Quando i manzi si suicidano

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Gio 29 Mar - 18:26

io conosco molti ma molti più figli di gente qualunque assolutamente non ricca che studia e anche con

Read more: http://atei.forumitalian.com/t3963p20-quando-i-manzi-si-suicidano#ixzz1qX6Kt1La

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Rasputin il Gio 29 Mar - 18:29

delfi68 ha scritto:
io conosco molti ma molti più figli di gente qualunque assolutamente non ricca che studia e anche con

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Si..si..anch'io c'ho mio cuggino che...

Dai Delfi, quello che scrive Paolo è plausibile.

Lo so anch'io che c'è chi non ha alcuna possibilità dalla nascita, ma è un'altra storia.

_________________
Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Gio 29 Mar - 19:01

Delfi, ma è possibile che è sempre colpa degli altri? Fino quando la gazzetta dello sport e i vari programmi domenicali, domenica sportiva per prima, sono le cose più lette e seguite io me ne frego dei problemi di gente così!! E non ho assolutamente nulla contro gli sport. Anzi sono sempre stato uno sportivo. Però questa è la libera scelta dell'italiano. Vuoi vivere comodo? Bene però ne paghi le conseguenze. Come ti ho detto, sarebbe una vera ingiustizia se le cose andassero bene.

Paolo
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Cosworth117 il Gio 29 Mar - 19:08

Paolo ha scritto:io conosco molti ma molti più figli di gente qualunque assolutamente non ricca che studia e anche con ottimi risultati. Anzi, sono proprio i figli dei ricchi che per mancanza di stimoli molto spesso non fanno più un cazzo.

Beh non è un dato sbagliato. All'Università le tasse sono proporzionali al reddito. Non c'è tutto questo problema, poi dipende dall'Università credo. Qui a Palermo ho un amico che paga pochissimo.

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Meglio due mani operose, che cento bocche che pregano.

Chi conosce, sceglie. Chi crede di conoscere, crede di scegliere.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da loonar il Gio 29 Mar - 19:54

Delfi mi sa che la tua analisi è fatta a "pezzettoni grossi" se non "grossissimi".
Mi lasci da parte tutta la storia d'Italia (e del resto d'Europa) pre bellica e non mi sembra una cosa da niente.
Un solo esempio: la Germania! Non è un paese atto a spalare neve come la scandinavia e non puzza come l'inghilterra, mi sembra che sia strategicamente importante da sempre, ma anche la Francia non scherza.
Be' da quelle parti la gente al mattino legge il quotidiano politico e legge libri (non romanzi rosa) in misura decine di volte superiore alla media italiana.
Il carattere dell'italiano medio fa un po' pietà e schifo di suo, le elite non hanno dovuto soffrire per niente per creare le mandrie di manzi, perchè c'era un parco bovini già abbondante su cui lavorare.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da alberto il Gio 29 Mar - 20:26

per me ciò che dice delfi e ciò che dice paolo convergono su una cosa, che per inciso anche per me è il passo irrinunciabile:

l'istruzione.


non è vero che si è come si nasce, sì abbiamo il nostro carattere e alcune caratteristiche istintive, ma è l'istruzione e l'ambiente in cui cresciamo che ci forma e ci fa diventare ciò che siamo.

io sono d'accordo con paolo quando dice che gli italiani si fanno il governo che scelgono loro; il problema sono i processi che portano a questa scelta.

non approvo e anzi disprezzo il concetto leninista dell'ignoranza delle masse che devono per questo essere guidate. approvo invece e perseguo nel mio piccolissimo l'ideale anarchico di una massa cosciente e informata che non in base a trucchi o collanine o promesse o clientele sceglie, ma in base al sapere, alla conoscenza, alla sensibilità civica che però, se non la insegni, da sola non verrà mai o se verrà sarà troppo tardi.

parto da un approccio positivo verso l'umanità, che in un quarto d'ora (questo il tempo in termini relativi - ponendo 365 giorni = età della terra - in cui la specie uomo è sul palcoscenico della vita) ha saputo fare cose grandiose.
Come tutti i goffi forzuti, può anche fare danni spaventosi per carità. ma non parto da questo punto di vista, che magari cerco di tenere sotto controllo: parto e cerco di valorizzare le grandi potenzialità di questa straordinaria specie.

pensate: dio coi suoi miracoli non è mai riuscito a far ricrescere un arto, l'uomo sì.

alberto
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Gio 29 Mar - 21:01

Sono d'accordo con te Alberto che alla base è necessaria una cultura. Ma può non essere sufficiente. L'esempio l'abbiamo con la religione. Per liberarsene non basta la semplice cultura ma deve cambiare anche la mentalità.

Io ritengo che le maggiori difficoltà che oggi abbiamo in Italia dal punto di vista economico hanno la loro origine non tanto dalla mala politica (ovvio anche da quello) ma principalmente da una mentalità troppo arretrata nel gestire le attività. Anche qui prevalgono sempre i particolarismi, gli individualismi e ognuno pensa solo al proprio orticello. Gli imprenditori in genere non sono stati capaci di capire che il mondo stava cambiando molto velocemente e l'economia si è globalizzata. Oggi, grazie ad internet, ai voli low cost, ai telefonini e tutte le tecnologie varie, comprare o vendere nel mondo è forse più facile che non in casa propria. Io mi ricordo che solo 20/30 anni fa non era nemmeno possibile telefonare in Cina o in Russia. Oggi sono realtà con cui ci dobbiamo confrontare quotidianamente.

I nostri imprenditori, in particolare, non si sono accorti di questo (certo non tutti ma molti!!) e non si sono aggiornati. Anche qui, la maggior parte degli imprenditori anzichè reinvestire almeno una parte degli utili per rinnovarsi e mantenersi competitivi, hanno distolto tutto e investito in ville, barche o hanno portato i soldi in Svizzera. Nel durante è arrivata la tigre asiatica che ha dato il colpo finale a strutture già traballanti. Io vedo che tutte quelle attività che si sono mantenute aggiornate e tecnologicamente avanzate oggi non hanno problemi. Tutte le altre sono in fase recessiva e creano i problemi che ben conosciamo.

Paolo
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da alberto il Gio 29 Mar - 21:29

paolo, ma se non con la cultura come possiamo cambiarla la mentalità??? con le frustate???
non trovo altri mezzi. certo, concordo con te, deve cambiare la mentalità, ma la mentalità, se è la somma dei processi mentali delle persone, ha un bisogno estremo di educazione e di cultura per poter cambiare. sarà processo lento, forse poco evedente, ma senza educazione la mentalità non cambierà mai.

EDIT: per esempio: la cosa pubblica. siamo in un paese di persone che per non sporcare la prpria auto buttano le cartacce per strada. se non c'è educazione su cosa vuol dire pubblico, la cosa pubblica resterà res nullius anziché un qualcosa che riguarda tutti quanti. è l'educazione la chiave di tutto. non a caso sull'educazione i chiesaioli ci vogliono tenere le mani sopra. quando RC andò al governo con prodi poteva esigere un ministero, mi ricordo la delusione atroce quando scelsero la giustizia anziché l'istruzione. uno dei momenti in cui capisci, come quando sei in bici, che le distanze non sono solo teoriche, sono chilometri.


Ultima modifica di alberto il Gio 29 Mar - 21:33, modificato 1 volta

alberto
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da loonar il Gio 29 Mar - 21:32

Il problema è che l'educazione è gestita da chi comanda, che ha convenienza che le masse non si acculturino troppo.
Per cui ti garantiscono un minimo di educazione/cultura funzionale a far sì che il baraccone vada avanti e il loro potere non sia mai intaccato.
Cioè quello che aveva detto Delfi.
In Italia però a differenza di altre nazioni c'è un civismo molto meno spiccato, e l'individualismo (cieco) è al contrario esasperato. Da cosa dipendono queste peculiarità?

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da loonar il Ven 30 Mar - 10:23

Anche questo potrebbe contare: https://chronicle.com/article/Is-Free-Will-an-Illusion-/131159/?sid=cr&utm_source=cr&utm_medium=en
Ma Delfi su questo campo di sicuro ne sa più di me, per questo ne approfitto per chiedere cosa ne pensa e qualche consiglio letterario.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Ven 30 Mar - 10:39

Alberto, sono d'accordo che l'ignoranza è alla base di tutti i mali! Però io penso che per cambiare mentalità non sia sufficiente la semplice cultura, intesa come conoscenza delle cose. Ritengo che la mentalità sia un insieme di cose, tra cui la cultura ha sicuramente importanza rilevante.

Il fatto che un governo, o lo stato, garantisca la cultura non è sicuramente sufficiente per ottenere una evoluzione in senso sociale tale da permettere di superare le attuali problematiche. E tanto meno in tempi brevi. Sono necessarie anche esperienze dirette, come l'apertura verso altre culture, o mercati nel caso della economia, che ti permettono di capire che le cose non sono solo come tu le pensi. E poi anche questo non basta. Molti islamici, anche se perfettamente integrati, si sono poi rivelati intolleranti o addirittura terroristi. Processo lungo e complesso.

Qui infatti entriamo nel campo della psicologia e le cose sono sicuramente molto più complesse che non una semplice erudizione culturale.

Se analizzi in Italia il poco senso dello stato ha probabilmente origini molto antiche. Per secoli abbiamo avuto la dominazione di potenze straniere, dai longobardi, ai francesi, agli austriaci agli spagnoli... E' logico che questi governi non si preoccupavano certo di formare una coscienza nazionale. Anzi lo combattevano!! Sfruttando le popolazioni hanno posto le basi per il rifiuto di ciò che rappresenta lo stato e le autorità. L'ignoranza ha fatto poi il resto. Ma secoli di storia repressiva forgiano una mentalità ben radicata e difficile da superare. Il nostro sud ne è un chiaro esempio.


Paolo
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Ven 30 Mar - 11:50

per cambiare mentalità non sia sufficiente la semplice cultura, intesa come conoscenza delle cose.

Read more: http://atei.forumitalian.com/t3963p20-quando-i-manzi-si-suicidano#ixzz1qbGLTa6I

Cultura non significa solo conoscere cose. Significa riflettere sulla storia, imparare a farsi domande, a dubitare delle risposte poco sostenute da prove oggettive..

ma il punto non è questo.

Il punto è che chi "crede" nel sistema, non riesce ad accettare che il sistema stia imbrogliando COSCIENTEMENTE le masse.

Non è una conseguenza di casualità e incastri disarmonici, ma è una strategia compiuta e studiata.
Sono sicurissimo che tu paolo, e quelli che sono sommariamente nella fascia più istruita e benestante della società, pur restando dei manzi di allevamento, non sono davvero in grado di leggere Pareto e Mosca e le loro analisi sociali.
http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=13249

E' inaccettabile per i credenti nel sistema, che il sistema sia autocosciente in forma elitaria, che atomizzi e confonda VOLUTAMENTE le masse che domina. E inconcepibile che i partiti la politica e la giustizia siano falsati da poteri forti ed enormemente superiori ad essa. Non riuscite davvero a concepire che i padroni del capitale monetario e dei beni immobili e produttivi, intesi come vertice e riassunto di dette concentrazioni, possano e sappiano manovrare coscientemente e strategicamente le storie di interi paesi.
Eppure cogliete certi segnali per i quali vi chiedete del perchè di certe situazioni paradossali, illogiche e controproducenti nelle scelte dei politici e delle istituzioni..ma non basta a farvi crollare la fede.

E ora ci sarà anche l'arrabbiatura scandalizzata e l'opposizione cieca e durissima, di fronte a ciò che scrivo a proposito della fede nel sistema, come avviene nei credenti quando gli si attacca la fede negli dei..

Gli ignoranti non sanno nemmeno idealizzare una forma di costituzione elitaria, gli istruiti, invece, sono dogmaticamente incapaci di prevederla, trovando tutte le spiegazioni alternative, sebbene più dispendiose, pur di non cedere la loro fede nello stato e nel sistema.

Non c'è congiura, non c'è evidenza di comunione di intenti dei potenti, nulla che possa far crollare il mito dello stato democratico e di un sistema repubblicano e parlamentare su base elettorale.

Paolo, tu credi che poter andare alla bocconi, per un figlio di un operaio sia la prova che non esiste un vincolo elitario tra una piccola comunità di potenti al vertice del sistema? Credi che fare un modesto gruzzolo sia "entrare a far parte della classe sociale dominante"?

Nemmeno Berlusconi fa parte dell'elitè che domina la società. Infatti è stato messo da parte con un leggero soffio, non appena i poteri forti della finanza internazionale hanno deciso di dire basta al suo circo dei nani e delle troie, e hanno ,esso un esponente dell'elitè, Monti, a sistemare un pochino alcuni dettagli a margine della crisi, fittizzia, che serve a ricomporre gli equilibri di ricchezza tra le parti sociali. Ossia: riacquisto a basso prezzo di ciò che è stato venduto a caro prezzo.

La grande concentrazione del capitale è nelle mani di pochissime decine di persone, che a loro volta delegano e figliano una filogenia di Arconti transnazionali e traanspartitici che regolano i flussi di capitale e le politiche nazionali. gente che allestisce una liberazione del Kuwait in 10 giorni o lascia scorrere 10 anni una guerra\business in afghatinstan, che ti fa comprare 90 F35 o ti manda in bancarotta uno stato..o peggio lo disgrega a suon di stragi come è avvenuto in jugoslavia per un oleodotto (nabucco) che un politico esterno alle elitè non voleva concedere se non a caro prezzo..

Il mondo dei sistemi capitalistici è un inganno, come lo è la favola di cristo o l'allucinazione del dio abramitico.

Lo stesso sforzo che si dispende per demolire la falsa verità teologica è necessario anche per abbattere il fideismo nel sistema, che sviluppa, nei suoi credenti, gli stessi attacchi di nevrastenia che causa in quelli religiosi qualora gli metti di fronte agli occhi la falsità delle dottrine.

I fedeli del sistema, sono pronti a massacrarti se dubiti sulla leicità delle leggi, delle tasse, delle elezioni, della democrazia somministrata..

La fede in cristo o nel sistema produce gli stessi effetti, sia nel credo sia nelle resistenze alla demolizione del credo. Con la comparsa di irrazionalità logiche, negazioni ad-infinitum e infine reazioni anche violente.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Ven 30 Mar - 12:19

delfi, io stavo ragionando su un altro livello. Mi riferivo alla vita normale di tutti noi, gente qualunque. Su quello che tu dici circa i poteri forti mi trovi assolutamente d'accordo. Ritengo che sia comunque un sistema verticistico di potere a piramide. Al vertice pochi e poi man mano che si scende ce ne sono sempre di più. Però, se consideri lo sviluppo che stanno avendo tanti paesi nel mondo, ritengo che i super potenti siano forse di più di qualche decina. Ma non è certo qui il problema.

Un tempo c'erano gli imperatori, i re , i sovrani. Oggi ci sono loro. Ma io sono della idea che le cose per cambiare devono iniziare dalla base. Tu non scalzi un potente con una azione contro di lui. Perché, come si dice, morto un papa fatto un altro! Continuano ad arrestare boss mafiosi. Ma tolto uno ne arriva subito un altro a prendere il suo posto, perché è molto ambito!! E la stessa cosa è così nel mondo. Pensi che se non ci fosse Putin in Russia si risolverebbero i loro problemi sociali? No di certo. Arriverebbe subito un Putin 2 e tutto come prima!

Rimango della idea che se non siamo tutti noi, gente comune di tutto il mondo, a darsi da fare le cose andranno avanti così. Sono sempre stato convinto che l'idea che aveva avuto il sindaco Giuliani a New York era corretta. Per sconfiggere la grande criminalità bisogna partire dalle piccole cose, e poi tolleranza zero. I piccoli reati sono la base di partenza per i grandi crimini. E con questo non voglio dire che serve uno stato di polizia. Anzi nulla è più di negativo! Serve solo che le persone inizino a cambiare mentalità, ma dalla base e dalle piccole cose. Poi il resto viene di conseguenza. Utopia? Teoria? Difficile dirlo, io però lo credo.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Ven 30 Mar - 18:09

mmm..credo di avere capito che intendiamo più o meno le stesse cose, l'unica differenza è che io do la colpa al sistema se siamo un popolo di zozzoni e ladri, e di conseguenza eleggiamo politici utili al potere vero.

Tu mi sembra, correggimi se sbaglio, sostieni invece che siamo noi, naturalmente delle bestie e quindi votiamo da bestie dei politici bestia..

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Ven 30 Mar - 21:38

Si delfi. Sostanzialmente è questo che ritengo che sia. In Iran hanno fatto una rivoluzione per cacciare lo Scià per metterci Khomeini. Oggi hanno Ahmadinejad . Valuta tu! Così in Egitto che dopo la rivoluzione per cacciare Mubarak hanno un governo militare. Così in Corea ....e via dicendo.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Ven 30 Mar - 23:12

..nessun governo sembra intenzionato a modernizzare le scuole se noti.

E, scusa se insisto, per me i veri potenti a cui mi riferisco, non sono gli Ammadinejad o i netanayau..loro sono i politici che la vera proprietà del capitale vuole che i popoli votino.

E' un circolo vizioso.

L'elite finaziaria del pianeta aiuta e finazia classi politiche che non faranno mai un serio sviluppo intellettuale a favore delle popolazioni, cosi, rivoluzione o non rivoluzione, tutti i politici o i governi maneggeranno sempre dei popoli ignoranti, ladri o che si credono furbi.

I popoli sono cosi perchè devono eleggere gente che li tiene cosi.

Io credo che se un goveno, anche in Iran, decidesse davvero di far emacipare il suo popolo, in due o tre generazioni ci riuscirebbe benissimo! ..ma nessun politico con queste idee avrà mai un successo sociale\elettorale, poichè i sistemi sono già fatti e nessun illuminista può avervi accesso.

Mosca e Pareto nelle loro tesi sull'elitè descrivono un elitè consapevole. Che non permette nuovi accessi, se non per discendenze familiari o fortemente identitarie e sorte da un bacino formativo ristrettissimo. Le grandi proprietà bancarie sono di tradizione familiare. dai Rockfeller, ai Kennedy, ai Morgan e cosi via...

Nessun governo sopravvive senza i capitali e e benefici delle grandi banche. Abbiamo delle prove provate in casa nostra...
Quando i grandi poteri hanno voluto Monti, dopo la pausa circense della marionetta Berlusconi, hanno mosso leve assolutamente sconosciute che hanno portato al governo gente del tutto sconosciuta al popolo, in pochissimi giorni e addirittura con nomine senatoriali ad-hoc.
Abbiamo un governo che non si sa assolutamente da dove provenga e chi lo abbia scelto!

Nessuno era nell'area politica attiva di nessun schieramento. E tutti, destra e sinistra, si ammutoliscono al segnale di qualcuno che dice loro di azzittirsi. E questo qualcuno può solo essere chi dispone di tutte le loro ricchezze, sociali e personali.
Un qualcuno che potrebbe spazzar via l'impero di Berlusconi con pochissimi atti fidejussori bancari o di natura bancaria dai quali dipende la solidità di qualunque società o famiglia. Stato incluso.

Berlusconi non se mosso davanti a nulla, nemmeno davanti al ridicolo, o ai processi ma solo davanti a un potere superiore. Quello del sistema bancario e finanziario entro il quale lui vive e dal quale dipende al 100%.

Berlusconi è solo un esempio..nel mondo tutti i politici e i governi di paesi di interesse strategico\economico sono soggetti a vincoli e gioghi posti dai padroni del capitale reale. I padroni dell'ultimo cassetto dove risiede, alla fin fine, il denaro. Dove dietro il quale non c'è un'altra fidejussione, cambiale o partita di giro..

Quel potere, che nasce con il primo accumulo del capitale, decide ancora oggi le sorti dei governi, dei partiti, dei gruppi finanziari, bancari e delle famiglie dei milardari del mondo.
In russia, non devi guardare a Putin, ma al più grande miliardario della fed. russa, ex padrone di Yukos, Michail Borisovič Chodorkovskij , che è stato spazzato via come uno scippattore napoletano da quattro soldi, nell'esatto momento in cui non rispecchiava più le volontà di chi comanda su tutto, anche su un miliardario del genere..
Putin finirebbe in disgrazia nel giro di 24 ore, se non fosse più adatto tramandare
le filosofie care ai grandi potentati del pianeta.

Un ordine imperativo e categorico:
Mantenere i popoli, delle regioni strategiche, nell'ignoranza minima indispensabile affinche mantengano una classe politica gradita ai padroni del capitale, e ciò attraverso politici che sappiano perpetuare quest'ordine imperativo.

In alcune regioni molto importanti l'ignoranza dev'essere maggiore, infatti nel bacino petrolifero mondiale, guarda caso, l'ignoranza e la violenza intrinseca dei popoli è maggiore che altrove. America inclusa. Russia inclusa.
Invece ci sarebbe da aspettarsi il contrario no?..grandi ricchezze, grandi popoli..

No, il miglio quadrato della city di Londra, decide ancora le sorti del mondo.


Vuoi un popolo sufficientemente libero ed emancipato..ci sono, e sono i popoli delle nazioni che non contano un cazzo in termine di posizionamento strategico economico\energetico e produttivo: Svizzera, Svezia, Finlandia, Olanda, Danimarca, Nuova Zelanda, Canada..

Fateci caso, i popoli meno arretrati culturalmente, popoli in cui è accettabile un ignoranza minima, sono quei popoli dei paesi che non hanno un beneamato cazzo in termini petroliferi, di materie prime e di vaste potenzialità produttive.

In italia è permesso anche l'ateismo, da qualche decennio a questa parte, perchè non c'è più un interesse strategico militare e geopolitico, non abbiamo petrolio e abbiamo già ceduto da tempo la sovranità territoriale sulla deterrenza atomico nucleare agli Usa e alla Nato. E la grande potenza economica Vaticana è sufficientemente al sicuro..(grande mossa di Monti sull'Ici alla chiesa: fumogeno per gli occhi degli imbecilli)
In ogni caso qui da noi era tollerata un'ignoranza media ma comunque necessariamente abbastanza pesante.

Siamo in un sistema enormemente potente e consapevole, enormemente più grande della possibilità per qualsiasi manzo, (di una mandria atomizzata e assolutamente inconsapevole di essere mandria, e manzo) di poterselo immaginare.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da loonar il Ven 30 Mar - 23:16

Lo sappiamo Delfi. Tolto il Fight Club non vedo possibilità di vittoria contro questo sistema! wink..

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Ven 30 Mar - 23:42

..solo una resistenza mimetica, senza dare nell'occhio, strisciando dietro ai muri..

Chi ha pensato all'uso della forza, alla fine è stato schiacciato.

Voglio invecchiare o crepare di morte naturale, quindi non combatto più, cerco di essere invisibile, ma avendo ceduto il meno possibile del mio culo..

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Ven 30 Mar - 23:43

..che minchia fai sveglio alle due di notte!!!

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da alec il Sab 31 Mar - 0:07

molto di ciò che dici è verissimo, molto è "loro" propaganda, per il momento l'elite di cui parli non è ancora così forte e potente come vuol far credere, inoltre di elites ce ne sono diverse e non sempre vanno d'accordo tra loro, a volte gli interessi sono contrapposti; almeno così è come la penso io.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da alec il Sab 31 Mar - 0:17

in ogni caso si tratta di un numero ristrettissimo di persone: parrebbe meno di 140 milioni di persone circa.

Il 2 per cento della popolazione adulta possiede oltre la metà di tutta la ricchezza mondiale

societàeconomiaorganizzazioni internazionali
Il 2% della popolazione adulta del mondo possiede oltre la metà di tutta la ricchezza mondiale: è quanto risulta da uno studio condotto dal World Institute for Development Economics Research delle Nazioni Unite (UNU-WIDER) che ha sede a Helsinki.

Il più vasto studio sulla ricchezza personale mai intrapreso indica anche che nel 2000 l’1% degli adulti più ricchi possedeva da solo il 40% della ricchezza mondiale, e che il 10% ne deteneva il l’85%, mentre la metà più povera della popolazione adulta del mondo doveva spartirsi soltanto l’1%.

“Noi utilizziamo il termine ‘ricchezza’ nel senso di valore netto dell’attivo, fisico e finanziario, meno il passivo”, ha specificato James Davies, uno degli autori dello studio. “Da questo punto di vista la ricchezza rappresenta la proprietà del capitale. Sebbene il capitale sia soltanto una parte delle risorse personali, è opinione diffusa che esso abbia un impatto sproporzionato sul benessere familiare e sul successo economico, e più in generale sullo sviluppo e sulla crescita.”

Ai tassi di cambio correnti, nel 2000 la ricchezza globale sarebbe ammontata a 125.000 miliardi di dollari, pari a 20.500 dollari pro capite che, una volta ponderati sulla base delle differenze di costo della vita nelle varie nazioni, diventano 26.000.

In realtà esistono forti differenze da nazione a nazione: in testa si collocano il Giappone con una media ponderata di 181.000 dollari e gli Stati Uniti con 144.000, mentre la stima per l’Italia è di 98.000 dollari. In fondo alla classifica si pongono l’Indonesia (1400 dollari) e l’India (1100).

La concentrazione della ricchezza all’interno dei paesi, pur variando da nazione a nazione, è comunque anch’essa in generale molto elevata. Il 10% più ricco della popolazione adulta possiede in Cina il 40% della ricchezza nazionale, mentre negli Stati Uniti arriva al 70%. Il rapporto completo è scaricabile dal sito dell'UNU-WIDER.

alec
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Sab 31 Mar - 8:06

delfi, come ti ho detto tu cerchi sempre le colpe negli altri. il popolo è così perchè il governo......, perchè lo stato......., perchè i ricchi .......! E mai perchè siamo noi che sbagliamo!

Per me tu parti da un presupposto errato, ovvero che i governati, i potenti in genere siano una specie di categoria a parte, degli alieni che devono guidare il popolo. Un po' come i genitori che hanno il dovere "naturale" di accudire e di dare il meglio ai propri figli. Ma nella realtà non è così, e non esiste nessuno legge nè morale nè etica e tanto meno civile che lo sancisca. Per evitare equivoci ti preciso subito che con questo non intendo che il ladrocinio e lo sfruttamento della gente povera o debole sia una cosa giusta e da accettare!! Ma pretendere che qualcuno risolva i tuoi problemi è del tutto errato. Te li devi risolvere tu!

La nostra civiltà si è sviluppata, e si svilupperà, secondo una legge darwiniana. Non dico legge della giungla, ma una selezione dove i più qualificati e i più abili saranno sempre davanti agli altri. Se non fosse così non ci sarebbe stata la civiltà che oggi abbiamo. E questo è una legge di natura, che ti piaccia o no! Solo capendo questo è possibile guidare e razionalizzare lo sviluppo. Invece si è sempre cercato di combattere il potente anzichè utilizzarlo, o quanto meno condizionarlo, a essere utile alla comunità.

Prendi come esempio Steve Jobs. Ha avuto una idea geniale, ha messo sul mercato un prodotto innovativo e rivoluzionario. A me sembra logico e giusto che sia diventato uno dei potenti. E che dire di quel genio che ha inventato la molecola del viagra!! Io gli darei anche il nobel mgreen

Ritornando alla questione dei manzi. Ritengo che la tua analisi circa il condizionamento del potere sulle masse non sia corretta, o quanto meno molto parziale e superficiale. E' dimostrato che un regime non riesce a cambiare la mentalità di un popolo se non con lo sterminio!! I rumeni sono così solo perchè sono latini. In duemila anni non hanno cambiato la mentalità latina!! Il ventennio fascista non ha certo cambiato gli italiani. Ma neppure il nazismo. Il caso più evidente è la Russia. Quasi un secolo di regime ateo, con la distruzione delle chiese e lo sterminio dei religiosi, non ha scalfito il loro bisogno di una religione. Nel cadere il regime è tornato tutto come prima. Circa la questione del petrolio poi il nesso che tu fai mi sembra poco logico. Il petrolio è diventato quello che è nell'ultimo secolo, anzi direi negli ultimi 50/60 anni massimo. E un tempo così non cambia nulla nella mentalità di un popolo. Il fatto che i paesi nordici, come tu giustamente indichi, siano socialmente e culturalmente più avanzati io lo attribuisco principalmente ad un clima più rigido che non lascia molto spazio a debolezze, e ad una cultura protestante che è molto più rigida e severa di una mediterranea. Lo sai benissimo che il sottosviluppo lo si ha prevalentemente nella aree calde o temperate, dove la vita è molto meno dura e la selezione molto meno pressante. Con poco puoi campare.

Io ti ripeto il mio concetto. Ognuno è responsabile del suo destino e delle sue scelte. Se in Italia si legge di più la gazzetta dello sport (è solo un esempio !!) o se la partita della domenica è più importante che la cultura e la vita sociale, i risultati non possono essere che questi!! E se non fosse così sarebbe un ingiustizia verso quelli che invece si fanno il culo tutti i giorni per mandare avanti le cose come si deve.

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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Rasputin il Sab 31 Mar - 8:17

Paolo ha scritto:Lo sai benissimo che il sottosviluppo lo si ha prevalentemente nella aree calde o temperate, dove la vita è molto meno dura e la selezione molto meno pressante. Con poco puoi campare.

Avresti dei riferimenti a sostegno di questa tesi, e su come funziona?

Paolo ha scritto:Io ti ripeto il mio concetto. Ognuno è responsabile del suo destino e delle sue scelte.

Anche questi?




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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da Paolo il Sab 31 Mar - 8:41

Rasputin ha scritto:
Avresti dei riferimenti a sostegno di questa tesi, e su come funziona?

Chi vive in zone dove per sopravvivere ai periodi invernali devi avere una alloggio adeguato, avere un minimo di provviste, legna da ardere per non morire di freddo, dove devi rompere il ghiaccio per pescare un pesce, dove per cacciare devi correre nella neve, dove se non hai preso un animale e ti sei coperto con la sua pelliccia non superi la notte, dove.... penso tu hai capito cosa voglio dire! Chi vive qui dicevo avrà una vita ben più dura di chi vive in zone temperate/calde dove non muori di freddo, le banane, i datteri .... crescono in abbondanza, dove anche se stai nudo tutto l'anno non hai il minimo problema. La pressione selettiva è molto molto meno che non in zone continentali fredde.

Io non ho nessun riferimento circa questo, ma mi sembra quasi inutile. La cosa è più che logica ed evidente.

Paolo ha scritto:Io ti ripeto il mio concetto. Ognuno è responsabile del suo destino e delle sue scelte.

Rasputin ha scritto:
Anche questi?

I bambini sono le vittime di scelte sbagliate. Lo stesso lo sono stati i bambini "evaporati" a Hiroshima o morti sotto le bombe alleate a Dresda! Vittime dei loro genitori. Quei bambini (dico bambini per dire tutti gli innocenti morti nelle varie guerre come danni collaterali !!) li uccidono chi, con scelte sbagliate, ne cause la loro morte e le loro sofferenze. Se io vado nella savana con la famiglia, e mi metto a prendere a calci nel culo dei leoni, non posso poi lamentarmi che questi poi mi sbranino e sbranino i bambini che ho con me! Sono io che ho causato la loro morte. Sono io il responsabile, non i leoni!! Nel caso dei bambini africani, così come in tanti altri paesi dl terzo mondo, è ovvio che le colpe non siano così dirette. Non sono certo stati i genitori di questi poveri bambini la causa diretta della loro situazione. Ma come ben sai il mondo è da troppo poco tempo che si è civilizzato,e nelle aree di arretratezza socio culturale la gente muore ancora di fame. Io su questo sono dell'idea che noi occidentali abbiamo la colpa di non fare qualcosa di veramente utile per aiutare queste popolazioni. Ma qui si dovrebbe aprire un nuovo capitolo.

Paolo
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Re: Quando i manzi si suicidano

Messaggio Da delfi68 il Sab 31 Mar - 8:46

Bè..la discussione si esaurisce cosi.

Un piccolo appunto ad Alec, i 140 milioni, non sono l'elitè. Essere ricco non significa essere parte dell'elite che sa, e sa di, dominare le strategie politiche mondiali. Vedi l'esempio di Michail Borisovič Chodorkovskij. Ricchissimo ma spazzato via, con un soffio..
Berlusconi è ricco ma non è un membro delle elitè.

Per elitè io intendo i Lloyd di Londra, HSBC, Wells Fargo..Rothschild, Morgan..

Qualche link.
http://en.wikipedia.org/wiki/Rothschild_family
http://www.zerohedge.com/article/detailed-look-global-wealth-distribution
http://en.wikipedia.org/wiki/Ted_Turner

I have ways of making money that you know nothing of.
John D. Rockefeller

The only question with wealth is, what do you do with it?
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Don't be afraid to give up the good to go for the great.
John D. Rockefeller

I always tried to turn every disaster into an opportunity.
John D. Rockefeller

A friendship founded on business is better than a business founded on friendship.
John D. Rockefeller

Charity is injurious unless it helps the recipient to become independent of it.
John D. Rockefeller

http://theeconomiccollapseblog.com/archives/20-statistics-that-prove-that-global-wealth-is-being-funneled-into-the-hands-of-the-elite-leaving-most-of-the-rest-of-the-world-wretchedly-poor


Sto inutilmente ripetendo da molti post la differenza tra ricchi ed elitè, tra strategie di dominio delle coscienze e della percezione, gestita dai grandi padroni del capitale attraverso i politici e governi (che non sono l'elitè, o il Sistema).

E mi sembra di parlare dell'impossibilità dell'esistenza del dio Abramitico in termini logicomatematici e ottenere risposte e commenti relative al parroco dell'oratorio del quartiere, o esempi e considerazioni sulla Bibbia della CEI

Paolo, io ti sto oramai ripetendo che i padroni del capitale mondiale gestiscono in modo cosciente le economie nazionali e le politiche dei governi. Inclusa la necessità di non far emancipare ed istruire i propri sudditi, e tu insisti a dire che noi eleggiamo i nostri politici. Potremmo fare e disfare, incluso il CAPIRE da soli che siamo dei manzi.

Paolo, scusa la franchezza, ma sono prorpio le persone più istruite come te, fra noi Manzi, a fare la peggiore resistenza a favore del potere e contro il popolo, convincendo il popolo che egli è libero di fare tutto ciò che vuole e "vuole" questa società, questi politici...Sono i manzi più colti, ma non liberi di pensiero e davvero coscienti della situazione, che danno il miglior contributo al sistema che condiziona i Manzi.

Non hai ancora voluto ribattere o riflettere con me su chi e da dove abbia fatto spuntare un governo Monti, ad esempio..sul come sia stato possibile che dei mostri come Alfano e berlusconi siano scattati sull'attenti, un Bersani pure, tutto un parlamento ipnotizzato e ubbidiente a ratificare atti di gente che fino a un mese fa era del tutto sconosciuta all'alveo parlamentare e rappresentativo.

Monti è stato nominato senatore in 48 ore, oggi abbiamo dei ministri che nessuno di noi ha mai votato o nemmeno conosciuto nella sua storia della rappresentazione popolare..mai un comizio, un articolo, un talk-show! e in un attimo traaak..un ventaglio di oscuri burocrati, scelti e formati da chissachi...

Ma niente..non ti sorge nessun dubbio che il potere che delega e forma un governo stia altrove, rispetto alle urne elettorali?

Democrazia?..ma quando mai, se oggi abbiamo destra sinistra e centro che hanno delegato a un governo piovuto dal cielo tutte le loro politiche..

Art. 18..si è battibeccato un po..ma attenzione, già tutto è spito, già chi doveva essere informato e reso consapevole del rischio di finire spazzato via, è stato informato..Bersani s'è calmato subito, la Camusso è solo pennacchio allegorico che serve a dare un po di fumo negli occhi: l'Opposizione!

..nessun dubbio..nessun dubbio...

Non riesco a instillare nessun dubbio a chi crede e non vede, esattamente come non riesco mai a instillare un dubbio ha chi ha deciso di credere a dio, a prescindere.

Spesso temo di avere torto io, allora mi sommergo di libri, trattati, fonti..ricontrollo, mi confronto con voi credenti per scoprire dove sta il nocciolo della vostra convinzione e lo analizzo con cura per capire cosa di questo nocciolo è cosi convincente..ma non trovo nulla. Solo un "credo".

delfi68
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