Israele, vogliamo parlarne?

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Lun 15 Apr - 15:24

Caro loonar, i giornalisti che posso scrivere contro la politica del proprio governo e anche contro la maggioranza dell'opinione pubblica del proprio paese esistono solo negli stati liberal democratici, non esistevano invece nell'Italia fascista, nell'URSS e paesi satelliti, non esistono oggi in Cina o a Cuba, non esistono nei paesi islamici.
Esistono appunto in Israele!

paolo1951
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da primaverino il Lun 15 Apr - 15:29

loonar ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
loonar ha scritto:http://www.internazionale.it/opinioni/amira-hass/2013/04/15/resistere-e-un-diritto/

Amira Hass è una giornalista israeliana.
Scusa loonar, ma questa volta anche a costo di beccarmi un più che giustificato richiamo te lo devo dire: sei proprio un mentecatto!
Appunto... Amira Hass è una giornalista israeliana!
Hai fatto un complimento ad Israele, hai appena riconosciuto che a differenza dei suoi vicini è uno stato pienamente liberal-democratico, l'unico in quella parte del mondo... e questo malgrado sia da più di sessant'anni in stato di guerra, sotto aggressione (in atto o latente) di tutti i confinanti...
I casi sono 2: o sei un mentecatto o sei un fan di Israele sotto mentite spoglie!
Veramente ognuno vede quello che vuole vedere. Tu vedi la liberalità di Israele, io vedo una giornalista israeliana che è contro la politica del suo governo.
A me premeva far notare in questo caso che non tutti gli israeliani sono dei figli di troia. Così come non tutti i palestinesi sono dei figli di puttana.

Poi a chi come te è impegnato solo a distribuire divise da buoni e da cattivi per gli eserciti di marionette in campo allora l'interpretazione è quella che hai dato.

Vedi! Abbiamo due modi di vedere le cose non opposti, ma proprio su altri piani! Non ci capiremo mai, e io mi ritengo fortunato di questa cosa!

Edit: col mentecatto siamo pari! Si vede che non aspettavi altro per pareggiare il conto! (ma non ti avrei segnalato nemmeno se mi mandavi a fare in culo!)

Mi intrometto scusandomi...
Io invece vi considero entrambi persone intelligenti ed istruite (più di me, perlomeno, ma non è che ci voglia molto...). Il punto nodale rimane la legittimità dello Stato d'Israele o no. Ricordo di essere stato filo-israeliano da ragazzo (perimenti filo-americano, senza se e senza ma, ma questo l'ho già detto e argomentato, seppur succintamente... Altri tempi, come dissi). Ancora fino a poco tempo fa ero convinto dell'assoluta "ragione" del perché lo Stato ebraico avesse senso "proprio" colà.
Ma loonar (che però si chiamava ancora "Darrow") è stato così gentile da postarmi un lungo articolo in merito alle origini di tale "progetto" (lo Stato sionista, per l'appunto) chiarendomi dei punti oscuri nel merito. Tuttavia non posso dimenticare che nello statuto stesso di Hamas è presente il chiaro obiettivo tendente alla "distruzione finale" di tale Stato. Insomma: l'obiettivo loro è la cancellazione dalla carta geografica di Israele medesimo. Mi pare un po' forzato, come concetto, al di là dell'infinito "tu quoque" che accompagna la vicenda da almeno un secolo.
Rilevo doverosamente, però, che mentre un'israeliana in aperto dissenso verso la metodologia adottata dal suo governo (metodologia, non "merito", si badi bene) rispecchia una certa forma di ammissibilità dialogica, altrettanto mi pare che la "posizione morbida" (non so esprimermi meglio, scusate) sia del tutto avulsa dalla linea di pensiero Palestinese. (magari è solo un problema di mentalità, sta a vedere...)
E qui, perdonate la similitudine, mi sovviene la "non condanna" da parte dell'Islam moderato a fronte delle intemperanze espresse (nei fatti, non a chiacchiere) da parte delle frange più estremiste. Non è semplice comprendere il punto di vista degli arabi (ne conosco anch'io, lavorano con me e sono pure ottime persone, ma... Quando c'è di mezzo "il sionista", par quasi che perdano il lume dell'obbiettività...).
In definitiva: lo Stato ebraico è una teocrazia, e va bene, ma l'approccio in merito al dissenso (interno) mi pare assimilabile alla forma democratica (a meno che non salti fuori che la giornalista in questione sia stata incarcerata preventivamente nel frattempo...). Nel mondo arabo paiono più "monolitici"... Vi confesso che, più passa il tempo e sempre meno ho le idee chiare...
C'è qualcosa che non quadra... Limite mio?

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da loonar il Lun 15 Apr - 15:46

La cosa che non capisce Paolo51 è il fatto che si può essere contro Israele e la sua politica, senza per questo essere automaticamente a favore di Hamas (o dell'islamismo in generale come spesso ci accusa Paolo51) o per la distruzione totale di Israele.
Io penso che Israele riconoscendo uno stato Palestinese toglierebbe la principale arma che hanno i suoi nemici.
Penso che Israele trattando gli israeliani islamici come tratta gli israeliani ebrei (cioè trasformandosi da stato teocratico in stato laico senza discriminazioni) fornirebbe un esempio unico che non solo toglierebbe un'arma potentissima (la propaganda contro) agli stati islamici limitrofi e no, ma addirittura creerebbe delle crepe di dissenso all'interno di questi in direzione di una maggiore liberalità e contro i fondamentalismi teocratici.

loonar
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Lun 15 Apr - 16:05

loonar ha scritto:La cosa che non capisce Paolo51 è il fatto che si può essere contro Israele e la sua politica, senza per questo essere automaticamente a favore di Hamas (o dell'islamismo in generale come spesso ci accusa Paolo51) o per la distruzione totale di Israele.
Io penso che Israele riconoscendo uno stato Palestinese toglierebbe la principale arma che hanno i suoi nemici.
Penso che Israele trattando gli israeliani islamici come tratta gli israeliani ebrei (cioè trasformandosi da stato teocratico in stato laico senza discriminazioni) fornirebbe un esempio unico che non solo toglierebbe un'arma potentissima (la propaganda contro) agli stati islamici limitrofi e no, ma addirittura creerebbe delle crepe di dissenso all'interno di questi in direzione di una maggiore liberalità e contro i fondamentalismi teocratici.
La cosa che non capisce loonar (Darrow...???, perché eventualmente cambiare identità?) è che certamente ogni stato potrebbe essere migliore di quello che è! Ma questo non implica schierarsi di fatto per i nemici di quello stato, soprattutto quando si sa bene che essi sono incommensurabilmente peggiori.
OK, quando Churchill si schierò con Stalin contro Hitler, sapeva bene che Stalin era peggiore di Hitler, ma in quel momento Hitler era più pericoloso... almeno per l'Inghilterra e forse anche per il mondo intero!
Se alla tana del lupo fossero stati un po' meno pasticcioni, Churchill si sarebbe senz'altro schierato con la Germania ex nazista contro l'URSS...

Ma con Israele il discorso è ancora diverso, qui per un liberal-democratico il problema non si pone, certo si può chiedere a Israele un cambio di politica, rimproverarle diverse scelte discutibilissime, ma chi si fa portavoce di questa "crociata" anti-israeliana, lo ribadisco, o è un mentecatto o per qualche ragione che ignoro sta combattendo a favore dell'integralismo islamico, delle "primavere arabe"... di coloro che vogliono lapidare gli adulteri, gli omosessuali, che vogliono tutti i popoli della Terra islamizzati o comunque dominati da un governo islamico.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da loonar il Lun 15 Apr - 17:21

Loonar, Darrow o Marco, quale sarebbe il cazzo di problema con il mio nickname? Ho già spiegato il mio primo nick e il secondo, se ti interessa ti vai a cercare dove dico le ragioni del cambio di nome, starlo a tirare fuori adesso ha solo il significato di infastidire.

Tu mi dici che mi schiero con i nemici di Israele, e io ti rispondo che hai detto una FALSITA'. Non ho mai, ripeto MAI, sprecato una parola a favore dei palestinese e men che MAI a favore della loro religione di merda.
Ho sempre contestato a Israele (e lo continuerò a fare) la sua politica ERRATA oltre che CRIMINALE.

Poi ci sei te che non capendo un cazzo o distorcendo volontariamente il significato dei post altrui, continui a dire che sono a favore dell'islam, ma sono solo FALSITA'! FALSITA' per coprire la tua mancanza di argomenti da opporre a quanto dico e giustificare la tua pochezza intellettuale e strategica.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Akka il Lun 15 Apr - 17:42

io invece mi schiero in favore dei palestinesi, e non perché siano islamici, maschilisti o che altro, ma perché in questo caso sono la parte lesa! io mi ''schiero'' col povero imbecille cui rubano la casa, perché gli è stato fatto un torto, se domani venissero i cinesi a prendersi il Piemonte(dica la prima cazzata che mi viene in mente!) mi schiererei coi piemontesi!!

ma con quale diritto l' Inghilterra, o gli usa, o chichessia, dice ai palestinesi: ''bon butei, adesso qui vengono gli ebrei! smammareee!!!!''?????

ma non vi sembra un' assurdità??

Akka
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da loonar il Lun 15 Apr - 17:48

Akka ha scritto:io invece mi schiero in favore dei palestinesi, e non perché siano islamici, maschilisti o che altro, ma perché in questo caso sono la parte lesa! io mi ''schiero'' col povero imbecille cui rubano la casa, perché gli è stato fatto un torto, se domani venissero i cinesi a prendersi il Piemonte(dica la prima cazzata che mi viene in mente!) mi schiererei coi piemontesi!!

ma con quale diritto l' Inghilterra, o gli usa, o chichessia, dice ai palestinesi: ''bon butei, adesso qui vengono gli ebrei! smammareee!!!!''?????

ma non vi sembra un' assurdità??
Ok, sulla contingenza anche io se devo schierarmi non mi metto certo dalla parte del carrarmato che spiana i tiratori di pietre. ma non sono per principio contro gli israeliani, come pensa Paolo51, lo sono riguardo al fatto contingente, come dici tu, dell'invadere dei territori altrui con la prepotenza e la violenza. Ma questo non vuol dire che io sia un difensori di TUTTE le istanze palestinesi (religione compresa), ma solo del loro diritto a non essere invasi.

loonar
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Akka il Lun 15 Apr - 17:48

non c' entra, ma ieri ho visto un servizio sulla guerra in siria, una cosa oscena, mandano i ragazzini di 14 anni in giro armati e persino sul fronte!!

ad un certo punto una scena pessima, un' ambulanza porta il corpo di un soldato morto alla madre, che urla e si dispera mentre tutti accorrono e gridano ''alla è grande!!!''...va be...lasciamoli fare...mica c' hanno il petrolio quei morti di fame

Akka
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Akka il Lun 15 Apr - 17:49

loonar ha scritto:
Akka ha scritto:io invece mi schiero in favore dei palestinesi, e non perché siano islamici, maschilisti o che altro, ma perché in questo caso sono la parte lesa! io mi ''schiero'' col povero imbecille cui rubano la casa, perché gli è stato fatto un torto, se domani venissero i cinesi a prendersi il Piemonte(dica la prima cazzata che mi viene in mente!) mi schiererei coi piemontesi!!

ma con quale diritto l' Inghilterra, o gli usa, o chichessia, dice ai palestinesi: ''bon butei, adesso qui vengono gli ebrei! smammareee!!!!''?????

ma non vi sembra un' assurdità??
Ok, sulla contingenza anche io se devo schierarmi non mi metto certo dalla parte del carrarmato che spiana i tiratori di pietre. ma non sono per principio contro gli israeliani, come pensa Paolo51, lo sono riguardo al fatto contingente, come dici tu, dell'invadere dei territori altrui con la prepotenza e la violenza. Ma questo non vuol dire che io sia un difensori di TUTTE le istanze palestinesi (religione compresa), ma solo del loro diritto a non essere invasi.
infatti quoto!!

Akka
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Lun 15 Apr - 21:08

Straquoto!!

Mi guarderei bene dal sostenere che lo stile sociale dei palestinesi sia da proporre o imitare..anzi..
Ma gli israeliani non sono da meno..con la differenza che sono loro ad attaccare e invadere.

delfi68
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Gio 8 Ago - 20:13

agenzia ha scritto:GERUSALEMME (Reuters) - Israele ha dato l'approvazione preliminare per la costruzione di oltre 800 nuove case nelle colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata, dove i palestinesi vorrebbero veder riconosciuto il loro stato.
Lo ha riferito un funzionario israeliano.
La mossa potrebbe complicare i negoziati di pace mediati dagli Usa, che sono ripresi il mese scorso dopo quasi tre anni di stallo sulla questione delle colonie e che dovrebbero riprendere la settimana prossima.
Guy Inbar, portavoce dell'amministrazione civile in Cisgiordania, ha detto che il progetto iniziale per la costruzione di 800 nuove case è stato approvato ieri, senza fornire ulteriori dettagli.
Circa 500.000 coloni israeliani vivono in Cisgiordania e a Gerusalemme est, area conquistata nella guerra mediorientale del 1967, tra 2,5 milioni di palestinesi.
Israele si è ritirato nel 2005 dalla striscia di Gaza, ora governata dagli islamici di Hamas, che si oppongono a una co-esistenza permanente con lo stato ebraico.
 Dio alla testa dell'esercito. Delle teste di cazzo nell'esercito..

In altre parole il dio delle teste di cazzo guida il suo popolo verso la nuova Caanan..

delfi68
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Dom 11 Ago - 16:06

delfi68 ha scritto:
agenzia ha scritto:GERUSALEMME (Reuters) - Israele ha dato l'approvazione preliminare per la costruzione di oltre 800 nuove case nelle colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata, dove i palestinesi vorrebbero veder riconosciuto il loro stato.
Lo ha riferito un funzionario israeliano.
La mossa potrebbe complicare i negoziati di pace mediati dagli Usa, che sono ripresi il mese scorso dopo quasi tre anni di stallo sulla questione delle colonie e che dovrebbero riprendere la settimana prossima.
Guy Inbar, portavoce dell'amministrazione civile in Cisgiordania, ha detto che il progetto iniziale per la costruzione di 800 nuove case è stato approvato ieri, senza fornire ulteriori dettagli.
Circa 500.000 coloni israeliani vivono in Cisgiordania e a Gerusalemme est, area conquistata nella guerra mediorientale del 1967, tra 2,5 milioni di palestinesi.
Israele si è ritirato nel 2005 dalla striscia di Gaza, ora governata dagli islamici di Hamas, che si oppongono a una co-esistenza permanente con lo stato ebraico.
 Dio alla testa dell'esercito. Delle teste di cazzo nell'esercito..

In altre parole il dio delle teste di cazzo guida il suo popolo verso la nuova Canaan..
Oppure semplicemente si fanno oggi 800 "nuove case" per per poi fare vedere che si è disposti a tirarle giù in cambio di qualche concessione della controparte araba.
Un po' come il commerciante che aumenta prima il prezzo di un prodotto... per poi poter fare uno sconto più accattivante al cliente.

PS: tenete conto che ormai, tranne Gerusalemme est e il Golan, Israele non ha più nulla da giocarsi al tavolo della pace.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Lun 12 Ago - 9:17

..ops..t'hanno rubato la password?

..oppure finlmente hai capito che per israele, la pace in palestina e' un gioco?

delfi68
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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Lun 12 Ago - 15:18

delfi68 ha scritto:..ops..t'hanno rubato la password?

..oppure finlmente hai capito che per israele, la pace in palestina e' un gioco?
No, il post e mio e non vedo per quale motivo la cosa ti meravigli...
Comunque non so da dove trai la conclusione che io abbia "capito  che per israele, la pace in palestina e' un gioco..."
Non mi sognerei mai dire una simile cazzata.
Semmai la pace per Israele è tutto tranne che un gioco... è una necessità politico-militare, è una "convenienza" economica.
Io ho detto che Israele ha bisogno di avere qualche cosa da "giocarsi" al tavolo della pace... ma giocarsi era logicamente inteso in senso figurato, come nell'espressione "giocarsi la vita".
.
PS: piuttosto penso che molti arabi vedano ancora la guerra, le armi, la morte come un gioco... è un vizio che avevano da prima dell'Islam, Muhammad ha solo saputo abilmente metterlo a frutto, sfruttarlo per i suoi interessi e per quelli dei suoi successori.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da primaverino il Lun 12 Ago - 15:37

paolo1951 ha scritto:
delfi68 ha scritto:..ops..t'hanno rubato la password?

..oppure finlmente hai capito che per israele, la pace in palestina e' un gioco?
No, il post e mio e non vedo per quale motivo la cosa ti meravigli...
Comunque non so da dove trai la conclusione che io abbia "capito  che per israele, la pace in palestina e' un gioco..."
Non mi sognerei mai dire una simile cazzata.
Semmai la pace per Israele è tutto tranne che un gioco... è una necessità politico-militare, è una "convenienza" economica.
Io ho detto che Israele ha bisogno di avere qualche cosa da "giocarsi" al tavolo della pace... ma giocarsi era logicamente inteso in senso figurato, come nell'espressione "giocarsi la vita".
.
Behh... Gioco...
Torniamo "a bomba" della questione?
Loonar (ai tempi "darrow") espose chiaramente un'infinità di cenni storici in merito al problema (e mi chiarì definitivamente il punto di vista, dato che mai avevo inteso l'origine del tutto) propendendo per le ottime ragioni dai Palestinesi in tal senso...
Ma poi la risoluzione ONU che sancì la creazione di due Stati indipendenti e sovrani incontrò (eufemismo) difficoltà reciproche alla sua realizzazione, se non erro.
E così come i Paesi arabi non tollerarono l'intrusione degli Ebrei sul territorio, quest'ultimi rivendicano una sorta di legittimità (anche a scapito dei primi) tendente all'esclusione di questi dal "piano di risoluzione" in generale... Una situazione "incancrenita", a parer mio, che poggia le sue basi in un'infinità di "tu quoque" strumentalmente utilizzati dalle varie fazioni alla propria bisogna e per di più dipendenti (interdipendenti?) dallo scacchiere politico internazionale/sovrannazionale che fa di tali luoghi una sorta di merce di scambio in senso geopolitico (perdonate la fumosità, ma per parlare chiaro dovrei prima avere le idee chiare...) ovvero assoggettate a "ragioni" condivisibili o meno, che comunque si riflettono sulla "pelle " degli abitanti di tali luoghi...
C'è un sacco di "posto" nel mondo e con tutto il posto che c'era si decise che lo stato d'Israele dovesse sorgere PROPRIO la dove è sorto... C'è un sacco di posto nel mondo (anche arabo e più estensivamente musulmano) laddove possa sorgere la Patria per tutti i palestinesi... Perché proprio li?
Perché non si mettono d'accordo e Tizio permane e a Caio verrà offerta una seconda possibilità altrove o viceversa?
Non sarà che Ebrei e Palestinesi (al di la delle implicazioni del caso) stanno talmente sul cazzo a tutti che se ne auspicano due Stati indipendenti, purché "lontano da tutti"?

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Mandalay il Lun 12 Ago - 16:17

Io penso che lo stato Israeliano è stato creato in quella regione per fare da poliziotto alle risorse petrolifere.

I Palestinesi (parlo della gente non di Hammas o Harafat) sono le vittime di una decisione presa alla fine della seconda guerra mondiale.

Finchè nella regione c'è petrolio ci sarà tensione e conflitto, finito il petrolio tornerà deserto e nessuno se ne interesserà più, Israele crollerà e ci sarà una nuova diaspora.
Non si può pensare che uno stato di 7 milioni di abitanti possa reggere da solo il confronto con i paesi arabi del medio oriente, e quando il petrolio finirà gli stati occidentali (Stati Uniti in testa) smetteranno di sostenere economicamente e militarmente Israele.

Sono gli interessi economici che uccidono le persone sia fisicamente che moralmente, nessun bambino deve essere allevato nell'odio dell'altro (sia israleliani che palestinesi)
ma questo conviene a chi ha bisogno che la tensione si perpetui.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Lun 12 Ago - 17:17

Il problema di Israele nasce non nel 1948, ma quasi 1900 anni prima nel 70 E.C.
E' il problema di un popolo sostanzialmente composto da teste di cazzo che hanno sempre rifiutato di integrarsi con gli altri popoli e che appunto nel 70 sono stati anche privati della loro madre patria.

La persecuzione a cui questo popolo della "diaspora" è stato sottoposto per secoli in particolare dai loro "fratelli minori" cioè i cristiani, ha avuto il tragico epilogo che tutti sappiamo con olocausto.

Prima dell'olocausto la presenza ebraica in Palestina era risibile, e tale con ogni probabilità sarebbe rimasta.

Dopo l'olocausto si presentò chiaramente impossibile impedire ai sopravvissuti di realizzare il sogno di avere anche loro una patria, un paese, uno stato dove essere ebreo non significasse essere un "diverso".

La scelta della Palestina non fu fatta razionalmente a tavolino, fu una cosa naturale, spontanea, là stava la terra "promessa", là esistevano già comunità sioniste.
Ad El-Alamein gli uomini della brigata ebraica erano morti proprio perché i nazisti non raggiungessero il canale e di lì la Palestina (cosa che invece auspicavano gli Arabi)...

Mandalay tira in ballo il "petrolio" che in questo caso non c'entra un cazzo, gli USA avevano già tempo ottimi rapporti commerciali con gli Arabi e i Sauditi in particolare... la nascita di Israele nel 1948 fu allora solo un danno per questi interessi commerciali.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Mandalay il Mar 13 Ago - 7:07

Per chi ha voglia di un parziale approfondimento allego alcuni links:




http://www.agenzianova.com/a/52020c684d21f2.92585885/737837/2013-08-07/difesa-israele-potrebbe-perdere-finanziamenti-usa


Difesa: Israele potrebbe perdere finanziamenti Usa
Il Cairo, 7 ago 10:44 - (Agenzia Nova)


Democrazie da esportazione: cresce il sostegno militare Usa all’occupazione israeliana - Israele potrebbe dover rinunciare a parte dei 55 milioni di dollari di aiuti di difesa missilistica degli Stati uniti, costretti a pesanti tagli di bilancio. Lo ha riferito il quotidiano d'informazione israeliano "The Times of Israel". "Dobbiamo sostenere l’onere che i nostri amici statunitensi stanno avendo", ha detto l’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren. I tagli previsti per gli Stati uniti, che sono il risultato di una disputa tra Congresso e Casa bianca, sarebbero di 50 miliardi solo per il 2014. "Per il Pentagono i tagli andrebbero a incidere in modo significativo sul numero delle truppe statunitensi presenti in vari territori", aveva detto nel mese scorso il segretario della Difesa Usa, Chuck Hagel. (segue) (Cae)



http://www.infopal.it/tag/finanziamento-usa-a-israele



Archivio tag : finanziamento Usa a Israele


Evidenza - 24/4/2012

FPRIVATE "TYPE=PICT;ALT=Democrazie da esportazione: cresce il sostegno militare Usa al"

 

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Il finanziamento statunitense alle spese militari di Israele ammonta oggi a 800milioni di dollari e, con tutta probabilità, sarà portato a 1,2miliardi di dollari. Lo riporta Canale 2 della Tv israeliana, riprendendo fonti vicine al Congresso Usa. Il finanziamento garantirà a Israele nuove attrezzature militari, missili e blindati e munizioni per l’artiglieria in quantità illimitate. Israele …

http://italian.ruvr.ru/2013_03_26/Gli-USA-forniranno-gli-aiuti-militari-allIsraele-in-volume-di-40-miliari-di-dollari/

 

governi di USA ed Israele hanno concluso un nuovo accordo di aiuto militare per cui dal 2018 al 2027 gli USA forniranno ad Israele aiuto per 40 miliari di dollari. L'accordo entrerà in vigore subito dopo la fine del contratto attuale (il 2017 è l'ultimo anno) in base al quale gli USA assegneranno ogni anno ad Israele 3 miliardi dollari, in totale 30 miliardi in 10 anni.

Inoltre il Presidente degli USA Barack Obama ha approvato il finanziamento supplementare del programma israeliano della formazione del sistema antimissilistico "cupola di ferro".

I volumi veri dell'aiuto militare americano ad Israele non sono noti, perché i volumi del finanziamento sono resi pubblici solo per alcuni programmi.





http://frammentivocalimo.blogspot.it/2010/02/israele-e-il-finanziamento-usa-in-aiuti.html





Ma soprattutto ho trovato molto interessante questo:



http://www.disinformazione.it/vittoriahamas.htm





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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Mar 13 Ago - 10:56

Che in Israele ci siano certi pazzi che sragionano con la logica del "tanto peggio tanto meglio", può anche essere vero ... ma l'immagine complessiva di uno stato sionista che insegue folli sogni di conquista e non vuole la pace, è una cazzata galattica che trova sostenitori e ascoltatori solo tra gli islamici e una certa sinistra occidentale.
Gli Israeliani, forse proprio perché ebrei, sono abbastanza intelligenti ed utilitaristi da essere ormai in stragrande maggioranza "interessati" alla pace e non alla guerra.

PS: quello che comunque dovrebbe essere evidente anche ai fanatici più sprovveduti, è che se Israele non disponesse di un formidabile deterrente militare (anche nucleare) avrebbe già cessato di esistere ... E questo quasi nessun Israeliano è disposto ad accettarlo.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da holubice il Ven 16 Ago - 10:25

paolo1951 ha scritto:Il problema di Israele nasce non nel 1948, ma quasi 1900 anni prima nel 70 E.C.
E' il problema di un popolo sostanzialmente composto da teste di cazzo che hanno sempre rifiutato di integrarsi con gli altri popoli e che appunto nel 70 sono stati anche privati della loro madre patria...
Quoto l'introduzione. Il problema ebraico sta nel loro pervicace ed eterno razzismo. Fenici, Etruschi, Goti... quanti popoli dell'antichità hanno mescolato il loro sangue per creare altre popolazioni? Parliamo di persone che, dalla distruzione di Gerusalemme per mano dell'imperatore Tito 1940 anni fa si è sparpagliata in tutto il mondo, rifiutandosi sempre di 'imbastardirsi' con le nazioni ospitanti.

Vi immaginate se quelli di Rieti oggi muovessero qualche guerra a quelli di Centocelle per la storia del Ratto delle Sabine?...



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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da Ludwig von Drake il Ven 16 Ago - 17:36

Il problema è che nel fare le considerazioni di holubice non si tiene conto che la compartimentazione quasi stagna dei cluster reliogiosi non è caratteristica esclusivamente ebraica.
Basti considerare la Spagna pre-Reconquista, in cui i tre credi abramitici convivevano ma rimanevano tra loro separati (ben pochi difatti i matrimoni inter-religiosi). Ancora oggi non mi sembra che cristiani e musulmani siano tanto propensi ad integrare le proprie genti.
Vediamo come nelle nazioni i popoli appartenenti a credi diversi tendano a creare una nazione nella nazione: cinesi, nord africani, ebrei. In cambio, etnie differenti con credo simili si adattano con più semplicità. 
Se il problema di Israele vuole essere analizzato nei suoi termini moderni lo si deve fare considerando innanzitutto i modi in cui quello stato si è formato e in secondo luogo gli interessi che dalla sua formazione in poi hanno spinto i finanziatori occidentali a farne una potenza militare all'avanguardia. Si può anche discutere del sionismo di una certa frangia, ma lo si dovrebbe fare considerato il suo opposto arabo estremista.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Sab 17 Ago - 7:53

Peres ha scritto:Gli Israeliani, forse proprio perché ebrei, sono abbastanza intelligenti ed utilitaristi da essere ormai in stragrande maggioranza "interessati" alla pace e non alla guerra.
Gli israeliani, per fortuna, NON vogliono evangelizzare o convertire nessuno..ebrei lo si e' per diritto di sangue, e non lo si puo' diventare se non per nascita.

Questa e' gia' una botta di culo mondiale, ci volevano anche altre teste di minchia sul pianeta oltre che cristiani e islamici ed eravamo apposto!

Tuttavia gli israeliani, sebbene stiano benone nel loro brodo e non ci vogliano tirare dentro altri, hannno il difettuccio di dover comunque coinvolgere altre etnie nei loro affaracci interni, ad esempio per fare da manovale, da operaio, da pulisci cessi..e un'altra infinita' di attivita' che i figli di Sion giustamente non possono/vogliono fare..
Mettiamoci anche che israele e' attorniato da popoli impuri che hanno qualche rancore per certi nervosismi israeliani nei territori della zona..

Insomma per farla breve, gli ebrei vogliono la pace, si, ma anche le mani libere di fare tutto cio' che vogliono alle genti che si inframmischino tra di loro o gli siano vicini.
Gli ebrei bombardano, occupano, spiaccicano sotto i buldozer e ammazzano sui navigli in acque internazionali chi gli pare e piace. Si dice sia pace e non guerra perche' tutto cio' lo fanno nelle loro pertinenze..Gaza e territori, diciamo sono una sorta di estensione dei cazzi loro..e quindi non contano..

Ma sicocme non vanno in giro per il mondo a spaccare teste. gente come paolo, sostiene che gli israeliani vogliano la pace e non la guerra.

..la guerra e' anche quella interna ogni qual volta si schiacciano i diritti universali delle persone..uno a caso quando si esproriano le abitazioni alle famiglie per darle ad altre famiglie (ebree).

Quindi israele NON e' un paese pacifico, un paese pacifico e' la Finlandia, la Danimarca, l'Olanda..et similia.

Teniamo presente i parametri oggettivi prima di spacciare per pacifico un popolo di guerrieri spietati che pratica la pulizia etnica, una nazione che ha contenuti costituzionali teocratici. Tipo cose cosi..sai quelle del popolo eletto? Terra promessa e altre malvagita' varie che ricadono sulle teste dei non ebrei di quelle parti..

israele vuole la pace!!
ahahahahahah 

Ma porchiddio, sta mattina cosa mi tocca leggere..ahahahahahah

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 17 Ago - 9:18

Ludwig von Drake ha scritto:Il problema è che nel fare le considerazioni di holubice non si tiene conto che la compartimentazione quasi stagna dei cluster reliogiosi non è caratteristica esclusivamente ebraica.
Basti considerare la Spagna pre-Reconquista, in cui i tre credi abramitici convivevano ma rimanevano tra loro separati (ben pochi difatti i matrimoni inter-religiosi). Ancora oggi non mi sembra che cristiani e musulmani siano tanto propensi ad integrare le proprie genti.
Vediamo come nelle nazioni i popoli appartenenti a credi diversi tendano a creare una nazione nella nazione: cinesi, nord africani, ebrei. In cambio, etnie differenti con credo simili si adattano con più semplicità. 
Se il problema di Israele vuole essere analizzato nei suoi termini moderni lo si deve fare considerando innanzitutto i modi in cui quello stato si è formato e in secondo luogo gli interessi che dalla sua formazione in poi hanno spinto i finanziatori occidentali a farne una potenza militare all'avanguardia. Si può anche discutere del sionismo di una certa frangia, ma lo si dovrebbe fare considerato il suo opposto arabo estremista.
Ok ma solo con gli Ebrei la cosa è durata 2000 anni (o forse molti di più... a seconda di dove vogliamo partire).
Quanto però all'Israele di oggi vedere in essa solo una particolare forma di colonialismo o neocolonialismo come fanno Arabi e certa sinistra occidentale, denota a mio parere una certa ignoranza della storia dell'ultima guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra.
Quella che era la principale potenza coloniale dell'area (cioè l'Inghilterra) era decisamente ostile alla nascita dello stato ebraico.
Ostilità più che giustificata, ma anche conseguenza proprio di quegli interessi economici che oggi invece alcuni considerano la ragione della nascita di Israele.

Faccio ancora una considerazione: se i Tedeschi o gli Italiani avessero sragionato come gli Arabi, avessero tenuto i loro profughi in campi dove venivano illusi dall'idea di impossibile ritorno nelle loro case, avremmo oggi in Istria, in Pomerania, Slesia e Prussia altrettante "Palestine".

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Sab 17 Ago - 9:33

se i Tedeschi o gli Italiani avessero sragionato come gli Arabi, avessero tenuto i loro profughi in campi dove venivano illusi dall'idea di impossibile ritorno nelle loro case, avremmo oggi in Istria, in Pomerania, Slesia e Prussia altrettante "Palestine".
Le potenze in gioco sono ed erano diverse.
Noi con Tito dovevamo accordarci per forza, senno' quello ci rendeva le cose davvero difficili..quindi e' stato meglio un bicchiere mezzo pieno..o mezzo vuoto che dir si voglia. Abbiamo tenuto una fetta di austria una di francia e tutto l'arco alpino. Abbiamo mollato l'istria e un pezzetto di liguria..
Ma quei giochi li hanno scritti gli americani e gli inglesi da una parte e i russi e la jugoslavia di Tito dall'altra, che era una specie di Francia odierna rispetto alla Nato.

Non c'e' paragone di forze e di interessi in campo.

Dietro la palestina non c'e' ne l'URSS ne la jugoslavia.

L'europa era ed e' uni scacchiere dove non trovano spazio le recriminazioni delle minoranze istriane..seppur legittime. Cosi pure come gli alto atesini si devono sucare il carabiniere che parla mezzo terrone e i cartelli bilingue. Idem per la Savoia del sud, la val d'aosta e i paesini entro alpini del piemonte.

I palestinesi sono stati occupati in tempo di pace, non durante una guerra mondiale, e' diverso anche questo.

Ad oggi dietro i palestinesi ci sono i quattro stracci che Ammadinegiad stende sul suo balcone ad asciugare..

Paolo, il paragone non tiene, seconde me..eh..poi vedi un po tu.

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Re: Israele, vogliamo parlarne?

Messaggio Da delfi68 il Sab 17 Ago - 9:50

Quella che era la principale potenza coloniale dell'area (cioè l'Inghilterra) era decisamente ostile alla nascita dello stato ebraico.
Ostilità più che giustificata, ma anche conseguenza proprio di quegli interessi economici che oggi invece alcuni considerano la ragione della nascita di Israele.
 Hitler s'era preoccupato di eliminare la potenza sionista facendoli gassare..ed e' andata come e' andata.
Invece l'inghilterra, piu' che l'america, trovo la soluzione di Israele un'idea GENIALE!

Se hitler, anziche' derubarli e ammazzarli, li avesse solo derubati e ricollocati in mezzo al deserto palestinese..mi sa che oggi   mezza europa parlava ancora tedesco..

IO conoscxo benissimo gli ebrei/israeliani odierni, su FB chi segue mi puo' vedere abbracciato ai loro rabbini e ai colleghi di laggiu'..sono una POTENZA politica ed economica senza eguali. Solidali ed esclusivisti senza vergogna, duri e puri quanto spietati con chi non e' dei loro o a loro si sottomette..

La germania e l'europa si doveva LIBERARE di quella diaspora sfrontata e spietata che stava paralizzando il sistema economico e finanziario di un'europa in discesa verso una crisi che avvantaggiava solo lo strozzinaggio e la solidarieta' corporativistica in cui gli israeliani sono maestri..
Guardate bene come si sono svolti i fatti, suvvia non  crederete che servivano le foto del soldato Vassilj Gerganov al suo ingresso nel lager per scoprire che i tedeschi ammazzavano e deportavano gli ebrei!!

Dell'olocausto importava qualcosina all'enclave sionista in america, per il resto, diciamoci la verita'..finche' non esagero', hitler, in fondo faceva un gran bel lavoro sporco che faceva comodo a tutti..i debiti con i sionisti AZZERATI, i loro beni confiscati, le loro lobby e corporazioni dissolte, i loro monopolin produttivi e commerciali annientati. Un'intera fetta di economia e di mercato s'era liberata da un cappio mortale. Quello Ebraico.

..poi la storia la conoscete meglio di me, Hitler ha iniziato a pisciare fuori dal vaso, e quella che sembrava una buona iniziativa per tenere alla larga i russi a comincire dai paesi satelliti su cui la germania srotolava i suoi confini e fuori dai coglioni i sionisti e le loro notule bancarie e' diventata una cosa pericolosa e infine letale per l'europa continentale.

Ale', inglesi in testa, desiderosi di sbarazzarsi loro pure degli ebrei finiti dalle loro parti e di quelli ancora attivi da un lato e oramai consci che il mare non avrebbe tenuto i tedeschi al largo ancora per molto e gli americani, cugini stretti degli ebrei con forti interessi in gioco, tra i quali quelli di non vedere sopravvanzare troppo quel pazzo di hitler, hanno deciso di tentare la rimonta, prima che fosse troppo tardi.

..Comunque sia..la realta' e' una cosa, la storia sui libri, spesso e' finzione..

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