Etichette e etichettati

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Messaggio Da *Valerio* il Ven 21 Dic - 11:35

Come da titolo

Cosa pensate delle etichette che ci vengono appiccicate?

Se negative sono causa di conflitto, possono essere ingannevoli in quanto descrivono (sommariamente) un unico aspetto di noi o su chi le poniamo.

A volte, per non dire spesso, determinano il livello di rispetto che si riceve o che si dà.

Apro il 3d perchè vedo ovunque questa pratica e non ne è esente nemmeno il forum.


*Valerio*
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da jillo il Ven 21 Dic - 13:38

Mi è capitato di sollevare qualche considerazione critica sullo scarso livello di bonton caratterizzante alcune discussioni nel forum.
in quanto certe volgarità o atteggiamenti aggressivi oltre che unitili ai fini del dibattito rischiano di far deragliare delle discussioni, potenzialmente interessanti, nel nulla.
Ovviamente non mi riferivo agli atei in quanto tali... ma ad alcuni utenti considerati nella loro individualità.
Appiccicare etichette agli atei sarebbe come etichettare i vegetariani o le signore coi capelli tinti.

Quanto ad etichette appiccicate in sedi extraforummistiche posso solo dire che chi maneggia etichette appiccicose prima o poi rischia di trovarsele involontariamente attaccate anche sulla fronte.

jillo
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Masada il Ven 21 Dic - 14:08

*Valerio* ha scritto:Come da titolo

Cosa pensate delle etichette che ci vengono appiccicate?

Se negative sono causa di conflitto, possono essere ingannevoli in quanto descrivono (sommariamente) un unico aspetto di noi o su chi le poniamo.

A volte, per non dire spesso, determinano il livello di rispetto che si riceve o che si dà.

Apro il 3d perchè vedo ovunque questa pratica e non ne è esente nemmeno il forum.


Sinceramente le ritengo inevitabili, come dei paletti che si vanno puntando per capire la persona con cui si sta comunicando, se si vuol comunicare davvero.
Il problema ci sarebbe pure in relazioni faccia faccia, ma quando si sta faccia faccia, oltre ad avere e dare una marea di informazioni in più ad ogni parola, solitamente si evita di buttarsi a parlare con uno "sconosciuto" di politica, religione... cose di parte, "irrazionali", nervi scoperti,... si sta sul triviale, invece sul forum qualcuno ci viene soprattutto per entrare in discussione, confronto dialettico, confrontarsi con un diverso in quanto diverso, quindi il bisogno di piantare paletti è assoluto, e alto il rischio di etichette negative.

In generale le etichette sono inoltre inevitabili perchè l'uomo, in questioni esistenziali, relazionali, culturali, estetiche... pensa per "etichette", cioè concetti che definiscono il ripetersi di un fenomeno con determinate caratteristiche generali. E' tipico della ragione, del pensare, semplificare per modelli e schemi.
E così si semplificano anche le persone.

Io credo che sia anche giusto sul forum a un certo punto per due utenti manifestare chiaramente l'idea reciproca che hanno uno dell'altro, perchè in ogni caso una idea se la fanno, se se la dicono possono ridurre pre-incomprensioni che renderanno impossibile seguire la comunicazione.

Credo che l'immagine dell'avatar, il nome, gli interessi, o la scala di dawkins servano anche a questo, a buttar lì chi si è o si vuol apparire per accelerare la relazione.

Ragionare è procedere per "etichettature", e si fa per risparmiar tempo e fare previsioni e strategie comunicative più efficaci, se poi quel ragionare è anche comunicare, questo è sempre un "comunicare con" un qualcun altro con un linguaggio da decifrare, una identità da etichettare pian piano come un puzzle da completare, ma con solo metà dei pezzi al massimo.

Il problema è quando l'interlocutore non è consapevole di farlo mentre pensa, e quindi non è neppure in grado di rettificare agilmente o prescindere da un pregiudizio. Aggrava il problema la facilità e velocità nel passare dal pregiudizio alla sclerotizzazione in giudizio assoluto che fa di un etichetta esplicativa su un aspetto l'assioma irremovibile e dominante, il dogma dell'interpretazione dei contenuti che vengono da una persona.
Il letale è quindi sia ridurre la persona solo a contenuti, sia a un suo solo aspetto di questi, un "credo, modo di essere, apparire, relazionarsi, limite, gusto,"... arrivare a chiamarlo con l'etichetta piuttosto che col suo nome.

E si noti che molti qui si chiamano con il nome dell'avatar e altri con il proprio nome.

Qui molto resta maschera, etichetta, ruolo, inevitabilmente, finchè non diventa comunicazione reale, incontro faccia a faccia.
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da holubice il Ven 21 Dic - 14:16

jillo ha scritto:Mi è capitato di sollevare qualche considerazione critica sullo scarso livello di bonton caratterizzante alcune discussioni nel forum.
in quanto certe volgarità o atteggiamenti aggressivi oltre che unitili ai fini del dibattito rischiano di far deragliare delle discussioni, potenzialmente interessanti, nel nulla.
Ovviamente non mi riferivo agli atei in quanto tali... ma ad alcuni utenti considerati nella loro individualità.
Appiccicare etichette agli atei sarebbe come etichettare i vegetariani o le signore coi capelli tinti.

Quanto ad etichette appiccicate in sedi extraforummistiche posso solo dire che chi maneggia etichette appiccicose prima o poi rischia di trovarsele involontariamente attaccate anche sulla fronte.
Tipo... "Laicismo"?

Da credente, non sopporto certi suffissi in qualche modo spregiativi.

Chiedo: a qualche cattolico piacerebbe esser chiamato "Cattolicista"? O la sua fede "Cattolicismo"?


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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da *Valerio* il Ven 21 Dic - 15:17

Verdone a Masada. grazieeee
Perchè la penso uguale, e l'hai spiegata benissimo.

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Masada il Sab 22 Dic - 14:51

*Valerio* ha scritto:Verdone a Masada. grazieeee
Perchè la penso uguale, e l'hai spiegata benissimo.
Grazie.
Qualche volta allora riesco a farmi capire anche io.
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da loonar il Sab 22 Dic - 15:07

Verde per Masada anche da parte mia.
Ho cercato di lottare contro le etichette (venendone clamorosamente sconfitto), attraverso il modo di usare tutte quegli "apparati" che sostituiscono la persona fisica in un forum (nickname, avatar, informazioni date e non date).
Sono stato il più delle volte travolto dalle etichettature altrui e spesso ne ho date io senza volerlo.
Finchè non ho rinunciato a questa lotta e mi sono adagiato a subirne (ed elargirne) gli effetti nel modo inevitabile che Masada ha spiegato.

p.s.: ritengo le semplificazioni schematiche alla base della incomprensione fra gli esseri umani.

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Rasputin il Sab 22 Dic - 18:36

Darrow ha scritto:
Ho cercato di lottare contro le etichette (venendone clamorosamente sconfitto)

Per parte mia, ti comunico che sei vicino a sconfiggerla tu, l'etichetta wink..

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Mrs41258 il Dom 23 Dic - 2:24

Concordo con Masada quando dice che le etichette sono inevitabili, io stessa ne faccio largo uso. Già fare il profilo generale di una persona è piazzare diverse etichette.
Il probema secondo me sorge quando uno non ha desiderio di verificare se l'etichetta riflette la realtà o se è completamente campata in aria, anzi quando distorce la realtà per applicarla all'etichetta.
Personalmente io odio le etichette positive quando quelle negative: ad esempio la gente si è convinta che dietro una maschera di freddezza e rudezza si nasconda una ragazza amorevole, molto pudica, seria e generosa.
Chi caxxo gliel'ha detto?
Poi si scandalizzano quando vedono qualcosa che va contro alle loro convinzioni, ma mica le cambiano .-.

In generale odio tutte le etichette, sono necessarie ma se ne fa un uso spropositato e ottuso. Certa gente non sa ragionare in altri modi.

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Masada il Dom 23 Dic - 9:38

Mrs41258 ha scritto:
Poi si scandalizzano quando vedono qualcosa che va contro alle loro convinzioni, ma mica le cambiano .-.

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da SergioAD il Dom 23 Dic - 15:39

Credo che le etichette delle persone siano le stesse in ogni posto. Quello che è diverso sono le situazioni, gruppi che non sono omogenei ed è impensabile sperare di non annoiarsi mai nelle frequentazioni. Come si annoiano ingegneri e filosofi, integralisti; comunisti e fascisti, idealisti o appassionati dei vari hobby. Se ci sono situazioni in cui si resiste di più, allora pensare alla differenza generazionale.

Io non do lo stesso spazio a mio figlio e mio nipote, mio nipote non dice a me “sono fatto così”, lo dice ai suoi coetanei. Ci sono delle etichette che devono far sorridere ma questo l'ho compreso poi. Ho idea che mediamente non si è interessati a conoscere i dettagli dei nostri interlocutori, ciò che sono i loro gusti, le loro abitudini o preferenze ma, quando ciò accade deve essere garantita l'amichevolezza.

Le etichette principali hanno da significare: a) la certezza di poter/saper partecipare; e b) la certezza di non trascendere. Non trascendere è la speranza del buon fine. Non è fondamentale recitare ruoli in un foro. Chi ha voglia di portare l'interlocutore al livello del dibattito che secondo lui dovrebbe avere? Chi insiste mica lo fa per il piacere di dialogare e penso che 97% delle persone che conosco siano così.

La differenza è applicare la distinzione opportuna tra i gruppi con cui si hanno relazioni. Ognuno di noi può fare parte di un gruppo raccogliticcio oppure selezionato, il comportamento deve essere contestualizzato. Nel gruppo selezionato si sente di meno perché si è specialisti cosa che non può avvenire nel gruppo raccogliticcio, in questo caso si è emarginati e si deve allentare, sorvolare per sopravvivere.

Come può funzionare? Nel caso di amichevolezza è possibile parlare chiaro altrimenti si rischia di abusare della sensibilità delle persone e si deve negare il consenso con delle giustificazioni verosimili. Le etichette antipatiche sono quelle che vengono dai pari grado sopratutto del livello culturale - tra "pari" ci si aiuta perché può bastare un solo errore per uscire definitivamente - le relazioni parentali sono un esempio.

Attenti con le etichette... meglio restare nei limiti della netiquette...

SergioAD
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Masada il Dom 23 Dic - 16:24

SergioAD ha scritto: Le etichette antipatiche sono quelle che vengono dai pari grado sopratutto del livello culturale - tra "pari" ci si aiuta perché può bastare un solo errore per uscire definitivamente - le relazioni parentali sono un esempio.

Mi è proprio successo oggi in un fantastico pranzo pre natalizio.
Alla fine mio fratello è uscito con il classico "vieni fuori" da bullo da discoteca che vuole andare a botte e io me ne sono andato mandando affanculo tutti...

W la famiglia e buon natale a tutti!!
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da SergioAD il Dom 23 Dic - 16:47

Hai fatto male ad andare via! Non che dovevi fare a botte ma c'erano altri sistemi per "smontare" sia i bulli che la situazione... chiamalo e rideteci sopra!

Non siete solo voi due e l'emotività ha anche attributi positivi... dai Masada non perdere tempo...

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Rasputin il Dom 23 Dic - 18:02

SergioAD ha scritto:Hai fatto male ad andare via! Non che dovevi fare a botte ma c'erano altri sistemi per "smontare" sia i bulli che la situazione... chiamalo e rideteci sopra!

Non siete solo voi due e l'emotività ha anche attributi positivi... dai Masada non perdere tempo...

A me pare proprio che di tempo non ne abbia perso affatto ok

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Raskol`nikov il Dom 23 Dic - 20:21

Concordo coi più che ritengono che le etichette siano inevitabili, ma spesso se ne fa un abuso ingiustificato. A me non piace essere etichettato, credo che un'etichetta limiti il concetto di persona.


Mrs41258 ha scritto:Concordo con Masada quando dice che le etichette sono inevitabili, io stessa ne faccio largo uso.
[...]
In generale odio tutte le etichette, sono necessarie ma se ne fa un uso spropositato e ottuso.


Odi anche le etichette che tu stessa usi? Persino quelle che ti vengono date, nonostante esse siano positive?
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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da Mrs41258 il Dom 23 Dic - 21:40

Io le uso ma non certo mi fa piacere usarle. Non riesco a fare altrimenti ma cerco sempre di eliminarle il prima possibile assicurandomi di come staino veramente i fatti.
E certo che odio le etichette positive, perchè dovrei amarle?
Stereotipi ed etichette, positivi o negativi che siano sono sempre odiosi. Ad esempio facciamo conto che io e te ci conoscessimo di persona e mettiamo che io mi convincessi che tu sia una persona intelligente e generosa, che nasconde un cuore dolce e puro e mettiamo che io dessi per scontato che tu debba comportarti in base all'idea che io mi sono fatto di te.
Non sarebbe oltremodo fastidioso?

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Re: Etichette e etichettati

Messaggio Da SergioAD il Lun 24 Dic - 6:47

Rasputin ha scritto:
SergioAD ha scritto:Hai fatto male ad andare via! Non che dovevi fare a botte ma c'erano altri sistemi per "smontare" sia i bulli che la situazione... chiamalo e rideteci sopra!

Non siete solo voi due e l'emotività ha anche attributi positivi... dai Masada non perdere tempo...

A me pare proprio che di tempo non ne abbia perso affatto ok
Dipende dall'importanza che si danno alle cose, non sto parlando di Masada che ha usato il mio esempio per parlare di un dispiacere. Sto dicendo in generale. L'idea è quella di avere sempre ragione ed il metodo per ottenerla è apportare azioni correttive. Questo è un sistema infallibile. Avere ragione ha un senso che va oltre il suo significato, per ciascun contesto è possibile una ragione diversa.

Etichettare viene spesso contestualizzato nell'ambito del pettegolezzo attraverso attribuzioni sommarie per qualificare o bollare le persone. Mio figlio, con altri genitori, aspettava che la nipotina finisse il nuoto, una signora si era avvicinata con un pezzo di panettone ed indicando un signore seduto vicino ha detto, "Parlatevi!"... ovviamente dopo un po' i due uomini con una scusa hanno cambiato posto.

Così è che qualche volta parlo della forma mentale. Se l'etichetta è inevitabile (non lo so quanto lo sia) è invece possibile limitarle al minimo agendo tramite un filtro di selezione. Se esiste uno stereotipo che associa la donna alla socializzazione per l'uomo che opera in maniera più selettiva, l'etichetta sinonimo di "socializzazione" in questo caso è "chiacchierone" - in questo caso è un riflesso condizionato.

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