Trattare la violenza come una malattia

Pagina 5 di 13 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6 ... 11, 12, 13  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Mar 15 Ott - 12:55

@ Rasp: ho letto la richiesta di citare gli studi di Cohen, ieri sera ho rivisto il capitolo del libro che tratta di genetica e sono citati parecchi studi condotti sotto la sua supervisione insieme ad un altro esperto con un cognome russo. Poi era tardi e sono andata a letto, appena rientro te li riporto, così sei contento.
Comunque si parla sempre di predisposizione e mai di determinismo, l'ambiente, soprattutto nei primi anni di vita è molto, molto importante (nel libro sono citati anche studi sui gemelli... no, Paolo, non quelli di Mengele! ahahahahahah)

Per quanto riguarda il resto quoto il sempre ottimo Mix (tranne che sul solito teatrino col Rasp diffidente)

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Fux89 il Mar 15 Ott - 13:12

Diva ha scritto:(tranne che sul solito teatrino col Rasp diffidente )
quoto.. 

Fux89
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 16173
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 20.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Mar 15 Ott - 13:15

@ Paolo: ci sono persone che impostano il loro modo di reagire sulla violenza, è un modo di essere dato dalle esperienze di vita che le hanno portate a sviluppare questo tipo di approccio che però non è funzionale né a livello individuale che ci società. Questo crea disagio soprattutto nei diretti interessati. Non vedo cosa ci sia di male ne cercare di aiutarli sfruttando le conoscenze in campo neuroscientifico... Il tuo discorso sulla violenza come metodo di protesta non può essere affrontato con gli stessi strumenti, anche se sarebbe auspicabile pensare che innescare una spirale di comportamenti empatico a livello di individui singoli possa alla lunga portare un miglioramento del grado di empatia a livello di società. Non si tratta di voler forzare nulla su nessuno, io per prima inorridisco davanti a casi come quelli di Aldovrandi, morto a causa di un Tso...quello che io, sulla scia di Baron Cohen mi immagino è una seria promozione dell'empatia come valore e come metodo di approccio nella risoluzione dei problemi. Tale promozione passa per l'istruzione, l'informazione e perché no anche l'istituzione di programmi che aiutino le persone violente a comprendere come lavorare su sé stesse, a scoprire che molte volte la violenza peggiora noi e gli altri. Mi pare che tutte le società civili vadano in qualche modo contro alla naturale tendenza dell'uomo a risolvere i conflitti in maniera violenta... questo sia a livello generale (fino a 300 anni fa era accettabile bruciare la gente in piazza ), sia a livello individuale (mio nonno picchiava mio padre con la stroppa di legno, dopo solo una generazione, io non ho mai dato nemmeno uno sculaccione a mia figlia). Penso che il progresso vada inteso anche come un allontanamento da quegli schemi biologici che, non vivendo più in uno stato di indigenza, ci possiamo permettere di abbandonare... No?

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Avalon il Mar 15 Ott - 13:18

Diva, oltre a baciucchiarti per quello che hai scritto, posso segnalare che l'ultima frase è esattamente quello che io intendevo nel famoso topic in cui parlavamo di maternità, come allontanamento dalle schiavitù biologiche?

Avalon
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 7619
Età : 42
Località : Cagli
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 22.02.10

http://www.avalon451.blogspot.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Mar 15 Ott - 13:59

Grazie Avalon! bacio

Il discorso sulla schiavitù biologica l'avevo capito, solo che mi risulta impensabile applicarlo alla maternità... proprio come se tu mi dicessi che per liberarti dalla schiavitù biologica di dover assumere cibo tre volte al giorno preferissi avere un dispositivo di rilascio endovenoso di nutrienti installato nella giugulare piuttosto che farti pane e porchetta. mgreen Poi aggiungici lo scoglio morale di dover accettare la soppressione di un essere vivente...per me il tuo discorso, per quanto razionalmente lo possa capire, risulta inaccettabile, a tratti grottesco. La limitazione della violenza attraverso la promozione dell'empatia invece trova tutto il mio consenso non solo razionale, ma anche etico e "affettivo" perché tesa verso l'eliminazione di comportamenti naturali negativi (e per me la maternità è un'esperienza del tutto positiva)...

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da paolo1951 il Mar 15 Ott - 14:31

Diva ha scritto:@ Paolo: ci sono persone che impostano il loro modo di reagire sulla violenza, è un modo di essere dato dalle esperienze di vita che le hanno portate a sviluppare questo tipo di approccio che però non è funzionale né a livello individuale che ci società. Questo crea disagio soprattutto nei diretti interessati. Non vedo cosa ci sia di male ne cercare di aiutarli sfruttando le conoscenze in campo neuroscientifico... Il tuo discorso sulla violenza come metodo di protesta non può essere affrontato con gli stessi strumenti, anche se sarebbe auspicabile pensare che innescare una spirale di comportamenti empatico a livello di individui singoli possa alla lunga portare un miglioramento del grado di empatia a livello di società. Non si tratta di voler forzare nulla su nessuno, io per prima inorridisco davanti a casi come quelli di Aldovrandi, morto a causa di un Tso...quello che io, sulla scia di Baron Cohen mi immagino è una seria promozione dell'empatia come valore e come metodo di approccio nella risoluzione dei problemi. Tale promozione passa per l'istruzione, l'informazione e perché no anche l'istituzione di programmi che aiutino le persone violente a comprendere come lavorare su sé stesse, a scoprire che molte volte la violenza peggiora noi e gli altri. Mi pare che tutte le società civili vadano in qualche modo contro alla naturale tendenza dell'uomo a risolvere i conflitti in maniera violenta... questo sia a livello generale (fino a 300 anni fa era accettabile bruciare la gente in piazza ), sia a livello individuale (mio nonno picchiava mio padre con la stroppa di legno, dopo solo una generazione, io non ho mai dato nemmeno uno sculaccione a mia figlia). Penso che il progresso vada inteso anche come un allontanamento da quegli schemi biologici che, non vivendo più in uno stato di indigenza, ci possiamo permettere di abbandonare... No?
Diva posso aver frainteso (questo l'ho già scritto) il tuo discorso però capisci anche tu quello che volevo dire. Non sono affatto contrario ad un propaganda volta a diffondere idee di civile e pacifica convivenza, magari iniziando già con gli individui in più tenera età, cioè in definitiva più condizionabili. Dico solo che deve restare un punto fermo che non si deve trattare altro che di propaganda, educazione condotta con le sole parole.
E a proposito di parole, il verbo "curare" quando non significa strettamente aiutare un altro ad aver cura di sé stesso, aiutarlo a fare quello che vorrebbe fare da solo, ma che da solo non sarebbe in grado di fare, perché ad esempio mica posso auto-operarmi di appendicite, è un verbo che non mi piace, che mi fa venire la pelle d'oca!

paolo1951
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 5278
Età : 65
Località : Ovada (AL)
Occupazione/Hobby : imprenditore/viaggi, storia, filosofia, subacquea, fotografia
SCALA DI DAWKINS :
60 / 7060 / 70

Data d'iscrizione : 09.12.08

http://www.benazzo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Avalon il Mar 15 Ott - 14:35

Per me è sempre una questione di libertà di scelta applicata a necessità biologiche; si tratti di nutrizione endovenosa, replicatori uterini, gestione consapevole dell'istinto fondamentale, e via dicendo...
Condivido pienamente, di nuovo, la tua ultima frase: ma dentro la parentesi sostituisco 'negativa'.

Mi hai fatto venire voglia di rileggermi Baron Cohen... stasera me lo porto a letto!


Avalon
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 7619
Età : 42
Località : Cagli
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 22.02.10

http://www.avalon451.blogspot.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Mer 16 Ott - 12:43

Diva ha scritto:@ Rasp: ho letto la richiesta di citare gli studi di Cohen, ieri sera ho rivisto il capitolo del libro che tratta di genetica e sono citati parecchi studi condotti sotto la sua supervisione insieme ad un altro esperto con un cognome russo. Poi era tardi e sono andata a letto, appena rientro te li riporto, così sei contento.
Comunque si parla sempre di predisposizione e mai di determinismo, l'ambiente, soprattutto nei primi anni di vita è molto, molto importante (nel libro sono citati anche studi sui gemelli... no, Paolo, non quelli di Mengele! ahahahahahah)

Per quanto riguarda il resto quoto il sempre ottimo Mix (tranne che sul solito teatrino col Rasp diffidente)
Sono ancora in attesa. Comunque bisogna che il nostro si decida: se la predisposizione all'aggressività è /può essere genetica (E lo deve dimostrare), mi pare proprio si tratti di determinismo, giustificato o meno.

_________________
Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

Rasputin
..............
..............

Maschile Numero di messaggi : 49123
Età : 56
Località : Augusta vindelicorum
Occupazione/Hobby : Nazista
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 28.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Avalon il Mer 16 Ott - 13:30

In un sistema complesso qual è l'espressione neurologica e di conseguenza caratteriale della predisposizione genetica ad un particolare tratto, non vi è nulla di deterministico, tanti sono gli elementi interconnessi coinvolti.

Avalon
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 7619
Età : 42
Località : Cagli
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 22.02.10

http://www.avalon451.blogspot.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Mer 16 Ott - 13:32

Avalon ha scritto:In un sistema complesso qual è l'espressione neurologica e di conseguenza caratteriale della predisposizione genetica ad un particolare tratto, non vi è nulla di deterministico, tanti sono gli elementi interconnessi coinvolti.
D'accordissimo. Ma se è cosí, allora casca tutto il palco, o no? ??? 

_________________
Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

Rasputin
..............
..............

Maschile Numero di messaggi : 49123
Età : 56
Località : Augusta vindelicorum
Occupazione/Hobby : Nazista
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 28.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da alberto il Gio 17 Ott - 11:57

il 3d è stato separato ponendo tutta la discussione sull'obesità in un 3d apposito.

alberto
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 2604
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 26.12.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Ludwig von Drake il Gio 17 Ott - 12:06

Grazie Alberto.
Questo scambio apparteneva al tema "violenza":
Ludwig von Drake ha scritto:

Ludwig von Drake ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Ludwig von Drake ha scritto:http://www.wired.com/wiredscience/2013/01/violence-is-contagious/
Già più plausibile, anche se mi sembra un po' la scoperta dell'acqua calda wink.. 
O il cosiddetto uovo di Colombo.
C'è una certa differenza.
Solo parolaia. In sostanza, stessa roba.
Evidentemente, non sai la differenza. Royales 
Tanto per renderti edotto:
Uovo di Colombo, "di cosa o trovata semplice per risolvere un problema ritenuto insolubile (così come C. Colombo, secondo una tradizione, riuscì a far stare in piedi un uovo, ciò che altri non erano riusciti a fare, solo schiacciandolo un po’ a una delle due estremità)".

http://www.treccani.it/vocabolario/uovo/

scoprire l'acqua calda (fam) • Fig.: scoprire le cose più ovvie convinti di essere arrivati a grandi verità. Di solito scherzoso oppure spregiativo.

http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/A/acqua.shtml#36

saluto... 

Ludwig von Drake
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 4723
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 19.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Elima il Gio 17 Ott - 12:11

Lyallii ha scritto:
Ma quante delle persone violente ammettono con se stessi di esserlo e provano a cambiare e non danno la colpa agli altri? È questo il problema...
Stavo per scrivere che non avevo esperienza di persone violente con l'esclusione del mio ex marito, ma poi mi sono accorta che in realtà vengo da una famiglia in cui la violenza era all'ordine del giorno, solo che col passare del tempo, col cambio delle "strutture sociali" in cui andavamo a vivere questa si è affievolita fino a scomparire. Discorso inverso col mio ex, pare che con me riuscisse quantomeno a frenare la violenza fisica, se non quella psicologica e con l'età la tendenza alla violenza è andata aumentando e che lui dia a me il grosso della responsabilità. Lui non ammetterebbe mai una sua responsabilità nello scatafascio che sta facendo della sua vita e che lo rende sempre più violento in un effetto volano. Si può curare solo chi ammette di essere malato. Sono sempre convinta che bisognerebbe sostituire l'ora di religione con quella di psicoterapia preventiva.

Elima
-----------
-----------

Femminile Numero di messaggi : 2371
Età : 59
Località : Napoli
Occupazione/Hobby : Impiegata, lettura, vela, subacquea
SCALA DI DAWKINS :
50 / 7050 / 70

Data d'iscrizione : 20.06.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Gio 17 Ott - 16:47

Rasputin ha scritto:
Sono ancora in attesa. Comunque bisogna che il nostro si decida: se la predisposizione all'aggressività è /può essere genetica (E lo deve dimostrare), mi pare proprio si tratti di determinismo, giustificato o meno.
Scusa, sono stata fuori citta' e fino a stamattina ero troppo di buon umore per rovinare il tutto con l'incazzatura che derivera' da questa discussione... ora, dopo essermi dedicata al lavoro per buona parte della giornata, sono di nuovo di umore nero, quindi riprendo citando gli sudi (direttamente dal libro "La scienza del male - l'empatia e le origini della crudelta'" di Baron Cohen):


Il Cap.5 tratta del ruolo dei geni nello sviluppo dell'empatia e l'auore specifica "spero che non venga frainteso e non si pensi che l'empatia sia esclusivamente genetica, dal momento che i geni agiscono sempre in un ambiente..." (cit.)

Studi dell'empatia sui gemelli monozigoti e dizigoti:

Davis, Luce, Kraus, 1994
Leolin, Nichlos, 1976
Mattew, Batson, Horn et al, 1981

hanno permesso di stimare che nel 68% la probabilita' di ereditare l'empatia affettiva (ossia quanto della variazione dell'empatia e' di origine genetica)

Un altro studio:

Hughes, Jafee, Happe' et al., 2005

ha stiamto che la probabilita' di ereditare l'empatia cognitiva e' molto simile tra gemelli MZ e DZ, suggerendo che a dominare in questo caso sono i fattori ambientali

Gli studi di

Zahn-Waxler, Radke-Yarrow, wagner at al, 1992
Kanfo, Zahn-Waxler, Van Hulle et al. 2008

su bambini di circa 1 anno (che quindi non possono rispondere- anche mentendo- ai questionari) hanno permesso di concludere che l'empatia ha una buona componente genetica.

I metodi osservativi forniscono misure migliori dell'empatia "affettiva" (componente di risposta) e fanno ritenere che tra le due principali componenti dell'empatia (cognitiva rispetto all'affettiva), il contributo genetico possa essere maggiore nella componente affettiva.

Altri studi sui bambini adottati dove e' possibile confrontare la componente genetiva VS l'influenza ambientale: comportamento antisociale e' ereditabile (Rhee, Waldman 2002). Per esempio il 70% del rischio di diventare borderline puo' essere spiegato da fattori genetici (Loranger, Oldman, Tulis 1982 e Torgersen, 2000). Nonostante quindi le influenze ambientali (maltrattamento e abbandono), divenire borderline richiede in primo luogo che il soggetto abbia una suscettibilita' genetica.


Studi sui geni che influenzano il neurotrasmettitore della serotonina (un eccesso di serotonina nelle sinapsi e' stato legato all'aggressivita'). Se si fa aumentare l'attivita' dei ricettori per la serotonina, che rimuovono il neurotrasmettitore dalle sinapsi, l'aggressivita' si riduce (Bell, Abrams, Nutt 2011). Il gene coinvolto nella rimozione della serotonina e' il gene della MAOA (monoamminossidasi-A). Esistono due diverse forme di questo gene: MAOA-L, i portatori di questo gene producono bassi livelli di enzime chiave (L sta per low) e MAOA-H i cui portatori producono alti livelli di enzime chiave (H sta per high).
Bassi livelli di MAOA spesso corrispondono ad alte concentrazioni di neurotrasmettitore nelle sinapsi --> I soggetti con la forma MAOA-H del gene sono meno aggressivi. I bambini maltrattati che possiedono la forma MAOA-L del gene hanno piu' probabilita' di presentare problemi di comportamento antisociale rispetto ai bambini con la forma MAOA-H del gene (Caspi, Silva 1995; Caspi, McClay, Moffitt et al. 2002).

Sono stati individuati 3 geni che influiscono sul modo in cui il cervello risponde all'espressione delle emozioni e il riconoscimento delle emozioni dell'altro e' un passaggio chiave dell'empatia.

A seconda della versione del gene per il trasporto della serotonina (SLC6A4) si ha una diversa risposta da parte dell'amigdala alle espressioni facciali che esprimono spavento (Takahashi, Takano, Kodaka et al. 2010; Kempton, Haldane, Jogia et al , 2009).

Altro gene coinvolto e' quello del recettore della vasopressina (AVPR1A), associato all'autismo, che influenza anch'esso l'intensita' della risposta dell'amigdala ai volti che mostrino paura o collera (meyer-Lindenberg, Kolachana, Gold et al. ,2009)

Il terzo gene e' stato scoperto proprio nel laboratorio in cui lavora Cohen, quindi l'autore racconta tutta la storia di tale scoperta, dall'intuizione alla verifica sperimentale. Si e' partiti da alcuni studi che dimostrano come il guardare facce felici sia piacevole, questo infatti e' vero sin dalla prima infanzia come dimostra un bimbo di 8 settimane, che alla vista di una faccia felice sorride (il famoso "sorriso sociale"). Esistono 2 zone del cervello che si attivano quando una persona ha esperiezne gratificanti: il corpo striato e la substantia nigra. L'intelligenza empatica consiste prima di tutto nel riconoscere gli stati emotivi altrui -e poi ovviamente sapersi comportare di conseguenza-.

Il collega di Cohen che ha scoperto questo terzo gene si chiama Bhismadev Chakrabarti, il quale nutriva il sospetto he esistessero geni in grado di influire sull'intensita' della risposta alle facce felici e trovo' che questo gene era il gene 1 recettore cannabinoide (CNR1). Anche la risposta alla cannabis dipende da questo gene (qualcuno fuma senza provare grande gratificazione o addirittura sgradevole), mentre altri lo trovano piacevole). Questo gene influisce sull'attivita' del corpo striato quando si guardano facce felici.

Altri geni coinvolti nella determinazione del quoziente di empatia, sui 30.000 del patrimonio umano, sono quelli coinvolti negli ormoni sessuali. L'empatia infatti mostra chiare differenze sessuali a livello psicologico (i maschi hanno un valore medio di 42, mentre le donne di 47, su un range che va da 0 a 80). Questa differenza e' trasversale a tutte le culture. (Baron-Cohen 2003 e seguenti). Questo si riflette anche a livello cerebrale per cui vi sono molte differenze strutturali che coinvolgono l'amigdala e i neuroni specchio, quindi altre parti di quello che Cohen chiama il circuito dell'empatia.

Cohen si e' occupato di un esperimento che ha seguito 500 donne che durante la gravidanza hanno fatto l'amniocentesi e per le quali era stato misurato il livello di testosterone nel liquido amniotico. Il testosterone si e' scoperto essere coinvolto nel controllo della formazione del circuito dell'empatia nel cervello umano in via di sviluppo.  i risultati sono stati pubblicati in una monografia intitolata "Prenatal testosterone in mind" (Baron-Cohen, Lutchmaya, Knickmeyer, 2004; Chapman, Baron-Cohen, Auyeung et al, 2006).

Un'ulteriore ricerca e' stata fatta concentrandosi sul gene correlato all'ormone dell'ossitocina... l'idea e' venuta dopo che uno studio ha dimostrato come l'inalazione di ossitocina migliora i risultati nei test dell'empatia (Domes, Heinrichs, Michel, et al. 2007; Ebstein, Istael, Lerer et al. 2009).

Sono stati scoperti altri 4 geni correlati allo sviluppo di quelle parti del cervello che fanno parte del circuito dell'empatia: CYP11B1, responsabile degli ormoni steroidei, WFS1, legato al gruppo di geni del comportamento socioemozionale e il terzo e il quarto facenti parte del gruppo della crescita neurale NTRK1 e GABRB3 (quest'ultimo mutato in una sidrome di spettro autistico) (Chakrabarti, Dudbridge, Kent et al., 2009).

Almeno 6 dei 48 geni analizzati inizialmente risultano peraltro coinvolti nella determinazione del QA ("quoziente dello spettro autistico", ovvero quanti "tratti autistici" una persona presenta). Ricorda che le persone autistiche e con sindrome di Asparger hanno un quoziente di empatia pari a zero (zero positivo).




Se hai altre curiosita' chiedi pure e, per quel che posso, saro' lieta di soddisfarle.

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Gio 17 Ott - 17:00

Comunque cio' che trovo assurdo e' che tu, senza nemmeno aver letto il libro, hai classificato il tutto come una emerita cazzata, basandoti UNICAMENTE sul cognome dell'autore. Poi, non volendo ammettere di aver toppato alla grande, ti sei arrabattato cercando link qua e la' su pubmed per supportare la tua tesi. Tutto questo, ripeto, senza avere la minima cognizione di causa. Quindi spero vivamente che ora, prima di controbattere con qualche link copincollato alla cacchio di cane, tu ti prenda la briga (se veramente interessato all'argomento) di andarti a leggere il libro di Cohen e gli studi che con molta fatica mi hai costretta a citare.
E ad ogni modo, sarebbe piu' costruttivo se, invece che farsi la guerra a suon di link e citazioni di studi, si desse un minimo di fiducia ad un interlocutore (in questo caso io) che il libro l'ha letto e studiato -era tema di uno degli ultimi esami che ho dato- e che quindi ha sicuramente piu' conoscenze circa l'argomento di cui si sta parlando. In altre parole, un po' di umilta' non guasterebbe, sia quando si tratta di ascoltare, che di rimangiarsi una cazzata che si e' detta. ok 

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Fux89 il Gio 17 Ott - 17:04

Diva ha scritto:Scusa, sono stata fuori citta' e fino a stamattina ero troppo di buon umore per rovinare il tutto con l'incazzatura che derivera' da questa discussione...
Ma no, dai. Sappi che c'è chi apprezza molto i tuoi contributi. ok Intanto ti ho dato un verde. :si si:

Fux89
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 16173
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 20.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 17:11

Diva ha scritto:Comunque cio' che trovo assurdo e' che tu, senza nemmeno aver letto il libro, hai classificato il tutto come una emerita cazzata, basandoti UNICAMENTE sul cognome dell'autore. Poi, non volendo ammettere di aver toppato alla grande, ti sei arrabattato cercando link qua e la' su pubmed per supportare la tua tesi. Tutto questo, ripeto, senza avere la minima cognizione di causa. Quindi spero vivamente che ora, prima di controbattere con qualche link copincollato alla cacchio di cane, tu ti prenda la briga (se veramente interessato all'argomento) di andarti a leggere il libro di Cohen e gli studi che con molta fatica mi hai costretta a citare.
E ad ogni modo, sarebbe piu' costruttivo se, invece che farsi la guerra a suon di link e citazioni di studi, si desse un minimo di fiducia ad un interlocutore (in questo caso io) che il libro l'ha letto e studiato -era tema di uno degli ultimi esami che ho dato- e che quindi ha sicuramente piu' conoscenze circa l'argomento di cui si sta parlando. In altre parole, un po' di umilta' non guasterebbe, sia quando si tratta di ascoltare, che di rimangiarsi una cazzata che si e' detta. ok 
Questo post lo metterei al posto del logo di AI (non me ne voglia Cosworth)ok wink.. 

loonar
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 17394
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 10.03.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Ludwig von Drake il Gio 17 Ott - 17:17

Fux89 ha scritto:
Diva ha scritto:Scusa, sono stata fuori citta' e fino a stamattina ero troppo di buon umore per rovinare il tutto con l'incazzatura che derivera' da questa discussione...
Ma no, dai. Sappi che c'è chi apprezza molto i tuoi contributi. ok Intanto ti ho dato un verde. :si si:
Mi aggiungo alla lista degli estimatori e spero che non te la prenda per le eventuali cavolate che saranno dette in risposta. Si scrive in un luogo pubblico dove può intervenire chiunque. A volte ti sembra necessario ribattere perché non hai la percezione di quanto il tuo messaggio sia passato ad altri. Sappi che il tuo è chiarissimo, fondato e ottimamente formulato (questo per quanto possa valere il mio parere in merito).
ok 

Ludwig von Drake
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 4723
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 19.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Gio 17 Ott - 17:24

mi spiace pensare come sarà bello per te, Diva, quando tutto il tuo impegno ad approntare la tua articolata e precisa risposta verrà ricompensata con due righe ribattute con tutta superficialità e dirottando il discorso da un'altra parte appigliandosi a qualche spunto di minimale importanza nel tuo scritto.

nel solco del "si va bene, tutto bello, però ... a seguire minchiata di quelle a cui siamo anche troppo abituati"

in quel mentre sappi che c'è chi si sta dispiacendo insieme a te.
la solidarietà virtuale è lecito considerarla cosa da poco.
ma sarà sempre molto più importante delle cazzate che ti toccherà leggere.
un abbraccio e ... G R A Z I E per lo sforzo elargito.


Ultima modifica di mix il Gio 17 Ott - 17:26, modificato 1 volta

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da *Valerio* il Gio 17 Ott - 17:25

Diva

*Valerio*
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6950
Età : 43
Località : Bologna
Occupazione/Hobby : Pc-barbecue-divano-gnocca
SCALA DI DAWKINS :
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione : 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Gio 17 Ott - 17:35

Diva, attenta comunque a non personalizzare la cosa nei confronti di Rasputin.
è l'atteggiamento da stigmatizzare, più che l'utente tramite il suo avatar.
anche perché puoi aspettarti che adesso saltino fuori altri utenti a dire la loro opinione, se l'esperienza non viene eccezionalmente smentita, questa volta.

scommetto che Loonar ha già bene in mente un paio o due (paia) di possibili modalità di questi exploit, se non proprio i possibili contenuti specifici, anche, per alcune di tali ipotesi di risposta.

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 17:40

mix ha scritto:Diva, attenta comunque a non personalizzare la cosa nei confronti di Rasputin.
è l'atteggiamento da stigmatizzare, più che l'utente tramite il suo avatar.
anche perché puoi aspettarti che adesso saltino fuori altri utenti a dire la loro opinione, se l'esperienza non viene eccezionalmente smentita, questa volta.

scommetto che Loonar ha già bene in mente un paio o due (paia) di possibili modalità di questi exploit, se non proprio i possibili contenuti specifici, anche, per alcune di tali ipotesi di risposta.
veramente Loonar ha già risposto
se ci fai caso!

loonar
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 17394
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 10.03.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Gio 17 Ott - 17:48

loonar ha scritto:
mix ha scritto:Diva, attenta comunque a non personalizzare la cosa nei confronti di Rasputin.
è l'atteggiamento da stigmatizzare, più che l'utente tramite il suo avatar.
anche perché puoi aspettarti che adesso saltino fuori altri utenti a dire la loro opinione, se l'esperienza non viene eccezionalmente smentita, questa volta.

scommetto che Loonar ha già bene in mente un paio o due (paia) di possibili modalità di questi exploit, se non proprio i possibili contenuti specifici, anche, per alcune di tali ipotesi di risposta.
veramente Loonar ha già risposto
se ci fai caso!
ho visto. mi sembra che sei stato il primo ed il più conciso.
io vado oltre al momento presente, anche per tentare una disperata prevenzione.
tu forse non immagini che tipo di risposte potenzialmente ci si può aspettare di leggere d'ora in avanti in questo thread?
non ti viene in mente nessuna abbinata tipologia di risposta/utente che hai già sperimentato di dover leggere qui dentro?
se però ciò ti disturba in qualche modo fai conto che non abbia scritto nulla e non ti abbia tirato in ballo.
se vuoi anzi cancello quel che posso.

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 17:50

mix ha scritto:
loonar ha scritto:
mix ha scritto:Diva, attenta comunque a non personalizzare la cosa nei confronti di Rasputin.
è l'atteggiamento da stigmatizzare, più che l'utente tramite il suo avatar.
anche perché puoi aspettarti che adesso saltino fuori altri utenti a dire la loro opinione, se l'esperienza non viene eccezionalmente smentita, questa volta.

scommetto che Loonar ha già bene in mente un paio o due (paia) di possibili modalità di questi exploit, se non proprio i possibili contenuti specifici, anche, per alcune di tali ipotesi di risposta.
veramente Loonar ha già risposto
se ci fai caso!
ho visto. mi sembra che sei stato il primo ed il più conciso.
io vado oltre al momento presente, anche per tentare una disperata prevenzione.
tu forse non immagini che tipo di risposte potenzialmente ci si può aspettare di leggere d'ora in avanti in questo thread?
non ti viene in mente nessuna abbinata tipologia di risposta/utente che hai già sperimentato di dover leggere qui dentro?
se però ciò ti disturba in qualche modo fai conto che non abbia scritto nulla e non ti abbia tirato in ballo.
se vuoi anzi cancello quel che posso.
no, non mi disturba
e che non ho semplicemente capito.

loonar
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 17394
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 10.03.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Gio 17 Ott - 17:56

loonar ha scritto:
mix ha scritto:
loonar ha scritto:
mix ha scritto:Diva, attenta comunque a non personalizzare la cosa nei confronti di Rasputin.
è l'atteggiamento da stigmatizzare, più che l'utente tramite il suo avatar.
anche perché puoi aspettarti che adesso saltino fuori altri utenti a dire la loro opinione, se l'esperienza non viene eccezionalmente smentita, questa volta.

scommetto che Loonar ha già bene in mente un paio o due (paia) di possibili modalità di questi exploit, se non proprio i possibili contenuti specifici, anche, per alcune di tali ipotesi di risposta.
veramente Loonar ha già risposto
se ci fai caso!
ho visto. mi sembra che sei stato il primo ed il più conciso.
io vado oltre al momento presente, anche per tentare una disperata prevenzione.
tu forse non immagini che tipo di risposte potenzialmente ci si può aspettare di leggere d'ora in avanti in questo thread?
non ti viene in mente nessuna abbinata tipologia di risposta/utente che hai già sperimentato di dover leggere qui dentro?
se però ciò ti disturba in qualche modo fai conto che non abbia scritto nulla e non ti abbia tirato in ballo.
se vuoi anzi cancello quel che posso.
no, non mi disturba
e che non ho semplicemente capito.
ti chiarisco la cosa in PM appena ne ho la possibilità. nulla di grandemente importante. più o meno: secondo te chi risponderà e come? ma non va scritto in pubblico. chiudiamo qui il discorso.

un dettaglio: prima di te in effetti ha risposto FuxXX. però il tuo post Loonar mi era rimasto più impresso perché più denso di significati, ai miei occhi, meno generico. rettifico quindi il "primo" in "uno dei primi due".

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Pagina 5 di 13 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6 ... 11, 12, 13  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum