Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

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Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 4:12

Ultimamente mi (ci) siamo chiesti chi assumerebbe un filosofo e per fare cosa. Insomma a cosa serve la filosofia? Pretendere di essere pagato per l'amore del sapere e formarsi a tale scopo poi che riscontri si hanno?

Il benestante "Signor G" direbbe bravo al figlio che studia filosofia, si accultura e si prepara a rilevare l'impresa, col pezzo di carta almeno sa parlare.

L'altro Signor G che fa l'operaio secondo me gli viene un colpo e se la prende con la moglie che ha comprato l'enciclopedia solo per ornare la credenza.

Ho cercato in giro ed in questo sito ...

http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=765


...ho trovato la risposta del filosofo Remo Bodei.

STUDENTESSA: Con riferimento alla scheda che abbiamo appena visto, come può la filosofia render conto del nostro tempo, ovvero a che serve oggi la filosofia?

BODEI: A niente. Nel senso che bisogna intendersi su cosa significa servire. Se serve a qualche altra cosa di esterno, la filosofia non serve a niente; ma nemmeno la salute, la vista, la musica di Mozart servono a qualcosa. La filosofia è il grande sforzo per orientarci nel mondo. Ciascuno di noi è un novellino. Arriva nel mondo senza sapere niente, e a tappe forzate deve potersi orientare. La filosofia, quindi, serve sostanzialmente a comprendersi dentro l'orizzonte del mondo. Io direi non solo nell'orizzonte del proprio tempo, nel senso di Hegel, ma nell'orizzonte del passato che precede il nostro tempo e anche nell'apertura al futuro che lo presenta. Certo, il nostro secolo o il secolo scorso, come dice il filmato, è un secolo già messo di fronte a eventi terribili, all'impensabile. Però la filosofia è la sfida testarda contro l'idea che esista qualcosa d'impensabile. È lo sforzo di pensare. La filosofia non ha i vantaggi che ha la religione, per cui ci sono verità rivelate, né i vantaggi della scienza che ha delle certezze. Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose, apparentemente senza senso. Ma pensate che cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la filosofia, questo sforzo di capire. Saremmo preda delle verità rivelate in senso politico e biologico, dell'ignoranza, della mancanza della coscienza di sé. Quindi, sotto questo aspetto, la filosofia serve.
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Quindi il filosofo insegna, scrive libri e dopo può fare anche il giornalista... oltre ad avere sempre mille definizioni per le cose più semplici... "Bisogna vedere cosa si intende con...", meno che la logorrea che li caratterizza per amore della precisione.

Qui non credo che sia necessario essere "politically correct". Mi sembra di poter dire che la filosofia è una boiata pazzesca, sembra "la velina" del logos (λόγος) mi sa che va bene anche il Greco moderno! (provocazione). Che c'avete da dire Atei Italiani?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Paolo il Gio 15 Set - 4:26

Molte aziende, ovviamente di grandi dimensioni, e con alto linello di interesse economico e sociale, tendono ad assumerne nel loro consiglio di amministrazione dei filosofi. Questo fatto è molto apprezzato nei paesi scandinavi, ma anche negli US.

Noi ci accontentiamo del Berlusca molto preparato e con laurea ad honoris causa di fi..........a mgreen
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da uoz il Gio 15 Set - 8:45

Mi pare si risponda abbastanza bene da solo alla pretesa di chiamare "filosofia" lo "sforzo di capire":

Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose


Come ho già scritto nell'altro thread, senza nulla togliere al ruolo che la filosofia ha avuto, forse in 2500 anni uno dovrebbe aver tratto la conclusione che è il metodo ad essere sbagliato.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Phoenix il Gio 15 Set - 9:08

Combinata con altri studi potrebbe anche tornare utile....nel primo caso "utile"per la comunità e nel secondo solo per se stesso ...

Dopo la maturità classica, conseguita al Liceo salesiano Valsalice di Torino, Travaglio si è laureato in Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Torino all'età di 32 anni,[2] già dopo esser divenuto nel 1992 giornalista professionista.[3]
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio



In Canada Sergio Marchionne si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e consegue presso la University of Windsor un Master in Business Administration (MBA). Presso l'Università di Toronto completa invece i suoi primi studi universitari in filosofia. Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Marchionne



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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Set - 9:09

SergioAD ha scritto:
Quindi il filosofo insegna, scrive libri e dopo può fare anche il giornalista... oltre ad avere sempre mille definizioni per le cose più semplici... "Bisogna vedere cosa si intende con...", meno che la logorrea che li caratterizza per amore della precisione.

Qui non credo che sia necessario essere "politically correct". Mi sembra di poter dire che la filosofia è una boiata pazzesca, sembra "la velina" del logos (λόγος) mi sa che va bene anche il Greco moderno! (provocazione). Che c'avete da dire Atei Italiani?

Io, quoto..

Ma immagino sia superfluo puntualizzarlo.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Muriel il Gio 15 Set - 9:19

come ha risposto bodei, con il quale mi trovo d'accordo, la filosofia, così come l'arte, la letteratura, la musica, il teatro, lo studio delle lingue morte e chi più ne ha più ne metta non hanno ovviamente un riscontro pratico nella vita di tutti i giorni, se non nel loro essere funzionali in termini di guadagno per l'individuo che le produce (e non sempre, tra l'altro). embè? se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?
molte delle argomentazioni su cui poggiano le posizioni atee sono debitrici della filosofia, oltre che delle scienze. l'approccio filosofico può anche non piacere, ma è ragionamento, sforzo, allenamento costante del cervello.

poi ovviamente arriverà qui qualche smargiasso poco colto a sparecchiare con un colpo la tavola, buttando in terra le nostre tazze da tè e sbattendoci sopra rumorosamente la sua bottiglia di birra, il quale probabilmente esordirà con argomentazioni piene di significato quali "la filosofia non serve a un cazzo" o simili, ovviamente perchè non ha mai avuto voglia di studiarla... lo aspetto con ansia Rolling Eyes

EDIT:
ecco appunto, ci siamo sovrapposti

Muriel
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Set - 10:01

Muriel ha scritto:Se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?

Innanzitutto non mi pare che, almeno tra non credenti, si discuta molto o meno sull'esistenza di una qualche divinità. Poi se il metro di giudizio non dev'essere questo, rimango in trepida attesa che tu ne proponga un altro, egualmente o maggiormente efficace (Caratteristica essenziale di tutti gli strumenti di misura).

Muriel ha scritto:molte delle argomentazioni su cui poggiano le posizioni atee sono debitrici della filosofia, oltre che delle scienze. l'approccio filosofico può anche non piacere, ma è ragionamento, sforzo, allenamento costante del cervello.

Io la penso così: non butto nel cesso la filosofia nella misura in cui rimane una disciplina basata sulla logica; se applicata in tale senso, sarebbero proprio le scienze ad esservi debitrici.

Mi sfugge cosa intendi per "Posizioni" atee, credevo che lo scetticismo fosse l'assenza delle medesime (Posizioni) causa la mancanza assoluta di prove. Comunque ammettendo l'esistenza di tali posizioni, esse sono a mio parere debitrici della logica, che, sempre a mio parere, della filosofia è madre.

Muriel ha scritto:poi ovviamente arriverà qui qualche smargiasso poco colto

Ti rimando qui

http://atei.forumitalian.com/t1191p310-le-evidenze-a-favore-della-teoria-dell-evoluzione#83897

sostituisci "Titoli" con "Cultura" ed il prodotto non cambia.

Muriel ha scritto:a sparecchiare con un colpo la tavola, buttando in terra le nostre tazze da tè e sbattendoci sopra rumorosamente la sua bottiglia di birra, il quale probabilmente esordirà con argomentazioni piene di significato quali "la filosofia non serve a un cazzo" o simili, ovviamente perchè non ha mai avuto voglia di studiarla... lo aspetto con ansia Rolling Eyes

Pronti:



Quello che io non sopporto non è la cultura, ma la spocchia.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 12:19

Ci sono divagazioni sul tema? Si disse, che come si chiamava l'ingegnere della IBM? Luciano De Crescenzo, che non si può dire che sia un Filosolo e ma dicono che lo sia.

Probabilmente ogni essere umano è come questo signore, poi mi pare che si dica che i nostri connazionali siano tutti filosofi. Insomma con una base culturale forse si può essere filosofi. Se non altro se convincendo con le parole si posa dire di fare della retorica allora anche quelli che non sono convinti possono almeno annuire.

Ma a parte l'ortodossia, quanto vale il Filosofo nel mercato del lavoro? Senza tutti quei Signor G che avete elencato. Ogni stabilimento industriale ha un medico, un infermiere, un asistente sociale e se ci sono dei Filosofi fanno altre cose. Non a caso avevo suggerito Eikasìa ovvero avere a che fare più con apparenze che con realtà.

I gradi di conoscenza e dialettica se la vedono anche con il punto di vista personale un mezzo di valutazione che abbiamo per parlare anche di cose che non ci piacciono.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da AteoCorporation il Gio 15 Set - 12:44

Concordo con Muriel, anche se la filosofia è inutile sul lato pratico, non dobbiamo dimenticarci che l'uomo non è il suo lavoro, mentre la filosofia fa parte del nostro bisogno innato di conoscere le realtà del mondo.

Senza la filosofia nemmeno la scienza sarebbe andata avanti, perché se oggi sappiamo (almeno in parte) come è fatto l'universo, il merito è anche di millenni di elucubrazioni filosofiche sulla vita e sulla realtà che ci circonda, la filosofia è la conseguenza del nostro bisogno di sapere.

E poi ci sarebbe una certa Ateologia...dico bene Sergio?
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da uoz il Gio 15 Set - 13:02

Muriel ha scritto:come ha risposto bodei, con il quale mi trovo d'accordo, la filosofia, così come l'arte, la letteratura, la musica, il teatro, lo studio delle lingue morte e chi più ne ha più ne metta non hanno ovviamente un riscontro pratico nella vita di tutti i giorni, se non nel loro essere funzionali in termini di guadagno per l'individuo che le produce (e non sempre, tra l'altro). embè? se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?
Credo che nessuno, nè in questa discussione nè in quella da cui Sergio ha tratto spunto per aprire questa, stia dicendo ciò.
Se vuoi ridurre la cosa all'osso, il mio problema è capire cosa sia la filosofia oggi, chi siano e cosa facciano i filosofi. (E giuro che nell'altro thread non ci sono ancora riuscito, ho capito che De Crescenzo non è un filosofo, uno che studia Plotino o Fichte neanche...)
Per come la vedo -copio quanto scritto nell'altra discussione- azzarderei a dire che la filosofia si è trasformata in quello che
oggi chiamiamo biologia, fisica, neurologia, botanica. Un ramo morto
prosegue per la strada della speculazione.
Ecco, vedila così, anche se con i dovuti distinguo: riconosco l'importanza storica dell'alchimia come precorritrice della chimica, ma oggi, cos'è un alchimista?

Potrei chiamare filosofo chi studia il pensiero dei filosofi del passato, ne capisce la genesi e l'evoluzione e mette in relazione tale pensiero all'evoluzione della società e viceversa, ma giustamente mi fanno notare dalla regia che questo è uno storico della filosofia. Neanche mi convince la figura dell'elemento di unione tra le varie discipline (l' "un po' di tutto", per così dire) perchè dato il livello di specializzazione e complicazione della "conoscenza" raggiunto oggi, il tuttologo rischia di diventare nientologo e di non capire una mazza di niente.

Quindi...?
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da kalab99 il Gio 15 Set - 14:03

Lo strambo è il voler fare della filosofia un mestiere. La filosofia è passatempo, un tipo di masturbazione molto sofisticato.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da teto il Gio 15 Set - 14:50

AteoCorporation ha scritto:Concordo con Muriel, anche se la filosofia è inutile sul lato pratico, non dobbiamo dimenticarci che l'uomo non è il suo lavoro, mentre la filosofia fa parte del nostro bisogno innato di conoscere le realtà del mondo.

Senza la filosofia nemmeno la scienza sarebbe andata avanti, perché se oggi sappiamo (almeno in parte) come è fatto l'universo, il merito è anche di millenni di elucubrazioni filosofiche sulla vita e sulla realtà che ci circonda, la filosofia è la conseguenza del nostro bisogno di sapere.

E poi ci sarebbe una certa Ateologia...dico bene Sergio?


Ora però a cosa serve la filosofia? La scienza spiega la realtà, la filosofia no
Ho notato che alcuni filosofi sanno ragionare bene ed a 360°, magari se li mandassimo al governo al posto dei politici risolverebbero tutti i problemi d'Italia
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 14:52

chi è d'accordo con Bodei che ha scritto:La filosofia non ha i vantaggi che ha la religione, per cui ci sono verità rivelate, né i vantaggi della scienza che ha delle certezze. Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose, apparentemente senza senso.
Potrà ammettere che tolte le verità della teologia probabilmente la filosofia troverà un suo spazio vitale lì dentro. Invece essendo la scienza più certa probabilmente non le serve il supporto della filosofia.

Murriel concludendo una sua considerazione ha scritto:...se il metro di giudizio dev'essere questo allora mettiamoci a parlare di cucina e moduli di tasse e tanti saluti, invece di stare qui a discutere sul fatto che dio esista o meno, no?
UOZ ha ragione però c'è qualcosa di più, per correttezza devo dire di meno ovvero, mancando il mestiere di filosofo a noi degli assimilati a Luciano de Crescenzo dovremmo discutere di cucina e tasse invece di discutere sull'esistenza di Dio. Beh uno come me non sta qui certo per discutere sull'esistenza di Dio, preferisco la cucina e le tasse inoltre, quando capita mi pare che partono dei sonori "che palle".

Si potrà notare quando tutto ciò è relativo.

AC, (sei stato precipitoso, ah ah) alla fine sarei arrivato a quello che dici non perché la filosofia serva alla scienza ma probabilmente serve a quelli che capiscono meglio le articolazioni delle parole rispetto alle associazioni quasi numeriche. A quelli ci vogliono i Flores D'Arcais Paolo, Onfray Michel, Vattimo Gianni, Richard Dawkins, Emanuele Severino. Ma oltre questi famosi non mi pare che ci sia tanta voglia di ascoltare bombardamenti filosofici nel salotto. Voglio dire che l'oratore deve fare uno sforzo come fanno gli attori a teatro.

Spesso ricevo degli inviti da questi qua -
http://nyuad.nyu.edu/news.events/events.ad.html e devo dire che quando parlano i filosofi, siccome abbiamo paura di sentire le cose che dicono da 2000 anni. Ci andiamo a sparare della roba più digeribile, noi altri.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Werewolf il Gio 15 Set - 14:59

Detta in maniera semplice, i filosofi sono quelli che hanno il tempo e il modo(dato che hanno studiato tutti i modi con cui lo si è fatto) di pensare alle cose che generalmente vengono date per scontate, anche da chi ha una preparazione scientifica.

Senza la filosofia non ci sarebbe stata la scienza. Ma alla domanda di uoz "A cosa serve la filosofia oggi", la risposta è abbastanza banale. La scienza spiega "Com'è il mondo", ma non dice "Come dovrebbe essere il mondo". Quest'ultimo, appunto, è compito della filosofia. Compito che, ovviamente però, può assolvere solo basandosi sui dati forniti dalla scienza.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 15:17

Aspetta Lupo,

"Senza la filosofia non ci sarebbe stata la scienza"

non significa molto... se parli italiano dici

"Senza amore per il sapere non ci sarebbe stata la scienza"

Va meglio. Guarda che se bisogna fare della filologia la frittata può restare in piedi senza nemmeno la padella che noi de filogamia siamo esperti.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da wendell p. bloyd il Gio 15 Set - 17:22

Avete presente quello Smith che i nostri liberali d'accatto hanno in bocca, a sproposito,quando parlando del mercato, preparano la messa in culo (non è una funzione religiosa) ai soliti noti?
Mica era un economista (non credo che nel 1700 esistesse questo termine e non sicuramente nell'accezione che gli diamo oggi), era un filosofo morale e, in un'economia basata più che altro sulle rendite fondiarie come lo era quella inglese dell'epoca, molto probabilmente la sua teoria economica, che aveva forti connotati etici (non dimentichiamo che per lui la mano invisibile del mercato era la divina
provvidenza il cui intervento avrebbe dovuto moderare gli istinti egoistici), ai contemporanei sarà apparsa come l'esercizio sterile
di un idealista utopico.
Un esempio più terra terra, come si dice dalle mie parti,: R.E.Howard
l'inventore di Conan, per il suo personaggio, si riferì molto all'interpretazione semplicistica che del superuomo Nietzschiano davano i testi di cultura popolare che si trovavano nelle biblioteche della provincia USA negli anni 20-30.
(Lo stesso discorso facendo debite distinzioni vale anche per il razzismo latente, neanche tanto poi, e la visione pessimista e nihilista di Lovecraft)
E il personagggio di Conan ha avuto una grande fortuna e e una grande diffusione, con ritorni economici non indifferenti.
Se poi si considera che le scienze sono diventate autonome dalla filosofia
solo nell'800 (Pitagora era un filosofo, come Pascal del resto) si capisce
l'importanza della filosofia nella storia dell'umanità e di come il suo studio sia necessario se non indispensabile, per la comprensione della realtà, d'altra parte
anche Russel è uno dei maggiori filosofi del passato secolo, mica esiste solo la filosofia umanistica, esiste anche l'epistemologia (filosofia della scienza);
chi, se non l'epistemolgia, è in grado di definire la teoria di Darwin
come scientifica?
Della filosofia come disciplina onnicomprensiva è rimasta traccia nel titolo di dottore
(dottorato di ricerca) rilasciato nelle università europee e USA: Ph.D ovvero Philosophiæ Doctor.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 18:29

Pascal era un fisico, matematico, teologo e filosofo francese.

Fosse stato solo teologo e filosofo sta roba chi l'avrebbe letta.

... Noi navighiamo in un vasto mare, sempre incerti e instabili, sballottati da un capo all'altro. Qualunque scoglio, a cui pensiamo di attaccarci e restar saldi, vien meno e ci abbandona e, se l'inseguiamo, sguscia alla nostra presa, ci scivola di mano e fugge in una fuga eterna. Per noi nulla si ferma.

Mah, senza il filosofo non so cosa avremmo perso ma senza il tecnico avremmo perso molto di più. E per tecnico penso all'operaio non certo ad un laureato. Più ci penso e più mi convinco, guarda probabilmente all'uomo completo serve tutta la conoscenza e pertanto anche la filosofia, dopo di che.

Però pochissimi hanno risposto alla domanda iniziale.

SergioAD
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da wendell p. bloyd il Gio 15 Set - 18:54

Ma non si può sempre ragionare in termini utilitaristici, io conosco una laureata in lettere antiche, ex normalista, che è responsabile del marketing, stimatissima e molto capace, di un'azienda dove vado io.
Meglio uno capace laureato in filosofia che un cattivo ingegnere per forza.
Tanto da noi, se vogliono trovare un'occupazione un minimo decente,
non hanno possibilità e devono emigrare tutti e due.
(ne ho conosciuti di ingegneri che hanno dovuto andarsene a lavorare
sulle scogliere della "perfida Albione").
Non facciamoci catturare dai discorsi a ombrello delle varie marcegaglia, fino a ieri supporter di questi incompetenti, o di sacconi (di sterco),
non possiamo diventare un paese di idraulici ed/o elettricisti e/o scaricatori di cassette al mercato e/o manovali dell'edilizia;
in genere chi fa questi discorsi è un parassita che non sa nemmeno lontanamente che cos'è il travaglio vero e faticoso.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Feynman il Gio 15 Set - 18:57

Condivido con Uoz le medesime perplessità riguardo la filosofia.
Sebbene ne abbia studiata un po' al liceo e parallelamente ne abbia approfondito alcuni esponenti di questa disciplina, non riesco a capire come si colloca la filosofia al giorno d'oggi, se non come studio della storia della filosofia.
Non nego di aver apprezzato molto questa materia, e di come mi abbiano affascinato le idee scaturite dai primi pensatori (vabbeh ... i presocratici).

Come Uoz, anch'io ritengo che la filosofia, nei secoli abbia subito numerose diramazioni, che si sono concretizzate in diverse discipline scientifiche accomunate da un metodo di ricerca della verità che garantisce nuova conoscenza.

Cos'è la filosofia oggi? Cosa fa il filosofo(puro) oggi?
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da AteoCorporation il Gio 15 Set - 19:00

SergioAD ha scritto:Pascal era un fisico, matematico, teologo e filosofo francese...Però pochissimi hanno risposto alla domanda iniziale.

Ma è diventato un fisico e un matematico proprio perché prima di tutto era una persona assetata di conoscenza, ovvero un filosofo, se non avesse avuto questa sete di conoscenza forse non avrebbe nemmeno studiato più di tanto.

Riguardo la domanda iniziale, credo che quella in filosofia sia una laurea atipica e serva solo (o comunque in gran parte) a far maturare la persona, ha poco a che fare con il lavoro vero e proprio, inoltre non è detto che uno vada all'università per poi usare la laurea per lavorare, in genere è così ma non sempre, infatti si laureano anche persone che hanno superato i 70-80 anni, solo per la voglia di mettersi ancora in gioco e imparare ancora.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Set - 19:00

SergioAD ha scritto:
Però pochissimi hanno risposto alla domanda iniziale.

Ci provo io anche se non mi ricordo se l'avevo già fatto.

È stato un mio grande amico, purtoppo per un paio d'anni soltanto, ed era professore di filosofia in un liceo spagnolo. Prendeva allora (1993) 250.000 Pts. al mese, circa 3 milioni di lire, per 18 ore / sett. di "Lavoro" (Le virgolette ce le metteva lui, non le ho messe io).

Persona intelligentissima, razionale e pragmatica, a lezione non faceva che discutere con gli alunni, li abituava a ragionare ed educava il loro spirito critico.

A lui la laurea in filosofia è servita, e ad i suoi alunni probabilmente anche wink..

Ma quanti ce ne sono come lui?

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Ma cosa credi, che uno si sveglia una mattina e decide di lavorare in un carcere? Quella è gente perversa! (Vanessa Lutz)

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Paolo il Gio 15 Set - 19:07

Ritengo che una conoscenza di cosa sia la filosofia e quali siano i principi su cui agisce e si fonda sia indispensabile per parlare di problemi connessi con la fede o la religione, tanto più per un ateo. Sarebbe come fare il commercialista senza conoscere la matematica. Io proprio non capisco che parallelismo o paragone si possa fare con la cucina. Due attività che non hanno nulla a che fare una con l'altra.

La filosofia fine a se stessa è come lo studio della matematica o della fisica pura. E' una attività della nostra mente. Nessuno se ne può privare. Poi, una sa contare fino a dieci, un altro sa calcolare un integrale in base xxxxx!

Per me una laurea in filosofia è una ottima laurea, che si sta rivalutando in ambiti anche lontani dalla pura speculazione intellettuale. E non vedo per quale motivo dovrebbe essere diversa tra tante altre.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da wendell p. bloyd il Gio 15 Set - 19:07

Vi do i nomi di un paio di filosofi, magari leggete qualche loro opera,
io francamente non le ho lette tranne che per alcune di Benjamin e Giorello.
Jurgen Habermas, Hans Georg Gadames, Gianni Vattimo, Giulio Giorello,
Walter Benjamin.
D'altra parte che cosa fa il matematico teorico?
Wiles che ha dimostrato l'ultimo teorema di Fermat (che era una congettura e non un teorema prima della dimostrazione) a parte vincere
il milione di dollari, che cosa ha portato come utilità pratica?
Gli economisti della scuola di Chicago, oltre a ficcarci nella merda
fino alla bocca con le loro teorie, che hanno fatto di utile?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da wendell p. bloyd il Gio 15 Set - 19:10

Paolo ha scritto:
La filosofia fine a se stessa è come lo studio della matematica o della fisica pura. E' una attività della nostra mente. Nessuno se ne può privare. Poi, una sa contare fino a dieci, un altro sa calcolare un integrale in base xxxxx!

Per me una laurea in filosofia è una ottima laurea, che si sta rivalutando in ambiti anche lontani dalla pura speculazione intellettuale. E non vedo per quale motivo dovrebbe essere diversa tra tante altre.
Non che io sono spesso d'accordo con te ma questa volta


Ultima modifica di wendell p. bloyd il Gio 15 Set - 19:18, modificato 1 volta

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Gio 15 Set - 19:17

Wendell,

Ora devo dirti che non mi aspettavo di ragionare sulle eccezioni. Se possibile teniamo presente cosa accade mediamente, statisticamente come stanno le cose è "più meglio assai".

Se dici "ragionamento utilitaristico" anche quando sei fuori dalla densità di probabilità mi prendi lo stesso perché pensi che stia cercando consenso. Mi tocca passare la mano va.

Mi dispiace certo, ma non è per me.

SergioAD
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