Esistenza o inesistenza di dio

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Lotus il Dom 11 Mar - 15:12

Rasputin non ho capito, Paolo intende dire che il sentimento religioso sia qualcosa di innato? comunque è un pdf, ci mette tempo ad aprirlo, e dopo bisogna fare un po' di zoom... non ho il tempo di leggerlo adesso, ci proverò quando torno...

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Rasputin il Dom 11 Mar - 15:34

delfi68 ha scritto:..non si legge nulla..puoi fare un piccolo copia incolla esaustivo?

C'è un sunto sotto forma di articolo, qui

http://atei.forumitalian.com/t2160-ricerca-sull-origine-del-sentimento-religioso

in calce al quale cito il suddetto studio.

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Assenzio il Dom 11 Mar - 16:17

Paolo ha scritto: Io ritengo che il concetto metafisico non può derivare da alcuna esperienza fisica che l'uomo ha avuto nella sua evoluzione. Non trovo niente che possa essere posto come base all'idea di metafisico. Senza una qualche forma di esperienza diretta la mente umana non avrebbe mai generato tale idea.
http://www.columbia.edu/~av72/papers/Zanichelli_2006a.pdf

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da loonar il Dom 11 Mar - 16:21

Paolo ha scritto: Io ritengo che il concetto metafisico non può derivare da alcuna esperienza fisica che l'uomo ha avuto nella sua evoluzione. Non trovo niente che possa essere posto come base all'idea di metafisico. Senza una qualche forma di esperienza diretta la mente umana non avrebbe mai generato tale idea.
Questa me l'ero persa.
Chissà che "forma d'esperienza" intende Paolo, che possa generare l'idea di metafisico.
Ho una gran curiosità di saperlo.

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Paolo il Dom 11 Mar - 19:21

Forse ho utilizzato il termine metafisico in modo improprio. Ritengo che sia più corretto utilizzare "sovrannaturale" in quanto mi riferivo solo alle questioni collegate con l'idea di dio.

Lot, penso che detto così, può essere un po' riduttivo. Però è il principio che conta, cioè l'idea che esita un mondo sovrannaturale, abitato da esseri di tutti i tipi, e che possa derivare dalla capacità della nostra mente di vedere delle cose che non esistono. E i sogni sono sicuramente questo. Poi come nelle centinaia di migliaia di anni questo meccanismo si sia evoluto non è facile da capire. Ma l'origine di questo mondo fantastico per me è questa.

Ritengo che il sentimento religioso non sia innato. Non c'è alcuna logica e per me è un'assurdità. Provo a meglio illustrare la questione relativa alla origine della idea di sovrannaturale. Io ho fatto una distinzione solo formale tra idea e concetto. Ritengo infatti che l'idea sia l'elaborazione dei concetti che invece sono gli elementi di base del nostro pensiero. Non credo che nel nostro cervello ci siano concetti astratti, che esistono a priori. L'uomo perciò tramite l'interazione con il mondo fisico crea per ogni nuova esperienza un nuovo concetto. Avrà iniziato con le cose più semplici per arrivare a concetti complessi quando il sapere ha raggiunto livelli più elevati. I primi concetti saranno stati relativi agli oggetti, poi le sensazioni ed in ultimo i sentimenti. Così vedendo gli animali ha creato il concetto che accomuna quegli esseri che si muovono, mangiano ecc... poi tra gli animali avrà individuato le varie specie, creando il concetto di cavallo, di cane o di pesce. Lo stesso per le piante e tutti gli altri oggetti. Con la sessa metodologia si sono creati anche i concetti di rumore, luce, buio, per arrivare a quelli più complessi come la paura, l'amore, l'odio...

Risulta però evidente che ogni concetto abbia come origine un'esperienza diretta con un elemento fisico ben preciso. Se però noi analizziamo il concetto di sovrannaturale, non troviamo un qualche elemento da cui può aver avuto origine. Niente nella realtà può essere posto alla base di questo. Per semplificare il ragionamento, immaginiamo l'uomo preistorico che vive nelle caverne, o su palafitte. Sarà stato sicuramente spaventato da molti fenomeni fisici naturali. Così come afflitto dalle malattie. Tutti fatti per lui inspiegabili. Avrà perciò cercato il modo di capire e di difendersi dai pericoli che il vivere poneva. Ma non vedo come questo lo possa aver spinto a creare il concetto di sovrannaturale. Se uno non vede niente, tanto più menti semplici e prive di ogni conoscenza, non sente, non tocca nulla non vedo come abbia fatto un passo così grande, ovvero creare un nuovo concetto partendo dal nulla, come quello del sovrannaturale. E non può essere una necessità che spinge la la mente a creare qualcosa. La mente non ha la capacità di creare nulla. Mentre, se non escludiamo la capacità di sognare, non vi è alcuna esperienza umana che possa soddisfare questa caratteristica.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da loonar il Dom 11 Mar - 20:05

Magari se facessi un esempio di questo tuo concetto di "soprannaturale" riuscirei a capire meglio ciò che dici.

Per quanto mi riguarda potrebbe essere andata così, limitatamente l l'esempio che proponi.
L'uomo primitivo si sentiva minacciato dai fenomeni fisici, fenomeni fisici che sfuggendo alla sua possibilità di spiegazione personificava, ed ecco un uomo in grado di scagliare fuoco, ma quale uomo s'era mai visto in grado di scagliare fuoco? Nessuno, per cui per poterlo fare doveva avere la capacità di maneggiarlo senza scottarsi, poi magari essere così alto, o vivere in luoghi così remoti da poterlo scagliare dal cielo verso la terra sotto forma di fulmini.
Ecco creata l'onnipotenza, la dimora divina nei cieli. Ma quando nella vita di tutti i giorni ti capitava di incontrare un tipo più forte di te cosa potevi fare per salvarti?Offrirgli ciò che avevi, sperando ti lasciasse andare. Quando incontravi un uomo gigantesco che viveva nei cieli e che prepotentemente scagliava fulmini e saette su di te cosa potevi fare? Be' magari gli offrivi qualcosa: ed ecco i sacrifici.
Ma poi i nostri compagni morivano lo stesso e allora come spiegare il fatto che un tizio che fino a due minuti primi parlava con te ora non la voleva sapere di svegliarsi? Be' magari alla fine ha trovato il modo per andare a incontrare quei tizi potentissimi che scagliano fuoco e si starà talmente bene in quel posto che non vuole più tornare.


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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Paolo il Dom 11 Mar - 21:37

Per comodità prendo la definizione che da Wiki di sovrannaturale:
Il termine soprannaturale (o sovrannaturale) può riferirsi a qualsiasi fenomeno, o presunto tale, che vada oltre l'ordine della natura e le leggi della fisica. Più in specifico, nell'ambito religioso, può riferirsi a vari tipi di entità (ad es. Dio) che trascendano la natura umana, e pertanto non conoscibili attraverso le normali facoltà dell'essere umano, come pure alle manifestazioni (es. miracoli) che sfuggono alle leggi naturali.

Darrw tu hai descritto un possibile percorso per il quale l'uomo nella sua evoluzione è pervenuto ad un'idea del sovrannaturale e di dio. Nel ragionamento però vi è un punto dove c'è un salto logico. Il passaggio dal fisico al "metafisico" inteso nell'accezione di sovrannaturale. Mi va bene che l'uomo abbia pensato all'esistenza di uomini giganti che vivono nei cieli e che possono tutto. Esseri umani però! Non ombre o esseri immateriali che, per comodità possiamo chiamare energia pura, qualcosa di astratto, di etereo. Come ho detto un mondo di esseri che esistono ma tu non li puoi vedere, sentire, toccare. Io sono convinto che le divinità che tu ipotizzi l'uomo primitivo aveva creato erano del tutto fisiche. Nulla di immateriale. E' in fase successiva, che l'uomo coniuga questa esigenza con la sua capacità di generare immagini fantastiche che però lui pensa siano reali. Io ho sintetizzato col termine sogni. Da quel poco che so di religioni, tutte le divinità parlano con gli uomini nei sogni. Qui chiederei lumi a chi ne sa più di me. Ma sono convinto che questa sia una prerogativa di tutte le religioni.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Dom 11 Mar - 21:42

Esagerare qualcosa (qualsiasi cosa) significa porlo oltre le sue dimensioni naturali. Dopodiché, sottrai a quel qualcosa (così accresciuto) le sue dimensioni naturali e ti resta una "grandezza" fatta di nulla, ovvero un desiderio senza un adeguato oggetto corrispondente.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da loonar il Dom 11 Mar - 21:51

Paolo ha scritto:Per comodità prendo la definizione che da Wiki di sovrannaturale:
Il termine soprannaturale (o sovrannaturale) può riferirsi a qualsiasi fenomeno, o presunto tale, che vada oltre l'ordine della natura e le leggi della fisica. Più in specifico, nell'ambito religioso, può riferirsi a vari tipi di entità (ad es. Dio) che trascendano la natura umana, e pertanto non conoscibili attraverso le normali facoltà dell'essere umano, come pure alle manifestazioni (es. miracoli) che sfuggono alle leggi naturali.

Darrw tu hai descritto un possibile percorso per il quale l'uomo nella sua evoluzione è pervenuto ad un'idea del sovrannaturale e di dio. Nel ragionamento però vi è un punto dove c'è un salto logico. Il passaggio dal fisico al "metafisico" inteso nell'accezione di sovrannaturale. Mi va bene che l'uomo abbia pensato all'esistenza di uomini giganti che vivono nei cieli e che possono tutto. Esseri umani però! Non ombre o esseri immateriali che, per comodità possiamo chiamare energia pura, qualcosa di astratto, di etereo. Come ho detto un mondo di esseri che esistono ma tu non li puoi vedere, sentire, toccare. Io sono convinto che le divinità che tu ipotizzi l'uomo primitivo aveva creato erano del tutto fisiche. Nulla di immateriale. E' in fase successiva, che l'uomo coniuga questa esigenza con la sua capacità di generare immagini fantastiche che però lui pensa siano reali. Io ho sintetizzato col termine sogni. Da quel poco che so di religioni, tutte le divinità parlano con gli uomini nei sogni. Qui chiederei lumi a chi ne sa più di me. Ma sono convinto che questa sia una prerogativa di tutte le religioni.

Il passaggio dall'uomo in carne e ossa nascosto fra le nubi all'uomo immateriale alias dio è semplice. Quando ti rendi conto che questo uomo fa cose che per essere fatte dovrebbe essere visibile e invece non lo è, allora assume il potere dell'invisibilità. Dall'invisibilità all'immaterialità il passo è ancora più breve.

I sogni probabilmente venivano vissuti come un prolungamento della realtà. Basta ascoltare gli aborigeni australiani per rendersene conto. Per loro non c'è differenza fra sogno e realtà. Sognando in pratica le stesse cose che vivono durante il giorno, le "stranezze" oniriche venivano inglobate nella realtà e ne entravano a far parte a pieno diritto, così come per molti popoli atavici i morti non sono in un mondo metafisico, ma vengono considerati ancora presenti nella realtà (il loro concetto di realtà) perchè continuandoli a sognare per loro è come se fossero ancora circolanti. Per questi popoli i morti passano dal mondo della veglia a quello dei sogni. Tutto qua. Poi con il sopraggiungere di informazioni più tecniche queste fantasticherie vengono ricacciate nel mondo del fantastico, allora bisogna strutturare queste credenze e si inventano mondi appropriati per morti e dei, visto che la realtà e le conoscenze che ce la spiegano non permettono più la coesistenza di questi mondi.

Non dobbiamo fare l'errore di immaginare l'uomo primitivo con la capacità di discernere concetti e sistematizzare così come facciamo noi. Tutt'altro! Il loro doveva essere un mondo pieno di sensazioni e di reazioni istintive unite alla possibilità nuova di dare un perchè, di inventare delle cause e degli effetti.

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da silvio il Dom 11 Mar - 22:18

Credo che l'uomo si sia sempre chiesto sull'origine del mondo, così ne ha cercato una spiegazione più o meno infantile, ma la differenza la fa il pensiero, il pensiero nella sua complessità e singolarità, ha suggerito una sua possibile dimensione metafisica, astratta, non quantificabile.

L'io cosciente ha posto molti interrogativi, come il linguaggio, la cultura, ecc...

Credo che il concetto di qualcosa di impalpabile, non misurabile, ma presente sia alla base della credenza di un mondo divino, spirituale, una sorta di coscienza pensante cosmica.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da silvio il Dom 11 Mar - 22:19

Credo che l'uomo si sia sempre chiesto sull'origine del mondo, così ne ha cercato una spiegazione più o meno infantile, ma la differenza la fa il pensiero, il pensiero nella sua complessità e singolarità, ha suggerito una sua possibile dimensione metafisica, astratta, non quantificabile.

L'io cosciente ha posto molti interrogativi, come il linguaggio, la cultura, ecc...

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Dom 11 Mar - 22:34

silvio ha scritto:Credo che l'uomo si sia sempre chiesto sull'origine del mondo, così ne ha cercato una spiegazione più o meno infantile, ma la differenza la fa il pensiero, il pensiero nella sua complessità e singolarità, ha suggerito una sua possibile dimensione metafisica, astratta, non quantificabile.

L'io cosciente ha posto molti interrogativi, come il linguaggio, la cultura, ecc...

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Ciascun vivente che sente trae da sé tutto ciò che occorre per il proprio sentire, fuori di sé tutto ciò che sente, e non occorre niente di cosmico per questo (bensì molta riduttività di tutte le cose ciascuno a sé).
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da silvio il Dom 11 Mar - 22:42

anteo ha scritto:

Ciascun vivente che sente trae da sé tutto ciò che occorre per il proprio sentire, fuori di sé tutto ciò che sente, e non occorre niente di cosmico per questo (bensì molta riduttività di tutte le cose ciascuno a sé).



Gli esseri umani comunicano tra di loro, e la cultura nasce da questo scambio, quindi hanno sentito una unità del pensiero, questo ha generato credo, l'idea di una esistenza dell'io pensante a se, cioè una realtà atemporale, diciamo presente nello spazio.

Di certo molte cose sul cervello non si conoscevano-
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Lotus il Dom 11 Mar - 23:47

Paolo ha scritto:Risulta però evidente che ogni concetto abbia come origine un'esperienza diretta con un elemento fisico ben preciso. Se però noi analizziamo il concetto di sovrannaturale, non troviamo un qualche elemento da cui può aver avuto origine.


in un altro thread si chiedeva a un utente diversamente ragionevole di spiegare cos'era dio per lui, e difatti non risuciva a spiegarlo... proprio perché il sovrannaturale è fuffa, è solo una parola... come... pappapero! anche la persona che riesce a descrivere dio (ognuna in modo differente) finisce per attribuirgli facoltà di carattere umano o comunque facoltà derivate da conoscenze umane... questo giusto per chiarire che il soprannaturale non esiste, perciò non saprei... forse non ha senso chiedersi come sia nato questo concetto del soprannaturale, poiché equivale a fuffa!

Paolo ha scritto:
Se uno non vede niente, tanto più menti semplici e prive di ogni conoscenza, non sente, non tocca nulla non vedo come abbia fatto un passo così grande, ovvero creare un nuovo concetto partendo dal nulla, come quello del sovrannaturale.


è qui che non mi trovo, non credo sia partito dal nulla... ma da concetti più semplici che si sono poi modificati ed estesi fin dove l'immaginazione riesce ad arrivare... ho già scritto un esempio, ma leggo qui un'altra ricostruzione degli eventi ancora più verosimile da parte di Darrow

Paolo ha scritto:
Esseri umani però! Non ombre o esseri immateriali che, per comodità possiamo chiamare energia pura, qualcosa di astratto, di etereo. Come ho detto un mondo di esseri che esistono ma tu non li puoi vedere, sentire, toccare. Io sono convinto che le divinità che tu ipotizzi l'uomo primitivo aveva creato erano del tutto fisiche. Nulla di immateriale. E' in fase successiva, che l'uomo coniuga questa esigenza con la sua capacità di generare immagini fantastiche che però lui pensa siano reali. Io ho sintetizzato col termine sogni. Da quel poco che so di religioni, tutte le divinità parlano con gli uomini nei sogni. Qui chiederei lumi a chi ne sa più di me. Ma sono convinto che questa sia una prerogativa di tutte le religioni.


Quella dei sogni è una teoria interessante, però non credo sia indispensabile, io il salto logico non lo vedo nella ricostruzione di Darrow, ritengo anch'io che sia breve la distanza tra invisibile/immateriale... poi come dicevo prima... soprannaturale equivale a dire fuffa, non c'è niente da immaginare, si dice semplicemente che l'entità si trova in un altro piano (si conosce questa realtà, se ne immagina un'altra) e che non ha le comuni caratteristiche fisiche dell'uomo, quindi è energia (che può essere immaginata come luce, fuoco, gas o qualcosa di simile)

Darrow ha scritto:
Non dobbiamo fare l'errore di immaginare l'uomo primitivo con la capacità di discernere concetti e sistematizzare così come facciamo noi. Tutt'altro! Il loro doveva essere un mondo pieno di sensazioni e di reazioni istintive unite alla possibilità nuova di dare un perchè, di inventare delle cause e degli effetti.





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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Paolo il Lun 12 Mar - 7:01

Lot, ritengo che sia ben difficile mettere dei punti fermi a un ragionamento come questo. Io ho questa convinzione, o meglio idea: il passaggio dal materiale all'immateriale o spirituale o sovrannaturale o metafisico o come meglio lo si voglia identificare è un enorme salto logico e non può aver avuto origine da una qualche esigenza o esperienza fisica che l'uomo ha avuto nella sua evoluzione. E' un concetto, o meglio un'idea completamente diversa da tutto quello che ci circonda. E' un'altra dimensione logica cui non è facile pervenire. La dimostrazione di questo è il fatto che ancora oggi i credenti non lo hanno capito. Se analizzi bene tutte le assurdità, (o comunque tantissime), delle posizioni dei credenti derivano proprio da questo. Non avendo capito che cosa sia il trascendentale (dal punto di vista concettuale) mescolano le due cosa che però sono tra loro incommensurabili. Da questo nascono i vari paradossi (dio può uccidere se stesso? Dio può fare una cosa che lui stesso non è in grado di contrastare? ... e tanti altre assurdità che la figura di dio comporta). Per non parlare di cosa succede se ignori il significato di sovrannaturale e lo applichi alla vita dell'uomo. Il problema del male, del libero arbitrio, del perchè della vita e via dicendo.

Come vedi è un idea molto complessa e molto lontana da quella che è la quotidianità del vivere. E' per questo che io penso non possa derivare da semplici esigenze dell'uomo, ma sono necessari passaggi lunghi e complessi. Come ho detto quella dei sogni la considero una spiegazione molto semplicistica ma quello che mi interessava evidenziare che, ovviamente a mio giudizio, è sicuramente molto efficace e non può aver impressionato molto gli antichi che vedevano un mondo fantastico ma che di fatto non riuscivano a capire dove fosse e cosa fosse.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Lun 12 Mar - 10:30

silvio ha scritto:
anteo ha scritto:

Ciascun vivente che sente trae da sé tutto ciò che occorre per il proprio sentire, fuori di sé tutto ciò che sente, e non occorre niente di cosmico per questo (bensì molta riduttività di tutte le cose ciascuno a sé).



Gli esseri umani comunicano tra di loro, e la cultura nasce da questo scambio, quindi hanno sentito una unità del pensiero, questo ha generato credo, l'idea di una esistenza dell'io pensante a se, cioè una realtà atemporale, diciamo presente nello spazio.

Di certo molte cose sul cervello non si conoscevano-

Questo che hai scritto è vero, ed è il vantaggio che ci danno i progressi scientifici: molte cose che prima credevamo vere possono ora essere ripensate sulla base di nuove scoperte scientifiche. Infatti, la scienza (a differenza della religione) non ha pretese ultime di perfezione, ma (ancora a differenza della religione) è perfettibile.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da loonar il Lun 12 Mar - 11:18

Paolo ha scritto:Lot, ritengo che sia ben difficile mettere dei punti fermi a un ragionamento come questo. Io ho questa convinzione, o meglio idea: il passaggio dal materiale all'immateriale o spirituale o sovrannaturale o metafisico o come meglio lo si voglia identificare è un enorme salto logico e non può aver avuto origine da una qualche esigenza o esperienza fisica che l'uomo ha avuto nella sua evoluzione. E' un concetto, o meglio un'idea completamente diversa da tutto quello che ci circonda. E' un'altra dimensione logica cui non è facile pervenire. La dimostrazione di questo è il fatto che ancora oggi i credenti non lo hanno capito. Se analizzi bene tutte le assurdità, (o comunque tantissime), delle posizioni dei credenti derivano proprio da questo. Non avendo capito che cosa sia il trascendentale (dal punto di vista concettuale) mescolano le due cosa che però sono tra loro incommensurabili. Da questo nascono i vari paradossi (dio può uccidere se stesso? Dio può fare una cosa che lui stesso non è in grado di contrastare? ... e tanti altre assurdità che la figura di dio comporta). Per non parlare di cosa succede se ignori il significato di sovrannaturale e lo applichi alla vita dell'uomo. Il problema del male, del libero arbitrio, del perchè della vita e via dicendo.

Come vedi è un idea molto complessa e molto lontana da quella che è la quotidianità del vivere. E' per questo che io penso non possa derivare da semplici esigenze dell'uomo, ma sono necessari passaggi lunghi e complessi. Come ho detto quella dei sogni la considero una spiegazione molto semplicistica ma quello che mi interessava evidenziare che, ovviamente a mio giudizio, è sicuramente molto efficace e non può aver impressionato molto gli antichi che vedevano un mondo fantastico ma che di fatto non riuscivano a capire dove fosse e cosa fosse.
Dici che il "salto logico" non può avere avuto origine da una realtà fisica. E da che realtà si sarebbe originato? Stiamo aprendo la porta a qualche "sovramondo" inutile e inesistente? Non riesco a capire dove vorresti andare a parare.
Le illogicità delle religioni nascono semplicemente dal fatto che le prime descrizioni della natura (finalistiche e antropomorfizzate) man mano che venivano scalzate da spiegazioni più pregnanti essendosi oramai cristallizzate nella cultura, non potevano essere buttate vie e rimpiazzate da nuove spiegazioni che si adattassero alla "nuova" realtà.
Lo so che magari queste semplificazioni non ti piacciono, ma io sono abituato a sfoltire col rasoio di Ockham.

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Lotus il Lun 12 Mar - 13:13

Darrow ha scritto:Dici che il "salto logico" non può avere avuto origine da una realtà fisica. E da che realtà si sarebbe originato? Stiamo aprendo la porta a qualche "sovramondo" inutile e inesistente? Non riesco a capire dove vorresti andare a parare.
Le illogicità delle religioni nascono semplicemente dal fatto che le prime descrizioni della natura (finalistiche e antropomorfizzate) man mano che venivano scalzate da spiegazioni più pregnanti essendosi oramai cristallizzate nella cultura, non potevano essere buttate vie e rimpiazzate da nuove spiegazioni che si adattassero alla "nuova" realtà.
Lo so che magari queste semplificazioni non ti piacciono, ma io sono abituato a sfoltire col rasoio di Ockham.

E' quello che vorrei capire anch'io, se diamo per scontato che il soprannaturale non esiste, da quale altra realtà può essere nato? Se si pensa che sia qualcosa talmente difficile da immaginare senza affidarsi alle esperienze avute in un altro piano, possiamo soltanto concludere che i sogni siano la causa, io invece, nonostante questa teoria la trovi interessante, continuo a pensare che non sia del tutto necessario ricorrere ai sogni, l'immaginazione basta e avanza per la fuffa... piano piano, dall'uomo gigante che scaglia fulmini dal monte più alto, si arriva al paradiso che c'è ma non si vede...

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Steerpike il Lun 12 Mar - 16:00

Paolo ha scritto:
Il termine soprannaturale (o sovrannaturale) può riferirsi a qualsiasi fenomeno, o presunto tale, che vada oltre l'ordine della natura e le leggi della fisica.
Le leggi della fisica si scrivono in base ai fenomeni osservati, e sono sempre suscettibili di modifiche: questa definizione è ossimorica.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Lun 12 Mar - 16:10

Steerpike ha scritto:
Paolo ha scritto:
Il termine soprannaturale (o sovrannaturale) può riferirsi a qualsiasi fenomeno, o presunto tale, che vada oltre l'ordine della natura e le leggi della fisica.
Le leggi della fisica si scrivono in base ai fenomeni osservati, e sono sempre suscettibili di modifiche: questa definizione è ossimorica.

Infatti, le idee non oltrepassano mai gli oggetti pensati, bensì li riassumono prendendo tanto di poco e poco di tanto.

Così, ri-esperendo le cose secondo i loro rapporti naturali, per così dire, nelle nostre teste resta un "di più" che finisce col non corrispondere più ad alcun oggetto reale.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Wishop il Lun 12 Mar - 16:42

Riallacciandomi al primo post senza quotare il tutto, dico che il concetto di dio è un concetto che deve esser stato elaborato da qualcuno molto intelligente, qualcuno che avrà pensato; "se mi invento un dio con cui nessuno può interagire, o dimostrarne l' inesistenza, ma che spiega la creazione dell' universo, sicuramente avrò potere su chi ci crede".

Per secoli e secoli la gente ha abboccato e ancora abbocca a questo meccanismo quasi perfetto, ci rincoglioniscono da bambini e poi ci ritroviamo a credere in dio da adulti e nemmeno sappiamo perchè... e intanto ci perdiamo la vera libertà...

Dimostrare l' inesistenza di qualcosa è dura, lo ammetto, ma come scritto alla fine del post, l' onere della prova spetta a chi sostiene la teoria, e nessun credente sulla terra potrà mai portare una valida prova, quindi...
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Lun 12 Mar - 16:46

Al contrario, io penso che il concetto di dio sia stato inventato da molti: ciascuno per sentirsi più intelligente degli altri, per "un rapporto davvero speciale col tutto".

(dove tutti gli altri sono confinati come "comparse").
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Sabre03 il Lun 12 Mar - 17:05

Credo che più o meno tutti si pongano i perché sulla vita/morte. Così come immagino sia una esperienza comune quella di sentirsi piccoli a fronte della grandezza e complessità del creato. Immaginare un creatore mega super non mi sembra così difficile.... Non mi sembra Un passo così ardito che richieda chissa quale mente evoluta. Semmai , al contrario, e' difficile restare concreti, atei puri e duri in attesa di una risposta che sia esaustiva una volta per tutte.
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da anteo il Lun 12 Mar - 17:10

Perché una sola risposta, cosa esclude che siano tante quanti siamo e quante le cose che sono (in senso atomistico), cioè che ogni minima cosa esista per se medesima (non certo le riduzioni mentali: che, appunto, sono riduzioni)?
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Re: Esistenza o inesistenza di dio

Messaggio Da Rasputin il Lun 12 Mar - 18:39

Due verdoni che credo di avere speso bene a steepike ed anteo

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Re: Esistenza o inesistenza di dio

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