Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Dom 15 Ago - 10:57

Loki ha scritto:
holubice ha scritto:Io, comunque ho creato un'utenza 'holubice' in quel forum di studenti finlandesi. Ci appiccico i vostri contributi e vedo che reazioni hanno loro. Spero che nessuno mi quereli per questo furto.
A che pro? Per sentirti dire che quel sistema è il più giusto perchè da loro funziona e noi abbiamo torto? Mi pare di averti già detto che l'Italia non è la Finlandia e gli italiani non sono i finlandesi. Se poi hai bisogno a tutti i costi di sentirti dire che hai ragione fai pure, ma vedi di evitare di riportare i fatti miei.
Ok, Ok, don't worry, non quoto nè appiccico nessuno. Riscrivo tutto da nuovo. E poi come va finire lo so già: nemo profeta in patria diceva Quello... wink..
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Guin il Dom 15 Ago - 12:06

holubice ha scritto:
Ok, Ok, don't worry, non quoto nè appiccico nessuno. Riscrivo tutto da nuovo. E poi come va finire lo so già: nemo profeta in patria diceva Quello... wink..
Diciamo che è come andare a chiedere all'oste se è buono il vino che vende. wink..
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da maxsar il Dom 15 Ago - 12:12

Bisogna però considerare che in alcune facoltà non sarebbe possibile per motivi logistici il numero aperto.
Per esempio a medicina dal 3 anno, in genere, si inizia il tirocinio nei vari reparti, nel momento attuale sono a malapena tollerati 150/200 studenti (dipende dalle varie sedi) suddivisi in vari gruppi (e la regola, per molto, e puntellare le pareti cercando nel frattempo qualcuno un po' disponibile).
Se non esistesse il numero chiuso, sarebbe difficilmente sostenibile (non saprei come sinceramente, turnare 150 persone è un conto, 1000 un altro).
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Dom 15 Ago - 18:18

maxsar ha scritto:Bisogna però considerare che in alcune facoltà non sarebbe possibile per motivi logistici il numero aperto.
Tu, da quanto ho capito, sei un dottore. Ovvero una delle categorie che più vive il problema della sovra-laureazione. Onestamente, pensi che con quel sistema con quella 'spietata ed onesta' selezione iniziale risolveremmo il problema?
Per la cronaca, il 3D dai finlandesi l'ho aperto chiedendo lumi ai diretti interessati (già un paio hanno postato 2 spiegazioni):
http://www.finlandforum.org/viewtopic.php?f=20&t=47482&start=0
Così mi imparo un po' di inglese e poi qui non si parla d'altro che di santi e madonne...
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da maxsar il Dom 15 Ago - 18:48

Ovvero una delle categorie che più vive il problema della sovra-laureazione.
Onestamente, per come la vedo, non siamo messi male (rispetto ad altri), molte statistiche rimangono falsate perchè considerano i laureati in specializzazione (pagati) come non lavoratori.
e. Onestamente, pensi che con quel sistema con quella 'spietata ed onesta' selezione iniziale risolveremmo il problema?
Per me si, la menata (per come la vedo io, intendiamoci) è che i posti nelle scuole di specializzazione tendono a ridursi di anno, anno rispetto alla gente che esce.
In questo modo si continua l'usanza mafio..(io non so niente, il server sta parlando per conto suo ;- ) )di obbligare gente a sgobbare anni in reparto per poter aver la speranza di entrare in specialità (in alcune è agevole, in altre fattibile, in altre si stacca il cartellino e ci si butta nell'inferno).
Questo è stato il motivo principale per cui sono fuggito dall'Italia, non mi sembrava giusto continuare ad alimentare questa catena (visione personale beninteso e tacciata d'estremismo da più parti, con il senno di poi direi una buona scelta).
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Rasputin il Dom 15 Ago - 20:53

maxsar ha scritto:
Questo è stato il motivo principale per cui sono fuggito dall'Italia, non mi sembrava giusto continuare ad alimentare questa catena (visione personale beninteso e tacciata d'estremismo da più parti, con il senno di poi direi una buona scelta).

Scelta fatta io nel 1989, rimpianto di non averla fatta prima STOP. Ritorno in Italia improbabile anche a piedi in avanti credo mi ribellerei STOP. Tacciatori di estremismo me lo possono succhiare STOP. Con il senno di poi mai rimpianto la scelta fatta STOP.

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da davide il Dom 15 Ago - 22:40

maxsar ha scritto:Bisogna però considerare che in alcune facoltà non sarebbe possibile per motivi logistici il numero aperto.
Per esempio a medicina dal 3 anno, in genere, si inizia il tirocinio nei vari reparti, nel momento attuale sono a malapena tollerati 150/200 studenti (dipende dalle varie sedi) suddivisi in vari gruppi (e la regola, per molto, e puntellare le pareti cercando nel frattempo qualcuno un po' disponibile).
Se non esistesse il numero chiuso, sarebbe difficilmente sostenibile (non saprei come sinceramente, turnare 150 persone è un conto, 1000 un altro).
Che in talune facoltà il numero chiuso sia necessario è palese, max.
Non trovo che sia corretto applicarlo tout-court, laddove problemi pratici come quello che indichi tu non ce ne sono.

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da jessica il Lun 16 Ago - 7:42

loki ha scritto:Niente affatto, quello sarebbe lo scenario che si avrebbe adottando le facoltà a numero chiuso. Se l'operaio desidera studiare e imparare deve essere libero di farlo, è proprio a questo che serve l'università. Se però l'operaio vuole andare all'università solo perchè così poi diventa sicuramente medico o avvocato e guadagna di più allora è meglio che lasci perdere.

anfatti.... intendevo chiederlo a quelli che sostengono il numero chiuso.


holubice ha scritto:E brava Jessica. Perché pensi che in Danimarca, come in Finlandia etc. etc. trovino i soldi per non farti pagare nessuna tassa, per darti un pre-stipendio per tutto il periodo universitario, per risolarti le scarpe vecchie con le quali vai in facoltà... Perché 'le strutture sono limitate'. Tradotto: faccio studiare solo coloro che 'meritano', 'mi servono', mettetela come volete e poi vengono fuori i soldi per un trattamento del genere. Soldi che non sperpero spendendoli su dei perdigiorno.

perchè lì sono in 4 gatti, pagano tasse più alte delle nostre e, soprattutto, le pagano tutti. che studino solo coloro che meritano è falso. intanto ci sono più laureati che in italia, senza neanche contare tutte le lauree in università del gusto, dell'allevamento ecc che lì non si chiamano università. non è così infrequente trovare un fruttivendolo con laurea...


Io il compagno delle elementari zuccone l'ho ritrovato zuccone anche nel proseguo. Il problema è che l'ho ritrovato zuccone e laureato in non si un ca##o cosa (e penso che neanche lui abbia le idee chiare al riguardo). Questa è una specificità tutta nostra.

io no. non tutti.


In Italia anche il più attempato dei fuori corso che paga la retta più alta di tutte paga solo una minima parte di quello che costa

questo è falso e te l'ho già detto. in tre quattro anni di fuori corso lo studente si ripaga ampiamente tutti i contributi statali, anche perchè, negli ultimi anni di fatto non è più una spesa per l'università(non segue più corsi, non fa laboratori, al max continua ad usufruire della mensa- ma a fascia massima quindi non credo che goda di nessuno sconto rispetto ai costi di produzione delle succulente pietanze universitarie), paga semplicemente il diritto a dare gli esami.
inoltre per il laureato italiano la situazione costi, rispetto allo studente di scuole medie-superiori-elementari si inverte drasticamente finendo in fondo alle classifiche europee.

L.v.D. ha scritto:Non me la sento di dare giudizi sui laureati danesi, ma vedo molti di quelli italiani e ti assicuro che trovo il panorama alquanto sconfortante.

vabè, non sto cercando di difendere il sistema universitario con i suoi mille difetti, che sarebbe da rivoltare come un guanto, a partire da quel sistema di contributi proporzionale al n di iscritti, anche se fasulli, di cui parla loki (così poi spuntano le famose università inesistenti, o quelle per dare la laurea agli statali, ai carabinieri ecc) per la cronaca, almeno per le discipline scientifiche (ok che c'entrano anche fondi, riforme, ecc) sono gli istituti danesi a cercare i laureati italiani, non viceversa. perchè con tutte le sue pecche, non dico dal punto di vista del funzionamento delle strutture ecc ma dal punto di vista formativo l'università italiana è migliore.

semplicemente sto commentando l'idea dell'università dei pochi eletti. per come è strutturata la nostra società, alla fine delle superiori il ragazzo non è maturato in modo tale da poter compiere una scelta così definitiva (dai su, quante migliaia di studenti hanno bassi rendimenti non perchè siano stupidi ma perchè fino alla quinta giocano a chi studia meno?)
già per come la vedo io non dovrebbero esistere i tecnici (sai quanti ragazzini conosco che si sono trovati le gambe segate per aver scelto - a 14 anni - la scuola sbagliata? )
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Lun 16 Ago - 7:54

maxsar ha scritto:
Questo è stato il motivo principale per cui sono fuggito dall'Italia, non mi sembrava giusto continuare ad alimentare questa catena (visione personale beninteso e tacciata d'estremismo da più parti, con il senno di poi direi una buona scelta).
Anche a te faccio la stessa domanda di Rasp, dove sei andato a riparare? Un mio collega ha il fratello chirurgo. Aveva un primario di stretta lottizzazione politica, competente come una scimmia. Spesso gli capitavano casi in cui sospettava servissero ulteriori accertamenti prima di dimettere i pazienti ma, poichè la prima donna non apprezzava l'intraprendenza dei sottoposti, il più delle volte si avvicinava da solo al malato con un foglietto contenente il nome di un dottore a cui rivolgersi (di un altro ospedale, ovviamente pubblico), l'elenco degli esami da fare e la sospetta diagnosi. Spesso il sospetto si rivelava fondato...Se le cose stanno così:
Primari 1
Primari 2
Primari 3
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Lun 16 Ago - 8:10

jessica ha scritto:...per la cronaca, almeno per le discipline scientifiche (ok che c'entrano anche fondi, riforme, ecc) sono gli istituti danesi a cercare i laureati italiani, non viceversa. perchè con tutte le sue pecche, non dico dal punto di vista del funzionamento delle strutture ecc ma dal punto di vista formativo l'università italiana è migliore.
Sul Herald Tribune, che leggevo sporadicamente prima di internet per le mie vellità con l'inglese, c'era una vignetta con un manifesto attaccato ad un muro con su scritto:
1° Cesare Borgia,
2° Maria Laura Borgia
3° Ludovico Borgia
4° Antonella Borgia
Ai piedi del manifesto c'era un signore con una lunga barba bianca che piangeva e si disperava, mentre un passante lo rincuorava: "Coraggio Leonardo, che la prossima volta ci riuscirai..."
Questo penso sia il motivo pe cui molta gente vada via dall'Italia. E dove li prendono, li accolgono perchè hanno valutato la loro preparazione. Così perdiamo i migliori, e abbiamo buttato via anche tutti i soldi necessari per formarli.
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Rasputin il Lun 16 Ago - 8:55

OT Holu non so se ti è sfuggito ma le tue velleità anglografe puoi soddisfarle anche qui

http://atei.forumitalian.com/babylon-f16/

wink..

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Guin il Lun 16 Ago - 9:25

maxsar ha scritto:Bisogna però considerare che in alcune facoltà non sarebbe possibile per motivi logistici il numero aperto.
Per esempio a medicina dal 3 anno, in genere, si inizia il tirocinio nei vari reparti, nel momento attuale sono a malapena tollerati 150/200 studenti (dipende dalle varie sedi) suddivisi in vari gruppi (e la regola, per molto, e puntellare le pareti cercando nel frattempo qualcuno un po' disponibile).
Se non esistesse il numero chiuso, sarebbe difficilmente sostenibile (non saprei come sinceramente, turnare 150 persone è un conto, 1000 un altro).
Maxsar quello che dici purtroppo è vero, in quei casi non si può fare altrimenti. Bisogna dire però che quelli sono comunque esami per selezionare il numero degli aspiranti studenti, non dei test per giudicare chi ha il diritto o meno di studiare. Nessuno vieta a chi non passa di andare da un altra parte dove ci sono posti liberi. Se si sale in un autobus e si trovano tutti i posti a sedere occupati nessuno vieta di scendere e prendere un altro autobus, se però sull'autobus ci sono dei posti liberi e tu non ti puoi sedere perchè quel giorno hai i pantaloni verdi la cosa è ben diversa.

jessica ha scritto: [...] vabè, non sto cercando di difendere il sistema universitario con i suoi mille difetti, che sarebbe da rivoltare come un guanto, a partire da quel sistema di contributi proporzionale al n di iscritti, anche se fasulli, di cui parla loki (così poi spuntano le famose università inesistenti, o quelle per dare la laurea agli statali, ai carabinieri ecc) [...]
Forse è meglio fare un po' di chiarezza a proposito di questo punto: quello stratagemma di cui ho parlato non è entrato e forse mai entrerà, visto che c'è stato un ricorso. Purtroppo però il modo con cui lo stato eroga i fondi alle università, grazie alla nuova riforma, è quello. Dire che le università succhiano i soldi dello stato per colpa dei troppi iscritti è una cavolata, perchè lo stato stesso ha creato un metodo per dare meno soldi possibili per dirottarli ad altri campi che ritiene più importanti (lascio a voi capire quali). I soldi che l'università riceve dallo stato non servono tanto per mantenere chi studia, quanto per pagare gli stipendi e le attrezzature di chi porta avanti la ricerca, cosa che allo stato interessa relativamente poco.

holubice ha scritto:
Sul Herald Tribune, che leggevo sporadicamente prima di internet per le mie vellità con l'inglese, c'era una vignetta con un manifesto attaccato ad un muro con su scritto:
1° Cesare Borgia,
2° Maria Laura Borgia
3° Ludovico Borgia
4° Antonella Borgia
Ai piedi del manifesto c'era un signore con una lunga barba bianca che piangeva e si disperava, mentre un passante lo rincuorava: "Coraggio Leonardo, che la prossima volta ci riuscirai..."
Questo penso sia il motivo pe cui molta gente vada via dall'Italia. E dove li prendono, li accolgono perchè hanno valutato la loro preparazione. Così perdiamo i migliori, e abbiamo buttato via anche tutti i soldi necessari per formarli.
Il motivo per cui molti bravi neolaureati sono costretti ad andare all'estero, oltre al problema delle assunzioni post laurea tramite raccomandazioni, è proprio il fatto che allo stato italiano non freghi nulla della ricerca, e quindi sono costretti ad andare dove la ricerca si fa cioè in altri paesi.
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Messaggio Da jessica il Lun 16 Ago - 10:24

Questo penso sia il motivo pe cui molta gente vada via dall'Italia. E dove li prendono, li accolgono perchè hanno valutato la loro preparazione. Così perdiamo i migliori, e abbiamo buttato via anche tutti i soldi necessari per formarli.
infatti. che i cervelli siano in fuga dal nostro paese è cosa nota, ma se davvero valessero zero non sarebbero fagocitati dagli altri paesi, dove comunque i laureati non mancano (perchè prenderne uno preparato male e che stenta con la lingua quando ne hai 5 pronti appena sfornati nel tuo paese?). invece sono ritenuti generalmente abbastanza preparati. e comunque questa è solo una parte della faccenda, conosco più di un caso di proposte dall'ente allo studente e non viceversa.
l'idea che mi sono fatta è che la differenza tra il laureato italiano e quello danese sia (parlo sempre di facoltà scientifiche) più o meno quella che c'è tra la conoscenza della matematica di un diplomato allo scientifico e di uno al tecnico.
a laboratorio 1 a copenaghen ti mettono in mano un contatore geiger senza sapere neanche cosa sia e ti fanno contare quanti decadimenti avvengono nel campione, qua ti fanno misurare gli angoli dei triangoli.

loki:io non mi riferivo allo stratagemma della tua università, ma a ripartizioni di fondi piuttosto "oscure" basate sul numero nominale di iscritti (quelle appunto alle università fantasma che nessuno frequenterà mai fatte solo per dare la laurea agli statali o alle forze dell'ordine, riconoscendo crediti già solo per la professione)
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Lun 16 Ago - 16:05

Rasputin ha scritto:OT Holu non so se ti è sfuggito ma le tue velleità anglografe puoi soddisfarle anche qui

http://atei.forumitalian.com/babylon-f16/

wink..
Si.. Ho visto quella sezione. Ma penso che per ri inverdire l'inglese sia meglio corrispondere con madri lingua. Forse è utile se qualche straniero si intrufola qui dentro come ho fatto io di là. Iconoclasta o cacciatore di pecorelle smarrite che sia.
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Rasputin il Lun 16 Ago - 16:48

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:OT Holu non so se ti è sfuggito ma le tue velleità anglografe puoi soddisfarle anche qui

http://atei.forumitalian.com/babylon-f16/

wink..
Si.. Ho visto quella sezione. Ma penso che per ri inverdire l'inglese sia meglio corrispondere con madri lingua. Forse è utile se qualche straniero si intrufola qui dentro come ho fatto io di là. Iconoclasta o cacciatore di pecorelle smarrite che sia.

Madrelingui i finlandesi?

Qui comunque ne abbiamo almeno uno, questo

http://atei.forumitalian.com/profile.forum?mode=viewprofile&u=392

mi pare ce ne sia anche un altro ma non ricordo il nome, poi ci sono tre bilingui: uno sono io, uno è Sergio, ed una è l'utente Diva (Che non scrive da un po' ma so che visita regolarmente). Inoltre sono interessanti le discussioni che nascono su errori ed inesattezze commesse dall'uno o dall'altro utente, i quali difficilmente ti vengono fatti notare in un sito di madrelingui che sanno di avere a che fare con uno straniero. Per argomentare si ricerca, e si impara wink..

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Messaggio Da davide il Lun 16 Ago - 20:29

holubice ha scritto:
jessica ha scritto:...per la cronaca, almeno per le discipline scientifiche (ok che c'entrano anche fondi, riforme, ecc) sono gli istituti danesi a cercare i laureati italiani, non viceversa. perchè con tutte le sue pecche, non dico dal punto di vista del funzionamento delle strutture ecc ma dal punto di vista formativo l'università italiana è migliore.
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Questo penso sia il motivo pe cui molta gente vada via dall'Italia. E dove li prendono, li accolgono perchè hanno valutato la loro preparazione. Così perdiamo i migliori, e abbiamo buttato via anche tutti i soldi necessari per formarli.
Assolutamente d'accordo su quanto dici, ma... non c'azzecca nulla con l'argomento del 3d. Non ti sto rimproverando un OT bada bene, voglio solo dire che l'università a numero chiuso non risolve i problemi da te citati, se era questo che volevi affermare.

jessica ha scritto:infatti. che i cervelli siano in fuga dal nostro paese è cosa nota
Ecco invece un esempio di personaggio tuttora (ahimè) residente nel nostro paese, ma il cui cervello è senza dubbio fuggito (se mai c'è stato):

ahahahahahah ahahahahahah

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Mar 17 Ago - 7:05

Rasputin ha scritto:
Madrelingui i finlandesi?
Sinulla on kauniit siniset silmät....
Sapevo anche come si diceva: 'Ciao, io sono Babbo Natale', ma l'ho dimenticato.

In tutta la Scandinavia, verso i 16 anni, tutti diventano bilingui, la propria e l'inglese, poichè ti viene insegnato dai 6 anni (bene) e tutti i film e telefilm vengono trasmessi (per legge) in lingua originale con i sottotitoli. E questo è il segreto ti tanta padronanza, hanno un quotidiano ripasso/esercizio gratis. Infatti, se parli in inglese con, ad esempio, un tedesco o un autriaco, che sciovinistiacamente doppiano i programmi stranieri, spesso ne sanno poco quanto noi. Qui da me arrivano le tv slovene e croate e vedo che anche loro hanno incominciato ad usare lo stesso sistema. E' un po' che non vado, ma son sicuro che se torno a Spalato ora anche il vecchio signore pizzicagnolo parlerà inglese meglio di diversi miei prof. di scuola. Come mi è accaduto con il benzinaio di Helsinki.


Ultima modifica di holubice il Mar 17 Ago - 7:10, modificato 1 volta
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Messaggio Da holubice il Mar 17 Ago - 7:09

[quote="davide"]
holubice ha scritto:
Ecco invece un esempio di personaggio tuttora (ahimè) residente nel nostro paese, ma il cui cervello è senza dubbio fuggito (se mai c'è stato):
Ma che dici, per me è un mito:

oppure:

http://dailymotion.virgilio.it/video/x14mwg_neri-marcore-e-gasparri_fun
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Messaggio Da holubice il Mar 17 Ago - 7:13

Mito solo superato da un altro mito:
Cape Town
Bis:
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Rasputin il Mar 17 Ago - 8:35

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Madrelingui i finlandesi?
Sinulla on kauniit siniset silmät....
Sapevo anche come si diceva: 'Ciao, io sono Babbo Natale', ma l'ho dimenticato.

In tutta la Scandinavia, verso i 16 anni, tutti diventano bilingui, la propria e l'inglese, poichè ti viene insegnato dai 6 anni (bene) e tutti i film e telefilm vengono trasmessi (per legge) in lingua originale con i sottotitoli. E questo è il segreto ti tanta padronanza, hanno un quotidiano ripasso/esercizio gratis. Infatti, se parli in inglese con, ad esempio, un tedesco o un autriaco, che sciovinistiacamente doppiano i programmi stranieri, spesso ne sanno poco quanto noi. Qui da me arrivano le tv slovene e croate e vedo che anche loro hanno incominciato ad usare lo stesso sistema. E' un po' che non vado, ma son sicuro che se torno a Spalato ora anche il vecchio signore pizzicagnolo parlerà inglese meglio di diversi miei prof. di scuola. Come mi è accaduto con il benzinaio di Helsinki.

Visto che, quantunque non siamo proprio IT, rimaniamo nel tema dell'istruzione, vedo di fare un paio di puntualizzazioni, dato che tra l'altro io con le lingue ci lavoro, o meglio, sono il mio lavoro.

Il concetto di madrelingua, se applicato letteralmente, si riferisce alla lingua che ci viene insegnata, ovverossia con la quale ci si rivolge nostra madre e/o padre (Sempre che ambi siano della stessa, poi vedremo i vari casi). Ne consegue che la madrelingua non è necessaraimente la prima lingua (Gli anglofoni dicono infatti first language), la quale nella maggioranza dei casi è quella in cui si porta a termine almeno il primo ciclo scolastico, ossia la scuola dell'obbligo. Se questa differisce da quella parlata in casa, il soggetto può crescere "Bilingue", ma solo in diretta proporzione con il livello di istruzione che esiste in famiglia, ed anche in questo caso il vocabolario differirà essendo più conversativo nella lingua "Madre" e più specifico nella lingua scolastica. Ad esempio, il soggetto potrà conoscere il vocabolo "Aspirapolvere" (Casa) in una lingua, ed il vocabolo "Equazione" (Scuola) nell'altra. Ecco perchè secondo me non è possibile definire bilingui finlandesi e scandinavi in generale (Le stesse condizioni si verificano, oltre che in Scandinavia, anche in Olanda e Danimarca), i quali a scuola hanno lezione di storia, matematica, scienze ecc. nella lingua ufficiale del paese in cui vivono.

Il bilinguismo vero è un'altra cosa, esiste ad esempio nei Paesi Baschi, in Catalonia, Alto Adige, Svizzera, Belgio, Malta, India, Sudafrica ecc. dove le lingue ufficiali sono più di una.

Esiste poi una multiforme casistica: conosco famiglie miste, un esempio è un mio amico americano che ha sposato una norvegese e vive in Spagna. Hanno due figli, il padre con loro parla inglese + viene insegnato loro a scuola, la madre con loro parla norvegese, a scuola le lezioni si tengono in spagnolo. I figli crescono "Trilingui", però rischiano di avere delle lacune in tutte e tre le lingue. Un altro caso: un mio amico e compagno di allenamenti è colombiano di nascita, ma la famiglia (Ambi i genitori colombiani) si è trasferita in Germania quando lui aveva 6 anni. Cresciuto quindi in Germania, parla un tedesco impeccabile, ma occhio, solo impeccabile (Grammaticalmente), non perfetto: si nota un leggerissimo accento straniero. Io con lui parlo spagnolo, lingua che parla senza accento, o meglio, con un genuino accento sudamericano, ma non dispone del vocabolario del quale dispongo io che ho terminato l'università in Spagna. Se la conversazione si fa tecnica, a volte devo spiegare: esempio, parlando di allenamento mi è successo di dover usare il vocabolo "Metabolismo", che lui in spagnolo non conosceva. Ho provato, per curiosità, a dirglielo in inglese, di proposito perchè ha le stesse radici etimologiche che in italiano (Methabolic rate), nulla. Glie l'ho dovuto tradurre in tedesco, lingua nella quale il termine è completamente diverso (Stoffwechsel).

Se poi diamo un'occhiata allo scempio che molti italiani fanno della loro lingua, possiamo immaginarci che anche in altri paesi sussista, anche se in diverse misure, lo stesso problema. Ergo, il "Madrelinguismo", di qualunque tipo sia, non è affatto garanzia di qualità.

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Guin il Mar 17 Ago - 8:41

Ludwig von Drake ha scritto:
a. Differenziare tra università "specialistiche" (es. medicina, scienze dell'educazione, traduzione e interpretariato), ovvero destinate e specifici posti di lavoro (in particolare posti statali) e università "generiche" (letteratura, scienze politiche);

b. Chiudere il numero delle prime, aumentando il livello di istruzione, collegandole maggiormente al mondo del lavoro e rendendole più attinenti al lavoro che si andrà a fare (es. di esperienza vissuta, creare legami tra l'università e gli organi/enti che necessitano di traduttori e interpreti - specializzare e indirizzare verso il lavoro all'ultimo anno accademico, facendo utilizzare gli strumenti propri del lavoro che si andrà a fare);

c. Per le università specialistiche di alto profilo creare campus che garantiscano agli studenti vitto e alloggio;

d. Trovare un modo di testare l'efficienza dell'università e dei professori.
Come ho già detto ritengo che in questo modo si snaturi completamente il significato dell' università e della laurea, riducendo, anzi rafforzando l'idea che già c'è, della prima come un ufficio di collocamento, e della seconda come il classico foglietto di carta che prendi solo perchè ti da il lavoro. In questo modo non si risolve il problema ma si causano solo ulteriori danni, ovviamente IMHO.

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da jessica il Mar 17 Ago - 11:10

Il bilinguismo vero è un'altra cosa, esiste ad esempio nei Paesi Baschi, in Catalonia, Alto Adige, Svizzera, Belgio, Malta, India, Sudafrica ecc. dove le lingue ufficiali sono più di una.
ahahahahahah ti assicuro che so meglio io il finlandese che certi altoatesini l'italiano!!!
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Rasputin il Mar 17 Ago - 11:17

jessica ha scritto:
Il bilinguismo vero è un'altra cosa, esiste ad esempio nei Paesi Baschi, in Catalonia, Alto Adige, Svizzera, Belgio, Malta, India, Sudafrica ecc. dove le lingue ufficiali sono più di una.
ahahahahahah ti assicuro che so meglio io il finlandese che certi altoatesini l'italiano!!!

Probabilissimo, anzi te lo posso confermare di persona visto che vicinissimo all'Alto Adige ci sono vissuto per parecchi anni (Ho anche sposato un'altoatesina, la mia prima moglie).

Ma succede anche nelle altre regioni bilingui, è un problema endemico.

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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da Guin il Mar 17 Ago - 11:31

Ludwig von Drake ha scritto:Io propongo di trasformare quel foglietto di carta in un percorso formativo serio e selettivo.

Questo per le università specialistiche.

In cambio, quelle generaliste rimangano pure pascoli.
Che il percorso sia serio e formativo non cambierà il fatto che le persone si iscriveranno solo allo scopo di lavorare, fregandosene poco o nulla di imparare perchè gli interessa. E magari a causa del numero chiuso qualcuno che vuole studiare perchè realmente è interessato ad imparare non potrà farlo, solo perchè non ha il background formativo che gli consenta di superare i test di ingresso. Ma certo bisogna anche dire che una volta che trasformi le università in una catena di montaggio che serve a sfornarti n° specialisti a battito di mani, a seconda delle esigenze del mondo del lavoro, il concetto di sapere lo si può pure buttare nel cesso per quel che serve.
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Re: Vorreste tutte le facoltà a numero chiuso?

Messaggio Da holubice il Mar 17 Ago - 12:58

Loki ha scritto:Ma certo bisogna anche dire che una volta che trasformi le università in una catena di montaggio che serve a sfornarti n° specialisti a battito di mani, a seconda delle esigenze del mondo del lavoro, il concetto di sapere lo si può pure buttare nel cesso per quel che serve.
Ma chi ti impedisce di studiarti qualsiasi cosa tu abbia voglia? Per conto tuo si intende. Dici che c'è gente che vorrebbe apprendere qualcosa senza poi impiegarlo per ottenere un'occupazione nel settore, ma per gusto puramente intellettuale: e allora che se la studi per corrispondenza, ma senza oneri per la collettività tutta. A me piace la storia, la letteratura, la psicologia. Non ho studiato niente di questo poichè sapevo quello che mi avrebbe aspettato una volta mi fossi laureto. Ma se vuoi posso farti vedere i cartoni di libri in soffita che ho letto su questi argomenti.
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