Metafisica e scienza

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Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 19:05

E’ un dato di fatto che il contrasto scienza/metafisica, come è stato impostato da una parte almeno della filosofia del ’900, appare oggi assai meno netto rispetto a pochi decenni orsono. In particolare, è problematico stabilire dei criteri di demarcazione tra i due campi che siano, da un lato, adeguatamente precisi, e che godano dall’altro di un consenso sufficientemente vasto.
Con il fallimento dei tentativi volti a dimostrare che il mondo è una costruzione logica ottenibile da descrizioni semplici dei dati di esperienza, e la conseguente crisi del principio di verificazione, il problema di separare la scienza dalla metafisica ha manifestato di nuovo tutta la sua complessità.
E’ stato notato, a tale proposito, che il principio di verificazione fu introdotto per risolvere le perplessità metafisiche, ma esse alla fine hanno vinto.
Nel constatare che si verifica una relazione di feed-back tra scienza e metafisica, molti autori contemporanei sono giunti alla conclusione che una linea di confine precisa tra i due campi non può essere tracciata.
Si noti, a questo punto, che la metafisica diventa una disciplina di tipo anche (ma non soltanto) osservativo, nel senso che essa ha bisogno di ricorrere a un’attenta fenomenologia delle caratteristiche più generali della realtà.
La struttura della metafisica è come quella di un edificio molto complesso, dove il punto di partenza - le fondamenta dell’edificio - è dato dalla nostra esperienza globale e primaria del mondo.
Contrariamente a quanto si erano illusi di poter fare Bacone e Stuart Mill, non è possibile trovare delle regole per dedurre dai fatti le ipotesi universali.
La novità è che, oggi, occuparsi di problemi metafisici senza tener conto di quanto gli scienziati fanno è piuttosto arduo: la figura del metafisico che si propone di svelare la struttura della realtà ricorrendo soltanto alla ragion pura appare superata.
Naturalmente ciò non implica affermare che scienza e metafisica sono la stessa cosa. Più semplicemente significa riconoscere che, una volta appurato il fallimento del programma di eliminazione della metafisica, esiste un ambito d’indagine legittimo che non è identificabile in toto con quello scientifico, ma nemmeno è separabile da esso completamente a causa dei rapporti di feed-back cui prima accennavo.
I continui mutamenti della visione scientifica del mondo dovrebbero invece indurci a riflettere sul carattere eminentemente storico dell’impresa scientifica.
Da quanto detto finora si desume che il nodo dei rapporti tra scienza e metafisica è molto complesso, e non si presta a strategie eliminative o riduzioniste come quelle elaborate da alcune correnti filosofiche del secolo scorso.


http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1188:scienza-e-metafisica&catid=82:filosofia&Itemid=96
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da davide il Mar 28 Mag - 19:06

Eh?

davide
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 19:15

davide ha scritto:Eh?

ohh...
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da davide il Mar 28 Mag - 19:19

Ah mi pareva...

davide
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da silvio il Mar 28 Mag - 19:51

Ma la distinzione non dovrebbe essere nella possibilità di misurare (in senso generale) un fenomeno, cioè di quantificarlo, partendo da dati concreti, dimostrabili e riproducibili, principio dell' agire scientifico, mentre la speculazione del pensiero apparterrebbe alla metafisica, dato che il pensiero non è misurabile, né quantificabile.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Paolo il Mar 28 Mag - 20:00

Silvio, faccio un copia/incolla di quanto ho appena scritto nell'altro topic. Valuta tu cosa si deve intendere con il termine metafisico.

"Il termine metafisica ebbe un'origine accidentale - tà metà tà physikà - indicando i libri 'successivi a quelli di fisica' nell'ordinamento del corpus aristotelico realizzato da Andronico nel I sec. d.C.
"

metafisica come teologia, cioè come scienza del soprasensibile, dell'essere più alto e perfetto dal quale tutti gli altri esseri dipendono ( dottrina dell'Atto puro o Motore immobile).

metafisica come ontologia, cioè come scienza che studia i caratteri fondamentali dell'essere in generale ossia dell'essere in quanto essere (dottrina della sostanza), che nelle sue determinazioni è oggetto di tutte le altre scienze.

La metafisica è quella parte della filosofia che, andando oltre gli elementi contingenti dell'esperienza sensibile,[1] si occupa degli aspetti ritenuti più autentici e fondamentali della realtà, secondo la prospettiva più ampia e universale possibile.[2] Essa mira allo studio degli enti «in quanto tali» nella loro interezza,[3] a differenza delle scienze particolari che, generalmente,[4] si occupano delle loro singole determinazioni empiriche, secondo punti di vista e metodologie specifiche.
Nel tentativo di superare gli elementi instabili, mutevoli, e accidentali dei fenomeni, la metafisica concentra la propria attenzione su ciò che considera eterno, stabile, necessario, assoluto, per cercare di cogliere le strutture fondamentali dell'essere. In quest'ottica, i rapporti tra metafisica e ontologia sono molto stretti, tanto che sin dall'antichità si è soliti racchiudere il senso della metafisica nell'incessante ricerca di una risposta alla domanda metafisica fondamentale «perché l'essere piuttosto che il nulla?».[5]
All'ambito della ricerca metafisica tradizionale appartengono problemi quali la questione dell'esistenza di Dio, dell'immortalità dell'anima, dell'essere "in sé",[6] dell'origine e il senso del cosmo, nonché la questione dell'eventuale relazione fra la trascendenza dell'Essere e l'immanenza degli enti materiali (differenza ontologica).


Read more: http://atei.forumitalian.com/t5227p140-la-differenza-fra-l-animale-uomo-e-gli-altri#ixzz2UcRhIlu1
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da silvio il Mar 28 Mag - 20:08

Da come hai postato il termine metafisica appartiene al soprasensibile, soprannaturale, ma forse anche il ragionamento logico potrebbe appartenere alla metafisica, in quanto astratto.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Paolo il Mar 28 Mag - 20:12

Silvio non è che ho postato io così, è questo il significato che ha !! Il resto sono poi delle varie elaborazioni che vengono fatte in modo più o meno corretto.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da silvio il Mar 28 Mag - 20:25

Paolo ha scritto:
Silvio non è che ho postato io così, è questo il significato che ha !! Il resto sono poi delle varie elaborazioni che vengono fatte in modo più o meno corretto.

Ne prendo atto.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 20:50

silvio ha scritto:
Paolo ha scritto:
Silvio non è che ho postato io così, è questo il significato che ha !! Il resto sono poi delle varie elaborazioni che vengono fatte in modo più o meno corretto.

Ne prendo atto.

troppo fiducioso... meglio controllare la fonte...
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Minsky il Mar 28 Mag - 21:14

Masada78 ha scritto:E’ un dato di fatto che il contrasto scienza/metafisica...
Direi che queste posizioni sono state a loro volta superate dagli studi di filosofia cognitiva (anche nota come "filosofia della mente"). Si leggano: Hilary Putnam, Williams, Williamson, Kripke, Fodor, Quine, Peirce...


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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Paolo il Mar 28 Mag - 21:20

Masada78 ha scritto:
silvio ha scritto:
Paolo ha scritto:
Silvio non è che ho postato io così, è questo il significato che ha !! Il resto sono poi delle varie elaborazioni che vengono fatte in modo più o meno corretto.

Ne prendo atto.

troppo fiducioso... meglio controllare la fonte...

Wiki

www.metafisica.it

wink..
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 21:22

La metafisica non esiste.

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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Paolo il Mar 28 Mag - 21:23

Se è per quello anche dio non esiste però il mondo è pieno di chiese!!
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 21:27

Minsky ha scritto:
Masada78 ha scritto:E’ un dato di fatto che il contrasto scienza/metafisica...
Direi che queste posizioni sono state a loro volta superate dagli studi di filosofia cognitiva (anche nota come "filosofia della mente"). Si leggano: Hilary Putnam, Williams, Williamson, Kripke, Fodor, Quine, Peirce...


e perchè mai?

quine, per esempio, dice cose di questo tipo:
La tesi centrale che sta alla base della indeterminatezza della traduzione e di altri sviluppi dell'opera di Quine è costituita dalla relatività ontologica e dalla teoria correlata dell'olismo della conferma. La premessa dell'olismo della conferma è che tutte le teorie di quello che esiste (e le affermazioni derivate nel loro ambito) non sono sufficientemente determinate dai dati empirici (dati, dati sensoriali, evidenza); ogni teoria con la sua interpretazione dell'evidenza è ugualmente giustificabile. Così la Weltanschauung degli dèi omerici secondo gli antichi greci è credibile quanto le onde elettromagnetiche del mondo dei fisici.
Per quanto riguarda la sua personale credenza, Quine chiarisce alla fine di Due dogmi dell'empirismo:
« In quanto empirista, continuo a considerare lo schema concettuale della scienza uno strumento, in definitiva, per predire l'esperienza futura alla luce di quella passata. Gli oggetti fisici sono introdotti dal punto di vista concettuale come utili intermediari - non tramite una definizione in termini di esperienza, ma semplicemente come postulati [posits] irriducibili, simili, dal punto di vista epistemologico, agli dèi di Omero. [...] Da parte mia, in quanto fisicalista laico, credo negli oggetti fisici e non negli dèi di Omero; e ritengo che sia un errore scientifico fare altrimenti. Ma dal punto di vista del fondamento epistemologico, gli oggetti fisici e gli dèi di Omero differiscono solo quanto al grado e non quanto al genere. Entrambi i tipi di entità entrano nella nostra concezione soltanto come presupposti culturali. »
(dalla raccolta "Da Un punto di vista logico", p. 62.)
Il relativismo ontologico di Quine lo conduce a concordare con Pierre Duhem quando ritiene che per ogni collezione di evidenza empirica ci sarebbero sempre molte teorie in grado di renderne conto, di inquadrarla. Quindi non è possibile verificare o falsificare una teoria semplicemente confrontandola con l'evidenza empirica; la teoria può sempre essere salvata con qualche modifica. Per Quine il pensiero scientifico ha formato una rete coerente nella quale ogni parte potrebbe essere alterata alla luce dell'evidenza empirica e nella quale nessuna evidenza empirica potrebbe costringere alla revisione di una parte.


http://it.wikipedia.org/wiki/Willard_Van_Orman_Quine#Olismo_della_conferma_e_relativit.C3.A0_ontologica

smonta con le osservazioni di quine il primo post di apertura.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 21:32

Paolo ha scritto:Se è per quello anche dio non esiste però il mondo è pieno di chiese!!

E di Masada wink..

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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 22:13

Masada78 ha scritto:Per Quine il pensiero scientifico ha formato una rete coerente nella quale ogni parte potrebbe essere alterata alla luce dell'evidenza empirica e nella quale nessuna evidenza empirica potrebbe costringere alla revisione di una parte.

http://it.wikipedia.org/wiki/Willard_Van_Orman_Quine#Olismo_della_conferma_e_relativit.C3.A0_ontologica


del pezzo di quine non sono concorde praticamente solo in questa parte.
mi va bene se intende scienze dure, ma non se amplia a scienze umane, meno ancora se apre a politica, etica, estetica,... comunque dimensioni del sapere e della esperienza umana che a buon diritto meritano lo sforzo e l'applicazione della ragione e una pretesa di coerenza con il sapere globale.

esempio:
non si può con un riduzionismo scientista arrivare a sostenere il meccanicismo umano, e poi dichiarare nella DUDU l'uomo come libero...

ci deve essere coerenza perchè sia razionale...
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 22:15

Masada78 ha scritto:

del pezzo di quine non sono concorde praticamente solo in questa parte.
mi va bene se intende scienze dure, ma non se amplia a scienze umane, meno ancora se apre a politica, etica, estetica,... comunque dimensioni del sapere e della esperienza umana che a buon diritto meritano lo sforzo e l'applicazione della ragione e una pretesa di coerenza con il sapere globale.

esempio:
non si può con un riduzionismo scientista arrivare a sostenere il meccanicismo umano, e poi dichiarare nella DUDU l'uomo come libero...

ci deve essere coerenza perchè sia razionale...

Nel grassettato non ne vedo.

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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 22:24

confutate la metafisica di cui trattano questi testi e le domande da questi sottese.

Akka ha scritto:va be ma neanche ''assoluto''...sarebbe ''oggettivo'', in qualche modo la fisica delle particelle elementari è metafisica, il fatto che molte(tutte) le religioni abbiano un aspetto dottrinario(e cioè un fondamento metafisico che le giustifichi) non significa che sia condannare tout court...


per esempio Aristotele parlava di ''sostanza'' e di ''accidenti''
la sostanza è il sostrato immutabile da cui origina il ''muovomento'', se n'è già discusso...


sorprendentemente nella fisica del novecento si è giunti ad una visione molto vicina a quella aristotelica, e per via sperimentale per giunta!! siamo giunti alla determinazione di alcune ''costanti di natura''(cioè il sostrato immobile, la sostanza), che sono la base per analizzare le forze fondamentali dell' universo, come la gravità, l' interazione nucleare forte, quella debole, e l' elettromagnetismo


queste forze fondamentali sono quelle che noi utilizziamo per descrivere il ''muovimento''!!! ma queste perderebbero di valore conoscitivo se fossero fondate su qualcosa di mutevole a sua volta!!


insomma le costanti della natura sono dei parametri oggettivi non antropocentrici, che ogni forma di vita intelligente nell' universo potrebbe condividere!! perché non sono come il sistema metrico, che nasce da esigenze umane, ma fa riferimento ad alcuni valori presunti ''immutabili''

insomma, neppure la velocità della luce è una costante ''vera'', perché dobbiamo sempre ridurla a un parametro antropocentrico, per esempio il secondo e il metro!! se però riusciamo(e infatti si fa) attraverso operazioni algebriche a semplificare l' unità di misura(moltiplicando per oppurtune quantità anch' esse ''fondamentali'', bo, per esempio la carica dell elettrone) allora otteniamo un numero puro che sarà la vera costante di natura!! einstein le chiava con le lettere greche asteriscate per esempio!


queste costanti sono quelle reali, e non dipendono da necessità umane di ordine pratico, sarebbero dunque comprensibili a chiunque in qualunque spazio e tempo(non proprio a dire il vero, ci sono dei limiti, stabiliti dalle costanti stesse!!)


a partire da questo sostrato costante, noi possiamo spiegare i fenomeni fisici, sempre stando dentro ai limiti che le costanti impongono


ed è esattamente quello cui era giunto Aristotele col solo ragionamento, aveva detto che era necessario formulare l' esistenza di una sostanza generalizzata e costituente di tutte le cose, su cui fondare la conoscenza dei comportamenti degli enti particolari(che lui chiamava entelecheia)


e questa è la metafisica come la intende Aristotele!!! non serve essere religiosi per elaborare una metafisica, c'è chi con fini strettamente gnoseologici, anche se è vero che quasi tutte le religioni hanno un aspetto dottrinario, cioè metafisico, che le giustifichi, o che ci provi...


non c'entra col tread, ma mi pare che si faccia confusione sul significato di metafisica, il significato autentico intendo, oggi la parola viene usata a titolo dispregiativo, come da voi adesso, ma non è intrinsecamente negativa o per servire le elite religiose o per asservire la masse ai potenti attraverso il principio d' autorità!! questo mi piacerebbe fosse chiaro...cioè sembra un tabù la metafisica!!!


ps non puoi mettermi la carfagna!!! m' ammazzi così!
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 22:25

Masada78 ha scritto:http://www.filosofiablog.it/filosofia-analitica/agassi-tra-metafisica-e-scienza/
Spoiler:

"anche per Agassi la metafisica ha un ruolo importante nella nascita di una teoria scientifica.
Agassi si pone questo problema filosofico:
che cos’è che decide quali sono i problemi fondamentali per la ricerca scientifica?
e la risposta che si dà è: i problemi metafisici della stessa epoca, ovvero si cercano risultati scientifici a questioni metafisiche .
In particolare, secondo Agassi, le teorie metafisiche sono “visioni sulla natura delle cose” e appartengono al dibattito scientifico come “idee regolative” che forniscono dei quadri per la scienza (frameworks for science): se il quadro si fa troppo stretto, lo si supera, dando luogo al progresso scientifico.
A questo punto emerge un problema, legato al maestro di Agassi, Popper, ovvero che
le dottrine metafisiche non sono criticabili come avviene per le dottrine scientifiche nella concezione della controllabilità di Popper
Agassi propone due soluzioni al problema:
Ok, le dottrine metafisiche non sono criticabili come le teorie scientifiche, non c’è nessun esperimento che le convalidi o invalidi, ma si può tentare un approccio metodologico simile:
Poniamo di avere due diverse metafisiche, che offrono due diverse interpretazioni dei fatti. Ognuna delle due metafisiche porta a una teoria scientifica, ma una delle due teorie viene invalidata da un esperimento. La metafisica che fonda la teoria scientifica invalida viene così abbandonata a sua volta.
in secondo luogo, se Popper afferma che si fa ricerca scientifica per controllare ipotesi altamente controllabili, per Agassi la scienza controlla ipotesi metafisicamente rilevanti e quindi poco o per niente controllabili.
In definitiva per Agassi la controllabilità di Popper è un “residuo del pregiudizio positivista” che generalizza mettendo insieme metafisica, superstizione e pseudoscienza: da quest’ultima la metafisica si distingue, per Agassi, perchè la pseudo scienza fa un uso “metodologicamente sconsiderato di istanze confermanti”.
Un esempio di questa visione della metafisica nello sviluppo del pensieri scientifico, secondo Agassi, la darebbe Faraday, che respinge al teoria di Newton partendo dalla propria metafisica."



sicuri di sapere cosa sia la metafisica?
perchè fate strane equazioni:
metafisica=dio=fantasia=irreale=inutile=dannosa=da eliminare=eliminabile...?

vi sembra di razionalizzare correttamente?

ragionare è spesso scovare differenze, de-finire, non fare di un erba un fascio.

assorbire le differenze, ridurre, lo fanno gli orientali quando riassorbono il paradosso nell'unità del tao, o del atman/brahaman... o hegel, con il suo astuto giochino tesi-antitesi->sintesi, che "razionalizzando", pare dar ragione di tutto, seppur giochi col paradosso...
chi è quindi irrazionale?
chi sostiene il "non vero" razionalmente?
chi riduce le differenze, o chi va a scovare le aporie pretendendo, fiducioso nella ragione, di descrivere meglio la realtà?

se vogliamo parlare di affetto, bisogni, differenza fra l'animale uomo e gli altri, facciamo tutti implicitamente "metafisica", semplicemente non esplicitiamo i principi, per questo non ci accorgiamo di aderire a metafisiche incoerenti, che in politica seguono un principio, altre conclusioni in una ramo della psicologia, altro in psichiatria, altro sotto la lente sociologica, tutt'altro in pedagogia... diverse facce di un solido di cui non sappiamo dare un nome e una definizione coerente unitaria, necessaria, seppure ne abbiamo codificato il dna.
tuttavia questo ad alcuni non scompone, perchè, anche se da una parte manifestano una una rigida razionalità scientifica, tuttavia non si curano che le istanze assiomatiche e paradigmatiche rispondano a una coerenza di insieme, quasi come se la ragione sia normale fidarsi ad usarla per le quantità, ma inutile e folle per tutto il sistema dei sistemi, il "meta"-metodo, il discorso sul metodo del metodo.


che è molto oltre la metafisica di aristotele


è definire un macrosistema che renda ragione di tutti gli altri sistemi-saperi...

è in fondo lo stesso impulso della ragione, a portare a uno, a definire il molteplice nell'unità, a descrivere e prevedere il mutamento, che muove anche la fisica nella ricerca della legge unificante, o qualsiasi scienza a passare da molteplici fenomeni-misurazioni, a una legge.


cosa è razionale, cosa non è razionale?
perchè si pretende che ciò che è razionale sia + vero?
perchè si riduce il razionale al solo scientifico, quando il metodo scientifico stesso deve la sua origine a un intreccio di verità scoperte con un ragionare filosofico, quindi in grado di scoprire "verità" e metodi per scoprire "verità"?

come avviene un processo induttivo?
in cosa consiste la sua pretesa di verità?

come si... ragiona?




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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 22:28

Masada78 ha scritto:confutate la metafisica di cui trattano questi testi e le domande da questi sottese.

Akka ha scritto:va be ma neanche ''assoluto''...sarebbe ''oggettivo'', in qualche modo la fisica delle particelle elementari è metafisica, il fatto che molte(tutte) le religioni abbiano un aspetto dottrinario(e cioè un fondamento metafisico che le giustifichi) non significa che sia condannare tout court...


per esempio Aristotele parlava di ''sostanza'' e di ''accidenti''
la sostanza è il sostrato immutabile da cui origina il ''muovomento'', se n'è già discusso...


sorprendentemente nella fisica del novecento si è giunti ad una visione molto vicina a quella aristotelica, e per via sperimentale per giunta!! siamo giunti alla determinazione di alcune ''costanti di natura''(cioè il sostrato immobile, la sostanza), che sono la base per analizzare le forze fondamentali dell' universo, come la gravità, l' interazione nucleare forte, quella debole, e l' elettromagnetismo


queste forze fondamentali sono quelle che noi utilizziamo per descrivere il ''muovimento''!!! ma queste perderebbero di valore conoscitivo se fossero fondate su qualcosa di mutevole a sua volta!!


insomma le costanti della natura sono dei parametri oggettivi non antropocentrici, che ogni forma di vita intelligente nell' universo potrebbe condividere!! perché non sono come il sistema metrico, che nasce da esigenze umane, ma fa riferimento ad alcuni valori presunti ''immutabili''

insomma, neppure la velocità della luce è una costante ''vera'', perché dobbiamo sempre ridurla a un parametro antropocentrico, per esempio il secondo e il metro!! se però riusciamo(e infatti si fa) attraverso operazioni algebriche a semplificare l' unità di misura(moltiplicando per oppurtune quantità anch' esse ''fondamentali'', bo, per esempio la carica dell elettrone) allora otteniamo un numero puro che sarà la vera costante di natura!! einstein le chiava con le lettere greche asteriscate per esempio!


queste costanti sono quelle reali, e non dipendono da necessità umane di ordine pratico, sarebbero dunque comprensibili a chiunque in qualunque spazio e tempo(non proprio a dire il vero, ci sono dei limiti, stabiliti dalle costanti stesse!!)


a partire da questo sostrato costante, noi possiamo spiegare i fenomeni fisici, sempre stando dentro ai limiti che le costanti impongono


ed è esattamente quello cui era giunto Aristotele col solo ragionamento, aveva detto che era necessario formulare l' esistenza di una sostanza generalizzata e costituente di tutte le cose, su cui fondare la conoscenza dei comportamenti degli enti particolari(che lui chiamava entelecheia)


e questa è la metafisica come la intende Aristotele!!! non serve essere religiosi per elaborare una metafisica, c'è chi con fini strettamente gnoseologici, anche se è vero che quasi tutte le religioni hanno un aspetto dottrinario, cioè metafisico, che le giustifichi, o che ci provi...


non c'entra col tread, ma mi pare che si faccia confusione sul significato di metafisica, il significato autentico intendo, oggi la parola viene usata a titolo dispregiativo, come da voi adesso, ma non è intrinsecamente negativa o per servire le elite religiose o per asservire la masse ai potenti attraverso il principio d' autorità!! questo mi piacerebbe fosse chiaro...cioè sembra un tabù la metafisica!!!


ps non puoi mettermi la carfagna!!! m' ammazzi così!

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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Masada il Mar 28 Mag - 22:30

Rasputin ha scritto:

Facile. Massa di puttanate.

uahh uahh uahh uahh

sei fantastico.
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 22:32

Masada78 ha scritto:
Rasputin ha scritto:

Facile. Massa di puttanate.

uahh uahh uahh uahh

sei fantastico.

Ormai lo sai che ti voglio bene

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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da silvio il Mar 28 Mag - 22:36

Il pensiero in generale dove lo collocate ?
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Re: Metafisica e scienza

Messaggio Da Rasputin il Mar 28 Mag - 22:37

silvio ha scritto:Il pensiero in generale dove lo collocate ?

Nei neuroni.

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