Treni e fermodellismo

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Lun 10 Set - 14:07

La 18 201... quando ne fecero il modello andò a ruba. Siccome non ce l'ho (l'han fatta solo in H0), non ho mai fatto caso che avesse lo scarico Giesl, visto che di solito quello è piuttosto stretto (lo chiamo "il camino finito sotto una pressa": su macchine dove sporga molto, come estetica fa cacare), mentre sulla 18 201 è più largo, pensavo montasse un Kylchap o altri eiettori doppi.
La fanno girare di solito con due tender, uno secondo ha è identico esteticamente a quello "dedicato" ma contiene sola acqua e ovviamente ha agganci normali ad ambo le estremità.

Tieni conto che la 18 201 è una "3 cilindri a espansione semplice", quindi con comandi molto meno complessi della 310 kkStB.
La 310 faceva solo 100 km/h, perchè aveva un piccolo problema alla messa in moto: aveva un complicatissimo cassetto che agiva tanto sull'alta pressione quanto sulla bassa (anzichè avere due pistoni sullo stesso stelo ne ha quattro), per cui non si può regolare il grado di immissione separatamente nelle due parti del motore. Gölsdorf dovette studiare, oltre al dimensionamento delle parti, anche un sistema di avviamento particolare, che però era in grado di funzionare solo su macchine di questo tipo (le sue, in pratica!), che permetteva di inviare vapore vivo anche ai cilindri BP per un certo periodo. Lo stesso non era proprio una macchina "sprint".
In Germania si usava invece la valvola von Borries, che veniva inserita manualmente ma si disinseriva da sola appena la macchina "prendeva il ritmo". Ma i tedeschi hanno abbandonato (salvo esperimenti sporadici) la doppia espansione a partire già dal 1925.

I soli a restare abbarbicati alla doppia espansione sono stati i francesi: tempo fa c'era un video di una 231 D in cui si vedeva che disponeva di due comandi del grado di ammissione vapore (separato per AP e BP) e persino di due regolatori che andavano azionati in modo opportuno a seconda della marcia, di cui ho trovato la spiegazione... in lingua francese (che so malissimo, vado per analogie come con lo spagnolo). Queste locomotive richiedevano personale davvero sceltissimo.
Ecco il video: poco prima del minuto 4 si vedono le due aste di comando di AP e BP a fianco della caldaia, poi l'uso dei due regolatori.

Ancora più contro logica: i francesi mettevano i cilindri BP (grandi) internamente e quelli AP (piccoli) esternamente. Ma per la distribuzione usavano generalmente valvole a fungo, meno ingombranti dei cassetti.

Qualche volta, restare attaccati alle tradizioni è stato controporoducente: sai quale fu il difetto delle locomotive inglesi classe Duchess? E un po' anche della 9F...

A vedere quei filmati francesi su come si doveva guidare, con mezzo busto fuori, capisco perchè la Huttwil-Wolhusen Bahn (Svizzera) ancora nel 1936 fece costruire una locomotiva cabinata: meglio guidare guardando la via dal vetro di una porta che con metri di caldaia davanti (per tacere delle condizioni atmosferiche che si potevano avere sull'Oberland).
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Sab 15 Set - 13:56

Rasp aveva detto di avere un interesse per locomotive come le Mallet.
Ora voglio testare la sua competenza.
Una di queste due è una Mallet, l'altra no.
Qual è la vera Mallet, inteso come tipo di macchina?
E per quale motivo una non lo è?





Deliberatamente le ho messe entrambe americane. L'errore infatti di definire Mallet uno dei due tipi nacque lì.

E mettiamo la più strana di tutte. Con la domanda: può essere definita Mallet o no?
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Dom 16 Set - 8:52

Pilota, tu sopravaluti le mie competenze, che sono molto meno approfondite delle tue.

La mia è una passione superficiale e prevalentemente estetica; tra le tre ovviamente preferisco il Big Boy, dai tratti classici (E che non mi pare possa venire definita Mallet)

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Dom 16 Set - 10:21

Allora, le locomotive tipo Mallet hanno una parte degli assi motori e relativo motore nel telaio principale, ed una parte con il resto degli assi motori (non necessariamente in egual numero)* e proprio motore, in un telaio separato e snodato nella parte posteriore rispetto a quello principale: di solito l'articolazione si trova in asse con i cilindri del gruppo motore del telaio principale o poco più avanti, di solito a mezza via fra l'anteriore degli assi motori del telaio principale e il posteriore di quelli del telaio snodato.
Per essere però propriamente definita Mallet, una locomotiva articolata in questo modo deve avere ancora un requisito: la duplice espansione. Il vapore proveniente dalla caldaia esegue prima lavoro nei cilindri del telaio principale (più piccoli) e poi in quelli del telaio snodato (spesso enormi, più che grandi). Delle tre che ho postato, quindi, è una vera Mallet solo la prima.

L'equivoco di considerare Mallet tutte le locomotive così articolate è americano, dove furono per la prima volta costruite locomotive, come la Big Boy (serie 4000 UP) o la Cab Forward (serie AC-4 SP) ma a semplice espansione: tutti i quattro cilindri ricevevano vapore direttamente dalla caldaia, ed infatti sono tutti uguali.
Alcune Cab Forward Southern Pacific erano in origine vere Mallet ma furono ricostruite a semplice espansione in seguito, per aumentare lo sforzo di trazione.
Per chi non lo intuisse: le locomotive Cab Forward della SP bruciavano nafta, il che permetteva quella insolita architettura (resasi utile a causa delle numerose gallerie) senza complicazioni. Quella strana "maniglia" sopra il fumaiolo della AC-4, riprodotta anche nel modello di Rivarossi di una trentina di anni fa, è un deflettore che divideva il getto di scarico in due, ed era al vero abbattibile da un lato. A cosa servisse non l'ho mai capito.
Sono anche esistite delle locomotive (costruite per la Pennsylvania Railroad) che parevano Mallet ma non erano neppure articolate, le chiamano Duplex.
(l'idea di base di mettere due gruppi motori nello stesso telaio dividendo in due i gruppi di assi motori, peraltro pare risalga ad un ingegnere francese attivo durante il "secondo impero", tale Jules Petiet).

Un po' OT: meno noto è che anche le FS italiane avevano una Cab Forward, la 670, rodiggio 2'C, prodotta pure in due serie, in cui il carbone doveva essere contenuto sulla locomotiva stessa, perchè all'uso della nafta c'erano controindicazioni non solo economiche (il troppo spesso alto contenuto di zolfo corrodeva i forni, che in Europa erano in genere di rame, mentre in America sono sempre stati in ferro).
Come al solito in Cialtronia, non se n'è conservata nessuna (e dire che almeno fino al 1950 una era usata come generatore fisso e diversi tender furono usati come cisterne per acqua non potabile fino ad una quarantina di anni fa).


*la DRG progettò nel 1940 una (1'C)D' che non fu mai costruita ma riprodotta in H0 da Marklin una ventina d'anni fa; la locomotiva 53 0001 prodotta in 1/87 da Marklin non fu mai costruita ma ho fatto una scoperta curiosa. Nel libro Lokomotiv-Athleten di Adolph Giesl Gieslingen (sì il Giesl dell'eiettore!), si dice una verità diversa: la locomotiva non doveva essere la risposta tedesca alle Big Boy o alle Challenger americane ma piuttosto alla AA-20 sovietica, infatti il rodiggio doveva essere 1'G, sette assi in telaio rigido (tre spostabili trasversalmente e due con ruote senza bordini).
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Dom 16 Set - 10:31

The Pilot ha scritto:
L'equivoco di considerare Mallet tutte le locomotive così articolate è americano, dove furono per la prima volta costruite locomotive, come la Big Boy (serie 4000 UP) o la Cab Forward (serie AC-4 SP) ma a semplice espansione: tutti i quattro cilindri ricevevano vapore direttamente dalla caldaia, ed infatti sono tutti uguali.

L'equivoco potrebbe essere nato dall significato letterale della parola mallet in inglese (Maglio).

Vista cosí, praticamente tutte le locomotive a vapore possono includersi nella categoria, anzi più quelle ad espansione singola wink..

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Dom 16 Set - 16:55

L'errore è americano nel senso che loro hanno inteso il "tipo Mallet" come locomotiva con un telaio motore articolato a quello principale che comprende un altro apparato motore, uguale o diverso. La parte snodata è sempre quella davanti (lato camino).
In realtà Anatole Mallet (svizzero) ideò da subito la sua macchina come a duplice espansione e in Europa per Mallet si intendono solo le locomotive non solo snodate come ho detto ma anche a doppia espansione, coi cilindri grandi sul carro snodato.
Avendo grandi masse, gli americani riuscirono a superare i problemi di tenuta dei condotti snodati e realizzarle a semplice espansione, per avere di fatto due locomotive in una.
Ulteriore complicazione alla storia: locomotive articolate secondo il principio di Mallet ma a semplice espansione sono state usate in un solo paese anglofono, gli USA, mentre i paesi a dominazione britannica, per influenza dell'industria di quel paese, preferirono il tipo Garratt, ancora più strano.
Solo su testi in lingua inglese si trova il termine "simple expansion Mallet" (in maiuscolo, riconoscono che si tratta del nome dell'inventore).
Le uniche grandi vere Mallet americane furono quelle della Norfolk & Western, alcune uscite di fabbrica dopo il 1945, classe Y, se ricordo bene. Quelle erano a duplice espansione.
Bellissima (peccato non ne sia rimasta nemmeno una) era la BR 96 DRG, detta anche e correttamente "Mallet-Maffei", dal nome dell'ideatore del tipo e della casa costruttrice della classe di macchine. Era a duplice espansione, infatti.

Peccato che con la fine di Arnold il modello in N sia diventato rarità da collezionisti. In H0 la stessa macchina fu riprodotta da Marklin e da Rivarossi. Le strane livree... beh, pare fossero vere tutte (verde, gialla, violetta oltre alla classica nero/rosso DRG).

La Mallet più strana, però, era austriaca: il telaio snodato non aveva ruote motrici ma i suoi cilindri azionavano ruote dentate per cremagliera. Fu costruita in due soli esemplari dalla fabbrica di Florisdorf per la tratta da Sarajevo a Ploce, che superava con rampa a dentiera il passo Ivan. Non diedero buoni risultati.
Già sotto l'Austria furono sostituite con una versione a telaio rigido (questa) usata fino alla fine della tratta (sostituita da una a scartamento normale). Una delle locomotive a cremagliera a telaio rigido è a Monaco al Deutsches Museum; la rarità in questo caso è il fatto di essere forse la sola serie di locomotive a cremagliera a tender separato.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Dom 16 Set - 18:36

The Pilot ha scritto:

Peccato che con la fine di Arnold il modello in N sia diventato rarità da collezionisti. In H0 la stessa macchina fu riprodotta da Marklin e da Rivarossi. Le strane livree... beh, pare fossero vere tutte (verde, gialla, violetta oltre alla classica nero/rosso DRG).


Anche Trix mi pare. Comunque dai un'occhiata qua

http://www.ebay.de/sch/i.html?_nkw=drg+br96

e poi a questi video qua



questo migliore:



Questa

http://www.ebay.de/itm/Arnold-2278-Dampflok-BR-96-001-Mallet-DRG-OVP-TOP-/260929706064#ht_4469wt_802

è in scala N e non mi pare nemmeno cara

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Lun 17 Set - 10:13

Da diversi anni Trix è il marchio "a corrente continua" di Marklin, producono "in parallelo". A parte ruote e parte elettrica, è la stessa. Sul sito Trix risulta fuori produzione anche se ancora a magazzino.
Un mio conoscente ha quella di Rivarossi (Como) in tutte le livree prodotte. Però non le usa mai: Deve averle prese solo per la serie di livree .

Quella Arnold che hai indicato potrebbe valere quanto il tizio chiede perchè i ganci sono stati cambiati, il che vuol dire che il proprietario l'ha fatta funzionare. E gli ha funzionato.
Con la vecchia Arnold, con i modelli dotati di bielle (non solo di loco a vapore: un mio amico aveva avuto infinite rogne con un "coccodrillo" svizzero e in due non siamo riusciti a risolverle) bisognava avere una buona dose di fortuna: certe andavano fluide al primo colpo, certe nemmeno a calci. Quel "coccodrillo" l'amico lo ha venduto a soli 75 euri...
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Lun 17 Set - 10:43

The Pilot ha scritto:
Quella Arnold che hai indicato potrebbe valere quanto il tizio chiede perchè i ganci sono stati cambiati, il che vuol dire che il proprietario l'ha fatta funzionare. E gli ha funzionato.

Infatti a me non pare affatto cara, si tratta di un prezzo abbastanza in linea con modelli simili anche di più facile reperibilità.

Tanto più che viene dichiarata in perfette condizioni (Quindi funzionante, viene comunque dichiarato che tutti i modelli in vendita sono testati) e con consegna nell'imballaggio originale.

L'offerente invece non menziona alcuna modifica apportata (Cambio dei ganci?), cosa che mi stupisce perché - sono abituato ad eBay tedesco, ho oltre 300 transazioni - in genere le descrizioni sono piuttosto minuziose.

Può essere che per il mercato tedesco i modelli vengano messi in vendita già coi ganci?

EDIT ho letto meglio, sí che menziona i ganci wink..

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mer 19 Set - 10:49

Eh, i ganci li riconosco al volo: quelli sono i Fleischmann "presganciabili" (se sganciati e spinti solo non si riagganciano) ma sono di un ingombro al limite dell'indecente.
I più belli, in N ma anche in H0, sono quelli NMRA "accumate", sono in tutto uguali ai ganci USA (credo si chiamino Janney) veri. In H0 pare qualcuno li faccia per il portagancio europeo, in N non ancora, anche perchè di portaganci in N ce ne girano tre tipi fra loro incompatibili .
Con un po' di immaginazione, usando in N i ganci USA si può pensare al gancio russo SA-3 (usato sulla Narvik-Kiruna, fuori di Finlandia, Mongolia, ex-URSS e Cina), più sviluppato in altezza, o all'aggancio automatico a sola trazione, ancora sperimentale, compatibile con quelli a maglia e tenditore ma di forma più squadrata
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mer 19 Set - 12:53

Il lavoro che più mi richiedono altri fermodellisti è il montaggio delle linee di contatto. In N ne ho fatta solo una (oltre alla mia ancora a metà come il plastico), in H0 una decina, di tipo italiano, tedesco e svizzero principalmente.
Certe volte, o per il tiro fili o per altri problemi, ho dovuto costruire pure la palificazione caso per caso. Pensavo di essere il solo folle che in caso di situazioni riproducenti il vero va a vedere (o manda a vedere, come è successo per un episodio che però tendo a dimenticare per altri motivi) come sia o fosse fatta la rete elettrica di una stazione e come fossero messi i pali in questo o quel caso.
No, non sono solo, e questo sito lo dimostra (Rasp, non hai problemi, è in tedesco ). Andate all'indicazione Modellfahrleitungen, ho messo link diretti.
Consola che di altri pazzoidi che fanno modellismo ferroviario "come deve essere" ce ne sono anche altrove. Ricordo che ero stato accusato di "troppo perfezionismo"! "Epurandomi da solo" prima di conclusioni imprevedibili...
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Ven 21 Set - 14:14

Cattiva manutenzione, combustione mal regolata o sforzo eccessivo?
Russia, località non citata.



Sei locomotive (due triple). La doppia simmetrica fa propendere per la linea impegnativa.
Notare come gli scarichi siano sdoppiati e affiancati, pare per non "affumicare" troppo i fili delle linee di contatto ove queste Diesel viaggiassero su tratte elettrificate. Ho visto questo trucco solo sulle BR 218 tedesche.
I modellisti "duri e puri" (in Cialtronia chiamati anche "contachiodi") sono avvisati: i generatori di fumo in certi casi vanno anche bene sulle Diesel . Al di là che il fumacchio che fanno ce lo vedo più realistico venire da un Diesel spompato che da una vaporiera.
I carri frigo hanno intercalati dei veicoli che sembrano dei bagagliai: sono dei generatori per le macchine del freddo dei carri, dato che quelle sono alimentate a corrente industriale. Anche nell'ex Germania est c'erano carri di questo tipo (ormai fuori servizio da anni), il carro generatore lo chiamavano Technischer Begleitswagen, qualcuno accantonato in giro per la rete ex DR ci dovrebbe essere ancora (se qualcuno, non solo Rasp, volesse cercarseli... )
In Russia li usano ancora, evidentemente.

No, in Russia maltrattare i motori Diesel ferroviari dev'essere un vizio...




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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mar 25 Set - 16:12

Una 2TE 10M che fuma meno. Se si osserva, però, il trucco c'è: il treno viaggia in favore di carico, la linea è in leggera discesa. Lo schiacciamento quando l'operatore punta la coda del treno permette di vedere chiaramente che questo tende a "curvare" verso il basso.


Rasp ama le locomotive complicate. Queste penso fossero le più complicate di tutte: le Garratt.
Queste sono dello Zimbabwe (la crisi che attanaglia il paese le ha bloccate tutte! Forse ne sopravvive una di diverse decine di almeno 4 tipi diversi). Vent'anni fa ce n'erano diverse in servizio regolare.

Fra gli ultimi impieghi documentati nello Zimbabwe, 2001:

La 20A raffigurata fu, fino alla rimessa in funzione della UP 3985, la locomotiva più pesante operativa.

Questa, della stessa classe di peso della 20A NRZ, è australiana:


Questa è keniota. Dal camino, pare avere ricevuto uno scarico Giesl:
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mar 25 Set - 16:26

Questa le complicazioni le ha dentro: la Red Devil (class 26) delle ferrovie del Sud Africa. Era una 25 non-condensing che era stata equipaggiata con un forno a produzione di gas (inviava aria supplementare o secondaria sopra il carbone e iniettava dal basso una piccola quantità di vapore di scarico, così da ottenere la reazione del "gas d'acqua" e una combustione più efficiente. Inoltre ricevette un doppio eiettore, si vede che i fumaioli sono anche fisicamente due.


Al minuto 1:40 si vedono bene le aperture per la cosiddetta "aria secondaria", attraverso le quali si vede bruciare il carbone. Si nota come il fumo, a regime, non sia molto, anzi tenda a sparire.

Qui la class 25 a condensazione (l'unica preservata è ormai stata vandalizzata... Non commento oltre o divento razzista)

Si sente lo strano rumore, simile a quello di un jet, dato che il tiraggio era dato da una ventola, quindi costante, e il vapore scaricato nel condensatore per essere riportato allo stato di acqua (a circa 80-90°C) che poi veniva riportata in caldaia, a ciclo chiuso come sulle navi. Autonomia: 1500 km con una carica d'acqua.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mar 25 Set - 16:30

Una locomotiva che mi "fa godere" è questa: la sola locomotiva a vapore a turbina funzionante al mondo, la svedese M3t ex TGOJ.

Anche questa fa un rumore quasi aeronautico, ma perchè il vapore ha uno scarico continuo, essendo la turbina una macchina a flusso costante.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Mar 25 Set - 16:37

Cria cuervos y te sacarán los ojos boxed

Bella la Garratt però

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Mer 26 Set - 19:50

Rasputin ha scritto:Cria cuervos y te sacarán los ojos

Bella la Garratt però
Ne ho ficcati tanti perchè il Tubo mi faceva apparire uno mentre ne attivavo un altro, e se lo trovavo interessante lo mettevo prima di perdere l'indirizzo.

Ho scoperto che una ditta britannica (DJH Model Loco) produce in miniatura le Garratt, anche quelle sudafricane e rhodesiane, ma alla scoperta se ne sono affiancate due meno piacevoli:
(1) sono in kit ma costano lo stesso un fracco, circa 500 euri;
(2) anche quelle sudafricane e rhodesiane girano sul binario H0/00 (16,5 mm) mentre, dato lo scartamento vero di 1067 mm, dovrebbero girare su H0m (12 mm). Non so se il kit permetta la modifica.
I soldi del lavoricchio sono agli sgoccioli e non so se me ne arriverà un altro tanto presto.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Mer 26 Set - 19:53


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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da ocelot il Mer 26 Set - 20:49

Oh, sono ben contento di aver trovato un topic come questo!!!
Per fare felice il rasp... un po' di vecchie glorie




Un frecciarossia per pilot
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da Rasputin il Gio 27 Set - 18:12

ocelot ha scritto:Oh, sono ben contento di aver trovato un topic come questo!!!
Per fare felice il rasp... un po' di vecchie glorie

Un frecciarossia per pilot

Ehm, i 300 hanno un altro aspetto, per es. questo:



Poi c'è la NBA:



occhio a partire dal minuto 1'25" eeeeeeek

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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Gio 27 Set - 20:14

Qualcuno ha tirato fuori la trazione trifase.
Non c'era solo in Italia.
Questa linea francese è stata chiusa nel 1966, ma la linea gemella della Rhune funziona ancora.

Ecco quella de La Rhune (almeno due locomotive della Luchon-Superbagneres furono "riciclate" qui):

Ma naturalmente la più famosa è quella svizzera della Jungfrau:

E poi c'è quella del Gornergrat:

Si noti che queste elettromotrici doppie avevano 3 coppie di pantografi, la terza si nota come sia abbassata, perchè si è in estate. In inverno miglioravano la presa (la tensione lì è a livelli tranviari, 650 V per la GGB, 1125 V per la JB. La linea della Rhune funziona invece con 3000 V, tutte a frequenza industriale.
Incredibilmente, quando fu ricostruita la ferrovia del Corcovado (ce n'era già una), fu rifatta elettrificata anche questa in trifase come la vecchia: qui lavora a 800 V 60 Hz (il Brasile usa ovviamente la frequenza industriale americana)
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da ocelot il Sab 29 Set - 12:05

Rasputin ha scritto:
ocelot ha scritto:Oh, sono ben contento di aver trovato un topic come questo!!!
Per fare felice il rasp... un po' di vecchie glorie
Un frecciarossia per pilot
Spoiler:
Ehm, i 300 hanno un altro aspetto, per es. questo:
Cioè, io ti posto video della bell'epoca che fu per farti felice e tu commenti solamente il video dedicato a the pilot???

Riguardo ai presunti 300 km/h del frecciarossa parla con l'autore del video


occhio a partire dal minuto 1'25"
Sì, questo qui l'avevo già visto. Dannati francesi! lol!
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Sab 29 Set - 20:33

E quello francese fa quelle velocità (in piano) perchè le linee hanno pendenze che da noi ci sono forse su una linea sola funzionante (la Centrale Umbra, credo). Le Fecce (togliere sempre la R! ) devono correre su linee piane come piste da dragster a causa del progetto ideato male e sviluppato peggio. Le LGV francesi seguono il terreno, le nostre linee AV lo tagliano. Scusami se è poco.
Anche l'ICE, il "cetriolone"* (marchio di rasp ) tedesco viaggia su linee piuttosto ripide.
Ed esiste (sia pure meno prestante, ma sempre riesce a fare i 200 km/h se la linea è idonea) anche in versione Diesel!

Da quanto ho capito (ma forse Rasp può dire qualcosa di più), lo usano nei servizi fra Germania e Danimarca e Germania e Polonia, quantunque vi siano video del medesimo anche in Olanda. Probabilmente li usano anche in servizio interno se ci sono da percorrere tratte prive di elettrificazione.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da ocelot il Sab 29 Set - 21:34

The Pilot ha scritto:E quello francese fa quelle velocità (in piano) perchè le linee hanno pendenze che da noi ci sono forse su una linea sola funzionante (la Centrale Umbra, credo). Le Fecce (togliere sempre la R! ) devono correre su linee piane come piste da dragster a causa del progetto ideato male e sviluppato peggio. Le LGV francesi seguono il terreno, le nostre linee AV lo tagliano. Scusami se è poco.
Come le avresti fatte le livellette tu?
Ed esiste (sia pure meno prestante, ma sempre riesce a fare i 200 km/h se la linea è idonea) anche in versione Diesel!
Esco un attimo dall'ambito AV per chiederti un parere sul progetto delle nostre D449 ora accantonate.
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Re: Treni e fermodellismo

Messaggio Da The Pilot il Dom 30 Set - 11:34

ocelot ha scritto:
The Pilot ha scritto:E quello francese fa quelle velocità (in piano) perchè le linee hanno pendenze che da noi ci sono forse su una linea sola funzionante (la Centrale Umbra, credo). Le Fecce (togliere sempre la R! ) devono correre su linee piane come piste da dragster a causa del progetto ideato male e sviluppato peggio. Le LGV francesi seguono il terreno, le nostre linee AV lo tagliano. Scusami se è poco.
Come le avresti fatte le livellette tu?
Alla francese, il problema è che la Feccia non può alimentare le unità motrici una dall'altra, per cui una è un inutile peso morto. Se fossero in grado di essere alimentate entrambe tramite un solo pantografo, eccome che quelle livellette le farebbero a 300 orari. Progetto iniziato male e progredito peggio, appunto.

ocelot ha scritto:
Ed esiste (sia pure meno prestante, ma sempre riesce a fare i 200 km/h se la linea è idonea) anche in versione Diesel!
Esco un attimo dall'ambito AV per chiederti un parere sul progetto delle nostre D449 ora accantonate.
Una spesa assurda e stupida. Ammodernare, segare e allungare delle locomotive ormai vetuste quando per la stessa cifra avresti comprato delle G2000, che "fanno le stesse cose" ma sono decisamente più moderne ed efficienti. Ma da più parti ho letto che di D.449 ce n'è solo una completa e "funzionante": le altre non sono mai state finite.
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