Nietzsche

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Nietzsche

Messaggio Da silvio il Ven 5 Apr - 20:58


Secondo Nietzsche la decadenza è il rifiuto dell'amore per la vita e della creatività, della spontaneità del vivere naturale e nello stesso tempo "tragico", dunque dello spirito dionisiaco. Per lui colui che per primo ha condizionato negativamente la civiltà occidentale verso questo annullamento della vita è stato Socrate: il peccato di Socrate è di aver sostituito alla vita il pensare alla vita e la conseguenza di ciò è il non-vivere. Socrate ritiene che la ragione sia l'essenza dell'uomo e che le passioni, residuo di animalità, possano e debbano essere dominate. Per Socrate una vita fondata sulla ragione è una vita felice, mentre una vita dominata dalle passioni è destinata a dolorosi conflitti e turbamenti. Anche Platone ha indirizzato la vita verso un mondo astratto ed irreale, e in questo processo di decadenza si inserisce poi il Cristianesimo. Quest'ultimo ha prodotto un modello di uomo malato e represso, in preda a continui sensi di colpa che avvelenano la sua esistenza, dettati dal motto cristiano del continuo pentimento e della richiesta implorata di salvezza e perdono. Perciò l'uomo cristiano, al di là della propria maschera di serenità, è psichicamente tormentato, nasconde dentro di sé un'aggressività rabbiosa contro la vita ed è animato da risentimento contro il prossimo. Nietzsche crea in questo periodo le metafore del guerriero e del sacerdote: il primo rappresenta il manifestarsi della volontà di potenza, il secondo invece, timoroso dei propri mezzi, costituisce il "sottomesso" che ad una morale dei forti, antepone una morale dei deboli, facilmente accessibile, che costituisce la negazione vera e propria dell'incondizionata gioia di vivere.

Mi sono riguardato qualcosa di Nietzsche su Wilkipedia, devo dire che è sempre un uomo interessante.
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Re: Nietzsche

Messaggio Da loonar il Ven 5 Apr - 21:01

Come tutti i "pazzi"!

Sottoscrivo il quote su Nietzsche!

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Re: Nietzsche

Messaggio Da silvio il Ven 5 Apr - 22:19

Sentite che musica, contro i falsi illusionisti


In Così parlò Zarathustra egli dichiara:
« Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure! (...) che siano maledetti! »
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Re: Nietzsche

Messaggio Da loonar il Ven 5 Apr - 22:39

silvio ha scritto:Sentite che musica, contro i falsi illusionisti


In Così parlò Zarathustra egli dichiara:
« Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure! (...) che siano maledetti! »
Letto quando avevo 16 anni... o 17? ok

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Re: Nietzsche

Messaggio Da Paolo il Sab 6 Apr - 8:12

silvio ha scritto:Sentite che musica, contro i falsi illusionisti


In Così parlò Zarathustra egli dichiara:
« Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure! (...) che siano maledetti! »

Vero Silvio! Ma la cosa interessante è domandarsi perchè! Il limite che io trovo spesso in tante posizioni anche condivisibili è che non vanno oltre la constatazione della realtà da cui traggono determinate conclusioni, più o meno corrette o plausibili. Però il vero punto è capire il perchè delle cose. Da cosa traggono origine e per quali motivi si sono poi diffuse ed affermate.
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Re: Nietzsche

Messaggio Da Masada il Sab 6 Apr - 11:23

silvio ha scritto:
Secondo Nietzsche la decadenza è il rifiuto dell'amore per la vita e della creatività, della spontaneità del vivere naturale e nello stesso tempo "tragico", dunque dello spirito dionisiaco. Per lui colui che per primo ha condizionato negativamente la civiltà occidentale verso questo annullamento della vita è stato Socrate: il peccato di Socrate è di aver sostituito alla vita il pensare alla vita e la conseguenza di ciò è il non-vivere.

...

Il pensiero di nietzsche per me è sempre sorprendente.
La domanda a cui non riesco a rispondere è come abbia fatto ad anticipare di così tanti decenni il pensiero del mondo riuscendo ad astrarsi completamente dal retaggio culturale millenario a cui apparteneva, fra l'altro solo dopo esservisi immerso completamente, dopo averlo conosciuto fino a risalirne e riconoscerne le radici e lì a colpirlo e stravolgerlo.
Sarebbe come leggere oggi il pensiero di qualcuno che tutti noi non capiremmo, lo insulteremmo... e poi fra 50-100 anni tutti lì a pensare come ha pensato lui...
Quante volte è successo nella storia!
Eppure quanti ancora oggi convinti delle loro piccole sicurezze arrugginite e incoerenti, come se il pensiero dell'umanità avesse raggiunto oggi un vertice mai più "superabile", come se l'uomo come lo intendiamo oggi in occidente dovrebbe essere uguale all'uomo che camminerà sul pianeta fra 100 anni...
Illusione che non trova fondamento scientifico-storico, anzi, partendo dai dati storici dovremmo proprio aspettarci altro.

La parte in grassetto è quella che fa percepire il brivido dell'affacciarsi al pensiero di questo filosofo. Come molti sanno attaccherà direttamente anche il pensiero religioso, ma lui va oltre: qui attacca ogni pretesa della razionalità di trovare un senso, un ordine, un logos, una ragione.
Il pensiero di N. è irrazionalista, è anti mito.
Il bello è che N. ci arriva con la ragione e fra l'altro con la ragione manifestata attraverso pensiero simbolico allegorico e non dialettico classico, men che meno scientifico.
Fa insomma la stessa cosa che fa platone con il mito della caverna.
Scinde pensiero soggettivo e scienza oggettiva, mito da sapere certo, e lo fa con un ... mito!!!
Brividi...
Alcuni libri di N. come genere letterario sono più apocalittici e allegorici del 90% dei libri della bibbia!!
Stiamo sempre e solo credendo cazzate?
Esiste un pensiero esistenziale non mitico?
Può l'uomo prescindere dal mito, dall'irrazionale, dal fantastico, dalla inscindibile interferenza della sua volontà e fantasia libera nel ridisegnare il mondo in cui vive?
Se fosse un semplice animale che continua ad adattarsi all'ambiente forse sarebbe così, ma essendo l'unico fottuto animale che modifica l'ambiente... salta tutto...
Per modificare, ridisegnare, ci vuole una "visione", una utopia.
Per costruire un ordine sociale non dipendente esclusivamente dall'istinto è necessaria una "costituzione", implicita o esplicita che sia...
E così, come sostengono molti sociologi, l'uomo, ferito nella sua lacuna di istinti, non può che compensarne con la ragione... la fantasia... la volontà... le il diaframma della libertà percepita.

L'arte, la letteratura,... la vita di ciascuno di noi è essenzialmente irrazionale improvvisazione nell'essere... e attorno ci creiamo il nostro disegno di senso o non senso. La nostra interpretazione.
(ermeneutica... ... fenomenologia... ... ... ...)

Come parlare di tanto in un forum???
Come sviscerare tante informazioni, collegarle, girarci attorno, gustarne i paradossi, sperimentarne le rivoluzioni...?

Come, in un forum??

Chiudo le infinite parentesi che un tema del genere (ovvero, il giro completo del pensiero occidentale in 2500 anni...) e mi focalizzo sul grassettato:
socrate come simbolo della rinuncia alla vita.

Ancor più: la riflessione sulla vita come nemica della vitalità della vita stessa...
Il pensiero... come nemico della vita...

La questione ha investito direttamente gli ultimi 20 anni della mia vita, ossia da quando ho cominciato a pensare...

Noi siamo pensiero e N. stesso distrugge l'apolinneo con lo strumento del pensiero, seppur non lineare (quindi per nulla scientifico) ma allegorico, ciclico, intuitivo.

Perchè allora quella conclusione?
Cosa c'è di vero?
Cosa ci insegna ancora oggi?

Se la filosofia, il regno della ragione, sorge simbolicamente con socrate e raggiunge una svolta radicale nella formulazione del metodo scientifico, perchè N. trova, proprio in questo bisogno di rispondere ai perchè, il male dell'umanità?

A voi, che siete meno contorti di me, il compito di rettificare e centrare i punti per rendere forumistica la discussione.

Ciao.

EDIT:
In poche parole N. combatte socrate (la ragione) prima di cristo (il senso completo) perchè, come dice einstein, ha ben capito, risalendo la corrente del pensiero, che:

"La ricerca scientifica può diminuire la superstizione incoraggiando il ragionamento e l'esplorazione causale. E' certo che alla base di ogni lavoro scientifico un po' delicato si trova la convinzione, analoga al sentimento religioso, che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso".
(Einstein, La ricerca scientifica, in Come io vedo il mondo 1934)

Per N. il mondo non è razionale, non lo è l'uomo.
Non è tutto caso,...
è tutto chaos...

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Re: Nietzsche

Messaggio Da silvio il Sab 6 Apr - 11:33

Il punto interessante del suo pensiero è che alla fine il centro siamo noi nel senso espresso da questa sua visione dell'oltreuomo, ossia l'essere libero e creativo.

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Re: Nietzsche

Messaggio Da silvio il Sab 6 Apr - 12:06

Una buona definizione di Nietzsche

"In me l'ateismo non é nè una conseguenza, nè tanto meno un fatto nuovo: esso esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio é una risposta grossolana, un'indelicatezza contro noi pensatori: anzi, addirittura, non é altro che un grossolano divieto contro di noi: non dovete pensare!"

Infatti è il grosso limite della Chiesa Cattolica, Islam ancora peggio, non pensate !
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Re: Nietzsche

Messaggio Da Akka il Sab 6 Apr - 12:08

uella io non credo neanche tanto, cioè come si fa a trarre un messaggio univoco da N.?

lo diceva pure un tedescone nazista(heidegger) che N. richiede un lavoro continuo e senza fine di interpretazione

a ma di N. piacciono alcune intuizioni, alcune fiammate di ingegno che svettano proprio, sia per la lungimiranza che per la profonda comprensione del casino che è il pensiero, cito il secondo aforisma di umano troppo umano, che per me rimane uno di quelli più illuminanti, e dimostra come avesse intuito che il pensiero è qualcosa che non si può racchiudere in una forma fissa, in una costruzione logica e coerente:


Dei difetti ereditari dei filosofi:

Tutti i filosofi hanno in comune il difetto di partire dall' uomo attuale e di credere di giungere allo scopo attraverso la sua analisi. ''L' uomo'' si delinea automaticamente ai loro occhi come una aetena varitas, come un essere sempre uguale a se tesso in ogni vortice, come una sicura misura delle cose. Ma tutto quello che il filosofo enuncia sull' uomo non è altro che una testimonianza sull' uomo di un periodo quanto mai limitato, la mancanza di senso storico è il difetto ereditario di tutti i filosofi: alcuni di essi arrivano persino a prendere di punto in bianco la più recente configurazione dell' uomo, quale è venuta delineandosi sotto l' influsso di determinate religioni e di determinati avvenimenti politici, come la forma fissa dalla quale si deve partire. Non vogliono imparare che l' uomo si è fatto, che anche la capacità di conoscere si è fatta: mentre alcuni di loro da questa capacità di conoscere si fanno persino inventare il mondo intero. Ora, tutto l' essenziale del progredire umano è avvenuto in tempi remoti, molto precedenti a quei quattromila anni che noi approssimativamente conosciamo e nei quali l' uomo non può essere cambiato di molto. Ma il filosofo vede nell' uomo attuale ''istinti'', e presume che questi faccian parte dei fatti immutabili dell' uomo e possano pertanto fornire una chiave per la comprensione del mondo in generale; l' intera teleologia si basa sul fato che si parla dell' uomo degi ultimi quattromila anni come dell' uomo eterno, verso il quale convergono naturalmente, sin dal loro inizio, tutte le cose del mondo. Ma tutto si è fatto: non esistono fatti eterni, come non esistono verità assolute. Perciò da ora in poi è necessario il filosofare storico, e, con esso, la virtù della modestia.

per me quando ha queste intuizioni è proprio uno dei più grandi
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Re: Nietzsche

Messaggio Da silvio il Sab 6 Apr - 12:12

Si ma su un forum vanno aperti spazi di riflessioni immediati e veloci, è indubbio che N. ha contribuito, non solo lui chiaramente, ad aprire la società ad un approccio più libero e meno costretto alla interpretazione della vita e del mondo.
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Re: Nietzsche

Messaggio Da Masada il Sab 6 Apr - 12:42

Akka ha scritto:... come si fa a trarre un messaggio univoco da N.?

...
a ma di N. piacciono alcune intuizioni, alcune fiammate di ingegno che svettano proprio, sia per la lungimiranza che per la profonda comprensione del casino che è il pensiero, cito il secondo aforisma di umano troppo umano, che per me rimane uno di quelli più illuminanti, e dimostra come avesse intuito che il pensiero è qualcosa che non si può racchiudere in una forma fissa, in una costruzione logica e coerente:

Tutti i filosofi hanno in comune il difetto di partire dall' uomo attuale e di credere di giungere allo scopo attraverso la sua analisi. ...

per me quando ha queste intuizioni è proprio uno dei più grandi

ok

proprio vero: non so quantificare ma molto della filosofia che è venuta dopo non fa che percorrere strade aperte o sottolineate fortemente da N, non tanto come argomento, oggetto del discutere, ma taglio del pensare..
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Messaggio Da silvio il Sab 6 Apr - 13:50

Masada78 ha scritto:

La parte in grassetto è quella che fa percepire il brivido dell'affacciarsi al pensiero di questo filosofo. Come molti sanno attaccherà direttamente anche il pensiero religioso, ma lui va oltre: qui attacca ogni pretesa della razionalità di trovare un senso, un ordine, un logos, una ragione.

Per N. il mondo non è razionale, non lo è l'uomo.
Non è tutto caso,...
è tutto chaos...


In effetti l'essere umano si è posto col pensiero fuori del mondo e non lo ha più vissuto.

Forse più che chaos è l'essere, l'essere rivisitato dalla fenomenologia probabilmente.
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