Doppio olimpico il 12.06

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Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 12:57

Sono 2km a nuoto, 85 in bici e 20 di corsa. So di non essere al 100% ma è una percorso che non conosco quindi non ho tempi da migliorare bensí mi basta stabilire un valore di riferimento. Qui di seguito uno scambio di battute al riguardo tra me e Wolf, ma ovviamente essendo questa zona utenza siete tutti invitati (Ed incoraggiati) a partecipare dicendo la vostra


Alla fine non ha piovuto ma minaccia soltanto, io ho deciso di andare almeno in piscina se no prendo la motosega e faccio a pezzi la famiglia (Quella del vicino, io non ce l'ho)

Domenica ho una gara e da domani mi tocca stare tranquillo sono i giorni peggiori


Ultima modifica di Rasputin il Mer 8 Giu - 19:35, modificato 1 volta

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Mer 8 Giu - 12:58

Cos'ha la famiglia del vicino? boxed
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 13:04

Werewolf ha scritto:Cos'ha la famiglia del vicino? boxed

Niente, sono io che a non far nulla divento irritabile hihihihih

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Mer 8 Giu - 13:15

ahahahahahah Be' tu non hai l'allegra famigliola di 4-6 figli con la madre esaurita che si mette a urlare "Basta!" ogni cinque minuti, o peggio l'altro adolescente vicino di casa che nonostante l'esercizio è mooolto lontano da essere uno Jimi Hendrix alla chitarra... Momenti in cui farei un tempio all'inventore delle cuffiette. mgreen
Vabbò, allora corri in piscina! Se ti può consolare anche qui il tempo fa schifo. Ma non ci sono piscine coperte nei dintorni?
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 16:17

Werewolf ha scritto:
Vabbò, allora corri in piscina! Se ti può consolare anche qui il tempo fa schifo. Ma non ci sono piscine coperte nei dintorni?

Sono rientrato. Sì ci sono anche piscine coperte ma non mi interessano in primo luogo perché d'estate nuoto con la muta ed in secondo luogo perché mi interessa avere la vasca da 50m, in effetti d'estate vado in piscina solo quando il tempo è brutto se no nuoto al lago. Si tratta di abituarsi sia alla muta che alle acque libere, nelle quali hanno luogo il 99% delle competizioni...non è come nuotare in piscina.

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Mer 8 Giu - 16:22

Capisco, è una questione di fare il training il più possibile simile a quello al quale ti deve preparare. Condivido il principio.
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 16:44

Werewolf ha scritto:Capisco, è una questione di fare il training il più possibile simile a quello al quale ti deve preparare. Condivido il principio.

Quello di testare in allenamento ciò che poi si deve fare in gara è un principio valido sopratutto nel triathlon, perché oltre al nuoto in acque libere che presenta tra le altre cose (Marasma alla partenza, risse alle boe ecc.) problemi di orientamento occorre allenare il fisico ai cambi, il più importante dei quali è il secondo, detto T2, da bici a corsa. In stagione non si corre quasi mai da freschi, sempre dopo vari km in bicicletta, a seconda della distanza per la quale ci si sta preparando tra 50 e 130 e la corsa, sempre a seconda, tra 10 e 20 o più per chi si prepara ad un full distance. Anche i cambi in se stessi vanno esercitati, il primo in particolare, T1 nuoto > bici. Le scarpe da bici stanno già agganciate sui pedali, si sale scalzi in bicicletta e si comincia a pedalare, poi raggiunta una sufficiente velocità ci si infilano in pratica direttamente i pedali. Le fascette delle scarpe sono invertite rispetto a quelle delle normali scarpette da ciclista, si chiudono dall'esterno verso l'interno anziché il contrario per evitare che durante le prime pedalate a piede scalzo sulla tomaia le fascette penzolando verso l'interno rimangano prese tra catena e corona...molti modelli di mute con la cerniera sulla schiena si chiudono dall'alto verso il basso anziché il contrario per evitare che qualche concorrente sleale possa aprirti la muta allo sparo della partenza....

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Mer 8 Giu - 17:40

Per la serie 'andiamo a complicarci la vita' Già io ho un rapporto conflittuale con lo sport, farne addirittura uno così solo all'idea mi fa venire l'ansia! Complimenti!wink..

Quello di testare in allenamento ciò che poi si deve fare in gara è un principio valido
direi quasi sempre. Se c'è una cosa che ho imparato a odiare nella preparazione atletica, è l'eccessiva importanza data a schemi, esercizi astratti ecc. Invece di fare lo sport o perlomeno una simulazione di esso, anche a scuola ho sempre fatto solo esercizi teorici, mai 'gare' vere e proprie, a parte quelle di istituto dove era evidente che nessuno sapeva quel che stava facendo.
Peraltro, è un principio valido anche per l'apprendimento teorico di nozioni che vanno utilizzate. Se c'è una cosa dannosa, perlomeno nell'insegnamento delle lingue, e delle lingue antiche, è il fatto che l'approccio diretto sia posticipato il più possibile, e che in definitiva lo studente davanti al testo 'vero', non sappia nemmeno dove mettere le mani: ha in testa una serie di nozioni astratte senza averle mai verificate nella realtà.
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Paolo il Mer 8 Giu - 19:38

Scusate! Non c'entra nulla con l'argomento. E' una domanda per gli amministratori. Ma vi siete dimenticati di mettere l'ora legale all'orologio del forum o c'è un altro motivo? domanda..
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 19:44

Paolo ha scritto:Scusate! Non c'entra nulla con l'argomento. E' una domanda per gli amministratori. Ma vi siete dimenticati di mettere l'ora legale all'orologio del forum o c'è un altro motivo? domanda..

Boh l'orologio del forum coincide con il mio, mentre quello del mio sistema operativo si ostina a rimanere su GMT

mi chiedo perché cazzo fai la domanda qui invece che nella sezione apposita domanda..

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Paolo il Mer 8 Giu - 19:47

ahh c'è una sezione per chiedere l'ora ? Royales
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Giu - 19:54

Werewolf ha scritto:Per la serie 'andiamo a complicarci la vita' Già io ho un rapporto conflittuale con lo sport, farne addirittura uno così solo all'idea mi fa venire l'ansia! Complimenti!wink..

La cagarella è parte del divertimento...non ti scordare che sono un (Ex?) assuefatto da adrenalina...

Werewolf ha scritto:Quello di testare in allenamento ciò che poi si deve fare in gara è un principio valido direi quasi sempre. Se c'è una cosa che ho imparato a odiare nella preparazione atletica, è l'eccessiva importanza data a schemi, esercizi astratti ecc. Invece di fare lo sport o perlomeno una simulazione di esso, anche a scuola ho sempre fatto solo esercizi teorici, mai 'gare' vere e proprie, a parte quelle di istituto dove era evidente che nessuno sapeva quel che stava facendo.

Parli come un manuale, e per il cervello è esattamente lo stesso.

Werewolf ha scritto:Peraltro, è un principio valido anche per l'apprendimento teorico di nozioni che vanno utilizzate. Se c'è una cosa dannosa, perlomeno nell'insegnamento delle lingue, e delle lingue antiche, è il fatto che l'approccio diretto sia posticipato il più possibile, e che in definitiva lo studente davanti al testo 'vero', non sappia nemmeno dove mettere le mani: ha in testa una serie di nozioni astratte senza averle mai verificate nella realtà.

Si dice che la competizione è il migliore allenamento. È vero, sopratutto per i tipi come me; mi spiego, esistono il tipo "Perdente" le cui prestazioni sono solite essere migliori in allenamento che in gara; sopratutto nel nuoto, batto regolarmente colleghi che poi in gara escono dall'acqua 2 minuti prima di me...Essi appartengono al tipo "Vincente", ossia quello che rende di più sotto pressione. Unica mia consolazione, io appartengo a questa tipologia nel lavoro, il che non è un vantaggio (Anche economico) indifferente.

Paolo, porcamadonna.

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Muriel il Mer 8 Giu - 19:57

Rasputin ha scritto:Paolo, porcamadonna.
finalmente un post serio.

Muriel
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Mer 8 Giu - 20:06

Parli come un manuale
Grazie!
Si dice che la competizione è il migliore allenamento. È vero, sopratutto per i tipi come me; mi spiego, esistono il tipo "Perdente" le cui prestazioni sono solite essere migliori in allenamento che in gara; sopratutto nel nuoto, batto regolarmente colleghi che poi in gara escono dall'acqua 2 minuti prima di me...Essi appartengono al tipo "Vincente", ossia quello che rende di più sotto pressione. Unica mia consolazione, io appartengo a questa tipologia nel lavoro, il che non è un vantaggio (Anche economico) indifferente.
Parlo per me, per il pochissimo sport che mi capita di fare. Tendenzialmente(ma è proprio una questione di essere fuori forma mgreen ) faccio mediamente schifo in quasi tutto, sia in allenamento sia in gara. Quando però partecipo alle gare o a giochi(specialmente giochi di squadra, che ormai sono gli unici che mi capita di fare) tendo a dare molto di più, sia a livello di puro 'fiato', sia a livello coordinazione, direi quindi di far parte del secondo tipo che hai descritto.
P.S. Fatto benissimo a mettere in pubblico il thread.
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Gio 9 Giu - 11:33

Werewolf ha scritto:Parlo per me, per il pochissimo sport che mi capita di fare. Tendenzialmente(ma è proprio una questione di essere fuori forma mgreen ) faccio mediamente schifo in quasi tutto, sia in allenamento sia in gara. Quando però partecipo alle gare o a giochi(specialmente giochi di squadra, che ormai sono gli unici che mi capita di fare) tendo a dare molto di più, sia a livello di puro 'fiato', sia a livello coordinazione, direi quindi di far parte del secondo tipo che hai descritto.
P.S. Fatto benissimo a mettere in pubblico il thread.

Qui entriamo in un campo a me poco conosciuto, quello della psicologia sportiva a livello agonistico. A naso direi però che, al di sotto di un certo livello di forma, apparteniamo più o meno tutti alla seconda tipologia, ossia di quelli che rendono di più sotto una certa pressione tanta o poca che sia.

Il motivo è semplice: lo sportivo occasionale, quindi poco o nulla allenato, a condizione di avere un fisico sano e "Normale" (Insomma di non essere né una palla di lardo né una salma) ha molta meno coscienza dei propri limiti proprio perché, facendo poco sport, non ha modo di "Tastarli" e dispone di pochi o zero valori empirici.

Questo fa sì che egli sia/diventi più "Generoso" nelle prestazioni, insomma non si risparmia e spesso rimane sbalordito lui stesso delle sue prestazioni. C'è da dire che i limiti personali sono soliti essere al di là di quanto ciascuno crede indipendentemente dal livello di forma e preparazione; cito ad esempio un mio compagno di squadra che io chiamo "Il capo" per motivi che spiegherò, il quale partecipa domenica (Andiamo in auto assieme), ed una volta ha deciso di fare una gara senza alcuna tattica, di norma vitale nel triathlon.

Ossia, anziché dosare le forze in ciascuna delle tre discipline, semplicemente ha spinto al massimo durante tutta la gara. Il risultato è stato che ha battuto gente mai battuta prima ed ancora oggi non crede del tutto a quel che è successo. Bisogna però menzionare che al traguardo è crollato ed ha dovuto praticamente venire trasportato in macchina, poi a casa è rimasto a letto due giorni boxed

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Gio 9 Giu - 12:07

Questo fa sì che egli sia/diventi più "Generoso" nelle prestazioni, insomma non si risparmia e spesso rimane sbalordito lui stesso delle sue prestazioni. C'è da dire che i limiti personali sono soliti essere al di là di quanto ciascuno crede indipendentemente dal livello di forma e preparazione; cito ad esempio un mio compagno di squadra che io chiamo "Il capo" per motivi che spiegherò, il quale partecipa domenica (Andiamo in auto assieme), ed una volta ha deciso di fare una gara senza alcuna tattica, di norma vitale nel triathlon.

Ossia, anziché dosare le forze in ciascuna delle tre discipline, semplicemente ha spinto al massimo durante tutta la gara. Il risultato è stato che ha battuto gente mai battuta prima ed ancora oggi non crede del tutto a quel che è successo. Bisogna però menzionare che al traguardo è crollato ed ha dovuto praticamente venire trasportato in macchina, poi a casa è rimasto a letto due giorni
Help!
No, questa cosa non mi capita mai, evito proprio che mi capiti! mgreen Se faccio sport, è perché in qualche modo vi sono costretto, quindi evito a priori di lanciarmi in imprese sportive, specialmente conoscendomi.
Ammetto però di non essere né una salma, né decisamente un palla di lardo(costituzione, non merito mio, anche se tendo a mangiare poco, da quando ero piccolo): bene o male tutti gli spostamenti che faccio, anche solo per andare a 'lavorare', sono o a piedi o in bici, e questo significa che in qualche modo non perdo mai completamente l'allenamento, anche se faccio pochissimo(ma veramente pochissimo), dato che bene o male lo faccio ogni giorno. E lo vedo perché le poche volte che mi capita di fare sport, prima di perdere colpi mi ci vuole un tre quarti d'ora abbondante, e anche dopo riesco comunque a mantenermi sotto sforzo.
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Gio 9 Giu - 15:07

Werewolf ha scritto: Help!
No, questa cosa non mi capita mai, evito proprio che mi capiti! mgreen Se faccio sport, è perché in qualche modo vi sono costretto, quindi evito a priori di lanciarmi in imprese sportive, specialmente conoscendomi.
Ammetto però di non essere né una salma, né decisamente un palla di lardo(costituzione, non merito mio, anche se tendo a mangiare poco, da quando ero piccolo): bene o male tutti gli spostamenti che faccio, anche solo per andare a 'lavorare', sono o a piedi o in bici, e questo significa che in qualche modo non perdo mai completamente l'allenamento, anche se faccio pochissimo(ma veramente pochissimo), dato che bene o male lo faccio ogni giorno. E lo vedo perché le poche volte che mi capita di fare sport, prima di perdere colpi mi ci vuole un tre quarti d'ora abbondante, e anche dopo riesco comunque a mantenermi sotto sforzo.

Questo apre un altro tema interessante. L'attitudine agli sport di resistenza è in gran parte genetica/ereditaria, un certo bradicardismo può esserne un segnale.

A volte succede però, come nel mio caso, di scoprirla tardi; a parte gli anni in età compresa tra i 10 ed i 15, durante i quali ho prevalentemente fatto nuoto, io ho sempre fatto sport il cui punto focale era il divertimento semplice ed immediato, dallo skateboard al windsurf al surf ecc.

Solo ora che faccio sport di resistenza puro, in retrospettiva, mi ricordo delle lunghe camminate da ragazzino in cerca di funghi con un mio zio. Arrivavamo a casa e lui era macinato (Non era affatto vecchio né fuori forma, semplicemente stavamo in giro anche oltre tre ore) mentre io continuavo a saltellare in giro, giocare ecc.

E mi ricordo anche delle pochissime escursioni in montagna con gruppi di amici: sempre, ma proprio sempre, pur non essendo affatto allenato (Non mi piace la montagna e ci andavo solo occasionalmente) arrivavo in cima tra mezz'ora e 3/4 d'ora prima degli altri perché mi stufavo del loro passo che per me era sempre troppo lento. L'ultima volta è stato nel 2005, era una sfida amichevole con un conoscente montanaro che aveva, a mio parere, sbruffonato un po' troppo allora gli ho lasciato scegliere un'escursione a suo piacimento, lui ne ha scelta una non tra le più facili (C'erano anche dei tratti col cavo di sicurezza), è questa qui

http://www.gps-tour.info/de/touren/detail.47329.html

sono 1416 metri di dislivello ed è classificata con 4 di 5 stelle per quanto riguarda difficoltà tecnica e forma fisica. La danno qui

http://www.christianengl.de/karwendelspitze-westliche.shtml

per 4 - 4 ore e mezza, io sono arrivato in cima in 1h:58 cronometrata, avevo portato il cardiofrequenzimetro ah ah

L'amico si è profilato all'orizzonte sbuffando circa 30 min più tardi, anche lui niente male comunque. Poi la sera in un bar a valle ho scoperto che la gente del posto una volta all'anno ci fa una corsa in salita competitiva, i più forti stanno sotto l'ora...

Ma solo l'anno dopo sarei passato a fare quello che faccio adesso, non l'avevo ancora capita...

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Messaggio Da Niques il Gio 9 Giu - 15:15

Rasputin, sei un portento, complimenti!
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Messaggio Da Werewolf il Gio 9 Giu - 15:44

Solo ora che faccio sport di resistenza puro, in retrospettiva, mi ricordo delle lunghe camminate da ragazzino in cerca di funghi con un mio zio. Arrivavamo a casa e lui era macinato (Non era affatto vecchio né fuori forma, semplicemente stavamo in giro anche oltre tre ore) mentre io continuavo a saltellare in giro, giocare ecc.
Ecco, io sono su quel genere lì: posso camminare anche ore e ore senza nessun tipo di problema.

Però, c'è una cosa che vorrei capire: io quelle volte che faccio sport, ovvero praticamente mai, è sempre funzionale a qualcosa, andare dal posto x al posto y, godermi paesaggi che raramente altrimenti mi capita di gustare; anche karate, quando lo facevo, era funzionale all'autodifesa. Quello che per me rimane un mistero è da dove salti fuori la voglia di fare sport fine a se stesso. Com'è che sei passato dal fare le cose per "dimostrare" qualcosa al fare quello che fai adesso che, mi pare di capire, è proprio una passione?
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Messaggio Da Rasputin il Gio 9 Giu - 16:21

Werewolf ha scritto:
Però, c'è una cosa che vorrei capire: io quelle volte che faccio sport, ovvero praticamente mai, è sempre funzionale a qualcosa, andare dal posto x al posto y, godermi paesaggi che raramente altrimenti mi capita di gustare; anche karate, quando lo facevo, era funzionale all'autodifesa. Quello che per me rimane un mistero è da dove salti fuori la voglia di fare sport fine a se stesso. Com'è che sei passato dal fare le cose per "dimostrare" qualcosa al fare quello che fai adesso che, mi pare di capire, è proprio una passione?

Cavoli, per risponderti potrei forse scrivere un libro...provo a fare una piccola autoanalisi ed a sintetizzarla: a mio parere, dire "Lo sport fine a se stesso" è un po' un ossimoro, naturalmente il mio è un parere non solo soggettivo ma anche fazioso, sono però convinto che vi siano degli aspetti largamente condivisibili.

Tutto inizia con quello che io chiamo amore per se stessi, amor proprio se vogliamo; a me piace essere in forma come una macchina ben oliata, averne anche l'aspetto, avere la consapevolezza di poter raggiungere prestazioni che probabilmente è in grado di raggiungere forse l'1% delle persone (Ossia quelli che si allenano uguale, altro modo non c'è).

Questo ha varie conseguenze: ci si sente bene, ne guadagna la sicurezza in se stessi, la salute, non credo occorra che ti racconti io quello che già innumerevoli studi sull'influsso benefico dell'attività sportiva su carattere e psiche dimostrano e se hai fatto karate (Che tra parentesi come tecnica di autodifesa è pittosto scarsa, mi spiace dovertelo comunicare) dovresti saperlo bene.

Per quanto riguarda il "Dimostrare qualcosa", ti sorprenderà ma per me è un fattore che solo da pochi anni gioca un ruolo importante nell'attività sportiva. A parte il nuoto all'inizio, nel quale ero abbastanza scarso, e lo skateboard che era puro divertimento, non ho mai fatto altri sport a livello agonistico.

Pensa che a Lanzarote ero, e me ne sono reso conto pienamente solo dopo essermene andato perché in spiaggia agli altri "Mancavo", "Avevo lasciato un buco", ecc., ero, dicevo, conosciuto come il pazzo furioso che usciva con la tavola anche quando le onde erano tali che quasi tutti gli altri rientravano. I miei due migliori amici di allora, 2 fratelli americani titolari di un negozio specializzato mi sponsorizzavano, mi davano il materiale a prezzo di costo (Ma, pur essendo miei ottimi amici, espressamente senza garanzia perché rompevo minimo 1 boma ed 1 albero a stagione, senza contare le tavole fatte a metà che poi finivano appese alle pareti del nostro bar abituale) a patto di stare in spiaggia e farlo vedere, ed anche provare a chi lo desiderasse perché io attiravo l'attenzione, nelle giornate davvero forti c'era chi quando entravo in acqua stava in spiaggia a guardare ed io portavo sempre un sacco di gente in negozio...eppure non ho mai, mai in vita mia preso parte ad una competizione di windsurf, non lo prendevo nemmeno in considerazione...Per me il vero divertimento della competizione è iniziato solo negli ultimi 11 anni, ma anche adesso in sostanza competo sempre e solo contro un unico avversario, me stesso.

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Gio 9 Giu - 16:53

Quindi è una questione di amore per se stessi... E' una cosa per me 'strana', non nel senso che non abbia amore per me stesso, chiaro mgreen, ma nel senso che non ho mai collegato tale amore con l'amore per il proprio corpo. Certo, gli sto dietro, ma il mio amore per me stesso l'ho sempre visto ad un livello intellettuale. 'Io' sono la mia testa, la mia mente: il corpo non è altro che una sorta di 'braccio' per essa. Sono fin troppo(forse sono anche un po' malato di mente mgreen ) consapevole che il mio corpo in fine dei conti troppo facilmente rischia di uscire dal mio controllo, e che in definitiva posso solo sperare di poterlo mantenere e possedere, nel senso più profondo della parola, solo per un limitato periodo di tempo. E anche in quel periodo di tempo, ci sono fin troppi imprevisti che possono impedirmi di farci quello che voglio: una malattia, un tumore, un incidente... Ma ripeto, sono malato io che penso troppo. Di fatto, e non vale solo per lo sport, probabilmente non mi godo la vita come dovrei, anche se non ne sento effettivamente la mancanza.

Ti ringrazio della risposta, mi ha fatto capire alcune cose.
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Gio 9 Giu - 18:23

Grazie a te che mi dai gli spunti per chiarire quello che non ho espresso bene e dire quello che mi sono scordato di dire. Allora,

Werewolf ha scritto:Quindi è una questione di amore per se stessi...

Non solo. Se arrivo a diventare davvero vecchio, probabilmente avrò meno bisogno di aiuto, ed il peso materiale e morale rispettivamente sulla società e su chi mi vuole bene sarà inferiore.

Werewolf ha scritto:E' una cosa per me 'strana', non nel senso che non abbia amore per me stesso, chiaro mgreen, ma nel senso che non ho mai collegato tale amore con l'amore per il proprio corpo.

È, a mio parere, allo stesso tempo sindrome ed errore tipici di molti intellettuali. Secondo me mente e corpo sono più strettamente collegati di quanto si pensa, ed ho cominciato a capirlo molto tempo prima di iniziare con questo sport nel quale la testa è fondamentale, forse ti ricorderai che a sostegno di questo argomento avevo a suo tempo inserito un video, questo; sono gli ultimi 200 metri di 226km, percettivamente di sicuro i più lunghi:



Ora a me pare chiaro ch quello che fanno queste due ragazze non ha assolutamente più nulla a che vedere con il corpo.

Werewolf ha scritto:Certo, gli sto dietro, ma il mio amore per me stesso l'ho sempre visto ad un livello intellettuale. 'Io' sono la mia testa, la mia mente: il corpo non è altro che una sorta di 'braccio' per essa. Sono fin troppo(forse sono anche un po' malato di mente mgreen ) consapevole che il mio corpo in fine dei conti troppo facilmente rischia di uscire dal mio controllo, e che in definitiva posso solo sperare di poterlo mantenere e possedere, nel senso più profondo della parola, solo per un limitato periodo di tempo. E anche in quel periodo di tempo, ci sono fin troppi imprevisti che possono impedirmi di farci quello che voglio: una malattia, un tumore, un incidente...

Vero ma solo in parte: non voglio scivolare nella banalità del mens sana in corpore sano, però mi pare evidente che un corpo sano e capace di tutte le sue funzioni non è un ostacolo all'uso del cervello, semmai il contrario. Le probabilità che anche la mente possa "Uscire dal mio controllo" mi paiono paragonabili, ci sono le eccezioni come Hawkins ma la norma è un'altra dico io...

Werewolf ha scritto:Ma ripeto, sono malato io che penso troppo. Di fatto, e non vale solo per lo sport, probabilmente non mi godo la vita come dovrei, anche se non ne sento effettivamente la mancanza.

Beh "Godersi la vita" è soggettivo, e non equivale a fare sport né col corpo né col cervello (Che è quello che fai tu)...

Werewolf ha scritto:Ti ringrazio della risposta, mi ha fatto capire alcune cose.

Ripeto, grazie a te per gli spunti. Spero di avere portato la conversazione un passo avanti.

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Gio 9 Giu - 19:07

Le probabilità che anche la mente possa "Uscire dal mio controllo" mi paiono paragonabili, ci sono le eccezioni come Hawking ma la norma è un'altra dico io...
E' una cosa, quella di perdere il controllo della mia mente, che onestamente mi terrorizza: l'idea di poter diventare schizofrenico o peggio di prendere l'Alzheimer è una delle poche cose che veramente mi fa paura.

Sicuramente un corpo sano ed in forma non è un ostacolo alla mente, semmai appunto il contrario, ma credo che dipenda anche e molto dalle necessità della mente, nel senso che io non ho il bisogno, né lo sento, di giocare bene a palla o di fare le maratone: per le mie necessità il mio corpo risponde più che bene. Per converso, se dovessi avere problemi effettivi di salute o necessità diverse(troppo grasso, per esempio, o problemi di altro genere), sarei il primo a fare esercizio: nel caso del karate lo feci per tre anni per risolvere un problema all'arto destro, che aveva bisogno di essere allenato oltre che per imparare a difendermi(e devo dire che, sarò stato fortunato, mi è servito anche a quello).

Beh "Godersi la vita" è soggettivo, e non equivale a fare sport né col corpo né col cervello (Che è quello che fai tu)...
Be', io ad allenare il cervello mi diverto, anche se a volte la fatica mentale si sente...
Cosa intendi per 'godersi la vita', sebbene abbia una certa idea della risposta sagace ?
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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Rasputin il Gio 9 Giu - 19:23

Werewolf ha scritto:Be', io ad allenare il cervello mi diverto, anche se a volte la fatica mentale si sente...

Allora dovresti poter capire anche me...

Werewolf ha scritto:Cosa intendi per 'godersi la vita', sebbene abbia una certa idea della risposta sagace ?

Forse non è la risposta che ti aspetti, ma è la più sincera che al momento mi viene in mente: per me consiste a non rinunciare a nulla a cui non si desideri rinunciare in favore di qualcosa di soggettivamente più importante. Avrai letto che ho fatto uso di droghe, bevo, anche se da anni ho limitato il consumo alla birra e solo alla sera, e fumo pure. Il resto lasciamo perdere ah ah

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Re: Doppio olimpico il 12.06

Messaggio Da Werewolf il Gio 9 Giu - 19:29

Allora dovresti poter capire anche me...
E' che io non trovo divertente la fatica fisica! mgreen Ma sì, ti capisco.

Forse non è la risposta che ti aspetti, ma è la più sincera che al momento mi viene in mente: per me consiste a non rinunciare a nulla a cui non si desideri rinunciare in favore di qualcosa di soggettivamente più importante. Avrai letto che ho fatto uso di droghe, bevo, anche se da anni ho limitato il consumo alla birra e solo alla sera, e fumo pure. Il resto lasciamo perdere ah ah
Interessante come risposta, che fondamentalmente condivido. E' proprio quel soggettivamente la chiave: ognuno ha una suo modo di porre le priorità fra i desideri, e quindi ognuno ha il 'suo' modo di godersi la vita. Molto giusto, sono d'accordo.

Diciamo che io ho strane priorità! mgreen
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