Concetto di morte

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da nellolo il Gio 26 Mag - 7:17

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Advaitin il Gio 26 Mag - 13:48

adv, la struttura non è un elemento estetico, è sostanziale. un mucchio di mattoni NON è in grado di sorreggere una struttura, non in modo sostanziale, utilizzabile, deterministico, chiamalo come vuoi. non è "SOLO", è ciò che determina una azione o meno. se tu vai sotto a un cumulo di mattoni che traballando sorregge un incudine, tu presto morirai. e scontenterai tutte le tue particelle. in natura la funzione è parte essenziale della selezione e quindi dell'evoluzione.
sul fatto che non esistano entità al di fuori di quelle elementari, sarebbe come dire che le parole non esistono perché esistono solo le lettere; al contrario, le parole esistono perché esistono le lettere.
L'esempio sulle lettere e sulle parole mi è piaciuto più di tutti, ha chiarito anche a me certi aspetti, è un esempio che sottolinea proprio i differenti tipi di analisi che si possono fare: ad esempio, si può appunto ridurre le parole a singole lettere, e poi considerare entrambi (lettere e parole) come due livelli di esistenza con lo stesso grado di realtà, e semplicemente con caratteristiche diverse e in buona parte indipendenti.

Invece, un'altra possibile analisi, è quella che non compie una riduzione, ma un approfondimento per comprendere la vera natura di ciò che studiamo: cosa sono le parole in ultima analisi? Insiemi di lettere (da sottolineare anche che sono insiemi, non singole lettere).
Da questo punto di vista i due livelli, lettere e parole, sono entrambi esistenti, ma non hanno lo stesso GRADO di realtà: un grado di realtà (l'insieme di lettere) è la natura sostanziale, l'altro grado di realtà (le parole) sono la natura formale. E ciò che è formale, ovviamente, è superficiale, non ha la possibilità di rappresentare la vera natura di qualcosa, non può determinare la presenza o l'assenza assoluta delle caratteristiche e delle capacità rilevate nell'oggetto in esame: il livello formale esprime quindi solo la qualità, la modalità con cui una caratteristica si estrinseca.

Infatti: l'insieme di lettere (livello sostanziale, vera natura dell'oggetto in questione) ha come caratteristica quella di esprimere SEMPRE un suono (che noi gli si dia significato concettuale o meno);
mentre alle configurazioni con cui si dispongono gli insiemi di lettere, ovvero le parole (livello formale) spetta solo il compito di dare un significato più o meno coerente alla caratteristica "suono" (che, ripetiamolo, è propria dell'insieme di lettere e sempre presente in esso), coerenza che tra l'altro ha valore solo se vogliamo mettere i suoni in relazione con qualche concetto, ma che non determina certo la presenza o meno della caratterristica "suono" che l'insieme di lettere rappresenta.

Oppure: l'insieme di mattoni (livello sostanziale), ha come caratteristica quella di esprimere SEMPRE una solidità ed una struttura (per quanto informe appaia a volte ai nostri gusti e ai nostri fini);
mentre alla configurazione con cui si dispongono gli insiemi di mattoni, ovvero i vari tipi di costruzioni più o meno ben strutturate (livello formale), spetta solo il compito di fornire una eventuale applicazione (umanamente utile o piacevole, oppure no) alle caratteristiche di solidità e strutturalità proprie dell'insieme di mattoni.

Quindi: l'insieme di particelle (livello sostanziale) è l'unico possessore delle caratteristiche riscontrate ad ogni livello di indagine (compresa quindi la capacità di conoscere/sentire che noi ora sappiamo riscontrare solo a livello neurobiologico);
mentre alle configurazioni (livello formale) in cui si dispone l'insieme di particelle (configurazioni che sono l'unica differenza tra un oggetto ed un altro) spetta solo il compito di rendere funzionali ad un certo contesto le caratteristiche proprie dell'insieme di particelle (quindi, ad esempio, la disposizione delle particelle determina come e cosa viene conosciuto, ma non determina la capacità in sé di poter conoscere).

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Advaitin il Gio 26 Mag - 14:26

Advat, ti ripeto il concetto, che per latro alberto ha molto concretamente (mattoni!!) espresso. Le caratteristiche della materia sono il risultato di una serie di elementi tra cui anche le tue particelle, ma non solo!!! La scienza ha sintetizzato questo concetto con l'entropia di un sistema. Ovvero il livello di ordine. Come dice "concretamente" alberto non è la stessa cosa un mucchio di mattoni e un castello costruito con gli stessi mattoni. Non è vero che è solo la disposizione spazio temporale delle particelle, ma esiste anche l' ENERGIA che non ha massa ma ne muta le caratteristiche. Nel caso del castello è l'energia potenziale che i mattoni del castello hanno, dovuto alla forza di gravità, rispetto al mucchio di mattoni. Se trasportiamo questo concetto alla termodinamica troviamo il concetto di entropia e entalpia.

La divisione tra particelle ed energia non ha senso al livello delle particelle: la gravità di cui parli è sempliciemente un'altra particella (gravitone, per quanto non ancora rilevata) che interagisce con le altre particelle, mutandone la disposizione ma non le caratteristiche.
Visto cioé tutto a livello delle particelle, ci sono solo particelle che cambiano disposizione nello spazio e nel tempo.
E' solo a livello più grossolano (ma formale, secondo le considerazioni del mio post precedente) che c'è una divisione tra gli oggetti e le forze dove le forze mutano gli oggetti.
Ma non mutano le particelle: le interazioni tra particelle che formano oggetti e particelle mediatrici di forza non alterano le prime, se non nella disposizione nello spazio e nel tempo.
In realtà le cose stanno un po' diversamente (ovvero le particelle cambiano e appaiono-scompaiano di continuo), ma se introduciamo la teoria delle superstringhe che vede le particelle come stringhe che variano semplicemente la loro vibrazione, e se introduciamo persino la teoria dei campi e studiamo le particelle (o stringhe) da un punto di vista di semplici condensazioni di un campo unificato, dovremo allora considerare le particelle come un INSIEME non scindibile (insieme effettivamente non scindibile nelle moderne teorie), cioé come una realtà unica che "ribolle" di condensazioni momentanee e non sostanziali, ed in questo caso non cambia il punto dell'argomento dei miei post.
E l'entropia è solo un modo di studiare la disposizione nello spazio e nel tempo delle particelle, niente di più.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Paolo il Gio 26 Mag - 15:20

Scusa Adv, ma anziché continuare a dissertare su questioni di fisica, perchè non arrivi al punto. Io per la verità, non ho ancora capito dove vuoi andare a parare. Il ragionamento era iniziato con la questione della coscienza. Ora siamo finiti ai mattoni. Tutte le ipotesi fisiche (tieni conto che quella delle stringhe è una delle tante teorie fisiche, ma nulla di più e, i gravitoni sono solo un'ipotesi assolutamente ipotetica!! Nulla fa pensare che possano esistere) non vedo come si possano ricollegare al concetto di morte.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Advaitin il Gio 26 Mag - 19:11

Tutti i discorsi fatti fin'ora si ricollegano al conceto di morte perché dire che una caratteristica come la coscienza (intesa come capacità di conoscere) sia sorta esclusivamente da un livello formale, non è un comportamento che rispecchi quello di qualunque altra caratteristica, visto che tutte le caratteristiche riscontrate nei livelli non fondamentali si rivelano essere adattamenti, o comunque un particolare modo di esprimersi, di caratteristiche o capacità presenti a livello fondamentale.
Gli esempi di fisica, o gli esempi più semplicistici, servivano a mostrare ciò.
PS: i gravitoni sono ipotetici, ma non è ipotetico che le altre tre forze fondamentali, a livello delle particelle, si esplichino grazie a particelle mediatrici.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Paolo il Gio 26 Mag - 19:41

Sarà anche vero quello che tu dici, ma io non ci ho capito niente !! boh
Inizi a farmi venire qualche dubbio. thinkthank

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Gigipv90 il Sab 28 Mag - 8:53

La morte è il passato che che lascia spazio al futuro...

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Rasputin il Sab 28 Mag - 8:54

Gigipv90 ha scritto:La morte è il passato che che lascia spazio al futuro...

Benvenuto (C'è una sezione per le presentazioni eh)

ehm, potresti spiegarti?

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da mecca domenico il Mar 7 Giu - 17:55

Col NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA, la composizione del nostro corpo cambia trasformandosi in altri elementi.
Solo i credenti (di qualsiasi religione) vanno a cercare paradisi inferni ecc. dopo la morte.
Probabilmente vivono sempre con il rimorso di non aver fatto abbastanza nella vita e si aggrappano a qualsiasi dio.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da chef75 il Sab 18 Giu - 23:34


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Re: Concetto di morte

Messaggio Da mecca domenico il Dom 19 Giu - 12:01

Come dicevano gli antichi latini: "mors tua vitae mea".
Spero di averlo scritto giusto.
La morte di qualcuno o di qualche cosa permette di far continuare a vivere altri o di dare origine a nuova vita.
Spezzare questa catena, penso che sarebbe la peggiore soluzione.
Ve lo immaginate poter vivere 500 anni? povera terra non sarebbe più in grado di riciclare e sarebbe morte per tutti gli organismi.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Paolo il Dom 19 Giu - 14:14

Quasi giusto!! solo "vita" ..una e di troppo wink..

Il detto ha però un valore più cinico. Io ti uccido per assicurarmi la vita. Però il senso è un po' quello. Il problema di vivere 500 anni è che ti devi tenere per altri 425 anni circa il Berlusca al governo!!!

Ma il problema terra si supera da solo. Una specie di selezione darwiniana. La diminuzione delle risorse limita lo sviluppo della specie. E' così la dove le risorse scarseggiano o gli spazi sono limitati.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da ros79 il Dom 19 Giu - 14:15

definire la morte è già di per se un ossimoro.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Rasputin il Dom 19 Giu - 14:46

ros79 ha scritto:definire la morte è già di per se un ossimoro.

quoto..

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Paolo il Dom 19 Giu - 15:17

La si definisce in via negativa, come concetto opposto alla vita. tanti concetti che non possiamo definirli in modo positivo lo facciamo in questo modo. In effetti la morte di per se non esiste. Esiste solo la vita e il termine della vita. La morte fa parte di quei concetti che io definirei ingannevoli. Sono concetti che di per se non hanno senso di esistere e servono solo per spiegare in modo comprensibile un idea astratta o la cui esistenza non può essere provata.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da lupetta il Lun 29 Ago - 8:11

la morte è un evento del tutto naturale, come la nascita, è il distacco dalle persone che amiamo che ce lo fa vivere male.
secondo me dopo la morte non c'è assolutamente nulla, come non c'è nulla prima della nascita.
resto perplessa quando certa gente mi dice che i morti ci osservano dal cielo, ci sono vicini, ci protegono ecc...ecc...
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da delfi68 il Lun 19 Dic - 15:57

ma sopratutto come e' facile crepare da un momento all'altro, mentre si pensa ai cavoli propri..

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Odis89 il Lun 19 Dic - 16:57

delfi68 ha scritto:ma sopratutto come e' facile crepare da un momento all'altro, mentre si pensa ai cavoli propri..

Questi video distruggono la mia già molto bassa stima per l'intelligenza umana...

Albert Einstein ha scritto:Solo due cose sono infinite: l'Universo e la stupidità umana.

Ma non sono sicuro della prima.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da delfi68 il Lun 19 Dic - 17:05

..parole sante...
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da remigio il Lun 19 Dic - 19:29

Contraddizioni scientifiche del materialismo:
proprietà olistiche ed emergenti, complessità, ecc.
a cura di: Marco Biagini
Dottore di Ricerca in Fisica dello Stato Solido.

I materialisti negano l'esistenza della psiche come entità trascendente rispetto alla realtà fisica ed affermano che sensazioni, emozioni e pensieri sono generati dai processi cerebrali, ossia dalla materia.cercherò di analizzare più in dettaglio le contraddizioni logiche e scientifiche degli argomenti più frequentemente utilizzati dai materialisti.

Nel materialismo, la vita psichica viene considerata una proprietà complessa, emergente o macroscopica della materia, ma questa definizione è inconsistente dal punto di vista logico; infatti, la scienza ha dimostrato che tutte le cosiddette proprietà macroscopiche sono in realtà solo concetti utilizzati per descrivere in modo approssimativo i processi fisici reali, che consistono unicamente in successioni di processi microscopici elementari. Un esempio di proprietà macroscopica, spesso citato dai materialisti, è la ruvidità; il materialista afferma che le particelle elementari non hanno ruvidità, e quindi la ruvidità è una proprietà nuova che emerge solo a livello macroscopico. Questo è invece completamente sbagliato; infatti, la ruvidità è solo un concetto utilizzato per descrivere un certo tipo di distribuzione geometrica delle molecole su una superficie. Le leggi della fisica stabiliscono un'infinità di possibili distribuzioni geometriche delle particelle, e noi possiamo classificare tali possibili distribuzioni geometriche con nomi diversi, elaborando i concetti di superfici ruvide o lisce, ecc. Si tratta però solo di concetti e classificazioni arbitrarie e soggettive, utilizzate per descrivere come un oggetto esterno appare alla nostra mente cosciente, e non come esso è.

Anche il concetto di oggetto macroscopico rigido e compatto è solo un'illusione ottica e non un'entità fisica. L'immagine dell'oggetto che noi percepiamo è infatti solo una rappresentazione approssimata dell'oggetto fisico realmente esistente. Nessun oggetto esiste in natura così come noi lo immaginiamo e lo vediamo; gli oggetti solidi ci appaiono infatti come se fossero riempiti uniformemente di materia immobile, mentre in realtà essi sono solo insiemi di particelle che si muovono ad alta velocità: la materia è concentrata in una piccolissima porzione dello spazio occupato dall'oggetto, prevalentemente nei nuclei atomici, e non è distribuita uniformemente così come noi la vediamo.

Le leggi della fisica stabiliscono che le proprietà possibili per ogni particella o molecola sono le stesse, ossia la proprietà di scambiare energia con altre particelle o fotoni, e la proprietà del movimento; queste sono le proprietà di ogni particella quantistica, e nessun aggregato di particelle quantistiche può possedere nuove proprietà. Non esiste quindi alcuna reale proprietà emergente a livello macroscopico. Le proprietà macroscopiche citate dai materialisti non sono proprietà oggettive della realtà fisica, ma sono solo astrazioni o concetti usati per descrivere le nostre esperienze sensoriali. In altre parole, esse sono idee concepite per descrivere o classificare, secondo criteri arbitrari, una determinata successione di processi microscopici, e tali idee esistono solo in una mente cosciente e pensante. Quindi la proprietà complessa o macroscopica, essendo solo una astrazione, presuppone l'esistenza della vita psichica. Risulta chiaro che la vita psichica non può essere considerata una proprietà macroscopica o complessa della realtà fisica perché la proprietà macroscopica stessa presuppone l'esistenza della vita psichica. Si tratta quindi di una palese contraddizione logica. Nessuna entità la cui esistenza presuppone l'esistenza della vita psichica può essere considerata la causa dell'esistenza della vita psichica.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Fux89 il Lun 19 Dic - 19:34

remigio ha scritto:a cura di: Marco Biagini
*

Per quanto riguarda il delirio riportato, il paragrafo chiave, cioè questo:
Le leggi della fisica stabiliscono che le proprietà possibili per ogni particella o molecola sono le stesse, ossia la proprietà di scambiare energia con altre particelle o fotoni, e la proprietà del movimento; queste sono le proprietà di ogni particella quantistica, e nessun aggregato di particelle quantistiche può possedere nuove proprietà. Non esiste quindi alcuna reale proprietà emergente a livello macroscopico.
è un non sequitur.

*Chi era sul forum UAAR ai tempi di Ryan conosce il motivo della risata.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Minsky il Lun 19 Dic - 19:41

remigio ha scritto:
a cura di: Marco Biagini
Dottore di Ricerca in Fisica dello Stato Solido.
È arduo convincersi che una persona dotata di buone basi scientifiche possa essere così ignorante intorno ad una disciplina, certamente del tutto diversa da quella su cui è competente, ma comunque oggi ben sviluppata come la filosofia cognitiva, da produrre argomentazioni così inconsistenti.
Ne deduco che si tratta di malafede, e che il ragazzo si trova sul libro-paga dei soliti noti fondamentalisti religiosi.

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Re: Concetto di morte

Messaggio Da silvio il Lun 19 Dic - 19:58

Per me la morte riguarda la coscienza, svanisce e noi come entità cognitiva non siano mai esistiti.
E' un concetto talmente distruttivo da essere quasi impossibile da concepire.
Meglio non pensarci troppo.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da Andrea apateista il Lun 19 Dic - 20:23

la morte è un'illusione delle persone ancora vive.
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Re: Concetto di morte

Messaggio Da silvio il Lun 19 Dic - 21:53

Certo per un vivo non è immaginabile è un semplice annullamento.
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