Conviene eliminare le religioni?

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da mix il Lun 15 Ott - 23:04

Rasputin ha scritto:
mix ha scritto:
Rasputin ha scritto:
mix ha scritto:(se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )

Finché ci scrivi, ne fai parte.

il riferimento era a don alberto carneval

Non tange. Finché ci scrivi ne fai parte (Aggiorna i contatori)
sveglia ! ! ! !

e 2
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina hysterical
io non faccio cose così stupide, che diventano scorrette al primo soffio di vento
come pure quella di curarmi dei contatori:
è molto buffa perciò la tua interpretazione errata della mia frase;

non ne azzecchi più una ormai;
ho un'ipotesi impronunciabile come spiegazione di questa defaillance carneval ahahahahahah
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Lun 15 Ott - 23:14

mix ha scritto:
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina

Benvenuto ispettore Closeau ahahahahahah

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da mix il Lun 15 Ott - 23:18

Rasputin ha scritto:
mix ha scritto:
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina

Benvenuto ispettore Closeau ahahahahahah
grazie Pantera ahahahahahah
ed aggiorna i contatori .... carneval mgreen
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Lun 15 Ott - 23:22

Conviene eliminare le religioni?

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Akka il Mer 17 Ott - 7:08

io ribalto ls questione, conviene eliminare l' ateismo?

non è più o meno una domanda dello stesso ordine? a no, giusto, perchè gli atei sono i normali e i credenti quelli strani

va be apparte gli scherzi, è una domanda diffiile, e sulle questioni così complicate è sempre difficile fare previsioni attendibili(per conoscere le conseguenze reali di un fenomeno biogna o osservarle, il che non è possibile nel nostro caso, o conoscere umolto bene tutte le implicazioni e le relazioni che ha quel fenomeno col resto del mondo, e comunque avremmo solo un risultato simile, e magari neppure, infatti come è noto teoria e pratica differiscono di molto)

e poi ''conviene'', è una parola ambigua, che sostiene vari significati, cioè siamo parlando di convenienza economica? o di convenienza rispetto ai diritti civili? o convenienza rispetto a cosa? e soprattutto a chi è indirizzata questa convenienza, agli atei? ma gli atei non sono la totalità del mondo, sono solo una piccola parte, anche se voi sosterrete che è la migliore...io mi riservo il permesso di dubitarne
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Akka il Mer 17 Ott - 7:15

delfi68 ha scritto:Ah..certo! ..con il sopravvanzare della circolazione delle informazioni, della scolarizzazione e del progresso in genere, queste religioni iniziano a diventare roba vecchia..poco digeribile anche per i meglio disposti..

Non so se ci sono statistiche a riguardo delle nuove religioni emergenti e le loro caratteristiche..
Ad ogni modo penso che la New Age, forse rispondeva gia' qualche hanno fa a questa necessita' di ammodernamento delle dottrine..

certo certo, è questo lo scopo della new age, cioè quello di soddisfare i bisogni spirituali dell uomo contemporaneo che on ha più la capacità, la voglia, la dedizione, la fede necessarie per accostarsi agli insegnamenti tradizionali, quindi offrono delle forme di spiritualità ibride, che mescolano assieme un po' tutto, animismo, preghiera, yoga, meditazione e chissa che altro...senza però l' adozione di dogmi o di apparati teoretici-teologici complessi e rigidi...
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da paolo1951 il Mer 17 Ott - 8:41

Akka ha scritto:io ribalto ls questione, conviene eliminare l' ateismo?

non è più o meno una domanda dello stesso ordine? a no, giusto, perchè gli atei sono i normali e i credenti quelli strani

va be apparte gli scherzi, è una domanda diffiile, e sulle questioni così complicate è sempre difficile fare previsioni attendibili(per conoscere le conseguenze reali di un fenomeno biogna o osservarle, il che non è possibile nel nostro caso, o conoscere umolto bene tutte le implicazioni e le relazioni che ha quel fenomeno col resto del mondo, e comunque avremmo solo un risultato simile, e magari neppure, infatti come è noto teoria e pratica differiscono di molto)

e poi ''conviene'', è una parola ambigua, che sostiene vari significati, cioè siamo parlando di convenienza economica? o di convenienza rispetto ai diritti civili? o convenienza rispetto a cosa? e soprattutto a chi è indirizzata questa convenienza, agli atei? ma gli atei non sono la totalità del mondo, sono solo una piccola parte, anche se voi sosterrete che è la migliore...io mi riservo il permesso di dubitarne
Non prenderla così calda!
Mi sembrava che fosse chiaro che la domanda era rivolta a coloro che in generale ritengono le religioni un qualcosa di negativo... e comunque sotto-intendeva pur sempre il riconoscimento di una possibile utilità sociale della religione.
Inoltre partivo dal presupposto che nella storia, per molti secoli l'ateismo fu inesistente o quasi, mentre il contrario l'inesistenza della religione mi sembra che non si sia mai verificato.

Infine la mia domanda e la tua (conviene abolire l'ateismo) in un certo senso sono un po' la stessa cosa: se infatti non convenisse abolire le religioni... ne deriverebbe che conviene abolire l'ateismo!
O meglio diciamo che sono stato troppo drastico usando la parola "eliminare"... usiamo invece "non diffondere", "non propagandare" e vedrai che l'assunto di prima diventa più condivisibile per tutti:
se le religioni fossero "necessarie" o comunque molto utili per l'uomo medio, per la sua felicità, per indurlo a tenere un comportamento eticamente corretto, conviene che il numero degli atei sia molto limitato.
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Mer 8 Nov - 19:32

La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
La speranza insieme con le opere caritatevoli della chiesa, vengono indicate come le caratteristiche positive che fanno della religione una buona cosa agli occhi dei fedeli ma anche di gnostici e atei poco convinti. Ma analizzando concretamente la situazione, ci risultà palese come la speranza tanto decantata, essendo soltanto un'illusione crei uno stato di inconscia sottomissione a chi decide e disegna il nostro destino. Pertanto prefigura oltre al plagio l'annientamento dei diritti dei fedeli aderenti alla religione, che perdono la possibilità di dissentire o opporsi ad una decisione anche se li svantaggia o peggio danneggia. Le opere caritatevoli invece scaturiscono dall'animo umano non certo dalla chiesa inquanto organizzazione. Percui possiamo sostenere con buona approssimazione che anche qualora la chiesa si dovesse dissolvere le brave persone continueranno ad essere tali come è sempre stato. Oltre tutto le organizzazioni umanitarie non sono tutte religiose anzi.
Non dobbiamo dimenticare che la speranza in qualcosa che non esiste porta alla creazione di presupposti sbagliati sui quali fonderemo la nostra etica e la logica che in essa poniamo. In conclusione la religione vista come dottrina, dogmatica e totalitaria potrebbe essere abbandonata anche domani. Fermo restando l'assunto che la spiritualità individuale è da considerarsi l'unica forma di religione o per meglio dire di culto positiva dal punto di vista sociale, poichè non crea diseguaglianze o attriti tra gli individui.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Minsky il Mer 8 Nov - 19:58

Avetto85 ha scritto:La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
La speranza insieme con le opere caritatevoli della chiesa, vengono indicate come le caratteristiche positive che fanno della religione una buona cosa agli occhi dei fedeli ma anche di gnostici e atei poco convinti. Ma analizzando concretamente la situazione, ci risultà palese come la speranza tanto decantata, essendo soltanto un'illusione crei uno stato di inconscia sottomissione a chi decide e disegna il nostro destino. Pertanto prefigura oltre al plagio l'annientamento dei diritti dei fedeli aderenti alla religione, che perdono la possibilità di dissentire o opporsi ad una decisione anche se li svantaggia o peggio danneggia. Le opere caritatevoli invece scaturiscono dall'animo umano non certo dalla chiesa inquanto organizzazione. Percui possiamo sostenere con buona approssimazione che anche qualora la chiesa si dovesse dissolvere le brave persone continueranno ad essere tali come è sempre stato. Oltre tutto le organizzazioni umanitarie non sono tutte religiose anzi.
Non dobbiamo dimenticare che la speranza in qualcosa che non esiste porta alla creazione di presupposti sbagliati sui quali fonderemo la nostra etica e la logica che in essa poniamo. In conclusione la religione vista come dottrina, dogmatica e totalitaria potrebbe essere abbandonata anche domani. Fermo restando l'assunto che la spiritualità individuale è da considerarsi l'unica forma di religione o per meglio dire di culto positiva dal punto di vista sociale, poichè non crea diseguaglianze o attriti tra gli individui.


Abbiamo anche una sezione dedicata alle presentazioni, se ti va: http://atei.forumitalian.com/f4-presentazioni-comunicazioni-regolamento

Potresti definire "spiritualità"?

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Mer 8 Nov - 20:09

Che inizio di merda avetto

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Gio 9 Nov - 15:26

Rasputin ha scritto:Che inizio di merda avetto

A cosa ti riferisci?

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Gio 9 Nov - 15:46

Minsky ha scritto:
Avetto85 ha scritto:La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
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Abbiamo anche una sezione dedicata alle presentazioni, se ti va: http://atei.forumitalian.com/f4-presentazioni-comunicazioni-regolamento

Potresti definire "spiritualità"?
Salve e grazie del benvenuto.
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.

Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Minsky il Gio 9 Nov - 19:09

Avetto85 ha scritto:
Salve e grazie del benvenuto.
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.

Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.
Ah, ecco. Io invece questo genere di manifestazioni le chiamo "puerilità". Vedi come può essere delicata la semantica, alle volte. wink..
E non penso che possa esistere una "forma di religione" del tutto innocua. Non sarebbe religione.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Ven 10 Nov - 2:34

Minsky ha scritto:
Avetto85 ha scritto:
Salve e grazie del benvenuto.
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.

Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.
Ah, ecco. Io invece questo genere di manifestazioni le chiamo "puerilità". Vedi come può essere delicata la semantica, alle volte. wink..
E non penso che possa esistere una "forma di religione" del tutto innocua. Non sarebbe religione.
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da selfie il Ven 10 Nov - 9:09

paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
Me anche. Homo religiosus è.
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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Ven 10 Nov - 13:17

Avetto85 ha scritto:
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.

Culto del popolo? Potrresti specificare meglio?

selfie ha scritto:
paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
Me anche. Homo religiosus è.

Non credo

http://atei.forumitalian.com/t2160-ricerca-sull-origine-del-sentimento-religioso

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Minsky il Ven 10 Nov - 21:11

selfie ha scritto:
paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
Me anche. Homo religiosus è.
Solo gli imbecilli.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Ven 10 Nov - 21:34

Rasputin ha scritto:
Avetto85 ha scritto:
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.

Culto del popolo? Potrresti specificare meglio?
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (la chiesa), i suoi tirapiedi (i sacerdoti e funzionari), e i fedeli (il popolo) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (la religione), hanno in esso il ruolo di cavie. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Ven 10 Nov - 21:58

Avetto85 ha scritto:
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (la chiesamafia), i suoi tirapiedi (i sacerdoti e funzionarikiller e capibanda), e i fedeli (il popologli omertosi) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (la religionemafia), hanno in esso il ruolo di caviemaestranze. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.

Ok, dal punto di vista antropoculturale non fa una grinza. Ho cambiato un paio di termini, vedi se sei ancora d'accordo.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Sab 11 Nov - 17:10

Rasputin ha scritto:
Avetto85 ha scritto:
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (la chiesamafia), i suoi tirapiedi (i sacerdoti e funzionarikiller e capibanda), e i fedeli (il popologli omertosi) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (la religionemafia), hanno in esso il ruolo di caviemaestranze. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.

Ok, dal punto di vista antropoculturale non fa una grinza. Ho cambiato un paio di termini, vedi se sei ancora d'accordo.
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Sab 11 Nov - 17:37

Avetto85 ha scritto:
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.

Potrei suggerire "pecore", magari ci troviamo d'accordo poi su tutto wink..

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Avetto85 il Dom 12 Nov - 19:21

Rasputin ha scritto:
Avetto85 ha scritto:
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.

Potrei suggerire "pecore", magari ci troviamo d'accordo poi su tutto wink..
Si senza dubbio.

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da viator il Dom 12 Nov - 21:30

Salve. per Rasputin : il tuo richiamo alle pecore è del tutto adeguato.
La credulità e - all'interno del conformismo - la docilità umana è in effetti qualcosa di stupefacente. La Chiesa che, dopo essersi preoccupata ed occupata di regolare ogni aspetto della vita dei credenti, provoca infine il loro giubilo plaudente affermando: ecco fatto.....ora voi sarete il gregge delle pecorelle ed i nostri funzionari saranno i vostri pastori (è noto che il pastore ama profondamente il proprio gregge.... ne ha bisogno per sfruttarlo sia da gregge vivo che da gregge morto).
Come si fa a non diventare cinici davanti a simili mostruosità !!??

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Rasputin il Dom 12 Nov - 22:15

viator ha scritto:Salve. per Rasputin : il tuo richiamo alle pecore è del tutto adeguato.
La credulità e - all'interno del conformismo - la docilità umana è in effetti qualcosa di stupefacente. La Chiesa che, dopo essersi preoccupata ed occupata di regolare ogni aspetto della vita dei credenti, provoca infine il loro giubilo plaudente affermando: ecco fatto.....ora voi sarete il gregge delle pecorelle ed i nostri funzionari saranno i vostri pastori (è noto che il pastore ama profondamente il proprio gregge.... ne ha bisogno per sfruttarlo sia da gregge vivo che da gregge morto).
Come si fa a non diventare cinici davanti a simili mostruosità !!??

quoto..

Un po' di sano cinismo non ha mai fatto male a nessuno fuma

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Re: Conviene eliminare le religioni?

Messaggio Da Minsky il Lun 13 Nov - 6:41


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