vegani vegetariani fruttariani

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Mer 14 Dic - 18:43

Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ricevuto, grazie. Questo non spiega perché ho problemi unicamente col forum!

In moderazione vi ho fatto uno screenshot
Qui trovi una spiegazione dettagliata del problema:

http://bitexperts.com/Question/Detail/1149/err_ssl_version_or_cipher_mismatch-error-in-chrome-while-opening-some-https

mi sembra che le risposte si riferiscano solo a firefox però

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Minsky il Lun 18 Set - 17:32

THE VISION ha scritto:PERCHÉ NON C’È NULLA DI ETICO NELLA VITA DI UN VEGANO

Di MATTEO LENARDON 18 SETTEMBRE 2017

È il 2017. Secondo tutti i film prodotti quando l’umanità pensava di poter curare gli omosessuali con gli schiaffi viviamo in un futuro da fantascienza. Certo, non abbiamo macchine volanti, non viviamo in un’era post-razziale o nelle colonie su Marte, però abbiamo l’etica. E un compasso morale formato dalle gif di Beyoncé che ci spiegano come navigarla.

Etica, infatti, è la parola del futuro. E quindi del nostro presente. Il lavoro è etico. La musica è etica. Lo sono le tasse. Anche le banche, ormai, sono etiche.

“Etica” è diventata la parola con cui definire noi stessi e chi ci circonda. Dividiamo le persone in buone o cattive a seconda di quanto rispecchiano la nostra idea di “etica”. Ma cosa si intende esattamente con “etica”? Tutti i più grandi pensatori della storia hanno scritto e dibattuto sul suo significato. Da Aristotele a Socrate, fino a Confucio. Da Tommaso D’Aquino a Kant, fino a Giulia Innocenzi. Nessuno, prima di lei, aveva però mai trovato una definizione precisa e sintetica di “etica”.

Etica, sostiene la collaboratrice di Santoro nel suo libro “Tritacarne”, significa non uccidere gli animali.

Sarebbe intellettualmente disonesto, però, attribuire quest’idea esclusivamente alla giornalista de Il Fatto Quotidiano; una riflessione così complessa richiede un’estensione computazionale non ascrivibile singolarmente a Giulia Innocenzi. Per arrivare a questa epifania intellettuale sono stati necessari milioni di vegani nel mondo.

I vegani sono infatti ossessionati dalla parola “etica”. È quella a cui ricorrono quando viene chiesto loro che cosa li abbia spinti a cambiare dieta. È come definiscono loro stessi. Persone con etica.

Hanno pure creato il “Parma Etica Festival”, una rassegna in cui si celebrano culture, tradizioni e usanze alimentari allogene con il nobile scopo d’aiutare le persone a dimenticare di vivere a Parma. Tre giorni di talk, workshop e seminari sull’etica vegan e vegetariana. E sulla “psicogenealogia transgenerazionale”, una branca della psicologia che unisce le esperienze traumatiche dei tuoi avi del Rinascimento con le difficoltà di ricezione di Lifegate.

Ospite speciale del festival? Giulia Innocenzi.

Altro esempio di questa ossessione si può trovare nel ricettario-bibbia della comunità vegana italiana dal titolo “La cucina etica”. Scopo dei suoi tre autori è quello di proporre ricette “etiche, salutiste, ecologiche, spirituali, legate allo sviluppo sostenibile”. Uno dei primi capitoli è dedicato alla quinoa.

La quinoa è considerata uno degli alimenti più nutrienti in natura ed è utilizzata di frequente nelle diete vegane per l’alta concentrazione di proteine che contiene; viene coltivata nei due Paesi più poveri del Sud America – Perù e Bolivia – e da quando è stata scoperta nelle “diete etiche” ha completamente stravolto l’esistenza degli abitanti di entrambi i Paesi. Dal 2006 al 2011 il prezzo della quinoa è triplicato, fino a raggiungere i 3mila euro la tonnellata, ma alcune varietà più pregiate – rossa real e nera – possono superare i 4mila e gli 8mila euro.

Per questo motivo in Bolivia, un Paese in cui il 45% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno, gli agricoltori hanno cambiato la loro dieta, immutata per oltre 5mila anni. La quinoa, ormai troppo preziosa per essere consumata localmente, viene quasi interamente venduta o scambiata per Coca-Cola, dolciumi industriali e altri prodotti della dieta occidentale.

La situazione è così grave da aver creato un inedito banditismo locale, che lotta a colpi di rapimenti e di candelotti di dinamite per la conquista di terreni coltivabili a quinoa. La diversità biologica delle coltivazioni è stata inoltre quasi completamente distrutta per essere convertita in una monocoltura di questa pianta. Per gli agricoltori non avrebbe senso fare diversamente.

In Perù, dove il 22% della popolazione vive in povertà, la situazione non è migliore. Un chilo di quinoa costa dieci soles, circa 2,70 euro: più del pollo e quattro volte il riso. Secondo le statistiche governative il consumo è crollato a livello nazionale per questo motivo. Una notizia preoccupante, visto che proprio per le eccezionali proprietà nutritive la quinoa risultava fondamentale per sostenere la popolazione nelle zone più povere del Paese, colpite da un livello di malnutrizione infantile fra i più alti in Sud America. Secondo l’UNICEF il 19.5% dei bambini peruviani soffre oggi di malnutrizione cronica.

Il paradosso è evidente: mentre nei Paesi d’origine è diventato più conveniente mangiare l’hamburger di una multinazionale, i ricchi europei e americani possono consumare l’etico, salutista e sostenibile burger vegano di quinoa.

Magari con una maionese di anacardi, altro alimento necessario per mantenersi etici e che nei piatti vegani risulta fondamentale per simulare ricette realizzabili tradizionalmente solo attraverso il latte animale, come la besciamella, i “formaggi” da spalmare, il ripieno della cheesecake, i gelati e le mousse.

Ma da dove arrivano gli anacardi che finiscono nei dolci cruelty free?

Per il 40% dal Vietnam, Paese che ha deciso di adottare per la loro raccolta una filiera produttiva che ricorda le dittature più tiranniche della storia, tipo la Corea del Nord di Kim Jong Un, la Romania di Ceaușescu o la Apple di Steve Jobs.

Secondo un dettagliato reportage di Human Rights Watch, gli anacardi vietnamiti provengono infatti quasi totalmente dal lavoro forzato nei centri di recupero per tossicodipendenti condannati. Moltissimi detenuti arrivano in questi centri senza essere stati difesi da un avvocato e senza un regolare processo e sono costretti a lavorare otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, a un ritmo di estrazione di un anacardo ogni sei secondi. Chi non rispetta questi standard subisce svariate punizioni corporali: viene picchiato con bastoni chiodati, rinchiuso in celle d’isolamento, costretto al digiuno e privato dell’acqua. In molti casi torturato con l’elettroshock.

Per questo motivo Human Rights Watch li ha definiti “anacardi insanguinati”, come i diamanti africani.

La filiera però non termina in Vietnam: il 60% degli anacardi viene processato nel Sud dell’India, nelle zone più povere del Paese. Il guscio, spesso e resistente, viene spaccato a mano da donne che lavorano sedute nella stessa posizione per dieci ore al giorno. Ma non è la fatica il vero problema. Gli anacardi sono protetti da due gusci interni che rilasciano un olio caustico formato da acidi anacardici, cardolo e metilcardolo: queste sostanze bruciano in modo profondo e permanente la pelle delle lavoratrici che non possono permettersi dei guanti di protezione. Per la loro mansione vengono infatti pagate appena 2,20 euro al giorno. In India gli anacardi sono considerati un lusso da consumare solo durante le feste più importanti. Così, alla fine dei turni, le operaie vengono anche perquisite, come le donne in reggiseno e slip che tagliavano la cocaina per Pablo Escobar.

Ma è facile dimenticare tutto questo quando ogni nervo nella tua lingua vibra dopo aver assaporato questa cheesecake vegana crudista con fragole, mandorle e anacardi. Riesce a farti pensare nello stesso momento “non riesco a credere che la dolce cremosità non sia data da Philadelphia” e “fanculo le donne nel terzo mondo”.

È utile parlare anche della base di questo dolce, capace di innalzare lo spirito di chiunque da “crudo” a “etico”: è fatta di mandorle, l’ennesimo alimento esploso in popolarità – con un prezzo triplicato in 5 anni –, grazie al suo apporto naturale di calcio, essenziale nella dieta vegana. Da questi frutti si ricava un latte utilizzato per realizzare mozzarella, ricotta e molti altri tipi di formaggi e creme. La richiesta è aumentata a tal punto da costringerci a importarle quasi totalmente dall’estero, nonostante le nostre millenarie tradizioni legate al loro consumo. Principalmente dalla California, responsabile dell’82% della produzione mondiale. Un quasi-monopolio in crescita costante, che ha messo lo stato americano in ginocchio per il prosciugamento delle riserve idriche. Per produrre una singola mandorla sono necessari infatti oltre 4 litri d’acqua – e la California ne produce ogni anno più di 950mila tonnellate. Le ripercussioni della siccità sulla fauna sono devastanti: sono morti oltre 4mila cervi in un anno; alci, linci, volpi, coyote e orsi sono talmente assetati da spingersi con sempre maggiore frequenza nelle zone abitate dall’uomo. Diverse tribù di Nativi Americani stanno cercando di salvare il salmone Chinook, un pesce fondamentale per la loro storia e cultura: peccato che l’acqua che potrebbe evitarne l’estinzione venga deviata per centinaia di km per essere usata nei frutteti di mandorle.

Ma a contribuire all’aridità dei terreni non sono solo le mandorle. L’altro grande responsabile è forse l’alimento più rappresentativo della moderna narrativa del cibo, passato da nutrimento a status symbol politico per food stylist: l’avocado. Per produrre mezzo kg di avocado vengono mediamente impiegati 270 litri d’acqua. Il risultato sono i quattro anni consecutivi in cui la California registra la peggior siccità della storia. Brindiamo con questo avocado alle mandorle offerto da “La cucina etica”!

Certo, c’è chi se la passa peggio.

Il vicino Messico in meno di 10 anni ha decuplicato gli export di avocado – conosciuto ormai da quelle parti come “oro verde”– diventandone il primo produttore al mondo. L’offerta, però, non riesce a soddisfare la domanda. I prezzi in continua salita stanno portando a una deforestazione che tocca i 700 ettari all’anno; in dieci anni, per lasciare spazio ai frutteti di avocado, è svanita un’area di foresta grande quattro volte la Lombardia. Come per la California, questa perdita sta trasformando radicalmente la vita di flora e fauna. Milioni di farfalle monarca scelgono per la riproduzione e lo svernamento proprio le aree in deforestazione del Michoacan, la capitale mondiale dell’avocado: senza vegetazione il loro destino è l’estinzione. L’enorme quantità di pesticidi e fertilizzanti necessari per la coltivazione degli avocado stanno inoltre avvelenando le riserve acquifere da cui si abbeverano animali e popolazione locale. Il controllo di questo enorme business è in mano al cartello dei “Cavalieri Templari”, l’organizzazione criminale responsabile della distribuzione di crystal meth negli Stati Uniti, che ha scoperto un inedito pollice verde da quando i ricavi della vendita di avocado sono passati dai 90milioni di dollari del 2000 agli 1.3 miliardi del 2012.

Le tattiche sono le stesse usate da tutti i mafiosi del mondo. Chi non paga il pizzo si trova i frutteti bruciati. Chi prosegue nel non assecondare i taglieggiatori va incontro alla morte o a quella dei propri cari. Molteplici i casi di stupro. Un giornalista di Vocativ racconta la storia del rapimento di due figli di un agricoltore. Per il riscatto da 1.5 milioni di dollari ha venduto tutto ciò che possedeva. I figli non li ha mai più rivisti.

Per questo motivo si parla di “avocado insanguinati”. Come i diamanti. Come gli anacardi.

Ma persino gli avocado non sono nulla in confronto al più grande distruttore di foreste del mondo: la soia. Per questo legume ogni anno viene raso al suolo il 3% della foresta pluviale Argentina, situata nella provincia di Cordoba. Otto milioni di ettari – un’area grande quanto il Portogallo. In Brasile, dal 1978 a oggi, sono sparite invece Italia e Germania.

Ma a chi importa, no? Del resto la foresta pluviale serve solo a produrre il 28% dell’ossigeno che respiriamo e a stabilizzare il surriscaldamento globale attraverso l’assorbimento di anidride carbonica. Certo, uccidere miliardi di persone facendo innalzare il livello degli oceani a causa dello scioglimento dei ghiacciai è un equo sacrificio rispetto alla vita di una quaglia del Molise, peccato che la foresta contenga anche il 40% delle specie animali viventi.

Questo però non intacca lo status della soia come alimento principe della dieta vegana – il sito de “La cucina etica” contiene 952 ricette basate su questo ingrediente. Secondo una ricerca dell’università di Oxford, il 73% dei vegani consumerebbe ogni giorno almeno 11 grammi di proteine provenienti dalla soia, ricca inoltre di fibre e minerali che altrimenti verrebbero a mancare nell’organismo di una persona che non mangia carne.

Ora so cosa staranno pensando i vegani. “La maggior parte della soia viene coltivata come mangime animale, non per l’uomo!”. È vero, il 70% della produzione mondiale di questo legume è destinata agli allevamenti di bestiame, ma la nota lobby dell’industria della carne, conosciuta anche come WWF, ha commissionato nel 2009 una ricerca alla Cranfield University che riflette proprio su questo dettaglio. Lo scopo dello studio è immaginare scenari che potrebbero ridurre del 70% l’emissione di gas serra. I ricercatori giungono a questa conclusione: “sostituire latte e carne con analoghi alimenti raffinati come il tofu potrebbe aumentare la quantità di terreno arato necessario per soddisfare il fabbisogno alimentare”.

Infine, se la propaganda “etica” funzionasse veramente e smettessimo tutti di consumare prodotti animali, la deforestazione e il surriscaldamento terreste aumenterebbero. Questo perché una vasta quantità di alimenti consumati dai vegani richiede una lunga filiera di lavorazione, dalla coltivazione a migliaia di km ai numerosi processi necessari per trasformare la soia nell’unico alimento più insapore del pollo: il tofu.

Provate a cercare un ristorante vegano interamente a km.0 nella vostra città. Non esiste. Il massimo che potete trovare è un ristorante possibilmente a km.0. La verità, come ipotizza la ricerca del WWF, è che una cucina vegana equilibrata non è sostenibile per l’ambiente. Certo, esiste chi si ciba solo di frutti autoctoni, ma i rischi cui si va incontro sono una carenza di calcio, una pericolosa mancanza di acidi grassi essenziali e una predisposizione ad ascoltare Enya.

Perché, quindi, la giunta Appendino, dopo essersi insediata, ha parlato di “promozione della dieta vegana sul territorio comunale come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali”?

Perché l’unica critica rivolta ai vegani è quella di essere vegani. Basti pensare che negli ultimi anni hanno avuto come principale antagonista intellettuale Giuseppe Cruciani, il conduttore di uno Zoo di 105 per uomini che scrivono “Liceo Classico” nella bio di Tinder.

Ma non c’è nulla di sbagliato nell’essere vegani, è una scelta personale, come tante altre.

Il problema nasce quando si passa da una scelta di vita a una presunta scelta etica, motivata dal voler salvare l’ambiente o gli animali. Questo significa mettersi in una posizione di superiorità morale che semplicemente non trova corrispondenza nei fatti. È solo un voler apparire ecologisti. L’esempio migliore di questa ipocrisia è rappresentata dalla Tesla vegana. Un’auto da 115.800 euro che andrebbe guidata 8.2 anni senza mai fermarsi prima che la produzione della sua batteria compensi il CO2 rilasciato da una macchina a combustione.

Il movimento vegano usa la parola “specista” per apostrofare chi secondo gli adepti non mette vita animale e umana sul medesimo piano di importanza. Quale parola dovremmo usare per identificare chi sceglie di dare priorità alla propria coscienza piuttosto che alla vita, alla salute e alla serenità di altri esseri umani? Soprattutto quando parliamo di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo, mentre la coscienza risiede in un corpo con un taglio asimmetrico che vive tra Berlino, Milano o Londra.

Nessuno lo può sapere. L’unica cosa che possiamo fare, la prossima volta che ci troveremo a mangiare in una hamburgheria artigianale con un amico vegano, è aiutare chi ci sta di fronte a scegliere. Fra il burger di quinoa con guacamole e mayo di mandorle e l’unica scelta etica possibile: il digiuno.

http://thevision.com/scienza/vita-di-un-vegano-non-etica/

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Lun 18 Set - 17:55

Sicuro che vale la pena di leggere tutto, però boxed boxed boxed

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Minsky il Lun 18 Set - 20:16

Rasputin ha scritto:Sicuro che vale la pena di leggere tutto, però boxed boxed boxed
Sì. È estremamente interessante.

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Set - 11:25

Mi sono divertito ad estrarre alcune perle  carneval

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:epifania intellettuale

ahahahahahah

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:I vegani sono infatti ossessionati dalla parola “etica”. È quella a cui ricorrono quando viene chiesto loro che cosa li abbia spinti a cambiare dieta.

Non sono del tutto d'accordo, ci sono anche quelli ancora più ipocriti che si giustificano con motivi di salute (certamente non quella mentale)


Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:con il nobile scopo d’aiutare le persone a dimenticare di vivere a Parma

Beh diciamo che l'idea non è male se uno è un maiale  mgreen

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:La situazione è così grave da aver creato un inedito banditismo locale, che lotta a colpi di rapimenti e di candelotti di dinamite per la conquista di terreni coltivabili a quinoa.

Chisum docet  ahahahahahah  ahahahahahah

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:i rischi cui si va incontro sono una carenza di calcio, una pericolosa mancanza di acidi grassi essenziali e una predisposizione ad ascoltare Enya.

hysterical

Ho letto tutto, davvero interessante. Lo sarebbe ancora di più se l'autore si fosse preso la briga di citare le fonti degli studi a loro volta citati; non che io non mi fidi, ma sarebbe interessante poter dare un'occhiata anche a quelli.

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da FdS il Mer 20 Set - 21:35

Articolo piuttosto interessante, in genere non si vede che la punta dell'iceberg di questi retroscena economici, ma suppongo che in tal caso non si veda nemmeno quella, anzi...  eeeeeeek
Ma faccio l'avvocato del diavolo per un po' ora devil2 : questi retroscena non sono del tipo che facilmente chiunque immaginerebbe, inoltre la preoccupazione dei vegani/vegetariani è innanzitutto indirizzata agli animali, appunto perché non sanno - molto spesso - quali siano le conseguenze per chi coltiva dall'altra parte del globo gli alimenti che mangiano, o addirittura pensano di stare sostenendo l'economia dei paesi d'origine di tali materie (che poi sì, gli introiti ci sono, ma occorre anche vedere in che tasche finiscono). Per concludere, sul tema si sentono solo voci mediatiche favorevoli o al più scettiche da un punto di vista nutrizionale, e si sa che in genere la gente non va a spulciare nel web notizie relative agli effetti che hanno avuto i boom di anacardi e avocado sulla qualità della vita di chi glieli ha fatti trovare belli e pronti sugli scaffali del Conad... Non che questa sia una giustificazione valida, però è un atteggiamento notoriamente diffuso, specie se si parte dal presupposto che la propria scelta sia positiva al 100%: si è più restii, di solito, a cercare dei contro quando si pensa che ci siano solo i pro. Si trovano sempre quelli genuinamente convinti di aiutare il mondo con questa scelta e il non far sentire con dovuta efficacia l'altra campana alimenta solo la loro convinzione, che per quanto genuina può comunque essere errata.
Ah, per la cronaca, ho girato il link a una mia amica aspirante vegetariana.  Royales

P.s.: Rasp, vedi che le fonti sono tutte linkate, dove ci sono le sottolineature  mgreen (mi auguro che adesso non mi si venga a fare la ramanzina perché ho usato un termine apertamente slang hihihihih).
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Mer 20 Set - 21:54

FdS ha scritto:

P.s.: Rasp, vedi che le fonti sono tutte linkate, dove ci sono le sottolineature  mgreen (mi auguro che adesso non mi si venga a fare la ramanzina perché ho usato un termine apertamente slang hihihihih).

Eh? Convinto di essere io il rincoglionito sono andato a vedere, ma nell'articolo

http://atei.forumitalian.com/t3993p1000-vegani-vegetariani-fruttariani#379609

non ho trovato alcum link attivo thinkthank

Sarò scemo io

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da FdS il Gio 21 Set - 5:20

Aprendo il link in fondo al post di Minsky vai direttamente all'articolo originale, è lì che trovi i link che ti dicevo. Non so se sia un problema di browser (io lo apro con Chrome da cellulare), anche se mi sembra - da profana in materia - improbabile... thinkthank
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da marisella il Gio 21 Set - 6:25

Rasputin ha scritto:Mi sono divertito ad estrarre alcune perle  carneval

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:epifania intellettuale

ahahahahahah

Minsky ha scritto:
THE VISION ha scritto:I vegani sono infatti ossessionati dalla parola “etica”. È quella a cui ricorrono quando viene chiesto loro che cosa li abbia spinti a cambiare dieta.

Non sono del tutto d'accordo, ci sono anche quelli ancora più ipocriti che si giustificano con motivi di salute (certamente non quella mentale)


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THE VISION ha scritto:i rischi cui si va incontro sono una carenza di calcio, una pericolosa mancanza di acidi grassi essenziali e una predisposizione ad ascoltare Enya.

hysterical

Ho letto tutto, davvero interessante. Lo sarebbe ancora di più se l'autore si fosse preso la briga di citare le fonti degli studi a loro volta citati; non che io non mi fidi, ma sarebbe interessante poter dare un'occhiata anche a quelli.
Io me lo sono letto tutto in metro ieri, ora c'è campo, non ho bisogno che mi faccia il riassuntino tu con le perline, mettitele tu al collo, oh.
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da FdS il Gio 21 Set - 7:04

domanda..
E perché mai pensi sia un riassunto indirizzato a te (o a qualunque altro utente)? A me sembra solo che si sia soffermato su dei punti salienti/ilari senza alcuna pretesa di riassumere alcunché a chicchessia...
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Gio 21 Set - 10:15

FdS ha scritto:Aprendo il link in fondo al post di Minsky vai direttamente all'articolo originale, è lì che trovi i link che ti dicevo. Non so se sia un problema di browser (io lo apro con Chrome da cellulare), anche se mi sembra - da profana in materia - improbabile... thinkthank

Immaginavo, è come pensavo, non è un problema di browser ma di rimbecillimento crying

l'unica cosa che non ho  fatto è stata proprio andare sull'articolo originale

Grazie

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da SETH OTH il Gio 21 Set - 13:44

Mah. Non che apprezzi saccentelli succhiazucchine moralmente ed intellettualmente autoproclamantisi plusdotati, impegnati in social managment e public spreading della cultura delle diversità, però questo articolo mi ha convinto come un articolo di Pinochet sulla rivoluzione Cubana.
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Gio 21 Set - 16:15

SETH OTH ha scritto:Mah. Non che apprezzi saccentelli succhiazucchine moralmente ed intellettualmente autoproclamantisi plusdotati, impegnati in social managment e public spreading della cultura delle diversità, però questo articolo mi ha convinto come un articolo di Pinochet sulla rivoluzione Cubana.

Beh magari potresti spiegare perché in maniera articolata, cosí ci scanniamo come su treintalia delle mie calighe hihihihih

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da SETH OTH il Lun 25 Set - 9:24

Cioè sul fatto che la AV che prendo ogni mese in realtà non esista e sia solo una proiezione della mia mente per fuggire (così come gli orari di DB sul loro sito) dalla drammatica realtà che mi vede legato ad un letto di ospedale in coma irreversibile?
Fico. Quando ho tempo e voglia ci provo.
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Lun 25 Set - 10:03

SETH OTH ha scritto:Cioè sul fatto che la AV che prendo ogni mese in realtà non esista e sia solo una proiezione della mia mente per fuggire (così come gli orari di DB sul loro sito) dalla drammatica realtà che mi vede legato ad un letto di ospedale in coma irreversibile?
Fico. Quando ho tempo e voglia ci provo.

Che cos'è la AV?

Cosa c'entra la DB (della quale immagino tu abbia ampia esperienza moon )?

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da SETH OTH il Lun 25 Set - 10:43

Rasputin ha scritto:Che cos'è  la AV?
https://it.wikipedia.org/wiki/Alta_velocit%C3%A0_ferroviaria

Cosa c'entra la DB (della quale immagino tu abbia ampia esperienza moon )?
Anche talune persone senza profonda esperienza ci possono perfino trovare gli orari dei treni tedeschi ( lo so, tu no, se ben ricordo ahahahahahah )
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Lun 25 Set - 11:06

SETH OTH ha scritto:
Rasputin ha scritto:Che cos'è  la AV?
https://it.wikipedia.org/wiki/Alta_velocit%C3%A0_ferroviaria

Cavoli, non sapevo che il termine esistesse anche in cialtronico ahahahahahah moon

SETH OTH ha scritto:
Cosa c'entra la DB (della quale immagino tu abbia ampia esperienza moon )?
Anche talune persone senza profonda esperienza ci possono perfino trovare gli orari dei treni tedeschi ( lo so, tu no, se ben ricordo ahahahahahah )

Certo che possono, mica sono gli orari di Trenicialtronia mgreen

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da SETH OTH il Lun 25 Set - 16:06

Rasputin ha scritto:Cavoli, non sapevo che il termine esistesse anche in cialtronico  ahahahahahah  moon
Perchè? In quale altra lingua si chiama AV?

Certo che possono, mica sono gli orari di Trenicialtronia mgreen
Eppure tu non c'eri riuscito banana-neuk1
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Lun 25 Set - 17:19

SETH OTH ha scritto:
Rasputin ha scritto:Cavoli, non sapevo che il termine esistesse anche in cialtronico  ahahahahahah  moon
Perchè? In quale altra lingua si chiama AV?

Mi riferisco al concetto, non al termine in se stesso hihihihih

SETH OTH ha scritto:
Certo che possono, mica sono gli orari di Trenicialtronia mgreen
Eppure tu non c'eri riuscito banana-neuk1

Eh? A far cosa, a calcolare una media al netto da fermate? Royales

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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da SETH OTH il Mar 26 Set - 8:51

no! No No.
A inserire stazione di partenza, stazione di arrivo e a vedere quanto tempo ci voleva.


Rasputin e le FS:
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Re: vegani vegetariani fruttariani

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Set - 11:36

SETH OTH ha scritto:no! No No.
A inserire stazione di partenza, stazione di arrivo e a vedere quanto tempo ci voleva.


Rasputin e le FS:

Quello spezzone è storico, si presta ad un sacco di cose, ci sono versioni doppiate anche in tedesco ahahahahahah

Questo invece è in tedesco bavaro, sei tu che ti lamenti di un contratto di leasing carneval



Comunque per tornare a Trenicialtronia, io nell'agosto 2012 ci ho messo 8 ore e 6 minuti da La Spezia a Trento (con buona pace della linea Brennero "AV" ahahahahahah )

Sono 342 km, diviso 8 - ti faccio grazia degli 8 minuti in più - fa 42,75 di media, ci sono tappe del giro d'Italia in cui i ciclisti tengono medie maggiori hysterical

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Messaggio Da SETH OTH il Mar 26 Set - 18:04

Rasputin ha scritto:Comunque per tornare a Trenicialtronia, io nell'agosto 2012 ci ho messo 8 ore e 6 minuti da La Spezia a Trento (con buona pace della linea Brennero "AV" ahahahahahah )

Sono 342 km, diviso 8 - ti faccio grazia degli 8 minuti in più - fa 42,75 di media, ci sono tappe del giro d'Italia in cui i ciclisti tengono medie maggiori hysterical
Certo che sei una volpe!

Io 8h 54m per fare Ratisbona-Chemnitz e senza un minuto di ritardo. E i km sono solo 272. Media 30 km\h. Qui le medie maggiori le tengo anche io quando vado in vacanza in bici. inchino
Ma non ti preoccupare, sempre e comunque

HEIL!
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Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Set - 18:17

SETH OTH ha scritto:
Rasputin ha scritto:Comunque per tornare a Trenicialtronia, io nell'agosto 2012 ci ho messo 8 ore e 6 minuti da La Spezia a Trento (con buona pace della linea Brennero "AV" ahahahahahah )

Sono 342 km, diviso 8 - ti faccio grazia degli 8 minuti in più - fa 42,75 di media, ci sono tappe del giro d'Italia in cui i ciclisti tengono medie maggiori hysterical
Certo che sei una volpe!

Io 8h 54m per fare Ratisbona-Chemnitz e senza un minuto di ritardo. E i km sono solo 272. Media 30 km\h. Qui le medie maggiori le tengo anche io quando vado in vacanza in bici.  inchino

Certo che te le cerchi, è come dire Canicattí-Porto Badisco ahahahahahah

SETH OTH ha scritto:Ma non ti preoccupare, sempre e comunque

HEIL!

quoto..

Über alles magari no, ma stare sopra Cialtronia non è un'impresa eh tie

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Messaggio Da SETH OTH il Mer 27 Set - 9:24

ahahahahahah ahahahahahah carneval quote
Dimmi che l'hai fatto per lo spettacolo, nel qual caso grazieeee tanto di cappella.
No, perchè Porto Badisco - Canicattì distano tra loro più di 750km percorribili in meno di 15h by train, che ci porta - per la tratta più sfigata che sei riuscito a concepire per fare un esempio del peggio del peggio, ad una velocità media quasi doppia rispetto a quella da me citata  carneval

Di alto interesse sociologico, comunque, il fatto che quando hai da confrontare le FB* con le cialtrolocomotive tu lo faccia prendendo in causa tratti senza AV e con tre cambi, e questo non rappresenti per te il minimo problema, ma se la stessa cosa la faccio io allora la logica dell'esempio non va più bene. Perchè non ti fai assumere a Il Giornale?

R ha scritto:Über alles magari no, ma stare sopra Cialtronia non è un'impresa eh tie
Può darsi, ma allora non serve che ti inventi le cose per sostenerlo.  inchino



*Fuhrer Bahn
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Messaggio Da Rasputin il Mer 27 Set - 10:32

SETH OTH ha scritto:ahahahahahah ahahahahahah carneval quote
Dimmi che l'hai fatto per lo spettacolo, nel qual caso grazieeee tanto di cappella.
No, perchè Porto Badisco - Canicattì distano tra loro più di 750km percorribili in meno di 15h by train, che ci porta - per la tratta più sfigata che sei riuscito a concepire per fare un esempio del peggio del peggio, ad una velocità media quasi doppia rispetto a quella da me citata  carneval

Di alto interesse sociologico, comunque, il fatto che quando hai da confrontare le FB*  con le cialtrolocomotive tu lo faccia prendendo in causa tratti senza AV e con tre cambi, e questo non rappresenti per te il minimo problema, ma se la stessa cosa la faccio io allora la logica dell'esempio non va più bene. Perchè non ti fai assumere a Il Giornale?

R ha scritto:Über alles magari no, ma stare sopra Cialtronia non è un'impresa eh tie
Può darsi, ma allora non serve che ti inventi le cose per sostenerlo.  inchino



*Fuhrer Bahn

Certo che l'ho fatto per lo spettacolo (sapevo che saresti andato a controllare ah ah per sapere dov'è Porto Badisco occorre esserci stati), so bene che la distanza non è paragonabile, lo è però la tipologia  della tratta.

Anche la tratta da me citata è percorribile in 4 ore e 55, vedi qui, ma non significa che si riesca effettivamente a farlo.

Inoltre non mi risulta che la tratta Regensburg-Chemnitz sia una tratta AV (anche evidente dato che tu stesso hai dichiarato un tempo di percorrenza al netto da ritardi).

Aggiungo che mi pare più importante il rispetto degli orari che la velocità in sé; se so dall'inizio che per andare da Regensburg a Chemnitz ci metto 8 ore e 54 minuti programmo il mio viaggio in corrispondenza (o scelgo di andare a dorso di mulo), ma se gli orari mi danno tra Spezia e Trento un tempo di percorrenza di 4 ore e 55' e poi ce ne metto 8 e 6' permetterai che un pelo mi posso incazzare.

Tra l'altro il paragone vero comunque andrebbe fatto con le velocità medie dell'intera rete ferroviaria (e lí sí che per Trenicialtronia son dolori), che sono quelle che contano, infatti qui la DB pianifica di ridurre la velocità max. da 300 a 250kmh per ragioni di sostenibilità economica ma di estendere tale velocità max. a tutta la rete ferroviaria possibile

https://community.bahn.de/questions/934297-icx-keine-300-km-h-fahren-konnen

qui tra l'altro viene menzionata la media sulla famosa tratta Frankfurt - Köln:

"Im Jahr 2005 erreichte der ICE mit einer Durchschnittsgeschwindigkeit von gut 230 km/h auf der Strecke Bonn/Frankfurt-Flughafen"

(Aeroporto)

http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/deutsche-bahn-setzt-bei-ice-auf-hoechstgeschwindigkeit-von-250-kmh-a-993768.html

Come vedi non mi invento niente

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