La libertà di religione è un diritto umano?

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Odis89 il Dom 8 Gen - 11:10

Rasputin ha scritto:quelle poche righe di emendamento della dichiarazione sui diritti umani che ha scritto Minsky...le hai lette?
Lette e quotate

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Gen - 11:14

Odis89 ha scritto:
Rasputin ha scritto:quelle poche righe di emendamento della dichiarazione sui diritti umani che ha scritto Minsky...le hai lette?
Lette e quotate

Secondo me, anche se la formulazione è forse ritoccabile, sostanzialmente c'è poco da aggiungere...si tratta di considerare le religioni alla stregua di alcol, sigarette, automobile...e magari tassarle allo stesso modo mgreen

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Giurista pensatore il Dom 8 Gen - 12:17

jessica ha scritto:giustificazione costruita a posteriori
Dogma arbitrariamente costruito da Jessica.

jessica ha scritto:non puoi? perchè? comunque, nel caso della religione sono motivati dal
fatto che c'è un essere superiore che la sa più lunga di te e che ti
dice di fare una cosa, che magari tu non capisci, ma serve. come le
vaccinazioni obbligatorie per le tribù nomadi.
Se mi dimostri che Dio esiste e vuole certe cose, hai ragione; altrimenti, sono cazzate.
La vaccinazione obbligatoria serve a prevenire le epidemie, a salvaguardare la salute degli altri, che nessuno può arrogarsi di mettere in pericolo: fatti male tu stessa, se lo desideri, ma non contagiare gli altri.

jessica ha scritto:"razionalmente illustrabili con argomentazioni poggianti su
constatazioni empiriche e sulle regole della logica" è una bella
illusione.
Ti sei scelta la facile professione del bastian contrario, votato a demolire per principio qualunque cosa che non sia il puro caos, al quale i tuoi ragionamenti, che rifiutano la razionalità, conducono?

Minsky ha scritto:Articolo 18 - corretto
Ogni individuo ha diritto alla libertà di
pensiero e di coscienza, e di essere difeso fino alla maggiore età da
ogni indottrinamento religioso o superstizioso basato su credenze non
empiricamente e scientificamente dimostrabili. Gli individui di maggiore
età possono aderire a titolo personale alla dottrina religiosa di loro
scelta, e praticarne i riti purché tali riti non comportino danno
materiale o morale per il prossimo o violazione della legge.
Sono sostanzialmente d'accordo e aggiungo che l'attuazione di siffatto principio parte dalla scuola, la vera palestra dell'intelletto, e solo come ultima risorsa approda alla repressione penale. Tuttavia, credo che la maggiore età non sia necessaria: l'età della ragione si raggiunge ben prima e, se la scuola istruisce alla razionalità ed al riscontro empirico, anche a 14 anni si può compiere un primo approccio consapevole al tema religioso.

jessica ha scritto:per me il bene della società è renderla più forte tramite una pressione
evolutiva che premi i più valorosi e quelli in grado di difendersi,
scartando i portatori di difetti genetici & compari. quindi?
Quindi se ti batto a braccio di ferro, rivendico legittimamente il diritto di stuprarti, ridurti in schiavitù e ucciderti quando mi pare. Che modo patetico e incivile (oserei dire: spartano o germanico antico) di ragionare.

delfi68 ha scritto:Tutto il ragionamento di Giurista rientra sotto una voce, la piu' grave
voce che indentifica la piu' grande debolezza degli atei intellettuali:
IL RISPETTO AUTOMATICO della religione, ritenendo la religione
un'espressione culturale, quando invece e' solo un trucco. Quello di una
casta spacciatrice e narcotrafficante per diffondere la loro droga e
dominare!
Io non rispetto la religione in quanto tale, rispetto la libertà di ogni essere umano di vivere la vita che vuole: facendo sport estremi, pregando Dio, ritirandosi in eremitaggio, liberandosi dalle passioni, optando per la castità; ovvero per i loro contrari. Se qualcuno vuole rovinarsi la vita, sono affari suoi, come giustamente i
difensori dell'eutanasia affermano quando qualcuno si oppone alle loro
scelte: la vita è di chi la vive, nel bene e nel male. Il giusto limite è quello di non opprimere il prossimo, quindi NIENTE indottrinamento o sfruttamento subdolo dei bug mentali dell'uomo (infatti sono contrario all'insegnamento religioso ai bambini, specie nelle scuole pubbliche), NIENTE violenza, NIENTE truffe, NIENTE leggi clericali, ma SOLO il diritto di ciascuno di giocarsi gli anni come cazzo gli pare. I gruppi religiosi possono esistere a condizione che rispettino i vincoli anzidetti, che propongano senza imporre. E un sano corso di coscienza critica a scuola sarebbe l'ideale. Da qui, però, a voler imperiosamente estirpare il fenomeno religioso ce ne passa, anche perché, pragmaticamente, i credenti sono la maggioranza: proteggere sì, proteggere contro la volontà del protetto no.

Rasputin ha scritto:Eppure, per guidare un cesso di auto occorre un corso ed un esame di
patente, e per andare a votare, cosa che a differenza della guida di
un'automobile

a) influisce (O dovrebbe) sulla direzione che prende un paese intero

b) viene influenzata, eccome, dalle proprie superstizioni basate sul nulla

no.
Come la mettiamo? Per non parlare della maggiore età, legalmente
richiesta (Almeno nel paese dove vivo io) per il consumo di alcol e
sigarette.
Vuoi tornare al suffragio limitato? Non ti sorge il dubbio che dare a taluno il potere di togliere a qualcun altro il potere (voto) di togliere il potere al primo è una bomba atomica alle fondamenta democratiche? Tutti gli elettori sono condizionati da qualcosa, sia pure un banalissimo inconscio legato alle esperienze infantili ed adolescenziali, è inevitabile. Potenziare la scuola sì, togliere il voto ai credenti no.

Rasputin ha scritto:A parte che secondo questo ragionamento (Ma ne abbiamo già parlato)
dovrebbe essere permesso comunicare, a voce, per iscritto o altrimenti,
le proprie convinzioni naziste, omofobe, razziste ecc., mi spieghi cosa
resta del concetto di religione se si pratica in modo non
prevaricatorio? Togli l'appellativo "Religione" ad un comportamento
patologico come parlare da soli e te lo dico io: lo psichiatra.
C'è la notevole differenza che credere in Dio non offende nessuno (e le azioni violente che il credente eventualmente compisse in nome della fede religiosa potrebbe egualmente compierle in nome di una qualunque ideologia fanatica: ultrà di calcio, secessionisti leghisti e così via), mentre odiare gli ebrei, i gay, i negri etc. ed istigare alla loro soppressione offende la dignità di persone umane in carne ed ossa. Se qualcuno parla da solo, sono cazzi suoi, come sono cazzi suoi la sua vita sessuale, i tatuaggi del suo corpo, l'acconciatura dei suoi capelli e via discorrendo.

Rasputin ha scritto:Quanto al libero sviluppo della personalità, si è già appurato
ampiamente che esso è possibile solo senza che vengano indotte
superstizioni di alcun tipo, le quali difficilmente emergono da sole
La superstizione è ineliminabile: ci sarà sempre qualcuno che si tocca i coglioni, che porta il corno rosso, che non mette a tavola pagnotte rovesciate, che teme i fantasmi etc. L'importante è che resti confinata al cervello di chi la vive, senza diventare causa di violenze, sopraffazioni e ruberie.

Rasputin ha scritto:Come la mettiamo con gli stati teocratici?
Non sono democratici, né un modello da imitare.

Rasputin ha scritto:Quanto alle ultime tre righe, mi paiono un po' la logica
dell'incarcerare i picciotti per combatere la mafia. Dissento quindi: se
tali credenze o emozioni costituiscono il movente di violenze, sono
loro a dover venire corrette (Non mi piace il termine "Punite") e non il
risultato finale.
Infatti esiste il trattamento rieducativo dei detenuti, però c'è una fallacia nella generalizzazione. Poniamo che due uomini siano misantropi e desiderino ardentemente la distruzione dell'umanità: il primo coltiva la misantropia mediante un atteggiamento scorbutico ed un sostanziale isolamento sociale, nei limiti del possibile, mentre il secondo commette una strage. Il secondo, incarcerato, dovrà essere rieducato e spinto a rivedere i propri pensieri nefandi, mentre il primo, pur nutrendo gli stessi pensieri, poiché non li attua in modo violento, ha il diritto sacrosanto di perseverare nella sua misantropia. Sostituisci la misantropia con la religione ed il piatto è servito.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 12:25

Io non rispetto la religione in quanto tale, rispetto la libertà di ogni essere umano di vivere la vita che vuole: facendo sport estremi, pregando Dio, ritirandosi in eremitaggio, liberandosi dalle passioni, optando per la castità; ovvero per i loro contrari. Se qualcuno vuole rovinarsi la vita, sono affari suoi, come giustamente i



Questo con la religione e' altra cosa..



la religione e' una forma costituita, in associazioni e stati, normata da codici e amministrata da sacerdoti, che sfrutta l'indole naturale di cui ho ampiamente argomentato.

Ti faccio degli esempi..

Siccome per un tizio vale la liberta' personale di farsi d'eroina, allora rientrano nella legge i narcotrafficanti?



Siccome ai ragazzi piace correre in auto e' giusto liberalizzare il codice della strada?



Siccome la gente e' pigra, e' giusto revocare l'obbligo delle cinture?



..tre no, vero?



Bene, allora perche' permettere a degli enti organizzati di formare e costituire delle sette religiose? Solo erche' gli umani ne sono irresistibilmente attratti?



libertà di ogni essere umano di vivere la vita che vuole: facendo sport estremi, pregando Dio, ritirandosi in eremitaggio, liberandosi dalle passioni, optando per la castità



Dove vedi un analogia tra fare le cose che hai scritto e il permettere a un ente come il vaticano di "formare" una chiesa?

delfi68
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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da nellolo il Dom 8 Gen - 12:33

delfi68 ha scritto:...se la religione e', come secondo me e', un retaggio genetico
che consente ad alcuni uomini di dominarne molti attraverso i bug di
quell'istintinto ancestrale, organizzare la religione secondo dottrine
che autenticano se stesse e il loro dio e' una cosa gia' di per se
antisociale, violenta e maliziosa...

non ho mai letto una cosa così perfettamente aderente a quanto io penso

nellolo
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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 12:36

..Stiamo scoprendo di pensare le stesse cose, nevvero??



..non e' che fumiamo la stessa erba? ..tu da chi compri???

delfi68
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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 12:38

Odis89 ha scritto:
delfi68 ha scritto:Se la gente fosse edotta, istruita nel metodo scientifico e razionale e
sopratutto PROTETTA in età preadolescenziale (e pure dopo) dai
malintenzionati.
Ma scusa, sbaglio o date queste premesse vietare la religione sarebbe inutile?



azz..io credevo che queste premesse servissero proprio per poter mettere fuori legge la religione...

delfi68
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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da nellolo il Dom 8 Gen - 12:41

delfi68 ha scritto:..Stiamo scoprendo di pensare le stesse cose, nevvero??

.non e' che fumiamo la stessa erba? ..tu da chi compri???

niente erba, non assumo nulla che alteri artificialmente le mie facoltà cognitive, già alterate per conto loro

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Gen - 12:42

delfi68 ha scritto:
Odis89 ha scritto:
delfi68 ha scritto:Se la gente fosse edotta, istruita nel metodo scientifico e razionale e
sopratutto PROTETTA in età preadolescenziale (e pure dopo) dai
malintenzionati.
Ma scusa, sbaglio o date queste premesse vietare la religione sarebbe inutile?



azz..io credevo che queste premesse servissero proprio per poter mettere fuori legge la religione...

Molto meglio così, no? A giurista rispondo con calma sagace

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da loonar il Dom 8 Gen - 13:04

delfi68 ha scritto:
Odis89 ha scritto:
delfi68 ha scritto:Se la gente fosse edotta, istruita nel metodo scientifico e razionale e
sopratutto PROTETTA in età preadolescenziale (e pure dopo) dai
malintenzionati.
Ma scusa, sbaglio o date queste premesse vietare la religione sarebbe inutile?



azz..io credevo che queste premesse servissero proprio per poter mettere fuori legge la religione...
No a questo punto sarebbe inutile vietare (che spesso è il viatico per autenticare e invogliare un comportamento), perchè probabilmente le persone che seguirebbero quella via (religiosa), sarebbero ben poche.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Giurista pensatore il Dom 8 Gen - 13:40

delfi68 ha scritto:Questo con la religione e' altra cosa..



la religione e' una forma costituita, in associazioni e stati, normata da codici e amministrata da sacerdoti, che sfrutta l'indole naturale di cui ho ampiamente argomentato.

Ti faccio degli esempi..

Siccome per un tizio vale la liberta' personale di farsi d'eroina, allora rientrano nella legge i narcotrafficanti?



Siccome ai ragazzi piace correre in auto e' giusto liberalizzare il codice della strada?



Siccome la gente e' pigra, e' giusto revocare l'obbligo delle cinture?



..tre no, vero?



Bene, allora perche' permettere a degli enti organizzati di formare e costituire delle sette religiose? Solo erche' gli umani ne sono irresistibilmente attratti?
Non mi risulta che confessioni religiose come i Valdesi o il Buddhismo siano dotate della carica nociva che tu affermi. Piuttosto che vietare la categoria della religione organizzata, vieterei le singole confessioni religiose di cui è provata la dannosità. Mi sembra un approccio meno massimalista, meno aprioristico e più razionale, se consenti.


delfi68 ha scritto:Dove vedi un analogia tra fare le cose che hai scritto e il permettere a un ente come il vaticano di "formare" una chiesa?
Il Vaticano è uno Stato sovrano e nel suo territorio (0,44 kmq) fa il cazzo che vuole. La Chiesa cattolica è una confessione religiosa che si può e si deve limitare nella sua prepotenza ed invasività istituzionale.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da klaus54 il Dom 8 Gen - 16:14

delfi68 ha scritto:
Io non rispetto la religione in quanto tale, rispetto la libertà di ogni essere umano di vivere la vita che vuole: facendo sport estremi, pregando Dio, ritirandosi in eremitaggio, liberandosi dalle passioni, optando per la castità; ovvero per i loro contrari. Se qualcuno vuole rovinarsi la vita, sono affari suoi, come giustamente i



Questo con la religione e' altra cosa..





la religione e' una forma costituita, in associazioni e stati, normata da codici e amministrata da sacerdoti, che sfrutta l'indole naturale di cui ho ampiamente argomentato.

Ti faccio degli esempi..

Siccome per un tizio vale la liberta' personale di farsi d'eroina, allora rientrano nella legge i narcotrafficanti?



Siccome ai ragazzi piace correre in auto e' giusto liberalizzare il codice della strada?



Siccome la gente e' pigra, e' giusto revocare l'obbligo delle cinture?



..tre no, vero?



Bene, allora perche' permettere a degli enti organizzati di formare e costituire delle sette religiose? Solo erche' gli umani ne sono irresistibilmente attratti?



libertà di ogni essere umano di vivere la vita che vuole: facendo sport estremi, pregando Dio, ritirandosi in eremitaggio, liberandosi dalle passioni, optando per la castità



Dove vedi un analogia tra fare le cose che hai scritto e il permettere a un ente come il vaticano di "formare" una chiesa?

Penso di non aver mai letto (a parte il mein kampft) una cosa tanto stupida quanto piena di pregiudizi.
Visto che mi ritieni una di quelle persone (abbastanza stupide,perchè hanno bisogno di qualcosa che non esiste per andare avanti,nella tua ottica)che fanno del male (chiamala religione,a me poco importa di come tu la veda) quelli come me, a parte l'ironia sottile nel sottolineare alcuni atteggiamenti puramente aprioristici e gretti di chiusura mentale, non fanno male, né a se stessi, né agli altri. Anzi... la tolleranza ed il rispetto sono alla base della nostra vita, nutro così tanto rispetto per gli altri, che mi astengo dal mangiare animali,non obbligando gli altri a farlo, ma per pura scelta personale,condivisibile o meno, che comunque non mi fa essere parte di una violenza perpetrata contro esseri viventi. Tu fai il cuoco e non ti interessa,ma preferisco non essere partecipe di un massacro. Preferirei essere ferito piuttosto che ferire, preferirei rinunciare a qualcosa di mio,piuttosto di togliere a qualcuno qualcosa. Cerco nel limite delle mie possibilità umane, di confrontarmi, tollerando anche fino all'esasperazione concetti del tutto illogici, ma mai denigrerei qualcuno, lo spingerei a pensare da solo piuttosto.
Gli esseri umani nel loro privato, possono fare quello che vogliono e nessuno deve dire loro che non hanno diritto di pensare, di avere emozioni, di credere in qualcosa,di sperare. Non siamo in uno stato di polizia per fortuna, i tuoi metodi sono molto simili a quelli che usano in Cina, grande esempio di giustizia umana.
Poi ho letto qualche post più indietro qualcuno che ironicamente chiede "allora che la psichiatria venga passata dalla mutua!". Beh, questa cosa è già in atto dalla nascita della costituzione, si chiama diritto alla salute. Una malattia psichiatrica,in quanto tale, è già "mutuabile" dal sistema sanitario nazionale.
Delfi se vuoi odiare tutto quello che non ti sembra palpabile come il terreno, fallo pure, ma chi si imbruttisce sei solo tu stesso.Se non tolleri le imposizioni, allora non pensare in questa maniera, non cambia tanto.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da davide il Dom 8 Gen - 17:00

vieterei le singole confessioni religiose di cui è provata la dannosità
Tipo?

Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto, ma con questo proprio no.

Anche perche' e' in palese contraddizione con tutto il resto che hai precedentemente postato.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da nellolo il Dom 8 Gen - 17:05

beh in realtà i valdesi o i buddhisti hanno un grado di ingerenza nelle vite individuali e sociali che è davvero irrisorio rispetto ai cattolici, su questo penso non vi sia dubbio...

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Minsky il Dom 8 Gen - 17:31

jessica ha scritto:
minsk ha scritto:sono semplicemente delle elementari regole di civile convivenza, e scaturiscono dalla necessità di dare delle regole alla società, sulla base del bene comune oltre che del diritto individuale.

per me il bene della società è renderla più forte tramite una pressione evolutiva che premi i più valorosi e quelli in grado di difendersi, scartando i portatori di difetti genetici & compari. quindi?
Quindi sei una nazifascista skinhead? Non credo. Ma se fosse, è tuo diritto sostenere anche una tesi così aberrante. Tuttavia, se tu facessi apologia di tali idee, cioè cercassi di convincere altri a metterle in pratica, commetteresti un reato.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Minsky il Dom 8 Gen - 17:49

Giurista pensatore ha scritto:Non mi risulta che confessioni religiose come i Valdesi o il Buddhismo siano dotate della carica nociva che tu affermi. Piuttosto che vietare la categoria della religione organizzata, vieterei le singole confessioni religiose di cui è provata la dannosità. Mi sembra un approccio meno massimalista, meno aprioristico e più razionale, se consenti.
Ma certo, i Valdesi e i buddhisti sono civilissimi. Quanto a vietare certune confessioni religiose, se ben ricordi pochi thread più in là eravamo in disaccordo riguardo all'eventualità di considerare fuorilegge l'islam perché portatore di concezioni e comportamenti violenti e antisociali. Devo dire che mi fa piacere constatare che ti sei avvicinato alla mia posizione, ma adesso sono io ad avere qualche dubbio, dal momento che proprio il tuo argomentare sul fatto che i divieti possono rinfocolare lo scontro, mi ha convinto che l'approccio dovrebbe essere più morbido e tollerante.
Quindi sarei orientato a non vietare esplicitamente alcuna confessione religiosa, ma solo rinforzare il controllo sulla propaganda di principi contrari alla civile convivenza e sull'istigazione alla violenza. Non vedo peraltro alcun problema nel dichiarare illegittima la sharia, ossia la legge islamica, nella misura in cui pretenda di essere fonte del diritto, in quanto è in completo contrasto con i principi dello stato democratico.

Giurista pensatore ha scritto:Il Vaticano è uno Stato sovrano e nel suo territorio (0,44 kmq) fa il cazzo che vuole. La Chiesa cattolica è una confessione religiosa che si può e si deve limitare nella sua prepotenza ed invasività istituzionale.
(E aggiungo un auspicio: verrà il giorno che la chiesa sarà confinata in quei 0,44 kmq!)

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da davide il Dom 8 Gen - 17:59

Verra' il giorno in cui la cacceremo a calci in culo, piuttosto!

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 18:02

Be' mi pare che sia stato un monaco buddista ad ammazzare un ministro e qualche altra personalita' giapponese in un attentato..sui valdesi rimanderei la discussione al giorno che saranno numericamente influenti..

La religione, per me e' sempre e solo uno strumento nelle mani di pochi per gestire delle masse, piu' o meno grandi di affiliati e "dipendenti"

Tuttavia l'inestricabile meme del rispetto automatico che affiora sempre nelle persone anche di un certo livello culturale fa la differenza tra ateo anticlericale e ateo agnostico..

Sono posizioni inconciliabili. Io, per la mia, mi baso sulle lucide esposizioni di dennett e soci...credo fermamente che la teoria del "rispetto automatico" sia un'altra forma di condizionamento involontario a cui molti devono sottostare...mi tengo salda la mia convinzione se non vi dispiace.
Anche perche' non riesco davvero a trovare una minima giustificazione al baraccone delle messe, dei canti, degli inginocchiamenti, dei mantra e roba del genere..

Il giudizio di Klaus invece lo giustifico. E' ovvio che di fronte a uno che lo ritiene un invasato egli gli risponda "merda"

In ogni caso, riprendendo il ragionamento di giurista..mi chiedo ancora: se il rapporto con dio e con la morte e' una faccenda personale, perche' certi si danno la briga di fondare comunita', chiese, dogmi e dottrine..inventandosi pure delle regole e leggi divine? ..a che pro?

Io se iniziassi a credere in dio, non avrei motivo di coninvolgere altri..se non per estorcere denaro, potere o autenticare le miei convinzioni attraverso le sdesioni di altri..tipo: se anche loro credono assieme a me e come me, cio' in cui credo e' senz'altro vero..o piu' vero..Cosa ovviamente irrazionale e decisamente falsa..

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da davide il Dom 8 Gen - 18:07

ateo agnostico
Eh?

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 18:18

Delfi se vuoi odiare tutto quello che non ti sembra palpabile come il
terreno, fallo pure, ma chi si imbruttisce sei solo tu stesso.

..no io odio tutto quello che puzza di fregatura, circonvenzione, affiliamento mentale subfides..mi spiace Klaus..il buddismo e' una setta che si crea delle regole astruse basate sulla metafisica, si presta ai santoni ciarlatani e molta gente ci si rincretinisce dietro. Il buddismo e' un surrogato delle religioni..una specie di cerotto alla nicotina al quale si diventa dipendenti..

Klaus..tu piuttosto sembra che riesci a trovare un equilibrio solo grazie a una qualche forma di struttura settaria, dogmatica e dottrinale che riconosca la metafisica..
Senza saresti piu' brutto di cosi?

..per quel che mi riguarda, io ero mooolto piu' brutto prima. decisamente violento e aggressivo..
Prima ho scoperto la poesia, poi la matematica e infine l'ateismo...un bel sentiero fresco e profumato, libero e creativo. Non appena ho elaborato il fatto della mia futura e assoluta morte ho iniziato a volermi piu' bene, e di riflesso ad apprezzare la vita altrui..
Con dio, o con l'illusione di sopravvivere in qualche modo alla morte, demandavo sempre i miei obblighi di pacifismo e amore verso il mondo..oggi pur non essendo un santo, riesco almeno a rammaricarmi per il tempo sperecato senza generare o percepire emozioni..

Ti auguro di guarire presto e trovare un tuo equilibrio autonomo, accettare la morte assuluta e l'assenza del finalismo dell'universo tutto...

delfi68
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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da Giurista pensatore il Dom 8 Gen - 18:21

davide ha scritto:Tipo?

Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto, ma con questo proprio no.

Anche perche' e' in palese contraddizione con tutto il resto che hai precedentemente postato.
Posso farti qualche esempio di confessione religiosa pericolosa. Scientology è una setta che raccoglie dati personali mediante le sedute di auditing (dal prezzo sempre più esorbitante) e li usa per screditare e ricattare gli apostati ed i critici del movimento (strategia: attacca chi ti attacca), per non parlare del plagio martellante che conduce gli adepti al completo isolamento familiare e sociale (situazione vantaggiosa per l'associazione, perché, privando il seguace di stimoli alternativi, impedisce o riduce al minimo le defezioni). Gli haredim sono fanatici ebrei che usano la violenza per imporre la rigorosa separazione tra uomini e donne nei luoghi pubblici, cioè il ritorno all'apartheid. Varie forme di satanismo istigano ai più atroci delitti. Simili organizzazioni non possono essere tollerate, sono oggettivamente pericolose per l'ordine pubblico, i diritti umani ed il patrimonio degli associati. Occorre distinguere le confessioni religiose che si limitano a proclamare dogmi ridicoli dalle associazioni criminali con la faccia religiosa. Non sto parlando di divieti preventivi, né di presunzioni di colpevolezza, beninteso: le confessioni religiose possono essere liberamente istituite, tuttavia, se da una serie di condanne penali definitive dei vertici risulta che, al di là dello statuto apparente, lo scopo vero di tali organizzazioni è quello di commettere reati, allora devono essere sciolte coattivamente ed il loro patrimonio confiscato, come accade per qualunque associazione, fondazione etc. che agisca sistematicamente contro la legge penale (cfr. scioglimento Loggia P2).

Minsky ha scritto:Ma certo, i Valdesi e i buddhisti sono civilissimi. Quanto a vietare
certune confessioni religiose, se ben ricordi pochi thread più in là
eravamo in disaccordo riguardo all'eventualità di considerare fuorilegge
l'islam perché portatore di concezioni e comportamenti violenti e
antisociali. Devo dire che mi fa piacere constatare che ti sei
avvicinato alla mia posizione, ma adesso sono io ad avere qualche
dubbio, dal momento che proprio il tuo argomentare sul fatto che i
divieti possono rinfocolare lo scontro, mi ha convinto che l'approccio
dovrebbe essere più morbido e tollerante.
Quindi sarei orientato a
non vietare esplicitamente alcuna confessione religiosa, ma solo
rinforzare il controllo sulla propaganda di principi contrari alla
civile convivenza e sull'istigazione alla violenza. Non vedo peraltro
alcun problema nel dichiarare illegittima la sharia, ossia la
legge islamica, nella misura in cui pretenda di essere fonte del
diritto, in quanto è in completo contrasto con i principi dello stato
democratico.
Come già spiegato a Davide, io non propongo censure preventive nei confronti di alcune confessioni religiose, ma ammetto la possibilità di un intervento repressivo successivo in presenza di prove attendibili dell'attitudine criminale dei vertici e dell'apparato (fintamente) religioso, ma (in realtà) dedito alla violazione sistematica della legge penale. Ciò è ben diverso dal mettere fuori legge l'Islam tout court, non solo perché esistono infinite varianti dello stesso (sunnismo, sciismo, wahabismo, salafismo etc.), ma anche perché non è organizzato gerarchicamente (manca un potere centrale), quindi in nessun modo l'Islam può equipararsi ad un'associazione e farsi oggetto di scioglimento coattivo. Questa misura repressiva - lo ribadisco - può essere adottata non contro la "religione", bensì nei confronti di precise e delimitate articolazioni organizzative che, col pretesto religioso, siano dedite a compiere delitti.

delfi68 ha scritto:In ogni caso, riprendendo il ragionamento di giurista..mi chiedo ancora:
se il rapporto con dio e con la morte e' una faccenda personale,
perche' certi si danno la briga di fondare comunita', chiese, dogmi e
dottrine..inventandosi pure delle regole e leggi divine? ..a che pro?
Per la libertà di associazione. Più persone che credono nella medesima dottrina si associano per svilupparla ed approfondirla ed è legittimo. Se e quando emergono prove che l'intera associazione è marcia, che è stracolma di avanzi di galera, che, in sintesi, costituisce un'associazione a delinquere, allora la si scioglie, ma fino a quel momento vale la presunzione di innocenza.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da klaus54 il Dom 8 Gen - 18:38

Io non appartengo a nessuna setta,perchè lo coltivo in modo individuale.
Per il monaco buddhista che ha ucciso un cinese (il che ci sarebbe sotto tutta una questione infinita su come sono stati deportati i tibetani e del perchè tale gesto,che ovviamente non posso condividere), non credi sia un atto di un singolo ed il singolo è da condannare per un atto violento? è come dire la solita cosa "i tedeschi sono tutti nazisti" o altre generalizzazioni del caso.
Sono d'accordo dallo sradicare ciò che dà una facciata di religiosità a crimini (ci sono anche in occidente...non sto a fare nomi) e di vietare le propagande,anche discriminatorie.
Ho letto che giurista ha parlato dell'Islam, chi conosce il Sufismo?
Ecco qui, i Sufi non farebbero male ad una mosca e vi accoglierebbero volentieri in uno dei loro monasteri. Sono dei mistici,qualcuno riterrà bizzarra la loro danza (ecco perchè vi faccio vedere un video che spiega il significato), ma non tutto è male e odioso. Anche perchè,essendo esseri umani,sono nostri fratelli.


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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da silvio il Dom 8 Gen - 18:48

delfi68 ha scritto:
Prima ho scoperto la poesia, poi la matematica e infine l'ateismo...un bel sentiero fresco e profumato, libero e creativo. Non appena ho elaborato il fatto della mia futura e assoluta morte ho iniziato a volermi piu' bene, e di riflesso ad apprezzare la vita altrui..
Con dio, o con l'illusione di sopravvivere in qualche modo alla morte, demandavo sempre i miei obblighi di pacifismo e amore verso il mondo..oggi pur non essendo un santo, riesco almeno a rammaricarmi per il tempo sperecato senza generare o percepire emozioni..

Un bel pensiero, quoto.

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da klaus54 il Dom 8 Gen - 18:54

silvio ha scritto:
delfi68 ha scritto:
Prima ho scoperto la poesia, poi la matematica e infine l'ateismo...un bel sentiero fresco e profumato, libero e creativo. Non appena ho elaborato il fatto della mia futura e assoluta morte ho iniziato a volermi piu' bene, e di riflesso ad apprezzare la vita altrui..
Con dio, o con l'illusione di sopravvivere in qualche modo alla morte, demandavo sempre i miei obblighi di pacifismo e amore verso il mondo..oggi pur non essendo un santo, riesco almeno a rammaricarmi per il tempo sperecato senza generare o percepire emozioni..

Un bel pensiero, quoto.

Sei atarassico, e la pensi come un buddhista dicendo così.Paradossale vero?

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Re: La libertà di religione è un diritto umano?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Gen - 18:58

Più persone che credono nella medesima dottrina si associano per svilupparla ed approfondirla ed è legittimo.

..insomma..queste associazioni non cercano dio, sostengono di averlo trovato, diffondono menzogne e circuiscono i bambini privandoli della verita' e condizionandoli per la vita!

A che serve associarsi se si tratta di se stessi, di dio e della morte?? ..te lo dico io: a creare un clan, un movimento, una FORZA..e la forza serve per essere esercitata..

Dio, la morte e se stessi non hanno NULLA a che fare con le associazioni...

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