Perché penso che il mondo sia quantificabile

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Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Steerpike il Sab 6 Lug - 12:25

L'idea che abbiamo evoluto di numero, e le sue successive raffinazioni e derivazioni culturali, sono strumenti appropriati per descrivere il mondo che ci circonda? Io ritengo di sì, e forse a qualcuno interesserà sapere perché. L'argomento è esposto in forma sintetica, ma naturalmente tutto può essere espanso all'occorrenza.
Assumerò valida qualche assodata teoria sui miei lettori. Tutto ciò che possiamo conoscere dell'universo è quello che rilevano i nostri sensi. Su ciò che non ha nessun effetto su di essi, non possiamo e non potremo mai dire nulla.
In qualunque modo li classifichiamo (personalmente ho delle riserve sull'elenco aristotelico di cinque), tutti i nostri apparati sensoriali ricavano dati attraverso cellule nervose dotate di speciali terminazioni chiamate recettori. In quanto cellula nervosa, ogni neurone sensitivo è dotato di un assone, un lungo prolungamento con cui può trasmettere del potenziale d'azione ad altre cellule neuronali. I recettori sono fatti per reagire ad un determinato stimolo esterno (pressione, salatezza, etc.) trasmettendo un segnale alla cellula a cui sono collegati.

Semplificando, un neurone scarica non appena il potenziale di membrana proveniente dai suoi dendriti raggiunge un certo valore di soglia. I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai. Tutto ciò che forse potremmo "percepire" è se il neurone sensitivo ha scaricato o non ha scaricato; e, per un'ovvia questione di facilità di trasduzione del segnale, gli impulsi di un neurone hanno tutti la stessa intensità (possono però variare in frequenza).

L'informazione che avremo di quel pezzo di ambiente dipende completamente dalle "decisioni" di quel neurone e dei suoi colleghi. Attraverso l'assone, la scarica si trasmetterà ad altri neuroni (con una sinapsi eccitatorie oppure inibitorie), che potranno decidere a loro volta di scaricare o non scaricare a seconda degli stimoli che arriveranno loro. In questo modo, il sistema nervoso potrà analizzare e sintetizzare le informazioni di tutti i vari neuroni sensoriali, riconoscendo ad esempio una linea obliqua da un particolare schema di attivazione di specifiche cellule della retina, o "sintetizzando" un odore a partire dai livelli di stimolazione dei vari tipi di recettori presenti nel naso. Alla nostra coscienza, qualunque cosa sia, arriva solo il risultato finale; ma questo è invariabilmente ottenuto a partire da dell'informazione squisitamente quantitativa, l'unica che i neuroni, per come sono costruiti, possono veicolare. Ciò che le papille gustative mandano su per il nervo glossofaringeo fino al nucleo solitario non è altro che la codifica di un vettore di cinque quantità (i livelli di eccitazione di ciascun tipo). Spetterà poi al talamo e alla corteccia ricavarne una rappresentazione interna che definiamo il "sapore" dell'oggetto.

Tutto quello che possiamo notare dell'universo è trattabile, ed è effettivamente trattato dal nostro sistema nervoso, in forma quantitativa. Si può quindi esaminarlo con gli strumenti che abbiamo sviluppato per questa tipologia di dati.
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da lupetta il Sab 6 Lug - 13:14

ma lo hai scritto tu?eeeeeeek 
se la risposta è si vorrei avere la metà del tuo cervello...
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Odis89 il Sab 6 Lug - 16:48

Steerpike ha scritto:In qualunque modo li classifichiamo (personalmente ho delle riserve sull'elenco aristotelico di cinque),
"Tecnicamente" non si parla di cinque sensi bensì di quattro "modalità" recettoriali, in base al tipo di energia cui i recettori sono sensibili: chimica, termica, meccanica ed elettromagnetica. prrrrr 

I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai.
Veramente lo sappiamo già, infatti si parla di "stimolo adeguato" per indicare la forma di energia cui un recettore è più sensibile. moon 
Per energie diverse dallo stimolo adeguato, la soglia di attivazione è molto più alta.
(Per esempio, i coni e bastoncelli della retina rispondono alla luce ma possono rispondere anche ad una pressione applicata sul bulbo oculare.)

Ottimo tutto il resto, l'ho inverdito. ok 
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Steerpike il Sab 6 Lug - 16:56

Odis89 ha scritto:
I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai.
Veramente lo sappiamo già, infatti si parla di "stimolo adeguato" per indicare la forma di energia cui un recettore è più sensibile. moon 
[...] 
Mi riferivo alle "prestazioni" dell'apparato riguardo a un singolo fenomeno. Non possiamo dire nulla sull'accuratezza dello strumento, se non usandone altri, no?
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Odis89 il Sab 6 Lug - 16:57

Steerpike ha scritto:
Odis89 ha scritto:
I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai.
Veramente lo sappiamo già, infatti si parla di "stimolo adeguato" per indicare la forma di energia cui un recettore è più sensibile. moon 
[...] 
Mi riferivo alle "prestazioni" dell'apparato riguardo a un singolo fenomeno. Non possiamo dire nulla sull'accuratezza dello strumento, se non usandone altri, no?
Intendi la precisione della "misurazione" effettuata dal recettore?
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Steerpike il Sab 6 Lug - 17:00

Odis89 ha scritto:
Steerpike ha scritto:
Odis89 ha scritto:
I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai.
Veramente lo sappiamo già, infatti si parla di "stimolo adeguato" per indicare la forma di energia cui un recettore è più sensibile. moon 
[...] 
Mi riferivo alle "prestazioni" dell'apparato riguardo a un singolo fenomeno. Non possiamo dire nulla sull'accuratezza dello strumento, se non usandone altri, no?
Intendi la precisione della "misurazione" effettuata dal recettore?
L'accuratezza. Diversi fattori (correggimi se sbaglio), diversi dalla grandezza in sè, possono influenzare il comportamento del recettore; ma non possiamo dirlo se non usando altri sensi per osservare il fenomeno, oppure uno qualsiasi per osservare degli strumenti esterni che misurino lo stesso.
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da Odis89 il Sab 6 Lug - 17:08

Steerpike ha scritto:
Odis89 ha scritto:
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Odis89 ha scritto:
I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai.
Veramente lo sappiamo già, infatti si parla di "stimolo adeguato" per indicare la forma di energia cui un recettore è più sensibile. moon 
[...] 
Mi riferivo alle "prestazioni" dell'apparato riguardo a un singolo fenomeno. Non possiamo dire nulla sull'accuratezza dello strumento, se non usandone altri, no?
Intendi la precisione della "misurazione" effettuata dal recettore?
L'accuratezza. Diversi fattori (correggimi se sbaglio), diversi dalla grandezza in sè, possono influenzare il comportamento del recettore; ma non possiamo dirlo se non usando altri sensi per osservare il fenomeno, oppure uno qualsiasi per osservare degli strumenti esterni che misurino lo stesso.
Ah, ok... in tal caso sì, è corretto (oltre che ai limiti dell'ovvietà, ma nel testo che hai postato mi pare comunque un'utile aggiunta).
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Re: Perché penso che il mondo sia quantificabile

Messaggio Da oddvod56 il Sab 20 Lug - 10:53

Steerpike ha scritto:L'idea che abbiamo evoluto di numero, e le sue successive raffinazioni e derivazioni culturali, sono strumenti appropriati per descrivere il mondo che ci circonda? Io ritengo di sì, e forse a qualcuno interesserà sapere perché. L'argomento è esposto in forma sintetica, ma naturalmente tutto può essere espanso all'occorrenza.
Assumerò valida qualche assodata teoria sui miei lettori. Tutto ciò che possiamo conoscere dell'universo è quello che rilevano i nostri sensi. Su ciò che non ha nessun effetto su di essi, non possiamo e non potremo mai dire nulla.
In qualunque modo li classifichiamo (personalmente ho delle riserve sull'elenco aristotelico di cinque), tutti i nostri apparati sensoriali ricavano dati attraverso cellule nervose dotate di speciali terminazioni chiamate recettori. In quanto cellula nervosa, ogni neurone sensitivo è dotato di un assone, un lungo prolungamento con cui può trasmettere del potenziale d'azione ad altre cellule neuronali. I recettori sono fatti per reagire ad un determinato stimolo esterno (pressione, salatezza, etc.) trasmettendo un segnale alla cellula a cui sono collegati.

Semplificando, un neurone scarica non appena il potenziale di membrana proveniente dai suoi dendriti raggiunge un certo valore di soglia. I recettori possono non essere strumenti molto fedeli, potrebbero essere influenzati da svariati altri fattori oltre ai parametri fisici che sarebbero deputati a rilevare, ma tutto questo noi (a meno di osservare il tutto anche con altri canali) non lo sapremo mai. Tutto ciò che forse potremmo "percepire" è se il neurone sensitivo ha scaricato o non ha scaricato; e, per un'ovvia questione di facilità di trasduzione del segnale, gli impulsi di un neurone hanno tutti la stessa intensità (possono però variare in frequenza).

L'informazione che avremo di quel pezzo di ambiente dipende completamente dalle "decisioni" di quel neurone e dei suoi colleghi. Attraverso l'assone, la scarica si trasmetterà ad altri neuroni (con una sinapsi eccitatorie oppure inibitorie), che potranno decidere a loro volta di scaricare o non scaricare a seconda degli stimoli che arriveranno loro. In questo modo, il sistema nervoso potrà analizzare e sintetizzare le informazioni di tutti i vari neuroni sensoriali, riconoscendo ad esempio una linea obliqua da un particolare schema di attivazione di specifiche cellule della retina, o "sintetizzando" un odore a partire dai livelli di stimolazione dei vari tipi di recettori presenti nel naso. Alla nostra coscienza, qualunque cosa sia, arriva solo il risultato finale; ma questo è invariabilmente ottenuto a partire da dell'informazione squisitamente quantitativa, l'unica che i neuroni, per come sono costruiti, possono veicolare. Ciò che le papille gustative mandano su per il nervo glossofaringeo fino al nucleo solitario non è altro che la codifica di un vettore di cinque quantità (i livelli di eccitazione di ciascun tipo). Spetterà poi al talamo e alla corteccia ricavarne una rappresentazione interna che definiamo il "sapore" dell'oggetto.

Tutto quello che possiamo notare dell'universo è trattabile, ed è effettivamente trattato dal nostro sistema nervoso, in forma quantitativa. Si può quindi esaminarlo con gli strumenti che abbiamo sviluppato per questa tipologia di dati.

 interessante discorso però non ho capito dove vuoi andare ad apparare
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