Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 27 Ott - 7:02

Il tema era stato iniziato per discorsi sulle specializzazioni nelle professioni. Nell'ambito delle attività tecniche per esempio il matematico deve tenere conto degli errori: di misura; dell'unità aritmetica; ed applicarsi solo per la precisione richiesta.

Questo è un caso in cui per essere precisi è necessaria l'approssimazione ed è un approccio filosofico, fondamentale nella capacità analitica specifica in ingegneria e fondamentale nella capacità generica in filosofia, per le accuratezze e le tolleranze.

Vanno valutate le necessità relative allo scopo dell'attività commissionata. Ci sarà sempre un prodotto da presentare, una domanda, una offerta, un risultato e così anche la ricerca terrà conto di queste necessità preliminari prima dell'investimento.

Tutto inizia con un piano. a) Come si fa il piano? e b) Cosa bisogna pianificare? All'inizio l'oggetto della pianificazione è il piano stesso. Ci sarà filosofia (analisi) per a) sagomare il documento, b) stimare i contenuti, e c) emettere i documenti a e b.

Oggi si dice come si lavora e lavorare come s'è detto di fare. Sembra meccanico e spaventoso ma non è così perché coi processi consolidati (i metodi) tutta la capacità inventiva viene dedicata all'oggetto commissionato (merito). Filosofia applicata.

Gli sbocchi professionali con Laurea in Filosofia sono nell'ambito dell'insegnamento, formazione del personale; delle biblioteche, centri culturali/studi e musei; delle case editrici, giornalismo; delle relazioni pubbliche, comunicazione, pubblicità.

Secondo "Capability Maturity Model Integration" tutti i processi lavorativi sono raccolti i 4 categorie: 1) gestione del processo; gestione del progetto; 3) ingegneria; e 4) supporto. C'è più filosofia nei servizi - come affrontare i problemi non risolverli.



Cercare una commissione (lavoro).
http://atei.forumitalian.com/t3192-la-pseudoscienza#78466

Mettere in piedi un team (intercomunicazione)
http://atei.forumitalian.com/t4224-gli-attributi-della-comunicazione#148848

Fare qualcosa insieme (grazie Jessica! Bisogna comprendere indispensabilità della amichevolezza per fare qualcosa insieme - nota il metodo ed associalo a quella fiducia irrazionale che dicevi altrove perché io penso che non sia irrazionale)
http://atei.forumitalian.com/t2165-esperienze-e-soluzioni#39970


Masada78 ha scritto:
Tomhet ha scritto:
Penso che questo pezzo risponda, più che alla domanda "a cosa serve la laurea in filosofia?" alla domanda "a cosa serve la filosofia?".
Sulla risposta sono pure abbastanza d'accordo.
Se filosofia è fare quello che dice, a cosa serve lo studio della materia con conseguente titolo accademico?.
... per cultura personale niente da dire.

Si, hai ragione. Volevo parlare di filosofia più che del pezzo di carta in sè.
Ho evitato di aprire un altro 3d perchè credo sia possibile restare in questo già ricco di ottimi post per continuare in leggero OT, semplicemente ampliando un po' il discorso.

E' verissimo che si può imparare filosofia, ma anche fisica, o psicologia, senza necessariamente dover frequentare una università, ma è chiaro che l'ambiente universitario, con tutti i suoi limiti ma anche i suoi stimoli, se non altro quello di incentivarti a studiar davvero con continuità ed esaustività, e non solo leggiucchiarsi ogni tanto qualcosa per hobby.

In ogni caso, se fossi un datore di lavoro che fra le diverse competenze ricercate considera un valore aggiunto la padronanaza della filosofia e dovessi assumere qualcuno, mi è più facile dare valore a una laurea magari conclusa con una pubblicazione che a uno che mi dice "l'ho studiata per conto mio"
Il pezzo di carta è certamente un attestato che ti risparmia dall'interrogare su filosofia il candidato durante il colloquio di lavoro...


Diva ha scritto:
Lo sbaglio fondamentale sta nel confondere questi due significati di "Utile":

Che è efficace, che reca un beneficio

e

Guadagno, profitto, rendita

Il dramma della nostra societa' sembra proprio questo: la convinzione che cio' che non crea guadagno non serva a niente.

... solo che fino a che l'utile corrispondera' solo all'arricchimento materiale immediato, la filosofia avra' sempre meno spazio.

... a 28 anni ho comunque deciso di iscrivermi a Filosofia, perche' credo nella sua utilita'...

SergioAD ha scritto:

Pertanto la formazione di queste figure professionali sarà quello che ci si aspetta oggi, diplomati e laureati useranno discipline diverse e diverranno esperti ma a meno di fare dei "pezzi" di progetti potranno realizzare non oltre 5 progetti completi poi basta - non c'è tutto questo tempo - il laureato in filosofia dove entra i gioco?
...
Non metto in dubbio che un Filosofo classico lo potesse fare ma non potrebbe citare Socrate senza ritardare il progetto anche se personalmente mi piacerebbe per il gusto.

Complimenti per il coraggio diva!

Entrambi i post sottolineano la malattia della visione a brevissimo termine di oggi: fretta, fretta, e tutto che cambia e nulla che è più prevedibile sul lungo periodo.
Anche per questo solo chi è saggio capisce la trappola e rischia, investe in ricerca, scientifica, ovviamente.

La filosofia è la ricerca a 360°.
E' porre il dubbio su tutto ciò che fino a quel momento era scontato, ovvio, normale, prassi.

E' chiaro che solo imprese molto grandi possono permettersi "analisti".

Ma il vero cambiamento, il ribaltamento di paradigmi, la rivoluzione nelle prassi, è favorito ampiamente dalla apertura mentale che dà la filosofia, similmente all'arte, o le relazioni umane vive.

E' creatività, orizzonti ampi.

jessica ha scritto:
è che l'antifilosofo più convinto era uoz che non vuole intervenire per non rovinare il numero di messaggi (777 come televideo)....

Si, infatti ho letto quasi tutti i suoi post del 3d e non riesco a capire come mai una persona così colta come lui sia così radicalmente contro e si sia tanto dedicato a farlo ben capire, quando di solito non mi pare sia uno di quelli che gode nel dilungarsi troppo in dibattiti logoranti a sparare cazzate.

Ci deve essere sotto qualcosa di interessante che magari non sono mai riuscito a scorgere dalla mia prospettiva.

Uoz, ... un 778?







Mi è capitato di parlare nelle scuole, università, sia civili che militari e sono anche venuti da me. Mi sono accorto di recitare perché non dovevo parlare del merito ma di metodo e quello è standard, perfino gli sguardi le gesticolazioni, le battute di spirito.

La filosofia come ricerca a 360° è sul metodo migliore di risultati raggiunti. Chiunque può chiedere qualcosa sulle cellule ma il biologo è il più adatto per decidere come fare per ottenere quella cosa richiesta. Io mi ritengo orientato verso la tuttologia.

Forse la specializzazione della tuttologia è il senso della filosofia. Meglio allora che la filosofia sia la base di ogni orientamento scolastico, comprese medicina e fisica. Aiga ae corde! è sinonimo di tolleranza - ed è bel motto per completare il messaggio.

Io credo che UOZ sia d'accordo. Resta in piedi la domanda iniziale quando si valuta non in senso generico la classica definizione della filosofia all'interno delle attività produttive sapendo che la massimizzazione degli investimenti usa metodi già definiti.

SergioAD
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da jessica il Sab 27 Ott - 21:54

holubice ha scritto:
jessica ha scritto:
esperienza personale sul campo, ritengo.

C'ha la moglie che insegna al liceo?....



no, ma ha avuto uno o forse più tesisti di filosofia con una tesi di fisica...in teoria
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da holubice il Dom 28 Ott - 7:07

jessica ha scritto:
no, ma ha avuto uno o forse più tesisti di filosofia con una tesi di fisica...in teoria
Intendi che ha a che fare con gente che ha studiato filosofia? E che questo gli crea frustrazioni?...

mgreen

Io, che non ho fatto scuole delle fettine, fatico a seguirvi nelle vostre dotte disquisizioni. Le uniche cose che so, le ho lette su quei libercoli di De Crescenzo, che indicava, come prima cosa, le tre regole del filosofo:

  • Il distacco dalle passioni
  • Il coltivare il dubbio
  • La sospensione del giudizio

Mi sembra una bella cosa, e un metodo utile nella vita. Non solo un passatempo da sfaccendati... Vi sembra poco un aiuto sul come stare al mondo?





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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da jessica il Lun 29 Ott - 0:50

holubice ha scritto:Intendi che ha a che fare con gente che ha studiato filosofia? E che questo gli crea frustrazioni?...



Io, che non ho fatto scuole delle fettine, fatico a seguirvi nelle vostre dotte disquisizioni. Le uniche cose che so, le ho lette su quei libercoli di De Crescenzo, che indicava, come prima cosa, le tre regole del filosofo:

  • Il distacco dalle passioni
  • Il coltivare il dubbio
  • La sospensione del giudizio

Mi sembra una bella cosa, e un metodo utile nella vita. Non solo un passatempo da sfaccendati... Vi sembra poco un aiuto sul come stare al mondo?
mi sembra che non sia materia dei corsi di filosofia universitari. il filosofo (il laureato in filosofia, se vuoi) oggi è mediamente uno che si mette a lavorare sulle reazioni corticali nella produzione di emozioni avendo come base la gnoseologia di hume e gli scritti di hegel.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da holubice il Lun 29 Ott - 5:02

jessica ha scritto:mi sembra che non sia materia dei corsi di filosofia universitari. il filosofo (il laureato in filosofia, se vuoi) oggi è mediamente uno che si mette a lavorare sulle reazioni corticali nella produzione di emozioni avendo come base la gnoseologia di hume e gli scritti di hegel.
Penso che la Filosofia, come le Lingue Straniere, sia un piatto di contorno. Delle serie: io so fare il medico e parlo l'inglese ed il tedesco. Sono un ingegnere e conosco diversi modo di vedere il mondo. Un ottimo piatto di contorno, che non deve mancare mai. Ma che, salvo poche lodevoli eccezioni, non deve essere l'unico pasto.

Poi, se mi chiude la ditta e mi tocca andare in giro a rifare dei colloqui, quando mi chiederanno le mie conoscenze, anche io risponderò:

"So pensare, so digiunare, so aspettare"


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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Masada il Mar 17 Dic - 14:33

Diva ha scritto:
loonar ha scritto:religione= accomodare il mondo alla propria immaginazione
filosofia= esplorare il mondo senza metodo
scienza= esplorare il mondo con metodo

Grassetto: No, no e no!!

Fare filosofia non significa assolutamente vagare, farsi una allegra passeggiata senza utilita', scopo e direzione tra le esperienze di mondo.
Certo, la stringenza logico-scientifica e' diversa dalla stringenza filosofica, ma non significa che quest'ultima non esista. Non puoi ridurre la natura dialettica della filosofia a mero dialogo inconcludente.  no! 

Riparto da questo vecchio 3d aperto da uno dei forumisti forse più incompresi... sergioAD.

E' vero, qui la questione è più sul pezzo di carta, ma non mi andava di aprire l'ennesimo nuovo 3d e perdere tutto il già detto

Cito sergio riportando sue parti di post nell'apertura di questo 3d e di un altro sul tema.


SergioAD ha scritto:
Per spiegare questo concetto Morin richiama una frase di Michel de Montaigne: "È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena". Egli perciò distingue tra "una testa nel quale il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso" e una "testa ben fatta", che comporta "un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso". La riorganizzazione delle nostre capacita relative allo stato di consapevolezza.

SergioAD ha scritto:
BODEI: A niente. Nel senso che bisogna intendersi su cosa significa servire. Se serve a qualche altra cosa di esterno, la filosofia non serve a niente; ma nemmeno la salute, la vista, la musica di Mozart servono a qualcosa. La filosofia è il grande sforzo per orientarci nel mondo. Ciascuno di noi è un novellino. Arriva nel mondo senza sapere niente, e a tappe forzate deve potersi orientare. La filosofia, quindi, serve sostanzialmente a comprendersi dentro l'orizzonte del mondo. Io direi non solo nell'orizzonte del proprio tempo, nel senso di Hegel, ma nell'orizzonte del passato che precede il nostro tempo e anche nell'apertura al futuro che lo presenta. Certo, il nostro secolo o il secolo scorso, come dice il filmato, è un secolo già messo di fronte a eventi terribili, all'impensabile. Però la filosofia è la sfida testarda contro l'idea che esista qualcosa d'impensabile. È lo sforzo di pensare. La filosofia non ha i vantaggi che ha la religione, per cui ci sono verità rivelate, né i vantaggi della scienza che ha delle certezze. Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose, apparentemente senza senso. Ma pensate che cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la filosofia, questo sforzo di capire. Saremmo preda delle verità rivelate in senso politico e biologico, dell'ignoranza, della mancanza della coscienza di sé. Quindi, sotto questo aspetto, la filosofia serve.

ne esce che in realtà la filosofia è proprio la ricerca di un metodo per raggiungere verità meno soggettive e infatti persino il metodo scientifico è stato formulato dalla filosofia e "controllato" tuttora dalla filosofia (epistemologia).
i primi matematici furono filosofi, filosofi coloro che codificarono la logica, filosofi quelli che scoprirono che la ricerca della verità procede per errori e esperimenti, ipotesi e deduzioni, filosofo occam, filosofo galileo, filosofo newton, filosofo einstein, ...

la filosofia è l'albero.
le scienze il ramo più fecondo, grazie alla tecnica.


chi dimentica questo secondo me fatica a capire le scienze in ciò che sono davvero, come neppure può capire, sentire appieno, questo famoso aforisma di popper:
"ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l'unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere."

non lasciatevi ingannare dalla storia della filosofia che si studia al liceo!!!
mi sembravano insensate le domande di aristotele, inutili le riflessioni di platone... eppure ne ero interessato, ma non capivo, non capivo la ragione vera di quelle domande.
è troppo presto, e spesso troppo incompetenti erano un tempo i docenti in quella italia improvvisata del post miracolo economico ...

nietzsche, per esempio, lo ho capito alla terza volta che lo affrontavo, 10 anni dopo la prima, ma perchè avevo cominciato a viverlo, e avevo una marea di altre informazioni di storia, arte, religioni, letteratura, scienze sociali... che mi permettevano di inquadrarlo.


la filosofia è una cosa tremendamente seria.


nulla a caso.




invece la religione è un discorso diverso.
con la religione non si parte da zero, dalla tabula rasa, dall'epochè, dal dubbio totale...
anzi, il principio è la fede...
ci si affida a una tradizione culturale di interpretazione di senso della vita.
ci si affida alle conquiste etiche, o illuminazioni, o esempi folgoranti, di alcuni grandi uomini, spesso i fondatori o riformatori.

la filosofia è sorta in grecia come la messa in discussione dei fondamenti della tradizione (religiosa) sulla idea di giusto, bello, uomo, vero, ... e quello che ha messo in moto, lo conosciamo bene, è stato la cultura classica, ...

la filosofia è imparare a pensare, a guardare le cose da un prospettiva diversa, e diversa, e diversa,... e non accontentarsi mai della prima risposta, e pretendere che tutte le risposte stiano insieme in un gigantesco disegno di senso coerente che sia razionalmente condivisibile.


la prima differenza è quindi il punto di partenza:
la filosofia e la scienza cercano di restare consapevoli di poter sbagliare, persino tutto, e di dover legittimamente, se la ragione lo impone, rifiutare e confutare antichi paradigmi e partire persino da zero.
forzarsi a dubitare è anzi doveroso.

la religione invece non fa mai tabula rasa: reinterpreta con antichi modelli allegorici di vite, nuovi eventi e nuove esperienze in nuove vite concrete.
si affida a una tradizione, a una testimonianza, e al massimo pone come vincolo l'esperimento sulla propria persona: se la prassi non corrisponde alla teoria entra in crisi e se ne esce o cambiando teoria, o tirando l'interpretazione dell'evento al limiti, ... o più spesso un mix delle due.


filosofia e scienza si affidano totalmente alla ragione (la scienza anche alla prova empirica, perchè il suo campo, il suo oggetto di studio, essendo empirico, lo permette e quindi lo richiede), mentre la religione cerca di razionalizzare, rendere ragionevoli, le interpretazioni, gli assiomi che riceve come rivelazioni dalle esperienze fondanti (10 comandamenti, morte di gesù, illuminazione di buddha, ...) ma si affida a una tradizione...
da credere...
forzarsi a credere è anzi doveroso.

"la notte oscura" è persino il vertice più alto del santo, la prova della verità del santo nel cristianesimo.

Spoiler:

esempio da un sito cattolico:
Contrariamente a quanto riferito sulla stampa, Madre Teresa non ha mai sofferto una “crisi di fede”. Il suo problema non riguardava affatto la fede, ma il venir meno del “sentimento” della fede; non sentire più la presenza del divino. Quando usciva dal convento per addentrarsi nei tuguri di Calcutta, ciò che era stata la sua normale consolazione nella preghiera d’improvviso cessò.

La comprensione di questo cambiamento arrivò solo più tardi, ma intanto le veniva chiesto di condividere la stessa oscurità interiore, la stessa prova di fede, propria dei poveri e degli indigenti; e di farlo per loro e per amore al Signore.

Le è stato dato di sentire come se Dio non ci fosse. Inizialmente ha sofferto di questo contrasto fra i suoi sentimenti e la sua fede. Ma mai la sua mancanza di sentimenti si è trasformata in una mancanza di fede



quindi, nonostante l'esperimento non funzioni, non si senta più nulla, dio non esista, non lo si senta neppure più, il santo continua a credere e mantiene una prassi ancora più ascetica.

ciao.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Masada il Mar 17 Dic - 15:14

SergioAD ha scritto:.
Tutto inizia con un piano. a) Come si fa il piano? e b) Cosa bisogna pianificare? All'inizio l'oggetto della pianificazione è il piano stesso. Ci sarà filosofia (analisi) per a) sagomare il documento, b) stimare i contenuti, e c) emettere i documenti a e b.


geniale taglio del problema alla sergioad.
viene dal post che apre pag 11

qualora si decidesse di applicare la ragione al problema vita e benessere, allora si "stilerebbe" un piano...

in questo piano si capisce che ruolo e caratteristiche hanno, possono, o debbono avere, religione, filosofia, scienza.

il punto di partenza è il problema esistenza.
quando diventa, appunto, un problema da risolvere.
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Sally il Mar 17 Dic - 19:40

Masada, caro, se ci fosse la possibilita' di dare piu' di un verde al tuo post l'avrei sfruttata... stamattina ero da smartphone e non ho ne' avuto tempo ne' modo di rispondere come si deve all'obiezione di Loonar. Vedo che tu l'hai fatto in maniera magistrale... sei un grande. Te lo avevo gia' detto, ma te lo ripeto... sei uno spicchio di luce...  ok 

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Mar 17 Dic - 20:33

Ciao mio caro,

Abbiamo tutti un sacco di risposte e rischiamo di non essere più originali, ciò mi imbarazza un po' per non essere stato capace a giungere o meglio a fare giungere ad un risultato in cui tutti i partecipanti concordino su qualcosa.

Non possiamo scegliere i nostri interlocutori antagonisti, con alcuni manca il confronto con altri si va in polemica, altri non ascoltano.

In realtà avendo dei requisiti si è costretti a produrre un concetto operativo in cui calare questi requisiti e tirare fuori i requisiti derivanti coi quali si dovrà giungere ad una conclusione condivisibile.

L'ultima volta che ho discusso di filosofia ero rimasto imbarazzato ed ho abbandonato. No, non c'eri tu.

Dunque, che cosa vorrebbe l'ipotetico portatore di interesse riguardo a "Il problema dell'esistenza"?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Justine il Ven 27 Giu - 19:30

Di primo acchito, risponderei "Se ami il sapere, è una delle scelte più consone". Ma poi mi ricordo che non amo il cosiddetto sapere istituzionalizzato; oggi si impara più con una connessione Internet a casa, ebook e pagine Web affidabili e magari qualche chiacchierata con persone competenti

Rimango del parere che le istituzioni pubbliche/private possano ad oggi fare ben poco per la diffusione dell'amore per la conoscenza, se l'etimo della facoltà vuol fare risalire a questo, se ne va proprio fuori. Ogni cosa è mercificata, e lo sappiamo. Tutti i pezzi di carta del mondo non fanno una persona erudita nel vero senso del termine

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 28 Giu - 4:48

Salve,

La domanda iniziale "Perché laurearsi in filosofia?" era per dire chi sono i filosofi, come contribuiscono o che ruolo possono occupare nella società. 

Loki dice che ci si laureerebbe in filosofia e sarebbe la una delle scelte più consone se fosse più efficace e semplice di organizzarsi usando internet.

Questa è una critica verso le istituzioni dell'istruzione, chi dovrebbe insegnare "come si fa un piano" e chi dovrebbe insegnare "cosa mettere nel piano".

Ma chi sono quelli che dovrebbero insegnare? E perché essi non insegnano bene o perché non ci riescono? Non sono forse i laureati in filosofia?

Detto questo ammettendo che non ci fosse il problema dell'incapacità di cui sopra ovvero, "Se ami il sapere, una delle scelte più consone è studiare filosofia".

In questo caso allora chi sarebbero i filosofi in fisica? In matematica o in ingegneria? Come dire che ogni specialista è filosofo della sua specializzazione.

Chi è uno specialista nel tema relativo al tempo?

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da ermetesilente il Sab 28 Giu - 8:55

Io sono laureato in filosofia: tale materia serve a insegnare la coerenza, la critica e il coraggio... insegna inoltre che nella vita non ci sono "strade" migliori di altre, e che qualunque forma di realizzazione personale è illusoria, perchè al termine di tutto c'è il Nulla.
Certo, di filosofia non si campa, tuttavia è anche vero che non necessariamente il bene è "campare"...

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 28 Giu - 9:12

Dunque è uno dei ruoli tipici dell'istruzione non specializzata a meno che non sia filosofia stessa. Tenere presente che il mondo è sempre più specializzato, interdisciplinare ed interoperativo.

Quando dici che alla fine non c'è nulla forse non tieni conto della società degli umani che essa stessa è l'essere da cui tutti dipendiamo e senza il quale non saremmo usciti dall'età della pietra - per noi essere eterno sino alla fine dei tempi. Perché un filosofo dice che alla fine c'è il "Nulla"?

L'ultima che dici sul fatto che la filosofia non dia da vivere è il tema da dibattere - perché? 

Nel mio messaggio precedente ci sarebbero alcune domande se vi va.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Cosworth117 il Sab 28 Giu - 9:27

Ciao Sergione! Benritrovato!  wink.. 

ermetesilente ha scritto:Io sono laureato in filosofia: tale materia serve a insegnare la coerenza, la critica e il coraggio... insegna inoltre che nella vita non ci sono "strade" migliori di altre, e che qualunque forma di realizzazione personale è illusoria, perchè al termine di tutto c'è il Nulla.

Interessante. Però non ci vuole mica una laurea eh.  mgreen 

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Justine il Sab 28 Giu - 9:36

Cosworth117 ha scritto:Ciao Sergione! Benritrovato!  wink.. 

ermetesilente ha scritto:Io sono laureato in filosofia: tale materia serve a insegnare la coerenza, la critica e il coraggio... insegna inoltre che nella vita non ci sono "strade" migliori di altre, e che qualunque forma di realizzazione personale è illusoria, perchè al termine di tutto c'è il Nulla.

Interessante. Però non ci vuole mica una laurea eh.  mgreen 

  ok 

Comunque tranquillo, la laurea serve quando inizi a spiegare cos'è il Nulla (e le sue implicazioni)

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 28 Giu - 13:41

Cosworth117 ha scritto:Ciao Sergione! Benritrovato!  wink.. 

ermetesilente ha scritto:Io sono laureato in filosofia: tale materia serve a insegnare la coerenza, la critica e il coraggio... insegna inoltre che nella vita non ci sono "strade" migliori di altre, e che qualunque forma di realizzazione personale è illusoria, perchè al termine di tutto c'è il Nulla.

Interessante. Però non ci vuole mica una laurea eh.  mgreen 
Ciao Cos! Che è successo? C'hai dato dentro coi pettorali tacci tua anvedi che roba!

Vi leggo sempre eh!

 ok 

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da ermetesilente il Sab 28 Giu - 14:46

SergioAD ha scritto:Dunque è uno dei ruoli tipici dell'istruzione non specializzata a meno che non sia filosofia stessa. Tenere presente che il mondo è sempre più specializzato, interdisciplinare ed interoperativo.

Quando dici che alla fine non c'è nulla forse non tieni conto della società degli umani che essa stessa è l'essere da cui tutti dipendiamo e senza il quale non saremmo usciti dall'età della pietra - per noi essere eterno sino alla fine dei tempi. Perché un filosofo dice che alla fine c'è il "Nulla"?

L'ultima che dici sul fatto che la filosofia non dia da vivere è il tema da dibattere - perché? 

Nel mio messaggio precedente ci sarebbero alcune domande se vi va.

Il filosofo è colui (o almeno dovrebbe esserlo, ma ci sono molti falsi filosofi) che dovrebbe rendersi conto che la società degli umani da cui tutti dipendiamo è il Nulla stesso, stante che dopo la morte del soggetto conoscente tutto questo (per il soggetto stesso, che è l'unico punto di vista che abbiamo) cesserà di esistere. La filosofia dovrebbe quindi essere la scienza distruttiva per eccellenza, ma purtroppo sovene contravviene alle sue istanze fondamentali. Nella sua sinfonia del Nulla è superiore sia alla religione che alla scienza a mio avviso... e se ne frega del Tempo di Lavoro.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 28 Giu - 18:10

ermetesilente ha scritto:
SergioAD ha scritto:Dunque è uno dei ruoli tipici dell'istruzione non specializzata a meno che non sia filosofia stessa. Tenere presente che il mondo è sempre più specializzato, interdisciplinare ed interoperativo.

Quando dici che alla fine non c'è nulla forse non tieni conto della società degli umani che essa stessa è l'essere da cui tutti dipendiamo e senza il quale non saremmo usciti dall'età della pietra - per noi essere eterno sino alla fine dei tempi. Perché un filosofo dice che alla fine c'è il "Nulla"?

L'ultima che dici sul fatto che la filosofia non dia da vivere è il tema da dibattere - perché? 

Nel mio messaggio precedente ci sarebbero alcune domande se vi va.

Il filosofo è colui (o almeno dovrebbe esserlo, ma ci sono molti falsi filosofi) che dovrebbe rendersi conto che la società degli umani da cui tutti dipendiamo è il Nulla stesso, stante che dopo la morte del soggetto conoscente tutto questo (per il soggetto stesso, che è l'unico punto di vista che abbiamo) cesserà di esistere. La filosofia dovrebbe quindi essere la scienza distruttiva per eccellenza, ma purtroppo sovene contravviene alle sue istanze fondamentali. Nella sua sinfonia del Nulla è superiore sia alla religione che alla scienza a mio avviso... e se ne frega del Tempo di Lavoro.
ermetesilente,

scusami se non continuo, evidentemente non riesco ad entrare nel livello d'astrazione appropriato per comprendere e la mia risposta anche sarebbe troppo lunga probabilmente. per me la società è rappresentata come una meta classe degli umani da cui vengono istanziati i nuovi uomini ereditando attributi e metodi da essa in cambio essa è la libreria in cui gli umani depositano il loro sapere.

è interessante la visione Nulla dei filosofi ed è un elemento di scelta vuoto.

se qualcuno volesse proseguire sulle quattro cose che ho detto potrei avere qualcosa da aggiungere altrimenti io sono soddisfatto così.

ciao gente

SergioAD
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Sab 28 Giu - 18:26

SergioAD ha scritto:[...]
è interessante la visione Nulla dei filosofi ed è un elemento di scelta vuoto.[...]

Verde.

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da SergioAD il Sab 28 Giu - 18:47

Ciao,

come butta, gamba, anca, vita?

SergioAD
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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Sab 28 Giu - 19:51

SergioAD ha scritto:Ciao,

come butta, gamba, anca, vita?

Gamba ok anca medio vita bene grazie  wink.. 

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Cosworth117 il Mer 7 Ott - 14:51

http://www.corrieredelcorsaro.it/roma-trova-lavoro-con-la-laurea-in-lettere-e-filosofia-la-procura-apre-uninchiesta/

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Justine il Mer 7 Ott - 15:03

Qualcuno di voi trova triste il fatto che tutto quello che si impara debba necessariamente e incontrovertibilmente "servire" a qualcosa? Io parecchio...
Detto questo, anche un pezzo di carta in Ingegneria aerospaziale rimane tale, se non lo si può applicare come e dove si vuole (no battute volgari, ma anche sì)

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da Rasputin il Mer 7 Ott - 17:24

Justine ha scritto:Qualcuno di voi trova triste il fatto che tutto quello che si impara debba necessariamente e incontrovertibilmente "servire" a qualcosa? Io parecchio...
Detto questo, anche un pezzo di carta in Ingegneria aerospaziale rimane tale, se non lo si può applicare come e dove si vuole (no battute volgari, ma anche sì)

Io non trovo affatto triste il fatto che tutto quello che si impara serve sempre a qualcosa. Il sapere è una delle poche cose che servono anche quando sono fini a se stesse wink..

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Re: Perché laurearsi in Filosofia? Che pezzo di carta è?

Messaggio Da kalab99 il Mer 7 Ott - 21:39

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