Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da delfi68 il Lun 26 Dic - 18:26

Ma magari anche l'uso di skype..

Videochiamata gratis, contro telefonata a pagamento!

telecomItalia incassa DECINE di milioni di euro, quando invece, dato che ogni dipendente pubblico seduto in ufficio ha il pc, basterebbe usare per legge Skype, o un server equivalente, magari di proprieta' pubblica.

Questo e' uno dei punti del programma elettorale del Movimento 5 stelle..(mai oggetto associativo e' stato piu' censurato di questo!!!)

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da holubice il Lun 6 Feb - 14:56

Ritiro su...

Della serie fatti, non |u@nette!

Linux Journal: Munich Linux Migration Project LiMux Reports Success


"LiMux, a project to
convert local government institutions to Linux and open source software
in Munich, has exceeded initial expectations. The project has done
slightly better than projections of 8,500 and now boasts 9,000 Linux
migrated workstations. The progress and evolution of this project that
began in 2003 is well worth examination.

LiMux is the name of
both the migration project and a specialized Linux distribution. The
LiMux distro, which is based on Ubuntu, is certified by the German
government for use in both government institutions and private
businesses. I've long been an advocate of this approach, and I wish that more was being done in the UK and the US to ratify a standard national Linux distro."

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da Cosworth117 il Lun 6 Feb - 15:09

Non mi piace l'immagine di Linux = Windows. mad.. Può essere fraintesa.

Avrei messo:



mgreen

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da holubice il Lun 6 Feb - 19:56

Cosworth117 ha scritto:Non mi piace l'immagine di Linux = Windows. Può essere fraintesa.

Avrei messo:




Cos, hai frainteso: il simbolo...

!=

...stà a significare proprio 'diverso'.



holubice
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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da Minsky il Lun 6 Feb - 21:36

holubice ha scritto:
Cosworth117 ha scritto:Non mi piace l'immagine di Linux = Windows. Può essere fraintesa.

Avrei messo:




Cos, hai frainteso: il simbolo...

!=

...stà a significare proprio 'diverso'.
Sì, è vero, significa "diverso" (nella simbologia del "C"), ma quoto Cos.
"Diverso" è neutrale.

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da Cosworth117 il Lun 6 Feb - 22:16

Che bel fail che ho fatto. Beh comunque, come dice Minsky, è troppo neutrale, quindi non mi rimangio ciò che ho detto. mgreen

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da Minsky il Lun 14 Mag - 8:53

Cosworth117 ha scritto:Che bel fail che ho fatto. Beh comunque, come dice Minsky, è troppo neutrale, quindi non mi rimangio ciò che ho detto.
Ben detto Cos! E per darla nel naso a Holu, personalizziamoci così:



http://ubuntusatanic.org/screenshots.php


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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da delfi68 il Lun 14 Mag - 10:23

Se solo usassero Skype, o un server fatto apposta, le P.A. potrebbero telefonarsi in videochiamata e pure a gratis!

Mi pare siano svariate centianaia di milioni che lo stato paga a Telecom per un bel nulla di niente!

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da loonar il Lun 14 Mag - 10:39

Ma il rifacimento della grafica del forum che fine ha fatto?
Avete tolto la palizzata, ma avete lasciato l'intonaco sotto e la scritta uguale.
Lavativi!

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da holubice il Dom 7 Apr - 7:41

Avanti popolo informatico...

Repubblica: La Cina sceglie Ubuntu Linux per spingere innovazione e sviluppo



"LA CINA è pronta a finanziare un suo sistema operativo "di Stato" che sarà basato su Linux Ubuntu. È un ultimo tassello alla sua autarchia informatica, in una nazione in cui i principali siti Web non si chiamano Google o Facebook, ma Baidu e Weibo, e che però continua per il 90 per cento a funzionare grazie a Microsoft Windows. Canonical, il principale sponsor e finanziatore del progetto Ubuntu, ha annunciato nei giorni scorsi di aver raggiunto un accordo con il Ministero cinese per l'industria e la tecnologia dell'informazione (MIIT). In base a questo accordo, Ubuntu diventerà il software di riferimento per i "sistemi operativi cinesi", di cui una prima versione stabile si vedrà in aprile. Kylin, questo il nome del sistema, aspira ad essere non una semplice localizzazione di meteo, mappe, calendari, ma un vero e proprio ecosistema informatico per il pubblico della grande potenza asiatica. In futuro si prevede che i servizi per scaricare musica, i software, le applicazioni per lo shopping online saranno anch'essi cinesi.
"


Con una mossa del genere Ubuntu Linux rischia di sorpassare Windows in un colpo solo. Ex lege.

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Re: Il software libero sarà valutato nei bandi di gara delle P.A.

Messaggio Da Minsky il Mar 5 Ago - 10:48

Repubblica ha scritto:Il Comune di Torino rinnova i pc e dà l’addio a Microsoft: “Risparmiamo 6 milioni”

La città si avvia a diventare il primo grande centro italiano “open source”: passaggio graduale, gestito dal Csi, al software gratuito Linux: finora la spesa per ognuna delle 8300 postazioni era di 300 euro. La novità potrebbe estendersi ad altri enti come Regione e comparto sanità

di GABRIELE GUCCIONE 4 agosto 2014

Bill Gates non se lo immagina nemmeno, ma Palazzo Civico è sul punto di “muovergli guerra”, e ci sono due signori che, come Davide contro Golia, stanno addestrando le truppe in vista di una rivoluzione: fare di Torino la prima città d’Italia completamente “open source”, liberata dalla tirannia del “software proprietario”, milioni di euro che dalle tasche del contribuente prendono il volo ogni anno verso la Silicon Valley. Milioni di euro di balzello sulle licenze, che con il piano del city manager Gianmarco Montanari e del direttore dei Sistemi informativi, Sandro Golzio, saranno risparmiati e non andranno più a ingrossare le tasche dei ras dell’informatica. Microsoft e compagnia, addio: in Comune approderà Linux e Gates e i suoi soci si vedranno alleggerire le casse di 300 euro per ciascuno degli 8300 computer dell’amministrazione comunale. «Il passaggio comincerà dal prossimo autunno e ci vorrà un anno e mezzo per completarlo — chiarisce l’ingegner Montanari — Diventeremo la prima città italiana “open source” e calcoliamo di ottenere un risparmio sulle spese per l’informatica che andrà dal 20 al 40 per cento rispetto ad oggi».

Il risparmio: non ne abbiano a male i patiti di Linux, ché arriccerebbero il naso, ma la crociata è partita innanzitutto da questo pulpito. Le macchine in dotazione ai dipendenti comunali sono vecchie, ormai a fine vita. E da anni non si rinnovano i software. Intanto Windows Xp, il sistema operativo installato sull’80 per cento dei pc degli uffici civici, è stato dichiarato morto l’8 aprile scorso. Impossibile aggiornarlo, impossibile aggiustarlo se si guasta. Sostituirlo con un nuovo sistema e cambiare nel frattempo tutti i computer costerebbe alla città 22 milioni per i prossimi cinque anni tra licenze, nuove macchine, assistenza tecnica e installazioni. Tanti, troppi in tempi di spending review, con il Comune costretto a vendere i gioielli di famiglia per riuscire a tappare le buche delle strade.

Montanari e Golzio si sono guardati negli occhi di fronte al preventivo milionario e si sono fatti due conti: «Se abbandoniamo il software proprietario risparmieremo 6 milioni in cinque anni» stima Golzio. L’investimento iniziale non è basso: «Ma, una volta installati i programmi e insegnato ai dipendenti come si usano — precisa Montanari — il sistema andrà avanti sulle proprie gambe e permetterà di abbassare sempre di più i costi».

Il ”cervellone” comunale cambierà volto, i dipendenti dovranno farci l’abitudine: addio Office e Explorer, arriveranno Open Office e Mozilla. «Non sarà un passaggio indolore» avverte Golzio. Anche se da anni Ubuntu si presenta con un volto molto simile a Windows. «Sarà un salto verso una maggiore libertà — aggiunge — In Europa l’ha fatto Monaco, o la Provincia di Bolzano, ma per piccole parti». La “migrazione”, come si dice in gergo, sarà supportata dal Csi: «Saremo i primi, ma a quel punto — pronostica Montanari — anche gli altri enti piemontesi potranno fare tesoro della nostra esperienza».

http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/08/03/news/il_comune_rinnova_i_pc_e_d_laddio_a_microsoft_risparmiamo_6_milioni-93067980/?ref=fbpr


FanPage ha scritto:Il Comune di Napoli abbandona Linux e torna a Microsoft

Open source addio: il Comune di Napoli dopo essersi impegnato ad adottare Linux Ubuntu sui computer dei suoi dipendenti torna a Microsoft. Dietro la decisione, una lunga storia di sequestri, licenze fasulle e battaglie in Consiglio comunale.

di Ciro Pellegrino 4 agosto 2014

Il Comune di Napoli dice addio al sistema operativo open source Linux sulla sua rete informativa e torna, di fatto, a Microsoft. E mentre a Torino l’Amministrazione guidata da Piero Fassino annuncia di voler diventare «la prima grande città italiana “open source”» per risparmiare soldi nella gestione dei sistemi, l’Amministrazione partenopea oggi guidata ad Luigi de Magistris, dimenticando di essere stata pioniera nel campo, abbraccia nuovamente i sistemi a codice proprietario. Prima di proseguire occorre fare un primo passo indietro: correva l’anno 2009, a Palazzo San Giacomo l’allora sindaco Rosa Russo Iervolino – che di reti telematiche non capiva pressoché niente – condivideva in Consiglio comunale una proposta presentata dall’allora assessore alle Reti, Giulio Riccio, con primo firmatario quel Francesco Nicodemo allora consigliere comunale Pd e oggi responsabile della comunicazione nazionale Pd e fedelissimo del premier Matteo Renzi. In partica il Comune partenopeo “sposava” la filosofia open source introducendo nei propri uffici su circa 2.000 personal computer il sistema operativo Linux, distribuzione Ubuntu, con pacchetto di lavoro individuale Open Office, entrambi gratuiti. «Significa aver la possibilità di utilizzare liberamente software di qualità che consente all’amministrazione comunale di avere un enorme risparmio e di avere i terminali sempre aggiornati e sicuri» chiosava la giunta di allora in una nota stampa.

Perché il Comune di Napoli abbandona Linux Ubuntu e l’open source?
Dopo questo primo passo indietro occorre farne un altro. Palazzo San Giacomo con quel provvedimento in favore del software open source intendeva anche lasciarsi alle spalle una brutta storia, datata 2001-2002, tredici anni or sono. Si trattava dell’acquisto di diverse centinaia di computer marca Ibm da una ditta appaltatrice di Napoli, ubicata poco distante la sede municipale. I computer montavano il sistema operativo Windows di Microsoft e la suite di Office MS (Word, Excel eccetera). Ebbene, anni dopo, l’Amministrazione venne a scoprire suo malgrado, dopo la pubblica coraggiosa denuncia di un consigliere comunale, Raffaele Ambrosino, che i software installati su una buona parte dei computer non avevano le licenze. Uno scandalo nazionale: intervenne la Guardia di Finanza, la Procura aprì una indagine e i computer finirono con l’essere posti sotto sequestro dell’autorità giudiziaria (molti sono ancora incredibilmente negli uffici comunali, spenti, a marcire). Nel 2009, l’Amministrazione Iervolino decise di avviare una transazione con Microsoft. Non sanando i vecchi abusi (il Comune fra l’altro nella vicenda delle false licenze era parte lesa) ma acquistando nuove licenze d’uso per il futuro. Un affare da oltre 800mila euro (700mila più Iva).

Nel Consiglio comunale del 30 aprile 2010 Nicodemo si esprimeva così in un intervento in Aula:
…questa operazione (riferendosi all’open source ndr.) ci ha permesso un risparmio ovvero un’economia di spesa negli anni, nel anno diciamo nel biennio 2008/2010 di 3 milioni e mezzo di euro perché noi avevamo un vecchio appalto di circa 4 milioni e mezzo di euro, con il nuovo acquisto compreso diciamo come sistema operativo noi abbiamo pagato un milione di euro e dunque questa Amministrazione facendo questa scelta ha risparmiato 3 milioni e mezzo di euro. [...] Questa scelta che noi abbiamo fatto nel 2009 è coincisa anche con, diciamo, un contenzioso che si è aperto con la casa produttrice dei più grossi software, direi la casa monopolista come è noto che è la Microsoft con il Comune di Napoli. Allora io non credo che sia compito del Consiglio Comunale entrare nelle questioni diciamo dell’opportunità o meno di fare una transazione soprattutto quando ci sta allegando come un emendamento che è il numero tre, allegata una lettera dell’Avvocatura in cui dice che per il Comune di Napoli può essere utile andare a fare una transazione con Microsoft, per cui diciamo nulla quaestio sulla necessità di fare una transazione con Microsoft. Quello che questo emendamento diciamo porta all’attenzione è che poiché questa transazione riguarda l’acquisto di settecento mila euro di licenze, non di licenze vecchie volte a sanare diciamo eventuali mancanze di licenze proprietarie, piuttosto acquistare nuove licenze, è evidente che l’Amministrazione Comunale nel caso che questo emendamento voglio dire non venga accolto, sia ritirato, non sia condiviso dall’Amministrazione, si deve impegnare perché questo accordo con Microsoft rappresenta la chiusura di una vicenda che va molto lontano Sindaco e per alcuni versi è ancora aperta e vede il Comune di Napoli anche danneggiato e in causa con altri soggetti.

È un consigliere comunale di centrodestra, Andrea Santoro, a riassumere la vicenda nel 2010: «Il Comune ha subito una truffa, pagando per computer dotati di licenza che invece non l’avevano, ma qualcuno a Palazzo San Giacomo ha ritenuto giusto fosse il Comune e non l’azienda fornitrice a risarcire Microsoft. Come poi: attraverso l’acquisto di 700 mila euro più IVA di licenze. Materiale inutile per il Comune, essendo transitato nel frattempo sui nuovi computer che girano con Ubuntu e con i software sviluppati per Linux».

Il Comune di Napoli e la transazione con Microsoft
E invece, il rapporto con Microsoft è andato avanti, con buona pace della filosofia open source e di tutte le ipotesi di risparmio sul medio e lungo periodo. Già, perché con Luigi de Magistris il Comune ha confermato la via già intrapresa dai suoi predecessori in barba ad una delibera di Consiglio comunale: addio Linux-Ubuntu – peraltro osteggiato da una buona parte dei dipendenti comunali piuttosto “allergici” alle novità – e si ritorna al vecchio sistema operativo Microsoft. E così, mentre alla Regione Campania i tecnici devono far fronte con computer vulnerabili poiché montanti il vecchio sistema operativo XP ormai non più supportato dalla casa madre di Seattle, al Comune di Napoli il sistema operativo è nuovo di zecca. Ma è costato caro e amaro.

http://www.fanpage.it/il-comune-di-napoli-abbadona-linux-e-torna-a-microsoft/

 boxed 

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