una tragedia e i pensieri

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una tragedia e i pensieri

Messaggio Da alberto il Ven 5 Lug - 20:00

questa  è una notizia triste, una di quelle che ci danno in pasto così, per non farci smettere mai di essere "sotto".

mi sono venuti alcuni pensieri sparsi che volevo condividere.

1. morire a 12 anni non è un gran che. figuriamoci morire a 12 anni nell'opulento occidente, libero da malattie, fame, sete ecc. ok sei morto facendo ciò che ti piaceva, ma a 12 anni siamo sicuri che si possa applicare questo concetto?

2. i genitori dicono che ha usato "attrezzatura non sua". cioè fatemi capire, a 12 anni sceglieVA lui quale attrezzatura usare? non giocava a bocce.

non lo so io la mia pietà - che posseggo in quantità finita - preferisco porla a quei dodicenni che muoiono di intossicazione da zolfo lavorando nelle miniere all'aperto indonesiane, però un briciolino mi rimane giusto giusto per questo povero prodotto della competizione e dell'ambizione, della superficialità dei genitori (a proposito di superficialità, dico chiaramente che tutto quello che so è questa notizia, parlo di getto senza aver approfondito magari sono nel torto rispetto a loro) dello spettacolo del fenomeno da baraccone.

alberto
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Minsky il Ven 5 Lug - 20:24

alberto ha scritto:...
Non sei affatto nel torto, anche questo genere di cosa è un chiaro abuso di minore.
Ci può stare che un ragazzino abbia uno straordinario talento per un'attività sportiva particolare, e ci può stare che questo talento venga seguito e incoraggiato, ma non si può derogare sulla sicurezza, e soprattutto non si deve sfruttare il bambino.
Io capisco che salire l'8b+ a 10 anni rappresenta una promessa di risultati sbalorditivi in età più matura, ma questo è anche "bruciarsi". Il livello di allenamento necessario per raggiungere tali limiti implica la rinuncia a tanti aspetti della vita normale nell'infanzia. Poi accade che il bambino venga affidato a terzi interessati solo a "coltivare" il giovane campione, così indifferenti alla sua sicurezza da farlo arrampicare con materiale di provenienza sconosciuta, rinvii che hanno già sostenuto innumerevoli cadute, e che fatalmente cedono quando il ragazzino svola. Una vittima dell'avidità: nient'altro.

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Minsky
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Akka il Ven 5 Lug - 20:34

va be dai, son robe così, si muore per stupidate assurde, davvero assurde, basta vedere gli incidenti domestici...qui c'è l' aspetto che poteva essere evitata, forse...chi lo sa, chi ci capisce nulla di ste cose...succedono e basta, e continuamente, e sempre ci si interroga sui perché e sui percome...è come quando si fa una grossa cazzata, poi maledici tutto e tutti, ma quella resta...e pure la morte del docicenne...e pure i mille rimpianti...

Akka
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Lyallii il Sab 6 Lug - 11:32

Beh akka le cose non succedono e basta, almeno non sempre...

Non esiste il destino, bisogna stare attenti, la vita è preziosa, almeno per me.
Quella di mio figlio ancora di piu, son tre anni quasi che a parte quando dorme non mi rilasso davvero più e ne son felice he! Ma per dirti che ci vogliono mille occhi aperti, e vincere la stanchezza e la voglia di rilassarsi totalmente.
Sono in giro, con un occhio e un orecchio parlo con te e col l altro occhio guardo lui... Perchè basta un attimo e indietro non puoi tornare.
Non devo scordarlo mai! Mai!
E anche così so di dare, di fare poco...
Ma il fato non esiste, il destino nemmeno e invece esiste la mia responsabilità... Non posso pensare, mai, che tanto le cose vanno come devono andare, no!!

Poi, ovviamente, ci son casi in cui non ci puoi far niente, ma ci son quelli in cui se succede qualcosa la colpa non è del destino ma nostra.

Lyallii
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Akka il Sab 6 Lug - 12:20

è ma tu sei brava...io sono un po' un fatalista del cavolo...

Akka
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da cofee il Lun 8 Lug - 6:39

Quoto te, Akka.....
e sono triste per quel bimbo che inseguiva un sogno...e per i suoi genitori - e chi lo allenava - che per tutta la vita avranno dei rimorsi, e dei sensi di colpa immensi... Ma voglio credere che lui sia felice, ora, in arrampicata sulle nuvole...
- - - ^ . ^ - - -

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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da BestBeast il Lun 8 Lug - 7:59

I soli sogni che INseguiva erano le visioni esaltate dei suoni fanatici genitori, probabilmente persone frustrate la cui unica fonte di appagamento era quella di riversare il proprio fallimento esistenziale sul figlio, a colmare quello che non sono riusciti a fare loro.
La quasi totalità di questi ragazzini riceverà nella propria vita forse soltanto una misera medaglia di legno, ma gli sarà preclusa l'infanzia, il diritto alla spensieratezza, alla serenità ed alla libertà. 
Un ambiente tale, genera i frustrati, i depressi, i paranoici, i nevrotici del domani.

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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da cofee il Lun 8 Lug - 8:14

Scusami, ma non sono per niente d'accordo con te. Il "mestiere" di un genitore è (anche) agevolare le naturali aspirazioni dei proprio figli, fornigli gli strumenti, e far loro frequentare ambienti e persone che possano contribuire a ciò. Secondo ciò che dici tu, allora i genitori - ad esempio - di Marco Simoncelli si sono comportati da fanatici? ma che dici...? E poi, guarda, lo sport, da sempre, è quanto di più sano si possa far fare ai propri figli....
Quella è sfortuna...e - purtroppo - è trasversale... ma se si vuole per forza dare la colpa a qualcuno, allora la responsabilità dell'incidente - di certo, non voluto - è degli adulti che seguivano il ragazzo in questa attività.... non certo, dei genitori, poveracci....
Ma fammi capire, tu sei di quelli che se uno cade e muore mentre - che ne so - fa una gara sugli sci dici "se l'è cercata"...?
maha....
o.O

edit: tanto per capire meglio... tu hai figli, per caso? io sì...

cofee
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da BestBeast il Lun 8 Lug - 8:42

cofee ha scritto:Scusami, ma non sono per niente d'accordo con te. Il "mestiere" di un genitore è (anche) agevolare le naturali aspirazioni dei proprio figli, fornigli gli strumenti, e far loro frequentare ambienti e persone che possano contribuire a ciò. Secondo ciò che dici tu, allora i genitori - ad esempio - di Marco Simoncelli si sono comportati da fanatici? ma che dici...? E poi, guarda, lo sport, da sempre, è quanto di più sano si possa far fare ai propri figli....

Quella è sfortuna...e - purtroppo - è trasversale... ma se si vuole per forza dare la colpa a qualcuno, allora la responsabilità dell'incidente - di certo, non voluto - è degli adulti che seguivano il ragazzo in questa attività.... non certo, dei genitori, poveracci....

Ma fammi capire, tu sei di quelli che se uno cade e muore mentre - che ne so - fa una gara sugli sci dici "se l'è cercata"...?
maha....
o.O


edit: tanto per capire meglio... tu hai figli, per caso? io sì...


1) Un bambino di 6-7-8-9 anni, se non c'è qualcuno che gliela induce, non aspira alla competizione, allo svegliarsi alle 6:00 per allenarsi, al rispettare una dieta rigida, a star lontano dai genitori per lunghi periodi, a non aver il diritto alla stabilità, all'intraprendere relazioni sociali più profonde (negate dal continuo spostamento), ed in genere di doversi rompere i coglioni diversamente da ciò che fanno i suoi coetanei, In tutta serenità. 
Questa è la vita obbligatoria per i bambini che fanno agonismo a determinati livelli, oppure che rispondono a quelle che tu chiami "ispirazioni naturali".
Che un bambino pratichi un'attività fisica è cosa buona e giusta, lo abbiamo fatto tutti.


2) Non ho dati per parlare delle responsabilità di terzi.

3) Sono uno che dice: "Chi compie attività pericolose per se stessi e per gli altri, quando le compie, accetta naturalmente anche il rischio che queste comportano".
I genitori lo hanno evidentemente accettato per lui.

4) No, e questo non costituisce un impedimento al ragionare.

BestBeast
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Lyallii il Lun 8 Lug - 9:03

Son d accordo con best, scusami cofee ma il non essere genitori non preclude il poter esprimere delle opinioni, anche perche spesso i genitori son i primi stupidi che non pensano ai loro figli o che si comportano con superficialità.
Pensa a quelli che hanno scordato il figlio in auto.
Poi vabbè che bisogna assecondare le inclinazioni dei figli ma anche aver la massima attenzione e fargli vivere l infazia perchè i bambini spesso non son in grado di scegliere e hanno bisogno di una guida che gli proroga le cose in una giusta prospettiva...
Un hobby è un hobby non la ragione di vita, se diventa la ragione di vita di un bambino la colpa è dei genitori.

Lyallii
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da primaverino il Lun 8 Lug - 10:14

Purtroppo son vere tutte e due le cose: il bimbo promettente (in qualsiasi sport) rischia di perdere l'infanzia (e di "sclerare" in gioventù).
Al tempo stesso se si allena "male" rischia di perdere l'occasione della vita.
Poi non sempre tutto gira per il giusto verso...
Un esempio caratteristico è rappresentato dal famosissimo campione di tennis Bjorn Borg (tanto per dire di uno che vinceva i tornei del "grande Slam" all'età nella quale i migliori pari età vincono i tornei juniores). Da "quando è nato" fino ai ventisei anni ha fatto solo tennis... Mangiato tennis.. Respirato tennis... Poi, all'apice del successo, sorprese tutti annunciando il (precoce) ritiro e... Il cervello gli fece "corto-circuito".
Ricchissimo (si parla di circa 500 mld di lire dell'epoca) e giovane, si riscoprì improvvisamente "affamato" di vita e divenne dissolutamente "bulimico" (se mi passate l'espressione). Sbagliò tutte le scelte possibili ed immaginabili e rischiò addirittura di finire sul lastrico (arrivò persino a decidere di "mettere all'asta" i suoi trofei...).
Alla fine si è "salvato", certo (se non sbaglio fa l'opinionista e commentatore sportivo) ma quel tennis che gli ha dato tutto, è stato anche la causa della sua ritardata "maturazione" come uomo.
Ovviamente non tutti i campioni dello sport invecchiano "male", per carità, ma è pur vero che per sclerare basta molto meno...

primaverino
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da cofee il Lun 8 Lug - 11:02

Mi fa un pò sorridere....tutto questo "parlare"....
ma che ne sappiamo, noi, di come sono andate le cose? Quanto questo ragazzino era motivato, quanto era "pilotato"... Per quello che ne sappiamo magari i genitori hanno cercato di dissuaderlo verso scelte più "miti"..quale il nuoto o - che so - l'atletica.... Vi rendete conto che questo è giudicare? Magari lui si è "impuntato" (e credetemi, i figli s'impuntano eccome...e quanto!) ed era felice solo così... Io stessa, che sono grande, trovo forme di felicità in ambiti che - i più - giudicherebbero "strani"....
Chi ci autorizza a sentenziare sopra una tragedia?
Il fatto che ho chiesto se avevi i figli, best...non vuol dire che io penso che "allora non devi dire la tua"... ci mancherebbe! voleva dire, come infatti ho scritto, per "capire meglio".... 
Voglio aggiungere questo: se per assurdo i genitori di questo ragazzo stessero leggendo qui, si sentirebbero  (credo) come accoltellati, da un qualcosa che rasenta la cattiveria....
Scusate, ma dovevo dirlo. E me ne assumo - come sempre - ogni onere...
Però mi riservo di risentire la vostra opinione, tra qualche anno, a figli "svezzati"....
Buone cose... e un sincero complimento a primaverino che (lo penso da tempo, ma non ho mai avuto mai l'occasione per ditelo) scrive sempre cose mai banali, e si sforza di "entrarci"... Chapeau inchino

cofee
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da lupetta il Lun 8 Lug - 11:11

però parlando in generale non sempre i genitori spingono i figli a fare sport,ma sono i figli a desiderarlo.mio fratello ha frequentato una scuola calcio fin da piccolissimo perchè era la sua passione, ha avuto qualche incidente, ha le gambe storte e rovinate, per le botte prese, da piccolo a volte gliele ingessavano pure, i miei lo avevano messo in conto, poichè faceva uno sport fisico, senza fargli nessuna pressione, e lui pure, ogni volta che cadeva si rialzava. mangiava pane e pallone, e avrebbe desiderato un futuro in questo senso ed era anche bravo, aveva fatto diversi provini (poi ha smesso quando gli è morto il padre, per giocare solo in modo amatoriale).
il calcio non è pericoloso come altri tipi di sport estremi, certo, io credo che si sia trattato "semplicemente" di un incidente, magari il bambino aveva insistito per farle lui quel tipo di sport, ed è successo il peggio.

lupetta
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da cofee il Lun 8 Lug - 11:18

Brava, lupetta.... è quello che volevo dire io... Il calcio non è, pericoloso... ma eppure (raramente, per fortuna) anche sui campi di calcio, delle giovani vite si sono stroncate... allora? mettiamo sotto accusa tutte le attività ipoteticamente pericolose? Certo, compito dei genitori è vigilare, questo sì... ma non sarebbe giusto affermare che uno, a soli dodici anni, non "sa" quello che vuole.... La mia esperienza è questa: mio figlio faceva sport di squadra perchè lo voleva con tutto se stesso, fin da piccolo... Aveva 4 allenamenti a settimana, tornava a casa sfinito, nonchè storto, dolorante e rotto... eppure? Se avesse potuto scegliere lui ne avrebbe fatti sette, di allenamenti, a settimana..anche notturni, per quanto gli piaceva....! Ovvio che, quando ha deciso di smettere, ha smesso...naturalmente, così come ha iniziato..senza pressioni nè minacce.. e così anche per la musica, gli scouts, ecc....


Ultima modifica di cofee il Lun 8 Lug - 11:56, modificato 1 volta

cofee
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Griiper McCloubit il Lun 8 Lug - 11:36

Anche io, come Cofee, non mi sento di giudicare i genitori di quel povero ragazzo, avranno già i loro "demoni" con cui confrontarsi.
E' vero che spesso i ragazzi subiscono le frustrazioni dei genitori come dice bene BB ma non si può generalizzare, soprattutto non conoscendo la situazione di prima mano. E' vero anche che lo sport praticato dal ragazzo era pericoloso, ma non più di tanti altri, sempre che si prendano le dovute precauzioni. Questo è probabilmente il punto più spinoso... comunque vi racconto la mia esperienza perchè sì, sono stato parte in causa.
Sono sempre stato un appassionato di motocross pur non avendolo mai praticato (carenza assoluta di money...) e abitando in una regione a forte tendenza motoristica era inevitabile che mio figlio non venisse a contatto con questo sport. E lo ha fatto all'età di nove anni, vedendo alcuni suoi amici che giravano con le minimoto da cross. Quando mi chiese di voler provare, ovviamente, l'ho assecondato e l'ho assecondato anche quando decise di voler provare a fare le gare. Se sia stata la mia frustrazione per non essere mai riuscito a praticarlo o se solo voglia di fargli fare una cosa che voleva fermamente fare ancora non lo so... e sì che ci ho pure riflettuto molto.
Ha corso fino all'età di sedici anni disputando il campionato regionale e quello Italiano nel minicross prima e nella categoria 125 poi. Sette anni di corsa, e non solo lui, di sacrifici, di soddisfazioni, di nuove amicizie, di incazzature... sette anni belli, per me. Per lui forse i primi, poi probabilmente si è man mano stancato di non avere una vita come i suoi coetanei e appunto, a sedici anni ha deciso di smettere. A me è dispiaciuto ma ovviamente era una decisione che spettava solo a lui.
Posso dire che di botte ne ha prese, di cadute ne ha fatte, per fortuna niente di grave anche se ad alcuni suoi amici è andata peggio.
In tutti gli anni in cui ha corso comunque, l'incidente più grave che ha subito, con asportazione della milza, gli è capitato girando intorno casa sui pattini in linea...

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Messaggio Da Lyallii il Lun 8 Lug - 11:51

Il punto è che la fortuna non esiste, il destino nemmeno.
E io che sono mamma non voglio mettere mio figlio in una potenziale situazione di pericolo per la sua vita.
Poi può capitare che domani mentre esco di casa venga uccisa da un auto guidata da un ubriaco o che mi prenda un colpo. Amen.
Ma non mi ci vado a ficcare sotto.
E mi sento di avere una responsabilità su mio figlio, sulla sua vita, non lo posso assecondare perchè a impunta o perchè io quella cosa non l ho fatta e voglio ricevere un emozione grazie a lui.
La mia vita è la mia, la sua è la sua.
Ma della sua vita, ancora, son responsabile io e non voglio che succeda una tragedia per una mia aspirazione o per una mia inadeguatezza a dire no.
Poi da grande prenderà le sue scelte, sarà responsabile di se stesso, ma fintanto che non lo è, le situazioni di pericolo io le evito.

Io non credo che ci sia nessuno nel cielo che rincorre le stelle, spero solo che tutti i bambini possano avere una lunga vita, crescere e vedere mille albe e mille tramonti ed avere l opportunita di vivere una vita lunga e felice e piena e non una piccola gita in questo mondo.

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Messaggio Da primaverino il Lun 8 Lug - 12:29

Lyallii ha scritto:1) Il punto è che la fortuna non esiste,
2) il destino nemmeno.
3) spero solo che tutti i bambini possano avere una lunga vita, crescere e vedere mille albe e mille tramonti

1) Dissento: l'anno scorso il mio chef ha vinto 10.000 euro al gratta&vinci. E non si tratta di un giocatore "compulsivo". Sarà stata la terza o quarta volta che lo comprava.
2) Dipende: un caro amico di famiglia (vent'anni fa abbondanti) morì all'improvviso per aneurisma cerebrale. Cosa poteva fare per prevenire l'evento?
3) beh, magari qualcuno in più... (scusa... Non ho resistito).

primaverino
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Messaggio Da cofee il Lun 8 Lug - 12:56

quoto.. = ^ - ^ =

3)  scratch giuro: lo volevo scrivere anche io.. ma poi mi sono detta: ma no, dai..gliela passo...! :si si:

geek

cofee
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Messaggio Da don alberto il Lun 8 Lug - 13:01

Lyallii ha scritto:Il punto è che la fortuna non esiste ...

 ma la sfiga sì
(teologicamente si chiama peccato originale)


non so,
penso che molti, su ambo i versanti, abbiano scritte cose giuste.

mi sembra di capire che la disgrazia sia stata causata da un aggeggio difettoso.

un ragazzo che impara a scalare avrà pure risorse maggiori di altri.



è dura dirlo, ma i figli di famiglie disastrate maturano di più e se la cavano meglio
dei figli del mulino bianco

don alberto
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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Griiper McCloubit il Lun 8 Lug - 13:34

don alberto ha scritto:

è dura dirlo, ma i figli di famiglie disastrate maturano di più e se la cavano meglio
dei figli del mulino bianco


Mi sembra un'altra generalizzazione.
Primo, non sappiamo (io non so) se la famiglia del ragazzo sia disastrata o da mulino bianco, secondo, non è detto... ho l'impressione che Lapo se la stia cavando meglio di mio figlio. E mi scuserà mio figlio se in qualche modo l'ho accostato a "quello".


don alberto ha scritto:
ma la sfiga sì
(teologicamente si chiama peccato originale)

Questa la dovevo ancora sentire... la stampiamo su delle magliette e le vendiamo in piazza S. Pietro? Facciamo fifty-fifty ahahahahahah 

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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Lyallii il Lun 8 Lug - 13:53

Primaverino ti ho già risposto, può capitare che venga investita da un automobilista ma non per questo attraverso la strada senza guardare.
Oppure se tu credi che ci sia un giorno scelto dal fato in cui morirai che fai non guardi prima di attraversare??

Sulla fortuna...
No comment.

Poi vabbè mille albe e mille tramonti no, ma se magari i genitori prestassero, a volte, un minimo di attenzione, forse i figli arriverebbero all età della ragione.
Inutile farsi i sensi di colpa dopo.
Perchè se mio marito si scordasse mio figlio in auto e succedesse qualcosa io i sensi di colpa non gli lascio il tempo di averli!
Non so nemmeno io cosa gli farei, quanto male gli farei prima di ammazzarlo, perchè lo ammazzerei e davvero....ma di sicuro dei suoi sensi di colpa ne me strafotterei!!

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Messaggio Da primaverino il Lun 8 Lug - 14:27

Lyallii ha scritto:Primaverino ti ho già risposto, può capitare che venga investita da un automobilista ma non per questo attraverso la strada senza guardare.
Oppure se tu credi che ci sia un giorno scelto dal fato in cui morirai che fai non guardi prima di attraversare??

Sulla fortuna...
No comment.

Non ho parlato di attraversare la strada. Ho parlato di aneurisma cerebrale. Quindi il destino esiste, con buona pace tua e dei razionalisti.
Sulla fortuna: ho appena dimostrato che esiste. Basta dire: "si, non ci avevo pensato".

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Re: una tragedia e i pensieri

Messaggio Da Fux89 il Lun 8 Lug - 14:41

primaverino ha scritto:Quindi il destino esiste, con buona pace tua e dei razionalisti.
Definisci "destino".
Sulla fortuna: ho appena dimostrato che esiste.
Definisci "fortuna".

Per quanto riguarda l'argomento del thread, non ho molto da dire, da appassionato di arrampicata (anche se ho iniziato da pochissimo) dico solo che mi dispiace. :si si:

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Messaggio Da Niques il Lun 8 Lug - 14:59

primaverino ha scritto:
Lyallii ha scritto:Primaverino ti ho già risposto, può capitare che venga investita da un automobilista ma non per questo attraverso la strada senza guardare.
Oppure se tu credi che ci sia un giorno scelto dal fato in cui morirai che fai non guardi prima di attraversare??

Sulla fortuna...
No comment.

Non ho parlato di attraversare la strada. Ho parlato di aneurisma cerebrale. Quindi il destino esiste, con buona pace tua e dei razionalisti.
Sulla fortuna: ho appena dimostrato che esiste. Basta dire: "si, non ci avevo pensato".

 Destino nel senso di "tutto è già stato scritto"?

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Messaggio Da BestBeast il Lun 8 Lug - 15:01

Sapevo, sapevo che l'avreste buttata sul classico, "anche giocando a ping pong può venire un infarto". 
È un non-sequitur, come potrebbe essere la sua conclusione "tanto vale fargli fare gli equilibristi sui cornicioni, se questo li diverte".
Il discorso è l'accettazione dei rischi, compiuta necessariamente dal genitore, come per le anestesie totali. In breve, la mia domanda era: "siamo coscienti del fatto che per stabilire se il gioco valga la candela, veniamo influenzati dalle nostre proiezioni sui nostri figli? 
Anche se non è questo che verteva il discorso.
Si sta parlando di un bambino morto giocando a pallone al parco per aver urtato una panchina, o di uno obbligato a passare la sua infanzia appeso ad una montagna? È la stessa cosa? Se sì, abbiamo già finito di parlare.

Per il giudizio (sì, il giudizio; non solo dio può giudicare), magari sbagliato, dei genitori, ho usato fin troppo cautamente la formula dubitativa del probabilmente e del forse. 
Su un forum si può ancora esprimere un giudizio o soltanto inutili e scontate frasi di circostanza?
Resta il fatto che, per come la vedo io, nessun genitore che non sia uno sportivo fanatico del cazzo, proporrebbe quel tipo di sport per suo figlio di 12 (ma a quanti anni avrà iniziato?) anni. Poi si criticano i genitori vegani che inducono i figli a seguire la loro assurda dieta (ma quanto piacciono le carote a Ginetto, non potete capire!!!) oppure gli inculcano le loro credenze (di fare la comunione l'ha scelto lui, liberamente).

BestBeast
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