Near death experience: sono panzane?

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Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Lun 2 Ago - 15:08

Un mio amico, uscendo di strada a grande velocità, parcheggiò la sua auto incima ad un albero. Entrò in coma e terapia intensiva. In qualche modo si salvò e, tempo dopo, mi confidò di aver visto se stesso dall'alto, disteso sul letto operatorio, ed i medici a lavorare intorno sul suo corpo. Il cognato di un mio collega ha confessato che, a seguito di un ictus, vide anch'egli i medici operare su di lui e poi fu attratto da una forte luce, avvolto da una sensazione di contentezza ed amore incondizionato. Ad un certo punto si è dovuto allontanare da essa, con sofferenza e pena, per risvegliarsi nella stanza dell'ospedale. Si chiama 'near death experience' e capita, sembra, circa ad una persona su 5 che, al risveglio raccontano 'sogni' con le stesse atmosfere.
http://en.wikipedia.org/wiki/Near_death_experience

Il medico che per primo analizzò questo fenomeno ha rilasciato questa intervista (è divisa in 6 parti):

Un raggiro ben orchestrato o può avere un fondamento?
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da maxsar il Lun 2 Ago - 16:13

Un raggiro ben orchestrato o può avere un fondamento?
In molti casi la prima, in alcuni indubbiamente la seconda (non ho tempo di guardare il video, lo farò comunque).
Per me non vi è però alcun che di mistico; in condizioni di fortissimo stress si ha il rilascio massivo di endorfine e l'attivazione di alcune particolari regioni cerebrali che possono dare luogo a questa visione; miracoli della neurofisiologia.
Interessante il caso di un paziente a cui vennerò impiantati degli elettrodi per il tinnitus, misteriosamente iniziò ad avere esperienze simili.
Posto la review ed i riferimenti:

An out-of-body experience was repeatedly elicited during stimulation of the posterior part of the superior temporal gyrus on the right side in a patient in whom electrodes had been implanted to suppress tinnitus. Positron-emission tomographic scanning showed brain activation at the temporoparietal junction — more specifically, at the angular–supramarginal gyrus junction and the superior temporal gyrus–sulcus on the right side. Activation was also noted at the right precuneus and posterior thalamus, extending into the superior vermis. We suggest that activation of these regions is the neural correlate of the disembodiment that is part of the out-of-body experience.

Visualizing Out-of-Body Experience in the Brain; Volume 357:1829-1833 ; November 2007; NEJM.
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Lun 2 Ago - 20:29

maxsar ha scritto:
In molti casi la prima, in alcuni indubbiamente la seconda (non ho tempo di guardare il video, lo farò comunque).
Per me non vi è però alcun che di mistico; in condizioni di fortissimo stress si ha il rilascio massivo di endorfine e l'attivazione di alcune particolari regioni cerebrali che possono dare luogo a questa visione; miracoli della neurofisiologia.
Interessante il caso di un paziente a cui vennerò impiantati degli elettrodi per il tinnitus, misteriosamente iniziò ad avere esperienze simili.

È stato investigato anche il background educativo e socioculturale del soggetto? Si sono impiegati dei controlli? Perchè per me quella roba lì uno ce l'ha già in testa, come i sogni.

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da maxsar il Lun 2 Ago - 21:22

È stato investigato anche il background educativo e socioculturale del soggetto?
Ovvio; la menata del NEJM e il fatto che sia molto conservatore, ma analizza criticamente fino alla sega mentale tutti i dati, proprio per questo è considerata una delle bibbie della medicina, anzi forse quella più prestigiosa.
Si sono impiegati dei controlli?
Dal punto di vista etico questa review riporta soltanto un caso, le strutture cerebrali coinvolte sono però sulla sedia degli imputati da diverso tempo (casi analoghi) e seppur (per ora) difficilmente dimostrabile (per ragioni etiche principalmente) al 100%, risulta plausibile questa spiegazione.
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Mer 4 Ago - 7:55

Rasputin ha scritto:È stato investigato anche il background educativo e socioculturale del soggetto? Si sono impiegati dei controlli? Perchè per me quella roba lì uno ce l'ha già in testa, come i sogni.
Sì, dei sogni hanno tutti i crismi. Però il dato curioso è che chi fa questa pennichella racconta più o meno la stessa cosa, ovvero:

-The notice of a very unpleasant sound or noise.
-A sense/awareness of being dead.
-A sense of peace, well-being and painlessness. Positive emotions. A feeling of being removed from the world.
-An out-of-body experience. A perception of one's body from an outside position. Sometimes observing doctors and nurses performing medical resuscitation efforts.
-A "tunnel experience". A sense of moving up, or through, a passageway or staircase.
-A rapid movement toward and/or sudden immersion in a powerful light. Communication with the light.
-An intense feeling of unconditional love.
-Encountering "Beings of Light", "Beings dressed in white", or other spiritual beings. -Also, the possibility of being reunited with deceased loved ones.
-Being given a life review.
-Being presented with knowledge about one's life and the nature of the universe.
-A decision by oneself or others to return to one's body, often accompanied by a reluctance to return.
-Approaching a border.
-There also seems to be a link between the cultural and spiritual beliefs where you live. These seem to dictate what is experienced in the NDE (Miner-Holder, Janice. Handbook of Near-Death Experiences. Library of Congress Cataloging in Publishing Data. 2009.).

Sembra che addirittura Platone scrisse di un soldato, ferito gravemente, che racconti la stessa storia. C'è un'associazione (http://www.iands.org/) che da parecchio tempo studia il fenomeno (da quanto ho letto, senza partigianeria nè per gli scettici, nè per gli 'speranzosi').
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Mer 4 Ago - 10:08

Non lo so, mi sa tanto di autosuggestione. Io quella pennicchella lì l'ho fatta due volte e non conosco niente che assomigli di più al nulla assoluto. Sopratutto non ho sognato, l'orologio si era fermato tanto bene che in ambi i casi al risveglio ero rimasto mentalmente sul luogo dell'incidente.

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Mer 4 Ago - 10:39

Rasputin ha scritto:Non lo so, mi sa tanto di autosuggestione. Io quella pennicchella lì l'ho fatta due volte e non conosco niente che assomigli di più al nulla assoluto. Sopratutto non ho sognato, l'orologio si era fermato tanto bene che in ambi i casi al risveglio ero rimasto mentalmente sul luogo dell'incidente.
Non so se quegli studi siano veri. Ma trovo improbabile che 19 persone su 100, tra tutte quelle che vanno più di là che di quà in tutto il mondo, raccontino poi la stessa storia. E' difficile orchestrare un raggiro del genere. Comunque, forse è il caso di prendere queste precauzioni:

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Fux89 il Mer 4 Ago - 10:43

holubice ha scritto:Ma trovo improbabile che 19 persone su 100, tra tutte quelle che vanno più di là che di quà in tutto il mondo, raccontino poi la stessa storia.
Non mi pare così strano che in situazioni uguali si provino sensazioni simili. Siamo tutti esseri umani, e il nostro cervello funziona nello stesso modo per tutti...

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Mer 4 Ago - 10:49

Fux89 ha scritto:
holubice ha scritto:Ma trovo improbabile che 19 persone su 100, tra tutte quelle che vanno più di là che di quà in tutto il mondo, raccontino poi la stessa storia.
Non mi pare così strano che in situazioni uguali si provino sensazioni simili. Siamo tutti esseri umani, e il nostro cervello funziona nello stesso modo per tutti...

Senza contare il fatto che un 19 % non mi pare molto rilevante. È una delle ragioni delle mia domande a Max circa educazione, background culturale, ecc.

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da SergioAD il Mer 4 Ago - 11:32

Per questo tipo di esperienze, near-death-experience (NDE) e out-of-body-experience (OBE), la “University of Kentucky” ha prodotto una spiegazione teorizzando che questi misteriosi fenomeni siano dovuti a disordini del sonno nella fase rapid-eye-movement (REM).

Sembra che il 18% delle persone “resuscitate” hanno sperimentato questi fenomeni.

Non penso al raggiro ma una certa polarizzazione si vede, non vi pare?

http://science.howstuffworks.com/science-life-after-death.htm

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Mer 4 Ago - 11:46

SergioAD ha scritto:Per questo tipo di esperienze, near-death-experience (NDE) e out-of-body-experience (OBE), la “University of Kentucky” ha prodotto una spiegazione teorizzando che questi misteriosi fenomeni siano dovuti a disordini del sonno nella fase rapid-eye-movement (REM).

Sembra che il 18% delle persone “resuscitate” hanno sperimentato questi fenomeni.

Non penso al raggiro ma una certa polarizzazione si vede, non vi pare?

http://science.howstuffworks.com/science-life-after-death.htm

Nemmeno io penso al raggiro, sono dati attendibili. La fase REM, che sta per Rapid Eye Movement, è proprio quella dei sogni, in cui il cervello invia motu propio segnali alla zona di ricezione dei nervi ottici (È spiegato in maniera molto rudimentale, non sono un tecnico del settore). Tali segnali vengono pescati dalla memoria, siccome questa storiella la conoscono tutti, è plausibile che la sperimentino un 18 % dei soggetti investigati. Interessante sarebbe sapere quanti hanno sperimentato la stessa cosa durante il normale sonno, vogliamo scommettere che la percentuale sale rapidamente?

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da maxsar il Mer 4 Ago - 20:01

A mio parere, la soluzione potrebbe essere diversa; già i cardiologi conoscevano bene queste cose:
Near-death experience in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands; The Lancet, Volume 358, Issue 9298, Pages 2039 - 2045, 15 December 2001.
In questo studio si ipotizza l'ipossia cerebrale, molto interessanti sono gli studi di Jansen (Near death experience and the NMDA receptor; British Medical Journal, Jansen Karl) , in pratica, partendo dagli effetti scorporizzanti della fenciclidina e della ketamina mappò maggiormente nel dettaglio una particolare famiglia di recettori NMDA.
In pratica sono delle serrature sparse nei gangli di comando del corpo (il sistema nervoso centrale) che possono essere stimolati da particolari eventi endogeni (parto [gli spazi sono voluti, rappresentano una scala della quantità rilasciata rispetto agli altri eventi], meditazione, esercizio fisico) o esogeni (cioccolato, ma anche una caterba di droghe).

In condizioni disperate, sembra che la nostra meravigliosa macchina-uomo, per proteggere uno dei tessuti più delicati ed importanti (quello cerebrale), liberi specifiche molecole per i suddetti recettori modulando il metabolismo delle cellule raggiunte, cercando così di guadagnare tempo.
Sembra probabile, che per ragioni genetiche, una massiva liberazione di questi neuromediatori, sia in grado in alcuni individui, unita ad un ipossia o a condizioni estremamente traumatiche, di dare luogo a queste visioni (a molti mangiare il gelato in fretta fa venire una veloce, ma acuta cefalea per il decorso superfeciale di un importante nervo).

Sarebbe interessante mappare con un array cgh il dna di questi pazienti, soffermandosi sui locus caldi, come recettori NMDA ed alcune porzioni cerebrali; sicuramente anche la neuroradiologia e la neurofisiologia ci saranno utili per capirne di più.
E' indubbio, come in molti in casi, la ripresa da questi stadi, può dare luogo ad aspettative anche inconsce, le quali (vista la "mitologia" sull'argomento a cui siamo stati precedentemente esposti, ma anche, come suggeriva Rasp, un particolare contesto/educazione foriere di motivazioni ultraterrene per accettare psicologicamente l'accaduto) andare a modificare sfuggenti ricordi di uno stato onirico o addirittura fabbricarlo ex-novo.
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Mer 4 Ago - 21:23

Non ho capito tutto ma pare (Ed era già chiaro) che in stato di ipossia cerebrale, che è l'unica cosa che conosco bene carneval , può succedere qualunque cosa. Molto interessante comunque ok

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da kalab99 il Sab 21 Ago - 19:18

Mai sentito parlare di dimetiltriptamina?

http://it.wikipedia.org/wiki/Dimetiltriptamina

Si sa per certo che è una sostanza allucinogena endogena prodotta in dosi millesimali dalla ghiandola pineale durante il sonno. Un' ipotesi interessante è quella secondo la quale essa viene prodotta massicciamente alla nascita e soprattutto, e qua entro in tema, quando il corpo è in gravi condizioni.

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da kalab99 il Sab 21 Ago - 19:20

Questo potrebbe benissimo spiegare le esperienze mistiche, che sono pari pari quelle che si hanno quando si assume la sostanza purificata.
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da maxsar il Dom 22 Ago - 22:04

kalab99 ha scritto:Questo potrebbe benissimo spiegare le esperienze mistiche, che sono pari pari quelle che si hanno quando si assume la sostanza purificata.
Probabilmente sono parte del puzzle di cui a fatica iniziamo a vederne il contorto, per individuarne bene i singoli elementi ci vorrà ancora abbastanza tempo
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Lun 23 Ago - 13:19

maxsar ha scritto:
kalab99 ha scritto:Questo potrebbe benissimo spiegare le esperienze mistiche, che sono pari pari quelle che si hanno quando si assume la sostanza purificata.
Probabilmente sono parte del puzzle di cui a fatica iniziamo a vederne il contorto, per individuarne bene i singoli elementi ci vorrà ancora abbastanza tempo
Oppure un tir a tutta velocità, in direzione contraria, sulla propria corsia... wink..

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Lun 23 Ago - 14:59

maxsar ha scritto:A mio parere, la soluzione potrebbe essere diversa; già i cardiologi conoscevano bene queste cose:
Near-death experience in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands; The Lancet, Volume 358, Issue 9298, Pages 2039 - 2045, 15 December 2001....
Ma che cardiologo e cardiologo e che Lancet e Lancet... Ecco il solo dottore che sa come funzioni realmente la NDE:

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Lun 23 Ago - 15:05

Holu, non vorrei essere scortese né stai facendo nulla di irregolare, ma non ti accorgi che non ti sta cagando nessuno (A parte me, lo so, ma sono un buono che ci posso fare angelo )

Sono sfiorato dal sospetto che il fatto sia causato

a) dalla mancanza di argomenti

b) dalla vignettite acuta che ti sei beccato da Gian

solo che lui inserisce vignette che ci azzeccano

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Mar 24 Ago - 7:51

EDITATO DALLA MODERAZIONE.
Dal faceto al serio: avete notato tanti articoli riguardanti una provvisoria immortalità? Vivremo 130 anni ha detto il primo ministro di un paese (purtroppo) molto vicino. E tanti altri annunciano cose del genere. Oh! Qui non vuol più morire nessuno! Ma che cacchio, si deve pur morire! Per me è il niente che si prospetta dopo, sommato al niente che si palesa ora a produrre tutto ciò. E questo è solo uno dei frutti di una certa mentalità (uno dei meno nefasti).
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Near Death Experience, Pin Van Lommel: resta il mistero

Messaggio Da alien72 il Mer 1 Set - 21:59

Anche se è stato già aperto un thread sull'argomento, ne apro un altro con interessanti spunti di discussione, cominciando dallo studio di Pin Van Lommel (cardiologo) pubblicato sulla rivista medica "The Lancet" Nel dicembre 2001.
Successivamente Michael Shermer, sulla rivista "Scientific American" ha criticato il cardiologo olandese affermando che le NDE non sono altro che eventi neuronali.
Qui di seguito la dettagliata risposta di Van Lommel che replica, per quel che interessa, che lo studio dei pazienti (da lui monitorati) ha chiaramente mostrato che la consapevolezza, i suoi ricordi, le cognizioni, le emozioni, il senso di identità e la percezione al di fuori ed al di sopra di un corpo senza vita sono stati sperimentati durante un periodo in cui il cervello non è funzionante (anossia pancerebrale transitoria).
http://www.nderf.org/Italian/von_lommel_italian.htm
Van Lommel cita anche lo studio del neurochirurgo W. Penfeld il quale ha constatato che l'interruzione dei campi elettrici di reti neuronali locali in alcune zone della corteccia può disturbare il normale funzionamento del cervello: il neurochirurgo, premio Nobel, durante operazioni sul cervello di soggetti epilettici, è riuscito ad indurre flash di memorie del passato (ma non una completa revisione della vita), visioni di luce, esperienze auditive di suoni e musica, e più raramente una specie di esperienzfuori dal corpo (OBE) mediante stimolazioni elettriche localizzate del lobo temporale e parietale. Queste esperienze tuttavia non hanno prodotto alcuna trasformazione. Dopo molti anni di ricerche Penfield è giunto alla conclusione che non è possibile localizzare i ricordi all'interno del cervello.

Van Lommel ha concluso che la coscienza deve risiedere fuori dal cervello perché i pazienti possano rimanere consapevoli quando, almeno secondo l’EEG, dovrebbero essere morti. Il cervello potrebbe quindi essere soltanto una specie di trasmettitore/ricevitore per le informazioni, una conclusione che è stata raggiunta indipendentemente anche dall’Informatico Simon Berkovich congiuntamente al neurofisiologo Herms Romijn. Ecco una loro dichiarazione:
"La coscienza, la coscienza che abbiamo durante le nostre attività quotidiane, riduce tutte le informazioni ricevute ad una verità singola che interpretiamo come ‘Realtà’. Durante le NDE, comunque, i pazienti non sono limitati dai loro corpi o dalla coscienza, il che significa che vivono in molte realtà diverse".
"Capisco ora che la coscienza è la base della vita, e la nostra vita è fatta principalmente di compassione, empatia ed amore," conclude Van Lommel.
Anche il neurochirurgo Allan Hamilton riporta un caso sconvolgente; una paziente con EEG piatto ... ecco il video
http://www.youtube.com/watch?v=XSXYZrCY6IM

In questo documentario alcuni casi più interessanti di NDE scelti dallo Psichiatra americano Raymond Moody, simili a quelli studiati da Van Lommel.
Sconvolgente il caso di NDE vissuto dallo scienziato russo (dissidente) che dopo essere morto clinicamente il fine settimana, dopo due giorni di permanenza all'obitorio, è ritornato nel suo corpo durante l'autopsia che si stava effettuando sul suo cadavere alle ore 11 di lunedì.
http://www.fainotizia.it/2009/02/15/la-vita-oltre-la-vita-esperienze-fuori-dal-corpo-esperienze-di-premorte-anima-coscienza

Per finire, ecco una citazione di Carl Gustav Jung, il quale ha avuto una NDE a seguiti di infarto: "Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo".

P.S.: Sono particolarmente interessato all'argomento a seguito della morte di mio padre (credente) avvenuta poco più di un anno fa a causa di una lunga malattia.
Prima ero tendenzialmente ateo, ora la mia mente vaga nel dubbio e nell'incertezza riguardo all'esistenza di Dio o di qualche altra entità misteriosa.

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da davide il Mer 1 Set - 22:29

Eh pensa che in un libro di S. King un marito defunto manda alla moglie messaggi dall'al di là....

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Gio 2 Set - 10:15

Ludwig von Drake ha scritto:b. Non essendovi alcuna dimostrazione diretta fisica delle NDE, stiamo parlando delle mere testimonianze fornite dai pazienti?
C'è sempre un'università del North Dakota che tira fuori l'ultima South Kazata. In genere sono sempre disincantato sulle americanate che arrivano da oltre oceano. Ma l'idea che quel dottore del filmato abbia architettato tutto questo raggiro non mi pare plausibile. Strano è che 19 mezzi morti su 100, ovunque nel mondo abbiano l'infarto o incidente, riportino sempre lo stesso 'sogno'. Posso capire che in quelle circostanze l'anestesia posso fare la sua parte, ma i sogni, per loro natura, sono molto variegati, è strano che quelli di costoro invece concordino. Anche questi racconti di episodi realmente accaduti nella sala operatoria o nelle stanze accanto: una messinscena delle infermiere? (m'ha fatto ridere quella signora che ha sentito il nipote lagnarsi con un altro parente perchè non poteva fare più le vacanze ad Atene per andare al suo funerale e che poi l'ha detto al nipote stesso, che ha confermato e s'è scusato). Le ricerche fatte dalla IANDS (l'associazione che studia specificatamente questi casi) danno maggiori ragguagli, senza partigianerie di nessun tipo. In particolare riportano degli studi fatti da Lancet in Olanda.
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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da Rasputin il Gio 2 Set - 10:46

alien72 ha scritto:Anche se è stato già aperto un thread sull'argomento, ne apro un altro con interessanti spunti di discussione, cominciando dallo studio di Pin Van Lommel (cardiologo) pubblicato sulla rivista medica "The Lancet" Nel dicembre 2001.
Successivamente Michael Shermer, sulla rivista "Scientific American" ha criticato il cardiologo olandese affermando che le NDE non sono altro che eventi neuronali.
Qui di seguito la dettagliata risposta di Van Lommel che replica, per quel che interessa, che lo studio dei pazienti (da lui monitorati) ha chiaramente mostrato che la consapevolezza, i suoi ricordi, le cognizioni, le emozioni, il senso di identità e la percezione al di fuori ed al di sopra di un corpo senza vita sono stati sperimentati durante un periodo in cui il cervello non è funzionante

Ah questo è poco ma sicuro mgreen

Anzi mi azzarderei ad ipotizzare che in quel caso i cervelli non funzionanti siano più di uno.

alien72 ha scritto:(anossia pancerebrale transitoria).
http://www.nderf.org/Italian/von_lommel_italian.htm
Van Lommel cita anche lo studio del neurochirurgo W. Penfeld il quale ha constatato che l'interruzione dei campi elettrici di reti neuronali locali in alcune zone della corteccia può disturbare il normale funzionamento del cervello:

Ah, ma allora non gli sfugge proprio nulla eh Royales

alien72 ha scritto:il neurochirurgo, premio Nobel, durante operazioni sul cervello di soggetti epilettici, è riuscito ad indurre flash di memorie del passato (ma non una completa revisione della vita), visioni di luce, esperienze auditive di suoni e musica, e più raramente una specie di esperienzfuori dal corpo (OBE) mediante stimolazioni elettriche localizzate del lobo temporale e parietale.

Sono convinto che si possono ottenere risultati simili, almeno nei soggetti di sesso maschile, con un solido calcio nei maroni. Scherzi a parte, racconta, come ha rilevato il nostro neurochirurgo tali esperienze soggettive altrui?

alien72 ha scritto:Queste esperienze tuttavia non hanno prodotto alcuna trasformazione.

Eh?? Trasformazione di che cosa, ed in che cosa?

alien72 ha scritto:Dopo molti anni di ricerche Penfield è giunto alla conclusione che non è possibile localizzare i ricordi all'interno del cervello.

A parte il fatto che esistono studi che dimostrano il contrario, una breve spiegazione di come funziona la memoria umana lo trovi qui

http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_(fisiologia)#Fisiologia

Pare trattarsi proprio del cervello...

alien72 ha scritto:Van Lommel ha concluso che la coscienza deve risiedere fuori dal cervello perché i pazienti possano rimanere consapevoli quando, almeno secondo l’EEG, dovrebbero essere morti. Il cervello potrebbe quindi essere soltanto una specie di trasmettitore/ricevitore per le informazioni, una conclusione che è stata raggiunta indipendentemente anche dall’Informatico Simon Berkovich congiuntamente al neurofisiologo Herms Romijn.

E dove sta scritto che i pazienti "Rimangono consapevoli" (Termine poco tecnico, di solito si dice "Coscienti")?

alien72 ha scritto:Ecco una loro dichiarazione:
"La coscienza, la coscienza che abbiamo durante le nostre attività quotidiane, riduce tutte le informazioni ricevute ad una verità singola che interpretiamo come ‘Realtà’. Durante le NDE, comunque, i pazienti non sono limitati dai loro corpi o dalla coscienza, il che significa che vivono in molte realtà diverse".
"Capisco ora che la coscienza è la base della vita, e la nostra vita è fatta principalmente di compassione, empatia ed amore," conclude Van Lommel.

Questo è andato a scuola da Topo Gigio. Le informazioni ricevute durante le nostre attività quotidiane sono dovute ai nostri sensi e si chiamano sensazioni, qui un'infarinatura

http://it.wikipedia.org/wiki/Sensazione

le quali permettono di elaborare le percezioni

http://it.wikipedia.org/wiki/Percezione

alien72 ha scritto:Anche il neurochirurgo Allan Hamilton riporta un caso sconvolgente; una paziente con EEG piatto ... ecco il video
http://www.youtube.com/watch?v=XSXYZrCY6IM

Qui mi pare che il buon dottore, non avendo elementi per spiegare l'accaduto (Ammesso e non concesso che sia davvero accaduto, nel video parla solo lui, non si sente cosa dice ma si possono solo leggere dei sottotitoli, per tacere delle infermiere che dovrebbero testimoniare l'accaduto ecc.) si inventi la spiegazione. Non so quanto tempo si possa interrompere l'afflusso di sangue al cervello, ma se la donna è stata collegata ad un sistema di respirazione artificiale e circolazione extracorporea (Si chiama così, e non "Macchina che avrebbe portato avanti ecceccecc") che poi si è interrotto per 20 minuti, i casi sono due: o le cellule cerebrali in questo periodo non muoiono quindi sono in grado di svolgere un qualche tipo di attività, o muoiono quindi la signora non si sveglia più.

alien72 ha scritto:In questo documentario alcuni casi più interessanti di NDE scelti dallo Psichiatra americano Raymond Moody, simili a quelli studiati da Van Lommel.
Sconvolgente il caso di NDE vissuto dallo scienziato russo (dissidente) che dopo essere morto clinicamente il fine settimana, dopo due giorni di permanenza all'obitorio, è ritornato nel suo corpo durante l'autopsia che si stava effettuando sul suo cadavere alle ore 11 di lunedì.
http://www.fainotizia.it/2009/02/15/la-vita-oltre-la-vita-esperienze-fuori-dal-corpo-esperienze-di-premorte-anima-coscienza

Per finire, ecco una citazione di Carl Gustav Jung, il quale ha avuto una NDE a seguiti di infarto: "Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo".

Data la caratura delle prime documentazioni portate a sostegno dell'argomento, ho omesso di guardare il resto. Anche a te, come ho già fatto con altri, dico: sono stato io stesso, e per ben due volte, in stato di premorte (Ossia arresto cardiorespiratorio) ed a un pelo dal lasciarcela, in uno dei due casi non ho ricevuto sangue al cervello per oltre due minuti, che mi pare (Se non vado errato, cito a memoria) sia il limite per evitare appunto danni irreparabili al medesimo (Il cervello, non il limite). È consentito il sarcasmo, che però non cambia quanto sperimentato: nulla, zero, buio assoluto.

alien72 ha scritto:P.S.: Sono particolarmente interessato all'argomento a seguito della morte di mio padre (credente) avvenuta poco più di un anno fa a causa di una lunga malattia.
Prima ero tendenzialmente ateo, ora la mia mente vaga nel dubbio e nell'incertezza riguardo all'esistenza di Dio o di qualche altra entità misteriosa.

Hai tutta la mia comprensione, ti consiglio di tenere duro non nel rimanere ateo, ma nel razionalizzare l'accidente che ti è purtoppo capitato, e ti faccio tutti i miei più sinceri auguri di tornare a stare bene con te stesso e con gli altri. Io ho fatto un'esperienza, se possibile, peggiore (Almeno in psicologia nelle classifiche dello stress da traumi è classificata come tale), quella di perdere un figlio. Ora, se perdere un figlio è una tragedia, perdere un figlio di due mesi a 22 anni è, ti assicuro, disumano. Ma se ne esce, io ne sono uscito, e senza cercare palliativi di coscienza, anima o quant'altro.

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Ma cosa credi, che uno si sveglia una mattina e decide di lavorare in un carcere? Quella è gente perversa! (Vanessa Lutz)

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Re: Near death experience: sono panzane?

Messaggio Da holubice il Gio 2 Set - 14:55

"Perchè parli sempre per enigmi" chiedeva il Piccolo Principe al serpente...
"Perchè io sono la morte. Io do tutte le risposte".
Te lo ricordi questo passaggio? Per me c'è poco da allambiccarsi, quel poco o tanto che ti è dato da vivere passerà comunque in un soffio. E vedremo se c'è o no questa luce con cui interloquire.

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