E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da delfi68 il Gio 29 Ago - 23:58

..eh, certo che se gli amerineka mirano alla siria avranno il loro bel porco motivo..gli frega sti cazzi se assad ha usato il sarin..

Loro (e solo loro) hanno usato due bombe atomiche! ..il sarin e' robetta da serial killer..gli ammerrekani sono tutt'unaltra storia!
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da loonar il Ven 30 Ago - 0:02

delfi68 ha scritto:..eh, certo che se gli amerineka mirano alla siria avranno il loro bel porco motivo..gli frega sti cazzi se assad ha usato il sarin..

Loro (e solo loro) hanno usato due bombe atomiche! ..il sarin e' robetta da serial killer..gli ammerrekani sono tutt'unaltra storia!
loro possono usare quello che vogliono, perchè come disse McNamara: "dov'era una legge che vietava di usare le atomiche nel 45 o il napalm nel 68?
non c'erano... perchè le guerre non hanno leggi! " e così si lavano la coscienza da padroni e salvatori del mondo (che per loro sono solo gli USA)

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Ven 30 Ago - 11:10

ANSA ha scritto:30 agosto, 12:35

Siria: Westerwelle, no Berlino ad attacco

Ministro Esteri, insistiamo per posizione comune Onu

ROMA, 30 AGO - Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha escluso la partecipazione di Berlino a un eventuale intervento militare in Siria: lo ha detto lo stesso ministro al quotidiano regionale Neue Osnabruecker Zeitung. "Non ci hanno chiesto" una tale partecipazione e "noi non la prendiamo in considerazione", ha detto Westerwelle. E poi: "Noi insistiamo" affinché il Consiglio di Sicurezza Onu "raggiunga una posizione comune e il lavoro degli ispettori dell'Onu sia terminato al più presto".
E anche la Germania si tira indietro... mica scemi... resta solo Hollande, duro. Chissà che interessi ha la Francia per voler fare il culo ad Assad a tutti i costi. Forse non hanno capito che così si danno un'enorme zappata sulle balle.

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da The Pilot il Sab 31 Ago - 11:37

Non so cosa passi nella mente di Hollande, ma si sta bruciando la credibilità che si era guadagnato lo scorso anno: come per Obama imitatore di un repubblicano vs. repubblicano qualunque orignale, anche per Hollande imitatore di politico UMP contro politico UMP qualunque ma originale, penso che gli elettori preferiscano a quel punto gli originali
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Cosworth117 il Dom 1 Set - 19:48



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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Dom 8 Set - 14:41


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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Lun 9 Set - 12:59

ANSA ha scritto:09 settembre, 14:07

Piccinin, non è stato Assad a usare gas

Con Quirico ha sorpreso conversazione tra ribelli

BRUXELLES, 9 SET - ''È un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco''. Così Pierre Piccinin alla radio RTL-TVi, dicendo di avere sorpreso una conversazione tra ribelli in proposito insieme a Domenico Quirico. Piccinin aggiunge che ammetterlo ''mi costa perchè da maggio 2012 sostengo con decisione l'esercito libero siriano nella sua giusta lotta per la democrazia''.

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da delfi68 il Dom 29 Set - 13:11

Consiglio di vedervi l'intervista ad Assad su rainews..

..incredibilmente lucido e onesto, non si discolpa di nulla, illustra dei fatti che sembrano essere assolutamente plausibili.

Oltretutto, alla credibiltà etica e democratica dei cosidetti ribelli non ci crede quasi più nessuno, i reporter in loco li descrivono ne più e ne meno dei famigerati Fratelli musulmani d'egitto.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da silvio il Dom 29 Set - 13:37

I ribelli in Siria sono dei tagliagole come quelli Libici, non a caso l'europa ha messo un embargo segreto sulle armi alla libera Libia.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da holubice il Dom 29 Set - 16:11

delfi68 ha scritto:..eh, certo che se gli amerineka mirano alla siria avranno il loro bel porco motivo..gli frega sti cazzi se assad ha usato il sarin..

Loro (e solo loro) hanno usato due bombe atomiche! ..il sarin e' robetta da serial killer..gli ammerrekani sono tutt'unaltra storia!
Anche io mi chiedo per quale motivo USA, Francia e UK abbiano così tanta premura di intervenire in Siria. Qui non c'è in ballo petrolio o altre commodities. Forse lo fanno per togliere all'ex URSS l'ultimo porto di approdo nel Mar Mediterraneo?

O forse, molto più plausibile, temono che il grosso arsenale chimico fornito dall'ex Unione Sovietica alla Siria ai bei tempi della guerra fredda possa finire nelle mani delle stesse persone che non hanno esitato a farsi schiantare con degli areoplani.

Ho visto una trasmissione sul terzo con intervista ad un colonnello dell'esercito italiano responsabile delle NBC (guerra Nucleare Biologica Chimica): simulavano un attentato con una fialetta in una metropolitana con soldati vestiti come astronauti per prestare soccorsi e verificare il tipo di sostanze.

Ho avuto la sensazione che stessero preparando la gente...

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Mer 8 Gen - 12:54

ANSA ha scritto:07 gennaio, 23:24

Siria: qaedisti minacciano altri ribelli

In messaggio audio si incita anche rivolta sunnita in Iraq

BEIRUT, 7 GEN - I qaedisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante hanno lanciato un proclama nel quale si incitano i combattenti jihadisti attivi in Siria ad "annientare" gli altri ribelli, con i quali si è scatenato un sanguinoso conflitto interno al fronte inizialmente schierato contro il regime di Assad. Nel messaggio audio, diffuso dallo sceicco Abu Mohammed al-Adnani, si annunciano poi nuove violenze in Iraq, con l'incoraggiamento ai sunniti a "non deporre le armi" contro gli sciiti.
Si fanno fuori tra di loro... niente di male...
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da paolo1951 il Mer 8 Gen - 15:31

Minsky ha scritto:
ANSA ha scritto:07 gennaio, 23:24

Siria: qaedisti minacciano altri ribelli

In messaggio audio si incita anche rivolta sunnita in Iraq

BEIRUT, 7 GEN - I qaedisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante hanno lanciato un proclama nel quale si incitano i combattenti jihadisti attivi in Siria ad "annientare" gli altri ribelli, con i quali si è scatenato un sanguinoso conflitto interno al fronte inizialmente schierato contro il regime di Assad. Nel messaggio audio, diffuso dallo sceicco Abu Mohammed al-Adnani, si annunciano poi nuove violenze in Iraq, con l'incoraggiamento ai sunniti a "non deporre le armi" contro gli sciiti.
Si fanno fuori tra di loro... niente di male...
Si in effetti ciò che ci salva da una disonorevole capitolazione di fronte all'Islam sono proprio le divisioni interne degli jihadisti.
Ma questa è una ben magra consolazione...
Io preferisco guardare alla Tunisia, dove persone di fronte alle quali mi inchino stanno lottando (senza nessun aiuto da parte di noi occidentali) per conservare una certa laicità in quel paese.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Sab 26 Set - 20:20

Il Fatto Quotidiano ha scritto:Siria, “ribelli armati dagli Usa consegnano mezzi e munizioni ai jihadisti”

La notizia è stata confermata dal Dipartimento della Difesa americano e riguarda un gruppo d'élite sovvenzionato e formato dagli Usa con un esborso di 500 milioni di dollari, fortemente contestato in patria. L'operazione si è rivelata un fallimento e nel giro di pochi giorni la truppa selezionata è stata decimata, tra perdite sul campo, defezioni e rese

di Gianni Rosini | 26 settembre 2015

Il gruppo di ribelli siriani addestrati e armati dagli Stati Uniti ha consegnato mezzi e munizioni agli islamisti di Jabhat al-Nusra. Lo ha annunciato Jeff Davis, portavoce del Dipartimento di Difesa americano: “Purtroppo, abbiamo appreso che l’unità Nsf (New Syrian Forces) ha comunicato di avere consegnato sei camioncini e una parte delle munizioni di cui era in possesso a presunti esponenti del Fronte al-Nusra”. Poco meno del 25% della fornitura totale in mano a quello che doveva essere una sorta di gruppo d’élite è così finita in mano ai jihadisti. La notizia ha aumentato l’imbarazzo della Casa Bianca per un’operazione che da subito ha attirato numerose critiche a livello internazionale. I 500 milioni di dollari spesi hanno permesso a Washington di selezionare, addestrare e armare un gruppo di appena 60 combattenti, la maggior parte de quali sono stati rapiti, uccisi o sono fuggiti dopo pochi giorni dal loro rientro in Siria. Oggi, per “garantirsi una via di fuga”, i reduci di quel gruppo hanno ceduto mezzi e munizioni ai qaedisti siriani.

Una minuziosa selezione dei ribelli moderati - Il piano della Casa Bianca, presentato circa un anno fa, prevedeva una lunga e minuziosa selezione di combattenti scelti tra le fila del Free Syrian Army, quelli che l’esecutivo americano ha definito “ribelli moderati”, attraverso lo studio dei profili psicologici. I test avevano l’obiettivo di evitare che uomini addestrati dagli Usa finissero a combattere per i jihadisti. L’idea, fortemente sponsorizzata da Barack Obama, necessitava di un investimento da 500 milioni di dollari per la formazione, si scoprì successivamente, di un corpo composto da circa 60 uomini. Un rapporto costi-benefici che da subito non ha convinto il Congresso americano, nonostante le forti pressioni del Presidente.

Dubbi dei senatori confermati dal flop sul campo - I dubbi dei senatori hanno trovato conferma nei primi risultati portati a casa dal gruppo di combattenti: dopo pochi giorni, la maggior parte di loro è stata rapita dalle forze islamiste dell’area, probabilmente dallo stesso Fronte al-Nusra, sono stati uccisi o sono fuggiti. Risultato: di quel corpo d’élite sono rimaste solo poche unità, le stesse che, oggi, hanno ceduto mezzi e munizioni agli islamisti comandati da Abu Muhammad al-Jawlani.

La notizia diffusa dal Pentagono rappresenta un altro flop dell’amministrazione americana nella gestione della guerra allo Stato Islamico in Siria e Iraq. La strategia dell’uso dei ribelli “moderati” come boots on the ground, truppe di terra, nel conflitto siriano si era dimostrata fallimentare già agli inizi della guerra civile. I servizi segreti statunitensi, britannici e turchi, con i finanziamenti provenienti dal Gollfo, hanno supportato e armato l’insurrezione contro il regime di Bashar al-Assad, come spiega Seymour Hersh in “The Red Line and the Rat Line”. Quelli che erano stati giudicati “ribelli moderati”, però, hanno conosciuto presto un periodo di sfaldamento, con centinaia di uomini, comandanti e battaglioni passati tra le fila di gruppi come Jabhat al-Nusra, prima, e Stato Islamico poi. Con loro anche le armi e i mezzi forniti dalle potenze occidentali.

Solo l’ultimo di una serie di errori. Ci sono precedenti - A un risultato simile ha portato il primo appoggio militare occidentale all’esercito iracheno che combatteva contro gli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi. I militari di Baghdad si sono presto dimostrati incapaci di frenare l’avanzata di Isis in Iraq e numerosi sono stati gli episodi di ritirata con abbandono di armi ed equipaggiamento. Forniture che, spesso, provenivano dagli eserciti della coalizione occidentale e che sono finite in mano ai gruppi fondamentalisti. La consegna del materiale da parte dei ribelli addestrati dagli Stati Uniti, che secondo il Comando Centrale Americano (Centcom) sarebbe avvenuta tra il 21 e il 22 settembre, è quindi solo l’ultimo di una serie di errori che hanno permesso a gruppi legati ad al-Qaeda o allo Stato Islamico di rifornirsi di armi provenienti dalle riserve degli stessi eserciti occidentali contro i quali stanno combattendo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/26/siria-ribelli-addestrati-e-armati-dagli-usa-consegnano-mezzi-e-munizioni-ai-jihadisti/2070734/
L'errore degli americani è stato selezionare i "moderati" per la loro truppa. Hanno deliberatamente preso i budini molli. Il risultato non poteva essere diverso. Quegli altri selezionano le più feroci bestie, ovvio che se li inchiappettano come ridere.

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da adif il Dom 27 Set - 2:16

di solito rigetto il complottismo
tuttavia mi pare molto strano che gli usa siano stati tanto approssimativi e, in sintesi, babbei.
potrebbe darsi che ciò che è successo sia stato pianificato così
mah, non saprei ma il dubbio mi sfiora
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Justine il Dom 27 Set - 4:13

Wikileaks anyone?

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Dom 27 Set - 20:50

adif ha scritto:di solito rigetto il complottismo
tuttavia mi pare molto strano che gli usa siano stati tanto approssimativi e, in sintesi, babbei.
potrebbe darsi che ciò che è successo sia stato pianificato così
mah, non saprei ma il dubbio mi sfiora
No, perché mai avrebbero adottato uno stratagemma tanto complicato? Neppure ci arrivano a concepirlo. I rifornimenti all'ISIS li fanno arrivare comunque, non in modo ostentato, ma efficiente. Questa è stata proprio una delle loro marmellate.

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da kalab99 il Mer 7 Ott - 21:22

In un anno e passa la megacoalizione Nato all'Isis gli ha fatto la barba, in qualche giorno di bombardamento i Russi gli hanno praticamente cancellati, o quasi.
Mi sembra non serva una grande intelligenza a questo punto per capire il gioco.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da kalab99 il Mer 7 Ott - 21:25

McCain l'avete sentito? 
Confusione e perdita di controllo totale, gli Stati Uniti oggi sono come l'URSS negli anni Ottanta, arrivati al capolinea, e speriamo non facciano pazzie - peggiori di quelle che han fatto.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da kalab99 il Mer 7 Ott - 21:35

http://www.presstv.ir/Detail/2015/10/06/432288/US-Syria-assets-
"Cioè, se la Russia bombarda i nostri "assets" in Siria, come AlQuaeda"; siamo all'ammissione pubblica e senza vergogna. Vermi schifosi.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Justine il Gio 8 Ott - 4:54

Abbiamo un bunker da qualche parte?
Pripjat è ancora accettabile?

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Justine il Gio 8 Ott - 4:54

kalab99 ha scritto:McCain l'avete sentito? 
Confusione e perdita di controllo totale, gli Stati Uniti oggi sono come l'URSS negli anni Ottanta, arrivati al capolinea, e speriamo non facciano pazzie - peggiori di quelle che han fatto.

Dopo MTV My Super Sweet Sixteen dubito che si scenda ancora più in basso

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da kalab99 il Gio 8 Ott - 11:32

DI PEPE ESCOBAR

rt.com
Un SU-30 entra di qualche centinaio di metri nello spazio aereo turco per solo un paio di minuti, sopra la provincia di Hatay, e ritorna nello spazio aereo siriano, dopo essere stato avvertito da un paio di F-16 turchi.
Poi si scatena l’inferno, come se questo fosse il casus belli definitivo per uno scontro Russia-NATO.
La NATO, prevedibilmente, ha tirato fuori tutte le sue armi retoriche. La Russia sta scatenando “immenso pericolo” e dovrebbe immediatamente smettere di bombardare quegli adorabili “ribelli moderati” che la coalizione dei loschi opportunisti si rifiuta di bombardare.


Fermi tutti: la NATO in effetti è troppo impegnata per imbarcarsi in una guerra. La priorità, fino almeno a Novembre, è l’epica Trident Junction 2015: 36.000 soldati di 30 stati, più di 60 navi da guerra, circa 200 aerei, tutti ad allenarsi seriamente per difenderci dal proverbiale “Arrivano i Russi!”.
Comunque, il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu – uno della vecchia dottrina “niente fastidi con i vicini” – ha in effetti “avvertito” Mosca che la prossima volta Ankara risponderà “militarmente”.
Fino a che, ovviamente, non ha fatto un passo indietro: “Ciò che ci è stato comunicato dalla Russia...è che si è trattato di un errore e che essi rispettano i confini turchi e che non succederà più”.
L’incidente avrebbe potuto essere facilmente sdrammatizzato – via comunicazioni militari interne – senza doversi mettere in mostra.
Ma Ankara – l’ala destra della NATO – è sotto fortissima pressione da parte dell’Eccezionalistan. Non a caso il boss del Pentagono, e conclamato neocon, Ash Carter “ha interloquito” con Ankara circa l’accaduto. Carter ovviamente è il maggior sostenitore del diktat ufficiale della Beltway: “Intraprendendo azioni militari in Siria contro obiettivi legati ai gruppi di ribelli moderati, la Russia ha inasprito la guerra civile”.
Il “Sultano” Erdogan, sempre sul pezzo, e direttamente da Strasburgo (no, non si stava candidando al Parlamento Europeo), ha ribadito: “Assad ha dalla sua del fedele terrorismo di stato e sfortunatamente Russia ed Iran lo difendono”.
Per ora il “Sultano” Erdogan non passerà alla storia come catalizzatore della tanto attesa Guerra Calda 2.0 tra Russia e NATO. O almeno non ancora.
Per saperne di più: Turkey says ‘no tension’ after Russian airspace violation mistake, NATO cries foul
Bombardate solo se lo diciamo noi
Fa il suo ingresso il dottor Zbig “grande scacchiera” Brzezinsky, che ruggisce in un articolo del Financial Times che Washington dovrebbe “vendicarsi” se Mosca non smettesse di attaccare le risorse statunitensi in Siria. “Risorse statunitensi” significa “ribelli moderati” addestrati dagli Stati Uniti stessi. Dopotutto la “credibilità statunitense” è a forte rischio.
Il Dottor Zbig – il mentore principale di Obama in materia di politica estera – continua a spingere che il bombardare i “ribelli” addestrati dalla CIA è “Incompetenza militare russa”. Il contrattacco statunitense dovrebbe consistere nel “disinnescare la presenza navale ed aerea russa”. Ecco come si incomincia una guerra calda 2.0 tra NATO e Russia.
Il dottor Zbig ha tuttavia ammesso che “Il caos nella regione potrebbe facilmente diffondersi a nord est” e che poi “sia la Russia sia la Cina potrebbero essere coinvolte”. A chi importa? Ciò che conta è che “Gli interessi statunitensi e gli amici degli USA...ne subirebbero comunque le conseguenze”.
Ecco l’analisi geopolitica dominante nell’Impero del Caos.
Il “Sultano” Erdogan, dal canto suo, è irrequieto. Mosca ha già carbonizzato il suo adorato desiderio, sostenuto per 3 anni, di una no-fly zone sopra la Siria. In effetti ce ne sarebbe una, ma è controllata dalla Russia.
Ecco spiegata la nuova isteria diffusa all’interno del Congresso USA per addossare altre sanzioni alla Russia. Come si potrebbe instaurare una no-fly zone sopra la Siria, se sul posto c’è già la Russia?
Tutto stava andando bene per il “Sultano”. Ankara – su insistenza di Washington – aveva finalmente messo a disposizione le proprie basi per combattere l’ISIS/ISISL/Daesh, ma solo a patto di un cambio di regime a Damasco. In cambio, Ankara avrebbe avuto la tanto agognata no-fly zone.
Si ripresenta l’incubo ricorrente del “Sultano”: il Partito per l’Unione Democratica Curdo (PYD), con la sua organizzazione parallela, il Partito dei Lavoratori Curdi (PKK).
Il “Sultano” semplicemente non può sopportare che il PYD avanzi sino al lato destro dell’Eufrate per aiutare a combattere l’ISIS/ISIL/Daesh. Il “Sultano” vuole “contenerlo” all’interno di Kobane.
Il problema è che il PYD – sostenuto dal PKK – è l’unico alleato affidabile dell’Impero del Caos in Siria. Il “Sultano” non può farci nulla: è – di nuovo – in guerra contro il PKK. Washington non ne è esattamente entusiasta.
Poi c’è il fondamentale corridoio che dal confine di Bab al-Salam porta fio ad Aleppo – controllato da squadre di guerriglieri supportati da Ankara. È il ponte di Ankara verso Aleppo: senza di esso non ci sono speranze di un cambio di regime. Il finto “Califfato” minacciava di impossessarsi di quel corridoio. Un’azione era necessaria.
L’entrata ad effetto della Russia sulla scena della guerra ha mandato tutti questi elaborati piani in tanta malora. Immaginate una completa liberazione del nordest della Siria non appena il PYD – con aiuto dei guerriglieri del PKK – verrà armato abbastanza da fare a pezzi le truppe dell’ISIS/ISIL/Daesh. Immaginate anche le forze aeree russe che danno copertura a questa operazione, con il coordinamento da parte della centrale cogestita da Russia-Siria-Iran-Iraq a Baghdad.
Il “Sultano”, disperato, dovrebbe lanciare i suoi F-16 contro una tale forza. A quel punto avremmo davvero uno scenario da 5 secondi a mezzanotte tra Russia e NATO – con terribili conseguenze. Il “Sultano” svanirebbe per primo e la NATO collasserebbe nell’ignominia che non ha mai abbandonato – tornando alle sirene dell’ “invasione russa”.
Salutate il mio giocattolo geopolitico jihadista
Il prossimo passo per la campagna russa sarebbe di porre maggiore attenzione alla strada che collega la capitale dell’ISIS/ISIL/Daesh, Al-Raqqah, , attorno alla quale i jihadisti stanno combattendo per il controllo di petrolio e gas a Sha’ir e Jazal. Poi ci sono sacche ad Homs ed Hama e ad al-Qaryatayn. Mosca – lentamente, risolutamente e metodicamente – si sta muovendo in quella direzione.
Ciò che la campagna aerea russa ha già mostrato è il mito putrescente della nuova Jihad Internazionale.
L’ISIS/ISIL/Daesh, Jabhat al-Nusra e svariate squadre di jihadisti salafiti sono stati mantenuti da un grande “sforzo” finanziario/logistico/bellico – che comprende qualsiasi forma di nodi fondamentali, dalle fabbriche di armi in Bulgaria e Croazia fino alle vie di trasporto in Turchia e Giordania.
Per quanto riguarda quei “ribelli moderati” siriani – e molti di essi Siriani non sono, sono solo mercenari – tutti i granelli di sabbia del deserto tracciato da Sykes-Picot sanno che sono stati addestrati dalla CIA in Giordania. I granelli di sabbia sanno anche che le truppe dell’ISIS/ISIL/Daesh sono state infiltrate in Siria dalla Turchia – ancora una volta, attraverso la provincia di Hatay e molti membri della polizia e dell’esercito del “Sultano” sono stati coinvolti.
Per quanto riguarda il mecenate che sontuosamente rifornisce di armi, si tratta dei soliti “pii ricchi donatori” – fomentati dal loro clero – del GCC, il braccio pieno di petroldollari della NATO. Nessuna di queste squadriglie avrebbe potuto resistere così a lungo senza un completo e multidisciplinare “supporto” da parte dei soliti sospetti.
Per cui la furia isterica/apoplettica/parossistica che ha colto l’Impero del Caos tradisce un amaro fallimento, per l’ennesima volta, della solita vecchia “strategia” (ricordiamoci l’Afghanistan) di utilizzare i jihadisti come strumenti per fare geopolitica. Sia il finto “Califfato” sia i “ribelli” sono solo marionette della NATO e del GCC.
Per aggiungere il danno alla beffa, il “Sultano” frustrato è stato costretto ad unirsi alla posizione di Washington che sta mutando – ora sostiene che “Assad deve andarsene”, ma potrebbe volerci un po’ di tempo, ora c’è una fase che viene definita “di transizione”.
Il “Sultano” si ritrova una spada di Damocle sopra la testa. Non gli importa nulla dell’ISIS/ISIL/Daesh. Ora importa a Washington – più o meno. Egli vuole schiacciare il PYD e il PKK. Per Washington il PYD è un alleato utile. Per quanto riguarda Mosca, il “Sultano” farebbe meglio a stare attento alle sue mosse neo-ottomane.
Il “Sultano” semplicemente non può permettersi di osteggiare “l’orso”. La Gazprom estenderà il gasdotto Blue Stream fino alla Turchia. Si tratterebbe di 3 miliardi di metri cubi, ma sarà solo 1 miliardo. Secondo il Ministro dell’Energia russo Alexander Novak, a causa di questioni tecniche.
Per cui Ankara dovrà stare attenta a come si comporta, perchè anche quell’espansione potrebbe svanire se non ci saranno accordi sui termini commerciali di TurkStream, il vecchio Turkish Stream. Ankara vive sotto la schiacciante pressione dell’amministrazione Obama. Il “Sultano” sa molto bene che, senza la Russia, tutti i suoi piani di mettere la Turchia nella posizione di hub di transito principale dell’energia da Est a Ovest svanirebbero nelle lande dell’Anatolia. Alla fine, potrebbe subire egli stesso un cambio di regime.
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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da holubice il Gio 8 Ott - 15:10

kalab99 ha scritto:McCain l'avete sentito? 
Confusione e perdita di controllo totale, gli Stati Uniti oggi sono come l'URSS negli anni Ottanta, arrivati al capolinea, e speriamo non facciano pazzie - peggiori di quelle che han fatto.
Non penso che le cose stiano così. Queste parole sono illuminanti:

L43: Intervista a Luttwak su Medio Oriente, Usa e Cina

"R. Bisogna uscire dal Medio Oriente e concentrarsi sulla zona dell’Asia pacifica, dove la gente lavora e non va in giro con un asciugamano in testa e un lenzuolo sul corpo senza fare un cazzo. Nei Paesi del Pacifico asiatico ci sono amici, ci sono contendenti e ci sono competitori. In America tutti sono d’accordo sull’importanza di focalizzarsi su quest’area.
D. Abbandonando il Medio Oriente?
R. Nella zona islamica il sistema americano non funziona, perché loro non vogliono sviluppo.
D. Forse non vogliono lo sviluppo che l’America ha provato a imporre.
R. Il loro concetto di sviluppo è andare in moschea cinque volte al giorno con un asciugamano sulla testa, stando seduti sopra pezzi di petrolio e aspettando che gli stranieri vengano a fare per loro. Gli americani hanno capito che questo sistema non va bene.
D. Finché c’è stato Saddam, e il petrolio serviva, però andava bene.
R. Queste sono popolazioni che possono essere tenute sotto controllo solo da dittatori, ma è un metodo che non interessa agli Usa. Gli americani non vogliono stare in zone in cui non si fa niente e l’unico equilibrio possibile è dato da un dittatore puzzolente.
D. Questa è una novità. Bush padre fece una guerra in Iraq senza toccare Saddam. Poi il figlio ha bissato, ma ha detronizzato il raìs.
R. La guerra a Saddam, o quella a Gheddafi, sa perché son state fatta? Per illusione. L’illusione del miglioramento. Si sperava che tolto il dittatore spuntasse la democrazia, come succede in tutto il mondo. Ma non nelle zone islamiche. Lì hanno scoperto che tolto il dittatore spuntano il fanatismo e l’anarchia. Guardi l’Egitto: dopo un breve periodo di transizione, si è dovuti tornare all’autoritarismo.
D. È un caso che la scoperta e l’abbandono del Medio Oriente coincidano con l’indipendenza energetica degli Usa?"
(continua nel link)



Insomma, il problema dei problemi è questo: Obama, che ritengo uno dei presidenti USA più saggi di sempre, ha capito che non c'è petrolio a sufficienza per l'America e per la nascente superpotenza Cina. Quando la coperta è corta, si finisce sempre per fare a botte per averla tutta per sè. Per questa ragione ha raggiunto la autosufficienza petrolifera. Come? Semplicemente aumentando il prezzo della benzina a livello europeo, ed ha fatto installare sotto il cofano delle auto USA dei motori europei che sono molto più parchi. Ad esempio le Jeep, le Chrysler ora utilizzano un microscopio 2.000 fire Fiat (chi lo avrebbe mai detto).

Il risultato? Questo: ora, in quanto a petrolio, noi si è a posto. Mo' a far le guerre con i cammellieri arabi per farvelo dare ci andate voi Europei, che a noi non ce ne frega più un ca$$ ...

Ecco perché, anche a Damasco, gli USA rimangono alla finestra.


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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da Minsky il Gio 8 Ott - 17:32

kalab99 ha scritto:[...]
Analisi correttissima.  ok

holubice ha scritto:
"R. Bisogna uscire dal Medio Oriente e concentrarsi sulla zona dell’Asia pacifica, dove la gente lavora e non va in giro con un asciugamano in testa e un lenzuolo sul corpo senza fare un cazzo. Nei Paesi del Pacifico asiatico ci sono amici, ci sono contendenti e ci sono competitori. In America tutti sono d’accordo sull’importanza di focalizzarsi su quest’area.
D. Abbandonando il Medio Oriente?
R. Nella zona islamica il sistema americano non funziona, perché loro non vogliono sviluppo.
D. Forse non vogliono lo sviluppo che l’America ha provato a imporre.
R. Il loro concetto di sviluppo è andare in moschea cinque volte al giorno con un asciugamano sulla testa, stando seduti sopra pezzi di petrolio e aspettando che gli stranieri vengano a fare per loro. Gli americani hanno capito che questo sistema non va bene.
D. Finché c’è stato Saddam, e il petrolio serviva, però andava bene.
R. Queste sono popolazioni che possono essere tenute sotto controllo solo da dittatori, ma è un metodo che non interessa agli Usa. Gli americani non vogliono stare in zone in cui non si fa niente e l’unico equilibrio possibile è dato da un dittatore puzzolente.
D. Questa è una novità. Bush padre fece una guerra in Iraq senza toccare Saddam. Poi il figlio ha bissato, ma ha detronizzato il raìs.
R. La guerra a Saddam, o quella a Gheddafi, sa perché son state fatta? Per illusione. L’illusione del miglioramento. Si sperava che tolto il dittatore spuntasse la democrazia, come succede in tutto il mondo. Ma non nelle zone islamiche. Lì hanno scoperto che tolto il dittatore spuntano il fanatismo e l’anarchia. Guardi l’Egitto: dopo un breve periodo di transizione, si è dovuti tornare all’autoritarismo.
D. È un caso che la scoperta e l’abbandono del Medio Oriente coincidano con l’indipendenza energetica degli Usa?"
(continua nel link)
Tutto vero quello che dice sull'indole degli arabi (indipendentemente dall'essere islamici: io penso piuttosto che loro abbiano sviluppato la religione islamica in un certo modo adattandola alle loro preferenze - si veda quanto più blandamente venga praticato l'islam nei Paesi dove è stato esportato forzosamente ma la popolazione è d'altra etnia, per esempio l'Indonesia). Però non mi sembra affatto che gli americani abbiano l'autonomia per quanto riguarda l'approvvigionamento di idrocarburi fossili. Hanno fatto quel puttanaio con lo shale gas e il fracking solo per scoprire che i costi di estrazione sono insostenibili ai prezzi di mercato attuali (prezzi che gli arabi hanno a bella posta affossato, per mettere in difficoltà gli americani).

holubice ha scritto:
Insomma, il problema dei problemi è questo: Obama, che ritengo uno dei presidenti USA più saggi di sempre, ha capito che non c'è petrolio a sufficienza per l'America e per la nascente superpotenza Cina. Quando la coperta è corta, si finisce sempre per fare a botte per averla tutta per sè. Per questa ragione ha raggiunto la autosufficienza petrolifera. Come? Semplicemente aumentando il prezzo della benzina a livello europeo, ed ha fatto installare sotto il cofano delle auto USA dei motori europei che sono molto più parchi. Ad esempio le Jeep, le Chrysler ora utilizzano un microscopio 2.000 fire Fiat (chi lo avrebbe mai detto).

Il risultato? Questo: ora, in quanto a petrolio, noi si è a posto. Mo' a far le guerre con i cammellieri arabi per farvelo dare ci andate voi Europei, che a noi non ce ne frega più un ca$$ ...

Ecco perché, anche a Damasco, gli USA rimangono alla finestra.


boxed
Su Obama stai scherzando, vero? Comunque gli USA non stanno affatto alla finestra in Siria, hanno fatto di tutto per far fuori Assad e non si daranno pace (ma soprattutto non la daranno ai siriani) finché non ci saranno riusciti.

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Re: E' possibile che nelle prossime ore venga attaccata la Siria

Messaggio Da kalab99 il Ven 9 Ott - 12:25

holubice ha scritto:
kalab99 ha scritto:McCain l'avete sentito? 
Confusione e perdita di controllo totale, gli Stati Uniti oggi sono come l'URSS negli anni Ottanta, arrivati al capolinea, e speriamo non facciano pazzie - peggiori di quelle che han fatto.
Non penso che le cose stiano così. Queste parole sono illuminanti:

L43: Intervista a Luttwak su Medio Oriente, Usa e Cina

"R. Bisogna uscire dal Medio Oriente e concentrarsi sulla zona dell’Asia pacifica, dove la gente lavora e non va in giro con un asciugamano in testa e un lenzuolo sul corpo senza fare un cazzo. Nei Paesi del Pacifico asiatico ci sono amici, ci sono contendenti e ci sono competitori. In America tutti sono d’accordo sull’importanza di focalizzarsi su quest’area.
D. Abbandonando il Medio Oriente?
R. Nella zona islamica il sistema americano non funziona, perché loro non vogliono sviluppo.
D. Forse non vogliono lo sviluppo che l’America ha provato a imporre.
R. Il loro concetto di sviluppo è andare in moschea cinque volte al giorno con un asciugamano sulla testa, stando seduti sopra pezzi di petrolio e aspettando che gli stranieri vengano a fare per loro. Gli americani hanno capito che questo sistema non va bene.
D. Finché c’è stato Saddam, e il petrolio serviva, però andava bene.
R. Queste sono popolazioni che possono essere tenute sotto controllo solo da dittatori, ma è un metodo che non interessa agli Usa. Gli americani non vogliono stare in zone in cui non si fa niente e l’unico equilibrio possibile è dato da un dittatore puzzolente.
D. Questa è una novità. Bush padre fece una guerra in Iraq senza toccare Saddam. Poi il figlio ha bissato, ma ha detronizzato il raìs.
R. La guerra a Saddam, o quella a Gheddafi, sa perché son state fatta? Per illusione. L’illusione del miglioramento. Si sperava che tolto il dittatore spuntasse la democrazia, come succede in tutto il mondo. Ma non nelle zone islamiche. Lì hanno scoperto che tolto il dittatore spuntano il fanatismo e l’anarchia. Guardi l’Egitto: dopo un breve periodo di transizione, si è dovuti tornare all’autoritarismo.
D. È un caso che la scoperta e l’abbandono del Medio Oriente coincidano con l’indipendenza energetica degli Usa?"
(continua nel link)



Insomma, il problema dei problemi è questo: Obama, che ritengo uno dei presidenti USA più saggi di sempre, ha capito che non c'è petrolio a sufficienza per l'America e per la nascente superpotenza Cina. Quando la coperta è corta, si finisce sempre per fare a botte per averla tutta per sè. Per questa ragione ha raggiunto la autosufficienza petrolifera. Come? Semplicemente aumentando il prezzo della benzina a livello europeo, ed ha fatto installare sotto il cofano delle auto USA dei motori europei che sono molto più parchi. Ad esempio le Jeep, le Chrysler ora utilizzano un microscopio 2.000 fire Fiat (chi lo avrebbe mai detto).

Il risultato? Questo: ora, in quanto a petrolio, noi si è a posto. Mo' a far le guerre con i cammellieri arabi per farvelo dare ci andate voi Europei, che a noi non ce ne frega più un ca$$ ...

Ecco perché, anche a Damasco, gli USA rimangono alla finestra.


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Sì, a me sinceramente è venuta in mente la favola della volpe e dell'uva, leggendo l'intervista al "simpaticone" Lutwakk - ma non era quello che per dieci anni la menava con i valori democratici da esportare? - non so, si vede che ha cambiato idea. Solo i cretini non lo fanno, e lui stupido non è. Magari un attimino troppo convinto della sua superiorità culturale. Non gli passa neanche per la testa che questo sentirsi dei che giocano con gli altri popoli - puzzolenti e scansafatiche!, ammettiamo- porta morte e distruzione. Loro sono nel giusto. God bless America!

Comunque, secondo me la situazione è davvero molto complessa e intricata, non si riduce al solo controllo del petrolio.
L'impressione che mi sono fatto è che la Russia ha un piano, gli Usa invece sono in confusione, non sanno che pesci prendere. Fino a qualche anno fa, "the end of History", la nazione della libertà benedetta da Dio è padrona incontrastata del mondo in secula seculorum, ora...le cose cambiano.
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