Usare la religione come arma contro se stessa 5 4.8 22

Usare la religione come arma contro se stessa

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da delfi68 il Mer 11 Apr - 14:07

ilmaso ha scritto:L'ho trovata qui

Darwin racconta di aver visto il suo cane abbaiare verso il vuoto a
difesa del suo territorio nel momento in cui una brezza mosse
leggermente il parasole nel suo giardino. Il cane probabilmente voleva
difendere il suo territorio da “un’entità†che, per quanto invisibile,
non era autorizzata ad invadere il suo spazio.


Ahhh..grazie!!..stavo già chiamando l'elettrauto per farmi revisionare un pezzo di corteccia..

Dove l'hai trovato?

delfi68
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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da ilmaso il Mer 11 Apr - 14:09

delfi68 ha scritto:
ilmaso ha scritto:L'ho trovata qui

Darwin racconta di aver visto il suo cane abbaiare verso il vuoto a
difesa del suo territorio nel momento in cui una brezza mosse
leggermente il parasole nel suo giardino. Il cane probabilmente voleva
difendere il suo territorio da “un’entità†che, per quanto invisibile,
non era autorizzata ad invadere il suo spazio.


Ahhh..grazie!!..stavo già chiamando l'elettrauto per farmi revisionare un pezzo di corteccia..

Dove l'hai trovato?

Mi sa che devi chiamare lo stesso l'elettrauto , il "qui" era un link, eccolo:
http://www.traccedistudio.it/61/charles-darwin-lorigine-delluomo-e-la-selezione-sessuale.html

ilmaso
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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da Steerpike il Mer 11 Apr - 14:32

------rwed ha scritto:
Roberto84 ha scritto:
Voi che ne pensate? E quale approcio utilizzate nelle classiche situazioni Ateo VS Credente?


"Discutere con i creazionisti sull'argomento dell'evoluzione e' circa come cercare di giocare a scacchi con un piccione: rovesciera' i pezzi, caghera' sulla scacchiera e volera' tornando dal suo stormo per annunciare vittoria." -Scott D. Weitzenhoffer

E' circa la posizione che ho assunto con i credenti. Non intendo piu' perdere tempo a cercare di farli "ragionare", me ne sto zitto o gli do' ragione nel peggiore dei casi. E' tempo perso, fidati. Perche' dovrei sprecare le mie energie nel parlare con chi fa politica irrazionale, usando strategie apprese per suscitare stati mentali schizofrenici? Non ha alcun senso. Ho gia' abbastanza cose interessanti di cui occuparmi.

Tendenzialmente d'accordo, ma quando ci vuole (tentativi diretti di conversione) ci vuole.

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da delfi68 il Mer 11 Apr - 15:08

wall2
Mica avevo visto il link.., allora 333 34 34 278..pronto officina??

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da EVO il Mer 11 Apr - 19:53

L'argomento posto da Roberto84 è condivisibile e alquanto interessante. Purtroppo non ho (ancora) letto Bill Maher, anzi, che mi consigli di leggere, possibilmente in italiano? wink..
Non ho capito bene su quale piano pratico metti o metteresti l'uso della religione contro la religione, parli delle incoerenze delle scritture? Dell'incoerenza sacerdotale? A cosa alludi esattamente?

EVO
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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da Apo Steriori il Gio 12 Apr - 0:32

Trovo l'argomento estremamente interessante, perché non intendo abbandonare l'idea che si possa e si debba fare qualcosa per evitare non tanto la fede in sé, ma i suoi eccessi. Due fattori connessi e inscindibili, direbbe forse qualcuno, e spesso è certo vero. Tuttavia, tecnicamente, sono due cose diverse e non vedo niente di male nel credere per aver seguito un percorso personale e sapendo che non ci sono prove. In questo senso, non ho difficoltà a definire questo tipo di credente come 'libero pensatore', sebbene ritenga che sbagli e mi chieda quanto veramente libera sia stata la ricerca.

Il punto su cui non transigo invece è il comportamento inumano cui la fede può portare, e i mezzi sleali con cui essa può essere trasmessa ie inculcata (indottrinamento precoce, senso di colpa e/o dovere, ...).

Dunque per me sì, su questo piano voglio trovare un modo non per 'convertire' ma per raggiungere un accordo sul minimo indispensabile. Della serie: vuoi credere? Liberissimo/a, ma non rompere a nessuno, inclusi i tuoi figli e nipoti.

La linea è sottile, ma lo trovo uno scopo più raggiungibile e rispettoso dell'oppormi a priori alla religione o alla fede in sé.

Detto questo, anch'io mi sono trovato in situazioni assurde in cui - come detto sopra - la logica si opponeva alla sua assenza, o meglio direi a una logica diversa. Ho da tempo rinunciato ai confronti 'di petto', muro contro muro. Intanto, quindi, parlo solo se chiamato a farlo.. Poi, dico il meno possibile. Logica, etica, storia, psicologia, sociologia, nel confronto li solletico a seconda di dove va il discorso. Frasi brevi, concetti forti, in genere (se riesco) tenendomi tranquillo senza incavolarmi se non arriva la risposta o l'illuminazione che voglio: è importante infatti non fare 'il superiore' o mostrarsi schifati, sia perché mette solo sulla difensiva, sia perché giocare a fare il saputo e non considerare lo sforzo dell'altro non fa per me.

Quasi sempre si finisce in un vicolo cieco, davanti al quale in genere il credente cambia argomento (e ricomincia con le cazzate). In questi casi mi piace rimarcare il fatto, ovvero far notare come anche a livello di meta-linguaggio tanto la logica quanto a volte il comportamento (se si fa acceso e aggressivo) difettino.

La discussione in genere si conclude con un nulla di fatto, a volte con la soddisfazione di essersi spiegati piacevolmente (e la relazione ne ha guadagnato cat elephant ), altre con l'essere additato ad esempio per quello 'proprio che non vuole credere'. Al che propongo di rimangiarsi la cosa o di ricominciare la discussione... tie

Io penso che indubbiamente si può smettere di credere, e che sì, un qualsiasi argomento può all'improvviso fare breccia attraverso l'armatura della catechesi.

Penso inoltre che all'origine non vi sia alcun 'bug della mente umana' connaturato.
Ben più che la paura della morte e l'inferenza di un 'agente' - la cui rilevanza ritengo minore e consequenziale - è l'"istinto a fidarsi degli anziani" che conta. Solo che non è affato un istinto, ma un sistema di credito indotto, costruito fin dall'infanzia e rafforzato anno dopo anno.
Questa cosa, ripeto *appresa*, di dover dipendere da un'entità altra per sapere cosa fare diventa la fede in religione, ma anche in politica, in certi tipi di gruppi giovanili, e di nuovo in famiglia (il figlio ne fa sempre le spese). O, al contrario, ribellione, spesso distruttiva (o auto-distruttiva). È uno schema che ricorre in tante aree delle relazioni umane, ma è osservabile, prevedibile e persino prevenibile. Altro che bug!

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da Apo Steriori il Gio 12 Apr - 0:36

EVO ha scritto:Purtroppo non ho (ancora) letto Bill Maher, anzi, che mi consigli di leggere, possibilmente in italiano?


Bill Maher è quello dell'ottimo documentario Religious, vedere per credere, su youtube in ita.

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da EVO il Gio 12 Apr - 1:04

Apo Steriori ha scritto:
EVO ha scritto:Purtroppo non ho (ancora) letto Bill Maher, anzi, che mi consigli di leggere, possibilmente in italiano?


Bill Maher è quello dell'ottimo documentario Religious, vedere per credere, su youtube in ita.

Ah sì, questi li ho visti! Grazie, almeno ho capito chi è. ok
C'è qualcosa da leggere di suo in italiano?

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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da EVO il Gio 12 Apr - 1:08

Apo Steriori ha scritto:Io penso che indubbiamente si può smettere di credere, e che sì, un qualsiasi argomento può all'improvviso fare breccia attraverso l'armatura della catechesi.

Daccordissimo. ok

Apo Steriori ha scritto:
Penso inoltre che all'origine non vi sia alcun 'bug della mente umana' connaturato.
Ben più che la paura della morte e l'inferenza di un 'agente' - la cui rilevanza ritengo minore e consequenziale - è l'"istinto a fidarsi degli anziani" che conta. Solo che non è affato un istinto, ma un sistema di credito indotto, costruito fin dall'infanzia e rafforzato anno dopo anno.
Questa cosa, ripeto *appresa*, di dover dipendere da un'entità altra per sapere cosa fare diventa la fede in religione, ma anche in politica, in certi tipi di gruppi giovanili, e di nuovo in famiglia (il figlio ne fa sempre le spese). O, al contrario, ribellione, spesso distruttiva (o auto-distruttiva). È uno schema che ricorre in tante aree delle relazioni umane, ma è osservabile, prevedibile e persino prevenibile. Altro che bug!

Francamente non so se si tratti di un bug congenito o di un guasto intervenuto, ma trovo che, seppur interessante, sia, dal lato pratico, secondario. Se il mio meccanico scopre che l'ingranaggio è rotto, lo sostituisce, sia che esso fosse effetto di un difetto di fabbrica, sia che il guasto sia derivato da un cattivo uso della macchina.

EVO
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Re: Usare la religione come arma contro se stessa

Messaggio Da Apo Steriori il Gio 12 Apr - 1:25

EVO ha scritto:Francamente non so se si tratti di un bug congenito o di un guasto intervenuto, ma trovo che, seppur interessante, sia, dal lato pratico, secondario. Se il mio meccanico scopre che l'ingranaggio è rotto, lo sostituisce, sia che esso fosse effetto di un difetto di fabbrica, sia che il guasto sia derivato da un cattivo uso della macchina.

Non è secondario se per bug intendiamo appunto un difetto congenito. Il meccanico direbbe 'coso, nun ce sta niente da fa, esce popo che così dalla casa'. Almeno, io l'ho inteso un po' come intendo il 'peccato originale': una cosa che *non esiste*, ma *credendolo* esistere ti rovina la vita e ti impedisce di realizzarti come vorresti se non avessi mai creduto di averlo. Se questo è il senso, dire che non è un bug ma qualcosa con cui possiamo smettere di farci del male, diventa a mio parere essenziale. sunny

Apo Steriori
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