Senza dio ci resta una cosa. La morte.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da jillo il Lun 14 Gen - 13:17

Senza Dio, in effetti, la sofferenza non ha più senso di essere. La sua accettazione farebbe di noi dei masochisti.
La curiosità intellettuale della sperimentazione di una vita vissuta anche nel dolore sino alla fine, potrebbe essere retta solo per poco tempo. Poi l'idea della fine della vita e con essa della sofferenza quotidiana, che pian piano diventa essa stessa la nostra vita, prende il sopravvento anche sulla speranza.
Quando ti sembra di riconoscere nell'inesorabile stillicidio del dolore tutto il senso del tuo vivere meglio il sollievo di un nulla anticipato.
Se non è possibile eliminare la sofferenza e le sue cause non ci resta che accettare l'eliminazione di chi della sofferenza ne subisce gli effetti. In questa ottica la prematura e volontaria uscita dal mondo per mezzo di eutanasia e suicidio assume allore una sua ratio.
Quanto scrivo non ha proprio nulla di poetico. Semmai desolante.
Una prospettiva che certo non condivido, perchè credo in Dio... ma non credo certo in Dio al fine di non condividere questa e altre tristi prospettive per l'uomo.

jillo
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Sally il Lun 14 Gen - 13:52

Ma dio in tutto questo non c'entra niente. Dio e' una copertina di linus come un'altra, con l'aggravante di essere usata dal potere per estorcere soldi e suditanza a dei poveri disperati (quali spesso siamo).

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Elima il Lun 14 Gen - 14:42

jillo ha scritto:Senza Dio, in effetti, la sofferenza non ha più senso di essere. La sua accettazione farebbe di noi dei masochisti.
La curiosità intellettuale della sperimentazione di una vita vissuta anche nel dolore sino alla fine, potrebbe essere retta solo per poco tempo. Poi l'idea della fine della vita e con essa della sofferenza quotidiana, che pian piano diventa essa stessa la nostra vita, prende il sopravvento anche sulla speranza.
Quando ti sembra di riconoscere nell'inesorabile stillicidio del dolore tutto il senso del tuo vivere meglio il sollievo di un nulla anticipato.
Se non è possibile eliminare la sofferenza e le sue cause non ci resta che accettare l'eliminazione di chi della sofferenza ne subisce gli effetti. In questa ottica la prematura e volontaria uscita dal mondo per mezzo di eutanasia e suicidio assume allore una sua ratio.
Quanto scrivo non ha proprio nulla di poetico. Semmai desolante.
Una prospettiva che certo non condivido, perchè credo in Dio... ma non credo certo in Dio al fine di non condividere questa e altre tristi prospettive per l'uomo.
Et Voilà, sei magicamente arrivato al motivo del grande successo della religione cristiana e cattolica in particolare: dare una ragione a quello che ragione non ha.
Motivare una vita di merda. Pensa a tutti gli schiavi romani a cui veniva detto che dopo non c'era il tartaro ma il paradiso, quanto più volentieri rimanevano in schiavitù:e non puoi neanche toglierti la vita (che spreco di forza lavoro) dato che appartiene a dio, e poi se soffri dimeno non ti guadagni il paradiso!!!
Pensa nel medio evo dare una ragione a sopraffazioni, pestilenze, mortalità infantile; la persecuzione degli ebrei. Poi passiamo ai genocidi, lo sterminio di un intero continente di miscredenti per fare spazio ai bianchi armati di bibbia e la storia continua.......
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Tomhet il Lun 14 Gen - 14:55

Concordo anche con Diva sul fatto che bene o male una certa paura, almeno personalmente, rimane sempre, la mia è solo una accettazione a testa bassa di quello che è ormai appurato, siamo animali la cui coscienza rende le cose più difficili.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da jillo il Lun 14 Gen - 15:34

Boccadorata ha scritto:
jillo ha scritto:Senza Dio, in effetti, la sofferenza non ha più senso di essere. La sua accettazione farebbe di noi dei masochisti.
La curiosità intellettuale della sperimentazione di una vita vissuta anche nel dolore sino alla fine, potrebbe essere retta solo per poco tempo. Poi l'idea della fine della vita e con essa della sofferenza quotidiana, che pian piano diventa essa stessa la nostra vita, prende il sopravvento anche sulla speranza.
Quando ti sembra di riconoscere nell'inesorabile stillicidio del dolore tutto il senso del tuo vivere meglio il sollievo di un nulla anticipato.
Se non è possibile eliminare la sofferenza e le sue cause non ci resta che accettare l'eliminazione di chi della sofferenza ne subisce gli effetti. In questa ottica la prematura e volontaria uscita dal mondo per mezzo di eutanasia e suicidio assume allore una sua ratio.
Quanto scrivo non ha proprio nulla di poetico. Semmai desolante.
Una prospettiva che certo non condivido, perchè credo in Dio... ma non credo certo in Dio al fine di non condividere questa e altre tristi prospettive per l'uomo.
Et Voilà, sei magicamente arrivato al motivo del grande successo della religione cristiana e cattolica in particolare: dare una ragione a quello che ragione non ha.
Motivare una vita di merda. Pensa a tutti gli schiavi romani a cui veniva detto che dopo non c'era il tartaro ma il paradiso, quanto più volentieri rimanevano in schiavitù:e non puoi neanche toglierti la vita (che spreco di forza lavoro) dato che appartiene a dio, e poi se soffri dimeno non ti guadagni il paradiso!!!
Pensa nel medio evo dare una ragione a sopraffazioni, pestilenze, mortalità infantile; la persecuzione degli ebrei. Poi passiamo ai genocidi, lo sterminio di un intero continente di miscredenti per fare spazio ai bianchi armati di bibbia e la storia continua.......

et voilà
sei prevedibilmente arrivata ad attribuire le cause della fede alle promesse di un mondo migliore oltrevita dispensate da un'associazione a delinquere chiamata chiesa.
ma davvero secondo te un credente fonda il suo credere su questioni di opportunità come questa?
o sul bisogno di aprirci una disperata aspettativa di riscatto per una vita vissuta come non avremmo mai voluto?
Le cose non van bene qua giù allora voglio credere che ci sia un lassù dove potermi riscattare?
L'accettazione dell'esistenza di una vita post-mortem non può seriamente prendere le mosse dalla logica premiale dei punti fedeltà della spesa.
da un sedicente credente con un minimo di cervello, che credesse in questo, che si rifugiasse in qualcosa di indefinito ma superiore al solo fine di accontentare le proprie aspettative di una vita migliore, non potrebbe che uscirne, prima o poi, un ateo.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da BestBeast il Lun 14 Gen - 15:39

Jillo, sapevi che prega solo chi ha bisogno?

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 14 Gen - 16:05

Io sono molto più preoccupato di finire in mobilità che di finire sotto un autotreno.

Sopratutto se ci finissi con i figli autosufficienti.

L'enorme mutamento di prospettive datomi dal mio "trip" mi fa condurre una vita in una costante dimenticanza di me...

Con la testa io son già altrove. E dove si sta incomparabilmente meglio...



P.S.
Prego evitare scontati e triviali sarcasmi.



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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da BestBeast il Lun 14 Gen - 16:10

Perché non ci vai subito?
Dico davvero, non è sarcasmo triviale ma è abbastanza scontato.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da jillo il Lun 14 Gen - 16:26

BestBeast ha scritto:Jillo, sapevi che prega solo chi ha bisogno?

tu sei ateo. non preghi. quindi parli per sentito dire o per perchè questo è quanto ti passava per la mente proprio mentre digitavi sulla tastiera la risposta?

Io prego. Prego per i bisognosi della misericordia di Dio e prego anche per te. Prego per tutti coloro i quali mi stanno a cuore particolarmente come i malati, i sacerdoti, le famiglie scatafasciate, i disoccupati, le vittime delle violenze. Ma molto spesso prego per farmi una chiaccherata con quello che dici essere il mio amico immaginario.
Perchè ne ho bisogno.

Lascia perdere i commenti... ce li ho già tutti sotto gli occhi.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Ospite il Lun 14 Gen - 16:28

jillo ha scritto:Ma molto spesso prego per farmi una chiaccherata con quello che dici essere il mio amico immaginario.
Perchè ne ho bisogno.
Non mi pare una cosa particolarmente "sana".

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da BestBeast il Lun 14 Gen - 16:47

Lo so, quello che mi passava per la testa, includeva anche questo genere di bisogni, ovvero quello di scaricarsi in modo facile e veloce la coscienza, per i mali e le brutture del mondo di cui siamo più o meno responsabili.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Tomhet il Lun 14 Gen - 17:00

Beh scusate, ma volete mettere:

Siamo 4 a 1 eh... mgreen

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 17:37

holubice ha scritto:Io sono molto più preoccupato di finire in mobilità che di finire sotto un autotreno.

Sopratutto se ci finissi con i figli autosufficienti.

L'enorme mutamento di prospettive datomi dal mio "trip" mi fa condurre una vita in una costante dimenticanza di me...

Con la testa io son già altrove. E dove si sta incomparabilmente meglio...



P.S.
Prego evitare scontati e triviali sarcasmi.


Va bene che è una preghiera, ma con interventi del genere non lo puoi pretendere eh Royales

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 14 Gen - 18:15

Tomhet ha scritto:Beh scusate, ma volete mettere:

Siamo 4 a 1 eh...
Mai sentito parlare del ora et labora?...

All'orazione si può, anzi, si deve, far seguire l'azione.

Nel mio caso ho cominciato a combinare qualcosa, tanto o poco che sia, quando ho ricominciato a giungere le mani.


ok

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 18:54

Diva ha scritto:@ Rasp: il dolore ha la sola ed unica funzione evolutiva di far allontanare l'essere in questione da una fonte pericolosa.

Esatto.

Diva ha scritto:In natura pericolo=morte.

Errato. Pericolo = pericolo, e non solo in natura - è un semplice concetto universale.

Diva ha scritto:La questione del gas e' irrilevante perche' l'evoluzione funziona su grandi numeri, il meccanismo dolore=fuga/allontanamento dalla fonte di pericolo funziona, salva vite fino al momento dell'accoppiamento e della trasmissione dei geni.

Corretto solo in parte (Vedi veleni indolori presenti in natura)

Diva ha scritto:Se una vita si spegne perche' perche' respira del monossido di carbonio e' un fatto irrilevante ai fini evolutivi, poiche' 1000 altre vite sono salvate tramite un meccanismo che funziona alla grande.

Vedi sopra.

Diva ha scritto:Io ripeto che per me tutti in fondo temiamo la morte, poiche' e' una paura del tutto naturale, cosi come temere il dolore che e' ad essa collegato e la morte delle persone care. Poi tu ti puoi convincere anche che non e' cosi, sicuramente lo fai in buona fede, ma io stento a credere che tu sia sincero. Rispondi onestamente: non hai paura della morte di tua figlia?

E io ripeto che quella è una sensazione tua, del tutto soggettiva. TU in fondo temi la morte, altri no. Ho paura della morte di mia figlia (Credimi, so cos'è; ho già perso un figlio) solo se sopravviene prima della mia, in caso contrario non me ne può fregare di meno dato che sono già morto io.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Multiverso il Lun 14 Gen - 19:02

Sorel1980 ha scritto:Buonasera a tutti,
sono ateo da quando avevo 14 anni e attualmente ne ho 32... mi chiedo spesso perchè un credente sia meno felice di me. E' meno consapevole certamente, accetta soluzioni infantili certamente, ma almeno non ha il terrore della morte. (....)

Prima di tutto quello che dici conferma il ruolo di dio, quale risposta psicologica alla paura della morte e al dolore per la perdita delle persone care. In secondo luogo il non credente è un uomo enormemente più felice perchè è un uomo libero! Non vive con il costante (o periodico o saltuario) timore di essere giudicato, di non comportarsi bene, di non essere degno del paradiso, di infrangere regole appese sul proprio capo come tante spade di Damocle, rette da un sottilissimo filo che può spezzarsi da un momento all'altro. Il credente vive malissimo e non se ne rende conto. Per anestetizzare una paura di qualcosa che non potrà mai evitare, vive schiavo di regole e autorità che vendono solo fumo e che promettono cose inesistenti, facendosele pagare a caro prezzo in quest'unica vita.

Per superare la paura della morte è nercessario farla uscire dalla soggettività in cui tendiamo a racchiuderla, per riportarla nel suo corretto alveo di concetto universale. La morte non è un evento che riguarda me e i mie cari, per cui a me interessa solo se sto bene io e le persone a cui voglio bene e non me ne frega una pippa se muoiono gli altri. La morte è la stessa vita, sono facce della stessa medaglia in quanto una non potrebbe esistere senza l'altra. Se oggi noi, gli animali o le piante esistiamo è perchè miliardi di uomini, specie e piante sono nate e morte prima di noi. La vita è una corsa a staffetta in cui oggi tocca a noi portare la staffetta che è passata attraverso innumerevoli mani. Analizzando la morte (e la vita) nella sua ottica globale e corretta, e non dall'angolazione che impone la religione, assolutamente errata e fuorviante, risulta qualcosa di naturale che non induce a timori per false aspettative di vita ultraterrena.

Prova a capire cos'è la vita, come si sviluppa e a che serve realmente, e capirai che te la devi godere fino a quando potrai, senza rimpianti, sensi di colpa e fallaci speranze, perchè avrai vissuto e morirai da uomo libero che non può fare nulla per evitare la morte, ma che può fare tanto per vivere bene.
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 14 Gen - 19:56

Multiverso ha scritto:Prima di tutto quello che dici conferma il ruolo di dio, quale risposta psicologica alla paura della morte e al dolore per la perdita delle persone care. In secondo luogo il non credente è un uomo enormemente più felice perchè è un uomo libero!(1) Non vive con il costante (o periodico o saltuario) timore di essere giudicato, di non comportarsi bene, di non essere degno del paradiso, di infrangere regole appese sul proprio capo come tante spade di Damocle, rette da un sottilissimo filo che può spezzarsi da un momento all'altro. Il credente vive malissimo e non se ne rende conto. Per anestetizzare una paura di qualcosa che non potrà mai evitare, vive schiavo di regole e autorità che vendono solo fumo e che promettono cose inesistenti, facendosele pagare a caro prezzo in quest'unica vita.
1)
Ne sei proprio sicuro? Nel mio caso non ho mai vissuto così bene da che me ne sono tornato dal mio 'trip'. Quest'orizzonte sconfinato, lo scomparire della scritta 'Game Over' mi riempe tutte le mie giornate, tutte le mie ore, di una gaiezza onnipresente.

Per superare la paura della morte è nercessario farla uscire dalla soggettività in cui tendiamo a racchiuderla, per riportarla nel suo corretto alveo di concetto universale. La morte non è un evento che riguarda me e i mie cari, per cui a me interessa solo se sto bene io e le persone a cui voglio bene e non me ne frega una pippa se muoiono gli altri. La morte è la stessa vita, sono facce della stessa medaglia in quanto una non potrebbe esistere senza l'altra. Se oggi noi, gli animali o le piante esistiamo è perchè miliardi di uomini, specie e piante sono nate e morte prima di noi. La vita è una corsa a staffetta in cui oggi tocca a noi portare la staffetta che è passata attraverso innumerevoli mani. Analizzando la morte (e la vita) nella sua ottica globale e corretta, e non dall'angolazione che impone la religione, assolutamente errata e fuorviante, risulta qualcosa di naturale che non induce a timori per false aspettative di vita ultraterrena.
Questa analisi, permettimi Multi... Non mi sembra consolare un gran che...
Prova a capire cos'è la vita, come si sviluppa e a che serve realmente, e capirai che te la devi godere fino a quando potrai, senza rimpianti, sensi di colpa e fallaci speranze, perchè avrai vissuto e morirai da uomo libero che non può fare nulla per evitare la morte, ma che può fare tanto per vivere bene.
Questo approccio è il peggiore: dopo poco, o dopo pochissimo, ti fa divenire un egoista ed un butta in @u|o... Sempre, è sempre così. Un premere continuamente sull'acceleratore della propria angoscia. Si arriva alla conclusione che il Padre Eterno non esiste esclusivamente perché si vogliono fare i propri comodacci. E' la nostra cattiva coscienza che non aspetta altro che questo pretesto. Altrimenti, pensateci bene, che fastidio vi avrebbe dato l'idea di quel Signore, con o senza lunga barba candida, che vi osserva da sopra una nuvola?

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da delfi68 il Lun 14 Gen - 19:58

Sorel1980 ha scritto: perchè dobbiamo sopportare il peso dell'ateismo? Se potessi vorrei credere in dio, una bella favola infantile... tuttavia non posso quindi sono condannato a questo pensiero... voi no?
delfi68 ha scritto:
Ieri pomeriggio, su una panchina del parco giochi, mentre la bambina correva e saltava e giocava, io e mio padre si ragionava sulla possibilita', oramai non del tutto remota vista l'eta', della sua scomparsa..si parlava degli assetti vari della famiglia..le nostre cose, una casa, di alcuni piccoli risparmi accantonati qua e la'..

E attraverso il fumo della mia perenne sigaretta di tabacco arrotolato osservo questo signore anziano, mio padre, li vicino che parla..inizio anche a non ascoltare piu' bene..e mi limito a guardare il suo viso. MI sposto leggermente per scorgerlo tra le curve del fumo che sale..

I tratti del profilo, le rughe e le smorfie che conosco a memoria..quella pettinatura sempre uguale, il taglio degli occhi..un'immagine che fa parte e accompagna la mia vita da sempre, un dato di fatto imprescindibile della mia esistenza. La presenza di quel viso.

Una presenza scontata, ovvia, naturale..che spesso ho considerato inamovibile, struttura stessa della mia esistenza. Della mia realta'. Un mattone cementato nelle fondamenta della mia costruzione esistenziale..

E questo parla della morte, della sua scomparsa, del come regolarsi..senza tradire emozioni, senzza fermarsi a rimpianti, bilanci esistenziali, risultati e progetti..senza alcun fine particolare. Un semplice dibattito e stesura di intenti su un'eventualita' talemente radicale sul quale mi sarei aspettato anche una riflessione sentimentale..al limite una vaga speranza agnostica..

Quest'operaio, con la quinta elementare del '48 e una storia lunga un secolo, che mi spiega con semplicita' come affronta la sua morte. Nessun accenno a un'arrivederci, a un dio, a un aldila'..una semplice scomparsa per morte.

Una fine. Semplice. Netta. Definitiva..

E io pure, dannato ateo, consapevole e conscio della natauralezza della morte dell'animale e della sua scomparsa, che riascolto tra me e me le evidenti e logiche conseguenze della natura che conosco, accetto e comprendo..

Ma e' inevitabile, e' indipendente dai miei pensieri il venire travolto da una pioggia di bombe stordenti e abbaglianti che mi attraversano la mente..esplosioni giu' nel fegato, incendi nei polmoni, lampi di luce tra le costole che illuminano da dentro la camicia..una cortina di fumo acre che risale dall'aorta e lapilli incandescenti che mi incendiano i capelli..

So chi sono, so chi siamo, so cosa siamo..

Non mi attacco a dio, non mi appello al Karma..non cerco scuse o scappatoie, accetto l'ineluttabile verita' della vita biologica..ma finche' sono vivo e finche' quest'operaio parla dietro l'ondeggiare dei rigoli di fumo, non posso evitarmi queste emozioni e questi bagliori e queste esplosioni stordenti che mi risalgono da ogni parte del corpo..

La vita non ha nessun fine superiore..ma la vita mi costringe a viverla. Mi costringe a sentire tutto quello che la vita produce dentro di me..

In questi momenti non riesco a biasimare chi getta la spugna, accetta la resa, e pur di interrompere l'attacco a colpi di bombe stordenti e abbaglianti si regala e concede alla pazzia e cede a dio..alle convinzioni, alla decisione di assumere che non finisce cosi..che non puo' finire cosi.

E doloroso come inniettarsi candeggina nelle vene pensare che quel profilo, quelle rughe, quei capelli un po cosi..che questo mattone fondamentale del pilastro della mia esistenza non e' eterno, non ha un fine, non mi aspettera' da nessuna parte..va semplicemente via, scompare e smette di pensare, di pensarmi, di parlarmi..

Non me la sento di pretendere che tutti ce la facciano..rinfacciare ai credenti la loro debolezza, in questi momenti in cui sento il peso e il dolore della consapevolezza e la durezza della lotta, accetto anche la resa di chi non ce la fa e si abbandona a dio..

Non e' giusto pretendere che tutti affrontino quest'irruzione di dolore a colpi di bombe abbaglianti..

E penso ancora una volta che essere ateo, essere sveglio e consapevole richiede uno sforzo davvero immane..ci vuole davvero tanto, tanto coraggio..

Read more: http://atei.forumitalian.com/t4377p50-il-vostro-senso-della-vita#ixzz2Hyvokch3
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 20:01

holubice ha scritto:
Questa analisi, permettimi Multi... Non mi sembra consolare un gran che...

E chi è in cerca di consolazione? Io no, non ne ho bisogno.

Tu consolati se vuoi eh Royales

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da holubice il Lun 14 Gen - 20:02

Fatevene una ragione...




... la webcam che registra costantemente tutte le ca%%ate che fate c'è. Prima entrate in quest'ordine di idee e meglio è. Non solo da un punto di vista strettamente teologico, ma anche dell'ordine pubblico, delle entrate fiscali, del diritto matrimoniale...

E potrei continuare per molto ancora.

Lo capite benissimo anche voi a che cosa ci ha portato questo rimuovere di sana pianta l'Amico (Erroneamente) Immaginario.


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Messaggio Da Rasputin il Lun 14 Gen - 20:07

holubice ha scritto:Fatevene una ragione...




... la webcam che registra costantemente tutte le ca%%ate che fate c'è. Prima entrate in quest'ordine di idee e meglio è. Non solo da un punto di vista strettamente teologico, ma anche dell'ordine pubblico, delle entrate fiscali, del diritto matrimoniale...

E potrei continuare per molto ancora.

Lo capite benissimo anche voi a che cosa ci ha portato questo rimuovere di sana pianta l'Amico (Erroneamente) Immaginario.



Fattene una ragione: il tuo psichiatra ha ragione.

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da delfi68 il Lun 14 Gen - 20:15

Lo capite benissimo anche voi a che cosa ci ha portato questo rimuovere di sana pianta l'Amico (Erroneamente) Immaginario.

Read more: http://atei.forumitalian.com/t4848p40-senza-dio-ci-resta-una-cosa-la-morte#ixzz2HyxYv8Tb

Si.
Noi atei abbiamo capito benissimo che rimuovendo dio, ci appare l'umanita' semplice e biologica del Re.

Abbiamo risolto l'inganno di Mose', il quale attribuiva le sue leggi a dio, rendendo se stesso immune dall'assassinio da parte dei congiurati e immune il suo sistema dalle rivoluzioni popolari.

Dio serve al governo per mantenere vivo il trabochetto mosaico, serve affinche' in pochi comprendano l'imbroglio che subiscono ogni volta che vanno a pagare le tasse e versano importi decine di volte superiori a cio' che ricevono in cambio di quelle tasse..

Dio serve a far credere alla gente che poi, un giorno, un giorno del giudizio qualsiasi, riavranno indietro il maltolto..e quindi non serve riprenderselo adesso e in questa vita..
E' un'ottima scusante dei pavidi. Dio e' la scusa perfetta per i vigliacchi. Quelli che trovano una spiegazione e una giustificazione per la schiavitu' in cui milioni di uomini sono ridotti dalle nostre societa' capitalistiche.
Dio serve a non pretendere che i nostri governi, le nostre banche, noi stessi e i nostri figli si sentano in dovere di tutelare l'umanita' a dispetto degli interssi degli azionisti, del capitale e del mercato...

Noi, caro holu, capiamo benissimo che senza dio sarebbe, la nostra, una societa' di mostri da abbattere e distruggere...senza dio, capiamo benissimo che i cattivi siamo noi, come societa'. Non gli altri..

Il nemico del pianeta sono le nostre societa' basate sul profitto, che distrugge genti e fiumi e laghi e mari..dio e' la droga che non ci fa pensare a cio' che facciamo noi e che lasciamo fare agli altri...
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da loonar il Lun 14 Gen - 20:28

Rasputin ha scritto:
holubice ha scritto:Fatevene una ragione...




... la webcam che registra costantemente tutte le ca%%ate che fate c'è. Prima entrate in quest'ordine di idee e meglio è. Non solo da un punto di vista strettamente teologico, ma anche dell'ordine pubblico, delle entrate fiscali, del diritto matrimoniale...

E potrei continuare per molto ancora.

Lo capite benissimo anche voi a che cosa ci ha portato questo rimuovere di sana pianta l'Amico (Erroneamente) Immaginario.



Fattene una ragione: il tuo psichiatra ha ragione.
hysterical
Rasp ok


Ultima modifica di Darrow il Lun 14 Gen - 20:28, modificato 1 volta

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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da *Valerio* il Lun 14 Gen - 20:28

La religione capitalizza il desiderio dell’uomo di poter continuare a vivere dopo il suo naturale ciclo biologico, essa si è inventata un’inesistente fine ultimo nel quale si preannunciano grandi ricompense.
Il prezzo da pagare richiesto è avere fede, che tradotto in parole povere significa seguire le indicazioni di coloro che fanno le veci della divinità di turno, detto ancora più semplicemente equivale a farsi manipolare o quantomeno farsi influenzare sia nei pensieri che nei comportamenti.

Ogni qual volta si vìola qualche regoletta si genera il senso di colpa…pensieri, parole, opere e omissioni:
la povera mente del credente più fervente vive costantemente il pericolo che la polizza stipulata in vita per cercare di garantirsi una continuità in un buon posto, venga alla fine invalidata per cattiva condotta.

Una vita, l’unica e quella vera, sacrificata nell’illusione di ricevere un premio elargito da un dio capriccioso che pretende molto spesso di snaturare istinti del tutto innocenti.
No grazie, non fa per me, anzi fan culo!

*Valerio*
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Re: Senza dio ci resta una cosa. La morte.

Messaggio Da delfi68 il Lun 14 Gen - 20:37

Quoto

Il credente cede in usufrutto la sua mente e il suo corpo..e la cosa piu' strabiliante e' che lo fa AGGRATIS!! ..anzi spesso paga pure..

Mistero. Si mistero della mente umana...
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