Trattare la violenza come una malattia

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 18:25

Prendo atto e rendo merito a Diva per l'esauriente precisione.

Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 19:35

Rasputin ha scritto:
Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
come potrebbe?
dire che la violenza l'hanno subita solo gli ebrei sarebbe una imprecisione sesquipedale e non se lo permetterebbe nemmeno dopo aver bevuto una cassa di bottiglie di rum
è molto diverso dire che lo ha spinto a studiare l'origine della violenza e come rimuoverla, quanto subito dal suo popolo
lo avrebbe potuto dire anche se fosse stato uno scienziato armeno o ruandese, ma non lo è... cosa deve fare? cambiare la sua anagrafe?

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Fux89 il Gio 17 Ott - 19:36

Rasputin ha scritto:Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
wall2 

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Gio 17 Ott - 19:38

loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
come potrebbe?
dire che la violenza l'hanno subita solo gli ebrei sarebbe una imprecisione sesquipedale e non se lo permetterebbe nemmeno dopo aver bevuto una cassa di bottiglie di rum
è molto diverso dire che lo ha spinto a studiare l'origine della violenza e come rimuoverla, quanto subito dal suo popolo
lo avrebbe potuto dire anche se fosse stato uno scienziato armeno o ruandese, ma non lo è... cosa deve fare? cambiare la sua anagrafe?
secondo te ha senso contrapporre argomenti razionali a reazioni istintive?

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 19:47

loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
come potrebbe?
dire che la violenza l'hanno subita solo gli ebrei sarebbe una imprecisione sesquipedale e non se lo permetterebbe nemmeno dopo aver bevuto una cassa di bottiglie di rum
è molto diverso dire che lo ha spinto a studiare l'origine della violenza e come rimuoverla, quanto subito dal suo popolo
lo avrebbe potuto dire anche se fosse stato uno scienziato armeno o ruandese, ma non lo è... cosa deve fare? cambiare la sua anagrafe?
No, il suo senso di appartenenza.

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 19:51

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
come potrebbe?
dire che la violenza l'hanno subita solo gli ebrei sarebbe una imprecisione sesquipedale e non se lo permetterebbe nemmeno dopo aver bevuto una cassa di bottiglie di rum
è molto diverso dire che lo ha spinto a studiare l'origine della violenza e come rimuoverla, quanto subito dal suo popolo
lo avrebbe potuto dire anche se fosse stato uno scienziato armeno o ruandese, ma non lo è... cosa deve fare? cambiare la sua anagrafe?
No, il suo senso di appartenenza.
quindi dici che lo studio non è valido perchè l'autore soffre di "senso di appartenenza"?
questo stare a spulciare le motivazioni solo nel caso di cognomi sospetti non ti sa di  pregiudizio a buon mercato?*
Io lo criticherei sul lavoro non sulle motivazioni
anche perchè se si rivelasse un buon lavoro potrebbe essere usato anche per capire la violenza del popolo a cui appartiene.


*: se si fosse chiamato Asafasijan avresti fatto lo stesso i tuoi appunti?

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da jessica il Gio 17 Ott - 20:00

Rasputin ha scritto: giudomulino.
ahhhh ma mi ero persa questo importante dettaglio... ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 
ah allora se c'è un ebreo di mezzo scusate l'intromissione, cedo verbo a HH

jessica
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 20:03

Loo io critico i motivi dello studio, che sono solo uno

Jessy vedrò di procurarti l'opinione di HH

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da jessica il Gio 17 Ott - 20:09

 
Rasputin ha scritto:Loo io critico i motivi dello studio, che sono solo uno

Jessy vedrò di procurarti l'opinione di HH
grazie, e porgigli le mie condoglianze per la recente perdita hihihihih

jessica
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Fux89 il Gio 17 Ott - 20:10

noo 

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 20:13

Rasputin ha scritto:Loo io critico i motivi dello studio, che sono solo uno

Jessy vedrò di procurarti l'opinione di HH
ripeto: che problema sono le motivazioni di uno studio, di qualsiasi studio, se i risultati non hanno nessuna correlazione con essi?

loonar
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 20:23

loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:Loo io critico i motivi dello studio, che sono solo uno

Jessy vedrò di procurarti l'opinione di HH
ripeto: che problema sono le motivazioni di uno studio, di qualsiasi studio, se i risultati non hanno nessuna correlazione con essi?
Sicuro che non ce l'hanno?

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 20:24

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:Loo io critico i motivi dello studio, che sono solo uno

Jessy vedrò di procurarti l'opinione di HH
ripeto: che problema sono le motivazioni di uno studio, di qualsiasi studio, se i risultati non hanno nessuna correlazione con essi?
Sicuro che non ce l'hanno?
quali sarebbero (senza averlo letto)?

edit: scusa Rasp, ma vedere in un tizio che studia per anni l'autismo e vi trova degli spunti per esplorare le radici della violenza e come educare a rimuoverla, delle motivazioni nascoste che servano per aiutare la causa del sionismo ha un po' del paranoico, non trovi?
Sarebbe la prova che ogni cosa che faccia un povero uomo che nasca in una famiglia ebrea è destinata ad essere influenzata per il resto della sua vita (oltre ad influenzare i suoi stessi figli/nipoti) come una specie di maledizione. Mi sa parecchio di imponderabile simile allle credenze cospirazioniste/religiose. Va bene stigmatizzare la presenza pervasiva di ebrei ai massimi livelli, ma qua stiamo sfiorando il patologico.

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 20:32

Chi non si aspetta l'inaspettato, non trova la verità (Eraclito)

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 20:38

Rasputin ha scritto:Chi non si aspetta l'inaspettato, non trova la verità (Eraclito)
guarda che qua stiamo sul campo dello strascontato... altro che inaspettato!
tu vedi e immagini le vite delle persone troppo in maniera monodimensionale
davvero pensi che una persona mangi, viva, si innamori, sceglie che studi fare, che libri scrivere solo per far piacere a Sionne per un'appartenenza che come una magica presenza pervade tutte le famiglie ebree?
Capiterà a molti, ma non a tutti!
E come ragioni tu non dai nessuna possibilità a quelle poche persone a cui non capita di sottostare a questi sortilegi mistici.
E un modo di ragionare che hanno anche gli ebrei quando pensano che tutti noi siamo una razza inferiore perchè non scelta da YHWH.

(per la moderazione/amministrazione: si potrebbe spostare in un thread tipo quello del nazismo o uno di quelli sugli ebrei da qua:
http://atei.forumitalian.com/t5569p120-trattare-la-violenza-come-una-malattia#282275
tanto per non infettare ogni thread con questi discorsi)

loonar
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Gio 17 Ott - 20:41

loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:Chi non si aspetta l'inaspettato, non trova la verità (Eraclito)
guarda che qua stiamo sul campo dello strascontato... altro che inaspettato!
tu vedi e immagini le vite delle persone troppo in maniera monodimensionale
davvero pensi che una persona mangi, viva, si innamori, sceglie che studi fare, che libri scrivere solo per far piacere a Sionne per un'appartenenza che come una magica presenza pervade tutte le famiglie ebree?
Capiterà a molti, ma non a tutti!
E come ragioni tu non dai nessuna possibilità a quelle poche persone a cui non capita di sottostare a questi sortilegi mistici.
E un modo di ragionare che hanno anche gli ebrei quando pensano che tutti noi siamo una razza inferiore perchè non scelta da YHWH.
Ma sei ebreo? carneval 

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Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 20:42

Rasputin ha scritto:
loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:Chi non si aspetta l'inaspettato, non trova la verità (Eraclito)
guarda che qua stiamo sul campo dello strascontato... altro che inaspettato!
tu vedi e immagini le vite delle persone troppo in maniera monodimensionale
davvero pensi che una persona mangi, viva, si innamori, sceglie che studi fare, che libri scrivere solo per far piacere a Sionne per un'appartenenza che come una magica presenza pervade tutte le famiglie ebree?
Capiterà a molti, ma non a tutti!
E come ragioni tu non dai nessuna possibilità a quelle poche persone a cui non capita di sottostare a questi sortilegi mistici.
E un modo di ragionare che hanno anche gli ebrei quando pensano che tutti noi siamo una razza inferiore perchè non scelta da YHWH.
Ma sei ebreo? carneval 
quando ragioni monodimensionale è come se lo fossi

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Fux89 il Gio 17 Ott - 20:44

Non ci provate.

Fux89
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da loonar il Gio 17 Ott - 20:49

Fux89 ha scritto:Non ci provate.
stiamo a gioca' a Fuxi'!!! Relax!

loonar
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Messaggio Da Ludwig von Drake il Gio 17 Ott - 22:33

mix ha scritto:
loonar ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Rimango sfiorato dal forte sospetto che il signor Cohen abbia strumentalizzato le sue scoperte, per quanto fondate, per tirare acqua al giudomulino.
come potrebbe?
dire che la violenza l'hanno subita solo gli ebrei sarebbe una imprecisione sesquipedale e non se lo permetterebbe nemmeno dopo aver bevuto una cassa di bottiglie di rum
è molto diverso dire che lo ha spinto a studiare l'origine della violenza e come rimuoverla, quanto subito dal suo popolo
lo avrebbe potuto dire anche se fosse stato uno scienziato armeno o ruandese, ma non lo è... cosa deve fare? cambiare la sua anagrafe?
secondo te ha senso contrapporre argomenti razionali a reazioni istintive?
Secondo me no, a meno che la persona che si ha di fronte non sia disposta o capace o interessata a comprendere ciò che gli viene detto.

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da delfi68 il Ven 18 Ott - 0:22

loonar ha scritto:
Fux89 ha scritto:Non ci provate.
stiamo a gioca' a Fuxi'!!! Relax!
..eh, siamo un po tutti sensibilizzati a quella porca e rompicazzosissima storia la..

Minchia Fux, che riflessi!!!boxed  ..sei velocissimo adesso! che hai mangiato sta mattina???

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da mix il Ven 18 Ott - 0:39

Ludwig von Drake ha scritto:Secondo me no, a meno che la persona che si ha di fronte non sia
disposta . o .. & capace . o .. & interessata
a comprendere ciò che gli viene detto.

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Ven 18 Ott - 8:39

Grazie per la stima... ok2 


@ Mix: si, io parlavo in questo caso con Rasp, ma e' l'atteggiamento in generale che critico, non la persona in se', che per quanto possamo non trovarci d'accordo su parecchie cose, continuo a considerare rispettabile e valida.


@ Rasp: per me hai torto. Prima di tutto non e' assolutamente detto che Baron Cohen abbia iniziato ad interessarsi del fenomeno violenza a seguito della Shoa e poi, anche se fosse, non capisco perche' si dovrebbe dubitare della validita' di studi rigorosamente condotti. Ammettendo anche che sia come dici tu, che acqua tirerebbe al suo giudomulino?? Ammettere che l'empatia e' in parte influenzata da fattori genetici in che modo dovrebbe poter avvantaggiare la posizione di Israele? Secondo te Baron Cohen potrebbe usare i risultati delle sue ricerche per far passare il messaggio che l'olocausto e' stato causato dai geni "tarati" dei tedeschi? Dai, ma mi viene da ridere solo al pensiero che uno studioso del suo calibro possa anche solo immaginare una boiata simile... e ad ogni modo nel libro viene piu' volte specificato che i risultati ottenuti tramite i test per determinare l'EQ sono trasversali a tutte le culture (uomini con una media del 42 e donne del 47). Nessuna differenza tra Israeliani, Palestinesi, Tedeschi, Congolesi o Boliviani...
Mi sembra piu' plausibile (e l'autore stesso lo dice!!) che i suoi studi sull'autismo l'hanno portato ad interessarsi dell'empatia, proprio perche' una delle caratteristiche principali delle persone autistiche e con sindrome di Asparger e' quella di avere un grado di empatia uguale a zero. Infatti alcuni di essi possono anche diventare violenti, non perche' vogliano coscientemente far del male, ma perche' non riescono a provare empatia nei confronti di chi gli sta intorno... da qui l'idea che lo stesso meccanismo sia replicato anche nelle persone "normali" che compiono azioni violente (annullamento dell'empatia). Ipotesi che sembra essere confermata dagli studi genetici/neuroscientifici compiuti.

Sally
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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Rasputin il Ven 18 Ott - 9:44

Diva ha scritto:
@ Rasp: per me hai torto. Prima di tutto non e' assolutamente detto che Baron Cohen abbia iniziato ad interessarsi del fenomeno violenza a seguito della Shoa e poi, anche se fosse, non capisco perche' si dovrebbe dubitare della validita' di studi rigorosamente condotti. Ammettendo anche che sia come dici tu, che acqua tirerebbe al suo giudomulino?? Ammettere che l'empatia e' in parte influenzata da fattori genetici in che modo dovrebbe poter avvantaggiare la posizione di Israele? Secondo te Baron Cohen potrebbe usare i risultati delle sue ricerche per far passare il messaggio che l'olocausto e' stato causato dai geni "tarati" dei tedeschi? Dai, ma mi viene da ridere solo al pensiero che uno studioso del suo calibro possa anche solo immaginare una boiata simile... e ad ogni modo nel libro viene piu' volte specificato che i risultati ottenuti tramite i test per determinare l'EQ sono trasversali a tutte le culture (uomini con una media del 42 e donne del 47). Nessuna differenza tra Israeliani, Palestinesi, Tedeschi, Congolesi o Boliviani...
Mi sembra piu' plausibile (e l'autore stesso lo dice!!) che i suoi studi sull'autismo l'hanno portato ad interessarsi dell'empatia, proprio perche' una delle caratteristiche principali delle persone autistiche e con sindrome di Asparger e' quella di avere un grado di empatia uguale a zero. Infatti alcuni di essi possono anche diventare violenti, non perche' vogliano coscientemente far del male, ma perche' non riescono a provare empatia nei confronti di chi gli sta intorno... da qui l'idea che lo stesso meccanismo sia replicato anche nelle persone "normali" che compiono azioni violente (annullamento dell'empatia). Ipotesi che sembra essere confermata dagli studi genetici/neuroscientifici compiuti.
Ma allora te le cerchi eh. Ho soprasseduto sul fatto che tu in questo intervento qui

http://atei.forumitalian.com/t5569p110-trattare-la-violenza-come-una-malattia#282240

citi degli studi senza alcun riferimento diretto (Link), e continuo a notare che, mentre gli studi sull'autismo e sull'empatia sono facili da reperire su PubMed, quella dell'origine genetica della tendenza alla violenza rimane - come tu stessa scrivi, vedi grassettato - un'ipotesi.

Non se ne trova menzione né qui

http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Baron-Cohen

né con una ricerca su PubMed, che ho già fatto ed indicato.

Ho rifatto la ricerca, questa volta inserendo la chiave "Genetics of violence", qui i risultati:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=genetics+of+violence

Non nego che esistano degli studi più specifici, ma di quelli da te citati non trovo traccia. Sarà perché non sono stati pubblicati? Un gene responsabile per la rimozione della serotonina, considerando la qualtità di altri fattori non genetici in gioco, non mi pare sufficiente nemmeno a suggerire che la tendenza al comportamento violento sia genetica/ereditaria.

Quanto a Cohen, che a fare determinate ricerche lo abbiano spinto le atrocità commesse sugli ebrei (È un fatto e ne ho dato riferimento) mi pare non solo tendenzioso, ma anche - per uno studioso degno di tal nome - vergognoso, visto che tali atrocità non sono che una piccola frazione di quelle commesse nel corso della storia.

E gli altri chi sono, figli di mignotta? (Cit.)

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Re: Trattare la violenza come una malattia

Messaggio Da Sally il Ven 18 Ott - 9:51

Vabbe', quarda, a me cadono le palle a leggere post come il tuo... ti sei trattenuto ieri sera per uscirtene oggi di nuovo con domande e modello di comportamento IDENTICI a quelli tenuti prima che ti citassi gli studi sui geni... e che specificassi che l'origine non e' genetica in senso deterministico, ma che genetica e' la predisposizione (cazzo, ma vai a rileggerti il mio intervento lungo 1 km e vedrai che lo dico -anche citando pari pari il testo di Cohen- piu' di una volta!!).


Poi RIPETO, se vuoi continuare a sostenere la tua tesi cospirazionista postando link che non dimostrano NIENTE, fai pure, ma sara' un tuo monologo perche' io mi sono ROTTA di continuare il dialogo con queste modalita'.


bye 

Sally
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