vedo, prevedo, stravedo

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vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da mix il Sab 27 Ott - 6:36

questo articolo (Corriere della Sera) mi ha destato curiosità:
a prima vista la tesi contrasta con quello che sarei normalmente tentato di credere

testo dell'articolo
Spoiler:
La premonizione esiste davvero
I ricercatori hanno analizzato 26 studi concludendo che esiste la capacità di predire il futuro, basta saperla leggere

MILANO - Premonizione e preveggenza sono vocaboli che fanno immediatamente pensare a storie antiche di oracoli e aruspici, ma in realtà si tratta di concetti che nel corso del tempo hanno stimolato la curiosità e soprattutto le ricerche della comunità scientifica. In questo caso un team internazionale formato dai ricercatori delle americane Northwestern University e University of California - Irvine e dell'italiana Università di Padova ha analizzato i dati di ventisei precedenti studi condotti tra il 1978 e il 2010. Dalle loro osservazioni risulterebbe che sì, gli esseri umani sono in qualche modo in grado di prevedere il futuro, per lo meno quello più immediato. Ma è bene non attendersi illuminazioni improvvise su numeri fortunati o giocate vincenti perché questa nostra presunta capacità sarebbe molto più legata agli aspetti strettamente biologici della nostra esistenza.

ATTIVITÀ ANTICIPATORIA ANOMALA - Julia Mossbridge, alla guida dell'analisi, è restia a parlare di presentimento e preferisce definire il fenomeno rilevato come "attività anticipatoria anomala". Nella loro revisione dei precedenti studi gli scienziati hanno potuto verificare che le persone sottoposte a due o più tipi di stimoli appositamente ordinati per risultare imprevedibili producevano una differente attività biologica post-stimolazione. La sorpresa rilevata è data dal fatto che l'attività che precedeva lo stimolo stesso era già indirizzata e quindi anticipava quella conseguente alla stimolazione. In sostanza i ricercatori hanno preso in considerazione diverse variabili biologiche, come l'attività elettrodermica cutanea, la frequenza cardiaca, la dilatazione della pupilla, l'attività elettroencefalografica e il volume sanguigno, notando che talvolta l’attività prima e dopo lo stimolo andavano nella stessa direzione.

ARRIVA IL CAPO-UFFICIO - L'esempio che ancora Julia Mossbridge usa per spiegare il concetto è quello di un impiegato che, seduto alla sua scrivania, sta giocando a un videogame mentre ascolta musica nelle cuffiette e quindi non può sentire i passi del capo-ufficio che sta per entrare nella stanza. «Le nostre analisi suggeriscono che se si prestasse attenzione ai segnali di cambiamento della nostra attività biologica (che iniziano tra i due e dieci secondi prima dello stimolo vero e proprio), quell'impiegato avrebbe il tempo di spegnere il videogame e la musica e prendere la pratica alla quale dovrebbe lavorare prima che il capo entri in ufficio», fa notare Mossbridge.

IL PARERE DELLO STUDIOSO - Abbiamo sentito Patrizio Tressoldi, psicologo dell’Università di Padova che ha partecipato allo studio, il quale sottolinea le possibili implicazioni future di questo studio: «Le reazioni anticipatorie alle quali si riferisce la ricerca, situata chiaramente in laboratorio, sono molto deboli, ma uno degli aspetti più interessanti è dato dal fatto che questi segnali sono amplificabili attraverso semplici algoritmi, il che darebbe al soggetto la consapevolezza dell’evento imminente e la possibilità di agire come crede». Si aprono a questo punto scenari che sanno di fantascientifico, ma che potrebbero avere applicazioni decisamente reali, come dimostrano già allo stato attuale esperimenti all’avanguardia in campo militare nel settore della percezione anticipata in situazione di pericolo.

UNA RICERCA IN PROGRESS - Sebbene le attuali conoscenze della biologia umana non siano in grado di spiegare questo fenomeno, il team di studiosi crede fermamente nella necessità di ulteriori ricerche a questo proposito, sottolineando che si ha a che fare con il campo dei naturali processi fisici e non con fenomeni sovrannaturali o magici. Con buona pace di Cassandra.
fonte: Corriere della Sera 26-10-2012

avete mai avuto notizia di episodi premonitori che non si possono apparentemente spiegare?
cosa può far credere alle premonizioni, ed invece è convincentemente spiegabile in un altro modo? (magari insonspettabile)

si capisce già benissimo che io sono scettico, ma lo studio riportato, (a giudicare solo dall'articolo, però (???) ), sembrerebbe serio.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Minsky il Sab 27 Ott - 8:10

Mix, ma un font meno accecante non ti è riuscito di trovarlo?

Qui l'originale dell'articolo per chi volesse leggerlo senza abbagliarsi:
http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Salute/Neuroscienze/2012/10/26//premonizione-attivita-anticipatoria_full.shtml

Qui il sito da dove è possibile scaricare liberamente la pubblicazione della ricerca:
http://www.frontiersin.org/Perception_Science/10.3389/fpsyg.2012.00390/abstract
(Article info - PDF)


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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da mix il Sab 27 Ott - 8:28

Minsky ha scritto:Mix, ma un font meno accecante non ti è riuscito di trovarlo?

Qui l'originale dell'articolo per chi volesse leggerlo senza abbagliarsi:
http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Salute/Neuroscienze/2012/10/26//premonizione-attivita-anticipatoria_full.shtml

Qui il sito da dove è possibile scaricare liberamente la pubblicazione della ricerca:
http://www.frontiersin.org/Perception_Science/10.3389/fpsyg.2012.00390/abstract
(Article info - PDF)

spiegami il problema del font?
il link all'articolo del Corriere d.S. è la prima cosa del post boh non l'hai visto?
in effetti, a ben guardare, secondo me il grigio non è il colore migliore per evidenziare i link a collegamenti esterni, si nota poco, differisce poco dal nero base del testo dei post
meglio sarebbe il classico blu link originale html old fashion, forse ....
d'ora in poi i collegamenti a siti esterni li farò in grassetto e, (se possibile farlo per un link), colorati

grazie per l'integrazione fatta mettendo il link alla ricerca inchino


oggi c'è una congiunzione astrale negativa, ci sono effetti particolarmente accentuati di sensibilità metereopatica o vi siete messi daccordo? boh carneval mgreen è una battuta, un gioco, uno scherzo, non è una presa in giro.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da delfi68 il Sab 27 Ott - 10:32

..mah..io ho letto, sempre di Restak, di come il cervello sia in grado di collocare nella sua "memoria" fatti e pensieri in luoghi temporali arbitrari e non veritieri..

Ad esempio ci sono dimostrazioni che appena svegli, sentendo in tv di un disastro aereo, il cervello "convince" immediatamente la coscienza del cervello stesso, che la notte appena trascorsa si ha sognato di quel disastro aereo..invece, se non ci fose stata la notizia in tv, il cervello non aveva sognato un bel niente..come in effetti era.

Le premonizioni sono semplicemente delle abilità del cervello di postporre una visione o un ricordo o un sogno a un fatto, ed essere assolutamente certo che il ricordo\sogno precede il fatto! Quando è assolutamente l'opposto.

Il cervello umano sa fare cose incredibili..il soggetto è cosi sicuro di avere il "controllo" sul proprio cervello e che l'organizzazione dei ricordi e della memoria temporale siano sotto il suo controllo che non percepisce NEL MODO PIU' ASSOLUTO di essere vittima di un inganno.

La premonizione soffre dello stesso "impiccio" della fede. E' il soggetto l'unico Garante della Veridicità della premonizione o della visione. Infatti, per contro, un esperimento di medici citati in Restak, Cervello Modulare, prevedeva che un gruppo di controllo scrivesse, appena sveglio, appena sveglio!, i ricordi dei sogni appena fatti..prima che svanissero nei primi 20 minuti dal risveglio..ebbene, i ricordi scritti non coincidevano mai cone eventuali reminiscenze di sogni e previsioni che "comparivano" durante la mattinata!

Uno aveva sognato campi di cavoli, ma alla notizia di un deragliamento ferroviario, era CERTISSIMO di aver sognato il deragliamento la notte stessa..e cosi via..

Per spiegare le previsioni, le visioni e tutte le altre faccende inspiegabili e misteriose del cervello, bisogna approfondire le caratteristiche dei BUG che affliggono il cervello e l'organizzazione dei ricordi.

Il dejavù è la stessa identica cosa, non è il rivivere una cosa già vissuta, ma è la convinzione di rivivere una situazione già vissuta.

"passa il gatto nero" (cit) e il cervello nel mentre che vede passare il gatto nero, è convinto di averlo già visto passare, sposta solo il ricordo del gatto, da adesso a pochi minuti o mesi prima..e il tizio è convinto di aver già visto lo stesso gatto nella stessa situazione..

Un inganno temporale in tempo reale..

Per capire le previsioni, bisogna approfondire i concetti di neurologia..e psichiatria.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da silvio il Sab 27 Ott - 10:37

Ho a volte la certezza di ricodare cose vissute che poi mi accorgo non sono mai accadute, soprattutto ricordi da bambino, forse erano sogni.
Mi ricordo ad esempio una giornata passata a giocare in bosco di bamboo, con una donna che mi guaradava da un portico, ero con altri bambini ma non ricordo chi erano, nè la donna.
Sono sempre stato sicuro di averlo vissuto, ma domandando ai miei, ritornando in dietro non riesco proprio a collocare il fatto.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da silvio il Sab 27 Ott - 10:39

Un'altro fenomeno strano ceh mi lasci al momento sgomento è mi accorgo di vivere qualcosa che ho già vissuto, dura un'istante ma da un emozione fortissima.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da primaverino il Sab 27 Ott - 10:43

Non so se abbia attinenza precisa con quanto stiamo dicendo ma a me capita di fare dei sogni ricorrenti. Magari ciò avviene (ad intervalli non regolari) per mesi, poi basta.
In altri periodi invece, si tratta di sogni "a puntate"...
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da delfi68 il Sab 27 Ott - 10:52

Non l'hai vissuto prima di quell'esatto istante in cui lo stai vivendo, è un dejavù, l'evidenza provata del tuo cervello che sta collocando male il fatto attuale nella memoria temporale.

Il cervello commette errori di collocazione temporale dei ricordi, ma non te ne accorgi mai, se non quando accade in tempo reale! ..il fatto è attuale e mentre lo vivi lo stai "allocando" più indietro nella memoria, e in quel momento te ne accorgi!..e te ne stupisci. Ma ci sono milioni di ricordi immagazzinati in tempi sbagliati, ma non lo sai e non lo saprai mai..

Il dejavù è sorprendere il cervello mentre compie quell'errore! ..ma ancora l'inganno è pèiù veloce della coscienza, infatti pur vivendo il fatto e "sentendo" che è collocato in un punto della memoria nel passato, credi di più alla memoria che a ciò che vedi in tempo reale..

Stai vivendo adesso il passaggio di un gabbiano sullo sfondo di una nave gialla, il fatto sta venendo collocato indietro nel tempo dalla tua memoria, e anzichè assumere che sta avvenendo un errore di collocazione mnemonica, assumi che hai già vissuto il passaggio del gabbiano su sfondo di nave gialla..

prova ad accettare l'ipotesi che non hai il controllo del tuo cervello anche su fatti assolutamente semplici e alla portata del tuo controllo..e ti accorgi subito che non avevi mai vissuto quel passaggio di gabbiano su nave gialla..

Prova con qualsiasi dejavù..anzichè impressionarti, obbligati a scovare il contesto del ricordo, imponiti di capire QUANDO avevi già vissuto la situazione! ..scopri che è impossibile..non l'avevi mai vissuta, e solo la piccolissima porzione di fatto (passaggio del gabbiano su nave gialla) sta collocato nel passato della tua memoria..un errore, un'estrapolazione di una parte del fatto..infatti tutto ciò che precede e procede attorono al passaggio del gabbiano su sfondo di nave gialla è collocato bene (in memoria) e solo quella frazione è stata collocata in un punto passato, creandoti il disagio del dejavù..



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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Rasputin il Sab 27 Ott - 10:53

http://it.wikipedia.org/wiki/D%C3%A9j%C3%A0_vu

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da silvio il Sab 27 Ott - 12:31

Insomma il cervello va dove gli pare e ci fornisce informazioni sbagliate, ma una semplice riprova sono gli errori visivi, spesso mi capita di essere sicuro di aver visto un uomo o un'animale sul bordo di una strada invece è solo un collage di forme che il cervello interpreta come essere umano o animale.
Il cervello archivia in continuazione immagini sensazioni e poi li ripropone in vario modo.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da delfi68 il Sab 27 Ott - 16:46

.la cosa che uno fa fatica a credere e' quella di non avere la completa padronanza del suo cervello..
Poi si e' portati a credere di avere una capacita' "plastica" mentre si ricorda o si ragiona..ovvero non si comprende che si ragiona invece per strettissimi compartimenti stagni, che solo se comunicano velocemente e fluidamente tra di loro ci danno, appunto, la sensazione di fluidita' e plasticita' del pensiero..

Basti pensare sempre all'esempio di alcuni esempi di patologie, si puo' comprendere esattamente cos'e' una sedia, disegnarla, scriverne il nome, riconoscerla in fotografia, spiegarne l'uso..ma puo' succedere di non essere in grado di leggere la parola sedia, o meglio, collegare la scritta della parola sedia a tutto il resto che sappiamo della sedia..
Oppure, tutto funziona ma poi non la si riconosce in foto, il modulo di riconoscimento visivo, IN FOTO, dov'e' allocata la sedia e le sue varianti e' guasto (ischemia..)..eccetera..

Basta insomma che uno solo dei moduli neuronali che contengono uno solo degli aspetti della sedia sia guasto e gli altri NON sopperiscono a questa mancanza/lacuna! ..il cervello non sa rimodellare, reinterpretare o intuire per senso logico o intuitivo cio' che manca a causa di neuromodulo guasto! ..l'intuizione e la comprensione "generale" della sedia e' l'insieme di TUTTI i neuromoduli che contengono un'informazione sulla sedia che comunicano tra di loro e non una "supervisione" ragionativa del cervello sul concetto di sedia..

Quella e' un'illusione. E' illusorio di poter giungere a un risultato di completezza di un concetto di sedia solograzie alla "plasticita'" del cervello..

Leggevo di un musicista che non era piu' in grado di leggere le note scritte su spartito, pur sapendo sempre suonare e comporre..e..SCRIVERE! le note..ma appena scritte divenivano "illeggibili" per il poveretto..

Scrivere e leggere dipendono da aree diverse..e non vuol dire che se sai scrivere sai anche rileggere..

Ma peggio, un caso di Restak era di un tale che sapeva leggere, scrivere, parlare..ma NON piu' in grado si comprendere il linguaggio PARLATO di chi gli si rivolgeva. Un mattino era convinto che moglie e figli lo prendessero in giro e imitassero il frusciare delle foglie mosse dal vento mentre gli parlavano..

..il cervello e' assurdamente complesso e tutto fuorche' plastico e duttile come noi pensiamo che sia..
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da silvio il Sab 27 Ott - 18:53

Infatti anche le nostre capacità decisionali non sono libere ma seguono una serie di schemi logici imposti da ciò che il nostro cervello è in grado di elaborare, infondo uno dei massimi desideri dell'uomo è sempre stato quello di spezzare le catene, volare libero.
Ma è una illusione, noi voliamo dove vuole il nostro sistema biologico, eppure siamo convinti di essere entità astratte.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Rasputin il Sab 27 Ott - 19:10

silvio ha scritto:
siamo convinti di essere entità astratte.

Io niente affatto.

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Minsky il Dom 28 Ott - 8:20

mix ha scritto:spiegami il problema del font?
il link all'articolo del Corriere d.S. è la prima cosa del post non l'hai visto?
in effetti, a ben guardare, secondo me il grigio non è il colore migliore per evidenziare i link a collegamenti esterni, si nota poco, differisce poco dal nero base del testo dei post
meglio sarebbe il classico blu link originale html old fashion, forse ....
d'ora in poi i collegamenti a siti esterni li farò in grassetto e, (se possibile farlo per un link), colorati
Io il contenuto del tuo spoiler lo vedo così:


e mi fa incrociare gli occhi.
Il link in effetti non l'avevo notato, ed è un problema endemico del sistema. In passato avevo tentato anch'io di colorare il testo che contiene il link, ma nove volte su dieci quando lo coloravo perdeva l'url e non funzionava più. Dopo un po' mi sono stufato e adesso li metto in chiaro alla brutta maniera.


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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da mix il Dom 28 Ott - 10:31

credo che a me non prenda il font Impact e ne usi un altro di default che appare normalmente nel mio browser, diverso dallo standard del resto dei post e normalmente leggibile boh
buono a sapersi, grazie
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Steerpike il Dom 28 Ott - 15:46

Mi ricorda questo.
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Masada il Lun 17 Dic - 8:52

Anche io sono ignorante sul tema, e cercando qualche info in più mi sono imbattuto su questa pagina dell'enciclopedia treccani: leggete il finale!
Ma davvero una qualche scienza sostiene questo??????

"CHIAROVEGGENZA (fr. clairvoyance; sp. clarividencia; ted. Hellsehen; ingl. clairvoyance). - Facoltà propria a certi individui, in speciali circostanze, di percepire un evento, nello spazio o nel tempo, senza il soccorso dei sensi empirici, e in modo tale da escludere che le cognizioni acquisite traggano origine da una mentalità estrinseca al percipiente. Il vocabolo è inteso dai più come sinonimo del neologismo criptestesia (sensibilità nascosta), proposto dal Richet, e si può considerare comprensivo di molte forme particolari di conoscenza extranormale, indicate correntemente con i termini "lucidità, doppia vista, metagnomia, criptoscopia" ecc.
Conosciuta ab antiquo attraverso narrazioni di scrittori d'ogni tempo e d'ogni luogo, osservata con frequenza nel periodo del magnetismo animale, nella forma sonnambolica dei "viaggi" ipotetici attraverso lo spazio, la chiaroveggenza è stata studiata soprattutto a partire dagli ultimi anni del sec. XIX, insieme con gli altri fenomeni che costituiscono l'oggetto delle odierne ricerche psichiche (v. Psichica, ricerca). Si è così raccolta una cospicua messe di casi, sperimentali o spontanei, con soggetti particolari, tra cui celebri Kahn, Reese, Ossowiecki, le signore Piper, Thompson, Verrall, Plaat, ecc. La chiaroveggenza può presentare interferenze di carattere telepatico (v. telepatia), può esercitarsi mediante oggetti con cui il chiaroveggente entra in rapporto (forma detta, impropriamente, psicometria) o su cui fissa lo sguardo (v. specialmente Cristalloscopia) o l'udito (chiarudienza), o mediante speciali strumenti (v. specialmente rabdomanzia); può assumere forma medianica con andamento spiritistico (v. psichica, ricerca; medium; spiritismo, ecc.). Le ipotesi interpretative, generali o parziali, sulla chiaroveggenza nelle sue diverse forme sono svariatissime. Del fenomeno come tale non è più lecito dubitare, pur restandone sconosciuto l'intimo processo.

http://www.treccani.it/enciclopedia/chiaroveggenza_(Enciclopedia-Italiana)/

eeeeeeek

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Fux89 il Lun 17 Dic - 10:12

Masada78 ha scritto:Ma davvero una qualche scienza sostiene questo??????
Sì, la sciemenza...

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da jillo il Lun 17 Dic - 10:18

silvio ha scritto:Un'altro fenomeno strano ceh mi lasci al momento sgomento è mi accorgo di vivere qualcosa che ho già vissuto, dura un'istante ma da un emozione fortissima.



devi seguire il bianconiglio

prendere la pillola rossa. okkio, non quella blu.

tutto ti sarà poi chiaro

jillo
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da jillo il Lun 17 Dic - 11:30

delfi68 ha scritto:.la cosa che uno fa fatica a credere e' quella di non avere la completa padronanza del suo cervello..
Poi si e' portati a credere di avere una capacita' "plastica" mentre si ricorda o si ragiona..ovvero non si comprende che si ragiona invece per strettissimi compartimenti stagni, che solo se comunicano velocemente e fluidamente tra di loro ci danno, appunto, la sensazione di fluidita' e plasticita' del pensiero..

Basti pensare sempre all'esempio di alcuni esempi di patologie, si puo' comprendere esattamente cos'e' una sedia, disegnarla, scriverne il nome, riconoscerla in fotografia, spiegarne l'uso..ma puo' succedere di non essere in grado di leggere la parola sedia, o meglio, collegare la scritta della parola sedia a tutto il resto che sappiamo della sedia..
Oppure, tutto funziona ma poi non la si riconosce in foto, il modulo di riconoscimento visivo, IN FOTO, dov'e' allocata la sedia e le sue varianti e' guasto (ischemia..)..eccetera..

Basta insomma che uno solo dei moduli neuronali che contengono uno solo degli aspetti della sedia sia guasto e gli altri NON sopperiscono a questa mancanza/lacuna! ..il cervello non sa rimodellare, reinterpretare o intuire per senso logico o intuitivo cio' che manca a causa di neuromodulo guasto! ..l'intuizione e la comprensione "generale" della sedia e' l'insieme di TUTTI i neuromoduli che contengono un'informazione sulla sedia che comunicano tra di loro e non una "supervisione" ragionativa del cervello sul concetto di sedia..

Quella e' un'illusione. E' illusorio di poter giungere a un risultato di completezza di un concetto di sedia solograzie alla "plasticita'" del cervello..

Leggevo di un musicista che non era piu' in grado di leggere le note scritte su spartito, pur sapendo sempre suonare e comporre..e..SCRIVERE! le note..ma appena scritte divenivano "illeggibili" per il poveretto..

Scrivere e leggere dipendono da aree diverse..e non vuol dire che se sai scrivere sai anche rileggere..

Ma peggio, un caso di Restak era di un tale che sapeva leggere, scrivere, parlare..ma NON piu' in grado si comprendere il linguaggio PARLATO di chi gli si rivolgeva. Un mattino era convinto che moglie e figli lo prendessero in giro e imitassero il frusciare delle foglie mosse dal vento mentre gli parlavano..

..il cervello e' assurdamente complesso e tutto fuorche' plastico e duttile come noi pensiamo che sia..



secondo la definizione di chiaroveggenza fornitaci dall'autorevole treccani e citata da Masada, essa non si può fondare su patologie dei "moduli" neurali.

"CHIAROVEGGENZA (fr. clairvoyance; sp. clarividencia; ted. Hellsehen; ingl. clairvoyance). - Facoltà propria a certi individui, in speciali circostanze, di percepire un evento, nello spazio o nel tempo, senza il soccorso dei sensi empirici, e in modo tale da escludere che le cognizioni acquisite traggano origine da una mentalità estrinseca al percipiente.

la chiaroveggenza, declinata nelle sue varie forme dalla telepatia alla medianica alla chiaroudienza... non può giutficarsi con cause riconducibili ai tuoi esempi.

di tutto questo la cosa che più mi sorprende è la tua (e di tante altre persone non necessariamente atee) manifesta refrattarietà nel credere o nell'accettare la "non completa padronanza (delle facoltà) del proprio cervello".

Non quindi il dubitare della veridicità di questi o altri fenomeni oggi inspiegabili (ci si può credere oppure restare scettici confidando in risposte scientifiche che prima o poi arriveranno) ma dubitare del limite della nostra capacità di scandagliare tutto lo scibile.



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jillo
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Fux89 il Lun 17 Dic - 12:11

La chiaroveggenza non esiste, e non è che cambia qualcosa se qualche ubriaco scrive il contrario sul sito dell'"autorevole" Treccani.

Fux89
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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da jillo il Lun 17 Dic - 12:47

Fux89 ha scritto:La chiaroveggenza non esiste, e non è che cambia qualcosa se qualche ubriaco scrive il contrario sul sito dell'"autorevole" Treccani.

Anche io sono scettico quanto meno in merito all'origine di questi fenomeni.


Ma allora come spiegare certi casi?


Io non dibito che si siano registrati casi "particolari" attribuiti poi alla chiaroveggenza.
Dubito sul fatto che le cause di quei fenomeni siano da attribuirsi al soprannaturale.
Se poi dubitiamo a monte di tutto, cioè anche sul fatto che determinati fenomeni si siano effettivamente verificati, allora la discussione è chiusa sul nascere.

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Rasputin il Lun 17 Dic - 13:01

jillo ha scritto:

Ma allora come spiegare certi casi?


Io non dibito che si siano registrati casi "particolari" attribuiti poi alla chiaroveggenza.
Dubito sul fatto che le cause di quei fenomeni siano da attribuirsi al soprannaturale.
Se poi dubitiamo a monte di tutto, cioè anche sul fatto che determinati fenomeni si siano effettivamente verificati, allora la discussione è chiusa sul nascere.

Si spiegano, tutti.

http://it.wikipedia.org/wiki/James_Randi#James_Randi_Educational_Foundation

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da Fux89 il Lun 17 Dic - 13:05

jillo ha scritto:Ma allora come spiegare certi casi?
Non c'è nulla da spiegare, fino a quando non si prova l'esistenza del fenomeno di cui si vuole dare una spiegazione.

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Re: vedo, prevedo, stravedo

Messaggio Da jillo il Lun 17 Dic - 13:28

Rasputin ha scritto:
jillo ha scritto:

Ma allora come spiegare certi casi?


Io non dibito che si siano registrati casi "particolari" attribuiti poi alla chiaroveggenza.
Dubito sul fatto che le cause di quei fenomeni siano da attribuirsi al soprannaturale.
Se poi dubitiamo a monte di tutto, cioè anche sul fatto che determinati fenomeni si siano effettivamente verificati, allora la discussione è chiusa sul nascere.

Si spiegano, tutti.

[url=http://it.wikipedia.org/wiki/James_Randi#James_Randi_Educational_Foundation
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Randi#James_Randi_Educational_Foundation[/quote[/url]]

Fux tenta una manovra evasiva sostenendo che non di deve spiegare nulla.
almeno sino a che del fenomeno non si prova l'esistenza. L'esistenza del fenomeno credo sia però documentata. semmai non se ne conoscono le cause.

Tu scrivi che si spiegano tutti. in senso scherzoso chiaramente.

La risposta è quindi: inutile cercare cause di fenomeni che non si sono MAI verificati. quei fenomeni sono panzane raccontante da buontemponi o ubriachi che poi treccani & c. hanno pubblicato col consenso di scienziati interessati?

jillo
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