Il sentimento religioso

Pagina 5 su6 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da davide il Mer 21 Apr - 23:03

giovanni 4-23 ha scritto:La depressione è un buon indice di stile di vita errato. A mio avviso il fatto che sia radicata specialmente nella società occidentale e benestante è un ottimo indizio per vedere quali sono gli errori della nostra società.
Occhio giovanni, generalizzi molto, troppo, e così facendo cadi in errore. La depressione non è un indice di uno stile di vita errato. La depressione può avere moltissime cause, psicologiche od anche organiche, e lo stile di vita può c'entrare molto, ma anche niente. Si può essere depressi per non essere riusciti a raggiungere una serie di obiettivi che ci si era posti nella propria vita, o perchè magari la vita stessa ci è stata sconvolta da una serie di lutti e tragedie. Come vedi in questi casi lo stile di vita non c'entra assolutamente niente con la depressione.
Sul resto della parte che ho quotato: ci sono studi e statistiche affidabili che rilevano l'incidenza della depressione in culture diverse da quella occidentale? Ci sono studi sulla depressione in Asia Centrale, piuttosto che nell'Africa centro-meridionale o tra gli aborigeni australiani?

davide
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 11205
SCALA DI DAWKINS:
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione: 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Paolo il Mer 21 Apr - 23:16

Sulla depressione mi posso permettere di dire qualcosa, in quanto sono più di 10 anni che ne sono soggetto e che mi curo. In effetti esistono due tipi fondamentale di depressione:quella endogena e quella esogena. La prima ha origine psico-fisica e ha origine da probabili problemi psichiatrici. E' la più difficile da curare. Quella esogena è causata da stimoli esterni (lutti, problemi economici, affettivi ecc..) e sicuramente è influenzata dallo stile di vita. E forse una delle cause più importanti è lo stress. Chiunque sottoposto a lungo ad uno stress cade in depressione. E questo vale anche per gli animali superiori. Normalmente cessando le cause che l'hanno provacata, la depressione passa.

Comunque, qualunque sia la causa, cosa provoca la depressione è la carenza di neuro trasmettitori. Diciamo qualche milligrammo una varietà di sostanze chimiche. Nulla di più. Niente di trascendente. Più o meno come l'anemia per mancanza di ferro!!

Paolo
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 7507
Età: 59
Località: Brescia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 14.03.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da *Valerio* il Mer 21 Apr - 23:19

Paolo ha scritto:Se si nota infatti nella bibbia si considera una cosa del tutto normale dialogare con dio o con gli angeli. Dio parlò a Mosè... Allah parlò a Maometto ecc.., Tale "abitudine" è andata via via diminuendo man mano che l'uomo si evolveva e la parte del suo cervello che genereva le voci andava atrofizzandsi. Tale fenomeno oggi è del tutto sparito e lo riscontriamo solo nei malati di mente.

Ipotesi discutibile ma si basa su una ricerca scientifica e antropologica e segue un percorso logico e con riscontri oggettivi. Un esempio di come, secondo me, si dovrebbero basare le teorie o ipotesi che si vogliono sostenere.

Trovo difficile e poco realistico pensare che il cervello umano si sia evoluto nella maniera da te indicata citando quegli studi cosi' sostanzialmente in cosi' poco tempo.
Quattromila anni,arrotondando l'eta' della bibbia e circa millequattrocento per l'epoca di Maometto sono troppo pochi per dei cambiamenti evolutivi cosi' importanti.
Piuttosto diciamo semplicemente che e' finita l'epoca in cui chi dichiara di parlare con dio viene osannato e riverito.

*Valerio*
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 6950
Età: 41
Località: Bologna
Occupazione/Hobby: Pc-barbecue-divano-gnocca
SCALA DI DAWKINS:
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione: 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Rasputin il Gio 22 Apr - 10:36

Paolo ha scritto:Sulla depressione mi posso permettere di dire qualcosa, in quanto sono più di 10 anni che ne sono soggetto e che mi curo. In effetti esistono due tipi fondamentale di depressione:quella endogena e quella esogena. La prima ha origine psico-fisica e ha origine da probabili problemi psichiatrici. E' la più difficile da curare. Quella esogena è causata da stimoli esterni (lutti, problemi economici, affettivi ecc..) e sicuramente è influenzata dallo stile di vita. E forse una delle cause più importanti è lo stress. Chiunque sottoposto a lungo ad uno stress cade in depressione. E questo vale anche per gli animali superiori. Normalmente cessando le cause che l'hanno provacata, la depressione passa.

Comunque, qualunque sia la causa, cosa provoca la depressione è la carenza di neuro trasmettitori. Diciamo qualche milligrammo una varietà di sostanze chimiche. Nulla di più. Niente di trascendente. Più o meno come l'anemia per mancanza di ferro!!

Conosci Seligman? Ha praticamente dedicato la vita agli studi sulla depressione, se non lo conosci ti suggerisco due libri molto fruibili, questo

http://en.wikipedia.org/wiki/Learned_helplessness

(Come al solito, quando qualcosa è interessante non c'è nulla in italiano)

e questo

http://www.abebooks.de/9780716707523/Helplessness-Depression-Development-Death-Seligman-0716707527/plp

di ambi i libri so che esistono buone traduzioni in italiano

_________________
Too late for debate
Too bad to ignore
Quiet rebellion leads to open war

Rasputin
..............
..............

Maschile Numero di messaggi: 36009
Età: 53
Località: Augusta vindelicorum
Occupazione/Hobby: Agnosticomachia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 28.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Multiverso il Gio 22 Apr - 12:43

*Valerio* ha scritto:


Trovo difficile e poco realistico pensare che il cervello umano si sia evoluto nella maniera da te indicata citando quegli studi cosi' sostanzialmente in cosi' poco tempo.
Quattromila anni,arrotondando l'eta' della bibbia e circa millequattrocento per l'epoca di Maometto sono troppo pochi per dei cambiamenti evolutivi cosi' importanti.
Piuttosto diciamo semplicemente che e' finita l'epoca in cui chi dichiara di parlare con dio viene osannato e riverito.

Condivido in pieno ciò che scrive Valerio. La nostra mente non è stata "tarata" per ragionare in base a lassi di tempo così lunghi, per cui spesso scambiamo per evoluzione del cervello umano semplici evoluzioni culturali o sociali che richiedono tempi decisamente inferiori e alla nostra portata. Quando affermo che l'uomo possiede una mente tecnlogica ma un cervello ancora primitivo mi riferisco proprio a questo. Il cervello della "savana" è identico al cervello della "metropoli", gli istinti non cambiano, muta soltanto la loro interpretazione e rappresentazione rapportata all'evoluzione culturale, sociale e scientifica della razza umana.
All'amico Paolo vorrei dire che in ogni intervento in cui esprimo un mio punto di vista, utilizzo le locuzioni "secondo me...", "io ritengo che...", "a mio avviso...", "in base alla mia idea...".
Anche secondo me è del tutto gratuita e personale l'idea in base alla quale il sentimento religioso nasce dal bisogno di un capo branco trasferito poi su dio, non esistendo riscontri oggettivi e ricerche scientifiche in tal senso. Per portare avanti pervicacemente tale teoria personale, l'amico Paolo aprì un topic appena si iscrisse al forum e, non pago di tutte le risposte ricevute, ne ha aperto un altro per battere ancora su tale chiodo e palesare ancora con forza l'assoluta convinzione delle proprie idee. Pienamente legittimo, ma pur sempre di idee personali si tratta. Perchè, caro Paolo, nel terreno del metafisico e delle sue origini, non esiste una metodo scientifico e un'antropologia inconfutabile. Si tratta appunto di teorie più o meno verosimili e più o meno supportate da indiretti riscontri scientifici. Se la mia ipotesi di dio quale risposta alla paura della morte è valida quanto quella degli alieni che hanno sparso il seme della vita, lo è altrettanto la tua di un dio figlio del genetico bisogno di un capo branco. Se la mia ipotesi secondo te non segue un percorso logico e non possiede riscontri oggettivi, altrettanto si può dire della tua. Mi sembra ovvio! Dio e il sentimento religioso non sono un esperimento di forza elastica o di elettrolisi dell'acqua, per cui scoperta una legge l'esperimento non può che fornire riscontri oggettivi dettati da essa. Magari fosse così... ragion per la quale non ci resta che attendere con ansia una reale evoluzione del cervello umano, in tutti i sensi.

Multiverso
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi: 1413
SCALA DI DAWKINS:
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione: 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Paolo il Ven 23 Apr - 17:59

Blush response ha scritto:
Paolo ha scritto:Sulla depressione mi posso permettere di dire qualcosa, in quanto sono più di 10 anni che ne sono soggetto e che mi curo. In effetti esistono due tipi fondamentale di depressione:quella endogena e quella esogena. La prima ha origine psico-fisica e ha origine da probabili problemi psichiatrici. E' la più difficile da curare. Quella esogena è causata da stimoli esterni (lutti, problemi economici, affettivi ecc..) e sicuramente è influenzata dallo stile di vita. E forse una delle cause più importanti è lo stress. Chiunque sottoposto a lungo ad uno stress cade in depressione. E questo vale anche per gli animali superiori. Normalmente cessando le cause che l'hanno provacata, la depressione passa.

Comunque, qualunque sia la causa, cosa provoca la depressione è la carenza di neuro trasmettitori. Diciamo qualche milligrammo una varietà di sostanze chimiche. Nulla di più. Niente di trascendente. Più o meno come l'anemia per mancanza di ferro!!

Conosci Seligman? Ha praticamente dedicato la vita agli studi sulla depressione, se non lo conosci ti suggerisco due libri molto fruibili, questo

http://en.wikipedia.org/wiki/Learned_helplessness

(Come al solito, quando qualcosa è interessante non c'è nulla in italiano)

e questo

http://www.abebooks.de/9780716707523/Helplessness-Depression-Development-Death-Seligman-0716707527/plp

di ambi i libri so che esistono buone traduzioni in italiano

Ti ringrazio. Ho guardato cosa tu mi hai indicato. Però purtroppo non c'è molto da fare. Hanno scitto tantissimo, mille teorie ma alla fine finiscono tutti con provare quel o qell'altro farmaco. Io ho consultato molti specialisti, anche di ottimo livello, ma più che cambiarti il tipo di antidepressivo non sono in grado di fare. Ho anche fatto della psicoterapia, ma che secondo me è tempo perso. Alla fine ho trovato, a furia di cambiare, un farmaco che funziona bene, e ora posso dire di star bene. Incrocio le dita .....!!

Paolo
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 7507
Età: 59
Località: Brescia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 14.03.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Paolo il Ven 23 Apr - 18:49

Multiverso ha scritto:

All'amico Paolo vorrei dire che in ogni intervento in cui esprimo un mio punto di vista, utilizzo le locuzioni "secondo me...", "io ritengo che...", "a mio avviso...", "in base alla mia idea...".

Il mio è stato solo un modo "gentile" di esporre le mie idee. E' ovvio che quello che scivo è perchè ritengo che sia giusto. Ma penso che non abbia senso soffermarsi sulle formalità linguistiche. Il giudice quando emette una sentenza scrive " secondo il parere di questa corte ....." però manda la gente all'ergastolo.


Anche secondo me è del tutto gratuita e personale l'idea in base alla quale il sentimento religioso nasce dal bisogno di un capo branco trasferito poi su dio, non esistendo riscontri oggettivi e ricerche scientifiche in tal senso.

Il problema è diverso da come tu lo poni. Non hai compreso l'essenza del concetto che volevo esprimere: tale sentimento ha una origine endogena, e non esogena come sostieni tu. Poi poco conta quale ne sia stata la sua funzione. Su questo punto si può discutere a lungo, e vi possono essere le più varie teorie. Ma non confondere gli effetti con le cause.

Si tratta appunto di teorie più o meno verosimili e più o meno supportate da indiretti riscontri scientifici. Se la mia ipotesi di dio quale risposta alla paura della morte è valida quanto quella degli alieni che hanno sparso il seme della vita, lo è altrettanto la tua di un dio figlio del genetico bisogno di un capo branco.

Tu qui fai un ragionamento tautologico. Poichè le religioni hanno soggiogato le persone sfruttando una delle paure o angosce più profonde dell'uomo, allora vuol dire che tale paura è la fonte della religione stessa. La religione alimenta la paura, e la paura alimenta la religione.

Se la mia ipotesi secondo te non segue un percorso logico e non possiede riscontri oggettivi, altrettanto si può dire della tua. Mi sembra ovvio! Dio e il sentimento religioso non sono un esperimento di forza elastica o di elettrolisi dell'acqua, per cui scoperta una legge l'esperimento non può che fornire riscontri oggettivi dettati da essa. Magari fosse così... ragion per la quale non ci resta che attendere con ansia una reale evoluzione del cervello umano, in tutti i sensi.

Istinti così radicati nell'animo umano non possono aver origine da condizionamenti esterni, da spinte emotive o fattori psicologici ma devono nascere da necessità fisiche dell'uomo, così come tutti gli atri istinti cui noi tutti siamo soggetti: paura, amore, odio, ansia, angoscia, invidia, ansia, l'atruisimo ecc... Le cose sono molto più terra terra di come le vogliamo pensare. Qui mi sembra impossibile riportare tutte le sperimentazioni e studi comportamentali che sono alla base di questa mia posizione. Ritengo che questo faccia parte di un bagaglio culturale che ognuno di noi si è creato leggendo e informandosi nei più svariati campi del sapere umano, dalla psichiatria, alla antropologia, alla astrofisica ecc..

Per concludere ti voglio far presente che il fine ultimo del mio lungo disquisire e dell'aver riproposto, anche se "sotto mentite spoglie" (e qui sono colpevole) il tema è che io sostengo che sia del tutto inutile polemizzare con i credenti, o dichiarere "sono tutti matti" ecc.. Siamo noi che affrontiamo l'argomento in modo errato. Vogliamo curare i sintomi e non capiamo le cause della malattia "religione" . Solo affrontando le cause si può avere un risultato. In altro caso tutto andrà avanti sempre così...


Paolo
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 7507
Età: 59
Località: Brescia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 14.03.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Rasputin il Ven 23 Apr - 19:51

Paolo ha scritto:
Ti ringrazio. Ho guardato cosa tu mi hai indicato. Però purtroppo non c'è molto da fare. Hanno scitto tantissimo, mille teorie ma alla fine finiscono tutti con provare quel o qell'altro farmaco. Io ho consultato molti specialisti, anche di ottimo livello, ma più che cambiarti il tipo di antidepressivo non sono in grado di fare. Ho anche fatto della psicoterapia, ma che secondo me è tempo perso. Alla fine ho trovato, a furia di cambiare, un farmaco che funziona bene, e ora posso dire di star bene. Incrocio le dita .....!!

Beh puoi provare a leggere queli libri. Il peggio che ti può succedere è di saperne di più sull'argomento, ma come dicono gli spagnoli "el saber no ocupa lugar" (La conoscenza non occupa spazio) wink..

_________________
Too late for debate
Too bad to ignore
Quiet rebellion leads to open war

Rasputin
..............
..............

Maschile Numero di messaggi: 36009
Età: 53
Località: Augusta vindelicorum
Occupazione/Hobby: Agnosticomachia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 28.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Multiverso il Ven 23 Apr - 21:20

Paolo ha scritto:Multiverso ha scritto:

All'amico Paolo vorrei dire che in ogni intervento in cui esprimo un mio punto di vista, utilizzo le locuzioni "secondo me...", "io ritengo che...", "a mio avviso...", "in base alla mia idea...".

Il mio è stato solo un modo "gentile" di esporre le mie idee. E' ovvio che quello che scivo è perchè ritengo che sia giusto. Ma penso che non abbia senso soffermarsi sulle formalità linguistiche. Il giudice quando emette una sentenza scrive " secondo il parere di questa corte ....." però manda la gente all'ergastolo.

Perdonami Paolo, ma stai dicendo quello che affermo io e forse non hai compreso il senso del mio messaggio. Ogni mia personale ipotesi è, appunto, una mia personale congettura che si fonda su un'idea figlia di un percorso di esperienze, studi e ricerche anch'esse personali. Quindi espongo ciò che ritengo giusto, come affermi tu sopra. Elementare Watson! Ma la mia puntualizzazione è scaturita da ciò che tu hai scritto, e cioè:

Paolo ha scritto:Pensare che, tramite un movimento evolutivo combinato con la presa di coscienza del ns esistere abbia generato nell'uomo la ricerca di un dio (inteso come essere metafisico e non il totem) è una forzatura del raginamento. Non vi è alcun riscotro di questo passaggio. Una pura congettura. Forse tale istinto ci può aver condizionato alla ricerca di una vita dopo la morte, ma non vedo nessun nesso con la idea del divino. A mio avviso sono due moti dell'animo distinti anche se viaggiano su binari paralleli.

Io penso che una teoria se non si basa su qualche riscontro oggettivo o delle verifiche, rimane nell'ambito delle teorie ed è valida quanto quella che fa risalire la ns evoluzione all'intervento di alieni. Non ne vedo la differenza. Perciò o comprovi la tua ipotesi con elementi, magari discutibili, ma oggettivi o rimani nel campo delle ipotesi. Affascinate, ma sempre ipotesi.

Ipotesi discutibile ma si basa su una ricerca scientifica e antropologica e segue un percorso logico e con riscontri oggettivi. Un esempio di come, secondo me, si dovrebbero basare le teorie o ipotesi che si vogliono sostenere.

La mia ipotesi circa l'origine del sentimento religioso può anche, a tuo parere, non seguire un percorso logico o non fondarsi su riscontri oggettivi, ma mi spieghi quale teoria sull'origine del sentimento religioso o di dio è supportata da riscontri oggettivi? Tu hai comprovato la tua ipotesi del capo branco con elementi oggettivi? Ti ripeto che la tua ipotesi vale quanto la mia, perchè la nascita del sentimento religioso o di dio non sono sali che devono necessariamente dissociarsi quando si sciolgono in acqua. Spero di essere riuscito a spiegarmi, questa volta...



Paolo ha scritto:Anche secondo me è del tutto gratuita e personale l'idea in base alla quale il sentimento religioso nasce dal bisogno di un capo branco trasferito poi su dio, non esistendo riscontri oggettivi e ricerche scientifiche in tal senso.

Il problema è diverso da come tu lo poni. Non hai compreso l'essenza del concetto che volevo esprimere: tale sentimento ha una origine endogena, e non esogena come sostieni tu. Poi poco conta quale ne sia stata la sua funzione. Su questo punto si può discutere a lungo, e vi possono essere le più varie teorie. Ma non confondere gli effetti con le cause.

A giudicare da ciò che scrivi, mi pare di capire che sono stato io a non essere riuscito a spiegare bene l'essenza del mio concetto. Io ho affermato esattamente il contrario di ciò che hai scritto, e cioè che il sentimento religioso ha origine endogena, è una risposta ad un bisogno innato dell'uomo, come ho ripetuto decine di volte. Se leggi attentamente gli interventi precedenti, è Ipazia a sostenere l'origine esogena del sentimento. Io ho detto che l'istinto di sopravvivenza rende l'uomo (come tutti gli altri animali) attaccati alla vita, in quanto siamo stati "programmati" dall'evoluzione per difendere istintivamente la nostra esistenza. A ciò si va ad aggiungere, nel caso del primate chiamato uomo, uno sviluppo particolare di certe parti della propria corteccia cerebrale, per cui egli associa all'istinto di sopravvivenza "meccanico", anche la consapevolezza che deve morire e la sofferenza che accompagna la morte propria e delle persone care. Tale enorme problema, a mio avviso, l'uomo lo risolve con dio, un analgesico psicologico che serve a rendere meno dolorosa l'idea della morte.




Paolo ha scritto:Si tratta appunto di teorie più o meno verosimili e più o meno supportate da indiretti riscontri scientifici. Se la mia ipotesi di dio quale risposta alla paura della morte è valida quanto quella degli alieni che hanno sparso il seme della vita, lo è altrettanto la tua di un dio figlio del genetico bisogno di un capo branco.

Tu qui fai un ragionamento tautologico. Poichè le religioni hanno soggiogato le persone sfruttando una delle paure o angosce più profonde dell'uomo, allora vuol dire che tale paura è la fonte della religione stessa. La religione alimenta la paura, e la paura alimenta la religione.


No, io qui facevo un ragionamento logico che non c'entra nulla con la paura della morte. Se leggi ancora attentamente, il mio ragionamento di cui sopra era un ragionamento generale, finalizzato ad evidenziare l'impossibilità di provare con metodo scientifico l'ipotesi dio e la nascita del sentimento religioso in generale. E poi il ragionamento tautologico di cui sopra lo hai inventato tu attribuendolo a me. Io ho detto che le caste, a mio parere, non hanno creato il sentimento religioso ma si sono limitate a sfruttare un bisogno innato dell'uomo (quindi origine endogena del sentimento religioso). La religione non alimenta la paura, si limita a istituzionalizzare, "risolvere" e sfruttare un'angoscia umana senza soluzione concreta, dal momento che la morte è l'unica certezza biologica.

Paolo ha scritto:Se la mia ipotesi secondo te non segue un percorso logico e non possiede riscontri oggettivi, altrettanto si può dire della tua. Mi sembra ovvio! Dio e il sentimento religioso non sono un esperimento di forza elastica o di elettrolisi dell'acqua, per cui scoperta una legge l'esperimento non può che fornire riscontri oggettivi dettati da essa. Magari fosse così... ragion per la quale non ci resta che attendere con ansia una reale evoluzione del cervello umano, in tutti i sensi.

Istinti così radicati nell'animo umano non possono aver origine da condizionamenti esterni, da spinte emotive o fattori psicologici ma devono nascere da necessità fisiche dell'uomo, così come tutti gli atri istinti cui noi tutti siamo soggetti: paura, amore, odio, ansia, angoscia, invidia, ansia, l'atruisimo ecc... Le cose sono molto più terra terra di come le vogliamo pensare. Qui mi sembra impossibile riportare tutte le sperimentazioni e studi comportamentali che sono alla base di questa mia posizione. Ritengo che questo faccia parte di un bagaglio culturale che ognuno di noi si è creato leggendo e informandosi nei più svariati campi del sapere umano, dalla psichiatria, alla antropologia, alla astrofisica ecc..

Tutti gli istinti umani sono profondamente radicati e i sentimenti che hai citato sono tutti riconducibili ai due principali istinti umani: quello di salvaguardia e quello di continuazione della specie.
Sono d'accordo sul fatto che le cose sono molto più semplici di quello che spesso siamo portati a pensare, così come sono d'accordo sul fatto che ognuno di noi si è forgiato seguendo un personale percorso di vita.


Paolo ha scritto:Per concludere ti voglio far presente che il fine ultimo del mio lungo disquisire e dell'aver riproposto, anche se "sotto mentite spoglie" (e qui sono colpevole) il tema è che io sostengo che sia del tutto inutile polemizzare con i credenti, o dichiarere "sono tutti matti" ecc.. Siamo noi che affrontiamo l'argomento in modo errato. Vogliamo curare i sintomi e non capiamo le cause della malattia "religione" . Solo affrontando le cause si può avere un risultato. In altro caso tutto andrà avanti sempre così...


Non sei affatto colpevole per aver riproposto il tema, magari si poteva rispolverare il vecchio topic, visto che è ancora nella pagina nr. 1 della sezione "Confronto fede-ateismo". Il tuo intento è nobile, ma ritengo che il credente non ammetterrà mai una causa della nascita del sentimento religioso, diversa dalla stessa esistenza di dio. La polemica, quando nasce, è figlia dell'opposta visione delle cose e dell'integralismo che molto spesso accompagna la forma mentis del credente. In fondo in un forum si discute, si esprimono opinioni personali e ci si confronta, e questo è il bello di un'arena virtuale dove ognuno, educatamente, ha la possibilità di chiedere e ottenere la parola.

Multiverso
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi: 1413
SCALA DI DAWKINS:
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione: 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il sentimento religioso

Messaggio Da Paolo il Ven 23 Apr - 22:45

Sono contento che anche dopo una serie di incomprensioni siamo addivenuti ad un punto condiviso: l'origine di quello che noi chiamiamo sentimento religiso, sia endogeno, e riconducibile a necessità primordiali. Ritengo che abbia poco, per non dire nessuna importanza capire da quale delle varie necessità sia figlia. Io ho esposto una teoria che mi ha molto convinto. Un punto che condivido al 100% che, gira gira, alla fine sono sempre due le molle alla base di tutto: sopravvivere e riprodursi. Da questo deriva proprio tutto. Nulla sfugge a questa regola. Forse la ns razionalità, ma è difficile dirlo. Sai però perchè la tua spiegazione circa l'origine del sentimeno religiso non mi convince? Con tale ipotesi non si spiegano due punti che a me non vanno proprio giù:

Perchè tutti i credenti, e il cristiano è in prima fila, provino piacere nella sottomissione e/o nell'auto-lesionismo ?

Perchè anche davanti ad evidenze schiaccianti delle assurdità sostenute e insegnate dai vari credi relgiosi la maggior parte delle persone preferisce non mettere in discussione il suo credo?

Per la veità il mio intento non è mai stato quello di convincere nessuno a modificare il suo credo, qualunque esso sia. Fortunatamente viviamo in una società demoratica e civile e ognuno può esprimere proprio parere liberamente. L'importante è non recare danno ad altre persone. Poi tutto è lecito. Il mio dibattere è solo "pro domo mia" potendo misurare e confrontare le mie idee, trovando smentita o riprova di quanto io sono convinto che sia. Nulla più. Di questo ringrazio tutti quelli che, in un modo o nell'altro mi danno modo di arricchire le mie conoscenze.

Paolo
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi: 7507
Età: 59
Località: Brescia
SCALA DI DAWKINS:
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione: 14.03.10

Tornare in alto Andare in basso

Pagina 5 su6 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum