Perchè non faccio il male?

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Sorel1980 il Lun 18 Feb - 21:51

Cosa succederebbe se non mandassimo nemmeno quelli scaduti? Un'ecatombe?

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da silvio il Lun 18 Feb - 21:51

Il problema di uccidere è che spesso chi lo fa non si rende bene conto di che cosa veramente significhi.
Un po come il cacciatore che in quel momento gioca, non pensa di uccidere.
Anche il malvivente che deve fare carriera uccide per avere merito ma non si rende conto quasi mai della portata del fatto, dell'enormità del fatto.
L'Uccidere fa parte di una umanità ancora bambina, come il gatto con il topolino, un gioco eccitante.
E' terribile ma è così, una larga parte dell'umanità uccide e non se ne rende nemmeno conto bene di quello che fa.

silvio
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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Sorel1980 il Lun 18 Feb - 21:54

silvio ha scritto:Il problema di uccidere è che spesso chi lo fa non si rende bene conto di che cosa veramente significhi.
Un po come il cacciatore che in quel momento gioca, non pensa di uccidere.
Anche il malvivente che deve fare carriera uccide per avere merito ma non si rende conto quasi mai della portata del fatto, dell'enormità del fatto.
L'Uccidere fa parte di una umanità ancora bambina, come il gatto con il topolino, un gioco eccitante.
E' terribile ma è così, una larga parte dell'umanità uccide e non se ne rende nemmeno conto bene di quello che fa.

Il tuo intervento è interessante, tuttavia esistono anche coloro che vivono un'iperlucidità nel commettere i loro atti, come i killer di professione.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da BestBeast il Lun 18 Feb - 21:57

Parlavo del fatto di fornire alle popolazioni in questione, cibo di origine vegetale e sopratutto animale, fortemente modificato geneticamente, magari pure coltivabile in loco perché reso resistente alle siccità, ai parassiti, ultra-produttivo, super-nutriente, iper rapido nella crescita, ecc..
Non si sa nulla sugli effetti che questo provocherebbe nel lungo termine negli esseri umani, ma sicuramente li salverebbe dal morire di fame..

Devo pensarci, non è facile. Voi che dite?
Oltretutto penso si resti IT, perché sempre di relativismo del far de male, si parla.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Sorel1980 il Lun 18 Feb - 22:00

BestBeast ha scritto:Parlavo del fatto di fornire alle popolazioni in questione, cibo di origine vegetale e sopratutto animale, fortemente modificato geneticamente, magari pure coltivabile in loco perché reso resistente alle siccità, ai parassiti, ultra-produttivo, super-nutriente, iper rapido nella crescita, ecc..
Non si sa nulla sugli effetti che questo provocherebbe nel lungo termine negli esseri umani, ma sicuramente li salverebbe dal morire di fame..

Devo pensarci, non è facile. Voi che dite?
Oltretutto penso si resti IT, perché sempre di relativismo del far de male, si parla.
Assolutamente dovremo mandarglieli perchè la prorità è la vita. In prticolre se fossero nostre colonie.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da mix il Lun 18 Feb - 22:36

come se, estremizzando un po' il discorso, il nostro livello di benessere non sia sostenuto da stragi e imposizione di sofferenze quotidiane in altri posti boh

direttamente o indirettamente chiunque nel 20% dell'occidente opulento uccide o fa soffrire quotidianamente una parte del 20% dell'umanità più povera, depredando le sue risorse per mezzo di un sistema finanziario, commerciale, militare e di complicità prezzolate locali, perfettamente coordinato, che rende impossibile il sostentamento di tutti gli individui in quei luoghi.

poi l'omicidio personale mi pare sia deprecabile in molte circostanze, quando è superfluo, ma auspicato in molti altri casi, quando è necessario o utile o opportuno per gli interessi particolari delle circostanze particolari.

poi questo accostamento tra mancanza di credulità in un dio e mancanza di convinzioni morali, implicita qui
non fare il male, pur sostenendo l'inesistenza di Dio
vale solo se sei convinto dell'esistenza di quelle cazzate
anche se non hai quegli imperativi religiosi la necessità di convivere in una società induce (o è indotto, dipende dal punto di vista) a seguire delle regole comportamentali tarate nel corso del tempo a partire dall'educazione, dalla personalità, dall'ambiente in cui si è immersi, da molteplici fattori.

un figlio di mafiosi ha spesso una "specie" di sua regola religiosa (OK, aberrante), ed assieme una normale accettazione dell'omicidio, come soluzione standard dei problemi.
quindi un po' di persone hanno un'impostazione diametralmente opposta all'assunto di partenza, che ripeto, mi pare completamente infondato.


Ultima modifica di mix il Lun 18 Feb - 23:19, modificato 1 volta

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da silvio il Lun 18 Feb - 23:02

Il non credente dovrebbe non volere mai la morte in quanto la vita è l'unico bene supremo che possediamo e va mantenuta fino al possibile.
Quindi Dio non c'entra nulla con la morte, in particolare la maggior parte delle religioni predica che la vita è solo un passaggio.
Il male è necessario per sopravvivere, ma deve essere ridotto al minimo indispensabile, un etica senza Dio è possibile, accettando la vita come bene supremo.
Il bene è rispettare la vita unica certezza che abbiamo, anche se temporanea.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da silvio il Lun 18 Feb - 23:14

Sorel1980 ha scritto:
Il tuo intervento è interessante, tuttavia esistono anche coloro che vivono un'iperlucidità nel commettere i loro atti, come i killer di professione.

Ho avuto una esperienza militare intensa, tanti tanti anni fa, mi dicevano spesso, pensa che sia un bersaglio, non pensare che sia un uomo, devi sopravvivere e basta, non pensare.
Inducevano una sorta di automatismo, le esercitazioni consistevano nel ripetere molte volte fino alla nausea delle azioni singolarmente, in coppia, in squadra, per renderle automatiche, prive di umanità.
Il tutto in un forte stress fisico, arrivavano a dire che la sofferenza portata al limite dava il diritto di uccidere ed essere uccisi.
A dirlo così sembra una follia, ma purtroppo funzionava e trasformava gente normale in Killers.
Ma non è una iperlucidità è un meccanismo indotto, poi che sia di gruppo o singolo come nel caso dei Killer professionisti rende l'essere umano privo di umanità.
Ma la crisi arriva, almeno per la gente normale.



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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Feb - 9:05

Sorel1980 ha scritto:
Il tuo intervento è interessante, tuttavia esistono anche coloro che vivono un'iperlucidità nel commettere i loro atti, come i killer di professione.

Sono spesso ex soldati.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da SergioAD il Mar 19 Feb - 9:41

Non so se avete definito il male di cui state parlando. C'è la percezione del male a partire dal semplice fastidio sino alla misantropia o alla impossibile sopportazione. Qual'è la soglia del dolore che state valutando?

Ieri mattina ho avuto una angina pectoris, dice che se dura oltre 5 minuti bisogna andare. Non sono ipocondriaco e sono anche pigro dunque ho una medicina che "fa tanto bene" e allora so di essere stato male ma lo so per quanto sono stato bene dopo.

Ricordo un amico che credeva di stare bene (bene). Un giorno gli si era riempita la testa di forfora ed è andato dal neurologo ed ora dice che non sapeva quanto si poteva stare bene! Ha detto, "la gente nemmeno si accorge di stare male porco cazzo!".

Che sia uno stato di coscienza è certo quando se ne parla, qual'è che fosse la percezione, ma volendo studiare la cosa, analizzarla o essere certi ci comprendere o farsi comprendere allora andrebbe definito (definito) il confine tra male/non male o male/bene.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Elima il Mar 19 Feb - 9:51

Sorel1980 ha scritto:Cosa succederebbe se non mandassimo nemmeno quelli scaduti? Un'ecatombe?
Secondo me questa è una questione di lana caprina, ovvero stare a discutere qual'è il male minore.
Tra mandare i medicinali scaduti e non mandarli c'è sempre l'opzione di mandare quelli buoni.

@ Ras. E poi ci sono i sociopatici:
Il disturbo antisociale di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità e dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Il dato psicodinamico fondamentale è la mancanza del senso di colpa o del rimorso, con la mancanza di rispetto delle regole sociali e dei sentimenti altrui. (Wikipedia)

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Feb - 9:55

Boccadorata ha scritto:
@ Ras. E poi ci sono i sociopatici:
Il disturbo antisociale di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità e dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Il dato psicodinamico fondamentale è la mancanza del senso di colpa o del rimorso, con la mancanza di rispetto delle regole sociali e dei sentimenti altrui. (Wikipedia)

Ma è il mio ritratto! eeeeeeek mgreen

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Paolo il Mar 19 Feb - 10:20

Boccadorata ha scritto:
Sorel1980 ha scritto:Cosa succederebbe se non mandassimo nemmeno quelli scaduti? Un'ecatombe?
Secondo me questa è una questione di lana caprina, ovvero stare a discutere qual'è il male minore.
Tra mandare i medicinali scaduti e non mandarli c'è sempre l'opzione di mandare quelli buoni.

Ma no?? Mi hai cavato un dubbio!!

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Elima il Mar 19 Feb - 10:31

Paolo ha scritto:
Boccadorata ha scritto:
Secondo me questa è una questione di lana caprina, ovvero stare a discutere qual'è il male minore.
Tra mandare i medicinali scaduti e non mandarli c'è sempre l'opzione di mandare quelli buoni.

Ma no?? Mi hai cavato un dubbio!!
Dai che s'è capito cosa intendevo dire... lol!

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Masada il Mar 19 Feb - 11:12

Più rileggo il titolo del 3d che scorre negli ultimi argomenti e più mi sale questo pensiero:
per me sarebbe più facile dire perchè faccio il bene, o perchè faccio il male,mentre perchè non faccio il male credo sia già una via contorta.
Scegliere di non fare...
Tranquilli, non voglio farne un'altra questione di sottigliezze filosofiche, perchè logicamente ha lo stesso valore.
E solo l'impostazione-"lapsus" della domanda che mi incuriosisce.

Spiego.
Credo che nessuno possa imporsi di non fare qualcosa per molto tempo se non è trasportato dal fare altro. Io non posso solo impormi, per esempio, di non tradire, se non scelgo di amare, di non rubare, se non scelgo di lavorare, di non "uccidere" se non scelgo di rifiutare la violenza per impostare le relazioni e manifestare me stesso...
Se non scelgo di fare le cose "giuste", se non ho un ideale di bene a cui conformarmi, automaticamente farò scelte utilitaristiche estemporanee che spesso potrebbero rivelarsi male per gli altri.
No?
Per esempio in un altro 3d niques discuteva con lucatortuga su una incomprensione simile, e intervenemmo anche io e diva, ma mi pare che il punto poi non si chiarì bene.

Io potrei scegliere di non fare il male, e magari arrivare a non fare nulla.
Ma "non fare nulla" non è già male pieno in quanto omissione nei confronti della vita, delle responsabilità con la società che ti ha accolto alla nascita, del bene della vita che hai ricevuto grazie all'intervento gratuito di una comunità che ti ha accolto e accudito invece che lasciarti morire o usarti?

O come dicono molti filosofi, il male non è forse solo assenza vistosa di bene, mancanza di grandezza, pienezza in una scelta?
E se il male, in questo senso, non esiste se non come mancanza di bene, allora la domanda suonerebbe:

perchè faccio "non bene", non al massimo, non al meglio?

cosa è questo meglio, pieno, perfetto?

quando faccio una rapina non sto facendo qualcosa di sbagliato per me, altrimenti non lo farei: la vivo invece come una cosa utile, un rischio giusto per un bisogno che non so, non voglio risolvere in altro modo.
oppure esiste uno sbagliato a cui io vado contro e so di andar contro, so di sbagliare, ma lo faccio comunque?
è una questione di "sapere" o "volere"?
e che legame c'è fra sapere e volere, se già sappiamo che molto del mondo del volere viene da un inconscio che non è mai sapere cosciente?

Non voglio creare una polemica sui termini, ma arrivare al senso della questione partendo da questi.


Ultima modifica di Masada78 il Mar 19 Feb - 11:23, modificato 1 volta

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da lupetta il Mar 19 Feb - 11:17

quanta ipocrisia...ogni gesto che fate è rivolto al bene del prossimo?
se non date una coltellata a qualcuno significa che sieta bravi santi e immacolati?
si dice che il nostro benessere causa la morte degli individui del terzo mondo...ma che ve frega! mica li accoltellate.
però poi siete masochisti e odiate il papa e se muore non vene può fregare di meno.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Elima il Mar 19 Feb - 11:45

lupetta ha scritto:quanta ipocrisia...ogni gesto che fate è rivolto al bene del prossimo?
se non date una coltellata a qualcuno significa che sieta bravi santi e immacolati?
si dice che il nostro benessere causa la morte degli individui del terzo mondo...ma che ve frega! mica li accoltellate.
però poi siete masochisti e odiate il papa e se muore non vene può fregare di meno.

lookaround

Ringraziando qualche dio sono sulla sua ignore list .....

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da mix il Mar 19 Feb - 14:37

Masada78 ha scritto:.
OT Masada78 forse hai la casella di posta piena /OT

mix
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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Odis89 il Mar 19 Feb - 16:16

"Perché non faccio il male"
Secondo me c'entra l'evoluzione anche qui...

Mi spiego: se non sbaglio, normalmente ciò che è considerato "male" sono cose dannose per la comunità, alcune direttamente alcune meno; per esempio, l'omicidio e il furto minano la fiducia all'interno della comunità e potrebbero causarne la disgregazione.

Essendo l'essere umano un animale sociale, l'individuo ha tante più possibilità di sopravvivere e riprodursi quanto più è forte la comunità cui appartiene (questo è vero soprattutto in situazioni difficili ovviamente).

Perciò, le comunità in cui siano presenti idee di azioni che avvantaggiano il gruppo come "buone" e da fare e azioni che danneggiano il gruppo "malvagie" e da non fare hanno un vantaggio evolutivo sulle altre, ed ha, a mio avviso, senso pensare che oggi si abbiano (quasi) universalmente proprio questi concetti di "bene" e "male" proprio perché sono quelli che hanno contribuito a generare nei millenni le comunità umane più adatte a sopravvivere.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da mix il Mar 19 Feb - 16:30

Odis89 ha scritto:Perciò, le comunità in cui siano presenti idee di azioni che avvantaggiano il gruppo come "buone" e da fare e azioni che danneggiano il gruppo "malvagie" e da non fare hanno un vantaggio evolutivo sulle altre, ed ha, a mio avviso, senso pensare che oggi si abbiano (quasi) universalmente proprio questi concetti di "bene" e "male" proprio perché sono quelli che hanno contribuito a generare nei millenni le comunità umane più adatte a sopravvivere.
ok
un'idea interessante da sviluppare in ottica progressiva, come fondamento di un'etica futura umanistica. thumbsu

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Masada il Mar 19 Feb - 20:33

mix ha scritto:
Masada78 ha scritto:.
OT Masada78 forse hai la casella di posta piena /OT

?
???
lookaround

cioè?

Masada
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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Lyallii il Mar 19 Feb - 20:47

Mmmh non faccio male perche mi sento male a farlo, mi sento in colpa o dispiaciuta per il dolore degli altri, figurarsi se dovessi essere io la causa, quindi non faccio del male per me stessa,m a volte posso anche farlo, quando son davvero incazzata, e a volte a fare del male poi mi sento bene come a fare del bene...

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Feb - 21:44

Rasputin ha scritto:
holubice ha scritto:

Perché, con un espressione che tanto piace al Rusp, sta scritto va sempre a finire così.


Se non mi citi dove io avrei scritto una cosa simile, ti do pubblicamente del bugiardo.

Hai 24 ore.

Holu sei un bugiardo.

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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da holubice il Mar 19 Feb - 22:02

Rasputin ha scritto:
Rasputin ha scritto:
holubice ha scritto:

Perché, con un espressione che tanto piace al Rusp, sta scritto va sempre a finire così.


Se non mi citi dove io avrei scritto una cosa simile, ti do pubblicamente del bugiardo.

Hai 24 ore.

Holu sei un bugiardo.
Mamma mia come sei in@a$$oso!

Tempo fa ti scrivevo, alla maniera dello Straccione, sta scritto che, sta scritto là. Al che tu postasti.

"Sulla bibbia ci sono scritte cazzate. Adesso sta scritto anche questo"

Tutto qui. Se cerchi in archivio vedrai la trovi.


:-)

holubice
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Re: Perchè non faccio il male?

Messaggio Da BestBeast il Mar 19 Feb - 22:24

holubice ha scritto: ti scrivevo alla maniera dello Straccione

Certo non avrà indossato completi regali, forse semplici tuniche in lino, ma definirlo "straccione" è proprio un insulto crudele! nono nono
Un po' di rispetto per Dio, per Dio!
diffidente diffidente

BestBeast
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