L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

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L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da mnemos il Mer 6 Mar - 16:22

Ciao a tutti,

Vorrei sottoporre una questione che mi interessa molto ai frequentatori atei di questo forum.

Da quando per la prima volta ho incontrato un banchetto dell'UARR a una festa dell'Unitá a Bologna, sono rimasto perplesso da una forte connotazione anticattolica dei discorsi, dal sapore vagamente dogmatico, anche sulla rivista "L'Ateo" che comprai per esprimere il mio supporto. Questo credo avvenisse circa 7 anni fa. Da allora, informandomi su UARR, forum e opionioni varie, ho cominciato a pensare che questo sia un difetto sistemico dell'ateismo in Italia.

A me sembra di riscontrare due problemi principali:
1. Un'eccessivo coinvolgimento, quasi emotivo, nei confronti della chiesa cattolica
2. Una forma di "anti-cattolicesimo", nel senso di un ateismo che soppianta i dogmi esistenti con un sistema altrettanto rigido

Alcuni dei motivi mi sembrano ovvi, se non condivisibili: l'ingerenza della chiesa negli affari d'Italia, gli odiosi patti lateranensi, il moralismo conformista e ipocrita che si maschera dietro il cattolicesimo nel paese e cosí discorrendo.
Peró mi chiedo se non ci sia un fondo molto piú problematico, ovvero se l'indottrinamento non sia talmente profondo da rendere difficile un allontanamento sereno dalla religione, e se questo non renda a sua volta molto piú faticoso identificare e smantellare l'impulso religioso, a mio avviso il vero obiettivo di liberazione intellettuale, piuttosto che i dogmi della religione.

Mi piacerebbe molto conoscere le vostre idee al riguardo.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Minsky il Mer 6 Mar - 16:46

mnemos ha scritto:... Mi piacerebbe molto conoscere le vostre idee al riguardo.
Domanda interessante. Potrebbe giocare il suo ruolo anche un fattore emotivo, ma penso che in ogni caso sia un bene tenere ben presente il bersaglio n°1: la chiesa cattolica, per un italiano è il cancro più grave e il problema più pressante. In seguito si potranno sviluppare e affrontare le sottigliezze ideologiche, ma prima occorre concentrarsi sul lato pratico e immediato.
Personalmente, ritengo che sia banalmente necessario conoscere un male per aborrirlo. Non aborro i Rettiliani perché non li conosco, non ho mai avuto niente a che fare con loro, né mi hanno mai arrecato alcun danno o disturbo. Aborro la chiesa cattolica perché la conosco, sono stato indottrinato da piccolo con favole terrorizzanti che hanno popolato le mie notti di incubi per lunghi anni, ha interferito con la mia vita in continuazione, è una presenza incombente e malevola che ipoteca pesantemente il futuro dei miei figli. Aborro fortemente l'islam da quando lo conosco (in precedenza pensavo che fosse una stupida religione come tutte le altre), lo considero una delle peggiori piaghe dell'umanità al tempo presente. etc., etc.

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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da PaperJack il Mer 6 Mar - 17:54

Tieni conto che l'UAAR è anche estremamente laica, e il cattolicesimo italiano è un gran fanculo al laicismo. L'odio mi sembra naturale e comprensibile.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Paolo il Mer 6 Mar - 17:59

mnemos ha scritto:

Peró mi chiedo se non ci sia un fondo molto piú problematico, ovvero se l'indottrinamento non sia talmente profondo da rendere difficile un allontanamento sereno dalla religione, e se questo non renda a sua volta molto piú faticoso identificare e smantellare l'impulso religioso, a mio avviso il vero obiettivo di liberazione intellettuale, piuttosto che i dogmi della religione.

Mi piacerebbe molto conoscere le vostre idee al riguardo.

Mi potresti spiegare meglio questo punto perchè non mi è chiaro a cosa tu ti riferisca e cosa tu intenda per impulso religioso?
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da *Valerio* il Mer 6 Mar - 18:05

mnemos ha scritto:Ciao a tutti,

Vorrei sottoporre una questione che mi interessa molto ai frequentatori atei di questo forum.

Da quando per la prima volta ho incontrato un banchetto dell'UARR a una festa dell'Unitá a Bologna, sono rimasto perplesso da una forte connotazione anticattolica dei discorsi, dal sapore vagamente dogmatico, anche sulla rivista "L'Ateo" che comprai per esprimere il mio supporto. Questo credo avvenisse circa 7 anni fa. Da allora, informandomi su UARR, forum e opionioni varie, ho cominciato a pensare che questo sia un difetto sistemico dell'ateismo in Italia.

A me sembra di riscontrare due problemi principali:
1. Un'eccessivo coinvolgimento, quasi emotivo, nei confronti della chiesa cattolica
2. Una forma di "anti-cattolicesimo", nel senso di un ateismo che soppianta i dogmi esistenti con un sistema altrettanto rigido

Alcuni dei motivi mi sembrano ovvi, se non condivisibili: l'ingerenza della chiesa negli affari d'Italia, gli odiosi patti lateranensi, il moralismo conformista e ipocrita che si maschera dietro il cattolicesimo nel paese e cosí discorrendo.
Peró mi chiedo se non ci sia un fondo molto piú problematico, ovvero se l'indottrinamento non sia talmente profondo da rendere difficile un allontanamento sereno dalla religione, e se questo non renda a sua volta molto piú faticoso identificare e smantellare l'impulso religioso, a mio avviso il vero obiettivo di liberazione intellettuale, piuttosto che i dogmi della religione.

Mi piacerebbe molto conoscere le vostre idee al riguardo.

Ciao.
Guarda la questione per me è abbastanza semplice.
Loro seminano vento quindi raccolgono tempesta, esempi ne hai già forniti tu stesso nel tuo post.

*Valerio*
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da BestBeast il Mer 6 Mar - 18:21

Ciao Mnemos, nota bene che un banchetto Uaar evidentemente non parla a nome della categoria "atei", (qualunque cosa pensi sia) ma in ogni caso, perché accomuni l'essere contro qualcosa con l'adesione ad un dogma?
È un non-sense, come lo sarebbe dire che tu sei dogmaticamente contrario alla pedofilia. Ha senso?
Seguendo questa linea logica fallace, l'ateismo è una fede e il non-collezionare francobolli è un hobby.

Inoltre, perché non dovrebbe esserci emotività?
Forse sono io che non ho colto il senso del tuo scritto, ma in che modo dovremmo rapportarci alla religione senza "coinvolgimento emotivo"?
Ignorandola e comportandoci come se non esistesse?
Lo faremmo, se non interferisse continuamente con le nostre vite, da qui il coinvolgimento emotivo.

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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da claudio285 il Mer 6 Mar - 22:19

io provengo da una famiglia atea da tre generazioni, non ho ricevuto nessuna educazione religiosa e mai ho partecipato a riti religiosi se non da "spettatore". Forse è per questo che riesco a vedere le cose un pò più in prospettiva. Infatti non mi considero anticlericale se non nell'accezione di essere contro il clericalismo in politica. Inoltre, sebbene io sia naturalmente laicista, mi interessano più le questioni metafisiche e antropologiche in senso lato dell'ateismo e della religione che le questioni eminentemente politiche.
Naturalmente però per un ateo viene spontaneo dirigere le proprie critiche verso la religione dominante.
Siamo atei in Italia, ed è ovvio che il "nemico" più immediato è la chiesa cattolica.
Se fossimo olandesi sarebbe la chiesa calvinista, se fossimo inglesi la chiesa anglicana, e se fossimo arabi saremmo morti :D
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Mar - 22:28

Orcodío, ciao Claudio!!!

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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Minsky il Mer 6 Mar - 22:29

claudio285 ha scritto:io provengo da una famiglia atea da tre generazioni, non ho ricevuto nessuna educazione religiosa e mai ho partecipato a riti religiosi se non da "spettatore". Forse è per questo che riesco a vedere le cose un pò più in prospettiva. Infatti non mi considero anticlericale se non nell'accezione di essere contro il clericalismo in politica. Inoltre, sebbene io sia naturalmente laicista, mi interessano più le questioni metafisiche e antropologiche in senso lato dell'ateismo e della religione che le questioni eminentemente politiche.
Naturalmente però per un ateo viene spontaneo dirigere le proprie critiche verso la religione dominante.
Siamo atei in Italia, ed è ovvio che il "nemico" più immediato è la chiesa cattolica.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Paolo il Mer 6 Mar - 22:30

Claudio, anche io come te vengo da una famiglia atea e per me dio non è mai esistito, anzi da piccolo non sapevo realmente cosa fosse. Però il mio anticlericalismo è radicale. Io non vedo nessuna differenza tra la chiesa e i vari maghi e guaritori che tutte le settimane striscia scopre e denuncia. Con l'aggravante che la chiesa ha la pretesa di essere nel giusto e vuole imporre le sue regole. A parte questioni metafisiche e antropologiche, io vedo il clericalismo come una arretratezza culturale da combattere . Sempre e comunque.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da claudio285 il Mer 6 Mar - 22:37

Paolo ha scritto: Io non vedo nessuna differenza tra la chiesa e i vari maghi e guaritori che tutte le settimane striscia scopre e denuncia.
Forse mi sono spiegato male. Anch'io la penso così, per me non c'è differenza tra mago e prete. Anzi, da un certo punto di vista il mago può essere portatore di una religiosità più genuina e meno barocca di quella cristiana.
Ma capirei se una persona che diventa atea dopo essere stata allevata in una religione avesse un qualche rancore in più rispetto a me contro la sua ex parrocchia.
Tutto qui.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da mnemos il Gio 7 Mar - 18:28

Grazie per le interessanti risposte.

Non é un tema semplice e mi scuso se alcuni elementi del mio post iniziale non sono stati troppo chiari. Cercheró di elaborare un po'.

Per chi ha sollevato il punto, per impulso religioso intendo la capacitá, tendenza, debolezza o tentazione di aderire a un sistema di pensiero assoluto e incontrovertibile: in altre parole, la ricerca di un tipo di certezza monolitica simile a quello che é garantito dalle religioni monoteiste.
É una chiave di lettura che riconduce a questo meccanismo anche fenomeni esterni alla religione strettamente intesa. Per chi conosce i dibattiti di Dawkins, Hitchens & Co, é il pensiero alla base dell'argomentazione per la quale il regime sovietico non si puó considerare di natura atea, perché costruito sulla base di un framework ideologico completamente dogmatico che andó a sostituire il ruolo psicologico, culturale e sociale che era stato della chiesa ortodossa. [é solo un esempio, non é di questo che voglio parlare qui]

Non é quindi automatico che rifiutando una data dottrina religiosa si smantelli il danno culturale subito da un individuo per via di un imprinting piú ampio che pur dalla religione discende.

Siccome sogno utopicamente una liberazione di massa dalle catene della religione, questo tema per me é di grande interesse.

D'altro canto non ritengo sia un problema prettamente italiano, anche se, come si diceva, nel nostro paese la questione é esacerbata per via del rapporto fortissimo tra la chiesa cattolica e la nostra societá.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Paolo il Gio 7 Mar - 18:45

Scusa mnemos, però io non ho ancora capito quale sia nella sua essenza il problema che ti poni.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da mnemos il Gio 7 Mar - 18:58

Paolo ha scritto:Scusa mnemos, però io non ho ancora capito quale sia nella sua essenza il problema che ti poni.

In parole povere, che l'astio nei confronti della chiesa cattolica impedisca alle persone che se ne allontanano di liberarsi completamente dal giogo psicologico dell'odiata istutuzion pedofilo-aziendale
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da mnemos il Gio 7 Mar - 18:59

BestBeast ha scritto:Ciao Mnemos, nota bene che un banchetto Uaar evidentemente non parla a nome della categoria "atei", (qualunque cosa pensi sia) ma in ogni caso, perché accomuni l'essere contro qualcosa con l'adesione ad un dogma?
È un non-sense, come lo sarebbe dire che tu sei dogmaticamente contrario alla pedofilia. Ha senso?
Seguendo questa linea logica fallace, l'ateismo è una fede e il non-collezionare francobolli è un hobby.

Inoltre, perché non dovrebbe esserci emotività?
Forse sono io che non ho colto il senso del tuo scritto, ma in che modo dovremmo rapportarci alla religione senza "coinvolgimento emotivo"?
Ignorandola e comportandoci come se non esistesse?
Lo faremmo, se non interferisse continuamente con le nostre vite, da qui il coinvolgimento emotivo.

Rispondo al tuo post perché penso tu abbia frainteso parecchio il senso di quello che dicevo.

In primis, io sono ateo, e non mi ritengo parte di alcuna "categoria", e per inciso sono in forte disaccordo con chi sostiene che essere atei significhi sottoscrivere un dato sistema di pensiero. Per me essere ateo significa rifiutare ogni superstizione e ragionare con la propria testa, punto.

Non accomuno "essere contro qualcosa" al dogma senza se e senza ma. Ho usato l'espressione "dal sapore vagamente dogmatico" senza pensarci troppo, mi spiace se é sembrata categorica, non volevo dare l'impressione di dire "sei contro la chiesa ergo sei dogmatico". Peró credo che il rischio di un forte dogmatismo esista anche tra i non credenti, specie quando c'é molta rabbia nei confronti della religione di provenienza. Ad ogni modo il non-sequitur che tu leggi in quella frase non voleva essere parte del mio ragionamento.

Infine, personalmente non ritengo che l'alternativa a un coinvolgimento emotivo nei confronti della religione sia ignorare il fenomeno. Personalmente mi interesso molto attivamente di cristianesimo, ebraismo e islam, sia dal punto di vista delle correnti di pensiero che di quelle politiche, che trovo tutte ugualmente disgustose ma non mi faccio venire l'ulcera ;)
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Paolo il Gio 7 Mar - 20:22

mnemos ha scritto:
Paolo ha scritto:Scusa mnemos, però io non ho ancora capito quale sia nella sua essenza il problema che ti poni.

In parole povere, che l'astio nei confronti della chiesa cattolica impedisca alle persone che se ne allontanano di liberarsi completamente dal giogo psicologico dell'odiata istutuzion pedofilo-aziendale

Ahh ho capito. Mi sembra impossibile generalizzare. Ci possono essere dei casi, ma non penso sia una regola.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Minsky il Gio 7 Mar - 20:59

mnemos ha scritto:Grazie per le interessanti risposte.

Non é un tema semplice e mi scuso se alcuni elementi del mio post iniziale non sono stati troppo chiari. Cercheró di elaborare un po'.

Per chi ha sollevato il punto, per impulso religioso intendo la capacitá, tendenza, debolezza o tentazione di aderire a un sistema di pensiero assoluto e incontrovertibile: in altre parole, la ricerca di un tipo di certezza monolitica simile a quello che é garantito dalle religioni monoteiste.
É una chiave di lettura che riconduce a questo meccanismo anche fenomeni esterni alla religione strettamente intesa. Per chi conosce i dibattiti di Dawkins, Hitchens & Co, é il pensiero alla base dell'argomentazione per la quale il regime sovietico non si puó considerare di natura atea, perché costruito sulla base di un framework ideologico completamente dogmatico che andó a sostituire il ruolo psicologico, culturale e sociale che era stato della chiesa ortodossa. [é solo un esempio, non é di questo che voglio parlare qui]

Non é quindi automatico che rifiutando una data dottrina religiosa si smantelli il danno culturale subito da un individuo per via di un imprinting piú ampio che pur dalla religione discende.

Siccome sogno utopicamente una liberazione di massa dalle catene della religione, questo tema per me é di grande interesse.

D'altro canto non ritengo sia un problema prettamente italiano, anche se, come si diceva, nel nostro paese la questione é esacerbata per via del rapporto fortissimo tra la chiesa cattolica e la nostra societá.
Sì, hai chiarito bene il punto. Ma mi sembra molto difficile distinguere quanta parte della vulnerabilità al dogmatismo, nell'individuo, sia dovuta all'imprinting subito nel condizionamento religioso, e quanta sia invece connaturata. Certamente le religioni sfruttano proprio alcune debolezze del carattere di molti individui per scassinare le loro difese psicologiche e condizionarli. Arte che si è affinata attraverso i secoli, al punto che oggi la chiesa non ha più bisogno dei roghi e della tortura per conservare il proprio dominio (l'islam invece usa ancora oggi metodi più diretti per tenere sotto controllo la popolazione).
Una riflessione che mi ha suscitato il tuo accenno ai regimi "atei", è questa.
Il socialismo sovietico senza dubbio ha tentato di estirpare la religione, fallendo miseramente. Ma qual'è stata la ragione di questo fallimento? Sospetto che l'errore sia stato quello di combattere la religione nel suo aspetto istituzionale di chiesa, anziché nell'aspetto ideologico di credenza. La strada giusta poteva essere quella dell'educazione e dell'istruzione, anziché la demolizione degli edifici del culto (o meglio, questa e quella cosa, ma portate avanti in parallelo).
Di sicuro la repressione ha rafforzato il cancro religioso... una cura sbagliata molto spesso è peggiore della malattia.


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Messaggio Da mnemos il Gio 7 Mar - 22:04

Minsky ha scritto:
Una riflessione che mi ha suscitato il tuo accenno ai regimi "atei", è questa.
Il socialismo sovietico senza dubbio ha tentato di estirpare la religione, fallendo miseramente. Ma qual'è stata la ragione di questo fallimento? Sospetto che l'errore sia stato quello di combattere la religione nel suo aspetto istituzionale di chiesa, anziché nell'aspetto ideologico di credenza. La strada giusta poteva essere quella dell'educazione e dell'istruzione, anziché la demolizione degli edifici del culto (o meglio, questa e quella cosa, ma portate avanti in parallelo).
Di sicuro la repressione ha rafforzato il cancro religioso... una cura sbagliata molto spesso è peggiore della malattia.

Io da questo punto di vista concordo profondamente con Dawkins e Hitchens che sostengono che lo stalinismo, per quanto all'apparenza ateo perché vietó di praticare la religione classicamente intesa, ha nei fatti "riempito le scarpe" delle dottrine che ha spodestato, costruendo un apparato altrettanto brutale, dogmatico, totalitario e intollerante, che ha fatto leva proprio su quel lato della natura umana che qui ho chiamato "l'impulso religioso". Non era quindi minimamente nell'interesse del regime educare le masse in tal senso.

Esiste la tesi per la quale questo "impulso" é innato negli esseri umani (tesi alla quale amo rispondere che proprio per questo va addomesticato, come tante altre caratteristiche poco attraenti di noi scimmie rasate mgreen ).
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Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Mar - 22:18

mnemos ha scritto:
Esiste la tesi per la quale questo "impulso" é innato negli esseri umani (tesi alla quale amo rispondere che proprio per questo va addomesticato, come tante altre caratteristiche poco attraenti di noi scimmie rasate mgreen ).

Occhio, esiste anche qualcosa più di una tesi che invece lo smentisce:

http://atei.forumitalian.com/t2160-ricerca-sull-origine-del-sentimento-religioso

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Messaggio Da claudio285 il Gio 7 Mar - 23:07

mnemos ha scritto:Grazie per le interessanti risposte.

Non é un tema semplice e mi scuso se alcuni elementi del mio post iniziale non sono stati troppo chiari. Cercheró di elaborare un po'.

Per chi ha sollevato il punto, per impulso religioso intendo la capacitá, tendenza, debolezza o tentazione di aderire a un sistema di pensiero assoluto e incontrovertibile: in altre parole, la ricerca di un tipo di certezza monolitica simile a quello che é garantito dalle religioni monoteiste.
É una chiave di lettura che riconduce a questo meccanismo anche fenomeni esterni alla religione strettamente intesa. Per chi conosce i dibattiti di Dawkins, Hitchens & Co, é il pensiero alla base dell'argomentazione per la quale il regime sovietico non si puó considerare di natura atea, perché costruito sulla base di un framework ideologico completamente dogmatico che andó a sostituire il ruolo psicologico, culturale e sociale che era stato della chiesa ortodossa. [é solo un esempio, non é di questo che voglio parlare qui]

Non é quindi automatico che rifiutando una data dottrina religiosa si smantelli il danno culturale subito da un individuo per via di un imprinting piú ampio che pur dalla religione discende.

Siccome sogno utopicamente una liberazione di massa dalle catene della religione, questo tema per me é di grande interesse.

D'altro canto non ritengo sia un problema prettamente italiano, anche se, come si diceva, nel nostro paese la questione é esacerbata per via del rapporto fortissimo tra la chiesa cattolica e la nostra societá.

cosa ti fa dire che le religioni monoteiste e le sue chiese producano visioni del mondo "incontrovertibili"?

Al contrario le religioni monoteiste producono molta più confusione in tema di conoscenza del mondo di quanti dubbi risolvono.

I concetti di dio creatore, di onnipotenza e onniscienza hanno dai primi tempi del primo cristianesimo portato a rompicapo logici che non hanno mai trovato una soluzione.

La Teologia di base dei monoteismi consiste proprio in detti concetti.

Il Cristianesimo usa la parola sacra Mistero per stendere il velo pietoso sui rebus che il concetto degli attributi divini implica.

Altro che incontrovertibili, direi esattamente l'opposto.
Davvero non capisco cosa spinga una persona a convertirsi ad una religione. Non certo però il bisogno di certezze "cosmologiche".

.***

Le Chiese delle grandi religioni organizzate devono necessariamente intrecciare un rapporto forte col potere. E' essenziale per una chiesa accaparrarsi i potenti o far diventare i membri della chiesa stessa classe dirigente. Altrimenti la loro offerta religiosa verrebbe messa in discussione dalle altre chiese o figure parareligiose, come per esempio i maghi e gli astrologi. La religione dominante infatti ha bisogno di un continuo aiuto da parte delle autorità politiche, altrimenti senza "aiuti di stato" le altre chiese diverrebbero immediatamente più competitive.

E' quel che succede in Germania dove non ci sono aiuti di stato. La Chiesa perde fedeli e dunque il denaro che questi versavano nelle sue casse. Poco importa se i fedeli lasciano la chiesa per questioni economiche piuttosto che "metafisiche".

Qui la Chiesa è più vulnerabile, perchè ha sempre meno sostanze per sovrastare la concorrenza religiosa e parareligiosa o l'apostasia.

In Italia non è così. La Chiesa ha svariati aiuti di stato di cui è impossibile rendere ragione politica.

Sono aiuti "secchi" alla pratica del culto, cioè agli "interessi" speciali della Chiesa della religione dominante.
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da jessica il Lun 11 Mar - 11:11

Rasputin ha scritto:
mnemos ha scritto:
Esiste la tesi per la quale questo "impulso" é innato negli esseri umani (tesi alla quale amo rispondere che proprio per questo va addomesticato, come tante altre caratteristiche poco attraenti di noi scimmie rasate ).

Occhio, esiste anche qualcosa più di una tesi che invece lo smentisce:

http://atei.forumitalian.com/t2160-ricerca-sull-origine-del-sentimento-religioso


cioè... mi rifiuto di crederci... ANCORAAAA????
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da Rasputin il Lun 11 Mar - 11:20

Beh ti sei sempre rifiutata di prenderne atto, non vedo la sorpresa. Royales

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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da mnemos il Lun 11 Mar - 11:25

claudio285 ha scritto:

cosa ti fa dire che le religioni monoteiste e le sue chiese producano visioni del mondo "incontrovertibili"?

Al contrario le religioni monoteiste producono molta più confusione in tema di conoscenza del mondo di quanti dubbi risolvono.

I concetti di dio creatore, di onnipotenza e onniscienza hanno dai primi tempi del primo cristianesimo portato a rompicapo logici che non hanno mai trovato una soluzione.

La Teologia di base dei monoteismi consiste proprio in detti concetti.

Il Cristianesimo usa la parola sacra Mistero per stendere il velo pietoso sui rebus che il concetto degli attributi divini implica.

Altro che incontrovertibili, direi esattamente l'opposto.
Davvero non capisco cosa spinga una persona a convertirsi ad una religione. Non certo però il bisogno di certezze "cosmologiche".

Sono d'accordo con te, intendo dire incontrovertibili secondo la dottrina, che non ammettono critica né di essere messe in questione etc etc etc
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da jessica il Lun 11 Mar - 11:50

Rasputin ha scritto:Beh ti sei sempre rifiutata di prenderne atto, non vedo la sorpresa.


si certo...
pur consapevole del fatto che perdere tempo con te non porterà ad alcun risultato pratico (ma mi darà molte soddisfazioni dal punto di vista coreografico, è sempre un piaceve vedere i professionisti di sport estremi all'opera!) provo a chiedertelo per la 134esima volta, sperando questa volta di ricevere una risposta: puoi cortesemente indicarmi dove, in quell'articolo, sta scritto, idicato o anche solo semplicemente lasciato ad intendere quello che sostieni tu?
grazie
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Re: L'ateo in Italia: libertá dall'impulso religioso o dogmatismo di senso inverso?

Messaggio Da alberto il Lun 11 Mar - 12:07

ho trovato molto interessante questa serie di domande di mnemos.
non so se vado fuori dal seminato, ma siccome concordo ampiamente con quanto è stato già detto provo a prendere la cosa da un'altra angolazione.

l'ateismo "pratico" (quindi esco dall'"ideologico") dovrebbe per me essere strategicamente "entrista" e non esclusivista. quindi antidogmatico già in partenza.

ci sono tante persone BRAVE e generose, mosse da buoni sentimenti, che si dichiarano credenti (e lo sono). mi piacerebbe che si riuscisse a scorporare le due cose, riconducendo al privato la loro dimensione religiosa e condividendo invece i progetti e le azioni che ci trovano d'accordo.

è faticoso naturalmente far capire che loro in modo quasi inconsapevole contribuiscono a tenere in piedi una struttura che non esito a definire criminale, ma intanto vorrei dialogare, far vedere che un ateo non è né un mostro né un malvagio né un malato. già questo porrebbe una riflessione in una mente un po' aperta, capisco che si parte con una prevenzione ma non vorrei sprecare occasioni di entrare sempre di più, che equivale per me a smantellare il castello costruito intorno a queste superstizioni.

alberto
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