Tipologie atletiche

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Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Lun 25 Mar - 12:35

Prendo spunto da una domanda di Loonar qui

http://atei.forumitalian.com/t3512p140-campioni#221379

alla quale ho risposto qui

http://atei.forumitalian.com/t3512p150-campioni#221405

per ampliare il discorso.

Si sa che in determinati sport primeggiano determinati gruppi etnici, atletica leggera sprint i neri, fondo i nordafricani, ginnastica bianchi caucasici/orientali, in alcuni sport certi gruppi - come i neri nel nuoto - sono praticamente assenti, in altri - come il basket americano - scarseggiano i bianchi, ecc.

Se per alcuni sport i motivi sono più o meno chiari - come ho scritto nella risposta a Loonar "I bassi per semplice questione di leve, devono fare più passi per ottenere la stessa velocità, gli smilzi (Ma solo sullo scatto, se assisti ad una maratona a livello internazionale ti rendi conto che ci sono due gare, quella dei kenyoti davanti e quella degli esseri umani dietro) perché sullo scatto è importante avere massa muscolare/forza esplosiva, i caucasici/asiatici perché rispetto ai neri/afroamericani sono meno forniti di fibre muscolari bianche", il discorso è più complesso.

Entrano in gioco svariati fattori, anche culturali, sociali e di diffusione nonché economici e perfino climatici, ad esempio nel rally i migliori piloti sul ghiaccio sono spesso scandinavi.

La cosa si fa ancora più intricata in altri casi particolari, come ad esempio il powerlifting: sebbene si tratti di uno sport che consiste di forza pura, gli afro sono praticamente assenti e spuntano nomi tipo Gunnarson e roba del genere, danesi, islandesi ecc.

Ecco mi piacerebbe sviscerare ulteriormente l'argomento, chi ne sa qualcosa?

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Lun 25 Mar - 13:05

Penso che in alcuni sport la predominanza etnica, fra l'altro anche periodica, sia solo di matrice culturale, vedi sport di squadra americani monopolizzati dagli afroamericani (preferiscono eccellere in campi in cui si esalta il fisico anzichè la mente, per la comunità afroamericana è cool essere fisicati e mentre è down essere fisici matematici). O anche di matrice economica, vedi pugilato.

Il punto è che quando subentrano questo tipi di fattori, l'equazione si complica di brutto!

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Lun 25 Mar - 13:47

loonar ha scritto:Penso che in alcuni sport la predominanza etnica, fra l'altro anche periodica, sia solo di matrice culturale, vedi sport di squadra americani monopolizzati dagli afroamericani (preferiscono eccellere in campi in cui si esalta il fisico anzichè la mente, per la comunità afroamericana è cool essere fisicati e mentre è down essere fisici matematici). O anche di matrice economica, vedi pugilato.

Il punto è che quando subentrano questo tipi di fattori, l'equazione si complica di brutto!

Io direi - almeno per iniziare - di restringere la nostra piccola indagine ai fattori genetico-costituzionali.

Butto il primo sasso, perché i neri non riescono nel nuoto?

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da primaverino il Lun 25 Mar - 14:33

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:Penso che in alcuni sport la predominanza etnica, fra l'altro anche periodica, sia solo di matrice culturale, vedi sport di squadra americani monopolizzati dagli afroamericani (preferiscono eccellere in campi in cui si esalta il fisico anzichè la mente, per la comunità afroamericana è cool essere fisicati e mentre è down essere fisici matematici). O anche di matrice economica, vedi pugilato.

Il punto è che quando subentrano questo tipi di fattori, l'equazione si complica di brutto!

Io direi - almeno per iniziare - di restringere la nostra piccola indagine ai fattori genetico-costituzionali.

Butto il primo sasso, perché i neri non riescono nel nuoto?

Bella domanda (alla quale non so rispondere compiutamente).
Che si tratti di una questione di fibre muscolari? (almeno per il "tipo afro-americano" da "gara veloce"). Mi spiego: nell'atletica leggera, laddove prevalgono i fisicacci d'ebano (100, 200 e finanche, ma già meno mi pare i 400 piani), lo sforzo è ripartito in (circa) 10, 20, 45 sec. Viceversa nel nuoto una gara breve (100m) comporta uno sforzo relativamente "lungo" (50 sec. circa, anche meno ma già potenzialmente "al limite").
Insomma se mi ritrovo un fisicaccio alla Maurice Green e poi al massimo posso rivaleggiare coi "visi pallidi" sui 50 stile, meglio dedicarmi ad altro.
Poi potrebbe esser dettato da ragioni altre (in combinato disposto, la butto li... Peso specifico?). Diversa ripartizione tra massa magra e massa grassa?
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Lun 25 Mar - 15:36

Servirebbe anche una statistica sul numero di atleti africani e afroamericani impegnati nel nuoto, da correlare percentualmente al bacino d'appartanenza caucasico

loonar
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da davide il Lun 25 Mar - 21:14

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:Penso che in alcuni sport la predominanza etnica, fra l'altro anche periodica, sia solo di matrice culturale, vedi sport di squadra americani monopolizzati dagli afroamericani (preferiscono eccellere in campi in cui si esalta il fisico anzichè la mente, per la comunità afroamericana è cool essere fisicati e mentre è down essere fisici matematici). O anche di matrice economica, vedi pugilato.

Il punto è che quando subentrano questo tipi di fattori, l'equazione si complica di brutto!

Io direi - almeno per iniziare - di restringere la nostra piccola indagine ai fattori genetico-costituzionali.

Butto il primo sasso, perché i neri non riescono nel nuoto?
Mah, avevo sentito dire (quindi mo' non chiedetemi fonti) che hanno ossa più dense, quindi più pesanti? È una cazzata?

davide
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Mar - 9:40

primaverino ha scritto:
Bella domanda (alla quale non so rispondere compiutamente).
Che si tratti di una questione di fibre muscolari? (almeno per il "tipo afro-americano" da "gara veloce"). Mi spiego: nell'atletica leggera, laddove prevalgono i fisicacci d'ebano (100, 200 e finanche, ma già meno mi pare i 400 piani), lo sforzo è ripartito in (circa) 10, 20, 45 sec. Viceversa nel nuoto una gara breve (100m) comporta uno sforzo relativamente "lungo" (50 sec. circa, anche meno ma già potenzialmente "al limite").
Insomma se mi ritrovo un fisicaccio alla Maurice Green e poi al massimo posso rivaleggiare coi "visi pallidi" sui 50 stile, meglio dedicarmi ad altro.
Poi potrebbe esser dettato da ragioni altre (in combinato disposto, la butto li... Peso specifico?). Diversa ripartizione tra massa magra e massa grassa?

Ottime riflessioni. In effetti l'attuale detentore del record mondiale sui 50m stile libero (E dei 100m) non è proprio un ariano:



Ammazza come pompano eeeeeeek

Si noti la quasi completa scomparsa di atleti americani, australiani ed europei, esattamente come qui (Ammazza che animali):



loonar ha scritto:Servirebbe anche una statistica sul numero di atleti africani e afroamericani impegnati nel nuoto, da correlare percentualmente al bacino d'appartanenza caucasico

loonar ha scritto:Penso che in alcuni sport la predominanza etnica, fra l'altro anche periodica, sia solo di matrice culturale, vedi sport di squadra americani monopolizzati dagli afroamericani (preferiscono eccellere in campi in cui si esalta il fisico anzichè la mente, per la comunità afroamericana è cool essere fisicati e mentre è down essere fisici matematici). O anche di matrice economica, vedi pugilato.

Il punto è che quando subentrano questo tipi di fattori, l'equazione si complica di brutto!

Sinceramente - anche per non "Politicizzare" troppo il discorso, complicandolo ulteriormente - per il momento mi interessano più gli aspetti fisiologici delle varie tipologie:

Io direi - almeno per iniziare - di restringere la nostra piccola indagine ai fattori genetico-costituzionali.


davide ha scritto:Mah, avevo sentito dire (quindi mo' non chiedetemi fonti) che hanno ossa più dense, quindi più pesanti? È una cazzata?

No, non è una cazzata anche se non credo sia l'unico fattore, benché potrebbe essere quello predominante.

In ogni caso, come tu ben sai, i neri riescono bene nel basket, gioco che oltre alla forza esplosiva richiede caratteristiche di coordinazione istintiva, destrezza e sopratutto sveltezza, che non è la stessa cosa di velocità.

La similitudine col pugilato è maggiore di quanto si pensi.
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 10:28

mah... per ora solo luoghi comuni, studi seri scientifici ci sono?

loonar
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Mar - 10:46

loonar ha scritto:mah... per ora solo luoghi comuni, studi seri scientifici ci sono?

Ehm, la preponderanza (Per fare solo un esempio) dei neri in determinati sport non mi pare proprio un luogo comune.

Quanto agli studi seri, li devo sercare sempre io? wall2

Ecco mi piacerebbe sviscerare ulteriormente l'argomento, chi ne sa qualcosa?

Read more: http://atei.forumitalian.com/t5072-tipologie-atletiche#ixzz2Odq5BObf

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 15:33

ho già detto che se in piscina ci vanno 100 bianchi e 2 neri poi è normale che sono più bianchi ad andare veloce
mera questione statistica

loonar
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da davide il Mar 26 Mar - 15:43

Vero ma nel basket non è che ci siano solo i neri. È che oggettivamente sono mediamente migliori. Generalmente infatti i bianchi che emergono nella pallacanestro lo fanno per eccellenti doti tecniche, più che esplosività atletica.

davide
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da primaverino il Mar 26 Mar - 16:24

davide ha scritto:Vero ma nel basket non è che ci siano solo i neri. È che oggettivamente sono mediamente migliori. Generalmente infatti i bianchi che emergono nella pallacanestro lo fanno per eccellenti doti tecniche, più che esplosività atletica.

Vero. Ma il basket è uno sport di squadra.
Nei cento piani (neri afro-resto del mondo 1-0)
Nel nuoto (50m esclusi) (neri afro-resto del mondo 1-1)
la questione fisico-costituzionale pare essere la discriminante (salvo smentita).

Nel basket la componente fisica è determinante ma non sempre funzionale alla vittoria (di squadra, come già detto).
Alle Olimpiadi di Barcellona 92 gli USA (il Dream Team) asfaltò tutti perché semplicemente il tasso tecnico "di squadra" era talmente superiore a quello di qualsiasi compagine avversaria da far passare (addirittura!) in secondo piano la strabordante fisicità dei nove dodicesimi di quella favolosa formazione.
Gli Usa erano fisicamente superiori anche ai Mondiali giocati a casa loro diversi anni dopo, tuttavia giunsero sesti. L'allenatore della squadra USA (intervistato dopo la sconfitta contro la Grecia) non sapeva nemmeno i nomi degli avversari (li appellò con "il n.14, il n.22" etc... Bel professionista, non c'è che dire!). Quegli aversari che poterono fregiarsi di dire: "Saranno superiori, ma intanto il turno l'abbiamo passato noi!".

Poi se il tema del Topic riguarda la sola predisposizione ad una disciplina, senza valutarne l'applicazione pratica (che è una complicazione introdotta proprio dagli sport di squadra), allora mi scuso per il post sostanzialmente inutile.

Riguardo a quanto diceva Loonar, tuttavia, non posso non considerare che anche l'ambiente influisca pesantemente sulla maggior possibilità (o meno) di accedere ad un determinato sport. Senza stare a distinguere tra bianchi e neri, va considerato che se Valentino Rossi fosse stato figlio di operai, difficilmente oggi ricorderemmo il pluricampione del motomondiale. O Montoya (velocissimo ma non un campione) che correva in F1, ma incidentalmente era pure figlio del secondo costruttore edile del suo Paese. Forse "l'uomo più veloce del Mondo" è saltato in aria ieri (ancora bambino) su una mina anti-uomo.

Sta a vedere...


p.s.: mi scuso col Rasp che ci aveva pregati di limitarci alle considerazioni fisico-fisiologiche, ma non ho resistito.
Tengo cuore romantico...
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da davide il Mar 26 Mar - 20:23

Per questo io avevo circoscritto il discorso alle sole individualità dei giocatori, senza tirare in ballo il gioco di squadra, che è ben più della somma delle singole individualità.
Rispondevo a Loonar, che diceva che se una disciplina è "popolata" maggiormente da un etnia sarà probabilmente dominata da quell'etnia. Nel basket i giocatori bianchi non mancano, ma i neri spesso sono meglio.

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 21:06

davide ha scritto:Per questo io avevo circoscritto il discorso alle sole individualità dei giocatori, senza tirare in ballo il gioco di squadra, che è ben più della somma delle singole individualità.
Rispondevo a Loonar, che diceva che se una disciplina è "popolata" maggiormente da un etnia sarà probabilmente dominata da quell'etnia. Nel basket i giocatori bianchi non mancano, ma i neri spesso sono meglio.
Mi sa che nel basket nei college americani i bianchi non mancano ma sono assai meno degli afro, nel senso che fanno altri sport, che gli afro non prendono molto in considerazione.

Prendiamo il pugilato. I campioni mondiali sono sempre stati rappresentanti dell'etnia più povera o con meno possibilità di inserirsi nei livelli alti della società, italo-americani negli anni 40/50, afroamericani quasi sempre, ispano negli anni settanta.

Se non scomponiamo i dati dalla percentuali di presenze effettive nelle palestre, piscine, piste, ecc... parlare di componenti genetiche/etniche può essere falsato dai dati di partenza appunto. Volevo solo dire questo. Che poi ci siano differenze fisiologiche non lo metto in dubbio, ma siccome finora trenne le differenze evidenziate da Rasputin nel post di apertura non ho letto niente di plausibile e accertato scientificamente, insisto sulla componente statistica, solo dopo si potrà procedere a una diversificazione fisiologica.

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da davide il Mar 26 Mar - 21:13

Beh non seguo il pugilato, ma mi pare che pochi anni fa tutti i campioni del mondo dei massimi fossero degli energumeni russi o delle repubbliche ex sovietiche...
Rimanendo al basket: quanti giocatori bianchi vengono eliminati a favore di quelli di colore? Perché non è che alla squadra di college ci arrivino tutti, non è quello il livello base un potenziale giocatore fa la scelta gioco/non gioco.

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 21:16

davide ha scritto:Beh non seguo il pugilato, ma mi pare che pochi anni fa tutti i campioni del mondo dei massimi fossero degli energumeni russi o delle repubbliche ex sovietiche...
Appunto!
Cos'è gli afroamericani hanno perso le loro caratteristiche genetiche che li facevano primeggiare fino a venti anni fa? Penso che siano altre le cause, in questo caso meno dollari circolanti nelle palestre USA e più denaro mafioorientale nel business della boxe.

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 21:19

davide ha scritto:
Rimanendo al basket: quanti giocatori bianchi vengono eliminati a favore di quelli di colore? Perché non è che alla squadra di college ci arrivino tutti, non è quello il livello base un potenziale giocatore fa la scelta gioco/non gioco.
Sto dicendo proprio questo: la SCELTA!
E' solo motivata dal merito sul campo o risente di influenze sociali e psicologiche?

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 21:21

In breve: quello che voglio dire è che non esiste uno sport in cui tutte le etnie partono alla pari e sono rappresentate con lo stesso numero di partecipanti, alla base. Per cui il risultato del campione che primeggia è troppo poco significativo per poter dire che alcune etnie sono più o meno portate per un dato sport.

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Mar 26 Mar - 21:36

loonar ha scritto:In breve: quello che voglio dire è che non esiste uno sport in cui tutte le etnie partono alla pari e sono rappresentate con lo stesso numero di partecipanti, alla base. Per cui il risultato del campione che primeggia è troppo poco significativo per poter dire che alcune etnie sono più o meno portate per un dato sport.

I risultati statistici però - tipo i recordman sui 100 piani degli ultimi 30 (TRENTA!) anni, tutti neri - dovrebbero indurre a qualche riflessione.

Secondo me esistono anche degli studi.

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Messaggio Da loonar il Mar 26 Mar - 21:45

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:In breve: quello che voglio dire è che non esiste uno sport in cui tutte le etnie partono alla pari e sono rappresentate con lo stesso numero di partecipanti, alla base. Per cui il risultato del campione che primeggia è troppo poco significativo per poter dire che alcune etnie sono più o meno portate per un dato sport.

I risultati statistici però - tipo i recordman sui 100 piani degli ultimi 30 (TRENTA!) anni, tutti neri - dovrebbero indurre a qualche riflessione.

Secondo me esistono anche degli studi.
non mi so spiegare.

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Messaggio Da davide il Mar 26 Mar - 21:56

loonar ha scritto:
davide ha scritto:
Rimanendo al basket: quanti giocatori bianchi vengono eliminati a favore di quelli di colore? Perché non è che alla squadra di college ci arrivino tutti, non è quello il livello base un potenziale giocatore fa la scelta gioco/non gioco.
Sto dicendo proprio questo: la SCELTA!
E' solo motivata dal merito sul campo o risente di influenze sociali e psicologiche?
Beh credo che nella maggior parte dei casi chi viene selezionato abbia dei meriti sul campo, anche se chiaramente non posso escludere eccezioni. Io ho usato il basket come esempio perché è l'unico sport che ho seguito (in passato) con continuità, ed incidentalmente negli USA è anche sport di massa. Non conosco le percentuali di giocatori bianchi e neri, ma è comunque molto praticato da entrambe le etnie (razze).

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da primaverino il Lun 1 Apr - 14:30

Temo che il discorso legato alla pratica sportiva di alto livello non possa prescindere (anche) dalle considerazioni di tipo socio-economico introdotte la Loonar. Senza dimenticare il contesto ambientale legato alla cultura sportiva di una Nazione. L'esempio del pugilato mi pare emblematico. Gente come Jake La Motta o Rocky Marciano se fossero vissuti in Italia non se li sarebbe filati nessuno e difficilmente avrebbero potuto scrivere la Storia della boxe con le loro memorabili imprese stante il contesto storico. Certo, poi casomai (in un'Italia un po' meno stracciona, ovvero anni dopo) ti nasce un Nino Benvenuti che assurge al titolo di campione del Mondo pur rimanendo a tutti gli effetti italiano, ma sempre di eccezioni stiamo parlando.
Il fatto è che in Italia conta solo il calcio. Tutti gli altri sono "sport minori". Il mondiale di F1? Togli la Ferrari e in Italia scompare (vedi a titolo di confronto quanto è stato popolare qui da noi il rally prima che fosse smantellata la mitica squadra corse Lancia). Il motomondiale è sempre stato "di nicchia", quando Valentino Rossi si ritirerà tornerà all'oblio. I meno giovani ricordano Giacomo Agostini ma sempre lì stiamo. Il ciclismo? Se ne parla moltissimo solo in occasione del Giro d'Italia. Poi quasi nulla... Il basket rimpiange i passati (notevolissimi) successi, ma ora langue... L'hockey-ghiaccio è morto (non solo in Italia, debbo dire), il rugby vivacchia benino grazie all'ammissione al Sei Nazioni: vedremo quanto dura. Atletica leggera e sport invernali sopravvivono solo perché lo Stato mantiene ancora le squadre sportive delle varie Armi, altrimenti "ciao, Ninetta...". E lo stesso vale per discipline di cui si parla (casomai) ogni quattro anni (tiro con l'arco, tiro a volo etc.). Da noi la cultura sportiva (la cultura tout-court?) è praticamente inesistente. Cialtronia!... E non per caso.
Ricordo quando il volley italiano vinse la centesima (!!!) coppa europea (tra maschile e femminile) qualche tempo fa. La Gazzetta dello Sport dedicò all'evento tre/quarti di pagina. Lo stesso trattamento fu riservato a Balotelli (fuori-rosa interista per motivi disciplinari) che aveva visto in TV il derby "milan-Inter" a casa con la mamma. Patetico...

Ritornando IT: se per vostro figlio sognate un futuro da agonista, ma per un bizzarro scherzo della natura il pargolo non dovesse superare (se non di poco) il metro e sessanta, non disperate! Potrebbe sempre diventare il nuovo Jury Chechi...
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Messaggio Da Rasputin il Lun 1 Apr - 18:59

primaverino ha scritto:Temo che il discorso legato alla pratica sportiva di alto livello non possa prescindere (anche) dalle considerazioni di tipo socio-economico introdotte la Loonar. Senza dimenticare il contesto ambientale legato alla cultura sportiva di una Nazione. L'esempio del pugilato mi pare emblematico. Gente come Jake La Motta o Rocky Marciano se fossero vissuti in Italia non se li sarebbe filati nessuno e difficilmente avrebbero potuto scrivere la Storia della boxe con le loro memorabili imprese stante il contesto storico. Certo, poi casomai (in un'Italia un po' meno stracciona, ovvero anni dopo) ti nasce un Nino Benvenuti che assurge al titolo di campione del Mondo pur rimanendo a tutti gli effetti italiano, ma sempre di eccezioni stiamo parlando.
Il fatto è che in Italia conta solo il calcio. Tutti gli altri sono "sport minori". Il mondiale di F1? Togli la Ferrari e in Italia scompare (vedi a titolo di confronto quanto è stato popolare qui da noi il rally prima che fosse smantellata la mitica squadra corse Lancia). Il motomondiale è sempre stato "di nicchia", quando Valentino Rossi si ritirerà tornerà all'oblio. I meno giovani ricordano Giacomo Agostini ma sempre lì stiamo. Il ciclismo? Se ne parla moltissimo solo in occasione del Giro d'Italia. Poi quasi nulla... Il basket rimpiange i passati (notevolissimi) successi, ma ora langue... L'hockey-ghiaccio è morto (non solo in Italia, debbo dire), il rugby vivacchia benino grazie all'ammissione al Sei Nazioni: vedremo quanto dura. Atletica leggera e sport invernali sopravvivono solo perché lo Stato mantiene ancora le squadre sportive delle varie Armi, altrimenti "ciao, Ninetta...". E lo stesso vale per discipline di cui si parla (casomai) ogni quattro anni (tiro con l'arco, tiro a volo etc.). Da noi la cultura sportiva (la cultura tout-court?) è praticamente inesistente. Cialtronia!... E non per caso.
Ricordo quando il volley italiano vinse la centesima (!!!) coppa europea (tra maschile e femminile) qualche tempo fa. La Gazzetta dello Sport dedicò all'evento tre/quarti di pagina. Lo stesso trattamento fu riservato a Balotelli (fuori-rosa interista per motivi disciplinari) che aveva visto in TV il derby "milan-Inter" a casa con la mamma. Patetico...

Ritornando IT: se per vostro figlio sognate un futuro da agonista, ma per un bizzarro scherzo della natura il pargolo non dovesse superare (se non di poco) il metro e sessanta, non disperate! Potrebbe sempre diventare il nuovo Jury Chechi...

Perché suddividere gli sport per nazionalità?

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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da primaverino il Lun 1 Apr - 22:06

Rasputin ha scritto:
primaverino ha scritto:

[...]
Ritornando IT: se per vostro figlio sognate un futuro da agonista, ma per un bizzarro scherzo della natura il pargolo non dovesse superare (se non di poco) il metro e sessanta, non disperate! Potrebbe sempre diventare il nuovo Jury Chechi...

Perché suddividere gli sport per nazionalità?

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Nel (relativo) OT sottolineavo che anche la mancanza di cultura sportiva può essere ammessa quale discriminante.
Si è portato ad esempio la differenza esistente a livello di pratica agonistica nei college USA. In Italia non esiste un sistema equivalente perché la nostra scuola semplicemente non prevede alcun tipo di "inquadramento" in tal senso.
Poi magari non è determinante, non so... Era per dire.
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Re: Tipologie atletiche

Messaggio Da Rasputin il Mar 2 Apr - 9:29

primaverino ha scritto:
Libera associazione d'idee...
Nel (relativo) OT sottolineavo che anche la mancanza di cultura sportiva può essere ammessa quale discriminante.
Si è portato ad esempio la differenza esistente a livello di pratica agonistica nei college USA. In Italia non esiste un sistema equivalente perché la nostra scuola semplicemente non prevede alcun tipo di "inquadramento" in tal senso.
Poi magari non è determinante, non so... Era per dire.

Considerazione interessante ma appunto difficile da determinare.

Ci sono paesi poveri ad esempio che producono campioni in sport da ricchi, vedi il Brasile che per anni è stato la forgia di piloti di F1 di prima categoria, altri ricchi - Paesi scandinavi ad esempio - forgia di campioni in sport "Poveri".

Poi c'è il discorso delle condizioni climatiche, tra i finlandesi ad esempio ci sono e ci saranno sempre ottimi piloti di rally...

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