...e se le cose cominciassero a precipitare?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Lun 2 Set - 21:35

jillo ha scritto:... e dopo questa lezione da ateo a credente sulla corretta applicazione dell'uso della ragione, che mi vuoi dire?

che una guerra di portata mondiale potrebbe contribuire ad alleggerire il pianeta di qualche milione di conigliastri di troppo?

So bene su cosa si reggono le nostre economie.
Ma la vita dell'uomo non è una bubbola.
In caso di intervento militare in Siria il rischio che la situazione sfugga di mano e la guerra coinvolga altre nazioni, questa volta, non è così remoto.
La ragione c'entra una mazza, caro Jillo. Leggi la storia. La civiltà industriale è nata con il carbone e le macchine a vapore, poi è arrivato il petrolio, il motore endotermico, l'elettricità etc.
Senza energia, non ci sono trasporti, non c'è industria, non c'è nemmeno agricoltura o allevamento, non si pesca, non si fanno le case, non ci si lava, non si beve acqua potabile, addirittura non si taglia la legna per far fuoco nel camino!... eeeeeeek

La vita dell'uomo attuale senza energia non si sostiene. Con il lavoro muscolare e i buoi sopravviverebbe stentatamente un centesimo della popolazione attuale. Vivendo come nel medioevo, per intenderci.

La guerra, di portata mondiale o meno, è proprio il sistema peggiore per il controllo della popolazione. Incidentalmente, è proprio quello il metodo che nel corso della storia è stato regolarmente adottato in modo sistematico. È il metodo peggiore perché causa enormi distruzioni e quindi impoverimento, falcidia la popolazione civile, elimina i maschi migliori, produce una massa esorbitante di invalidi. Inoltre la guerra è molto inefficiente come criterio di sterminio. Uccidere un uomo in guerra, oggi, costa molto di più che lasciarlo vivere.

Tutte le bubbole esistenziali senza petrolio... pufff! Svanite! Altro che cattedrali! Hai idea di quanto costa mantenere in buono stato di manutenzione una cattedrale? Senza petrolio, ti inginocchieresti in mezzo ad una radura nel bosco, davanti ad un totem di legno scolpito con la selce.

primaverino ha scritto:Su questo punto non posso che concordare. Il problema demografico (peraltro oggetto di apposito thread) è impellente.
Ma temo si compenetri proprio con il concetto di "civiltà" che giustamente definisci "nostra" (presumo nel senso di "occidentale").
Siamo certi che al di fuori del nostro ambito culturale tale modello di sviluppo sia da ritenersi comunque auspicabile?
Coloro che vivono ancora in società di tipo tribale (giusto per fare un esempio) anelano anche loro al nostro modello organizzativo?
Spesso mi è capitato di leggere, qui sul forum, che altre culture, per lo più obnubilate da assurdi precetti religiosi, stentino a decollare a causa di ciò e che il progresso ne risulterebbe penalizzato...
Non dissento da tale affermazione, bada bene, semplicemente domando: quanti dovremmo essere, qui sul Pianeta, per vivere tutti all'Occidentale? (strade asfaltate, case di cemento armato, riscaldamento a metano, climatizzatore in tutte le stanze, automobili, telefonini, tecnologia "prét-a-porter", ricerca finanziata ad hoc, allungamento della vita media/aspettativa di vita, (*) mortalità infantile ridotta a livelli "fisiologici", innalzamento del livello di istruzione, automazione, agricoltura meccanizzata e razionalizzata [nel pieno rispetto dell'Ambiente, of course], diminuzione proporzionale della "fatica fisica" [lavorare stanca...] condivisione dell'istruzione ai massimi livelli, benessere diffuso etc.?).

(*) Se da domani campiamo tutti cent'anni e si fa un figlio per donna, nel frattempo che si raggiunge il "numero di abitanti ideale" chi li mantiene tutti sti vecchi?
No, Primaverino, per "nostra" non intendo solo quella "occidentale", ma proprio tutta l'umanità. Con poche eccezioni come le tribù di indios dell'Amazzonia per esempio, oggi praticamente tutta l'umanità dipende dal petrolio, e paradossalmente ne dipendono di più proprio quelli che ne sono più ricchi. Considera Riyad, per esempio. Nel 1918 aveva 18.000 abitanti. Oggi sta sui 7 milioni. Riyad si trova proprio al centro di un grande deserto. Per centinaia e centinaia di kilometri intorno, in tutte le direzioni, non c'è altro che terra bruciata. Nel 1918, quei 18.000 abitanti vivevano di pastorizia e di datteri. Infatti nel deserto ci sono anche alcune sorgenti di acqua dolce, e dove ci sono le sorgenti si formano le oasi. Oggi non ci sono più sorgenti né più oasi di quante ce n'erano quella volta, quindi il territorio non potrebbe dare sostentamento ai restanti 6.982.000 abitanti. Come fanno a vivere? Bhé, è ovvio. Grazie al petrolio, Riyad ha autostrade, magnifici palazzi con l'aria condizionata, centrali elettriche, un grande aeroporto, ferrovie, metropolitane (una intera metropolitana riservata alle donne! manie da islamici, si sa... ma te l'immagini quanta opulenza esprime il fatto di poter riservare una metropolitana solo alle donne?).
E l'acqua? Ah, già. L'acqua di mare viene dissalata, depurata e pompata per centinaia di kilometri fino agli acquedotti di Riyad. Un costo energetico enorme... ma il petrolio saudita ha un costo di estrazione di 5 $ al barile... che gliene frega del costo? A noi lo vendono a 100 $. Adesso però, immagina di tornare indietro cent'anni. Tu vivi nel varesotto, giusto? Cent'anni fa non era poi così diverso. Porta indietro di cent'anni Riyad... poche capanne di fango e paglia, qualche capra macilenta. Se manca il petrolio, Riyad ritorna in questo stato.

Ora la risposta alla tua domanda: quanti dovremmo essere sul pianeta? Ogni territorio ha la sua capacità di reggere in modo sostenibile un determinato carico antropico. Ci sono degli studi di cui velocemente cito i risultati a memoria, si trovano facilmente in rete quindi non menarmelo con puntalcazzismi, è per fare qualche esempio. Il mondo nel suo complesso, oggi, si trova ad un fattore di sovraccarico oltre 1,5 (l'umanità sta consumando il 50% in più delle risorse che il pianeta è in grado di rigenerare).
Le nazioni emergenti stanno ancora sotto la parità: per esempio in Brasile ci sono ancora enormi risorse da sfruttare, mentre la popolazione consuma poco perché è in uno stato di grande povertà. Ma la situazione sta accelerando verso il limite.
L'Europa è presa molto male: quasi tutte le nazioni europee stanno intorno ad un fattore 4. Anche l'Italia sta intorno ad un fattore 4, quindi la popolazione che il territorio italiano può sostenere è di circa 15 milioni di abitanti, non 60. Incidentalmente, è questa la ragione della crisi economica europea, il sovraccarico antropico e il conseguente depauperamento delle risorse. Perché? Perché per stare in piedi dobbiamo importare energia e materie prime in quantità massiccia a costi altissimi (c'è la concorrenza dei Paesi emergenti) e il valore aggiunto che riusciamo ad appiccicare alla roba che importiamo, con il nostro lavoro, è meno del prezzo a cui riusciamo a rivendere i manufatti. Elementare, Watson. Anche un bambino lo capirebbe. I politici europei, no.

Riyad, per quanto visto sopra, e quindi in generale i Paesi arabi, sono ad un fattore di centinaia di volte il carico ammissibile. Però loro hanno il petrolio, finché dura, quindi usufruiscono di questo colossale "prestito d'energia", che alla fine tutti stiamo usando (e abusando).

jillo ha scritto:Cosa c'entra il problema della questione demografica, del quale siamo più o meno tutti a conoscenza, correlato, così come sollevato da Minsky, con una possibile ed imminente guerra alle nostre porte?
Se fosse il 3d dedicato al sovraffollamento mondiale, o all'utilizzo delle risorse ambientali intenderei l'intervento di Minsky in un certo modo.
Questo è però nel 3d avente ad oggetto "e se le cose cominciassero a precipitare?"
e purtroppo intendo le sue righe diversamente, e penso che il senso di queste non sia da ricercare nell'intento del suo autore di ragguagliarci sulla questione demografica.
Viviamo di petrolio e gas! siamo in troppi! tutto il resto sono bubbole! Una guerra è alle porte... approfittiamone!

Io non la penso così.. Non penso che tutto il resto siano bubbole.
Penso che stiamo invece perdendo il "senso" dello stare al mondo e di tutta la nostra esistenza.
Il materialismo culturale, la logica dell'utile e del profitto sono principi ormai tanto radicati nella nostra cultura che non ci rendiamo nemmeno conto di aver perso la strada che ci conduce al senso della vita. Viviamo di bisogni biologici e di bisogni artificiali generati dalla società.
Noi ci stiamo bevendo tutto.

Caro Minsky, con la ragione possiamo fare anche un passo ulteriore e magari renderci conto che la nostra società potrebbe anche non reggersi esclusivamente su petrolio e gas.
Ce l'hanno però raccontata così. E noi ci crediamo.
Occhio Jillo, te lo ripeto: oggi non esiste un sostituto del petrolio. E se togli la fonte dell'energia, crolla tutto. Si torna alle clave, altro che discorrere di "materialismo culturale" e "senso della vita". Prova un po' quant'è duro zappare la terra a mano.

primaverino ha scritto:La questione demografica viene inferita nel momento in cui (come dicevo) si pretende di omologare l'umanità tutta ad un modello di sviluppo socio-culturale di cui siamo portatori.
Mi pareva di essere stato chiaro almeno su questo punto...
Una guerra alle nostre porte? Tipo una "chiamata alle armi"? Ogni uomo valido dai 18 ai 45 anni si presenti al distretto militare di competenza per l'arruolamento?...
Ma no... Adesso ci sono i droni (aerei senza pilota...) c'è la tecnologia... La guerra la fanno i soldati di professione e le macchine telecomandate "in remoto" al posto nostro. Vai tra. La terza guerra mondiale si combatterà coi computer... Sempre che a qualcuno non capiti di premere il "bottone rosso"... Allora eventualmente potremmo già pensare alla Quarta: che si combatterà con le pietre e coi bastoni (cit.).
La guerra inizia nelle fabbriche di armi. Le armi non si fabbricano per far bella mostra nelle parate, si fabbricano perché vengano usate. Perciò chi le fabbrica si premura di far sì che nasca la domanda del mercato. Si fomentano i conflitti per creare la domanda. È un mercato particolare ma funziona con le stessi leggi degli altri: telefonini, televisori, detersivi, bibite gassate etc. Si crea la domanda e il mercato "tira".

Cari amici, io capisco quello che dite e mi spiace dovervi disilludere nei vostri alti ideali. Ma la società è fatta così. Ce la siamo creata noi. Io non mi capacito di come sia potuto succedere, io c'ero nel '68, sembrava che un mondo nuovo stesse per nascere. Quella gente, poi dov'è finita? Che ha fatto? Sono gli stessi che hanno prodotto la spaventosa corruzione di oggi... oppure si sono appecorati e ciao? Davvero la reazione è stata così potente? Che stanchezza. Almeno, suvvia, buttate alle ortiche quello schifo di religione. Quello è proprio lo strumento più stupido che il potere usa per fottervi. Almeno fategli sapere che, proprio pecore insulse, non siete. Siate iene, non pecore. wink.. 

saluto...
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Lun 2 Set - 22:28

ne meriteresti due o anche tre, ma posso dartene solo uno di VERDONE!

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da delfi68 il Mar 3 Set - 1:20

La vita e' un noir-grottesco.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da alberto il Mar 3 Set - 8:28

loonar ha scritto:mi piacerebbe parlare con Primaverino riguardo ciò che ha scritto sulla sovrappopolazione e su modelli di civiltà, ma è OT... peccato!
mah... cose che precipitano e sovrappopolazione mi sembrano più coerenti tra loro di molte equilibristiche previsioni postate qui... quindi da parte nostra nulla osta a un tuo scambio con primaverino su quel tema. se poi la discussione si svilupperà ulteriormente le dedicheremo un 3d ad hoc.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da jillo il Mar 3 Set - 9:45

Minsky ha scritto:


La vita dell'uomo attuale senza energia non si sostiene. Con il lavoro muscolare e i buoi sopravviverebbe stentatamente un centesimo della popolazione attuale. Vivendo come nel medioevo, per intenderci.

La guerra, di portata mondiale o meno, è proprio il sistema peggiore per il controllo della popolazione. Incidentalmente, è proprio quello il metodo che nel corso della storia è stato regolarmente adottato in modo sistematico. È il metodo peggiore perché causa enormi distruzioni e quindi impoverimento, falcidia la popolazione civile, elimina i maschi migliori, produce una massa esorbitante di invalidi. Inoltre la guerra è molto inefficiente come criterio di sterminio. Uccidere un uomo in guerra, oggi, costa molto di più che lasciarlo vivere.
Tutte le bubbole esistenziali senza petrolio... pufff! Svanite! Altro che cattedrali! Hai idea di quanto costa mantenere in buono stato di manutenzione una cattedrale? Senza petrolio, ti inginocchieresti in mezzo ad una radura nel bosco, davanti ad un totem di legno scolpito con la selce.
Ma io, per mandare avanti il pianeta, non ho proposto di  sostituire le brutte e cattive fonti energetiche, con ideali e valori... e magari ritornare al bel medioevo.
Ma per carità.


Mi ricordi che la vita dell’uomo senza petrolio non si sostiene e che tolta questa fonte di energia crolla tutto.

Mha. Direi che la vita dell’uomo solo OGGI non si sostiene senza petrolio. E questa nostra dipendenza dal petrolio è frutto di scelte politiche precise. Perché rinunciare ora al business del petrolio sinché di petrolio ce ne è ancora? Ma il petrolio come tutti i combustibili fossili non è una fonte rinnovabile.
Non sappiamo con certezza per quanto ce ne sarà. Riscontriamo però che il picco estrattivo è stato superato.
Cosa accadrà quando non avremo più petrolio? Torneremo al medioevo?
Io non credo che tolta questa fonte tutto crolli. Le nostre economie e i livelli di progresso tecnologico  raggiunti non credo possano reggere solamente sino a che c’è petrolio.


Eppure le nazioni hanno scelto (liberamente?) di sostenere  le loro economie proprio con questa fonte non rinnovabile e per contro hanno scelto di investire molto poco sulla ricerca e sfruttamento di fonti alternative rinnovabili.

Ma non solo. Il controllo di queste risorse limitate (oggi indispensabili per le nostre economie) alimenta conseguentemente altre politiche aberranti. Quelle intraprese per accaparrarsi il controllo di questa risorsa.
Le moderne guerre non si combattono per un appezzamento di terra, per il dominio delle rotte marittime, per il monopolio sul commercio di spezie… si combattono per accaparrarsi proprio il controllo dei giacimenti petroliferi.
E
’ proprio questo quello che intendevo con
 “Caro Minsky, con la ragione possiamo fare anche un passo ulteriore e magari renderci conto che la nostra società potrebbe anche non reggersi esclusivamente su petrolio e gas”

Al centro delle scelte politiche dei nostri Paesi ci sono, come sappiamo bene, solamente  interessi di cassa.
Al centro delle nostre scelte dovrebbe invece esserci l’essere umano coi suoi bisogni di oggi e di domani.
Ossia investire su altre fonti che progressivamente dovranno affiancarsi per poi sostituirsi definitivamente al petrolio (impensabile non avere altre prospettive in materia di risorse energetiche, far dipendere le nostre economie da una risorsa limitata, e scorgere nel futuro dell’umanità un suo fatale ritorno a legna e pietra).
Cercare soluzione politiche attente ad una equa ripartizione delle risorse e capaci superare gli interessi circoscritti ai limitati confini nazionali. Politiche che privilegino attenzione per l’uomo anziché per gli interessi economici di ogni singola nazione, significa superare i confliggenti interessi che oppongono gli stati e guardare ad una dimensione globale, capace di abbracciare gli interessi degli uomini indipendentemente (o quasi) da quale parte del mondo questi nascono, vivono, e pagano tributo.

Minsky ha scritto:

Ma la società è fatta così. Ce la siamo creata noi. Io non mi capacito di come sia potuto succedere, io c'ero nel '68, sembrava che un mondo nuovo stesse per nascere. Quella gente, poi dov'è finita? Che ha fatto? Sono gli stessi che hanno prodotto la spaventosa corruzione di oggi
Appunto non ti capaciti di come sia successo tutto questo. E questa società ce la siamo creata noi.
E non abbiamo proprio alcuna possibilità di cambiare quello cha abbiamo creato?


jillo
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Mar 3 Set - 10:16

jillo ha scritto: E questa società ce la siamo creata noi.
E non abbiamo proprio alcuna possibilità di cambiare quello cha abbiamo creato?

poche possibilità
non sembra, ma se ci fai caso rileggendoti un po' di storia, ti accorgerai che le politiche non sono mai fatte a lungo termine, raramente superano i 5/6 anni nel futuro le cose che vengono fatte dalle elite al potere
per cui ci si penserà solo quando oramai si sarà con l'acqua alla gola
si è fatto sempre così

(cfr: Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere di Jared Diamond
e
Collasso. Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato di Kunstler James H.)

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da lupetta il Mar 3 Set - 10:19

@ looo ho letto il primo libro da te citato
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Mar 3 Set - 10:23

lupetta ha scritto:@ looo ho letto il primo libro da te citato
come lo hai trovato?

loonar
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da lupetta il Mar 3 Set - 10:27

mi ha fatto venire rabbia.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Mar 3 Set - 10:30

lupetta ha scritto:mi ha fatto venire rabbia.
perchè? boxed 

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Mar 3 Set - 10:49

alberto ha scritto:
loonar ha scritto:mi piacerebbe parlare con Primaverino riguardo ciò che ha scritto sulla sovrappopolazione e su modelli di civiltà, ma è OT... peccato!
mah... cose che precipitano e sovrappopolazione mi sembrano più coerenti tra loro di molte equilibristiche previsioni postate qui... quindi da parte nostra nulla osta a un tuo scambio con primaverino su quel tema. se poi la discussione si svilupperà ulteriormente le dedicheremo un 3d ad hoc.
infatti mi sono permesso di riesumare un thread per la bisogna
http://atei.forumitalian.com/t4349p60-popolazione-mondiale#268651
mgreen wink.. 

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mar 3 Set - 11:20

jillo ha scritto:
Minsky ha scritto:


La vita dell'uomo attuale senza energia non si sostiene. Con il lavoro muscolare e i buoi sopravviverebbe stentatamente un centesimo della popolazione attuale. Vivendo come nel medioevo, per intenderci.

La guerra, di portata mondiale o meno, è proprio il sistema peggiore per il controllo della popolazione. Incidentalmente, è proprio quello il metodo che nel corso della storia è stato regolarmente adottato in modo sistematico. È il metodo peggiore perché causa enormi distruzioni e quindi impoverimento, falcidia la popolazione civile, elimina i maschi migliori, produce una massa esorbitante di invalidi. Inoltre la guerra è molto inefficiente come criterio di sterminio. Uccidere un uomo in guerra, oggi, costa molto di più che lasciarlo vivere.
Tutte le bubbole esistenziali senza petrolio... pufff! Svanite! Altro che cattedrali! Hai idea di quanto costa mantenere in buono stato di manutenzione una cattedrale? Senza petrolio, ti inginocchieresti in mezzo ad una radura nel bosco, davanti ad un totem di legno scolpito con la selce.
Ma io, per mandare avanti il pianeta, non ho proposto di  sostituire le brutte e cattive fonti energetiche, con ideali e valori... e magari ritornare al bel medioevo.
Ma per carità.


Mi ricordi che la vita dell’uomo senza petrolio non si sostiene e che tolta questa fonte di energia crolla tutto.

Mha. Direi che la vita dell’uomo solo OGGI non si sostiene senza petrolio. E questa nostra dipendenza dal petrolio è frutto di scelte politiche precise. Perché rinunciare ora al business del petrolio sinché di petrolio ce ne è ancora? Ma il petrolio come tutti i combustibili fossili non è una fonte rinnovabile.
Non sappiamo con certezza per quanto ce ne sarà. Riscontriamo però che il picco estrattivo è stato superato.
Cosa accadrà quando non avremo più petrolio? Torneremo al medioevo?
Io non credo che tolta questa fonte tutto crolli. Le nostre economie e i livelli di progresso tecnologico  raggiunti non credo possano reggere solamente sino a che c’è petrolio.


Eppure le nazioni hanno scelto (liberamente?) di sostenere  le loro economie proprio con questa fonte non rinnovabile e per contro hanno scelto di investire molto poco sulla ricerca e sfruttamento di fonti alternative rinnovabili.

Ma non solo. Il controllo di queste risorse limitate (oggi indispensabili per le nostre economie) alimenta conseguentemente altre politiche aberranti. Quelle intraprese per accaparrarsi il controllo di questa risorsa.
Le moderne guerre non si combattono per un appezzamento di terra, per il dominio delle rotte marittime, per il monopolio sul commercio di spezie… si combattono per accaparrarsi proprio il controllo dei giacimenti petroliferi.
E
’ proprio questo quello che intendevo con
 “Caro Minsky, con la ragione possiamo fare anche un passo ulteriore e magari renderci conto che la nostra società potrebbe anche non reggersi esclusivamente su petrolio e gas”

Al centro delle scelte politiche dei nostri Paesi ci sono, come sappiamo bene, solamente  interessi di cassa.
Al centro delle nostre scelte dovrebbe invece esserci l’essere umano coi suoi bisogni di oggi e di domani.
Ossia investire su altre fonti che progressivamente dovranno affiancarsi per poi sostituirsi definitivamente al petrolio (impensabile non avere altre prospettive in materia di risorse energetiche, far dipendere le nostre economie da una risorsa limitata, e scorgere nel futuro dell’umanità un suo fatale ritorno a legna e pietra).
Cercare soluzione politiche attente ad una equa ripartizione delle risorse e capaci superare gli interessi circoscritti ai limitati confini nazionali. Politiche che privilegino attenzione per l’uomo anziché per gli interessi economici di ogni singola nazione, significa superare i confliggenti interessi che oppongono gli stati e guardare ad una dimensione globale, capace di abbracciare gli interessi degli uomini indipendentemente (o quasi) da quale parte del mondo questi nascono, vivono, e pagano tributo.

Minsky ha scritto:

Ma la società è fatta così. Ce la siamo creata noi. Io non mi capacito di come sia potuto succedere, io c'ero nel '68, sembrava che un mondo nuovo stesse per nascere. Quella gente, poi dov'è finita? Che ha fatto? Sono gli stessi che hanno prodotto la spaventosa corruzione di oggi
Appunto non ti capaciti di come sia successo tutto questo. E questa società ce la siamo creata noi.
E non abbiamo proprio alcuna possibilità di cambiare quello cha abbiamo creato?

Eh, Jillo. Sì, sarebbe un bel sogno poter sostituire il petrolio e il gas, con fonti energetiche "pulite", rinnovabili, a basso costo etc. Tecnicamente, oggi siamo ben lontani dal poterlo fare. Il contenuto energetico del petrolio è altissimo, e il costo estrattivo è minimo. Al tempo stesso il prezzo sul mercato è gonfiatissimo, così diventa conveniente anche "raschiare" il pessimo petrolio che si trova in Adriatico, per dire, o estrarre il bitume, o devastare i suoli con il "fracking" per cavarne un po' di gas (guardatevi questa bella animazione: http://www.dangersoffracking.com/ ).

Inoltre, ci sono moltissime industrie che vivono sul petrolio. Non solo le compagnie petrolifere: da quelle che producono i tubi per gli oleodotti e i gasdotti a quelle che fabbricano le attrezzature per il pompaggio, macchine, valvole, strumentazione: un giro economico enorme. Una gigantesca ruota in corsa: cosa pensi che succederebbe se si fermasse di colpo, ammesso che si possa fermare?

Poi, ci sono gli arabi. Gli arabi hanno il 90% delle riserve petrolifere. È la loro ricchezza, l'unica. Anche loro vogliono continuare a vivere bene. Chi glielo dice che dovranno tornare a pascolare le capre?

Sono molto d'accordo con quello che dici tu sulla priorità delle persone umane. Ma come si può realizzare? Qualche idea?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da loonar il Mar 3 Set - 11:43

con il fracking gli USA stanno riottenendo l'autosufficienza petrolifera

da cui la possibilità di fare guerre non motivate solo dall'urgente bisogno di approvviggionamento di fonti energetiche (petrolio-Iraq) ma anche seguendo un calcolo mirato e ponderato di espansione egemonica culturale-economica (Siria e poi Iran e accerchiamento della Cina)

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Sab 7 Set - 17:05

jillo ha scritto:...I cattolici si atterranno all'invito della preghiera e del digiuno.
Mi piacerebbe sentire anche i non credenti protestare, alla loro maniera, contro l'assurdo delle armi rivolte contro l'uomo.
Sai bene che sono cattocredulo come, anzi più di te. Ma mi fai venire in mente questa battuta di Spinoza:


(Se digiunare servisse davvero a portare pace, in Somalia si tirerebbero coriandoli da vent’anni)


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Sab 7 Set - 17:22

O forse tutto quanto sta succedendo è ineluttabile, perché è così che deve andare?

E forse stiamo guardando il dito e non la Luna?

Attenzione, contenuto mistico:
«Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; [3]e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Fux89 il Sab 7 Set - 17:27

Ad esempio un segno del tempo è che le tue profezie apocalittiche all'inizio erano divertenti, ora sono solo noiose. yawn2  :si si:

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Sab 7 Set - 20:02

holubice ha scritto:
jillo ha scritto:...I cattolici si atterranno all'invito della preghiera e del digiuno.
Mi piacerebbe sentire anche i non credenti protestare, alla loro maniera, contro l'assurdo delle armi rivolte contro l'uomo.
Sai bene che sono cattocredulo come, anzi più di te. Ma mi fai venire in mente questa battuta di Spinoza:


(Se digiunare servisse davvero a portare pace, in Somalia si tirerebbero coriandoli da vent’anni)




Siria, il Papa in piazza San Pietro

"Guerra è sconfitta dell'umanità"

In 100mila alla veglia per la pace


MUSULMANI RECITANO IL CORANO - Un gruppo di una decina di musulmani, tra cui siriani con le bandiere della propria nazione, ha recitato il Corano ai margini di piazza San Pietro, all’esterno delle transenne, unendosi così alla preghiera per la pace indetta da Papa Francesco.

FRANCESCO PRENDE IL MICROFONO DEL TG5 - Prima di recarsi alla veglia, intorno alle 16.30, il Papa, sempre incontrando i fedeli, ha preso in prestito il microfono del Tg5 e ha improvvisato, tra l’altro dicendo loro: "Se non ci rivediamo qui, ci vedremo in Purgatorio".

TWITTER E ADESIONI - "Pregate per la pace!", era stato l'appello di Papa Francesco tramite il suo account @Pontiflex, in attesa della giornata di "digiuno e preghiera per la pace in Siria e Medio Oriente" da lui indetta domenica scorsa nel corso dell'Angelus. Milioni le adesioni da tutto il mondo, tra cui anche il Papa emerito Benedetto, che seguirà l'invito del suo successore, ha fatto sapere il suo segretario.



... e tu, fai lo scettico? eeeeeeek

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Sab 7 Set - 21:41

holubice ha scritto:O forse tutto quanto sta succedendo è ineluttabile, perché è così che deve andare?

E forse stiamo guardando il dito e non la Luna?

Attenzione, contenuto mistico:
«Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; [3]e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?

Anche Sara alla fine era tutta piena di cacca nelle scavature del tempo.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Avalon il Sab 7 Set - 21:47

Minsky ha scritto:
...l'appello di Papa Francesco tramite il suo account @Pontiflex...
Allora è vero, finalmente un papa flessibile! ahahahahahah 

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da delfi68 il Dom 8 Set - 1:16

..che pagliacciate..

E come se li inculano a tutti!!

Avete letto il 3D della redenta puttana che scrive a bergolglio??

http://atei.forumitalian.com/t5468-un-ateo-scrive-a-bergoglio


un ATEO che scrive a Bergoglio...ah..come uaar, prima di suicidarsi con Casapound si alleno' scrivendo all'allora papa, signorina Ratzinger..

Il papa buono che andra' al purgatorio..bonta' sua..si sta richiavando nel culo tutti i clienti persi dall'isterica Ratzinger..

Che mandria di fessi somari..
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Fux89 il Dom 8 Set - 7:51

Delfi, evita gli insulti per favore.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Nov - 23:55

Novità:

Cina, Usa, Giappone, Sud Corea e Taiwan se la spassano giocando a Risiko sopra quattro scogli...

http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-china-25144465



La cosa divertente è che la Bbc la mette in pole position e il Tg stasera neanche l'ha data.

C'é già il finimondo di Berlusconi...

;-)
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Nov - 23:57

Debbo affrettarmi a fare pace col mio collega e col vicino del piano terra...

Lasciare certi conti in sospeso è rischioso.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 18 Dic - 14:00

Forse non serve comperare i botti di fine anno. Data la crisi, ci arriverebbero per grazia ricevuta:



Il magma che giace sotto il parco nazionale di
Yellowstone è 2,5 volte più grande di quanto
finora stimato e ciò significa che potrebbe
innescare la maggiore eruzione degli ultimi due
milioni di anni. Ad affermarlo è studio di una task
force del Dipartimento di Geologia e Geofisica
dell’Università dello Utah, guidata da Jamie Farrell
e Bob Smith, che ne ha illustrato i contenuti
all’«American Geophysical Union» che ha deciso
di pubblicarli sul proprio «Journal».
Le novità riguardano la misurazione dell’insieme
di rocce sciolte bollenti sotto il parco nazionale
che si estende fra Wyoming, Montana e Idaho: 88
km di lunghezza, 29 km di larghezza e un
massimo di 14 km di profondità. Ciò significa
un’eruzione potenziale pari a 2000 volte quella di
Mount St. Helens che ebbe luogo nel 1980 nello
Stato di Washington, sorprendendo i sismologi
perché si trattava di un vulcano fino a quel
momento inattivo.
«Le misurazioni suggeriscono che un’eruzione del
vulcano gigante sotto lo Yellowstone sarebbe un
evento globale - scrive Ferrell nello studio - con
distruzioni e impatti in tutto il Pianeta, a
cominciare dal fatto che le nubi fuoriuscite
avvolgerebbero il globo» e metà del Nordamerica
verrebbe coperto da un metro di cenere.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 18 Dic - 14:05

Il super vulcano minaccia Yellowstone:



http://www.lastampa.it/2013/12/18/esteri/supervulcano-minaccia-lo-yellowstone-gq1W70YIWjzZ6TFOpysNZL/pagina.html
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