Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è? 5 4.6 18

Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

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Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 6:12

Ultimamente mi (ci) siamo chiesti chi assumerebbe un filosofo e per fare cosa. Insomma a cosa serve la filosofia? Pretendere di essere pagato per l'amore del sapere e formarsi a tale scopo poi che riscontri si hanno?

Il benestante "Signor G" direbbe bravo al figlio che studia filosofia, si accultura e si prepara a rilevare l'impresa, col pezzo di carta almeno sa parlare.

L'altro Signor G che fa l'operaio secondo me gli viene un colpo e se la prende con la moglie che ha comprato l'enciclopedia solo per ornare la credenza.

Ho cercato in giro ed in questo sito ...

http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=765


...ho trovato la risposta del filosofo Remo Bodei.

STUDENTESSA: Con riferimento alla scheda che abbiamo appena visto, come può la filosofia render conto del nostro tempo, ovvero a che serve oggi la filosofia?

BODEI: A niente. Nel senso che bisogna intendersi su cosa significa servire. Se serve a qualche altra cosa di esterno, la filosofia non serve a niente; ma nemmeno la salute, la vista, la musica di Mozart servono a qualcosa. La filosofia è il grande sforzo per orientarci nel mondo. Ciascuno di noi è un novellino. Arriva nel mondo senza sapere niente, e a tappe forzate deve potersi orientare. La filosofia, quindi, serve sostanzialmente a comprendersi dentro l'orizzonte del mondo. Io direi non solo nell'orizzonte del proprio tempo, nel senso di Hegel, ma nell'orizzonte del passato che precede il nostro tempo e anche nell'apertura al futuro che lo presenta. Certo, il nostro secolo o il secolo scorso, come dice il filmato, è un secolo già messo di fronte a eventi terribili, all'impensabile. Però la filosofia è la sfida testarda contro l'idea che esista qualcosa d'impensabile. È lo sforzo di pensare. La filosofia non ha i vantaggi che ha la religione, per cui ci sono verità rivelate, né i vantaggi della scienza che ha delle certezze. Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose, apparentemente senza senso. Ma pensate che cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la filosofia, questo sforzo di capire. Saremmo preda delle verità rivelate in senso politico e biologico, dell'ignoranza, della mancanza della coscienza di sé. Quindi, sotto questo aspetto, la filosofia serve.
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Quindi il filosofo insegna, scrive libri e dopo può fare anche il giornalista... oltre ad avere sempre mille definizioni per le cose più semplici... "Bisogna vedere cosa si intende con...", meno che la logorrea che li caratterizza per amore della precisione.

Qui non credo che sia necessario essere "politically correct". Mi sembra di poter dire che la filosofia è una boiata pazzesca, sembra "la velina" del logos (λόγος) mi sa che va bene anche il Greco moderno! (provocazione). Che c'avete da dire Atei Italiani?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Paolo il Gio 15 Set - 6:26

Molte aziende, ovviamente di grandi dimensioni, e con alto linello di interesse economico e sociale, tendono ad assumerne nel loro consiglio di amministrazione dei filosofi. Questo fatto è molto apprezzato nei paesi scandinavi, ma anche negli US.

Noi ci accontentiamo del Berlusca molto preparato e con laurea ad honoris causa di fi..........a mgreen

Paolo
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da uoz il Gio 15 Set - 10:45

Mi pare si risponda abbastanza bene da solo alla pretesa di chiamare "filosofia" lo "sforzo di capire":

Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose


Come ho già scritto nell'altro thread, senza nulla togliere al ruolo che la filosofia ha avuto, forse in 2500 anni uno dovrebbe aver tratto la conclusione che è il metodo ad essere sbagliato.

uoz
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Phoenix il Gio 15 Set - 11:08

Combinata con altri studi potrebbe anche tornare utile....nel primo caso "utile"per la comunità e nel secondo solo per se stesso ...

Dopo la maturità classica, conseguita al Liceo salesiano Valsalice di Torino, Travaglio si è laureato in Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Torino all'età di 32 anni,[2] già dopo esser divenuto nel 1992 giornalista professionista.[3]
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio



In Canada Sergio Marchionne si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e consegue presso la University of Windsor un Master in Business Administration (MBA). Presso l'Università di Toronto completa invece i suoi primi studi universitari in filosofia. Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Marchionne




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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Set - 11:09

SergioAD ha scritto:
Quindi il filosofo insegna, scrive libri e dopo può fare anche il giornalista... oltre ad avere sempre mille definizioni per le cose più semplici... "Bisogna vedere cosa si intende con...", meno che la logorrea che li caratterizza per amore della precisione.

Qui non credo che sia necessario essere "politically correct". Mi sembra di poter dire che la filosofia è una boiata pazzesca, sembra "la velina" del logos (λόγος) mi sa che va bene anche il Greco moderno! (provocazione). Che c'avete da dire Atei Italiani?


Io, quoto..

Ma immagino sia superfluo puntualizzarlo.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Muriel il Gio 15 Set - 11:19

come ha risposto bodei, con il quale mi trovo d'accordo, la filosofia, così come l'arte, la letteratura, la musica, il teatro, lo studio delle lingue morte e chi più ne ha più ne metta non hanno ovviamente un riscontro pratico nella vita di tutti i giorni, se non nel loro essere funzionali in termini di guadagno per l'individuo che le produce (e non sempre, tra l'altro). embè? se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?
molte delle argomentazioni su cui poggiano le posizioni atee sono debitrici della filosofia, oltre che delle scienze. l'approccio filosofico può anche non piacere, ma è ragionamento, sforzo, allenamento costante del cervello.

poi ovviamente arriverà qui qualche smargiasso poco colto a sparecchiare con un colpo la tavola, buttando in terra le nostre tazze da tè e sbattendoci sopra rumorosamente la sua bottiglia di birra, il quale probabilmente esordirà con argomentazioni piene di significato quali "la filosofia non serve a un cazzo" o simili, ovviamente perchè non ha mai avuto voglia di studiarla... lo aspetto con ansia Rolling Eyes

EDIT:
ecco appunto, ci siamo sovrapposti

Muriel
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Set - 12:01

Muriel ha scritto:Se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?


Innanzitutto non mi pare che, almeno tra non credenti, si discuta molto o meno sull'esistenza di una qualche divinità. Poi se il metro di giudizio non dev'essere questo, rimango in trepida attesa che tu ne proponga un altro, egualmente o maggiormente efficace (Caratteristica essenziale di tutti gli strumenti di misura).

Muriel ha scritto:molte delle argomentazioni su cui poggiano le posizioni atee sono debitrici della filosofia, oltre che delle scienze. l'approccio filosofico può anche non piacere, ma è ragionamento, sforzo, allenamento costante del cervello.


Io la penso così: non butto nel cesso la filosofia nella misura in cui rimane una disciplina basata sulla logica; se applicata in tale senso, sarebbero proprio le scienze ad esservi debitrici.

Mi sfugge cosa intendi per "Posizioni" atee, credevo che lo scetticismo fosse l'assenza delle medesime (Posizioni) causa la mancanza assoluta di prove. Comunque ammettendo l'esistenza di tali posizioni, esse sono a mio parere debitrici della logica, che, sempre a mio parere, della filosofia è madre.

Muriel ha scritto:poi ovviamente arriverà qui qualche smargiasso poco colto


Ti rimando qui

http://atei.forumitalian.com/t1191p310-le-evidenze-a-favore-della-teoria-dell-evoluzione#83897

sostituisci "Titoli" con "Cultura" ed il prodotto non cambia.

Muriel ha scritto:a sparecchiare con un colpo la tavola, buttando in terra le nostre tazze da tè e sbattendoci sopra rumorosamente la sua bottiglia di birra, il quale probabilmente esordirà con argomentazioni piene di significato quali "la filosofia non serve a un cazzo" o simili, ovviamente perchè non ha mai avuto voglia di studiarla... lo aspetto con ansia Rolling Eyes


Pronti:



Quello che io non sopporto non è la cultura, ma la spocchia.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 14:19

Ci sono divagazioni sul tema? Si disse, che come si chiamava l'ingegnere della IBM? Luciano De Crescenzo, che non si può dire che sia un Filosolo e ma dicono che lo sia.

Probabilmente ogni essere umano è come questo signore, poi mi pare che si dica che i nostri connazionali siano tutti filosofi. Insomma con una base culturale forse si può essere filosofi. Se non altro se convincendo con le parole si posa dire di fare della retorica allora anche quelli che non sono convinti possono almeno annuire.

Ma a parte l'ortodossia, quanto vale il Filosofo nel mercato del lavoro? Senza tutti quei Signor G che avete elencato. Ogni stabilimento industriale ha un medico, un infermiere, un asistente sociale e se ci sono dei Filosofi fanno altre cose. Non a caso avevo suggerito Eikasìa ovvero avere a che fare più con apparenze che con realtà.

I gradi di conoscenza e dialettica se la vedono anche con il punto di vista personale un mezzo di valutazione che abbiamo per parlare anche di cose che non ci piacciono.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da AteoCorporation il Gio 15 Set - 14:44

Concordo con Muriel, anche se la filosofia è inutile sul lato pratico, non dobbiamo dimenticarci che l'uomo non è il suo lavoro, mentre la filosofia fa parte del nostro bisogno innato di conoscere le realtà del mondo.

Senza la filosofia nemmeno la scienza sarebbe andata avanti, perché se oggi sappiamo (almeno in parte) come è fatto l'universo, il merito è anche di millenni di elucubrazioni filosofiche sulla vita e sulla realtà che ci circonda, la filosofia è la conseguenza del nostro bisogno di sapere.

E poi ci sarebbe una certa Ateologia...dico bene Sergio?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da uoz il Gio 15 Set - 15:02

Muriel ha scritto:come ha risposto bodei, con il quale mi trovo d'accordo, la filosofia, così come l'arte, la letteratura, la musica, il teatro, lo studio delle lingue morte e chi più ne ha più ne metta non hanno ovviamente un riscontro pratico nella vita di tutti i giorni, se non nel loro essere funzionali in termini di guadagno per l'individuo che le produce (e non sempre, tra l'altro). embè? se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?

Credo che nessuno, nè in questa discussione nè in quella da cui Sergio ha tratto spunto per aprire questa, stia dicendo ciò.
Se vuoi ridurre la cosa all'osso, il mio problema è capire cosa sia la filosofia oggi, chi siano e cosa facciano i filosofi. (E giuro che nell'altro thread non ci sono ancora riuscito, ho capito che De Crescenzo non è un filosofo, uno che studia Plotino o Fichte neanche...)
Per come la vedo -copio quanto scritto nell'altra discussione- azzarderei a dire che la filosofia si è trasformata in quello che
oggi chiamiamo biologia, fisica, neurologia, botanica. Un ramo morto
prosegue per la strada della speculazione.
Ecco, vedila così, anche se con i dovuti distinguo: riconosco l'importanza storica dell'alchimia come precorritrice della chimica, ma oggi, cos'è un alchimista?

Potrei chiamare filosofo chi studia il pensiero dei filosofi del passato, ne capisce la genesi e l'evoluzione e mette in relazione tale pensiero all'evoluzione della società e viceversa, ma giustamente mi fanno notare dalla regia che questo è uno storico della filosofia. Neanche mi convince la figura dell'elemento di unione tra le varie discipline (l' "un po' di tutto", per così dire) perchè dato il livello di specializzazione e complicazione della "conoscenza" raggiunto oggi, il tuttologo rischia di diventare nientologo e di non capire una mazza di niente.

Quindi...?

uoz
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