Considerazioni sulla Bibbia
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Considerazioni sulla Bibbia
Sono nuovo nel forum e non ho avuto il tempo di leggere tutte le discussioni fatte fino ad ora e perdonatemi se l'argomento è già stato trattato diventando dunque noioso.
Leggendo la Bibbia ho trovato dei punti fortemente contrari allo spirito buonista dell'insegnamento cristiano e mi sono chiesto come è possibile che una religione come il Cristianesimo, basata sull'insegnamento di Gesù nei Vangeli, possa considerare come testo sacro anche l'Antico Testamento che parla di un Dio onnipotente e tiranno che stravedeva solo per il popolo ebraico.
Ovviamente molti credenti mi risponderanno che la Bibbia va interpretata tenendo in considerazione l'epoca in cui è stata scritta ma se questa è frutto di interpretazioni ed errori umani, allora di sacro avrebbe ben poco.
Lasciamo perdere la Genesi perchè non è detto che gli scienziati evoluzionisti abbiano ragione
, voglio invece soffermarmi sul libro del Levitico che tratta delle leggi morali (se possiamo definirle tali) e religiose che il popolo ebraico e i sacerdoti devono adempiere per rispettare Dio. Questo testo secondo gli storici cristiani dovrebbe essere stato scritto da Mosè o da chi era strettamente legato a lui su parole dettate direttamente da Dio e rappresenta dunque uno dei testi più importanti e privo di interpretazioni umane.
Nella prima e seconda parte si parla dei sacrifici ai sacerdoti e dei loro doveri e qui mi è parso palese pensare come già all'epoca i sacerdoti approfittassero della credulità del popolo per mangiarsi a spese altrui un buon capretto o una bella costata di manzo.
Nella terza parte si parla della distinzione di persone o animali puri e impuri e non comprendo come un Dio onnipotente e giusto possa stabilire che un lebbroso, una donna con il ciclo mestruale, un serpente o un maiale, siano considerati impuri, credo che questo pensiero sia RAZZISTA e di basso livello ma purtroppo questo è il pensiero di Dio.
La quarta parte tratta le leggi per la santità, sul matrimonio e sulla famiglia facendo una distinzione tra il ruolo maschile e quello femminile e anche qui spesso le inadempienza (anche per cavolate) vengono severamente punite con la morte.
La quinta e ultima parte solo il titolo si commenta da solo "Leggi varie, promesse e minacce" e vi riporto uno spezzato di ciò che c'è scritto:
Mi fermo qui, il testo va avanti e mantiene questo tono per quasi due pagine, se avessi scritto io queste parole mi avrebbero querelato.
Se questo è il Dio della Bibbia, allora dovremmo preoccuparci di ogni nostra azione, non per andare contro la nostra morale ma per non essere puniti severamente. Non spaventatevi, nella Bibbia c'è anche scritto che se commettavate un peccato c'era il rimedio, bastava andare dal sacerdote e pagare un tributo in base alla gravità del peccato
.
Ho voluto trattare questo argomento perchè volevo sentire il parere di qualche credente che mi sapesse spiegare come mai ha tanto a cuore un testo che tratta di argometazioni tanto lontane dalla morale che insegnava Gesù. Era forse un figlio che aveva idee contrarie ma più sane del padre?
Leggendo la Bibbia ho trovato dei punti fortemente contrari allo spirito buonista dell'insegnamento cristiano e mi sono chiesto come è possibile che una religione come il Cristianesimo, basata sull'insegnamento di Gesù nei Vangeli, possa considerare come testo sacro anche l'Antico Testamento che parla di un Dio onnipotente e tiranno che stravedeva solo per il popolo ebraico.
Ovviamente molti credenti mi risponderanno che la Bibbia va interpretata tenendo in considerazione l'epoca in cui è stata scritta ma se questa è frutto di interpretazioni ed errori umani, allora di sacro avrebbe ben poco.
Lasciamo perdere la Genesi perchè non è detto che gli scienziati evoluzionisti abbiano ragione
, voglio invece soffermarmi sul libro del Levitico che tratta delle leggi morali (se possiamo definirle tali) e religiose che il popolo ebraico e i sacerdoti devono adempiere per rispettare Dio. Questo testo secondo gli storici cristiani dovrebbe essere stato scritto da Mosè o da chi era strettamente legato a lui su parole dettate direttamente da Dio e rappresenta dunque uno dei testi più importanti e privo di interpretazioni umane.Nella prima e seconda parte si parla dei sacrifici ai sacerdoti e dei loro doveri e qui mi è parso palese pensare come già all'epoca i sacerdoti approfittassero della credulità del popolo per mangiarsi a spese altrui un buon capretto o una bella costata di manzo.
Nella terza parte si parla della distinzione di persone o animali puri e impuri e non comprendo come un Dio onnipotente e giusto possa stabilire che un lebbroso, una donna con il ciclo mestruale, un serpente o un maiale, siano considerati impuri, credo che questo pensiero sia RAZZISTA e di basso livello ma purtroppo questo è il pensiero di Dio.
La quarta parte tratta le leggi per la santità, sul matrimonio e sulla famiglia facendo una distinzione tra il ruolo maschile e quello femminile e anche qui spesso le inadempienza (anche per cavolate) vengono severamente punite con la morte.
La quinta e ultima parte solo il titolo si commenta da solo "Leggi varie, promesse e minacce" e vi riporto uno spezzato di ciò che c'è scritto:
Levitico 26,14
Ma se voi non mi obbedirete e non praticate tutti questi comandamenti, se disprezzate le mie leggi e l'anima vostra sdegna le mie prescrizioni, non esegue tutti i miei comandamenti e rompe il mio patto, anch'Io faro
altrettanto con voi: vi assoggetterò allo spavento, alla tisi e alla febbre, che vi consumeranno gli occhi e la vita; invano seminerete la vostra semente perchè la mangeranno i vostri nemici...
Mi fermo qui, il testo va avanti e mantiene questo tono per quasi due pagine, se avessi scritto io queste parole mi avrebbero querelato.
Se questo è il Dio della Bibbia, allora dovremmo preoccuparci di ogni nostra azione, non per andare contro la nostra morale ma per non essere puniti severamente. Non spaventatevi, nella Bibbia c'è anche scritto che se commettavate un peccato c'era il rimedio, bastava andare dal sacerdote e pagare un tributo in base alla gravità del peccato
.Ho voluto trattare questo argomento perchè volevo sentire il parere di qualche credente che mi sapesse spiegare come mai ha tanto a cuore un testo che tratta di argometazioni tanto lontane dalla morale che insegnava Gesù. Era forse un figlio che aveva idee contrarie ma più sane del padre?

darwin74- ------------

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Re: Considerazioni sulla Bibbia
Sono curioso di vedere se ti risponde qualcuno, buona fortuna
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Nachdem ich den unbekannten Funkspruch nicht übersetzen konnte,
hatte ich heute das erste Mal Kontakt zu einer fremden Lebensform.
Wir haben uns geliebt, doch habe ich sie umgebracht.
Gott sei meiner Seele kinetisch! (Welle Erdball)

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Re: Considerazioni sulla Bibbia
Ludwig von Drake ha scritto:Darwin, c'è una risposta teologica per tutto...
Come ben sai, potendo parlare di fuffa, niente è impossibile.
Se vuoi ti fornisco la risposta...
Bhe, in effetti partendo dal presupposto che 1+1 fa 5, si può creare una matematica che segue un filo logico, comunque se hai una risposta sarei molto curioso di saperla, io sono abituato a pensare partendo dalla base che 1+1 fa 2 ma forse mi sfugge qualche passaggio del modo di ragionare dei credenti o forse credere significa proprio non ragionare
.In ogni modo non ricevere risposte a questo quesito è per me già una risposta
.
darwin74- ------------

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Numero di messaggi: 37
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Data d'iscrizione: 31.03.10
Re: Considerazioni sulla Bibbia
A grandissime linee la spiegazione è la seguente:
L'Antico Testamento rispecchia una morale che può riassumersi nella famose legge del taglione "occhio per occho dente per dente". La norma morale "amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico" era perfettamente condivisibile nel lunghissimo periodo storico che ha visto la nascita dell'AT, e quindi era cosa normale la vendetta, l'odio, l'omicidio, l'intolleranza, ecc.
Poichè Dio è figlio della storia e dell'uomo, la morale dell'uomo diventa morale di Dio e la giustizia umana diventa giustizia divina.
Le leggi dell'amore, del perdono e degli ultimi che diventeranno primi, invece, costituiscono sicuramente una rottura nei confronti dei testi sacri che hanno preceduto la nuova religione. E ciò può essere facilmente spiegato considerando il contesto storico, geografico e politico in cui è sorta la nuova religione. Essa aveva bisogno di fare concorrenza alla vecchia, rubandogli i clienti, e mirava alla conquista delle sterminate masse povere, oppresse, scontente, vittime di ingiustizie e delle pesanti tasse romane. Le famose beatitudini dei Vangeli sono il perfetto slogan politico del nuovo movimento, e nel contempo evidenziano in maniera inequivocabile a quale utenza intendeva rivolgersi la nuova pubblicità.
Molto probabilmente i Vangeli si rifanno ad un personaggio esistito veramente, un rivoluzionario forse più saggio, forse un esseno che in seguito è stato divinizzato con tutti gli attributi che conosciamo. Del resto il silenzio della storia contemporanea di Gesù ne è una prova evidente. A cosa sarebbe servito aspettare la fine del I secolo per narrare le vicende di Cristo, e come mai la storia sembra non conoscere affatto questo meraviglioso personaggio che avrebbe sconfitto la morte?
Infine gli stessi Vangeli contengono un nucleo di verità storica ma vanno sfrondati in quanto la loro struttura è simile a quella di una cipolla. Gesù e i suoi discepoli, se sono realmente esistiti, non erano certamente quel gruppetto di pacifisti disarmati alla Gandhi, e ciò si evince da alcuni passi dei Vangeli, come quello in cui Gesù scaccia dal tempio i venditori non certo da solo, con una sferza di cordicelle tra le mani e in maniera romantica come vogliono far credere i Vangeli. Se avesse rovesciato da solo i tavoli dei cambiavalute con tutti i soldi che vi erano poggiati, chissà che fine avrebbe fatto. Lo stesso dicasi quando Pietro, la notte in cui Gesù fu tradito da Giuda, estrasse la spada e tagliò l'orecchio del servo del Sommo Sacerdote. Anche questa è la chiara testimonianza di come, in realtà, fosse un gruppo armato e per nulla idealista o pacifico, come vogliono farci credere i successori inventori del cristianesimo e della divinità di Gesù.
L'Antico Testamento rispecchia una morale che può riassumersi nella famose legge del taglione "occhio per occho dente per dente". La norma morale "amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico" era perfettamente condivisibile nel lunghissimo periodo storico che ha visto la nascita dell'AT, e quindi era cosa normale la vendetta, l'odio, l'omicidio, l'intolleranza, ecc.
Poichè Dio è figlio della storia e dell'uomo, la morale dell'uomo diventa morale di Dio e la giustizia umana diventa giustizia divina.
Le leggi dell'amore, del perdono e degli ultimi che diventeranno primi, invece, costituiscono sicuramente una rottura nei confronti dei testi sacri che hanno preceduto la nuova religione. E ciò può essere facilmente spiegato considerando il contesto storico, geografico e politico in cui è sorta la nuova religione. Essa aveva bisogno di fare concorrenza alla vecchia, rubandogli i clienti, e mirava alla conquista delle sterminate masse povere, oppresse, scontente, vittime di ingiustizie e delle pesanti tasse romane. Le famose beatitudini dei Vangeli sono il perfetto slogan politico del nuovo movimento, e nel contempo evidenziano in maniera inequivocabile a quale utenza intendeva rivolgersi la nuova pubblicità.
Molto probabilmente i Vangeli si rifanno ad un personaggio esistito veramente, un rivoluzionario forse più saggio, forse un esseno che in seguito è stato divinizzato con tutti gli attributi che conosciamo. Del resto il silenzio della storia contemporanea di Gesù ne è una prova evidente. A cosa sarebbe servito aspettare la fine del I secolo per narrare le vicende di Cristo, e come mai la storia sembra non conoscere affatto questo meraviglioso personaggio che avrebbe sconfitto la morte?
Infine gli stessi Vangeli contengono un nucleo di verità storica ma vanno sfrondati in quanto la loro struttura è simile a quella di una cipolla. Gesù e i suoi discepoli, se sono realmente esistiti, non erano certamente quel gruppetto di pacifisti disarmati alla Gandhi, e ciò si evince da alcuni passi dei Vangeli, come quello in cui Gesù scaccia dal tempio i venditori non certo da solo, con una sferza di cordicelle tra le mani e in maniera romantica come vogliono far credere i Vangeli. Se avesse rovesciato da solo i tavoli dei cambiavalute con tutti i soldi che vi erano poggiati, chissà che fine avrebbe fatto. Lo stesso dicasi quando Pietro, la notte in cui Gesù fu tradito da Giuda, estrasse la spada e tagliò l'orecchio del servo del Sommo Sacerdote. Anche questa è la chiara testimonianza di come, in realtà, fosse un gruppo armato e per nulla idealista o pacifico, come vogliono farci credere i successori inventori del cristianesimo e della divinità di Gesù.

Multiverso- -----------

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Numero di messaggi: 899
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 15.11.08
Re: Considerazioni sulla Bibbia
Grazie mille Multiverso, questa è la spiegazione più plausibile ma non è la risposta che cerco, quello che dici dimostra che la religione cristiana è nata per ragioni politiche e si è poi trasformata adeguandosi alle circostanze culturali, sociali e politiche che si sono evolute durante la storia, il concetto del bene e del male è dunque soggettivo e va a rispecchiarsi con la civiltà di un popolo.
Io cerco la risposta da un credente per vedere il suo punto di vista, quello che dici non è certo quello che dovrebbe pensare un vero cristiano, Dio c'era prima di ogni tempo e la sua parola dovrebbe essere ininfluente dall'evoluzione culturale di un popolo e non credo sia legittimo per loro pensare che l'uomo, in base al suo grado di civiltà, possa modificare la legge di Dio ma semmai dovrebbe essere il contrario.
Se i conti tornano, questa è la dimostrazione che la Bibbia è frutto di errori e pensieri umani, di macchinazioni politiche applicabili solo al tempo di Mosè, lo definirei un testo di diritto civile e penale del tempo che per ragioni fortuite e di interesse, è giunto fino ai giorni nostri tramite il maligno e macchinoso ingegno dello stato Pontificio.
Io cerco la risposta da un credente per vedere il suo punto di vista, quello che dici non è certo quello che dovrebbe pensare un vero cristiano, Dio c'era prima di ogni tempo e la sua parola dovrebbe essere ininfluente dall'evoluzione culturale di un popolo e non credo sia legittimo per loro pensare che l'uomo, in base al suo grado di civiltà, possa modificare la legge di Dio ma semmai dovrebbe essere il contrario.
Se i conti tornano, questa è la dimostrazione che la Bibbia è frutto di errori e pensieri umani, di macchinazioni politiche applicabili solo al tempo di Mosè, lo definirei un testo di diritto civile e penale del tempo che per ragioni fortuite e di interesse, è giunto fino ai giorni nostri tramite il maligno e macchinoso ingegno dello stato Pontificio.

darwin74- ------------

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Numero di messaggi: 37
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 31.03.10
Re: Considerazioni sulla Bibbia
Ludwig von Drake ha scritto:...in sintesi quello che dicono i cristiani è che gli insegnamenti di Dio seguono diversi step portando l'umanità in modo naturale verso la civiltà, aspettando che essa stessa sia pronta per fare dei cambiamenti prima di insegnargli che è giusto fare quei cambiamenti...
La risposta mi piace, è molto cristiana
.Se ho ben capito è come se un padre per educare un figlio prima gli insegna la violenza e poi gli fa capire che stava sbagliando portandolo verso una morale più giusta.

darwin74- ------------

-
Numero di messaggi: 37
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 31.03.10
Re: Considerazioni sulla Bibbia
darwin74 ha scritto:Grazie mille Multiverso, questa è la spiegazione più plausibile ma non è la risposta che cerco, quello che dici dimostra che la religione cristiana è nata per ragioni politiche e si è poi trasformata adeguandosi alle circostanze culturali, sociali e politiche che si sono evolute durante la storia, il concetto del bene e del male è dunque soggettivo e va a rispecchiarsi con la civiltà di un popolo.
Io cerco la risposta da un credente per vedere il suo punto di vista, quello che dici non è certo quello che dovrebbe pensare un vero cristiano, Dio c'era prima di ogni tempo e la sua parola dovrebbe essere ininfluente dall'evoluzione culturale di un popolo e non credo sia legittimo per loro pensare che l'uomo, in base al suo grado di civiltà, possa modificare la legge di Dio ma semmai dovrebbe essere il contrario.
Se i conti tornano, questa è la dimostrazione che la Bibbia è frutto di errori e pensieri umani, di macchinazioni politiche applicabili solo al tempo di Mosè, lo definirei un testo di diritto civile e penale del tempo che per ragioni fortuite e di interesse, è giunto fino ai giorni nostri tramite il maligno e macchinoso ingegno dello stato Pontificio.
Quello che tu affermi corrisponde esattamente a ciò che ho sempre sostenuto e anche scritto in questo forum.
Se Dio fosse davvero un essere perfetto, fuori dallo spazio e dal tempo, immutabile nella sua essenza e quindi non soggetto all'evoluzione dell'uomo, la sua morale non sarebbe mai dovuta mutare sin dal giorno della sua rivelazione.
Volendo fare un esempio concreto, se la morale del Dio cristiano si fonda sull'amore, il perdono illimitato o la mitezza, tale Dio (che è lo stesso dell'AT) avrebbe dovuto da sempre insegnare e applicare tali principi etici, anche quando all'uomo parevano assurdi, per la semplice ragione che dovrebbe essere l'uomo ad adattarsi a Dio e non viceversa, come hai giustamente sottolineato tu. La morale di Dio deve prescindere dalle epoche, dalle mode, dalle culture, dalle tradizioni e dalle differenti aree geografiche. Ma così non è, infatti:
il Dio dell'AT salva il popolo eletto ma fa perire migliaia di nemici inghiottiti dalle acque del Mar Rosso, invia piaghe dal cielo contro il popolo egiziano, distrugge intere città compresi i suoi abitanti innocenti come fece con Sodoma e Gomorra, permette la schiavitù, stupri, tollera ganitori che sacrificano i figli come fece Iefte con sua figlia, per adempiere ad una promessa fatta a Dio se gli avesse fatto vincere la guerra, e così via.
In realtà il Dio dell'AT è amorevole verso il suo popolo eletto ma spietato verso chiunque non fosse ebreo. Il Dio del NT invece insegna ad amare anche i nemici e a porgere l'altra guancia.
Per tutte queste palesi contraddizioni non è mai esistita una parola di Dio ma soltanto una parola umana attributita a Dio.
Comunque il tuo intervento si rivolge ai credenti e sarebbe interessante leggere il loro punto di vista in merito.

Multiverso- -----------

-
Numero di messaggi: 899
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 15.11.08
Re: Considerazioni sulla Bibbia
Molto semplicemente non avete compreso la razio che c'è nel cristianesimo, vi limitate a fare considerazioni su Dio esternamente alla religione e arrivate a conclusioni che, comprensibilmente, secondo il vostro modo di sentire vi sembrano assurde. La bibbia mette in risalto l'evoluzione spirituale dell'uomo avvenuta grazie all'intervento di Dio nella storia, evoluzione che ha il suo culmine con la venuta di Gesù Cristo. Costui infatti non è venuto per abolire la legge vecchia ma per perfezionarla rivelandone il vero significato che è quello dell'amore per il prossimo. Questa pedagogia divina però non sarebbe comprensibile al fedele se nella bibbia ci fosse solo l'antico testamento o solo il nuovo. Questi due libri si svelano a vicenda e difatti è proprio per questo che si può ben dire che nell'antico testamento è già "contenuto" il nuovo e viceversa. E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa. Ciò che cambia sono le situazioni diverse che si presentano nella storia (ad esempio con il progresso scientifico) e quindi il modo di coniugare nei comportamenti pratici quello spirito che però rimane inalterato. Questo modo è la chiesa cattolica a stabilirlo di volta in volta mossa dallo spirito santo di verità.
Marco_1983- -------------

- Numero di messaggi: 352
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 03.07.10
Re: Considerazioni sulla Bibbia
Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!
_________________




E non abbiate fede. (Christopher Hitchens)
Forget Jesus. The stars died so that you could be here today. (Lawrence Krauss)
If you wake up tomorrow morning thinking that saying a few Latin words over your pancakes is going to turn them into the body of Elvis Presley, you have lost your mind. But if you think more or less the same thing abount a cracker and the body of Jesus, you're just a Catholic. (Sam Harris)

Fux89- ---------------------

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Numero di messaggi: 6398
Età: 22
Località: Aosta/Torino
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Data d'iscrizione: 20.11.08
Re: Considerazioni sulla Bibbia
Fux89 ha scritto:Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!
Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.
Marco_1983- -------------

- Numero di messaggi: 352
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Data d'iscrizione: 03.07.10
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