La morte

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La morte

Messaggio Da Paolo il Lun 27 Giu - 19:16

Casualmente oggi un mio amico mi chiede: che cosa è per te la morte. Io gli dico che secondo me la morte non esiste. Esiste solo la fine della vita. E' la vita l'anomalia, e come tale casuale e temporanea. La morte in assoluto non esiste. E' solo un modo di dire per definire un qualcosa che non c'è. Per voi? Come la definireste?

Paolo
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Re: La morte

Messaggio Da Borghese_Nero il Lun 27 Giu - 19:38

Da quel punto di vista hai ragione..la morte non esiste..
La morte ha lo stesso effetto di ciò che si aveva prima della vita!!
Nella morte si avrà la stessa situazione che, per esempio, avevamo noi 1 milione di anni fa... cioè nulla. Da un punto di vista la cosa è bella, dall'altra un po malinconica... diffidente

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Re: La morte

Messaggio Da SergioAD il Lun 27 Giu - 20:07

Caro è morto nostro figlio di 20 anni... ma no ha solo terminato di vivere!

Io ho 50% di probabilità che nei prossimi 5 anni mi si schiatti il cuore ah ah per possibile devitalizzazione del miocardio se non mi facessi cremare mi farei scolpire queste massime non morti, mancanze di vita, ritorno al passato.

Invece alimortacci vostri perderebbe tutta la poesia che c'ha!

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Re: La morte

Messaggio Da Rasputin il Lun 27 Giu - 23:10

Paolo ha scritto:Casualmente oggi un mio amico mi chiede: che cosa è per te la morte. Io gli dico che secondo me la morte non esiste. Esiste solo la fine della vita. E' la vita l'anomalia, e come tale casuale e temporanea. La morte in assoluto non esiste. E' solo un modo di dire per definire un qualcosa che non c'è. Per voi? Come la definireste?

Fine di un processo chimico.

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Re: La morte

Messaggio Da chef75 il Lun 27 Giu - 23:22



Io penso che sia come quando stacchi la spina al televisore acceso.

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Re: La morte

Messaggio Da Paolo il Mar 28 Giu - 5:54

La morte è uno di quei concetti che siamo in grado di definire solo in modo inverso, ovvero negando una caratteristica di un qualcosa da noi conosciuto, così come per l'infinito o per l'eterno. Di conseguenza è una entità inesistente. E' solo il frutto di una nostra elaborazione mentale. Un ragionamento che ci ha portati ha creare un qualcosa che di per se non c'è.

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Re: La morte

Messaggio Da Larrok il Sab 2 Lug - 10:38

Scrivo una riflessione che riguarda questo tema: la morte mi appare terrorizzante perchè essere vivi e coscienti è una condizione che non voglio abbandonare, sono affezionato alla mia mente, al mio pensiero, al fatto che ho coscienza di ciò che percepisco tramite i sensi (o almeno credo di averne coscienza). In ogni caso l'elaborazione del mondo circostante che attua il mio cervello è istintivamente sentita come qualcosa di positivo, una situazione di controllo, di equilibrio, di sicurezza....perderla per sempre con la morte significa abbandonare per sempre la consapevolezza del mio stato. Adesso sono vivo e posso rendermene conto, ma quando sarò morto non mi accorgerò di esserlo, non mi accorgerò di cosa succederà al mio cadavere, di cosa succederà in Italia, nel mondo, nell'universo e non mi accorgerò dei milioni di anni che passeranno, non mi accorgerò di come la razza umana si estinguerà e la terra stessa verrà spazzata via dal sole...la cosa più spaventosa del non esistere è il non averne coscienza. Cioè, molti vedono la perdita di coscienza come un traguardo agognato, io come un salto nell'abisso, un'inevitabile e definitiva caduta nell'oblio, non si torna indietro, non ci sono delle pause chessò ogni 3 o 4 mila anni in cui puoi vedere cosa sta succedendo, come si è evoluta la razza umana, ecc...semplicemente non esisterai per l'eternità, sempre ammesso che il tempo sia infinito. Spesso penso di quanto sia incredibilmente più comodo adagiarsi sull'illusione di una terra promessa, di un paradiso eterno, davvero troppo comodo e una soluzione troppo facile.

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Re: La morte

Messaggio Da Paolo il Sab 2 Lug - 10:49

Penso che ben poca gente sia immune da angosce e paure pensando alla morte. E' nella logica delle cose. Ma un conto è quello che tu pensi o che vorresti, un conto è quello che è. Come vedo tu sei giovane e sarebbe assurdo che ti ponessi in altro modo nei confronti di questo problema. Ma le cose col tempo cambiano, i valori non sono più gli stessi. Quello che oggi ti angoscia un domani non ti preoccupa più. E' la normale evoluzione del vivere. Come ho detto la morte di per se non esiste. E' una elaborazione del nostro cervello. Se tu immagini la vita come una corda, questa ad un certo punto finisce. Non c'è il dopo-corda. La vita, ovviamente con le dovute considerazioni, è così. La fine della corda.

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Re: La morte

Messaggio Da teto il Sab 2 Lug - 10:57

Larrok ha scritto:Scrivo una riflessione che riguarda questo tema: la morte mi appare terrorizzante perchè essere vivi e coscienti è una condizione che non voglio abbandonare, sono affezionato alla mia mente, al mio pensiero, al fatto che ho coscienza di ciò che percepisco tramite i sensi (o almeno credo di averne coscienza). In ogni caso l'elaborazione del mondo circostante che attua il mio cervello è istintivamente sentita come qualcosa di positivo, una situazione di controllo, di equilibrio, di sicurezza....perderla per sempre con la morte significa abbandonare per sempre la consapevolezza del mio stato. Adesso sono vivo e posso rendermene conto, ma quando sarò morto non mi accorgerò di esserlo, non mi accorgerò di cosa succederà al mio cadavere, di cosa succederà in Italia, nel mondo, nell'universo e non mi accorgerò dei milioni di anni che passeranno, non mi accorgerò di come la razza umana si estinguerà e la terra stessa verrà spazzata via dal sole...la cosa più spaventosa del non esistere è il non averne coscienza. Cioè, molti vedono la perdita di coscienza come un traguardo agognato, io come un salto nell'abisso, un'inevitabile e definitiva caduta nell'oblio, non si torna indietro, non ci sono delle pause chessò ogni 3 o 4 mila anni in cui puoi vedere cosa sta succedendo, come si è evoluta la razza umana, ecc...semplicemente non esisterai per l'eternità, sempre ammesso che il tempo sia infinito. Spesso penso di quanto sia incredibilmente più comodo adagiarsi sull'illusione di una terra promessa, di un paradiso eterno, davvero troppo comodo e una soluzione troppo facile.

Hai ragione, sarebbe curioso sapere come finirà la specie umana o cosa succederà tra 10 anni però una cosa è sicura: noi siamo polvere di stelle e quando moriamo veniamo riciclati dalla Terra e i nostri atomi tornano a far parte di altri animali, vegetali, andiamo a 20 metri sotto terra o veniamo trasportati dal vento, inoltre noi tutti siamo nati 13.7 miliardi di anni fa e 5 miliardi di anni fa in qualche supernova di questa galassia, sappiamo la nostra nascita poi boh, quando morirà l'universo non lo sappiamo ancora però quello che conta è che noi saremo sempre riciclati fino alla fine del cosmo

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Re: La morte

Messaggio Da chef75 il Sab 2 Lug - 12:17

teto ha scritto: quando morirà l'universo non lo sappiamo ancora

Può essere eterno l'universo ?

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Re: La morte

Messaggio Da teto il Sab 2 Lug - 12:21

chef75sp ha scritto:
teto ha scritto: quando morirà l'universo non lo sappiamo ancora

Può essere eterno l'universo ?

non saprei, forse

teto
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Re: La morte

Messaggio Da Nizam al-Mulk il Sab 2 Lug - 12:45

Per essere eterno l'universo dovrebbe essere immutabile, credo.
Sulla morte le parole più belle lette di recente sono quelle di Pessoa
Nostalgia! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l'angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita. Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non le vedo più mi rattristo; eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta la vita.
Il vecchio anonimo dalle ghette sporche che mi incrociava quasi sempre alle nove e mezzo del mattino? Il venditore zoppo della lotteria che mi seccava senza successo? Il vecchietto tondo e rubizzo, col sigaro in bocca, che sostava sulla porta della tabaccheria? Il pallido tabaccaio? Cosa ne sarà di tutti costoro che, solo per averli sempre visti, hanno fatto parte della mia vita? Domani anch'io scomparirò da Rua da Prada, da Rua dos Douradores, da Rua dos Fanqueiros. Domani anch'io - l'anima che sente e pensa, l' universo che io sono per me stesso - sì, domani anch'io sarò soltanto uno che ha smesso di passare in queste strade, uno che gli altri evocheranno vagamente con un "che ne sarà stato di lui?". E tutto quanto ora faccio, quanto ora sento e vivo non sarà niente di più che un passante in meno nella quotidianità delle strade di una città qualsiasi.

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Re: La morte

Messaggio Da SergioAD il Sab 2 Lug - 12:47

Il sole andrà in agonia e diventerà una stella gigante rossa tra 5 miliardi di anni ed ingloberà i pianeti interni. Noi si avrà 1500 gradi...

Ora vado a prendere da wiki l'ultime dei bravi ragazzi. Niente troppe pippe (oddio non vi dico cose mi viene in mente!).

L'Universo è in espansione e sta accelerando, tra 3 trilioni esploderà anzi, si esaurirà e si spegnerà nel freddo assoluto.

Bada! siamo transitando da civiltà di tipo 0 a tipo 1... l'uomo somiglierà a dio o no? Io di proprio di si! Non lo sapremo mai!

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Re: La morte

Messaggio Da Borghese_Nero il Sab 2 Lug - 13:14

Sergio tu credi alla teoria dei tanti universi? O pensi che il nostro universo sia il tutto?

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Re: La morte

Messaggio Da SergioAD il Sab 2 Lug - 13:23

L'ipotesi di 11 universi mi intriga, sono agnostico in questo caso. I fisici teorici fanno teorie affascinati, sorridere partecipare poi... aspetto la dimostrazione che non sembra molto lontano.

Io faccio implementazione ed è altrettanto affascinante... e deterministico.

Poi romanzare diverte a tutti quanti... non bisogna perdere le occasioni di divertirci davvero insieme!

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Re: La morte

Messaggio Da mecca domenico il Lun 4 Lug - 20:43

Domenica 3/7 mi si è spento a causa di un incidente con la moto un nipote che aveva appena 36 anni e una grande passione la moto.
Come la terra ricicla tutto, riciclerà anche il suo corpo.
Non lo definirei come la fine di un ciclo biologico, ma piuttosto nella trasformazione di materiale in altri materiali anche quando uno viene cremato si ha sempre una trasformazione.

mecca domenico
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Re: La morte

Messaggio Da delfi68 il Sab 3 Ago - 19:11

Institute of Health Ageing dell'University Colleg London ha scritto:
 
L'onda blu si propaga nel corpo del verme usato per l'esperimento
Un po' di misticismo, un po' di materialismo, un po' di scienza e di arte fotografica e della ripresa, forse persino un po' di delirio di onnipotenza. C'è tutto questo, non solo nello specifico tecnico di uno studio svolto fra un nucleo di ricercatori dell'Institute of Health Ageing dell'University Colleg London in collaborazione con colleghi americani, belgi e greci, ma anche nei suoi risultati.
Risultati che fotografano il modo in cui si muore.
Messa così fa quasi un po' paura, o può sembrar persino banale.
Nella sostanza, invece, lo studio è molto affascinante, e apre le porte a successive applicazioni che sono un po' il sogno – o il delirio, appunto – dell'umanità tutta.
Il punto di partenza dei ricercatori è molto semplice, in effetti: il passaggio dalla vita alla morte di una cellula prevede un processo di transizione, non è un semplice "spegnimento". E se si conosce bene il meccanismo della morte di una singola cellula, è la morte di un intero sistema cellulare, che non è noto. E così, ecco che i ricercatori si mettono alla ricerca di questa reazione a catena in una cavia facilmente studiabile: i vermi.
Nel corso dell'esperimento, riescono a catturar un filmato attraverso un microscopio, in cui la morte progressiva delle cellule di un verme si palesa attraverso un'onda fluorescente. Un'onda fluorescente molto suggestiva, di colore blu, che attraversa l'intestino della cavia e che si diffonde in tutto il corpo, fino al decesso, in un percorso ben preciso.
 Immagini molto suggestive

http://it.notizie.yahoo.com/blog/foto-blog/onda-della-morte-luce-blu-cellule-132156885.html

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Re: La morte

Messaggio Da lupetta il Dom 4 Ago - 9:51

per quanto naturale possa essere, per me la morte rimane comunque il dolore più grande, difficile da razionalizza e terribile quando accade.
mi piace l'idea dell'eternità, mi piacerebbe essere eterna, insieme ai miei cari, a prescindere dalle condizioni fisiche.

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Re: La morte

Messaggio Da Mandalay il Dom 4 Ago - 11:09

La perdita più grande che ci provoca la morte.



L'evaporare di tutti i nostri ricordi, le nostre esperienze, senza che rimanga nulla.
Almeno un buco nero quando evapora emette una radiazione noi manco quello.


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Re: La morte

Messaggio Da SergioAD il Dom 4 Ago - 13:42

Questa l'ho scritta ieri e non sapevo dove metterla anche perché è noioso sia descriverla che comprenderla davvero.

Ecco dunque il cielo diviene scuro.

Tre ore fa mi hanno comunicato che se voglio posso uscire il 2 settembre. Dopo le ferie di agosto Cassa Integrazione fino al 30 settembre 2014 aggiustata a 96% dello stipendio poi scivolo fino a giugno 2017 e sono in pensione. Dovrei essere contento per tanti motivi e potrei dedicarmi a tutte quelle cose per le quali prima non avevo tanto tempo.

Cosa c'è? Le persone sono indecise quando comprano scarpe o camicette. Chiedono consigli e vengono confortate nei loro capricci per non avere rimpianti o rimorsi, le compagne non sanno quale vestitino mettersi per un impegno di due ore, che sembra affrontare delle crisi esistenziali a cui serve partecipazione, comprensione ed anche del tempo.

Come sarà? La fine dell'attività produttiva coinciderà col decadimento mentale e sarà come per la gente a cui si annuisce per non restare coinvolti in spazi dal contenuto ignoto? In questa società si passa la vita facendo di tutto per restare giovani e qualcuno finisce che non l'ha vissuta. A me questo non è successo. Silenzio e tanta solitudine però.

Possibile che vivere nell'isola felice fatta di élite in cui si ha il privilegio dell'ultima parola produca degli alieni che sembrano imbecilli al punto da non poterne parlare se non con pochissime persone e senza nemmeno avere la certezza di una risposta affettuosa o comprensiva? Questa non sembra una poesia ma l'oblio della ragione che si spegne.

Non si può uscire da questo stato se non lasciando tutto nel proprio corpo. La distrazione dei miei passatempi è stato il divertimento che ho sempre avuto lavorando. Adesso cosa ci fa questa esternazione ed in questo spazio? Ho l'idea che non abbiate voluto estrarre emozioni da quello che ho scritto o che non sentiate la mia presenza.

La verità sta nella differenza tra appartenere ad un gruppo e formare lo stesso gruppo, nella necessità e nella capacità di identificare questa stessa necessità. Allora, la morte poi non è il contrario della vita perché essa può essere proprio uno degli stati della vita stessa e non è spaventoso se non fosse per tutta quella. La noia che produce.

Ecco dunque, cielo ma vaffanculo.

SergioAD
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Re: La morte

Messaggio Da Avalon il Dom 4 Ago - 13:47

La morte è l'ombra che fa risaltare la luce che siamo stati capaci di produrre. Se lo siamo stati. Tu sì.
 
 
La fine dell'attività produttiva può coincidere con la felicità relazionale, da cui prima eravamo distratti.

Sergio, bacio

Avalon
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Re: La morte

Messaggio Da delfi68 il Dom 4 Ago - 14:36

Sergio, ecchecazzo..

Ogni momento coincide con qualunque altro momento, a scelta!

La nascita puo' coincidere con il momento dell'inizio che con l'esatto scoccare del timer inverso che porta aslla morte. In altre parole la nascita coincide con il decadimento..se vogliamo essere pessimisti.

Anche il primo giorno di lavoro coincideva con l'ultimo della vita studentesca, il momento del decadimento delle facolta' mentali dello studente che invecchia e diventa lavoratore..

e' un momento che non esiste, ma e' un work-in-progress che puo' sembrare coincidere in un momento..

vai in pensione? ,,iddiocane almeno tu ce l'hai ancora una pensione..e ci sei pure arrivato vivo..

io sono 40 anni che decado..

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Re: La morte

Messaggio Da mix il Dom 4 Ago - 15:13

Sergio,
credo che tu abbia tutte le risorse intellettive, emotive e culturali per saper reimpostare la tua esistenza quotidiana anche senza le soddisfazioni ed abitudini collegate alla vita ECONOMICAMENTE produttiva.

tra l'altro entri in una categoria di persone numericamente, e quindi politicamente, sempre più importante.
a cui sempre più sarà dato l'onere dell'indirizzo delle scelte, almeno finché resteremo in una situazione formalmente democratica.

quindi hai delle belle possibilità per impiegare proficuamente e in modo stimolante il tuo tempo.
che diverrà una risorsa più abbondante di quello a cui sei abituato.
comunque le persone attive ed impegnate mi dicono che in ogni caso di tempo non ce n'è mai abbastanza, anche quando si è in pensione.

mix
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Re: La morte

Messaggio Da loonar il Dom 4 Ago - 15:21

Sergio, è fottutamente come dici tu, ma fottutamente devi fottere tempo e situazioni, perchè è la fottuta vita a essere così. Lei ci vuole fottere (e lo farà) sta a noi continuare a fotterla (magari ci ricaviamo un godimento qua e là).

ero in Tarantino mode ON. wink.. 

loonar
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Re: La morte

Messaggio Da BestBeast il Lun 5 Ago - 8:05

Sergio.

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