La teoria sintetica dell'evoluzione

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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da SergioAD il Sab 22 Ott - 12:08

Finisce che mi tolgono la capacità di pensare ed io con cosa ragiono?

Mettici il post spostato... un post lobotomizzato ma al chirurgo spostante e postane gli è rimasto in mano il mio frontale... frontalino ah ah!

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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da delfi68 il Sab 22 Ott - 12:12

cit. dal mio Mp!

aaahhh..ma poi non ti preoccupare, rileggendomi sembro polemico, ma giuro, che non volevo!!!..manca il tono della voce e l'espressione della faccia!..azz...

Davero sono rimasto colpito dalla tua personalità letteraria!..mi colpisce l'umorismo che fai..mi piace, e volevo dire che anche senza sapere il retroscena, mi piaceva comunque il tuo modo di scrivere.. ok ok ok
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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da Giampy il Sab 22 Ott - 12:14

L'evoluzione, ovvero il processo naturale mediante il quale con il passare del tempo e la variazione più o meno marcata dello spazio, avvengono variazioni fenotipiche e/o genotipiche degli organismi viventi, poggia su 4 fattori principali (quelli che attualmente è sicuro esistano):

1- le mutazioni neutre, positive, negative. Sembrerebbe facile parlare delle mutazioni ma in realtà, a mio avviso, è molto difficile studiarne gli effetti (embriologia, genetica quantitiativa, biologia dello sviluppo,...). Cmq sulle miutazioni molto si è detto.

2- il flusso genico, o migrazione. Il flusso genico fa si che ci siano nuovi elementi genetici da aggiungere al pool di partenza e questo aumenta enormemente la varietà a disposizione e quindi favorisce la comprasa di cambiamenti. Mentre il flusso genico permette un "omogenizzazione" fra gli organimsi ,l'isolamento genico al contrario permette la separazione (bisognerebbe però distinugere fra speciazione allopatrica, sinpatrica,...)

3- selezione naturale, vabbè molto è stato detto. A mio avviso, a differenza di molti fra cui Dawkins, io non considero la selezione naturale l'unico e il più importante meccanismo di cambiamento.

4-infine la deriva genetica casuale, ovvero variazioni dovute a fattori casuali. La deriva genetica è la tendenza che ogni gene ha di modificarsi casualmente in frequenza nel tempo, scomparendo oppure imponendosi. Per certi versì è un meccanismo opposto alla mutazione (che introduce varietà). Un importante fenomeno evolutivo della deriva casuale è l'effetto fondatore.

Questi sono i principali motori evolutivi ora conosciuti. A mio avviso, grazie ai passi da giganti fatti in biologia dello sviluppo, è certo che concorrono altri fattori a generare evoluzione.
I 4 motori su proposti, a mio avviso, hanno notevole importanze a generare evoluzione in organismi relativamente piccoli, in cui il genoma ha un peso importantissimo, mentre in organismi più complessi (tipo noi), penso che entrino in gioco altri meccanismi. E' vero che negli organismi complessi esistono esempi di mutazioni positive che hanno creato le basi per delle modificazioni (evoluzione), ma in un organismo complesso come un ippopotamo ad esempio, una mutazione ad un gene che determina variazioni ad esempio per alcune vie biochimiche, da sola nn è sufficiente a generare variazione come invece può avvenire in un batterio. Quindi, la nascita di grandi gruppi di anaimali tipo la comparsa degli ordini o dei phylum ha visto in azione meccanismi di cambiamento ancora non chiari.
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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da SergioAD il Sab 22 Ott - 13:24

Ho letto con molto interesse Giampy, così come ti avevo seguito il quel sito che aveva per argomento l'opposizione alla teoria dell'evoluzione.

Ho notato che ci sono delle incompatibilità col messaggio che risultava scritto da me quando c'erano solo degli adattamenti e qualche triviale spostamento per ordine sequenziale. L'ho tolto di mezzo, anche perché era stato ignorato e comunque non serve più.

Dimmi una cosa sulla mutazione che nel caso di specie specializzata può solo generare una nuova specie. Mi viene in mente Woddy Allen (in quel caso era tutto bianco, ah ah sempre li vado a finire).

ciao! sono un nuovo gene -

che? vattene qui siamo giunti alla specializzazione -

col cazzo mo sto qui muto ed evolviamo tutti -

siamo la specializzazione della specie vongola se vieni tu iniziamo a diventare cozze -

e non vi si fila più nessuno!

Mi sembra una convenzione questa della specializzazione che evolve una nuova specie.




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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da delfi68 il Sab 22 Ott - 13:32

Una domanda a chi ha una specializzazione.

L'enorme massa di geni muti, di tratti non attivi della catena del dna, non sono in contrasto con la legge di economia della natura?

Possibile che il dna sia sovraccaricato di enormi tratti, inifluenti, dormienti..comunque non attivi? ..minor costi, minori sforzi, percorso più breve..

..perchè proprio all'interno del dna, sembra emergere un carattere in contrasto con la legge principe della natura?
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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da *Valerio* il Sab 22 Ott - 13:44

delfi68 ha scritto:Una domanda a chi ha una specializzazione.

L'enorme massa di geni muti, di tratti non attivi della catena del dna, non sono in contrasto con la legge di economia della natura?

Possibile che il dna sia sovraccaricato di enormi tratti, inifluenti, dormienti..comunque non attivi? ..minor costi, minori sforzi, percorso più breve..

..perchè proprio all'interno del dna, sembra emergere un carattere in contrasto con la legge principe della natura?

Ricordo di questo 3d che in parte mi sembra risponda alla tua domanda.
La prima risposta di Gian

http://atei.forumitalian.com/t3313-morfogenesi

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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da Giampy il Sab 22 Ott - 15:59

Non è propriamente il mio campo, forse Gian potrà essere di maggiore aiuto, comunque, vediamo se mi ricordo qualcosa:
Le mutazioni positive, molto rare, sono quelle che una volta avvenute possono dar luogo a variazioni che si traducono in un adattamento per l'individuo interessato. Esempio, le mutazioni che determinano la formazione dell'enzima lattato deidrogenasi permette la digeribilità del lattosio, mutazioni sul recettore CCR5 determina resistenza all'AIDS, mutazione della proteina APO conferisce ad alcune persone la migliore utilizzazione del colesterolo con conseguente minor danno da malattie coronariche, oppure le mutazioni dell'emoglobina nel caso della resistenza alla malaria (argomento estremamente affascinante e lungo che meriterebbe una sezione a parte).
Tali mutazioni determinano ovvi vantaggi per l'individui è ovvio, però non spiegano l'evoluzione in "senso largo", ovvero portano vantaggi e determinano cambiamento (evoluzione) ma forse non sono sufficienti a generare ordini, famiglie oppure phyla differenti.
Le mutazioni negative sono nenache a dirlo variazioni genomiche che determinano svantaggio. Tutte le mutazioni che causano tumori ne sono un tragico esempio. Sono ovvimanete scartate a fine evolutivo dato che creando problemi, l'individuo che le porta ha indubbi svantaggi e se questi svantaggi si traducono in una fitness (capacità di generare prole) minore, ovvimente col tempo si perde.
Le mutazioni neutre sono infine un capitolo estremamente ampio e affascinante. Allora, sono mutazioni che determinano variazioni genomiche ma che non hanno ripercussioni (ad esempio non generano variazioni delle vie metaboliche oppure non comportano variazioni fenotipiche). In questo caso la fitness rimane inalterata e quindi gli individui portano le mutazioni a spasso con loro per tutto il tempo senza ripercussioni.
Il bello è che ci sono milioni di sfumature. Delle mutazioni che in un momento non danno cambiamenti significativi, ad un certo punto possono dar luogo a cambiamenti, in questo caso si parla di insorgenza tardiva. Oppure, delle mutazioni apparentemente neutre, col tempo possono accumularsi e raggiunto un certo limite possono dar luogo a variazioni (geni in panchina). Delle volte, poi, bastano semplici mutazioni per incredibili sconvoglimenti, ad esempio le mutazioni sui geni regolatori (Homebox).
Insomma, le mutazioni possono avere un effetto od un altro a seconda di 1 dove, 2 come e 3 quando avvengono.
E' ovvio che più un organismo e semplice e più le mutazioni hanno un peso importante nel decidere sia i cambiamenti che gli adattamenti dell'organismo, mentre organismi più complessi, dove le reti biochimiche sono intricatissime, le mutazioni non bastano a spiegare l'evoluzione.
Oltre a tali fattori, non bisogno trascurare tutta l'epigentica, ovvero la disciplina che studia le mutazioni ereditarie nel fenotipo o nell'espressione dei geni causata da meccanismi diversi dalle mutazioni (conformazione nello spazio del DNA, meccanismi di acetilazione e metilazione delle regioni cromosomiche che impediscono ai macchinari della duplicazione di fare il loro lavoro).
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Re: La teoria sintetica dell'evoluzione

Messaggio Da tadiottof il Sab 22 Ott - 18:23

non e' quello che speravo di raggiungere, pero' vedo che l'argomento suscita interesse e tutto sommato gli interventi sono accettabili

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