Senza dio ci resta una cosa. La morte.

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Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sorel1980 il Dom 13 Gen - 21:08

Buonasera a tutti,
sono ateo da quando avevo 14 anni e attualmente ne ho 32... mi chiedo spesso perchè un credente sia meno felice di me. E' meno consapevole certamente, accetta soluzioni infantili certamente, ma almeno non ha il terrore della morte.
Per chi è ateo come me e come molti di voi, come può essere sopportato il pensiero della propria fine o della fine dei propri genitori o della propria amata? Come si può accettare, seppur atei, la propria distruzione e la fine di tutto ciò che conosciamo? Come si può accettare questo dolore, anche solo dicendo "è una cosa naturale"? La naturalità della morte può forse risparmiarci l'agghiacciante pensiero della nostra inesistenza?
Siamo una nave in fiamme che si dirige verso un gorgo... perchè dobbiamo sopportare il peso dell'ateismo? Se potessi vorrei credere in dio, una bella favola infantile... tuttavia non posso quindi sono condannato a questo pensiero... voi no?

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Minsky il Dom 13 Gen - 21:13

No, carissimo. Tutto al contrario. Era la religione che mi angosciava, col pensiero dell'aldilà. Da quando me ne sono liberato mi sento completamente tranquillo, equilibrato, rilassato.
Ti auguro di cuore di poter presto completare anche tu il tuo percorso e raggiungere la completa serenità.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Akka il Dom 13 Gen - 21:18

epicuro diceva che è insensato temere la morte perché ''se ci siamo noi, non c'è la norte, e se c'è la morte non ci siamo noi'', quindi la morte ''nostra'' non va temuta perché non possiamo farne esperienza, perché, appunto, saremo già morti
Resterebbero da temere, dunque, solo la sofferenza e la morte degli altri, ma non la nostra
io in realtà credo che la cosa sia più complessa, ma gli stoici era pressappoco questo che insegnavano
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da loonar il Dom 13 Gen - 21:21

Sorel1980 ha scritto:? Come si può accettare, seppur atei, la propria distruzione e la fine di tutto ciò che conosciamo? Come si può accettare questo dolore, anche solo dicendo "è una cosa naturale"?
io lo accetto anche cantando a pieni polmoni una canzone così:
http://atei.forumitalian.com/t1633p60-dediche#196396

facile no?

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Cosworth117 il Dom 13 Gen - 21:22

Sorel1980 ha scritto:E' meno consapevole certamente, accetta soluzioni infantili certamente, ma almeno non ha il terrore della morte.

Ne sei proprio sicuro? Hanno tanta fede quanto paura di morire. Che non credano abbastanza? Non lo so. Fatto sta che non li vedo tanto tranquilli come li vedi tu. wink..

Sorel1980 ha scritto:Per chi è ateo come me e come molti di voi, come può essere sopportato il pensiero della propria fine o della fine dei propri genitori o della propria amata?

Alla mia morte non ci penso mai. E quando ci penso me ne frego, dato che di solito faccio il possibile pur di tenermene alla larga. wink.. Anzi, provo un senso di relax come dice il Maestro Minsky. Quindi il problema non si pone. Malattie a parte, la morte sarebbe piuttosto improvvisa, e non ci potrei fare un gran ché. Come disse qualcuno, se io sono, la morte non è. E se la morte è, io non sono, quindi perché porsi il problema?

Invece penso spesso a quella dei miei familiari, e in particolare quella dei miei nonnini. E lì divento triste, e mi deprimo, e a volte le lacrimucce scendono. Ma è una cosa mia. Non ci posso fare niente anche qui. Quindi quando capita mi becco i miei pensieri, la mazzata, e poi finisce tutto.

In breve, di me me ne sta fregando ben poco perché la morte cerco di evitarla. Quella dei miei familiari invece è per me incontrollabile. È naturale.

Sorel1980 ha scritto:Come si può accettare, seppur atei, la propria distruzione e la fine di tutto ciò che conosciamo? Come si può accettare questo dolore, anche solo dicendo "è una cosa naturale"? La naturalità della morte può forse risparmiarci l'agghiacciante pensiero della nostra inesistenza?
Siamo una nave in fiamme che si dirige verso un gorgo... perchè dobbiamo sopportare il peso dell'ateismo? Se potessi vorrei credere in dio, una bella favola infantile... tuttavia non posso quindi sono condannato a questo pensiero... voi no?

È la vita... Non sta scritto da nessuna parte che ci debba essere un lieto fine. Qui sta il grande errore. Godiamoci il viaggio, perché sappiamo già in anticipo che andremo a sbattere contro un grosso muro. La vita non è meno degna di essere vissuta solo perché finisce.


Ultima modifica di Cosworth117 il Dom 13 Gen - 21:23, modificato 1 volta

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Minsky il Dom 13 Gen - 21:23

Akka ha scritto:epicuro diceva che è insensato temere la morte perché ''se ci siamo noi, non c'è la norte, e se c'è la morte non ci siamo noi''
Ottima citazione, quella di Epicuro!

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Paolo il Dom 13 Gen - 21:25

Sorel, la felicità del vivere risiede in tutt'altre cose. Non è nè la religione nè l'ateismo che te la possono dare e tanto meno togliere. La devi trovare dentro te stesso e non al di fuori come pretende di fare la religione. Se non ne sei capace sarai sempre un infelice!
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Minsky il Dom 13 Gen - 21:25

Cosworth117 ha scritto:... La vita non è meno degna di essere vissuta solo perché finisce.
Anzi. Proprio perché finisce!

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da loonar il Dom 13 Gen - 21:36

Minsky ha scritto:
Akka ha scritto:epicuro diceva che è insensato temere la morte perché ''se ci siamo noi, non c'è la norte, e se c'è la morte non ci siamo noi''
Ottima citazione, quella di Epicuro!

Dice il saggio:
"Epiculo spacca il culo!"

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Tomhet il Dom 13 Gen - 21:39

Quoto Epicuro su questo, essere morti implica il non percepire la morte, perciò non ha senso preoccuparsi della morte in se, al massimo c'è da preoccuparsi della morte dei propri cari, cosa che penso anche i credenti temano, anche se hanno dalla loro parte tutte le loro invenzioni, e del rischio di farsi male.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da loonar il Dom 13 Gen - 21:41

ragazzi adesso ve ne dico una che vale oro...
quando c'è la salute c'è tutto!


e una volta qua era tutta campagna!

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da silvio il Dom 13 Gen - 22:19

La morte è un argomento molto personale che ognuno percepisce a modo suo, quindi nessuno può dire nulla se non una opinione molto relativa.
Rimane in tutti i casi la fine di tutto, cioè il totale annullamento di ogni esperienza vissuta, da cui comprendiamo che non siamo nulla.
L'aspetto positivo è che si tratta di qualcosa di inconcepibile, quindi viviamo la nostra vita non pensandoci troppo.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da mix il Lun 14 Gen - 2:33

la paura della morte: non so se mettere prima una e poi l'altra delle due seguenti, o scambiar loro l'ordine:


  • ogni volta che mi risveglio dico "oggi è un bel giorno per morire" (cit. Nativi americani, in particolare Tashunka Uitko - il suo cavallo è pazzo - o erroneamente, Cavallo Pazzo, capotribù Sioux Oglala)


  • "chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola" (Paolo Borsellino)

la soluzione religiosa è buona per omuncoli oppure donnette paurose,
non per uomini & donne integre/i e coraggiosi/e.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sally il Lun 14 Gen - 8:11

Bello tutto questo coraggio... io pero' penso che tutti noi abbiamo paura della morte. Paura non nel senso che la temiamo di per se', ma che temiamo essa arrivi. Siamo stati evoluzionisticamente programmati per fuggire la morte, il dolore esiste proprio a questo scopo, quindi, per quanto stiamo qui seduti a darci delle motivazioni razionali su come non si debba avere paura, non riusciremo mai a raggiungere una completa tranquillita' a riguardo. Ne' noi, ne' i credenti.
Una soluzione starebbe nella rassegnazione alla totale impotenza davanti alla nostra prossima scomparsa. Ma anche rassegnarci non e' facile, purtroppo l'evoluzione non ci e' venuta incontro neanche in questo caso. Sigh.
Meglio allora un sano "divertissement", quello che Pascal considerava un male potrebbe rivelarsi essere la nostra unica ancora di salvezza... mgreen

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da BestBeast il Lun 14 Gen - 8:58

Coswotrth dice bene: chi con immane fatica si sforza di credere che non morirà, ha molta più paura della morte di chi accetta serenamente il proprio destino.
La morte è il prezzo che bisogna pagare per esser vivi.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 9:11

Al vedere tante scempiaggini (Mi stupisci!) non resisto e mi intrometto.

Diva ha scritto:Bello tutto questo coraggio... io pero' penso che tutti noi abbiamo paura della morte. Paura non nel senso che la temiamo di per se', ma che temiamo essa arrivi.

Stando a quanto hanno scritto altri,ti sbagli; pensa per te wink..

Diva ha scritto:Siamo stati evoluzionisticamente programmati per fuggire la morte, il dolore esiste proprio a questo scopo,

Errore. Le terminazioni nervose sono campanelli di allarme che servono ad avvisarci se qualcosa non va a scopo di protezione, e lo fanno anche nel caso di una semplice puntura di spillo (Certamente non mortale).

Per converso, esistono pericoli mortali assolutamente indolori (Ad esempio certi gas, il veleno di alcune vipere, ecc.)

Diva ha scritto:quindi, per quanto stiamo qui seduti a darci delle motivazioni razionali su come non si debba avere paura, non riusciremo mai a raggiungere una completa tranquillita' a riguardo. Ne' noi, ne' i credenti.

Quindi, oltre a non vedere la correlazione tra le due frasi, per me la conclusione è comunque errata in quanto basata su un'errata premessa wink..

In qualsiasi caso, anche se fossero ambe corrette, il "Noi" non ci sta: può andare bene per te, se tu non riesci a raggiungere una completa tranquillità a riguardo, non è detto che altri non ci riescano.

Diva ha scritto:Una soluzione starebbe nella rassegnazione alla totale impotenza davanti alla nostra prossima scomparsa. Ma anche rassegnarci non e' facile, purtroppo l'evoluzione non ci e' venuta incontro neanche in questo caso. Sigh.
Meglio allora un sano "divertissement", quello che Pascal considerava un male potrebbe rivelarsi essere la nostra unica ancora di salvezza... mgreen

Invece secondo me il bello sta proprio nel non rassegnarsi nemmeno di fronte all'ineluttabile, e meno male che in quel senso l'evoluzione sí ci è venuta incontro, altrimenti bell'esercito di zombie saremmo Royales

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Wishop il Lun 14 Gen - 10:13

Non dico sia facile accettare la morte, accettare di avere un tempo limitato, esaurito il quale finisce tutto, ma credo che sia giusto accettarlo, per soffrire di meno, tanto, qualsiasi sia il credo, alla fine soffrono tutti la perdita o la fine imminente.

Inoltre penso che l' ateo affronti meglio la morte, perchè non ha tutte quelle preoccupazioni dell' inferno, del paradiso, del dubbio di cosa ci sia dopo.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Elima il Lun 14 Gen - 10:24

Wishop ha scritto:
Inoltre penso che l' ateo affronti meglio la morte, perchè non ha tutte quelle preoccupazioni dell' inferno, del paradiso, del dubbio di cosa ci sia dopo.
quoto..
Personalmente quando sto proprio giù penso al suicidio e mi rincuoro. La possibilità di mettere un punto fermo alla situazione mi permette di andare avanti, se non avessi questa scelta impazzirei.
Per qual che riguarda i cari che ho perso, parenti e amici, sarebbe pazzesco se dovessi arrovellarmi se sono all'inferno o in paradiso: preferisco pensare che non ci sono più e basta, che hanno concluso il loro ciclo vitale come tutti i gatti che ho seppellito.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Wishop il Lun 14 Gen - 10:27

Nella serie Dr. House una volta ho sentito dire "siamo solo sacche di cellule con una data di scadenza", sembra pazzesco ma mi rende più felice un' affermazione del genere piuttosto che una che mi dice che ho il paradiso assicurato.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 10:29

Wishop ha scritto:Nella serie Dr. House una volta ho sentito dire "siamo solo sacche di cellule con una data di scadenza", sembra pazzesco ma mi rende più felice un' affermazione del genere piuttosto che una che mi dice che ho il paradiso assicurato.

Ed è proprio cosí. quoto..

Non vedo nulla di pazzesco nell'accettare un dato di fatto e trarne il meglio possibile ok

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da jillo il Lun 14 Gen - 11:09

Boccadorata ha scritto:Personalmente quando sto proprio giù penso al suicidio e mi rincuoro. La possibilità di mettere un punto fermo alla situazione mi permette di andare avanti, se non avessi questa scelta impazzirei.
Per qual che riguarda i cari che ho perso, parenti e amici, sarebbe pazzesco se dovessi arrovellarmi se sono all'inferno o in paradiso: preferisco pensare che non ci sono più e basta, che hanno concluso il loro ciclo vitale come tutti i gatti che ho seppellito.

Non ho mai letto nulla del genere. Rincuorata dall'idea del suicidio.
Non capisco cosa ti rincuori. Ti rincuora l'idea di poter decretare tu stessa la fine della tua vita dandoti la morte? L'idea di avere la possibilltà di aprire in qualsiasi momento la porticina che ti consente di uscire dallo stato di vita quando le cose si mettessero male?
Ma cosa c'è di peggio che uscire dalla vita per "tornare" nella condizione/non condizione di non-essere? nel nulla? nel nulla non sei più, tanto che non puoi non solo più gioire ma nemmeno soffrire.
peraltro perchè farlo... anzitempo?
solo questione di giorni.
il nulla è da sempre già lì che da sempre ti aspetta.
nel nulla inevitabilmente cadrai.
perchè allora rincuorarsi di poter anticipare quanto già certamente sarà di te.
questione di giorni o anni non cambia nulla. difronte al nulla eterno un attimo equivale ad una vita. un segmento che interrompe la continuità di una retta infinita, resta un segmeto... un punto, tanto microscopico da essere... insignificante?
E no... sarà microscopico. ma non insignificante.
Quel punto, prima del quale è nulla e dopo il quale è ancora nulla, è tutto.
Per questo non capisco il senso del suicidio, nemmeno se fossi ateo.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sally il Lun 14 Gen - 11:31

@ Rasp: il dolore ha la sola ed unica funzione evolutiva di far allontanare l'essere in questione da una fonte pericolosa. In natura pericolo=morte. La questione del gas e' irrilevante perche' l'evoluzione funziona su grandi numeri, il meccanismo dolore=fuga/allontanamento dalla fonte di pericolo funziona, salva vite fino al momento dell'accoppiamento e della trasmissione dei geni. Se una vita si spegne perche' perche' respira del monossido di carbonio e' un fatto irrilevante ai fini evolutivi, poiche' 1000 altre vite sono salvate tramite un meccanismo che funziona alla grande.
Io ripeto che per me tutti infondo temiamo la morte, poiche' e' una paura del tutto naturale, cosi come temere il dolore che e' ad essa collegato e la morte delle persone care. Poi tu ti puoi convincere anche che non e' cosi, sicuramente lo fai in buona fede, ma io stento a credere che tu sia sincero. Rispondi onestamente: non hai paura della morte di tua figlia?

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da mix il Lun 14 Gen - 12:46

Diva ha scritto:@ Rasp: il dolore ha la sola ed unica funzione evolutiva di far allontanare l'essere in questione da una fonte pericolosa. In natura pericolo=morte. La questione del gas e' irrilevante perche' l'evoluzione funziona su grandi numeri, il meccanismo dolore=fuga/allontanamento dalla fonte di pericolo funziona, salva vite fino al momento dell'accoppiamento e della trasmissione dei geni. Se una vita si spegne perche' perche' respira del monossido di carbonio e' un fatto irrilevante ai fini evolutivi, poiche' 1000 altre vite sono salvate tramite un meccanismo che funziona alla grande.
Io ripeto che per me tutti infondo temiamo la morte, poiche' e' una paura del tutto naturale, cosi come temere il dolore che e' ad essa collegato e la morte delle persone care. Poi tu ti puoi convincere anche che non e' cosi, sicuramente lo fai in buona fede, ma io stento a credere che tu sia sincero. Rispondi onestamente: non hai paura della morte di tua figlia?
Diva, certo che ho paura e mi dispiace della morte, sopratutto di quella dei miei cari
ma non sono solo un animale istintivo.
riconosco ed accudisco i miei impulsi naturali
ma ho anche una sfera razionale che mi permette di governare un po' di questi impulsi ed orientarli in direzioni a me più gradite (sono gusti)
allora faccio un ragionamento razionale: che si debba morire è cosa ineluttabile
allora la scelta possibile è di affrontare la cosa in modo elegante piuttosto che squallido
ed è più bello vivere con orgaglio e morire da vivi che farsi soverchiare dalla paura e vivere tremebondi, fino al momento della morte che coglie allora un essere già cadavere da un pezzo.
ma sono solo questioni di gusti: ognuno fa quel che può e/o più gli piace.

@jillo: tu non sai.
ci sono cose molto peggiori che morire
circostanze in cui la morte è gradita e gradevole.
tu non sai.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Elima il Lun 14 Gen - 12:51

jillo ha scritto:
Non ho mai letto nulla del genere. Rincuorata dall'idea del suicidio.
Non capisco cosa ti rincuori. Ti rincuora l'idea di poter decretare tu stessa la fine della tua vita dandoti la morte? L'idea di avere la possibilltà di aprire in qualsiasi momento la porticina che ti consente di uscire dallo stato di vita quando le cose si mettessero male?
Si

Ma cosa c'è di peggio che uscire dalla vita per "tornare" nella condizione/non condizione di non-essere? nel nulla? nel nulla non sei più, tanto che non puoi non solo più gioire ma nemmeno soffrire.
La certezza che alla non-vita possa esserci una vita di sola sofferenza senza via d'uscita

peraltro perchè farlo... anzitempo?
E chi stabilisce quale sia "il tempo" ?

solo questione di giorni.
appunto, la differenza è la qualità di quei giorni

il nulla è da sempre già lì che da sempre ti aspetta.
nel nulla inevitabilmente cadrai.
perchè allora rincuorarsi di poter anticipare quanto già certamente sarà di te.
questione di giorni o anni non cambia nulla. difronte al nulla eterno un attimo equivale ad una vita. un segmento che interrompe la continuità di una retta infinita, resta un segmeto... un punto, tanto microscopico da essere... insignificante?
E no... sarà microscopico. ma non insignificante.
Quel punto, prima del quale è nulla e dopo il quale è ancora nulla, è tutto.
Per questo non capisco il senso del suicidio, nemmeno se fossi ateo.
A parte la descrizione poetica del nulla, il suddetto segmento è solo mio e spetta quindi solo a me scegliere; e dato che "Quel punto, prima del quale è nulla e dopo il quale è ancora nulla" quello che conta è la qualità di quello che c'è in mezzo.
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Messaggio Da Sally il Lun 14 Gen - 12:58

mix ha scritto:Diva, certo che ho paura e mi dispiace della morte, sopratutto di quella dei miei cari
ma non sono solo un animale istintivo.
riconosco ed accudisco i miei impulsi naturali
ma ho anche una sfera razionale che mi permette di governare un po' di questi impulsi ed orientarli in direzioni a me più gradite (sono gusti)
allora faccio un ragionamento razionale: che si debba morire è cosa ineluttabile
allora la scelta possibile è di affrontare la cosa in modo elegante piuttosto che squallido
ed è più bello vivere con orgaglio e morire da vivi che farsi soverchiare dalla paura e vivere tremebondi, fino al momento della morte che coglie allora un essere già cadavere da un pezzo.
ma sono solo questioni di gusti: ognuno fa quel che può e/o più gli piace.

OH LA!!! E qui volevo arrivare: la differenza la facciamo nell'affrontare a la nostra paura a testa alta. E per affrontare intendo farcene una ragione, evitare di pensarci, goderci il viaggio senza preoccuparci della fine. Nascondere un sentimento del tutto naturale non serve a niente e fa solo male!

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