replicazione genetica

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replicazione genetica

Messaggio Da oddvod56 il Ven 11 Feb - 13:07

raga oggi voglio parlare di un fatto che la chiesa condanna..................................
la replicazione o clonazione.... come sapete la scienza può replicare artificialmente il dna e creare un nuovo essere vivente (umano o animale che sia) ora mi chiedo , visto che hanno proibito di replicare un essere umano, ma se un giorno replicassero un essere umano e esso saprà parlare, ragionare, ecc ecc allora sarà la prova lampante che non esiste l' anima??? in quanto è l' anima , secondo i credenti, a renderci intelligenti, vivi ecc ecc.??
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da davide il Ven 11 Feb - 13:18

Odd, non c'è alcun bisogno di dimostrare l'inesistenza dell'anima (salto la solita pappardella sull'impossibilità di dimostrare l'inesistenza di qualcosa), basta constatare l'assoluta mancanza di prove a favore ella sua esistenza.
Chi afferma che l'anima esiste, ne deve portare le prove.

Una volta discutevo con una tizia che sosteneva che l'anima stesse nel cuore. Al che, chiedendole come funziona la questione con i trapiantati, seppe solo rispondermi "ma non in quel senso!" (senza essere poi ovviamente capace di specificarmi in quale senso lei stesse parlando).

Rassegnati, non hai modo di dialogare razionalmente con loro, li puoi solo prendere in giro.

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ospite il Ven 11 Feb - 13:27

oddvod56 ha scritto:se un giorno replicassero un essere umano e esso saprà parlare, ragionare, ecc ecc allora sarà la prova lampante che non esiste l' anima???
Non vedo come le due cose dovrebbero essere collegate... E comunque non c'è alcun bisogno di dimostrare che non esiste l'anima. Affirmanti incumbit probatio.

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mar 15 Feb - 18:54

Premesso che ancora non e' facile replicare (geneticamente intendo) un essere umano al 100% (a meno di non avere preservato gli ovuli della madre), aggiungo che uomini cloni perfetti l'uno dell'altro sono sempre esistiti ancor prima di Cristo... e si chiamano GEMELLI MONOZIGOTI! Io ho un gemello omozigoto e mia mamma, prima che nascessimo, aveva un recondito timore (vista la sua conoscenza, da bambina, di due gemelli identici affetti da ritardo mentale) che i gemelli si dividessero, per cosi' dire, l'intelligenza/cervello. Magari la stessa cosa succede all'anima! hihihihih
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 12:03

Non capisco perché un clone dovrebbe sollevare il problema dell'esistenza dell'anima.

Come ha scritto marcora i gemelli omozigoti sono effettivamente uno il
clone dell'altro. La differenza sta nel fatto che nel caso dei gemelli
essi nascono praticamente nello stesso momento e sono frutto di un
evento naturale e non premeditato, mentre un clone da laboratorio viene
progettato a tavolino presumibilmente per un preciso scopo.

Io sono un aspirante (o sospirante?) naturalista e mi piace pensare che i
processi naturali restino invariati, sia a livello biotico che
abiotico. Da essere vivente mi preme maggiormente la sfera biologica, e
ancor di più mi colpisce un intervento di questo tipo su un essere
umano.

Ora checché se ne dica noi umani non siamo animali comuni, sebbene siamo
sotto lo stesso cielo dei licheni e sottostiamo alle stesse leggi
fisiche di tutti gli altri esseri viventi e non viventi.

Ciò che i più definiscono anima io la chiamo senzienza, con l'unica
differenza che l'anima viene considerata immortale, mentre la senzienza
nasce e termina con la vita e la morte. In questa accezione se vogliamo
tutti abbiamo un'anima, che crediamo ci differenzi da tutto il
resto del regno dei viventi. In realtà l'anima è qualcosa di impalpabile
e non definito, ma è quella cosa che ci distingue dagli altri viventi
con i quali non riusciamo a comunicare e che non possono dirci se
credono di averne una anch'essi. Forse i cani hanno un'anima, potrebbe
dirvi qualcuno. La verità è che esiste un rapporto così stretto tra uomo
e cane che siamo indotti a pensarlo. I lombrichi hanno un'anima? Uhmmm,
nessuno dirà di si.

Probabilmente sono la capacità di sfuggire all'istinto immediato, di
poter controllare le emozioni, di avere il senso di passato e futuro,
una memoria agile a renderci umani e nella difficoltà di spiegare queste
capacità che finora crediamo essere distintive dell'Uomo siamo portati
ad immaginare l'esistenza di un'anima.

Ora, il fatto che clonare un topo sia pratica comune e non condannabile,
mentre fotocopiare una persona susciti notevoli problemi, sta nel fatto
che, alla luce di quanto sopra, ci si sente chiamati in causa in prima
persona, si chiama vigliaccheria. Chi si sente in colpa per aver colto
un fiore? Nessuno. Chi di voi si fa scrupoli nell'uccidere una zanzara?
Nessuno. Chi si sente triste nel vedere una rana morta sulla strada?
Molte poche persone. Chi condanna i maltrattamenti sui cani? Quasi
tutti. Chi crede che uccidere una persona sia sbagliato? Praticamente
tutti. Il fatto è che più ci sentiamo coinvolti e più ci poniamo dei
quesiti morali, ovvero più un essere vivente ci è filogeneticamente
vicino e più la nostra sensibilità nei suoi confronti cresce. Aldilà
dell'anima è questo il punto.

Onestamente, io di essere clonato non ne avrei il minimo piacere, anzi
la cosa mi spaventerebbe e, tornando all'inizio questo è dovuto al fatto
che non sarebbe una cosa naturale e non potrei mai considerare il mio
clone come un mio gemello semplicemente perché non lo é in nessun modo.
Non abbiamo condiviso lo stesso utero nello stesso tempo, non abbiamo la
stessa storia alle spalle, ma soprattutto è il frutto di una decisione
presa a tavolino che non lascia nulla al caso.

Se crediamo che la vita sia comparsa per caso sulla Terra, e non per
opera di un biologo celeste, allora dovremmo credere che l'essenza della
vita è il caso. Privare una vita del caso è privarla della sua essenza.
Il suo valore umano sarebbe certamente differente dal mio e dal vostro.

Si può fare, esistono mille motivi per volerlo fare, ma quel clone è
solo uno strumento e la sua senzienza/anima quanti disagi psicologici
potrebbe causargli? Dovrebbe vivere nell'ignoranza riguardo le sue
origini? Un po' come non dirgli mai che Babbo Natale non esiste, o come
fargli credere che Dio lo osserva e lo giudica dalle nuvole...
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 12:40

Ates ha scritto:
Onestamente, io di essere clonato non ne avrei il minimo piacere, anzi
la cosa mi spaventerebbe e, tornando all'inizio questo è dovuto al fatto
che non sarebbe una cosa naturale e non potrei mai considerare il mio
clone come un mio gemello semplicemente perché non lo é in nessun modo.
Non abbiamo condiviso lo stesso utero nello stesso tempo, non abbiamo la
stessa storia alle spalle, ma soprattutto è il frutto di una decisione
presa a tavolino che non lascia nulla al caso.

Un clone sarebbe tuo gemello nel senso genetico del termine. Come dici tu la nostra empatia nei confronti di un altro essere vivente e' di solito correlata al grado di somiglianza genetica. Presumo che, nonostante tu non abbia condiviso lo stesso utero e non abbia la stessa storia alle spalle, tu ameresti come tuo fratello un'uomo creato con la fecondazione artificiale dallo sperma di tuo padre e dall'uovo di tua madre... o no? Allo stesso modo ameresti il tuo clone... non vedo la differenza.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 12:42

Comunque fantastica la tua quote "Gesù è venuto per salvarci dal peccato, ma continuo a vedere peccatori. Thor ci protegge dai demoni e dai giganti di ghiaccio, e in effetti non se ne vedono in giro"... e roba del tuo sacco o stai citando qualcuno?
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 14:39

Vedi, la fecondazione artificiale lascia comunque spazio alla
ricombinazione genetica, il crossing over. Credo che sia piuttosto
diverso dall'ottenere un clone artificialmente. Si prende dello sperma e
degli ovuli e si fa in modo che avvenga la fecondazione, ma non si può
sapere esattamente che cosa ne uscirà fuori.
In una certa misura anche questa pratica toglie buona parte della
casualità che normalmente agisce in questi casi, o meglio in condizioni
non artificiali quel figlio avrebbe avuto probabilità molto minori di
essere concepito. In definitiva l'evoluzione non avviene più per
selezione naturale, i meccanismi evolutivi vengono sostituiti dalla
volontà dell'uomo.

E qui si apre uno scenario molto interessante su cui riflettere. Se
consideriamo questo tipo di attività come parte integrante di quello che
è l'insieme naturale, ovvero come step evolutivo allora non costituisce
motivo di preoccupazione e lo accettiamo come qualcosa di naturale. Ma
se crediamo che queste pratiche possano portare a disfunzioni dannose
nel meccanismo evolutivo allora è opportuno capire se questo sospetto è
fondato.
Quello che intendo dire è che dovremmo essere certi che mettere al mondo
degli animali (Uomo incluso) che non sono frutto delle pressioni
evolutive ambientali, bensì del desiderio umano, non possa influire
negativamente sulla sopravvivenza della specie di cui fa parte.
Faccio un esempio banale: gli animali da allevamento come le vacche e i
maiali non sono adattati alla vita selvatica, non sono in grado di
sopravvivere senza l'Uomo perché la loro selezione non è avvenuta in
risposta a stimoli ambientali.
Allo stesso modo un bambino che non dovrebbe essere nato è, detto
molto brutalmente, in grado di sopravvivere solo perché la sua comunità
non è strettamente dipendente dall'ambiente in cui vive.
In quest'ottica è più accettabile l'idea di un clone, in quanto copia di un organismo che è frutto della selezione naturale.
Se però guardiamo al clone con gli occhi della moralità e dell' "anima" vale il mio post precedente.

Per cui, da un punto di vista asettico io penso questo, mentre rispondendo emotivamente sicuramente amerei un fratello ottenuto con fecondazione artificiale o assistita e la stessa cosa vale per un mio clone, anche se per quest'ultimo mi riservo di cambiare idea davanti al fatto compiuto.



La firma non è mia, l'ho letta su Facebook


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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 16:31

La fecondazione artificiale NON lascia spazio alla ricombinazione genetica come dici tu, in quanto quella avviene durante la gametogenesi/meiosi (formazione di sperma e uova) e non durante la fecondazione.

Comunque, il fatto che l'evoluzione umana sia condizionata dal suo sviluppo intellettivo, culturale e tecnologico e' indubbio... e fa' parte della nostra difesa dalla pressione della selezione naturale... non vedo come tutto questo sia "innaturale". Per esempio, l'uso di farmaci permette di far sopravvivere bambini che altrimenti non avrebbero raggiunto l'eta' riproduttiva. L'evoluzione della mente > tecnologia umana e' pari all'evoluzione di altri caratteri biologici in altre specie e che ne assicurano il successo evolutivo (che non si misura in quanto "naturale" sia).

Comunque il mio clone io lo amo molto wink..


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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 17:15

marcora ha scritto:La fecondazione artificiale NON lascia spazio alla ricombinazione genetica come dici tu, in quanto quella avviene durante la gametogenesi/meiosi (formazione di sperma e uova) e non durante la fecondazione.
Ooops che scivolone imbarazzante, perdo 1000 punti, ma mi resterà bene in mente per tutta la vita!

Ok, quindi nemmeno in una normale fecondazione avviene xover, come non detto.
Però ciò che intendevo esprimere è che comunque non so esattamente come sarà il suo DNA, mentre nella clonazione si. E su questo non rischio strafalcioni!

Resta poi il fatto che quell'individuo nato artificialmente non dovrebbe esistere.
Mi fai notare il fatto che c'è poca differenza tra usare dei medicinali per curarsi da una malattia e promuovere una fecondazione, effettivamente è vero, ma a prima vista mi risulta un po' diverso il conservare una vita dall'aumentare le probabilità di nascita di un individuo che sulla carta è in gran parte inadatto fin dall'inizio.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 17:49

Ates ha scritto:Resta poi il fatto che quell'individuo nato artificialmente non dovrebbe esistere.

E chi lo dice che non dovrebbe esistere se c'e' la possibilita' di farlo esistere? (scusa il gioco di parole)

Ates ha scritto:Mi fai notare il fatto che c'è poca differenza tra usare dei medicinali per curarsi da una malattia e promuovere una fecondazione, effettivamente è vero, ma a prima vista mi risulta un po' diverso il conservare una vita dall'aumentare le probabilità di nascita di un individuo che sulla carta è in gran parte inadatto fin dall'inizio.

E chi lo dice che e' inadatto? Non e' che un clone in quanto tale e' inadatto... anzi, potrebbe essere molto piu' adatto un clone, per esempio, di George Clooney (con buone possibilita' riproduttive pronosticate) che un vecchietto tenuto in vita dalle macchine o dai medicinali. Ovviamente parlo solo dal punto di visto evolutivo.

Inoltre mi risulta difficile distinguere la technologia dal mondo naturale... in quanto la tecnologia e' parte derivante dal mondo naturale (sarebbe come dire che l'ossigeno non e' naturale perche' all'inizio non c'era e l'hanno prodotto dei batteri molto dopo).

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 18:02

No ma inadatto sarebbe quello ottenuto con fecondazione artificiale, non il clone. Ho già scritto che il clone, in quanto copia di un individuo già frutto della selezione naturale è di riflesso anche lui adatto al suo ambiente.

Comunque se rileggi quello che ho scritto 2 o 3 post fa, anche io penso che queste tecniche siano da ritenersi parte del mondo naturale, ma quello che mi chiedo è se siano in grado di cambiare le regole del gioco, almeno per quanto riguarda noi Homo sapiens.


Ho scritto
Se consideriamo questo tipo di attività come parte integrante di quello che
è l'insieme naturale, ovvero come step evolutivo allora non costituisce
motivo di preoccupazione e lo accettiamo come qualcosa di naturale. Ma
se crediamo che queste pratiche possano portare a disfunzioni dannose
nel meccanismo evolutivo allora è opportuno capire se questo sospetto è
fondato.


Sono troppo criptico, non mi faccio capire mai. boh



marcora ha scritto:
E chi lo dice che non dovrebbe esistere se c'e' la possibilita' di farlo esistere? (scusa il gioco di parole)
Steso! boxed
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 18:27

Un essere vivente (generato dalla fecondazione naturale, artificiale, clonazione, ...) lo si puo' considerare inadatto solo quando fallisce la prova della selezione naturale, non di certo a priori.

Il tuo discorso di prima l'avevo capito, ma mi pareva che ci fosse da parte tua un sospetto che la tecnologia porti a disfunzioni dannose dal punto di vista evolutivo.

Sicuramente la tecnologia ha aumentato in modo drammatico la capacita' della razza umana di affrontare le avversita' del mondo naturale.

La mia preoccupazione e' capire chi debba essere l'autorita' preposta a stabilire la "dannosita'" evolutiva di questa o quella tecnologia. Siccome mi risulta difficile prevedere modi e tempi della selezione naturale, mi risulta anche difficile valutare cosa sia dannoso oppure no.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ospite il Mer 16 Feb - 18:34

marcora ha scritto:Un essere vivente (generato dalla fecondazione naturale, artificiale, clonazione, ...) lo si puo' considerare inadatto solo quando fallisce la prova della selezione naturale, non di certo a priori.

Il tuo discorso di prima l'avevo capito, ma mi pareva che ci fosse da parte tua un sospetto che la tecnologia porti a disfunzioni dannose dal punto di vista evolutivo.

Sicuramente la tecnologia ha aumentato in modo drammatico la capacita' della razza umana di affrontare le avversita' del mondo naturale.

La mia preoccupazione e' capire chi debba essere l'autorita' preposta a stabilire la "dannosita'" evolutiva di questa o quella tecnologia. Siccome mi risulta difficile prevedere modi e tempi della selezione naturale, mi risulta anche difficile valutare cosa sia dannoso oppure no.

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 18:35

marcora ha scritto:Un essere vivente (generato dalla fecondazione naturale, artificiale, clonazione, ...) lo si puo' considerare inadatto solo quando fallisce la prova della selezione naturale, non di certo a priori.
Qui divergiamo ad angolo piatto! mgreen
Quell'individuo la prova della selezione naturale l'ha di fatto fallita a priori, non potendo essere concepito naturalmente.
Per contro ha superato la prova della selezione artificiale.

marcora ha scritto:
Il tuo discorso di prima l'avevo capito, ma mi pareva che ci fosse da parte tua un sospetto che la tecnologia porti a disfunzioni dannose dal punto di vista evolutivo.
Infatti il sospetto c'è, anche se sono costretto a considerare la tecnologia come parte dei processi naturali.

marcora ha scritto:
La mia preoccupazione e' capire chi debba essere l'autorita' preposta a stabilire la "dannosità'" evolutiva di questa o quella tecnologia. Siccome mi risulta difficile prevedere modi e tempi della selezione naturale, mi risulta anche difficile valutare cosa sia dannoso oppure no.
Il guaio è proprio questo.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 18:56

Ates ha scritto:
marcora ha scritto:Un essere vivente (generato dalla fecondazione naturale, artificiale, clonazione, ...) lo si puo' considerare inadatto solo quando fallisce la prova della selezione naturale, non di certo a priori.
Qui divergiamo ad angolo piatto! mgreen
Quell'individuo la prova della selezione naturale l'ha di fatto fallita a priori, non potendo essere concepito naturalmente.

E' sull'aggettivo/avverbio naturale/naturalmente che non riesco a convergere con il tuo pensiero. Tu forse intendi con "naturale" cio' che sarebbe meglio definire "tradizionale". Secondo me quell'individuo la prova della selezione naturale non l'ha fallita in quanto progenie di individui appartenenti ad una specie che ha evoluto, tra le tante altre cose, la capacita' di riprodursi in modi diversi da quelli in voga fino a 50 anni fa' (e ti assicuro che sia nel regno vegetale che in quello animali si sono evolute modalita' riproduttive alquanto bizzarre).

Comunque io non mi sono mai riferito all'uso della fecondazione artificiale come "terapia" di disfunzioni riproduttive ma solo come metodo (in quanto la si puo' fare benissimo con spermatozoi ed oociti perfettamente funzionanti nel mondo "naturale").

In ogni caso, continuo a fare fatica a vedere la differenza tra la fecondazione artificiale usata in modo "terapeutico" e, per esempio, intervenire con interventi chirurgici intrauterini atti a correggere malformazioni cardiache congenite. In ambedue i casi l'uomo utilizza la tecnologia per superare difficolta' di riproduzione e sopravvivenza e quindi aumentare le proprie chance di passare i propri geni a generazioni future. lookaround

Se poi questa strada evolutiva sara' di successo o no saranno solo i nostri pronipoti a poterlo dire con certezza.
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Messaggio Da Ates il Mer 16 Feb - 19:31

marcora ha scritto:
E' sull'aggettivo/avverbio naturale/naturalmente che non riesco a convergere con il tuo pensiero. Tu forse intendi con "naturale" cio' che sarebbe meglio definire "tradizionale". Secondo me quell'individuo la prova della selezione naturale non l'ha fallita in quanto progenie di individui appartenenti ad una specie che ha evoluto, tra le tante altre cose, la capacita' di riprodursi in modi diversi da quelli in voga fino a 50 anni fa (e ti assicuro che sia nel regno vegetale che in quello animali si sono evolute modalita' riproduttive alquanto bizzarre).
Stiamo dunque evolvendo altre modalità di riproduzione? Così come alcuni organismi possono utilizzare la partenogenesi in casi di necessità?
E' più o meno questo che intendevo esporre. In pratica le capacità tecniche dell'uomo stanno cambiando il modo in cui la selezione naturale agisce su di esso.
Ma così mettiamo in dubbio la validità della Teoria di Darwin? Ammettiamo che non è valida per l'uomo? O, anzi la rafforziamo?
Per "naturalmente" intendo una maniera di procedere senza interventi articiali. Ma evidentemente l'artificiale può mutare in naturale. Anche fare il fuoco è artificiale.

marcora ha scritto:
Comunque io non mi sono mai riferito all'uso della fecondazione artificiale come "terapia" di disfunzioni riproduttive ma solo come metodo (in quanto la si puo' fare benissimo con spermatozoi ed oociti perfettamente funzionanti nel mondo "naturale").
L'utilità di fecondare artificialmente quando esiste l'opportunità di farlo naturalmente meriterebbe un 3d tutto suo...

marcora ha scritto:
In ogni caso, continuo a fare fatica a vedere la differenza tra la fecondazione artificiale usata in modo "terapeutico" e, per esempio, intervenire con interventi chirurgici intrauterini atti a correggere malformazioni cardiache congenite. In ambedue i casi l'uomo utilizza la tecnologia per superare difficolta' di riproduzione e sopravvivenza e quindi aumentare le proprie chance di passare i propri geni a generazioni future. lookaround
Dipende, salvare un anziano non ha generalmente scopo riproduttivo.
Io ti ho già dato ragione su questo, ma ho scritto che a sensazione le due cose mi sembrano differire in qualcosa che ora non so individuare. Ci penserò.

marcora ha scritto:
Se poi questa strada evolutiva sara' di successo o no saranno solo i nostri pronipoti a poterlo dire con certezza.
Si, ma sarebbe utile poterlo prevedere per essere sicuri che ci siano dei pronipoti.



Ah, queste sono le discussioni che mi fanno godere! mgreen
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Mer 16 Feb - 20:41

Ates ha scritto:Stiamo dunque evolvendo altre modalità di riproduzione? Così come alcuni organismi possono utilizzare la partenogenesi in casi di necessità?
E' più o meno questo che intendevo esporre. In pratica le capacità tecniche dell'uomo stanno cambiando il modo in cui la selezione naturale agisce su di esso.
Ma così mettiamo in dubbio la validità della Teoria di Darwin? Ammettiamo che non è valida per l'uomo? O, anzi la rafforziamo?

Il fatto che le nostre strategie riproduttive evolvano per merito della tecnologia non e' in contraddizione con la teoria di Darwin! Per quanto avanzate sono sempre strategie riproduttive. E' lecito per ogni organismo utilizzare ogni mezzo a propria disposizione per garantire la trasmissione dei propri geni... tutti gli animali lo fanno e lo facciamo anche noi. C'e' chi usa la capacita' di volare e chi usa la neocorteccia... non vedo maggiore o minore merito in un approccio o un'altro.... ripeto, chi vivra' vedra'! wink..

marcora ha scritto:
Se poi questa strada evolutiva sara' di successo o no saranno solo i nostri pronipoti a poterlo dire con certezza.

Ates ha scritto:
Si, ma sarebbe utile poterlo prevedere per essere sicuri che ci siano dei pronipoti.


Impossibile prevederlo, a meno che non si sviluppi la capacita' di prevedere le future condizioni ambientali su di una scala temporale geologica/evolutiva.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da jessica il Gio 17 Feb - 0:52

Mmmm... secondo me state solo facendo casino coi termini ma non dite cose troppo diverse.
Marcora, a mero livello linguistico penso che definire "naturale" una cosa solo perchè la fa l'uomo che è "naturale" renda non necessaria la parola artificiale. Ma di solito è comune chiamare artificiali proprio le cose fatte da noi.
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da SergioAD il Gio 17 Feb - 2:00

Ci muoviamo tutti dietro le richieste di quotazione o per dare il nostro nome a qualche scoperta e allora passa in secondo piano chiedersi se stiamo spingendo troppo sull'acceleratore del progresso.

Questa roba qui sotto e da ontologia e bioetica...
Se poi questa strada evolutiva sara' di successo o no saranno solo i nostri pronipoti a poterlo dire con certezza.
Impossibile prevederlo, a meno che non si sviluppi la capacita' di prevedere le future condizioni ambientali su di una scala temporale geologica/evolutiva.
Gradevoli i vostri post. Se immagino di vedere me stesso? Me stesso? Io mi abbraccerei e mi direi che finalmente ho trovato qualcuno che mi capisce! Sarei contento. Perché non dovrebbe essere così per ognuno di noi?

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Gio 17 Feb - 8:56

jessica ha scritto:Mmmm... secondo me state solo facendo casino coi termini ma non dite cose troppo diverse.
Marcora, a mero livello linguistico penso che definire "naturale" una cosa solo perchè la fa l'uomo che è "naturale" renda non necessaria la parola artificiale. Ma di solito è comune chiamare artificiali proprio le cose fatte da noi.

Io mi riferivo all'uso della parola "naturale" ed "artificiale" (di cui ovviamente conosco le accezioni) nel contesto evolutivo... ed in questo contesto secondo me perdono la loro valenza, in quanto alla selezione naturale non interessa se l'uomo migliora le proprie capacita' riproduttive iniettando uno spermatozoo in un ovocita attraverso micromanipolatori e microiniettatori, oppure costruendo un nido con fiori, pietruzze, muschio etc per attirare la femmina ed accoppiarsi. fuma
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Gio 17 Feb - 9:03

SergioAD ha scritto:Ci muoviamo tutti dietro le richieste di quotazione o per dare il nostro nome a qualche scoperta e allora passa in secondo piano chiedersi se stiamo spingendo troppo sull'acceleratore del progresso.

Il mio intento iniziale era quello di mettere in prospettiva questa questione della clonazione, xche' di cloni ce ne sono (e ce ne sono sempre stati) a milioni che camminano sulla terra wink..
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da SergioAD il Gio 17 Feb - 9:25

Certo, non è un problema etico quando non riusciamo a ridurre la crescita demografica sulla terra, voglio dire sarebbe il colmo clonare un maniaco della riproduzione per farlo fuori!

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Re: replicazione genetica

Messaggio Da Ates il Gio 17 Feb - 12:34

SergioAD ha scritto:Se immagino di vedere me stesso? Me stesso? Io mi abbraccerei e mi direi che finalmente ho trovato qualcuno che mi capisce! Sarei contento. Perché non dovrebbe essere così per ognuno di noi?

Come fai a pensare che sarebbe la tua copia anche mentalmente? Le esperienze di vita sarebbero inevitabilmente diverse e sono quelle che formano il carattere.
Per questo un clone non lo considero né un fratello né un gemello, bensì un essere identico a me che esiste grazie a me e che, mi spiace dirlo, ma vivrà sempre alla mia ombra, nonostante credo che potrei rispettarlo al pari di un estraneo. Ed è proprio questo conflitto che mi fa rabbrividire.

Non nascondo che il fatto di vedermi nascere una seconda volta sarebbe esaltante, vedere in quanti modi diversi una stessa persona può crescere, insomma poter verificare adesso come sarei diventato se le cose fossero andate diversamente. Ma rinuncio volentieri a questa curiosità per evitare gli imprevedibili effetti che si potrebbero scatenare. Mi riferisco a probabili crisi acute d'identità che potrebbero causare gravi danni psicologici a entrambi, non so come potrei prenderla io che sono l'originale, ma di più mi spaventa come potrebbe vivere lui sapendo di essere un individuo di serie b, frutto o di un esperimento e quindi un semplice strumento o di una fantasia di un esaltato ( e finalmente mi sbilancio ).

Un cambiamento, o in questo caso un aggiunta nelle strategie riproduttive è un evento piuttosto influente nella natura di un organismo, e se i piccoli cambiamenti nella vita di tutti i giorni possono spaventare, una variazione di questo tipo mi farebbe a dir poco svuotare l'intestino e lo stomaco comtemporaneamente.


@marcora
di quali cloni parli? Dei gemelli? In questo caso ho scritto sopra che un clone non lo considero un gemello, nemmeno uno dal quale sono stato separato alla nascita.
Se parli di cloni nel regno animale, bè noi siamo umani non protozoi, ogni specie ha le sue apomorfie. Ogni specie evolve, ma specialmente nel caso degli umani che sono dotati di una particolare sensibiltà emotiva queste variazioni sarebbe preferibile non avvenissero in modo così drastico, non credi?
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Re: replicazione genetica

Messaggio Da marcora il Gio 17 Feb - 13:17

Ates ha scritto:
@marcora
di quali cloni parli? Dei gemelli? In questo caso ho scritto sopra che un clone non lo considero un gemello, nemmeno uno dal quale sono stato separato alla nascita.
Se parli di cloni nel regno animale, bè noi siamo umani non protozoi, ogni specie ha le sue apomorfie. Ogni specie evolve, ma specialmente nel caso degli umani che sono dotati di una particolare sensibiltà emotiva queste variazioni sarebbe preferibile non avvenissero in modo così drastico, non credi?

Io intendevo dire che un clone ed un gemello monozigoto sono la stessa cosa a livello genetico (anzi un gemello monozigoto e' ancor piu' "clone" di un clone tipo Dolly). Non intendevo spingermi nel terreno della emotivita' e della psicologia che esula dalla mia competenza scientifica.

Ates ha scritto:
Come fai a pensare che sarebbe la tua copia anche mentalmente? Le esperienze di vita sarebbero inevitabilmente diverse e sono quelle che formano il carattere.
Per questo un clone non lo considero né un fratello né un gemello, bensì un essere identico a me che esiste grazie a me e che, mi spiace dirlo, ma vivrà sempre alla mia ombra, nonostante credo che potrei rispettarlo al pari di un estraneo. Ed è proprio questo conflitto che mi fa rabbrividire.

Non nascondo che il fatto di vedermi nascere una seconda volta sarebbe esaltante, vedere in quanti modi diversi una stessa persona può crescere, insomma poter verificare adesso come sarei diventato se le cose fossero andate diversamente. Ma rinuncio volentieri a questa curiosità per evitare gli imprevedibili effetti che si potrebbero scatenare. Mi riferisco a probabili crisi acute d'identità che potrebbero causare gravi danni psicologici a entrambi, non so come potrei prenderla io che sono l'originale, ma di più mi spaventa come potrebbe vivere lui sapendo di essere un individuo di serie b, frutto o di un esperimento e quindi un semplice strumento o di una fantasia di un esaltato ( e finalmente mi sbilancio ).

Ma se si vuole andare a scavare in quel terreno ti posso rassicurare, per esperienza diretta, che i gemelli monozigoti non rabbrividiscono uno di fronte all'altro e non hanno crisi di identita'... anzi forse e' vero il contrario mgreen . Inoltre, nonostante nella maggioranza dei casi condividano anche l'ambiente che gli circonda, i gemelli monozigoti non sono copie mentali uno dell'altro. E' si' vero che le predisposizioni sono simili, ma questo e' vero anche per gemelli separati alla nascita e trapiantati in ambienti assai dissimili.

Se poi consideri tutte le persone nate in provetta negli ultimi decenni persone di serie B, quello e' un tuo problema.

Che differenza c'e' tra un clone e due gemelli monozigoti separati alla nascita se non il fatto di svilupparsi nello stesso utero??? Non so quanto abbia influito sulla mia psiche l'aver condiviso la pancia di mia mamma con mio fratello... ma non e' che mi ricordo molto di quel periodo wink..
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