Dio un concetto da rivedere

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Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Paolo il Lun 8 Lug - 21:22

Su di un punto ritengo che atei e credenti sono d'accordo, ovvero che non sia possibile dimostrare nè l'esistenza nè l'inesistenza di dio. Discutere di questo mi sembra del tutto inutile. Però una cosa appare evidente: la figura di dio, così come lo si vuole definire deve essere rivista. Ci sono troppe cosa assurde, impossibili, paradossali nella definizione che si fa di dio.

Dio è la totalità, onnipresente. Il tutto però ammette la parte. Ciò comporta che anche io sono dio, o meglio ne faccio parte. Ma io so bene che non è così!

Dio è onnipotente. Però questo fatto ci pone difronte a paradossi perchè l'onnipotenza presuppone che dio dovrebbe poter fare cose che nemmeno lui può fare.

Dio è onnisciente. La possibilità di conoscere anche il futuro rende il suo comportamento incompatibile con il libero arbitrio, con tutto ciò che questo comporta.

L'onnipotenza di dio è incompatibile con la presenza del male e del suo rappresentante, il diavolo.

Se poi dio è anche il creatore dell'universo si fa fatica a capire perchè abbia creato centomila miliardi di miliardi di stelle, una quantità sterminata di pianeti astri vari e una quantità ancora non determinata di materia oscura che sarebbe la maggior parte dell'universo stesso.

Di sicuro ci sono tante altre cose che non vanno in questo dio, così non va. E' un concetto da rivedere.
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da *Valerio* il Lun 8 Lug - 21:26

Si, ma dio fa quel cazzo che gli pare (cit) mgreen

*Valerio*
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Paolo il Lun 8 Lug - 21:47

Ehh si infatti. E' un bel cazzone però! Potrebbe fare le cose un po' meglio. mgreen mgreen 
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da silvio il Lun 8 Lug - 23:10

Dio è un argomento sempre presente nei pensieri quotidiani di molta parte dell'Umanità.
 Credo che alla base ci sia una domanda di fondo che gli esseri umani si pongono, una domanda che parte dalla possibilità di sentire, osservare, pensare, partecipare ad una attività conoscitiva.
 Le cose non hanno questa caratteristica, possiamo dire che non hanno coscienza, non sentono, non esprimono nulla.
 Dal punto di vista del sentire e del pensare l'universo non esprime assolutamente nulla, è praticamente come morto, meccanico, sottoposto a leggi fisiche che non hanno vita.
 Quindi l'essere umano è in tutto ciò una anomalia, pur essendo fatto della stessa materia inerte e inanimata, esprime però il pensare, ha una coscienza, un Io.
 Si è posto dunque la domanda da dove provenisse questa capacità, arrivando alla conclusione che nell'universo inerte abitasse una coscienza cosmica.
 A questa coscienza è stato dato il nome di Spirito, uno spirito che anima i corpi.
 Era la spiegazione più semplice, più immediata.
 Oggi c'è la neuroscienza a spiegare molte cose, ma non ha ancora la chiave della coscienza del pensare, sa che si attivano certe parti della corteccia nell'atto del pensare, del sentire e del volere, ma non sa nulla su cosa siano esattamente.
 Il cammino è lungo e noi esseri moderni abbiamo abbandonato ogni forma di supposizione o speculazione filosofica, preferendo la ricerca del possibile, la prova scientifica.
 Cioè abbiamo volutamente ristretto il campo entro i limiti delle nostre capacità sensoriali.
 Ora il Dio Biblico è ormai smentito, ma resta il Dio del pensiero, del sentimento, dell'Io cosciente che in qualche modo è tramite il genere umano la coscienza del mondo.
 Mondo dormiente, fatto di leggi rigide, a cui si oppone un essere umano pensante.
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Mat il Lun 8 Lug - 23:43

La presenza del Diavolo esclude o l'onnipotenza o l'infinita bontà di Dio. Tra le due, non so cosa salverei xD O si ha un Dio buono ma debole, o un Dio forte ma cattivo ( o comunque non estremamente buono). ...Sull'onniscienza ho una domanda: se Dio è onnisciente, è giusto dire che non può essere anche estremamente buono? Infatti, se lo fosse, non darebbe modo di vivere a coloro che sa che andrebbero all'Inferno. Quindi, se salviamo anche qua la bontà, Dio non è nemmeno onnisciente. In pratica, o Dio è malvagio oppure è una gran bella persona, ma ha delle facoltà più umane che divine...E un essere del genere non sarebbe più un Dio. Quindi, se esiste un Dio, non è completamente buono. O non lo è nei nostri confronti, almeno xD Magari semplicemente ci trova indifferenti xD
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Tomhet il Mar 9 Lug - 0:28


Sono argomenti che però valgono solo per il dio delle religioni rivelate monoteiste.

Tomhet
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Masada il Mar 9 Lug - 6:17

Tomhet ha scritto:
Sono argomenti che però valgono solo per il dio delle religioni rivelate monoteiste.

Bello lo schema riassuntivo!!
Che io sappia la teodicea è quasi stata abbandonata.
Ora le varie teologie stanno cercando di soffermarsi a capire cosa sia la libertà e cosa implichi.
stanno cioè cercando di trovare una giustificazione razionale partendo da una altra prospettiva, antropologica, almeno così mi pare di aver capito.

sarò schietto, da agnostico ed ex credente devo dire che la cosa che mi "inquieta" è che beduini rincoglioniti di 3000 anni fa hanno formulato il mito di adamo ponendo al centro dello sbiellamento del rapporto uomo dio proprio l'allegorico albero della conoscenza del bene e del male...

come abbiano fatto a cogliere questa centralità prima dell'impatto della filosofia greca e a scrivere così bene l'esperienza "psicologica" della "tentazione" resta un po' inquietante, ma superabile.
inoltre, sempre nel cristianesimo, il problema bene-male viene per così dire risolto nel dio uomo gesù che prende il male su di sè e muore da innocente senza odiare. insomma, non ti spiega il perchè del male patito dall'innocente, ma ti fa accettarlo prendendoselo lui addosso, condividendolo, come per dire, in un certo senso anche il male è... bene...
chiaro, non è un superamento razionale (che come dice il mito dell'albero è precluso in quell'argomento all'uomo la possibilità di farlo), è esperienziale-emotivo.
ma per i credenti cristiani è soddisfacente.

i temi sono due ed estremamente insoluti anche in campo filosofico-razionale e non esauribili in quello scientifico:
la libertà
il bene-male
...

spero si sia capito, ho ancora un occhio mezzo chiuso...

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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da BestBeast il Mar 9 Lug - 7:05

Masada78 ha scritto:come abbiano fatto a cogliere questa centralità prima dell'impatto della filosofia greca e a scrivere così bene l'esperienza "psicologica" della "tentazione" resta un po' inquietante, ma superabile.

 Invece ai greci era dato sapere? Non ti avrebbe stupito lo stesso?. Vedi, superato.

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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Mat il Mar 9 Lug - 9:38

Lo schema riassuntivo è molto ben fatto. In pratica, se si usa la logica, ci sono delle contraddizioni da cui non ci si può liberare. L'unica cosa che mi potrebbe venire in mente ( ma con un'elucubrazione mentale assai stramba) è che Dio e Satana siano due dei che abbiano gli stessi poteri, e che uno sia buono e l'altro cattivo. E' molto semplicistica come teoria, ma in questo modo si potrebbe capire perché esiste il male e perché il dio buono non possa fare nulla per fermarlo. Però non mi convince nemmeno un po', anzi non vorrei dar modo di creare una nuova setta ( se non esiste già xD ). Se vogliamo, però, fin da subito ( se consideriamo che il serpente dell'Eden sia Satana) Lucifero ha mostrato di avere grandi poteri. Come ha fatto a trovarsi lì? Perché Dio, onnipotente e onnisciente, avrebbe dovuto permettere una cosa del genere? Anzi, visto che era onnisciente, avrebbe anche dovuto sapere che, appena creati, gli uomini sarebbero stati tentati da quel serpente! E lo avrebbe dovuto sapere da sempre, visto che era ed è onnisciente!...
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da paolo1951 il Mar 9 Lug - 14:12

Certo il concetto di Dio che hanno in maggioranza sia credenti che non credenti, è vecchio, obsoleto e ... persino ridicolo!
Ma purtroppo è difficile cambiare le cose, e poi ... a tutti viene bene così!
Ratzinger forse aveva cercato timidamente di proporre qualcosa di diverso, ma chi mai capiva cosa diceva quell'uomo !?
E poi perché cambiare un qualcosa che funziona, che piace alla gente, che riscuote successo... anche commerciale?
Per essere "democratici" è necessario essere poco intelligenti ... o almeno far finta di non esserlo, Ratzinger non aveva nessuna di queste due capacità, Bergoglio credo che abbia la seconda.
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Masada il Mar 9 Lug - 18:56

paolo1951 ha scritto:
Per essere "democratici" è necessario essere poco intelligenti ... o almeno far finta di non esserlo, Ratzinger non aveva nessuna di queste due capacità, Bergoglio credo che abbia la seconda.

trovo straordinaria questa parte.
ben scritta.
geniale.

aprirebbe 10 3d solo lei.

più ti leggo più comincio a capire la tua visione.

ha un senso.

e pensare che all'inizio mi sembravi solo un coglione... eeeeeeek mgreen carneval 
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Masada il Mar 9 Lug - 19:34

BestBeast ha scritto:
Masada78 ha scritto:come abbiano fatto a cogliere questa centralità prima dell'impatto della filosofia greca e a scrivere così bene l'esperienza "psicologica" della "tentazione" resta un po' inquietante, ma superabile.

 Invece ai greci era dato sapere? Non ti avrebbe stupito lo stesso?. Vedi, superato.

hai ragione.

di certo sono un po' eurocentrico.
anche culture come quelle orientali hanno detto e dato molto senza i nostri aiutini.
han mostrato l'uomo all'uomo.

che in una tragedia greca si potesse anche andare oltre, o un socrate, o un aristotele, mi par indubitabile, ma che in culture così apparentemente misere strutturalmente si potesse, mi stupisce.

mi stupisce l'uomo.


superabile sempre, ma lo supero in altri modi...

mi piace sempre lasciarmi travolgere in prima istanza dal senso di mistero di un "perchè?" e sentirne l'inquietudine, delle mille ipotesi che esplodono come schegge, dove dentro c'è tutto l'umano, anche la parola dio.

sono agnostico.

non devo aver paura di nulla negli attimi di epochè.
non posso precludere nulla.
precludere una sola cosa è già precludere tutto.

è parte del "mio" "metodo".

e se in democrazia tutti abbiamo la stessa "ragione", altra parte del metodo è lasciarmi ferire dalle schegge esplose dagli altri, dai diversi da me, devo lasciar parlare la diversità, e la diversità mi dice "dio", io lascio che anche questa ipotesi ferisca la mia ragione.

tutto qui.

è, paradossalmente, cercare di essere un minimissimo "coerenti", fra verità in alcuni ambiti dell'umano, come la politica, la democrazia, basate sulla fallacia ad popolum, o sui sentimenti... e altre sulla razionalità, o la scienza...

se mi faccio una domanda su un sasso, mi rispondono poche discipline...
se me la faccio sull'umano, non si contano, e si sconfina persino nelle filosofie, nelle letterature, nelle arti,...

se si perde anche qui il senso di mistero e l'inquietudine, cosa resta dell'uomo?
cosa del sapere?
solo la replicazione meccanica, la tecnica.

einstein riusciva a conservarlo anche nei confronti del mondo fisico e della corrispondenza con la matematica:
"Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo come a un miracolo o a un eterno mistero? A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all’ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d’ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall’uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d’ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del “miracoloso”, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza."

la meraviglia è sempre stato il primo stimolo alla ricerca del sapere, non solo il bisogno materiale.

ovviamente mi son lasciato andare in questa sbrodolata retorica proprio con te, perchè volevo darti ulteriore materiale facile per le tue future sporadiche ma sempre puntuali punzecchiature ironiche.wink.. 
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Paolo il Mar 9 Lug - 20:20

A mio avviso limitare il discorso alla questione del male o del diavolo. Ci sono altre questioni che rendono il concetto tradizionale di dio inaccettabile. Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no. E non lo dico per partito preso. In effetti ho provato a modificare in qualche modo la figura di dio, diciamo un dio limitato, diversamente abile, ma non ho trovato alcuna soluzione che potesse soddisfare tutte le necessità logiche.
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Messaggio Da paolo1951 il Gio 11 Lug - 17:19

Paolo ha scritto:A mio avviso limitare il discorso alla questione del male o del diavolo. Ci sono altre questioni che rendono il concetto tradizionale di dio inaccettabile. Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no. E non lo dico per partito preso. In effetti ho provato a modificare in qualche modo la figura di dio, diciamo un dio limitato, diversamente abile, ma non ho trovato alcuna soluzione che potesse soddisfare tutte le necessità logiche.
Io credo che esista un concetto di Dio accettabile anche per gli atei... anzi direi che gli atei hanno in genere proprio questo concetto di Dio.
Dio è qualcosa di analogo, in campo etico, a quello che è in campo logico-scientifico la matematica.
Dio è un'astrazione della mente umana, Dio è semplicemente il nostro concetto di Bene, di Giusto e anche di Ragione...
Come nella realtà non potrai mai costruire fisicamente nessun ente geometrico (punto, linea, piano, triangolo, ecc.) perché ad esempio nessuna linea retta tracciabile avrà mai una sola dimensione e per di più questa (la lunghezza) potrà essere infinita, così anche Dio è qualcosa di inesistente, i modelli che ci possiamo costruire saranno sempre ridicole antropomorfizzazioni.

Ma come in fondo tutti siamo convinti che il linguaggio della matematica sia universale, che 2 + 2 facciano 4 anche per un alieno, anzi che questo fosse "vero" anche prima del big-bang, così siamo portati a pensare che esista anche una Legge morale allo stesso modo universale.
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Messaggio Da silvio il Gio 11 Lug - 18:04

Quoto e do il verde
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Messaggio Da Masada il Gio 11 Lug - 20:48

[quote="paolo1951"]
Paolo ha scritto:
Dio è qualcosa di analogo, in campo etico, a quello che è in campo logico-scientifico la matematica.
Dio è un'astrazione della mente umana, Dio è semplicemente il nostro concetto di Bene, di Giusto e anche di Ragione...


finalmente una idea "nuova" sul tema, e ben espressa, pure concisa.
bravo.
bello.
verde.
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Messaggio Da Mat il Gio 11 Lug - 22:29

Verde anche da parte mia ;)
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Messaggio Da Paolo il Mer 17 Lug - 11:35

paolo1951 ha scritto:
Paolo ha scritto:A mio avviso limitare il discorso alla questione del male o del diavolo. Ci sono altre questioni che rendono il concetto tradizionale di dio inaccettabile. Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no. E non lo dico per partito preso. In effetti ho provato a modificare in qualche modo la figura di dio, diciamo un dio limitato, diversamente abile, ma non ho trovato alcuna soluzione che potesse soddisfare tutte le necessità logiche.
Io credo che esista un concetto di Dio accettabile anche per gli atei... anzi direi che gli atei hanno in genere proprio questo concetto di Dio.
Dio è qualcosa di analogo, in campo etico, a quello che è in campo logico-scientifico la matematica.
Dio è un'astrazione della mente umana, Dio è semplicemente il nostro concetto di Bene, di Giusto e anche di Ragione...
Come nella realtà non potrai mai costruire fisicamente nessun ente geometrico (punto, linea, piano, triangolo, ecc.) perché ad esempio nessuna linea retta tracciabile avrà mai una sola dimensione e per di più questa (la lunghezza) potrà essere infinita, così anche Dio è qualcosa di inesistente, i modelli che ci possiamo costruire saranno sempre ridicole antropomorfizzazioni.

Ma come in fondo tutti siamo convinti che il linguaggio della matematica sia universale, che 2 + 2 facciano 4 anche per un alieno, anzi che questo fosse "vero" anche prima del big-bang, così siamo portati a pensare che esista anche una Legge morale allo stesso modo universale.

Ottimo intervento! Concordo sulla tua valutazione di un dio ateo (anche se di per se è un contro senso). Tieni conto però che non tutti gli atei, io per primo, non credono nell'esistenza dell'infinito o dell'eterno. Se tu togli questo ti ritrovi solo un dio antropomorfo. E direi che è un po' poco per concettualizzare una idea di divino. E poi la questione ritengo riguardi i credenti. Ovvero se voglio continuare a credere (si fa per dire!!!) e se vogliono essere convincenti (si fa ancora per dire !!) devono rivedere l'idea che hanno di dio e del divino.
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Messaggio Da Assenzio il Mer 17 Lug - 12:30

Paolo ha scritto:Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no

 Io penso di sì, è il Dio di Spinoza : http://www.pratoreporter.it/giornale/scienze-e-tecnologie/una-lettura-reinventare-il-sacro.

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Messaggio Da Mandalay il Mer 17 Lug - 13:42

paolo1951 ha scritto:
Paolo ha scritto:A mio avviso limitare il discorso alla questione del male o del diavolo. Ci sono altre questioni che rendono il concetto tradizionale di dio inaccettabile. Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no. E non lo dico per partito preso. In effetti ho provato a modificare in qualche modo la figura di dio, diciamo un dio limitato, diversamente abile, ma non ho trovato alcuna soluzione che potesse soddisfare tutte le necessità logiche.
Io credo che esista un concetto di Dio accettabile anche per gli atei... anzi direi che gli atei hanno in genere proprio questo concetto di Dio.
Dio è qualcosa di analogo, in campo etico, a quello che è in campo logico-scientifico la matematica.
Dio è un'astrazione della mente umana, Dio è semplicemente il nostro concetto di Bene, di Giusto e anche di Ragione...
Come nella realtà non potrai mai costruire fisicamente nessun ente geometrico (punto, linea, piano, triangolo, ecc.) perché ad esempio nessuna linea retta tracciabile avrà mai una sola dimensione e per di più questa (la lunghezza) potrà essere infinita, così anche Dio è qualcosa di inesistente, i modelli che ci possiamo costruire saranno sempre ridicole antropomorfizzazioni.

Ma come in fondo tutti siamo convinti che il linguaggio della matematica sia universale, che 2 + 2 facciano 4 anche per un alieno, anzi che questo fosse "vero" anche prima del big-bang, così siamo portati a pensare che esista anche una Legge morale allo stesso modo universale.

 Non sono d'accordo dubito che esista una legge morale universale.
La mantide religiosa uccide il suo partner dopo l'amplesso,il leone uccide i figli dell'altro leone per poter mandare in calore la leonessa.
Se per un alieno 2+2 fa 4 nulla ci può far pensare che uccidere il propio partner o i figli di un altro sia per lui diverso che per la succitata mantide o leone.
Che l'umanità si stia dando valori comuni può darsi ma se li dà da sola senza bisogno di scomodare una legge morale universale
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Messaggio Da Paolo il Mer 17 Lug - 14:33

Assenzio ha scritto:
Paolo ha scritto:Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no

 Io penso di sì, è il Dio di Spinoza : http://www.pratoreporter.it/giornale/scienze-e-tecnologie/una-lettura-reinventare-il-sacro.

No! Perchè in ogni caso non superi il paradosso di un tale concetto di dio: il tutto non ammette il parziale. Qualunque idea proponi di dio o lo parzializzi, cosa però insensata, o tu ne fai parte, cosa ugualmente insensata.

Comunque la giri, motore immobile, creatore, essere supremo, assoluto o perfettissimo che sai, tu non supererai mai questo paradosso che rende il concetto "tradizionale" di dio inaccettabile.
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Messaggio Da Assenzio il Mer 17 Lug - 15:09

Paolo ha scritto:
Assenzio ha scritto:
Paolo ha scritto:Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no

 Io penso di sì, è il Dio di Spinoza : http://www.pratoreporter.it/giornale/scienze-e-tecnologie/una-lettura-reinventare-il-sacro.

No! Perchè in ogni caso non superi il paradosso di un tale concetto di dio: il tutto non ammette il parziale. Qualunque idea proponi di dio o lo parzializzi, cosa però insensata, o tu ne fai parte, cosa ugualmente insensata.

Comunque la giri, motore immobile, creatore, essere supremo, assoluto o perfettissimo che sai, tu non supererai mai questo paradosso che rende il concetto "tradizionale" di dio inaccettabile.

 Il Dio di Spinoza supera il paradosso proprio perché non è un concetto tradizionale di dio! Ragione per la quale é accettabile, non a caso Voltaire (che era teista) affermava che "Spinoza predica l'ateismo". Onde evitare equivoci, come giustamente lo ha fatto notare Michel Onfray : "chiamiamolo col suo vero nome : la Natura".

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Messaggio Da paolo1951 il Mer 17 Lug - 16:38

Mandalay ha scritto:...
 Non sono d'accordo dubito che esista una legge morale universale.
La mantide religiosa uccide il suo partner dopo l'amplesso,il leone uccide i figli dell'altro leone per poter mandare in calore la leonessa.
Se per un alieno 2+2 fa 4 nulla ci può far pensare che uccidere il propio partner o i figli di un altro sia per lui diverso che per la succitata mantide o leone.
Che l'umanità si stia dando valori comuni può darsi ma se li dà da sola senza bisogno di scomodare una legge morale universale
Io però non ho detto che una "Legge morale universale" esista realmente, ma solamente che in genere anche gli atei sono convinti che esista, o si comportano come esistesse.
Intendevo dire che certe cose suscitano anche negli atei uno "sdegno etico" che è qualcosa di diverso da una semplice e pacata condanna razionale.
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da paolo1951 il Mer 17 Lug - 17:13

Assenzio ha scritto:
Paolo ha scritto:
Assenzio ha scritto:
Paolo ha scritto:Quello che io mi domando è se ci può essere una diversa visione di un dio che possa in qualche modo renderlo logicamente più accettabile o comunque meno assurdo. Io penso di no

 Io penso di sì, è il Dio di Spinoza : http://www.pratoreporter.it/giornale/scienze-e-tecnologie/una-lettura-reinventare-il-sacro.

No! Perchè in ogni caso non superi il paradosso di un tale concetto di dio: il tutto non ammette il parziale. Qualunque idea proponi di dio o lo parzializzi, cosa però insensata, o tu ne fai parte, cosa ugualmente insensata.

Comunque la giri, motore immobile, creatore, essere supremo, assoluto o perfettissimo che sai, tu non supererai mai questo paradosso che rende il concetto "tradizionale" di dio inaccettabile.
 Il Dio di Spinoza supera il paradosso proprio perché non è un concetto tradizionale di dio! Ragione per la quale é accettabile, non a caso Voltaire (che era teista) affermava che "Spinoza predica l'ateismo". Onde evitare equivoci, come giustamente lo ha fatto notare Michel Onfray : "chiamiamolo col suo vero nome : la Natura".
Appunto il Dio di Spinoza è solo natura... la natura, l'universo considerato globalmente.
Io invece intendevo qualcosa che in natura non esiste.
Torno all'esempio della matematica, esistono in natura in numeri?
Non sono un matematico ma direi di no, i numeri sono solo un nostro modo di pensare... il nostro modo di contare. Possono esistere 3 mele, 3 pianeti, ecc. ma non il "3".
I numeri diciamo che sono infiniti, ma nessuno uomo o computer può realmente contare fino all'infinito...
Eppure qualcuno riesce ad immaginare che ci sia un modo veramente diverso di pensare, di contare, di misurare, di rappresentarci le cose?
Nessuno per esempio può immaginare, concepire un numero così grande che non esista uno maggiore di esso.

Perché qualcosa di analogo non possiamo pensare riguardo a Dio?
Come dicevo Dio non è altro che un prodotto della mente umana, non è il creatore ma creato, non è signore dell'universo, non è onnipotente ... anzi l'universo se ne frega altamente di Dio, va per la sua strada senza esserne minimamente influenzato.
Però questo Dio non poi così diverso dal dio chiamato "Logos" o "Verbo", anche questo Dio si è "incarnato" non in un uomo particolare ma in miliardi di uomini, nell'umanità intera, o, se vogliamo dirla così, è l'Umanità in "astratto"... e infine è forse immortale ed eterno perché "potenzialmente" esistente prima dell'universo e destinato a sopravvivere idealmente alla fine dell'umanità e anche dell'universo.
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Re: Dio un concetto da rivedere

Messaggio Da Paolo il Mer 17 Lug - 19:23

Assenzio quando dico no è perchè il dio di Spinoza non è un dio! Dio è un essere che trascende la realtà, al di fuori dello spazio e del tempo. Non ha e non può avere nulla a che fare con la natura. 

@ Paolo i numeri non esistono, sono solo una rappresentazione virtuale della realtà. E l'errore che a mio avviso qui tanti fanno è di pensare che i numeri e perciò la matematica siano qualcosa di reale. Ma non è così. Dire che i numeri sono infiniti o che 2 + 2 fa quattro è una mera convenzione ma nulla di reale. Nella realtà non è così. Forse dio lo possiamo considerare una rappresentazione virtuale di un mondo e ti una vita che vorremmo. Ma in ogni caso sempre una fantasia. Non esiste.
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