Senza dio ci resta una cosa. La morte.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Prece il Dom 20 Gen - 18:46

JACK_JOHN ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:

Ciao Sorel

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di guardare in faccio l'ateismo con tutto ciò che implica.


Io sono d'accordo con il tuo punto principale: senza Dio non rimane che la morte.
Alla nostra morte tutto sarà esattamente come era quando eravamo vivi. A lungo andare (per esempio fra un miliardo di anni) sarà lo stesso come se non fossimo mai esistiti. A lungo andare qualunque cosa abbiamo mai fatto non avrà contribuito a cambiare nulla... sarà esattamente tutto uguale, come se non fossimo mai nati...

......

a risentirci ;)
e beh se fosse così su questa terra gironzolerebbero ancora gli ominidi a quattro zampe. Non è quello che ognuno di noi fa singolarmente che conta nel tempo ma l'evoluzione di tutta l'umanità col contributo più o meno importante dei singoli.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Dom 20 Gen - 18:49

Prece ha scritto:
e beh se fosse così su questa terra gironzolerebbero ancora gli ominidi a quattro zampe.

Ci sono, prova ad entare in una chiesa la domenica mattina.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sorel1980 il Dom 20 Gen - 20:14

JACK_JOHN ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:Buonasera a tutti,
sono ateo da quando avevo 14 anni e attualmente ne ho 32... mi chiedo spesso perchè un credente sia meno felice di me. E' meno consapevole certamente, accetta soluzioni infantili certamente, ma almeno non ha il terrore della morte.
Per chi è ateo come me e come molti di voi, come può essere sopportato il pensiero della propria fine o della fine dei propri genitori o della propria amata? Come si può accettare, seppur atei, la propria distruzione e la fine di tutto ciò che conosciamo? Come si può accettare questo dolore, anche solo dicendo "è una cosa naturale"? La naturalità della morte può forse risparmiarci l'agghiacciante pensiero della nostra inesistenza?
Siamo una nave in fiamme che si dirige verso un gorgo... perchè dobbiamo sopportare il peso dell'ateismo? Se potessi vorrei credere in dio, una bella favola infantile... tuttavia non posso quindi sono condannato a questo pensiero... voi no?

Ciao Sorel

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di guardare in faccio l'ateismo con tutto ciò che implica.

Sono d'accordo con l'idea generale. Infatti avevo scritto un posto lungo a riguardo:
http://atei.forumitalian.com/t3747p30-una-domanda-da-un-giovane-ateo#109351

Le risposte degli altri utenti erano scontate, ovviamente, ma non colgono il punto di quello che volevi dire.

Io sono d'accordo con il tuo punto principale: senza Dio non rimane che la morte.
Alla nostra morte tutto sarà esattamente come era quando eravamo vivi. A lungo andare (per esempio fra un miliardo di anni) sarà lo stesso come se non fossimo mai esistiti. A lungo andare qualunque cosa abbiamo mai fatto non avrà contribuito a cambiare nulla... sarà esattamente tutto uguale, come se non fossimo mai nati...

La tua perplessità sui credenti è, fino ad un certo punto, giustificata. Hai sostanzialmente ragione. Dovrebbero, se fossero coerenti con la loro fede, avere meno timori nella vita.

Questa è una cosa sulla quale anche il grande scrittore russo, Lev Tolstoj, era perplesso. Nelle sue "Confessioni" dove descrive la crisi che lo portò dall'ateismo al cristianesimo, dico cose simili a quelle che hai scritto tu.

Tu hai studiato filosofia e sai che alcuni dei più grandi filosofi sono stati teisti, o per lo meno deisti. Perché non riconsiderare l'idea? Hai mai letto "Reasonable Faith"? (qui. oppure "The Blackwell Companion to Natural Theology"? (qui). Il sito è sempre libero in ogni caso: www.reasonablefaith.org

a risentirci ;)

Molto interessante questo sito di Craig, in effetti qualunque posizione sull'argomento Dio è molto interessante; sarei tuttavia interessato a traduzioni in italiano, in particolare nelle edizioni illustrate per bambini, stante che io sono educatore e mi interessa come simili argomenti (ad esempio l'esistenza necessaria) possano essere trasmesse a dei bambini...
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Dom 20 Gen - 20:18

Sorel1980 ha scritto:
Molto interessante questo sito di Craig, in effetti qualunque posizione sull'argomento Dio è molto interessante; sarei tuttavia interessato a traduzioni in italiano, in particolare nelle edizioni illustrate per bambini, stante che io sono educatore e mi interessa come simili argomenti (ad esempio l'esistenza necessaria) possano essere trasmesse a dei bambini...
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da loonar il Dom 20 Gen - 20:20

Rasputin ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:
Molto interessante questo sito di Craig, in effetti qualunque posizione sull'argomento Dio è molto interessante; sarei tuttavia interessato a traduzioni in italiano, in particolare nelle edizioni illustrate per bambini, stante che io sono educatore e mi interessa come simili argomenti (ad esempio l'esistenza necessaria) possano essere trasmesse a dei bambini...
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JJ gongolerà quando leggerà questo scempio! doh diffidente vomito

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sorel1980 il Dom 20 Gen - 20:50

No, non mi verrebbe mai in mente di trasmettere un contenuto religioso a dei bambini, anche perchè sono ateo, ma mi interessa la trasmissione dei contenuti illustrati dal titolo in quanto non sono certo esercizi facili...

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Multiverso il Lun 21 Gen - 10:31

Prece ha scritto:
Non spetta a quelli come me difendere la chiesa, ma comunque affermo che quando si parla di cose che non si praticano non si può restare sul generico o peggio salire su un pulpito virtuale e giudicare: una cosa è l'istituzione e quella gerachia tesa al potere ed alla coservazione di esso, altra cosa sono quelli che credono veramente in un personaggio (Gesù) che avrebbe trasmesso concetti rivoluzionari di amore universale; questi ultimi (forse non molti) credono per amore, non penso lo facciano per utilitarismo o per paura di un possibile inferno. Forse costoro son convinti che l'inferno non è una condanna imposta da un severo giudice ma una scelta personale: "non mi importa niente di queste utopie, voglio vivere la mia vita liberamente all'insegna di mè stesso e dei miei personali bisogni, anche alla faccia del resto dell'umanità". L'ateo intellettualmente corretto, pur non essendo in linea con alcun concetto religioso, non si distacca mai dal rispetto dell'uomo e di tutte le sue scelte; non è mai egoista, e spesso ama i propri simili più di tanti "cristiani". In Emilia p.e. fiorisce un volontariato di persone non religiose che operano con abnegazione senza pensare minimamente ad un potenziale paradiso premiante

Non credo si possano slegare, dissociandoli, i due aspetti. Il personaggio Gesù che oggi conosciamo è stato creato dalla Chiesa, sia pure primitiva e profondamente diversa da quella attuale, e si è evoluto attraverso lo stesso progresso dottrinale e teologico dell'istituzione religiosa che lo ha partorito. La dottrina escatologica cristiana, e cattolica in particolare, ha tirato fuori dal cilindro verità di fede come il purgatorio e ha reinterpretato elementi come la vita eterna, il giudizio finale, la risurrezione dei morti, ecc. Per non parlare di altri brillanti parti dottrinali come le indulgenze, ossia la possibilità che si arroga la Chiesa di ridurre o cancellare le pene accumulate con il peccato, attravero naturalmente il proprio potere che gli deriverebbe direttamente da Dio.

Ora, quelli che credono in Gesù credono in un personaggio costruito ad hoc dalla Chiesa, che ha la pretesa di porsi come interprete autentico della sua volontà, e che inevitabilmente condiziona, in misura maggiore o minore a seconda dei casi, le buone azioni dei credenti. E' vero che credono per amore, ma da quell'amore scaturiranno inevitabili conseguenza post mortem, anche se qualcuno è convinto che l'inferno o il paradiso siano condizioni derivanti da scelte personali e non dalla sentenza di un giudice divino. Quest'ultima è una sottile interpretazione dottrinale che sta prendendo piede negli ultimi anni e che mira e deresponsabilizzare Dio, secondo la quale non sarebbe il padre eterno a condannare l'uomo ma sarebbe lo stesso uomo ad autocondanarsi attraverso le proprie scelte, in quanto Dio vorrebbe salvare tutti. Ma allora perchè ha creato anche l'inferno? Non sarebbe stato più semplice e logico limitarsi al paradiso? Ovviamente no, per ovvie ragioni terrene.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Armycast il Lun 21 Gen - 11:56

A me la morte non fa tanta paura. È vero che una volta morta una persona la perdi per sempre. Tuttavia, se ci spostassimo su un livello più umano, ci rendiamo conto che la cosa non è poi così terribile. Chi muore in vita ti ha dato tutto l'affetto che poteva darti, quante più emozioni possibile, parte della sua persona (che resterà con ed in te in eterno). Magari materialmente non puoi più farci nulla con un cadavere, questo è vero. Ma quando una persona va via ti resta cose davvero grandiose che poi solo col passare del tempo ti rendi conto di avere. Della morte (su un piano razionale) uno se ne fa una ragione sin da quando nasce: sai che vedrai tua madre in una bara, che probabilmente morirai dopo la tua amata e che tutto ciò prima o poi toccherà anche te. Ma cos'è la morte? Niente, solo la fine dell'esistenza materiale di ognuno di noi. Forse ho un pensiero così banale perché ho appena 18 anni e vedo la mia vita "eterna" o forse perché fin' ora ho perso un nonno ed uno zio (la mia famiglia è ancora numerosa, insomma). Ma spero che queste idee restino in me fino a quando avrò un età avanzata.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 18:44

jillo ha scritto:Senza Dio, in effetti, la sofferenza non ha più senso di essere. La sua accettazione farebbe di noi dei masochisti.
La curiosità intellettuale della sperimentazione di una vita vissuta anche nel dolore sino alla fine, potrebbe essere retta solo per poco tempo. Poi l'idea della fine della vita e con essa della sofferenza quotidiana, che pian piano diventa essa stessa la nostra vita, prende il sopravvento anche sulla speranza.
Quando ti sembra di riconoscere nell'inesorabile stillicidio del dolore tutto il senso del tuo vivere meglio il sollievo di un nulla anticipato.
Se non è possibile eliminare la sofferenza e le sue cause non ci resta che accettare l'eliminazione di chi della sofferenza ne subisce gli effetti. In questa ottica la prematura e volontaria uscita dal mondo per mezzo di eutanasia e suicidio assume allore una sua ratio.
Quanto scrivo non ha proprio nulla di poetico. Semmai desolante.
Una prospettiva che certo non condivido, perchè credo in Dio... ma non credo certo in Dio al fine di non condividere questa e altre tristi prospettive per l'uomo.
Da seguace del mistico mediorientale bimillenario, sono dell'idea che al buon Dio importi poco se finissi dall'altra parte un paio di mesi prima, senza rantolare quei due mesi devastato da metastasi su tutto il corpo, oppure un paio di mesi dopo. Ragionaci su: a chi starei facendo del male? E, per quel paio di mesi, in che cosa interferirei nel disegno divino?

Oltretutto i soldi risparmiati dal Servizio Sanitario Nazionale potrebbero essere meglio spesi per curare una cardiopatia, o una malformazione di un giovane. Sopratutto con gli attuali chiari di luna. Per certi versi, arrivati ad un certo punto, è immorale attardarsi nell'andarsene.




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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 18:55

Boccadorata ha scritto:Et Voilà, sei magicamente arrivato al motivo del grande successo della religione cristiana e cattolica in particolare: dare una ragione a quello che ragione non ha.
Motivare una vita di merda. Pensa a tutti gli schiavi romani a cui veniva detto che dopo non c'era il tartaro ma il paradiso, quanto più volentieri rimanevano in schiavitù:e non puoi neanche toglierti la vita (che spreco di forza lavoro) dato che appartiene a dio, e poi se soffri dimeno non ti guadagni il paradiso!!!
Pensa nel medio evo dare una ragione a sopraffazioni, pestilenze, mortalità infantile; la persecuzione degli ebrei. Poi passiamo ai genocidi, lo sterminio di un intero continente di miscredenti per fare spazio ai bianchi armati di bibbia e la storia continua.......
Dory... non è che là dove questo stupido Oppio dei Popoli sia stato sradicato si vivesse poi tutto questo bene... Posso dartene una testimonianza diretta, lo stesso può fare Paolo il Danubiano.
E' l'uomo che si appropria di un idea da brandire come arma per conquistare il proprio potere: che sia un'ideale politico, una religione, una mito della razza, questo ha poca importanza.
Ma di quello che ne hanno gli uomini, facendosi mantello delle sue parole, il figlio del carpentiere non ne ha nessuna colpa.

Immagina per un momento un mondo in cui tutti vivano totalmente, in tutto e per tutto, come lui ci chiese.





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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 19:12

Multiverso ha scritto:L'approcci peggiore è solo quello del credente, un grandissimo egoista che sfrutta l'idea di dio per illudersi di campare in eterno. Il non credente dà il giusto peso e valore alla vita, vive da uomo mentalmente libero (attenzione alla differenza tra libertà e libertinismo), posside una propria morale laica che lo porta a compiere il bene non nella speranza di ottenere in cambio qualcosa dopo la morte. Questo significa vivere bene, da uomo consapevole, virtuoso e libero.
Il problema dei problemi sta in questo adagio:
"La via dell'inferno è lastricata di buoni propositi"
Che fa il paio con queste parole:
"Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla."
L'ho sperimentato su di me. Lo sperimenterete su ognuno di voi: senza essere letteralmente avvinghiati con la figura ed il messaggio di Gesù con del tempo i vostri comodi prevarranno sempre sul bene degli altri. Per un tarlo che salterà presto fuori, questo: "ma chi ca%%o me lo fa fare?"
Multiverso ha scritto:
Come giustamente affermi, il vecchio con la barba serve esclusivamente per fare i propri comodacci, ossia per assecondare un bisogno psicologico di immortalità, e non per fare tutto quello che si desidera in quest'unica vita, dal momento che i credenti sono i primi a fare gli stac...i loro (tanto poi basta una confessione per sentirsi di nuovo puliti).
Dipende da quanto è sincera la tua fede. Io sono certo della presenza della webcam. Il risultato è che quando mi vado a confessare da don Alex gli racconto sempre che ho visto qualche culo nudo, ed ho tirato giù qualche madonna se ho preso un spigolo.
Mentre quando mi tornai a confessarmi, al ritorno dal mio trip, mi dovetti portare un 'memoriale', per poi tornare altri due giorni, man mano che me ne ritornavano in mente.

Come disse il paracadute... non so se mi spiego...


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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 21 Gen - 19:33

holubice ha scritto:
Come disse il paracadute... non so se mi spiego...



Non ti spieghi perché i paracadute non parlano

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 19:43

Multiverso ha scritto:Amare nel senso più alto e puro del termine dovrebbe significare donare senza aspettarsi nulla in cambio. Il cristiano è convinto di essere costamentemente monitorato da un ragioniere celeste che annota le sue buone e cattive azioni, che gioisce o si dispiace per i suoi comportamenti e che alla fine premia o punisce a seconda dei suoi meriti terreni. Questa ingenua e primitiva convinzione finisce con il permeare la stessa vita del credente, in ogni aspetto, per cui egli è convinto di essere libero ma in realtà è schiavo di un'idea che agisce a livello subliminale...
Convinzione erronea: questa condizione, se è presa nella maniera dovuta, ha come risultato il vivere 'liberi dal peccato'. Tradotto in altri termini, il trascorrere le giornate senza aver fatto torti, senza aver rancori con nessuno, e tante belle altre cose ancora. E' questo il motivo per cui, una volta entrati nella giusta lunghezza d'onda, si capisce perché 'il suo giogo è dolce, e il suo carico è leggero'. Perché, una volta afferrate certe cose, diventa un po' come farsi trascinare dalla corrente di un fiume. Certo, io parlo da un punto di vista privilegiato, per me è facile pontificare e abbracciare in toto certi concetti. Ed è anche per questo che ne avrò ben pochi meriti. Capisco i rinculi di alcuni di voi, perché sono stati anche i miei.

Il 'peccato', questa cosa/parola di cui abbiamo perso il senso e la memoria, è il peggiore delle galere: è un sedimentare che insozza giorno dopo giorno la nostra coscienza. Rimuoverne addirittura il concetto stesso è il viatico migliore per l'epilogo peggiore.


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Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 19:45

Rasputin ha scritto:
holubice ha scritto:
Come disse il paracadute... non so se mi spiego...
Non ti spieghi perché i paracadute non parlano
Dai... che l'hai capita...

Ragazzi... adesso mi tocca lavorare fino a tardi, di tempo ne ho poco... Non è che qualcuno mi potrebbe fare la cortesia di ravvedersi che mi fa 'punteggio'?

Ve lo ripeto: io ho parecchio da farmi perdonare. Aiutate Holubice, che lui vi aiuta...




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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 21 Gen - 19:56

Faccio un esempio pratico, così che comprendiate meglio che cosa intendo.

Al lavoro convivo/conviviamo con uno stron%o. Ce l'hanno con lui in tanti, gli è fuggita la moglie, per un bisticcio di tanti anni fa non è più ritornato a casa dei genitori, né s'è più visto con i fratelli. In tutte le stanze ha almeno un paio di persone che gli hanno tolto il saluto. Di recente ha fatto dei pesanti apprezzamenti, del tipo molto personale sui miei cari, del tipo che fino a poco tempo fa avrei ribattuto all'istante con una "papagna" all'incrocio degli occhi.

Ebbene, c'è ancora del risentimento che alberga dentro me. E che non mi fa vivere fedelmente quanto voglio abbracciare. Ciò non è bene. E siccome debbo seguire questo precetto:

"Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono."

Uno di questi giorni debbo prenderlo in disparte e riconciliarmi con lui.

Senza dargli la 'papagna'...





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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 21 Gen - 20:14

Se rinunci alla mutua dirò una prece per te, e per la tua (Traballantissima) sanità mentale.

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Messaggio Da JACK_JOHN il Lun 21 Gen - 20:58

Rasputin ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:
Molto interessante questo sito di Craig, in effetti qualunque posizione sull'argomento Dio è molto interessante; sarei tuttavia interessato a traduzioni in italiano, in particolare nelle edizioni illustrate per bambini, stante che io sono educatore e mi interessa come simili argomenti (ad esempio l'esistenza necessaria) possano essere trasmesse a dei bambini...
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Messaggio Da JACK_JOHN il Lun 21 Gen - 20:59

Prece ha scritto:
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Ciao Sorel

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di guardare in faccio l'ateismo con tutto ciò che implica.


Io sono d'accordo con il tuo punto principale: senza Dio non rimane che la morte.
Alla nostra morte tutto sarà esattamente come era quando eravamo vivi. A lungo andare (per esempio fra un miliardo di anni) sarà lo stesso come se non fossimo mai esistiti. A lungo andare qualunque cosa abbiamo mai fatto non avrà contribuito a cambiare nulla... sarà esattamente tutto uguale, come se non fossimo mai nati...

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fra un miliardo di anni non ci sarà neanche una traccia dell'umanità... sarà esattamente come se l'umanità non fosse mai stato
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Messaggio Da Rasputin il Lun 21 Gen - 21:00

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Io non auguro la morte a nessuno ma se vai avanti cosí mi sa che faccio un'eccezione.

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Messaggio Da Rasputin il Lun 21 Gen - 21:03

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JACK_JOHN ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:

Ciao Sorel

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di guardare in faccio l'ateismo con tutto ciò che implica.


Io sono d'accordo con il tuo punto principale: senza Dio non rimane che la morte.
Alla nostra morte tutto sarà esattamente come era quando eravamo vivi. A lungo andare (per esempio fra un miliardo di anni) sarà lo stesso come se non fossimo mai esistiti. A lungo andare qualunque cosa abbiamo mai fatto non avrà contribuito a cambiare nulla... sarà esattamente tutto uguale, come se non fossimo mai nati...

......

a risentirci ;)
e beh se fosse così su questa terra gironzolerebbero ancora gli ominidi a quattro zampe. Non è quello che ognuno di noi fa singolarmente che conta nel tempo ma l'evoluzione di tutta l'umanità col contributo più o meno importante dei singoli.

fra un miliardo di anni non ci sarà neanche una traccia dell'umanità... sarà esattamente come se l'umanità non fosse mai stato

Appunto. Insieme con le sue divinità di merda mgreen

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da JACK_JOHN il Lun 21 Gen - 21:27

Rasputin ha scritto:
JACK_JOHN ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:
Molto interessante questo sito di Craig, in effetti qualunque posizione sull'argomento Dio è molto interessante; sarei tuttavia interessato a traduzioni in italiano, in particolare nelle edizioni illustrate per bambini, stante che io sono educatore e mi interessa come simili argomenti (ad esempio l'esistenza necessaria) possano essere trasmesse a dei bambini...
Il mio inglese è parecchio infelice...

Insegnare Craig a dei bambini? Roba da incarcerarti.

sempre meglio che augurare la morte agli altri come invece fai tu:
http://atei.forumitalian.com/t4641-yesss#182852


http://atei.forumitalian.com/t4863p10-piacere-mnemos#197664

Io non auguro la morte a nessuno ma se vai avanti cosí mi sa che faccio un'eccezione.

ma per amor del cielo non leggi quello che hai scritto tu stesso?... ti ho dato i riferimenti... sono chiari come il sole!!!!

chi ha occhi per vedere veda.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 21 Gen - 21:32

JJ non vedo auguri di morte. Piuttosto auspicherei che gente del genre non nasca affatto.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da JACK_JOHN il Lun 21 Gen - 21:36

Rasputin ha scritto:JJ non vedo auguri di morte. Piuttosto auspicherei che gente del genre non nasca affatto.

potrei portarti tante altre citazioni tue rasp... ma per te è inutile perché ormai hai completamente chiuso la mente... e per gli altri sono più che sufficienti quelle che ho riportato sopra
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da mix il Lun 21 Gen - 22:10

JACK_JOHN ha scritto:fra un miliardo di anni non ci sarà neanche una traccia dell'umanità... sarà esattamente come se l'umanità non fosse mai stato
pensavo che pensaste che il Paradiso fosse eterno
così stai dando dimostrazione incontrovertibile che nel tuo profondo non credi neppure tu alle panzane che sparate tu, Craig ed il resto della banda Cristianotti.

trollare così paga ... pure per te.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da JACK_JOHN il Lun 21 Gen - 22:20

mix ha scritto:
JACK_JOHN ha scritto:fra un miliardo di anni non ci sarà neanche una traccia dell'umanità... sarà esattamente come se l'umanità non fosse mai stato
pensavo che pensaste che il Paradiso fosse eterno
così stai dando dimostrazione incontrovertibile che nel tuo profondo non credi neppure tu alle panzane che sparate tu, Craig ed il resto della banda Cristianotti.

trollare così paga ... pure per te.

mix per amor del cielo!!!! te lo ripeto per l'ennesima volta: leggi e pensa prima di scrivere!!!!

vedi il contesto. dice "senza Dio"... e poi tutto il resto.

Ovvio che non è quello che io penso. Ma proprio perché non penso che siamo nella situzione del "Senza Dio".

Se invece lo fossimo, come voi pensate, allora questo è quello che succederà per certo. Ed è a quello che mi riferivo.
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