Una concezione pratica della verità
Pagina 1 su6 • Condividere •
Pagina 1 su6 • 1, 2, 3, 4, 5, 6 
Una concezione pratica della verità
In questi giorni ho parlato con mamme a cui erano morti, a causa di incidente stradale, i propri figli. Moltissimo dolore. Tantissimo. Capibilissimo. Le mamme ( di cui una m'ha detto sta cosa ) si sono rivolte a delle maghe o cose simili per mettersi in contatto con i propri figli, e la signora in questione m'ha raccontato d'aver ascoltato la voce del figlio e, dopo, di essersi sentita meglio. Molto meglio. Addirittura m'ha detto d'aver sospeso l'uso di determinate gocce per tranquilizzarla e prender sonno.
Personalmente mi sono astenuto dal fare qualsiasi commento in merito. Ho detto tra me e me che se la cosa era riuscita a far star bene la signora allora la cosa andava bene anche per me. Del resto questo non testimonia che l'esperienza religiosa è funzionale al bisogno di arginare il dolore ela sofferenza della vita ?
Cosa ne pensate ?
ps. penso che questa mia scelta di non dir nulla sia in sintonia con una concezione pragmatica della verità, per cui vero è cio che mi serve per certe cose e non qualcosa che è tale indipendentemente dalla funzionalita pratica della verita stessa.
Personalmente mi sono astenuto dal fare qualsiasi commento in merito. Ho detto tra me e me che se la cosa era riuscita a far star bene la signora allora la cosa andava bene anche per me. Del resto questo non testimonia che l'esperienza religiosa è funzionale al bisogno di arginare il dolore ela sofferenza della vita ?
Cosa ne pensate ?
ps. penso che questa mia scelta di non dir nulla sia in sintonia con una concezione pragmatica della verità, per cui vero è cio che mi serve per certe cose e non qualcosa che è tale indipendentemente dalla funzionalita pratica della verita stessa.

Comune mortale- -------------

-
Numero di messaggi: 523
Età: 59
Località: derry
Occupazione/Hobby: una laurea in filosofia ma faccio il cuoco
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 19.11.08
Re: Una concezione pratica della verità
Protagora? Non condivido quest'idea, nel senso che fa riferimento ad un valore soggettivo(l'utilità non è un valore oggettivo, ciò che è utile per me non è detto lo sia per te) ed in definitiva estremizzandola porta a dire che tutto è contemporaneamente vero e falso.ps. penso che questa mia scelta di non dir nulla sia in sintonia con una concezione pragmatica della verità, per cui vero è cio che mi serve per certe cose e non qualcosa che è tale indipendentemente dalla funzionalita pratica della verita stessa.
Che una cosa faccia star bene, non significa che sia vera oggettivamente. Quanto al fatto che l'esperienza religiosa sia anche funzionale al bisogno di arginare il dolore e la sofferenza della vita, mi pare ovvio che sia così: non so immaginare quanto, nei periodi "dei signori della guerra, e dei re, che spadroneggiavano su una terra in tumulto"(cit.) quanto potere lenitivo abbia (avuto) la credenza di un qualcosa oltre la sfera del conoscibile sulla maggioranza della povera gente, che subiva malattie, pestilenze, carestie, distruzioni arbitrarie e uccisioni. Ma il fatto che una favola sia bella o utile, non toglie che sia una favola: e non dobbiamo dimenticare che è in nome di tali favole che moltissime sofferenze sono state inflitte. Il conto è decisamente in negativo.Personalmente mi sono astenuto dal fare qualsiasi commento in merito. Ho detto tra me e me che se la cosa era riuscita a far star bene la signora allora la cosa andava bene anche per me. Del resto questo non testimonia che l'esperienza religiosa è funzionale al bisogno di arginare il dolore e la sofferenza della vita ?
_________________
La libertà è inafferrabile, ma non conosco altro per cui valga la pena di vivere.
-Avalon-
What a kind of life: Freedom in flesh,
shackles on your mind...
Avantasia
"You can have all the faith you want in spirits and the afterlife, and heaven and hell, but when it comes to this world, don't be an idiot. 'Cause you can tell me you put your faith in God to put you through the day, but when it comes time to cross the road, I know you look both ways."
House, M.D.
La vita è un diritto, non un dovere.
Re: Una concezione pratica della verità
Protagora? Non condivido quest'idea, nel senso che fa riferimento ad un valore soggettivo(l'utilità non è un valore oggettivo, ciò che è utile per me non è detto lo sia per te) ed in definitiva estremizzandola porta a dire che tutto è contemporaneamente vero e falso.
Sul fatto che l'utilità sia qualcosa di solamente soggettivo avrei i miei dubbi, nel senso che il concetto di utilità è dentro una logica mezzi-fine. Diciamo che per alleviare un dolor di testa ( fine ) è utile pigliarsi determinati farmaci ( mezzo ) quindi abbiamo qui un concetto di utilità all'interno di un concetto di verità dai tratti scientifico-razionali.
Ma questo è altro discorso. Il punto è : dinanzi ad una signora che soffre e che si piglia farmaci il vederla alleviare le proprie sofferenze attraverso delle convinzioni ( il sentire la voce del figlio grazie al medium ) discutibili è o non è desiderabile rispetto ad un discorso che le dica che suo figlio è andato una volta per tutte ?

Comune mortale- -------------

-
Numero di messaggi: 523
Età: 59
Località: derry
Occupazione/Hobby: una laurea in filosofia ma faccio il cuoco
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 19.11.08
Re: Una concezione pratica della verità
Desiderabile per lei, forse. Desiderabile per la società, che deve mantenere dei santoni che millantano capacità che non hanno, e che nel 90% dei casi truffano la gente, per niente.Ma questo è altro discorso. Il punto è : dinanzi ad una signora che soffre e che si piglia farmaci il vederla alleviare le proprie sofferenze attraverso delle convinzioni ( il sentire la voce del figlio grazie al medium ) discutibili è o non è desiderabile rispetto ad un discorso che le dica che suo figlio è andato una volta per tutte ?
Sul fatto che l'utilità sia qualcosa di solamente soggettivo avrei i miei dubbi, nel senso che il concetto di utilità è dentro una logica mezzi-fine. Diciamo che per alleviare un dolor di testa ( fine ) è utile pigliarsi determinati farmaci ( mezzo ) quindi abbiamo qui un concetto di utilità all'interno di un concetto di verità dai tratti scientifico-razionali.
Il concetto di utilità è oggettivo(è pura definizione), il fatto è che si piega a tutti i casi singoli e soggettivi. Per te è utile curarti coi farmaci: per l'altro, che è allergico a certi principi attivi(per esempio), non è utile, ma anzi dannoso.
_________________
La libertà è inafferrabile, ma non conosco altro per cui valga la pena di vivere.
-Avalon-
What a kind of life: Freedom in flesh,
shackles on your mind...
Avantasia
"You can have all the faith you want in spirits and the afterlife, and heaven and hell, but when it comes to this world, don't be an idiot. 'Cause you can tell me you put your faith in God to put you through the day, but when it comes time to cross the road, I know you look both ways."
House, M.D.
La vita è un diritto, non un dovere.
Re: Una concezione pratica della verità
Desiderabile per lei, forse. Desiderabile per la società, che deve mantenere dei santoni che millantano capacità che non hanno, e che nel 90% dei casi truffano la gente, per niente.
Per lei appunto ! Semmai è che si sfruttano queste esigenze delle persone per lucrare!
Il concetto di utilità è oggettivo(è pura definizione), il fatto è che si piega a tutti i casi singoli e soggettivi. Per te è utile curarti coi farmaci: per l'altro, che è allergico a certi principi attivi(per esempio), non è utile, ma anzi dannoso.
Ne esce che ci sono due definizioni di utilità ? Una oggettiva e l'altra soggettiva ? O vuoi dire che proprio perchè oggettiva ( ad un livello formale ) puo essere soggettiva ? Poi che per una persona non è utile pigliarsi certe cose non significa che il concetto di utilità sia soggettivo ma semmai che per quella persona è vero-utile ( il suo essere allergica a certi principi attivi ) prendersi altri principi attivi al fine di star bene. Penso che originariamente il concetto di utilità sia dentro a quello di verità scientifico-razionale!
p.s. sul conectto di verità oggettiva pernso si tratti di una interpretazione radicalmente condivisa!

Comune mortale- -------------

-
Numero di messaggi: 523
Età: 59
Località: derry
Occupazione/Hobby: una laurea in filosofia ma faccio il cuoco
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 19.11.08
Re: Una concezione pratica della verità
Direi di sì. :)p.s. sul concetto di verità oggettiva penso si tratti di una interpretazione radicalmente condivisa!
1)Ne esce che ci sono due definizioni di utilità ? Una oggettiva e l'altra soggettiva ? O vuoi dire che proprio perchè oggettiva ( ad un livello formale ) puo essere soggettiva ? Poi che per una persona non è utile pigliarsi certe cose non significa che il concetto di utilità sia soggettivo ma semmai che per quella persona è vero-utile ( il suo essere allergica a certi principi attivi ) prendersi altri principi attivi al fine di star bene. 2 Penso che originariamente il concetto di utilità sia dentro a quello di verità scientifico-razionale!
1 Io ritengo che non sia valida la relazione biunivoca vero=utile, utile=vero. Ci sono un sacco di cose utili che non sono vere ed un sacco di cose vere che non sono utili. Data la definizione generica(intersoggettiva e condivisa quindi, ai fini della nostra discussione, oggettiva) di utile come 'ciò che riesce a migliorare le condizioni di qualcosa', è ovvio che il fatto che una cosa sia utile dipende dalle condizioni di base di quel qualcosa. Ergo, ciò che è utile è soggettivo: dato che la verità deve essere oggettiva, in quanto serve, se vogliamo, come base di partenza per altre affermazioni che devono essere valide per tutti, allora la verità non può identificarsi con ciò che è utile.
2 Nel 90% dei casi, arrivare alla verità è utile, in quanto pone le basi per una modifica della realtà, solitamente in modo vantaggioso, a partire da tale verità scientifico-razionale ottenuta. Sapere che esistono i batteri, mi permette di cominciare a cercare un modo per combatterli e così stare meglio. Ci sono dei casi, rari ma ci sono, in cui la verità non è utile: nel nostro caso, il fatto che sia verità praticamente oggettiva(non ci sono vere motivazioni per ritenere il contrario) che il figlio semplicemente non sia più in essere, in alcun senso, non è utile, ma anzi dannoso per l'equilibrio psicologico della madre, perlomeno nel breve periodo, della madre. Ma questo non significa che difendere come verità oggettiva l'idea che i morti ci siano ancora da qualche parte(e che ci sia gente in grado di contattarli), sia utile e non, invece dannoso per la società. Si ritorna alla definizione: ciò che è utile dipende da per chi è utile, non è un dato oggettivo(cosa che invece deve essere la verità).
_________________
La libertà è inafferrabile, ma non conosco altro per cui valga la pena di vivere.
-Avalon-
What a kind of life: Freedom in flesh,
shackles on your mind...
Avantasia
"You can have all the faith you want in spirits and the afterlife, and heaven and hell, but when it comes to this world, don't be an idiot. 'Cause you can tell me you put your faith in God to put you through the day, but when it comes time to cross the road, I know you look both ways."
House, M.D.
La vita è un diritto, non un dovere.
Re: Una concezione pratica della verità
Io concordo con were. Il fatto che funzioni non vuol dire che sia giusta. E' logico che sarebbe quanto meno crudele infierire su quella povera donna che ha perso il figlio. Ma è ugualmente ingiusto farla vivere nella illusione. Poiché nessuno è padrone di decidere per gli altri si deve anche rispettare la sua convinzione. Però la soluzione giusta è quella che viene chiamato supporto psicologico. In tutte le disgrazie vi è la possibilità di offrire un supporto psicologico che, se gestito correttamente, offre gli stessi (anche ben superiori) vantaggi, o meglio effetti, di un inganno che da il medium di turno. Si basa su posizioni scientifiche e non porta le persone a fare un danno a se e altri, facendo credere a cose magiche che non esistono.
L'errore di quella signora lo fa chi la sta seguendo. Le medicine sono, in un caso come questo, un primo aiuto ma poco possono fare nel tempo. Se chi la segue è un professionista serio, la sa indirizzare da chi le può dare un vero aiuto, reale e costruttivo, così come fanno nei centri oncologici meglio organizzati.
Io poi sul fatto che la religione poggi su questo, ho già più volte manifestato molti dubbi. Per me è solo un effetto collaterale del credere, non ne è nè la base nè l'origine.
L'errore di quella signora lo fa chi la sta seguendo. Le medicine sono, in un caso come questo, un primo aiuto ma poco possono fare nel tempo. Se chi la segue è un professionista serio, la sa indirizzare da chi le può dare un vero aiuto, reale e costruttivo, così come fanno nei centri oncologici meglio organizzati.
Io poi sul fatto che la religione poggi su questo, ho già più volte manifestato molti dubbi. Per me è solo un effetto collaterale del credere, non ne è nè la base nè l'origine.

Paolo- -------------

-
Numero di messaggi: 3986
Età: 57
Località: Brescia
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 14.03.10
Re: Una concezione pratica della verità
Penso che non ci sia una concezione oggettiva della verità, ma una concezione creduta, voluta, pensata, di verita come oggettività.
prendi una verità qualsiasi che pensi oggettiva e a ben vedere oggettiva è all'interno di cio che è creduto e voluto come tale. Che 1+1 faccia 2 non è vero perchè è oggettivamente vero ma perchè è creduto, è voluto, come oggettivamente vero perchè utile a determinati scopi matematico operazionali. Idem ad esempio per l'assiomatica di giuseppe peano. eccetera.
ribadisco: l'utilità a ben vederla è intrinseca all'idea di verita come qualcosa di creduto oggettivo.
prendi una verità qualsiasi che pensi oggettiva e a ben vedere oggettiva è all'interno di cio che è creduto e voluto come tale. Che 1+1 faccia 2 non è vero perchè è oggettivamente vero ma perchè è creduto, è voluto, come oggettivamente vero perchè utile a determinati scopi matematico operazionali. Idem ad esempio per l'assiomatica di giuseppe peano. eccetera.
ribadisco: l'utilità a ben vederla è intrinseca all'idea di verita come qualcosa di creduto oggettivo.

Comune mortale- -------------

-
Numero di messaggi: 523
Età: 59
Località: derry
Occupazione/Hobby: una laurea in filosofia ma faccio il cuoco
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 19.11.08
Re: Una concezione pratica della verità
Credo che tu stia confondendo il fatto che la verità sia relativa ai parametri ed ai concetti che le stanno a monte, con il fatto che la verità all'interno di dati parametri sia oggettiva. Mi spiego meglio: 1+1=2 è vero, dati i concetti di 1 e 2 inseriti in un contesto matematico-algebrico. Sicuramente in altri contesti la cosa non è così, penso alle varie matematiche e geometrie. Ma questo non toglie che, se tu e io stiamo parlando di algebra, è una verità oggettiva che dati i concetti di 1 e di 2 che io e te abbiamo in mente(che li chiamiamo one and two, eis caì duo, un et deux, ecc), i due si relazionano oggettivamente ed indipendentemente da noi due, o da chiunque altro, in quel modo dato quel campo, e a prescindere dall'utilità. Quante volte avrei voluto io forzare i risultati delle operazioni in modo utile per ottenere il risultato richiesto dal problema! Non lo si può fare perché il linguaggio matematico-algebrico è indipendente da chi lo utilizza e quindi oggettivo e, in senso lato 'vero'.prendi una verità qualsiasi che pensi oggettiva e a ben vedere oggettiva è all'interno di cio che è creduto e voluto come tale. Che 1+1 faccia 2 non è vero perchè è oggettivamente vero ma perchè è creduto, è voluto, come oggettivamente vero perchè utile a determinati scopi matematico operazionali. Idem ad esempio per l'assiomatica di giuseppe peano. eccetera.
ribadisco: l'utilità a ben vederla è intrinseca all'idea di verita come qualcosa di creduto oggettivo.
Che l'idea di verità sia utile, non ci piove: senza verità oggettive, non avremmo parametri per comprendere quello che ci circonda. Che ciò significhi che sia vero ciò che è utile però, no, perché come detto ciò che è utile lo è sempre in modo relativo al soggetto, mentre la verità, per definizione, deve essere qualcosa di oggettivo.ribadisco: l'utilità a ben vederla è intrinseca all'idea di verita come qualcosa di creduto oggettivo.
_________________
La libertà è inafferrabile, ma non conosco altro per cui valga la pena di vivere.
-Avalon-
What a kind of life: Freedom in flesh,
shackles on your mind...
Avantasia
"You can have all the faith you want in spirits and the afterlife, and heaven and hell, but when it comes to this world, don't be an idiot. 'Cause you can tell me you put your faith in God to put you through the day, but when it comes time to cross the road, I know you look both ways."
House, M.D.
La vita è un diritto, non un dovere.
Re: Una concezione pratica della verità
Credo che tu stia confondendo il fatto che la verità sia relativa ai parametri ed ai concetti che le stanno a monte, con il fatto che la verità all'interno di dati parametri sia oggettiva
Se è oggettiva relativamente ad un contesto logico-simbolico ( originariamento stiamo asserendo che non c'è verità se non all'interno di un linguaggio è questo è quanto di piu pragmatico possa essereci ) allora fuori di quel contesto non c'è oggettività e quindi se ne conclude che la nozione di oggettività è una comoda ipotesi per fare ( utile ) altro.
[quote]
Mi spiego meglio: 1+1=2 è vero, dati i concetti di 1 e 2 inseriti in un contesto matematico-algebrico. Sicuramente in altri contesti la cosa non è così, penso alle varie matematiche e geometrie. Ma questo non toglie che, se tu e io stiamo parlando di algebra, è una verità oggettiva che dati i concetti di 1 e di 2 che io e te abbiamo in mente(che li chiamiamo one and two, eis caì duo, un et deux, ecc), i due si relazionano oggettivamente ed indipendentemente da noi due, o da chiunque altro, in quel modo dato quel campo, e a prescindere dall'utilità. Quante volte avrei voluto io forzare i risultati delle operazioni in modo utile per ottenere il risultato richiesto dal problema! Non lo si può fare perché il linguaggio matematico-algebrico è indipendente da chi lo utilizza e quindi oggettivo e, in senso lato 'vero'.
Dire che 1 e 2 sono veri all'interno di un determinato linguaggio, significa volere che i due segni, o enti, siano o abbiano un certo significato. Dire, ora, che 2 + 1 fa sempre 3 significa qualcosa di vero in un determinato contesto che per questo è vero nel contesto linguistico-simbolico; e la relazione tra i due termini non è oggettiva, o indipendente dal mio o tuo pensiero, proprio perchè io volgio che quando scrivo 1 significhi 1 e quando scrivo 2 idem con patate: alla fine è la mia volontà a voler un certo iter operazional-simbolico all'interno di un certo contesto.
Che l'idea di verità sia utile, non ci piove: senza verità oggettive, non avremmo parametri per comprendere quello che ci circonda. Che ciò significhi che sia vero ciò che è utile però, no, perché come detto ciò che è utile lo è sempre in modo relativo al soggetto, mentre la verità, per definizione, deve essere qualcosa di oggettivo
....oggettivo all'interno di un contesto assiomatico-linguistico cioè per questo obbedisce ad una utilità originaria che a volte sfugge!

Comune mortale- -------------

-
Numero di messaggi: 523
Età: 59
Località: derry
Occupazione/Hobby: una laurea in filosofia ma faccio il cuoco
SCALA DI DAWKINS:



Data d'iscrizione: 19.11.08
Pagina 1 su6 • 1, 2, 3, 4, 5, 6 
Argomenti simili» LIVREA DELLA NOSTRA TEAM SPIRIT DI ME E DAVIDE ALEX BARONI
» Una concezione pratica della verità
» Novena dell'Immacolata Concezione
» l'arroganza delle Verità.
» bocca della verità
» Una concezione pratica della verità
» Novena dell'Immacolata Concezione
» l'arroganza delle Verità.
» bocca della verità
Pagina 1 su6
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum






» Domande scomode per credenti
» E se le cose cominciassero a precipitare?
» La Scienza è Onnisciente?
» strategia della tensione
» Attività fisica quotidiana
» Prove sul Creazionismo
» Testi fondamentali: Odifreddi e Dawkins
» Scappare
» Nazionale di calcio
» Il terzo,ma forse secondo "partito"italiano
» La violenza psicologica e il culto dell'orrore
» zero ed infinito
» 3 d dedicato al governo...
» Realtà
» Equitalia infame
» Le sette Illuminazioni
» Quella canzone in mente..
» Ebrei
» citazioni dei forumisti e in genere