
partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e
bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in
azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in
Veneto, una recente relazione dell' Ordine degli psicologi - dove l'
ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» -
segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e
volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società:
imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto
differenti da quelle di un' altra azienda di formazione del personale
di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader
giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia
dove vivono guida e adepti. O da un' altra che organizza corsi di
motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso,
trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi
fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c' è
stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli,
Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio,
deve frequentare almeno un seminario l' anno, lo fa gratis se porta
cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di
autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d'
incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un
meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano
il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi
nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro.
«Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto,
responsabile del servizio Antisette dell' associazione Giovanni XXIII.
«Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene
drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano
irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di
famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni,
suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della
Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni
segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione
Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette - . Il nostro
compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo
vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o
vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un
consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo
associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto
il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un
progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla
Camera. Nel frattempo all' Università di Bologna circa 20 giovani sono
finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa
50 euro per l' affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi
obbligatori che portano alla «soppressione dell' ego». Il gruppo
pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello
sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza
attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali,
distribuito davanti all' ateneo, è finito nelle mani dell' ultima
vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività
sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura
arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione
dell' organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I
genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l' Associazione
familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che
dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A
Rimini, un' altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da
un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la
fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di
spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in
pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le
famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini.
Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù -
dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris - . A volte è una
scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento
prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette
di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge
come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza
entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per
una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da
200mila euro donata al maestro.

- SANDRO DE RICCARDIS

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sito:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/16/italia-delle-psicosette-manipolatori-della-mente.html
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p.s.
ve lo ricordate il caso Arkeon che è esploso poco tempo fa vero?

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