...e se le cose cominciassero a precipitare?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da jessica il Mar 9 Lug - 12:01

ma questa raccolta di sfighe cosmiche dovrebbe rappresentare una carrellata di segni premonitori che ci condurrà a pioggia di fuoco e angelo della morte oppure il tutto finirà per un aumento esponenziale delle sfighe umane causate dall'uomo stesso?
cioè, voglio sapere, la fine del mondo sarà coreografica o "normale"?
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da don alberto il Mar 9 Lug - 12:32

intanto aumenterà la benzina
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da BestBeast il Mar 9 Lug - 12:37

Mostrare preoccupazione facendo sentire la vicinanza ed il sostegno, per dinamiche che non ci riguardano affatto, è veramente un bel gesto, ti ringrazio.
inchino

BestBeast
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da SergioAD il Mar 9 Lug - 15:02

Una riflessione.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Lun 19 Ago - 9:21

Un po' di catastrofismo per iniziare bene la settimana... mgreen 

MONEYNEWS ha scritto:
Billionaire Tells Americans to Prepare For 'Financial Ruin'

The United States could soon become a large-scale Spain or Greece, teetering on the edge of financial ruin.

That’s according to Donald Trump, who painted a very ugly picture of where this country is headed. Trump made the comments during a recent appearance on Fox News’ “On the Record with Greta Van Susteren.”

According to Trump, the United States is no longer a rich country. “When you’re not rich, you have to go out and borrow money. We’re borrowing from the Chinese and others. We’re up to $16 trillion in debt.”

He goes on to point out that the downgrade of U.S. debt is inevitable.

“We are going up to $16 trillion [in debt] very soon, and it’s going to be a lot higher than that before he gets finished. When you have [debt] in the $21-$22 trillion, you are talking about a downgrade no matter how you cut it.”

Ballooning debt and a credit downgrade aren’t Trump’s only worries for this country. He says that the official unemployment rate of 8.2 percent “isn’t a real number” and that the real figure is closer to 15 percent to 16 percent. He even mentioned that some believe the unemployment rate to be as high as 21 percent.

“Right now, frankly, the country isn’t doing well,” Trump added, “Recession may be a nice word.”

While 15 percent to 16 percent unemployment, a looming credit downgrade, and ballooning debt are a bleak outlook for the United States, they are hardly as alarming as the scenario laid out by another economist.

Without earning celebrity status or having his own television show, Robert Wiedemer did something else that grabbed headlines across the country: He accurately predicted the economic collapse that almost sank the United States.

In 2006, Wiedemer and a team of economists foresaw the coming collapse of the U.S. housing market, equity markets, private debt, and consumer spending, and published their findings in the book America’s Bubble Economy.

http://www.moneynews.com/Archives/Trump-Aftershock-American-Economy/2012/11/06/id/462985?PROMO_CODE=103FC-1

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mar 27 Ago - 19:06

Tecnicamente si definisce 'piano inclinato'...

Il secolo: per Damasco l'attacco di Israele é dichiarazione di guerra

"Israele torna a colpire in Siria : dopo l’attacco tra giovedì e
venerdì contro un carico d’armi - come riferito dalla stampa Usa - un
nuovo blitz è avvenuto stanotte. La notizia è stata diffusa dalla tv di Stato
siriana e confermata anche dall’agenzia di stampa, Sana.
Gli aggiornamenti
Siria punta i missili verso Israele. La Siria ha dispiegato batterie di
missili puntate verso Israele. Lo affermano «alte» fonti siriane citate dalla
tv Almayadin, emittente iraniana vicina agli Hezbollah che trasmette da
Beirut. Secondo le stesse fonti, la Siria ha intenzione di fornire alla
«resistenza libanese» nuovi armamenti di ogni genere
Israele chiude lo spazio aereo. Lo spazio aereo a nord di Israele sarebbe
stato chiuso al traffico civile. Lo riferisce la televisione commerciale
israeliana Canale 10. È dal 2006, all’epoca della guerra in Libano, che
Israele non chiudeva lo spazio aereo nel nord del Paese. La notizia non
è stata ancora confermata ufficialmente. Intanto si è appreso che la
compagnia aerea israeliana `Arkia´ ha cancellato fino a giovedì prossimo
tutti i collegamenti fra Haifa ed Eilat, nel sud di Israele.



http://m.ilsecoloxix.it/p/mondo/2013/05/05/APgQ2qRF-israele_altro_blitz.shtml
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 28 Ago - 7:18

Il Fatto: Siria, la diffidenza della Russia verso l'Occidente



" Le ragioni di fondo del
sostegno russo, sono essenzialmente due, secondo Allison: la prima riguarda il rischio che il
conflitto siriano si estenda non solo lungo la faglia tra sciiti e sunniti, ma anche al Caucaso
del nord. L’enfasi che più volte il ministro degli esteri di Mosca Sergei Lavrov ha messo sulla
presenza di miliziani caucasici tra le fila dei ribelli anti-Assad e in particolare tra le
formazioni jihadiste ne è una prova.
La seconda è una fondata diffidenza nei confronti degli interventi occidentali con il pretesto
della difesa dei civili. La recente esperienza libica l’ha rafforzata: dopo aver accettato la
risoluzione Onu 1973 che ha autorizzato l’intervento internazionale per proteggere i civili
libici, Mosca ha criticato il modo in cui è stata applicata, fino al rovesciamento del regime di
Gheddafi che, stando al testo della risoluzione, non era in agenda. Non incoraggiare ulteriori
“regime changes”, serve a Mosca sia a rassicurare gli altri governi autoritari “amici” (dalla
Bielorussia al Kazakistan, dall’ Uzbekistan all’Azerbaijan ), sia a prevenire l’eventuale
tentazione occidentale di preparare l’escalation contro l’Iran, per la Russia un alleato molto
più importante, o perfino di replicare il “modello Tahrir ” anche sulla Piazza Rossa. La vera
preoccupazione del Cremlino , quindi, è che la Siria sia solo una tappa. Che la via di Damasco,
insomma, possa condurre fino a Mosca."



http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/27/mosca-legame-con-siria-tra-vendita-di-armi-e-diffidenza-verso-occidentali/693163/
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 28 Ago - 7:20

Come la vedete la Piazza Rossa acconciata come Piazza Tahrir?


In genere in Russia capitano cose impossibili in qualsiasi altro luogo del mondo.


:-/
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 28 Ago - 7:26

Se Sparta piange Atene...

Limes: L'incubo turco del Kurdistan

" Se è vero che Erdoğan si è spinto già abbastanza lontano, concedendo una base logistica sicura
all’opposizione - politica e armata - al regime di Assad e dichiarando ufficialmente in più di
un’occasione che quel regime non ha più alcuna legittimità, d’altro canto deve anche dosare il
suo interventismo, con una realistica cautela. Uno dei freni più grandi a un intervento diretto
riguarda proprio la questione della minoranza curda. Con l’esempio di un Kurdistan iracheno
sempre più protagonista delle politiche regionali e sempre più autonomo rispetto al governo
centrale di Baghdad, cosa potrebbe accadere al Kurdistan siriano?
Un’ipotesi è che i curdi siriani possano, magari con l’aiuto dello stesso governo regionale curdo
iracheno, costituirsi in una sorta di nuova enclave all’interno della Siria, proprio sul modello dei
loro vicini orientali. I presupposti - malgrado le spaccature interne - sembrano esserci: alcune
milizie curde sarebbero già nel pieno controllo delle aree nord-occidentali della Siria (quella a
maggioranza curda a ridosso di Turchia e Iraq). In un ipotetico scenario post-Assad, la
minoranza curda è l’unica che potrebbe trovare un interesse comune immediato nel costituire
una propria autonomia, in un mare di lacerazioni intestine.
Questa ipotesi comporterebbe per Ankara un doppio incubo. Prima di tutto l’eventualità che,
mossi dal successo degli esempi iracheno e siriano, anche i curdi turchi tornino a lottare in
maniera più decisa per una propria autonomia - anche senza arrivare ad ipotizzare un Kurdistan
indipendente e unito. In secondo luogo, direttamente connessa a questo scenario, l’eventualità
che il Kurdistan siriano possa diventare, proprio come oggi lo è quello iracheno, una nuova base
da cui il Pkk sarebbe in grado di minacciare la Turchia: un secondo fronte della guerra curdo-
turca."


temi.repubblica.it/limes/i-curdi-di-siria-spaventano-la-turchia/38261?printpage=undefined



:-(
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 28 Ago - 10:57

holubice ha scritto:...
Ottime analisi, Holu. ok

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Gio 29 Ago - 8:45

Milano Finanza ha scritto:28/08/2013 8.03

Siria: ecco chi guadagna coi venti di guerra

MILANO (MF-DJ) -- Le minacce di Obama e Cameron di un imminente attacco contro Assad ieri hanno fatto salire il prezzo del petrolio per i pericoli di un'estensione del conflitto, e depresso i mercati azionari. Se la guerra è una catastrofe per i più, è un business molto redditizio per alcuni. Secondo il rapporto 2013 del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), i 100 maggiori contractor mondiali hanno ricavato nel 2011 dalla vendita di armi e servizi alle varie forze armate 410 mld di dollari, con i primi dieci che pesano per la metà del totale (208 mld). Il loro andamento sui listini ieri è stato debole, ma in caso di conflitto, secondo gli analisti, le quotazioni ne potrebbero beneficiare.

Al top, scrive MF, c'è il colosso Lockheed Martin, che capitalizza a Wall Street 40,2 mld di dollari, e ha registrato un total return a un anno del 42,5%. Il taglio di 85 mld di dollari della spesa federale Usa negli armamenti non ha inciso negativamente sui conti del gruppo, che ha rivisto al rialzo le stime sull'utile di fine anno, mentre ha mantenuto invariate quelle sul fatturato (44,5-46 mld di dollari).

Al secondo posto in classifica c'è Boeing che a fine luglio ha migliorato le previsioni 2013 su profitti e giro d'affari. III° invece l'inglese Bae System, che sul mercato Otc Usa capitalizza 22,5 mld di dollari, che è cresciuta in un anno del 46%.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Dom 1 Set - 12:11

[quote="Minsky"]
Milano Finanza ha scritto:..Secondo il rapporto 2013 del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), i 100 maggiori contractor mondiali hanno ricavato nel 2011 dalla vendita di armi e servizi alle varie forze armate 410 mld di dollari, con i primi dieci che pesano per la metà del totale (208 mld). Il loro andamento sui listini ieri è stato debole, ma in caso di conflitto, secondo gli analisti, le quotazioni ne potrebbero beneficiare...
L'ipocrisia più insopportabile è la parola 'contractors', volta a mascherare e edulcorare il buon vecchio mercenario...



Il Graffio: Contractors, la guerra in appalto

"Il CentCom stimava nel 2006 in 100.000 i contractors presenti in Iraq, saliti poi a 160.000 nel 2007, l’equivalente delle truppe Usa presenti in quel teatro, di cui almeno 40 – 50 mila armati e dediti alla difesa di obiettivi umani, infrastrutture e operazioni d’appoggio a Cia e Jsoc-Comando Operazioni Speciali .
Il giro d’affari stimato annualmente supera centinaia di miliardi di dollari, il solo Dipartimento della Difesa Usa spende 375 miliardi l’anno, i ricavi per queste nuove imprese sono elevatissimi, se consideriamo che per proteggere obiettivi importanti, si arriva a pagare dai 1000 ai 2000 dollari al giorno per contractor.(continua)"


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Dom 1 Set - 12:39

Massimo Fini sulla Siria e l’intervento degli Stati Uniti



"Chi finanzia i ribelli?
Li finanziano l’Arabia Saudita, la Francia, gli stessi Stati Uniti. Siccome utilizzano la loro potenza dietro lo schermo della moralità, il fatto che sia possibile che Assad abbia usato armi chimiche li costringe a intervenire, Obama aveva tracciato una linea rossa, ma chi lo autorizza a tracciare linee rosse in altri paesi? Gli americani hanno sfondato un principio di diritto internazionale che era valso fino a qualche decennio fa, della non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. I diritti umani sono il grimaldello con cui in realtà intervengono dove vogliono e quando vogliono, anche perché non hanno più contraltare, la Russia non è più una superpotenza.

Siamo costretti a rimpiangere tutto, anche la vecchia e cara Unione Sovietica, perché almeno faceva da muro alla poi potenza di costoro. La cosa curiosa, che in questa diciamo compagnia di gente molto morale, molto democratica, c’è l’Arabia Saudita che è nota per essere un Paese rispettoso dei diritti umani, soprattutto quelli delle donne, quindi già questo dice quale sia la vera situazione?

Gli inglesi hanno responsabilità enormi in Medio Oriente, se tu vai, per esempio, aTeheran senti dire morte agli inglesi, comprendono anche gli americani, ma in particolare gli inglesi, perché? Perché hanno fatto il bello e cattivo tempo per un secolo in quella regione, potenza coloniale come erano. Mi ricordo che il sindaco di Londra, Livingstone, molto amato dai sui cittadini, dopo gli attentati londinesi, di qualche anno fa (attribuiti a Al Qaeda, in realtà erano terroristi locali) disse “Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese“."





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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Dom 1 Set - 13:16

holubice ha scritto:...
good post quoto.. 

ANSA ha scritto:01 settembre, 14:53

Siria: media, Gb esportò gas dopo rivolta

Deputati furiosi, chiedono spiegazioni al governo

LONDRA, 1 SET - Londra permise la vendita alla Siria di agenti chimici utilizzati per la composizione di gas nervino, attraverso la concessione di licenze autorizzata da un ministro del governo, 10 mesi dopo l'inizio delle rivolte nel Paese. Lo rivela oggi il giornale scozzese Sunday Mail, affermando che parlamentari furiosi sono determinati a chiedere spiegazioni al governo.
Quindi: prima si vende il gas nervino, poi si bombarda perché viene usato. :si si:

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da *Valerio* il Dom 1 Set - 16:48

Film già visti altrove.

Potrebbero mettere sui contratti una roba tipo:
solo collezionabile o da usare per suicidarsi mgreen

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Dom 1 Set - 16:56

senza l'industria bellica non ci sarebbero le guerre
attualmente è così, ci sarebbero molti altri metodi anche più efficaci per risolvere le questioni, ma vendendo armi a tutti si fanno soldi e si creano le opportunità per far deflagrare un conflitto quando occorre.
C'è un bel film con Nicholas Cage, basato sulla storia vera di un trafficante d'armi, che lo spiega molto bene.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da *Valerio* il Dom 1 Set - 17:13

LOL boxed 


http://www.articolotre.com/2013/09/i-ribelli-siriani-ammettono-che-il-sarin-e-responsabilita-loro-si-e-trattato-di-un-incidente/201039

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da delfi68 il Lun 2 Set - 1:38

gente di merda..ma che li lascino scannare tra di loro..
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da jillo il Lun 2 Set - 13:38

Agli occhi dei potentati gli uomini, la loro vita e dignità, non hanno valore.
Sono semplici cose da utilizzare, da filmare, da far parlare, da fotografare, da distruggere o difendere solo e nella misura in cui questo uso strumentale degli uomini può contribuire a soddisfare interessi economici e politici dei primi.
Non mi sono ancora ben chiari i motivi per cui Usa, in parte Europa e Medioriente sostengono le ragioni della guerra.
Leggo di interessi indiretti, di interessi economici, di questioni di prestigio, di gasdotti,  di vendita di armi, di accesso al mediterraneo ...
Pazzesco come si possa valutare di ripetere gli orrori della guerra sulla scorta di queste "ragioni".
Ma esiste un ragionevole motivo per cui si possano sensatamente sterminare uomini con le loro famiglie, affetti, le loro storie, progetti, ricordi?

I cattolici si atterranno all'invito della preghiera e del digiuno.
Mi piacerebbe sentire anche i non credenti protestare, alla loro maniera, contro l'assurdo delle armi rivolte contro l'uomo.

jillo
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Lun 2 Set - 14:13

jillo ha scritto:...
Caro Jillo, la nostra civiltà dipende dal petrolio e dal gas. Tutto il resto sono bubbole. Soprattutto la preghiera e il digiuno, che non servono proprio a un cazzo. Piuttosto sarebbe ora di cominciare a pensare se, per far sopravvivere la specie umana, non si debba studiare il modo di limitarne l'impatto sul pianeta, magari smettendo di riprodursi come conigli. La conigliera è diventata stretta, molto stretta.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da jillo il Lun 2 Set - 14:41

Minsky ha scritto:
jillo ha scritto:...
Caro Jillo, la nostra civiltà dipende dal petrolio e dal gas. Tutto il resto sono bubbole. Soprattutto la preghiera e il digiuno, che non servono proprio a un cazzo. Piuttosto sarebbe ora di cominciare a pensare se, per far sopravvivere la specie umana, non si debba studiare il modo di limitarne l'impatto sul pianeta, magari smettendo di riprodursi come conigli. La conigliera è diventata stretta, molto stretta.
... e dopo questa lezione da ateo a credente sulla corretta applicazione dell'uso della ragione, che mi vuoi dire?

che una guerra di portata mondiale potrebbe contribuire ad alleggerire il pianeta di qualche milione di conigliastri di troppo?

So bene su cosa si reggono le nostre economie.
Ma la vita dell'uomo non è una bubbola.
In caso di intervento militare in Siria il rischio che la situazione sfugga di mano e la guerra coinvolga altre nazioni, questa volta, non è così remoto.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da primaverino il Lun 2 Set - 14:48

Minsky ha scritto:
jillo ha scritto:...
Caro Jillo, la nostra civiltà dipende dal petrolio e dal gas. Tutto il resto sono bubbole. Soprattutto la preghiera e il digiuno, che non servono proprio a un cazzo. Piuttosto sarebbe ora di cominciare a pensare se, per far sopravvivere la specie umana, non si debba studiare il modo di limitarne l'impatto sul pianeta, magari smettendo di riprodursi come conigli. La conigliera è diventata stretta, molto stretta.
Su questo punto non posso che concordare. Il problema demografico (peraltro oggetto di apposito thread) è impellente.
Ma temo si compenetri proprio con il concetto di "civiltà" che giustamente definisci "nostra" (presumo nel senso di "occidentale").
Siamo certi che al di fuori del nostro ambito culturale tale modello di sviluppo sia da ritenersi comunque auspicabile?
Coloro che vivono ancora in società di tipo tribale (giusto per fare un esempio) anelano anche loro al nostro modello organizzativo?
Spesso mi è capitato di leggere, qui sul forum, che altre culture, per lo più obnubilate da assurdi precetti religiosi, stentino a decollare a causa di ciò e che il progresso ne risulterebbe penalizzato...
Non dissento da tale affermazione, bada bene, semplicemente domando: quanti dovremmo essere, qui sul Pianeta, per vivere tutti all'Occidentale? (strade asfaltate, case di cemento armato, riscaldamento a metano, climatizzatore in tutte le stanze, automobili, telefonini, tecnologia "prét-a-porter", ricerca finanziata ad hoc, allungamento della vita media/aspettativa di vita, (*) mortalità infantile ridotta a livelli "fisiologici", innalzamento del livello di istruzione, automazione, agricoltura meccanizzata e razionalizzata [nel pieno rispetto dell'Ambiente, of course], diminuzione proporzionale della "fatica fisica" [lavorare stanca...] condivisione dell'istruzione ai massimi livelli, benessere diffuso etc.?).

(*) Se da domani campiamo tutti cent'anni e si fa un figlio per donna, nel frattempo che si raggiunge il "numero di abitanti ideale" chi li mantiene tutti sti vecchi?
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Messaggio Da jillo il Lun 2 Set - 15:13

primaverino ha scritto:
Minsky ha scritto:
jillo ha scritto:...
Caro Jillo, la nostra civiltà dipende dal petrolio e dal gas. Tutto il resto sono bubbole. Soprattutto la preghiera e il digiuno, che non servono proprio a un cazzo. Piuttosto sarebbe ora di cominciare a pensare se, per far sopravvivere la specie umana, non si debba studiare il modo di limitarne l'impatto sul pianeta, magari smettendo di riprodursi come conigli. La conigliera è diventata stretta, molto stretta.
Su questo punto non posso che concordare. Il problema demografico (peraltro oggetto di apposito thread) è impellente.
Ma temo si compenetri proprio con il concetto di "civiltà" che giustamente definisci "nostra" (presumo nel senso di "occidentale").
Siamo certi che al di fuori del nostro ambito culturale tale modello di sviluppo sia da ritenersi comunque auspicabile?
Coloro che vivono ancora in società di tipo tribale (giusto per fare un esempio) anelano anche loro al nostro modello organizzativo?
Spesso mi è capitato di leggere, qui sul forum, che altre culture, per lo più obnubilate da assurdi precetti religiosi, stentino a decollare a causa di ciò e che il progresso ne risulterebbe penalizzato...
Non dissento da tale affermazione, bada bene, semplicemente domando: quanti dovremmo essere, qui sul Pianeta, per vivere tutti all'Occidentale? (strade asfaltate, case di cemento armato, riscaldamento a metano, climatizzatore in tutte le stanze, automobili, telefonini, tecnologia "prét-a-porter", ricerca finanziata ad hoc, allungamento della vita media/aspettativa di vita, (*) mortalità infantile ridotta a livelli "fisiologici", innalzamento del livello di istruzione, automazione, agricoltura meccanizzata e razionalizzata [nel pieno rispetto dell'Ambiente, of course], diminuzione proporzionale della "fatica fisica" [lavorare stanca...] condivisione dell'istruzione ai massimi livelli, benessere diffuso etc.?).

(*) Se da domani campiamo tutti cent'anni e si fa un figlio per donna, nel frattempo che si raggiunge il "numero di abitanti ideale" chi li mantiene tutti sti vecchi?
Cosa c'entra il problema della questione demografica, del quale siamo più o meno tutti a conoscenza, correlato, così come sollevato da Minsky, con una possibile ed imminente guerra alle nostre porte?
Se fosse il 3d dedicato al sovraffollamento mondiale, o all'utilizzo delle risorse ambientali intenderei l'intervento di Minsky in un certo modo.
Questo è però nel 3d avente ad oggetto "e se le cose cominciassero a precipitare?"
e purtroppo intendo le sue righe diversamente, e penso che il senso di queste non sia da ricercare nell'intento del suo autore di ragguagliarci sulla questione demografica.
Viviamo di petrolio e gas! siamo in troppi! tutto il resto sono bubbole! Una guerra è alle porte... approfittiamone!

Io non la penso così.. Non penso che tutto il resto siano bubbole.
Penso che stiamo invece perdendo il "senso" dello stare al mondo e di tutta la nostra esistenza.
Il materialismo culturale, la logica dell'utile e del profitto sono principi ormai tanto radicati nella nostra cultura che non ci rendiamo nemmeno conto di aver perso la strada che ci conduce al senso della vita. Viviamo di bisogni biologici e di bisogni artificiali generati dalla società.
Noi ci stiamo bevendo tutto.

Caro Minsky, con la ragione possiamo fare anche un passo ulteriore e magari renderci conto che la nostra società potrebbe anche non reggersi esclusivamente su petrolio e gas.
Ce l'hanno però raccontata così. E noi ci crediamo.

jillo
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da primaverino il Lun 2 Set - 15:38

jillo ha scritto:
Cosa c'entra il problema della questione demografica, del quale siamo più o meno tutti a conoscenza, correlato, così come sollevato da Minsky, con una possibile ed imminente guerra alle nostre porte?
[...]
Il materialismo culturale, la logica dell'utile e del profitto sono principi ormai tanto radicati nella nostra cultura che non ci rendiamo nemmeno conto di aver perso la strada che ci conduce al senso della vita. Viviamo di bisogni biologici e di bisogni artificiali generati dalla società.
Noi ci stiamo bevendo tutto.
La questione demografica viene inferita nel momento in cui (come dicevo) si pretende di omologare l'umanità tutta ad un modello di sviluppo socio-culturale di cui siamo portatori.
Mi pareva di essere stato chiaro almeno su questo punto...
Una guerra alle nostre porte? Tipo una "chiamata alle armi"? Ogni uomo valido dai 18 ai 45 anni si presenti al distretto militare di competenza per l'arruolamento?...
Ma no... Adesso ci sono i droni (aerei senza pilota...) c'è la tecnologia... La guerra la fanno i soldati di professione e le macchine telecomandate "in remoto" al posto nostro. Vai tra. La terza guerra mondiale si combatterà coi computer... Sempre che a qualcuno non capiti di premere il "bottone rosso"... Allora eventualmente potremmo già pensare alla Quarta: che si combatterà con le pietre e coi bastoni (cit.).
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Lun 2 Set - 19:06

mi piacerebbe parlare con Primaverino riguardo ciò che ha scritto sulla sovrappopolazione e su modelli di civiltà, ma è OT... peccato!

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