Un credente deve credere a qualunque cosa

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da epursimuove il Mar 26 Lug - 13:01

cominciamo a distinguere fede e religione

Ok perfetto;non parliamo di religione ma fede,se è fede dovresti dirmi chi è dio,quanti dei,o solo  uno?perchè esiste dio?chi l ha creato...chi ha fede,ha fiducia ama qualcuno e lo deve conoscere abbastanza bene,altrimenti più che fede e dubbio sull 'esistenza,io non posso avere fede su un dubbio



E chi ha parlato di religioni? Il mio è un atteggiamento a carattere generale.

Cioè?non capisco che vuol dire atteggiamento a carattere generale?

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Lug - 13:53

Quello di non credere a nulla e soltanto prendere atto.

Poi occhio a non confondere fede e fiducia wink..

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da epursimuove il Mar 26 Lug - 17:48

Certo ogni credente ha una propria immagine del rapporto con dio,ma non mi dire che la fiducia è  molto distante dalla fede,se si ama si ha fiducia e non si tratta solo di una semplice assonanza dovuta alle vocali fa fe fi fo fu...il credente prima di pregare  è colui che si AFFIDA, affida tutto se stesso....  insomma un rapporto positivo bassato sulla fiducia,il credere nell'altro che ci sia sempre e a tutti i costi,possiamo chiamarlo amore ma si tratta sempre quello,,,è chi prega penso abbia questo legame con un dio che crede non lo tradira mai

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Armok il Mar 26 Lug - 18:06

Si può pregare, e trarne beneficio, anche essendo sostanzialmente ( o completamente ) atei, questo non modifica tuttavia la realtà.
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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Lug - 18:16

epursimuove ha scritto:Certo ogni credente ha una propria immagine del rapporto con dio,ma non mi dire che la fiducia è  molto distante dalla fede,se si ama si ha fiducia e non si tratta solo di una semplice assonanza dovuta alle vocali fa fe fi fo fu...il credente prima di pregare  è colui che si AFFIDA, affida tutto se stesso....  insomma un rapporto positivo bassato sulla fiducia,il credere nell'altro che ci sia sempre e a tutti i costi,possiamo chiamarlo amore ma si tratta sempre quello,,,è chi prega penso abbia questo legame con un dio che crede non lo tradira mai

Il punto è che io - ed anche Cyrano mi pare abbia puntualizzato - distinguo la fede dalla religione, son due cose diverse; ed anche confondere fede e fiducia mi pare inopportuno e foriero di equivoci.

Per me la fede è cieca, la fiducia no; la fede è gratuita, la fiducia non sempre.

Per fare un esempio, se presto dei soldi a qualcuno è perché mi fido, e di norma tale fiducia non è ingiustificata: o conosco quel qualcuno ed ho buoni motivi per pensare che sia affidabile, o addirittura ho dei valori empirici, gli ho prestato già dei soldi in passato e me li ha sempre restituiti, e non ho o non vedo ragioni per pensare che mi voglia fregare.

In cambio la fede - specie nell'accezione religiosa del termine - è cieca per definizione, si ha fede perché sí, e basta.

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Cyrano il Mar 26 Lug - 18:37

Rasputin ha scritto:
epursimuove ha scritto:Certo ogni credente ha una propria immagine del rapporto con dio,ma non mi dire che la fiducia è  molto distante dalla fede,se si ama si ha fiducia e non si tratta solo di una semplice assonanza dovuta alle vocali fa fe fi fo fu...il credente prima di pregare  è colui che si AFFIDA, affida tutto se stesso....  insomma un rapporto positivo bassato sulla fiducia,il credere nell'altro che ci sia sempre e a tutti i costi,possiamo chiamarlo amore ma si tratta sempre quello,,,è chi prega penso abbia questo legame con un dio che crede non lo tradira mai

Il punto è che io - ed anche Cyrano mi pare abbia puntualizzato - distinguo la fede dalla religione, son due cose diverse; ed anche confondere fede e fiducia mi pare inopportuno e foriero di equivoci.

Per me la fede è cieca, la fiducia no; la fede è gratuita, la fiducia non sempre.

Per fare un esempio, se presto dei soldi a qualcuno è perché mi fido, e di norma tale fiducia non è ingiustificata: o conosco quel qualcuno ed ho buoni motivi per pensare che sia affidabile, o addirittura ho dei valori empirici, gli ho prestato già dei soldi in passato e me li ha sempre restituiti, e non ho o non vedo ragioni per pensare che mi voglia fregare.

In cambio la fede - specie nell'accezione religiosa del termine - è cieca per definizione, si ha fede perché sí, e basta.
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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Cyrano il Mar 26 Lug - 18:38

epursimuove ha scritto:cominciamo a distinguere fede e religione

Ok perfetto;non parliamo di religione ma fede,se è fede dovresti dirmi chi è dio,quanti dei,o solo  uno?perchè esiste dio?chi l ha creato...chi ha fede,ha fiducia ama qualcuno e lo deve conoscere abbastanza bene,altrimenti più che fede e dubbio sull 'esistenza,io non posso avere fede su un dubbio



E chi ha parlato di religioni? Il mio è un atteggiamento a carattere generale.

Cioè?non capisco che vuol dire atteggiamento a carattere generale?
la fede in dio é un costrutto mentale che l'essere umano crea come difesa per le sue paure

Le religioni sono sovrastrutture sociali dedite all'oppressione dell'uomo

Spessissimo le religioni si basano su una fede, ma non sempre
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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Paolo il Mar 26 Lug - 19:19

wik:

La fede è definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l'oscurità che l'avvolge.[1] La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente.[2]

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Lug - 19:39

Paolo ha scritto:wik:

La fede è definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l'oscurità che l'avvolge.[1] La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente.[2]

Indice

Nell'accezione religiosa è anche peggio

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da remigio il Mar 26 Lug - 20:02

Minsky ha scritto:
... Dedicato agli utenti
il cui nickname
inizia con la lettera "J"
Dimostrazione logica della...


PROVA CHE UN CREDENTE NON PUÒ ESIMERSI DAL CREDERE A QUALUNQUE COSA

Nell'accezione intesa qui, "credente" vuol dire una persona che crede all'esistenza di una divinità trascendente e che in generale ma non necessariamente, si professa adepto o fedele di una confessione religiosa. Considerata la difficoltà oggettiva di dare una definizione rigorosa di termini come "dio" e "religione", assumo che la persona che si dichiara credente debba essere creduta in buonafede nella sua convinzione di essere credente. In altre parole, se un individuo si dice credente, allora davvero egli crede vere le cose in cui dice di credere.

Premesso ciò, come prima cosa consideriamo uno scenario tipico che possa qualificare l'ambiente ideologico del credente. Poiché è ben familiare alla maggior parte dei lettori, prenderò brevemente in esame la religione cristiana. Questa religione comporta innanzi tutto la credenza in un dio fondamentalmente immateriale e trascendente, ma capace di materializzarsi in un essere umano (almeno una volta). Inoltre questo dio sarebbe anche il motore primo di tutto l'Universo esistente. Inoltre sappiamo - cosa non irrilevante - che i cristiani credono che il loro dio li accoglierà dopo morti in una dimora ultraterrena eterna. Il dio cristiano, quando ha avuto l'occasione di incarnarsi in un essere umano, secondo i suoi credenti ha desiderato fondare una chiesa, ossia una comunità di fedeli nel dio medesimo, depositaria nel tempo delle verità da lui rivelate. La chiesa del dio cristiano si è successivamente frazionata in diverse correnti ciascuna delle quali ha leggermente personalizzato le verità rivelate originarie.

Ci sono moltissimi altri dettagli che afferiscono alla credenza cristiana, come per esempio la possibilità che il dio presti aiuto selettivamente ad alcuni dei suoi adepti, quando costoro lo invochino con le modalità appropriate, oppure tramite l'intercessione di defunti che hanno dato prova di essere buoni cristiani mentre erano in vita, e tante altre finezze, alcune davvero oscure e intricate, e tutti questi dettagli fanno parte integrante della credenza cristiana. In linea di massima i dettagli della dottrina vengono detti "dogmi".

Interrogando un tipico credente cristiano sui dogmi della sua religione, sorprendentemente si scopre spesso che egli è ignaro di una buona parte di tali dogmi, oppure addirittura che, pur conoscendoli, li rifiuta. Può essere ad esempio che il credente rifiuti di considerare che il capo della chiesa sia infallibile. Può essere che rifiuti di credere a qualche dettaglio particolarmente stravagante della dottrina, ad esempio che una crosta di pane si possa convertire nel "corpo" del dio, e che mangiando il pane si mangi anche il dio.

Dimostrerò che il credente, se è veramente tale, non può rifiutarsi di credere ad alcuno dei dogmi o dettagli della dottrina della religione a cui aderisce. Molto di più, dimostrerò che il credente, se è veramente tale, non può rifiutarsi di credere anche a tutte le altre religioni, con tutte le loro peculiari dottrine. Ancora di più, dimostrerò che il credente, se è veramente tale, non può esimersi dal credere a qualunque cosa, dove per "qualunque cosa" si intende letteralmente qualunque fantasia creata dalla mente umana.

Per approcciare l'argomentazione, partiamo dal considerare il pensiero di chi non è credente, ma non assume alcuna posizione sulla possibile esistenza di esseri (uno o più) trascendenti. Questa posizione è detta "agnosticismo" e chi la fa propria si dichiara "agnostico".
L'agnostico dunque non nega che dio possa esistere, ma sospende ogni giudizio in merito. In generale l'agnostico tende a distinguere gli oggetti del suo agnosticismo, nel senso che, pur essendo agnostico nei confronti della divinità, potrebbe non esserlo nei confronti di altri personaggi di fantasia, come Babbo Natale o la Befana. Tuttavia, se un agnostico è davvero coerente con la propria posizione, dovrebbe essere agnostico almeno verso tutte le divinità. Non può essere agnostico verso il dio cristiano e decisamente ateo verso il dio musulmano, o ebraico. Deve essere agnostico verso tutti gli dei di tutte le religioni. Deve assere perciò agnostico anche verso Brahmā, Śiva e Viṣṇu. Deve essere agnostico verso Inti-Raimi e Quetzalcoatl. Etc. etc. Estendendo il concetto, si arriva ad un punto per cui la distinzione degli oggetti "meritevoli" di agnosticismo, e quelli non meritevoli, passo passo si assottiglia sempre più. Il nostro agnostico, sarà agnostico anche verso il Mostro Volante Fatto di Spaghetti? Se lo è, allora con quale diritto logico può escludere Babbo Natale e Befana dal novero? Se non lo è, con quale diritto logico esclude il Mostro di Spaghetti?

Quindi vediamo che l'agnostico non può escludere alcun prodotto della fantasia dall'ambito degli oggetti del suo agnosticismo, pena la necessità di ricorrere ad una classificazione arbitraria per distinguere gli oggetti verso cui essere agnostico e quelli verso cui non esserlo.

Ora, lo stesso ragionamento si può applicare anche al credente. La logica soggiacente è strettamente uguale: se il credente crede che il dio si sia incarnato, come fa a non credere che in virtù di gesti ieratici un uomo agghindato possa trasformare una crosta di pane nel corpo del dio? Come può escludere che il dio, volendo, sia in grado di intervenire e guarire lui o i suoi congiunti da una malattia fatale? Come può affermare che il capo della chiesa non sia infallibile, dato che riceve ispirazione direttamente dal dio? Passo passo, il credente dovrà ammettere che, se crede vere alcune cose, non può in alcun modo discernere altri dettagli della dottrina, magari meno stravaganti, e decidere che quelli non sono credibili solo perché non gli garbano o non gli piacciono. Quando ha accettato di credere nell'esistenza del dio trascendente, perfettissimo, eterno, onnipotente, onnisciente etc., il credente non può a rigor di logica cominciare a fare delle distinzioni: il dio che lui crede esistere non ha limitazioni di sorta, e può fare qualunque cosa, e dunque qualunque cosa può essere vera. Anche gli dei delle altre religioni potrebbero essere veri... come si può escluderlo? Un dio onnipotente potrebbe assumere diverse forme e identità. Può negarlo il nostro credente?

Di qui discende necessariamente che il credente è obbligato a credere a qualunque cosa. Non ci sono criteri che gli consentano di discernere il credibile dall'incredibile. I possibili criteri li ha già abbandonati quando ha scelto di credere nel dio trascendente, perfettissimo, onnipotente, etc. etc. Se un'imbonitrice da una televisione grida che il suo amico mago brasiliano può predire i numeri del lotto, e che li dirà contro pagamento di una somma di denaro, perché non dovrebbe credere che sia vero? Se il credente dà i soldi all'imbonitrice fa una cosa perfettamente logica secondo il suo schema mentale. Dio potrebbe benissimo aver dotato il mago brasiliano di un potere speciale. Come fa ad escluderlo?

Dunque: un credente non può esimersi dal credere a qualunque cosa. Q.E.D.
minski ti consiglio di dormire di notte...
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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da Minsky il Mer 27 Lug - 7:09

remigio ha scritto:
minski ti consiglio di dormire di notte...
Remigio ti consiglio di star sveglio almeno di giorno.

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Re: Un credente deve credere a qualunque cosa

Messaggio Da epursimuove il Mer 27 Lug - 8:31

Giusta la differenza tra fede e fiducia

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