teoria sull'invenzione di gesù

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 19 Ott - 14:45

alberto ha scritto:lo spettacolare fenomeno di diffusione del cristianesimo e dall'altra la scarsità imbarazzante di fonti CONTEMPORANEE 



Come sempre il rischio di semplificare troppo si ripresenta, che la storia procede in modo obliquo, per vie traverse, come malfattore nell'oscurita, come nomade nelle città.

Ogni singolo passo di ogni vangelo mi pone davanti a questioni irrisolvibili.

Ad esempio volendo leggere  Marco come più o meno fedele redattore delle catechesi pietrine

«Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia; e anche Marco, mio figlio» (lPt 5,13).

Papia, vescovo di Gerapoli fra il 120 e il 130 riportata dallo storico Eusebio di Cesarea. scrive:"Marco, che era stato interprete di Pietro, scrisse con accuratezza, ma non in ordine, quanto ricordava delle cose dette o compiute dal Signore. Egli infatti non aveva ascoltato né seguito il Signore, ma più tardi ascoltò e seguì Pietro".

Ancora perche Marco scompare dagli Atti per tornare solo nelle lettere paoline?

Barnaba voleva prendere con sé anche Giovanni, chiamato Marco. Ma Paolo giudicava che non fosse opportuno portarselo dietro, perché li aveva abbandonati in Panfilia e non aveva partecipato all' opera di vangelizzazione. Vi fu un grosso litigio, così che si separarono.
Barnaba prese con sé Marco e salpò alla volta di Cipro; Paolo invece scelse per compagno Sila e partì, raccomandato alla grazia del Signore dai fratelli (At 15,37- 39).

Egli aveva allora in carcere un detenuto famoso, detto Barabba"

"A quel tempo era in prigione un certo Barabba, un carcerato famoso"

"Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba"





Innanzitutto notiamo che le traduzioni sono abbastanza diverse e che tali variazioni possono produrre importanti discordanze nei significati.

Questo prigioniero famoso era "detto Barabba", "un certo Barabba" o "di nome Barabba"?

E' sicuro che "detto", da una parte, e "di nome" o "un certo", dall'altra parte, lasciano intendere due cose molto differenti.

Nel primo caso Barabba sembra un soprannome, mentre nel secondo e nel terzo caso sembra trattarsi di un nome proprio: quel prigioniero si sarebbe chiamato proprio Barabba.

Naturalmente qualcuno potrebbe osservare che ci stiamo ponendo una questione abbasta irrilevante, ma non è affatto così.
Infatti stiamo toccando uno dei problemi più delicati di tutta l'analisi della letteratura evangelica, perché dietro al personaggio di Barabba, alla sua vera identità e al suo ruolo nella circostanza del processo che Cristo ha subito dinanzi al procuratore romano Ponzio Pilato, si nasconde probabilmente una delle più importanti chiavi di comprensione del senso storico reale di quegli eventi.

Il testo greco usa il termine legomenon Barabban che si traduce con "detto Barabba", "chiamato Barabba", "soprannominato Barabba", e ciò lascia intendere che quello non fosse il nome proprio, ma un titolo o un soprannome.
Eppure tutti conosciamo Barabba come una persona che si chiamava proprio così, e sappiamo anche che era stato messo in prigione perché era un brigante, forse un ribelle. Almeno, questo è ciò che la tradizione ci ha sempre fatto pensare di lui.

Ma torniamo al Novum Testamentum e osserviamo la nota a piè di pagina che si riferisce al verso 16 del vangelo di Matteo.
In essa sono riportate le varianti che si possono trovare in alcuni antichi manoscritti evangelici.
Nel nostro caso la nota è duplice e le due parti sono separare da una breve linea verticale.
Cominciamo dalla seconda parte. Essa ci dice che dopo il termine "Barabba" alcuni antichi testi recano una frase non breve:

"il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio"

In pratica, dai testi antichi è stata scartata una frase dalla quale si può capire abbastanza chiaramente che Barabba era stato arrestato nella circostanza di una sommossa, che si era verificata in città, durante la quale era stato commesso un omicidio.

Chi aveva commesso l'omicidio? Barabba?

Se consultiamo il vangelo secondo Marco (Mc 15, 7), in un passo parallelo, possiamo leggere:

"Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere, insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio"
Il verbo "avevano commesso" è coniugato al plurale, non al singolare, e si riferisce ai ribelli, non a Barabba.
La frase significa semplicemente che Barabba era rinchiuso nel carcere in cui si trovavano i ribelli, non ci obbliga a credere che egli stesso fosse un ribelle e che avesse partecipato al delitto.
In fin dei conti nemmeno il vangelo secondo Matteo lo dice; anzi, affermando che costui era stato arrestato in occasione di quel tumulto e di quell'omicidio, non dà affatto l'impressione che Barabba fosse uno degli insorti né, tantomeno, l'omicida.
Il vangelo di Luca contiene una frase (Lc 23, 19) assolutamente identica a quella omessa dal testo di Matteo, di cui abbiamo già visto sopra il testo greco, ma essa (si faccia bene attenzione) viene tradotta comunemente in modo scorretto, attribuendogli così significati che essa non può e non deve avere; per esempio una versione del Nuovo Testamento, che si definisce "traduzione interconfessionale in lingua corrente", la riporta nei seguenti termini:

"...era in prigione perché aveva preso parte ad una sommossa del popolo in città ed aveva ucciso un uomo"


La traduzione corretta, lo ripetiamo, è: "...si trovava in carcere, insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio...", infatti le parole "dia stasin tina" possono essere tradotte con "in occasione di una sommossa", "poiché c'era stata una sommossa", "nel luogo della sommossa", "durante una sommossa", ma non si potrà mai tradurre "aveva preso parte ad una sommossa", e neanche "aveva ucciso un uomo".
Questo non è assolutamente scritto nel testo originale, è una forzatura che altera molto il senso della frase, facendo diventare arbitrariamente Barabba il soggetto di una azione che, invece, è stata compiuta dagli altri ribelli.
La lettura dei vangeli sinottici, eseguita fedelmente alle versioni in lingua greca, ci dà buoni motivi per pensare che Barabba non fosse uno dei briganti che avevano commesso l'omicidio, ma solo che egli sia stato arrestato in concomitanza con la sommossa di cui altri erano responsabili.

Ci dicono, tra l'altro, che costui non era uno sconosciuto ma un personaggio famoso.

La osservazione più interessante la facciamo senz'altro nel momento in cui osserviamo la prima parte della nota 16 presente nel Novum Testamentum.
Essa ci dice che in alcuni antichi manoscritti, al posto di "legomenon Barabban" (leghomenon Barabban = detto Barabba), troviamo quest'altra espressione: "Ihsoun Barabban " (Iesoun Barabban = Gesù Barabba).
La nota ci conferma che il personaggio non si chiamava Barabba, ma che questo era un titolo, affiancato al suo vero nome: Gesù. 

Sembra che nel corso di quel processo, durante il ballottaggio per la scarcerazione di un prigioniero, Pilato abbia presentato al popolo due accusati: un certo Gesù, che i sacerdoti avrebbero condannato a morte perché aveva osato definirsi "figlio di Dio", e un certo Gesù, molto noto a tutti col titolo "Barabba".
Due Gesù in un colpo solo. Forse è proprio per evitare questa eccezionale omonimia che i traduttori hanno omesso il nome del personaggio che è stato liberato, e l'hanno presentato solo come Barabba.
Ma si tratta di semplice omonimia? Qual'è il significato del soprannome Barabba?

Per giungere ad una risposta facciamo un passo indietro nel tempo, fino all'interrogatorio che Gesù, qualche ora prima, aveva subito in casa del sommo sacerdote.
Costui, che aveva nome Caifa, vistosi nella difficoltà di trovare un capo d'accusa valido per emettere una sentenza di morte (così narra il vangelo), ad un certo punto avrebbe chiesto a Gesù: «sei tu il figlio di Dio?», e Gesù a lui: «tu l'hai detto».
Attenzione: la vicenda del processo davanti alle autorità ebraiche, così come è descritta dalla narrazione evangelica, tradisce la presenza di gravi anomalie, anche perché l'idea di un procedimento svoltosi in quelle condizioni è del tutto inaccettabile.
I tempi, i modi, il luogo e tanti altri elementi incompatibili con la prassi giudiziaria ebraica, ci mostrano che quello non poteva essere un processo regolare, come molti autori hanno validamente osservato.
Al contrario, tutto lascia facilmente intuire che deve essersi trattato di un interrogatorio informale, svoltosi nel corso di azioni confusionarie e sbrigative, nell'intervallo di tempo che separava l'arresto dell'uomo sul monte degli ulivi e la sua consegna alle autorità romane, presso le quali avrebbe dovuto svolgersi il vero ed unico processo che ha condotto Gesù ad una condanna a morte e alla sua esecuzione. Un processo voluto dai romani per sedizione.

Ora, noi sappiamo che gli ebrei non potevano assolutamente pronunciare la parola tabù "Dio", e che il sommo sacerdote non si sarebbe mai azzardato a pronunciarla in quella occasione.
Ma se egli ha veramente posto la domanda, in che modo ha potuto chiedere a Gesù se era «il figlio di Dio»?

La risposta è semplicissima, gli ebrei usavano molti termini diversivi per riferirsi a Dio (Adonai, Eloah, il Signore, il Padre...).
Anche Gesù, nei racconti evangelici, parla spesso di Dio ma, rivolgendosi ad un pubblico di ebrei ed essendo egli stesso un ebreo, usa uno di questi termini diversivi: "il Padre mio", "il Padre che è nei cieli".
Nel vangelo secondo Marco (Mc 14, 36) leggiamo: "Abbà, Padre, tutto è possibile per te", in cui compare sia il termine tradotto (Padre) che quello originale usato dagli ebrei (Abbà). Ed ecco che per gli ebrei del tempo di Gesù "figlio di Dio" poteva essere reso piuttosto con "figlio del Padre".
Anche nella liturgia latina troviamo comunemente "filius Patris", che è proprio la traduzione letterale dell'espressione usata dagli ebrei, nella corrente parlata aramaica, e quindi anche dal sommo sacerdote Caifa: "bar Abbà".
Mentre in italiano, in mancanza del tabù ebraico, essa si è potuta trasformare senza problemi in: "figlio di Dio".

L'espressione "bar Abbà", può essere condensata, e diventa così "Barabba".

La contrazione è del tutto normale: Barnaba, Bartolomeo... si tratta di termini di derivazione aramaica per "figlio di...".
E' assolutamente sorprendente che, ai giorni nostri, a nessun cristiano educato e catechizzato sia mai stata fatta notare la questione, non del tutto irrilevante (!!!), che il termine Barabba corrisponda all'espressione usata dagli ebrei dei tempi di Gesù per dire figlio di Dio!

Si è dunque voluta nascondere qualche evidenza?

Quale razza di mistero si nasconde dietro questo intreccio straordinario di nomi e di titoli? E' mai possibile che durante il processo Pilato abbia presentato al popolo queste due persone:

1 - Gesù, che era detto figlio di Dio, cioè Barabba, che fu condannato e giustiziato,

2 - e Barabba, che però si chiamava Gesù, che fu graziato e rilasciato.

Ma soprattutto, non è possibile crederci perché non è affatto così che sono andate le cose:

1 - non c'è mai stato un autentico processo davanti al sinedrio, Cristo è stato arrestato per volontà di Pilato che ha inviato per questo una coorte romana sul monte degli ulivi, un corpo di 600 soldati con un tribuno al comando;

2 - gli ebrei non hanno consegnato al procuratore l'accusato con la scusa di essere impossibilitati ad eseguire la sentenza di morte; ne hanno eseguite innumerevoli e ce le testimonia lo stesso Nuovo Testamento (Giovanni Battista, l'adultera che stava per essere lapidata dagli ebrei, lo stesso Gesù che ha rischiato più volte la lapidazione da parte degli ebrei, Stefano lapidato dagli ebrei all'indomani della morte di Gesù, Giacomo lapidato dagli ebrei sotto le mura del tempio...);

3 - i romani non hanno mai avuto l'abitudine di applicare le amnistie in occasione delle festività di altri popoli non latini, ma solo delle festività romane, e tantomeno liberavano in Palestina i condannati per reati gravi di sedizione, i condannati a morte;

4 - Pilato non è rimasto lì imbambolato ad aspettare che il popolo decidesse quale dei due doveva essere rilasciato, per poi lavarsene le mani e scarcerare il ribelle giustiziando un maestro spirituale; questa è una immagine assolutamente non veritiera e ridicola del praefectus Iudaeae; si legga Giuseppe Flavio per sapere chi e come era Ponzio Pilato;

5 - e il popolo degli ebrei non ha mai gridato "il suo sangue ricada sopra di noi e sui nostri figli" (Mt 27, 25), preannunciando la persecuzione perpetrata dai cristiani contro i cosiddetti perfidi giudei nell'arco di lunghi secoli.

Tutte queste sono scuse palesi per spostare la responsabilità della condanna dai romani agli ebrei.
Questo infatti è uno dei presupposti della catechesi neo-cristiana, che ebbe origine nella mente di Paolo, il nemico di Simone e Giacomo, in aperta e stridente opposizione con la catechesi giudeo-cristiana, al prezzo di un grave pregiudizio antisemitico.
Ci troviamo di fronte ad una presentazione finalizzata ad alterare il significato storico dell'evento.
Si tratta di una presentazione funzionale alla dottrina antigiudaica, antiessena e antimessianica elaborata da Paolo e successivamente sviluppata dai suoi seguaci ed eredi spirituali.
I quali hanno progressivamente aumentato le distanze dall'ebraismo e hanno trasformato l'aspirante messia degli ebrei in un salvatore medio orientale, e il regno di YHWH dei giudei nel regno dei cieli dei cristiani.

Dal rebus di Gesù e Barabba scaturisce una ennesima conferma del fatto che i redattori dei vangeli neocristiani escrivevano per un pubblico non ebreo, e che erano interessati a de-giudaizzare l'aspirante messia degli ebrei, scorporando dalla sua figura tutto ciò che apparteneva ad una personalità messianica, ovverosia ad un ribelle esseno-zelotico che aveva commesso gravi reati di sedizione contro l'autorità romana.

La dinamica dell'arresto, del processo, della condanna e della esecuzione, così come queste fasi sono descritte nelle narrazioni evangeliche, le quali mostrano fra loro grandi contraddizioni, è tale da rivelare una precisa intenzione di mascherare chi fosse realmente l'uomo che venne crocifisso, perché fu arrestato, da chi fu arrestato, perché fu giustiziato, facendo credere, alla fin fine, la tesi storicamente insostenibile che i romani siano stati vittime di un raggiro e che la volontà e la regia della condanna di Gesù siano del tutto ebraiche.

Dal rebus di Gesù e Barabba non scaturisce invece una soluzione su chi siano state queste due persone.

Erano veramente due?

Si tratta di una persona sola che ha subito uno sdoppiamento, come tanti altri personaggi della narrazione evangelica?

Si tratta di due persone i cui nomi, titoli, ruoli e responsabilità sono stati intrecciati e confusi negli interessi della contraffazione storica?

Sono forse i due aspiranti messia degli esseno-zeloti, quello di Israele (il capo politico) e quello di Aronne (il capo spirituale)?

Se Gesù Barabba è il prigioniero che fu liberato, dobbiamo credere che Gesù non è mai stato crocifisso, coerentemente con quanto sostenuto dalla tradizione coranica e da altre tradizioni?

Provi a dire di no?!.

Il mistero si infittisce.




Potrei continuare ma il punto mi sembra chiaro: perchè presentare ipotesi distinte che è più facile e più produttivo mixarle nelle proporzioni che possiamo ricavare dalla storia come la conosciamo? E poi vorrei evitare di finire di nuovo nelle censure amministrative...




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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Rasputin il Sab 19 Ott - 15:32

Il Distruttore Hara ha scritto:
alberto ha scritto:lo spettacolare fenomeno di diffusione del cristianesimo e dall'altra la scarsità imbarazzante di fonti CONTEMPORANEE 


Come sempre il rischio di semplificare troppo si ripresenta, che la storia procede in modo obliquo, per vie traverse, come malfattore nell'oscurita, come nomade nelle città.

Ogni singolo passo di ogni vangelo mi pone davanti a questioni irrisolvibili.

Ad esempio volendo leggere  Marco come più o meno fedele redattore delle catechesi pietrine

«Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia; e anche Marco, mio figlio» (lPt 5,13).

Papia, vescovo di Gerapoli fra il 120 e il 130 riportata dallo storico Eusebio di Cesarea. scrive:"Marco, che era stato interprete di Pietro, scrisse con accuratezza, ma non in ordine, quanto ricordava delle cose dette o compiute dal Signore. Egli infatti non aveva ascoltato né seguito il Signore, ma più tardi ascoltò e seguì Pietro".

Ancora perche Marco scompare dagli Atti per tornare solo nelle lettere paoline?

Barnaba voleva prendere con sé anche Giovanni, chiamato Marco. Ma Paolo giudicava che non fosse opportuno portarselo dietro, perché li aveva abbandonati in Panfilia e non aveva partecipato all' opera di vangelizzazione. Vi fu un grosso litigio, così che si separarono.
Barnaba prese con sé Marco e salpò alla volta di Cipro; Paolo invece scelse per compagno Sila e partì, raccomandato alla grazia del Signore dai fratelli (At 15,37- 39).

Egli aveva allora in carcere un detenuto famoso, detto Barabba"

"A quel tempo era in prigione un certo Barabba, un carcerato famoso"

"Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba"





Innanzitutto notiamo che le traduzioni sono abbastanza diverse e che tali variazioni possono produrre importanti discordanze nei significati.

Questo prigioniero famoso era "detto Barabba", "un certo Barabba" o "di nome Barabba"?

E' sicuro che "detto", da una parte, e "di nome" o "un certo", dall'altra parte, lasciano intendere due cose molto differenti.

Nel primo caso Barabba sembra un soprannome, mentre nel secondo e nel terzo caso sembra trattarsi di un nome proprio: quel prigioniero si sarebbe chiamato proprio Barabba.

Naturalmente qualcuno potrebbe osservare che ci stiamo ponendo una questione abbasta irrilevante, ma non è affatto così.
Infatti stiamo toccando uno dei problemi più delicati di tutta l'analisi della letteratura evangelica, perché dietro al personaggio di Barabba, alla sua vera identità e al suo ruolo nella circostanza del processo che Cristo ha subito dinanzi al procuratore romano Ponzio Pilato, si nasconde probabilmente una delle più importanti chiavi di comprensione del senso storico reale di quegli eventi.

Il testo greco usa il termine legomenon Barabban che si traduce con "detto Barabba", "chiamato Barabba", "soprannominato Barabba", e ciò lascia intendere che quello non fosse il nome proprio, ma un titolo o un soprannome.
Eppure tutti conosciamo Barabba come una persona che si chiamava proprio così, e sappiamo anche che era stato messo in prigione perché era un brigante, forse un ribelle. Almeno, questo è ciò che la tradizione ci ha sempre fatto pensare di lui.

Ma torniamo al Novum Testamentum e osserviamo la nota a piè di pagina che si riferisce al verso 16 del vangelo di Matteo.
In essa sono riportate le varianti che si possono trovare in alcuni antichi manoscritti evangelici.
Nel nostro caso la nota è duplice e le due parti sono separare da una breve linea verticale.
Cominciamo dalla seconda parte. Essa ci dice che dopo il termine "Barabba" alcuni antichi testi recano una frase non breve:

"il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio"

In pratica, dai testi antichi è stata scartata una frase dalla quale si può capire abbastanza chiaramente che Barabba era stato arrestato nella circostanza di una sommossa, che si era verificata in città, durante la quale era stato commesso un omicidio.

Chi aveva commesso l'omicidio? Barabba?

Se consultiamo il vangelo secondo Marco (Mc 15, 7), in un passo parallelo, possiamo leggere:

"Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere, insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio"
Il verbo "avevano commesso" è coniugato al plurale, non al singolare, e si riferisce ai ribelli, non a Barabba.
La frase significa semplicemente che Barabba era rinchiuso nel carcere in cui si trovavano i ribelli, non ci obbliga a credere che egli stesso fosse un ribelle e che avesse partecipato al delitto.
In fin dei conti nemmeno il vangelo secondo Matteo lo dice; anzi, affermando che costui era stato arrestato in occasione di quel tumulto e di quell'omicidio, non dà affatto l'impressione che Barabba fosse uno degli insorti né, tantomeno, l'omicida.
Il vangelo di Luca contiene una frase (Lc 23, 19) assolutamente identica a quella omessa dal testo di Matteo, di cui abbiamo già visto sopra il testo greco, ma essa (si faccia bene attenzione) viene tradotta comunemente in modo scorretto, attribuendogli così significati che essa non può e non deve avere; per esempio una versione del Nuovo Testamento, che si definisce "traduzione interconfessionale in lingua corrente", la riporta nei seguenti termini:

"...era in prigione perché aveva preso parte ad una sommossa del popolo in città ed aveva ucciso un uomo"


La traduzione corretta, lo ripetiamo, è: "...si trovava in carcere, insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio...", infatti le parole "dia stasin tina" possono essere tradotte con "in occasione di una sommossa", "poiché c'era stata una sommossa", "nel luogo della sommossa", "durante una sommossa", ma non si potrà mai tradurre "aveva preso parte ad una sommossa", e neanche "aveva ucciso un uomo".
Questo non è assolutamente scritto nel testo originale, è una forzatura che altera molto il senso della frase, facendo diventare arbitrariamente Barabba il soggetto di una azione che, invece, è stata compiuta dagli altri ribelli.
La lettura dei vangeli sinottici, eseguita fedelmente alle versioni in lingua greca, ci dà buoni motivi per pensare che Barabba non fosse uno dei briganti che avevano commesso l'omicidio, ma solo che egli sia stato arrestato in concomitanza con la sommossa di cui altri erano responsabili.

Ci dicono, tra l'altro, che costui non era uno sconosciuto ma un personaggio famoso.

La osservazione più interessante la facciamo senz'altro nel momento in cui osserviamo la prima parte della nota 16 presente nel Novum Testamentum.
Essa ci dice che in alcuni antichi manoscritti, al posto di "legomenon Barabban" (leghomenon Barabban = detto Barabba), troviamo quest'altra espressione: "Ihsoun Barabban " (Iesoun Barabban = Gesù Barabba).
La nota ci conferma che il personaggio non si chiamava Barabba, ma che questo era un titolo, affiancato al suo vero nome: Gesù. 

Sembra che nel corso di quel processo, durante il ballottaggio per la scarcerazione di un prigioniero, Pilato abbia presentato al popolo due accusati: un certo Gesù, che i sacerdoti avrebbero condannato a morte perché aveva osato definirsi "figlio di Dio", e un certo Gesù, molto noto a tutti col titolo "Barabba".
Due Gesù in un colpo solo. Forse è proprio per evitare questa eccezionale omonimia che i traduttori hanno omesso il nome del personaggio che è stato liberato, e l'hanno presentato solo come Barabba.
Ma si tratta di semplice omonimia? Qual'è il significato del soprannome Barabba?

Per giungere ad una risposta facciamo un passo indietro nel tempo, fino all'interrogatorio che Gesù, qualche ora prima, aveva subito in casa del sommo sacerdote.
Costui, che aveva nome Caifa, vistosi nella difficoltà di trovare un capo d'accusa valido per emettere una sentenza di morte (così narra il vangelo), ad un certo punto avrebbe chiesto a Gesù: «sei tu il figlio di Dio?», e Gesù a lui: «tu l'hai detto».
Attenzione: la vicenda del processo davanti alle autorità ebraiche, così come è descritta dalla narrazione evangelica, tradisce la presenza di gravi anomalie, anche perché l'idea di un procedimento svoltosi in quelle condizioni è del tutto inaccettabile.
I tempi, i modi, il luogo e tanti altri elementi incompatibili con la prassi giudiziaria ebraica, ci mostrano che quello non poteva essere un processo regolare, come molti autori hanno validamente osservato.
Al contrario, tutto lascia facilmente intuire che deve essersi trattato di un interrogatorio informale, svoltosi nel corso di azioni confusionarie e sbrigative, nell'intervallo di tempo che separava l'arresto dell'uomo sul monte degli ulivi e la sua consegna alle autorità romane, presso le quali avrebbe dovuto svolgersi il vero ed unico processo che ha condotto Gesù ad una condanna a morte e alla sua esecuzione. Un processo voluto dai romani per sedizione.

Ora, noi sappiamo che gli ebrei non potevano assolutamente pronunciare la parola tabù "Dio", e che il sommo sacerdote non si sarebbe mai azzardato a pronunciarla in quella occasione.
Ma se egli ha veramente posto la domanda, in che modo ha potuto chiedere a Gesù se era «il figlio di Dio»?

La risposta è semplicissima, gli ebrei usavano molti termini diversivi per riferirsi a Dio (Adonai, Eloah, il Signore, il Padre...).
Anche Gesù, nei racconti evangelici, parla spesso di Dio ma, rivolgendosi ad un pubblico di ebrei ed essendo egli stesso un ebreo, usa uno di questi termini diversivi: "il Padre mio", "il Padre che è nei cieli".
Nel vangelo secondo Marco (Mc 14, 36) leggiamo: "Abbà, Padre, tutto è possibile per te", in cui compare sia il termine tradotto (Padre) che quello originale usato dagli ebrei (Abbà). Ed ecco che per gli ebrei del tempo di Gesù "figlio di Dio" poteva essere reso piuttosto con "figlio del Padre".
Anche nella liturgia latina troviamo comunemente "filius Patris", che è proprio la traduzione letterale dell'espressione usata dagli ebrei, nella corrente parlata aramaica, e quindi anche dal sommo sacerdote Caifa: "bar Abbà".
Mentre in italiano, in mancanza del tabù ebraico, essa si è potuta trasformare senza problemi in: "figlio di Dio".

L'espressione "bar Abbà", può essere condensata, e diventa così "Barabba".

La contrazione è del tutto normale: Barnaba, Bartolomeo... si tratta di termini di derivazione aramaica per "figlio di...".
E' assolutamente sorprendente che, ai giorni nostri, a nessun cristiano educato e catechizzato sia mai stata fatta notare la questione, non del tutto irrilevante (!!!), che il termine Barabba corrisponda all'espressione usata dagli ebrei dei tempi di Gesù per dire figlio di Dio!

Si è dunque voluta nascondere qualche evidenza?

Quale razza di mistero si nasconde dietro questo intreccio straordinario di nomi e di titoli? E' mai possibile che durante il processo Pilato abbia presentato al popolo queste due persone:

1 - Gesù, che era detto figlio di Dio, cioè Barabba, che fu condannato e giustiziato,

2 - e Barabba, che però si chiamava Gesù, che fu graziato e rilasciato.

Ma soprattutto, non è possibile crederci perché non è affatto così che sono andate le cose:

1 - non c'è mai stato un autentico processo davanti al sinedrio, Cristo è stato arrestato per volontà di Pilato che ha inviato per questo una coorte romana sul monte degli ulivi, un corpo di 600 soldati con un tribuno al comando;

2 - gli ebrei non hanno consegnato al procuratore l'accusato con la scusa di essere impossibilitati ad eseguire la sentenza di morte; ne hanno eseguite innumerevoli e ce le testimonia lo stesso Nuovo Testamento (Giovanni Battista, l'adultera che stava per essere lapidata dagli ebrei, lo stesso Gesù che ha rischiato più volte la lapidazione da parte degli ebrei, Stefano lapidato dagli ebrei all'indomani della morte di Gesù, Giacomo lapidato dagli ebrei sotto le mura del tempio...);

3 - i romani non hanno mai avuto l'abitudine di applicare le amnistie in occasione delle festività di altri popoli non latini, ma solo delle festività romane, e tantomeno liberavano in Palestina i condannati per reati gravi di sedizione, i condannati a morte;

4 - Pilato non è rimasto lì imbambolato ad aspettare che il popolo decidesse quale dei due doveva essere rilasciato, per poi lavarsene le mani e scarcerare il ribelle giustiziando un maestro spirituale; questa è una immagine assolutamente non veritiera e ridicola del praefectus Iudaeae; si legga Giuseppe Flavio per sapere chi e come era Ponzio Pilato;

5 - e il popolo degli ebrei non ha mai gridato "il suo sangue ricada sopra di noi e sui nostri figli" (Mt 27, 25), preannunciando la persecuzione perpetrata dai cristiani contro i cosiddetti perfidi giudei nell'arco di lunghi secoli.

Tutte queste sono scuse palesi per spostare la responsabilità della condanna dai romani agli ebrei.
Questo infatti è uno dei presupposti della catechesi neo-cristiana, che ebbe origine nella mente di Paolo, il nemico di Simone e Giacomo, in aperta e stridente opposizione con la catechesi giudeo-cristiana, al prezzo di un grave pregiudizio antisemitico.
Ci troviamo di fronte ad una presentazione finalizzata ad alterare il significato storico dell'evento.
Si tratta di una presentazione funzionale alla dottrina antigiudaica, antiessena e antimessianica elaborata da Paolo e successivamente sviluppata dai suoi seguaci ed eredi spirituali.
I quali hanno progressivamente aumentato le distanze dall'ebraismo e hanno trasformato l'aspirante messia degli ebrei in un salvatore medio orientale, e il regno di YHWH dei giudei nel regno dei cieli dei cristiani.

Dal rebus di Gesù e Barabba scaturisce una ennesima conferma del fatto che i redattori dei vangeli neocristiani escrivevano per un pubblico non ebreo, e che erano interessati a de-giudaizzare l'aspirante messia degli ebrei, scorporando dalla sua figura tutto ciò che apparteneva ad una personalità messianica, ovverosia ad un ribelle esseno-zelotico che aveva commesso gravi reati di sedizione contro l'autorità romana.

La dinamica dell'arresto, del processo, della condanna e della esecuzione, così come queste fasi sono descritte nelle narrazioni evangeliche, le quali mostrano fra loro grandi contraddizioni, è tale da rivelare una precisa intenzione di mascherare chi fosse realmente l'uomo che venne crocifisso, perché fu arrestato, da chi fu arrestato, perché fu giustiziato, facendo credere, alla fin fine, la tesi storicamente insostenibile che i romani siano stati vittime di un raggiro e che la volontà e la regia della condanna di Gesù siano del tutto ebraiche.

Dal rebus di Gesù e Barabba non scaturisce invece una soluzione su chi siano state queste due persone.

Erano veramente due?

Si tratta di una persona sola che ha subito uno sdoppiamento, come tanti altri personaggi della narrazione evangelica?

Si tratta di due persone i cui nomi, titoli, ruoli e responsabilità sono stati intrecciati e confusi negli interessi della contraffazione storica?

Sono forse i due aspiranti messia degli esseno-zeloti, quello di Israele (il capo politico) e quello di Aronne (il capo spirituale)?

Se Gesù Barabba è il prigioniero che fu liberato, dobbiamo credere che Gesù non è mai stato crocifisso, coerentemente con quanto sostenuto dalla tradizione coranica e da altre tradizioni?

Provi a dire di no?!.

Il mistero si infittisce.




Potrei continuare ma il punto mi sembra chiaro: perchè presentare ipotesi distinte che è più facile e più produttivo mixarle nelle proporzioni che possiamo ricavare dalla storia come la conosciamo? E poi vorrei evitare di finire di nuovo nelle censure amministrative...




Miezzeca
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 19 Ott - 15:56

Rasputin ha scritto:
poi vorrei evitare di finire di nuovo nelle censure amministrative... ha scritto:

Miezzeca
Mi si perdoni l'OT, ma...

Quoto l'OT di rasputin prometto che per il futuro tenterò di evitare simili pallosità, ma è più forte di me...
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Rasputin il Sab 19 Ott - 16:03

Il Distruttore Hara ha scritto:
Rasputin ha scritto:
poi vorrei evitare di finire di nuovo nelle censure amministrative... ha scritto:

Miezzeca
Mi si perdoni l'OT, ma...

Quoto l'OT di rasputin prometto che per il futuro tenterò di evitare simili pallosità, ma è più forte di me...
Guarda, non sei l'unico qui ad essere prolisso ma ho la sensazione che spesso si tratti di copincolla (Fatico a credere che un essere umano riesca a scrivere cosí tanto cosí in fretta), i quali non sono ovviamente vietati ma il rischio che corri - oltre ad eventuali reazioni poco amichevoli - è che non ti si legga, insomma di fare del lavoro per niente...oh io te lo dico cosí, poi ovviamente fai come ti pare...comunque se davvero ti interessa l'argomento, io qui

http://atei.forumitalian.com/t5575p10-teoria-sull-invenzione-di-gesu#282498

ho segnalato qualcosa a riguardo, a mio parere meritevole di essere letto wink.. 

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 19 Ott - 16:14

Ragione ti do, ma almeno i miei sono (quai)tutta farina del mio sacco, strafalcioni compreso.
Comunque ripeto, a generale sollievo, che se riesco (la vedo duretta) eviterò siffatti chilometrici post
Grazie del link, come smetto di cercare materiale da copiincollare lo leggo:Risatona:
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 19 Ott - 18:58

Una moderata opinione su Gesù, Yehoshùa, Yeshùa, Yeshu



ימח שמו וזיכרו
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Acronimo di sia maledetto il suo nome e la sua memoria.




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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Sab 19 Ott - 20:45

Il Distruttore Hara ha scritto:Una moderata opinione su Gesù, Yehoshùa, Yeshùa, Yeshu



ימח שמו וזיכרו
Yamah shem shellò wezikkaròn shellò

Acronimo di sia maledetto il suo nome e la sua memoria.




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tutto molto ebraico
ce l'hai a morte con cristo, i cristiani, i nazisti... sui mussulmani ancora non ti sei espresso
ma il tuo odio (giusto) è motivato solo dal fatto che vi hanno perseguitato non da motivazioni di principio
avessero perseguitato altri goym, avreste fatto spallucce
come le fate per tutti i genocidi che non riguardano voi
(i rom sono finiti arrosto con voi, ma la memoria dev'essere per la shoah non per il porrajmos)

loonar
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da silvio il Sab 19 Ott - 21:17

loonar ha scritto:
Il Distruttore Hara ha scritto:Una moderata opinione su Gesù, Yehoshùa, Yeshùa, Yeshu



ימח שמו וזיכרו
Yamah shem shellò wezikkaròn shellò

Acronimo di sia maledetto il suo nome e la sua memoria.




Giusto per amor di tolleranza...
tutto molto ebraico
ce l'hai a morte con cristo, i cristiani, i nazisti... sui mussulmani ancora non ti sei espresso
ma il tuo odio (giusto) è motivato solo dal fatto che vi hanno perseguitato non da motivazioni di principio
avessero perseguitato altri goym, avreste fatto spallucce
come le fate per tutti i genocidi che non riguardano voi
(i rom sono finiti arrosto con voi, ma la memoria dev'essere per la shoah non per il porrajmos)
E' indubbio che è rimasto un profondo risentimento per i torti subiti.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Sab 19 Ott - 21:24

infatti.
delle persecuzioni che stanno attualmente subendo molte etnie da parte di altre nella Repubblica Democratica del Congo non frega niente a nessuno!

se ci fosse un sentimento di condanna a QUALSIASI persecuzione allora chi non potrebbe condividere!
ma se si "gioca" (a livello politico) sull'importanza del proprio genocidio rispetto a quello di altri (poco contano le parole quando i fatti dimostrano il contrario)
be' a casa mia si chiama strumentalizzazione!

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da silvio il Sab 19 Ott - 21:35

loonar ha scritto:infatti.
delle persecuzioni che stanno attualmente subendo molte etnie da parte di altre nella Repubblica Democratica del Congo non frega niente a nessuno!

se ci fosse un sentimento di condanna a QUALSIASI persecuzione allora chi non potrebbe condividere!
ma se si "gioca" (a livello politico) sull'importanza del proprio genocidio rispetto a quello di altri (poco contano le parole quando i fatti dimostrano il contrario)
be' a casa mia si chiama strumentalizzazione!
Io credo che noi come gli Ebrei facciamo parte del primo mondo, consideriamo i torti subiti al primo posto, gli altri vengono dopo.

Un esempio tratto da Odifreddi:

«In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyau sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore!
 
Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine.


Lo stesso possiamo dire dell'11 settembre delle torri gemelle, per vendicare la morte di tremila persone in Irak, Afganistan, sono state massacrate centinaia di migliaia di persone sotto una serie di bombardamenti terrificanti.

Noi italiani gassificavamo gli Etiopi, tagliavamo le teste ai ribelli libici, in Yugoslavia radevamo i villaggi per rappresaglia, ma il vero boia è solo Piebke, che trall'altro era nostro alleato.
In Afganistan non siamo da meno di Afgani ne abbiamo ammazzati tanti anche noi Italiani, ma nessuno ne sa nulla.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Sab 19 Ott - 21:43

sarà un caso che la "propaganda" attuale sia in mano agli ebrei?

loonar
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da silvio il Sab 19 Ott - 21:48

loonar ha scritto:sarà un caso che la "propaganda" attuale sia in mano agli ebrei?
Secondo me è una propaganda in cui ci sguazziamo tutti, quando Riccardo Pacifici parlava di una ferita che non si potrà mai rimarginare, nel video si vedeva il nostro presidente assentire con grande convinzione.
A noi fa comodo eternare una lotta eterna contro il male in modo da escludere tutto il resto del mondo che è canaglia.
Meglio tirargli le bombe che andargli incontro, tanto ne abbiamo tante e di tanti tipi.
Il punto è che ci sentiamo superiori e pacifici, ma è vero ?
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Sab 19 Ott - 21:59

silvio ha scritto:
loonar ha scritto:sarà un caso che la "propaganda" attuale sia in mano agli ebrei?
Secondo me è una propaganda in cui ci sguazziamo tutti, quando Riccardo Pacifici parlava di una ferita che non si potrà mai rimarginare, nel video si vedeva il nostro presidente assentire con grande convinzione.
A noi fa comodo eternare una lotta eterna contro il male in modo da escludere tutto il resto del mondo che è canaglia.
Meglio tirargli le bombe che andargli incontro, tanto ne abbiamo tante e di tanti tipi.
Il punto è che ci sentiamo superiori e pacifici, ma è vero ?
ovvio che no
certo che fa comodo
detto brutalmente "ci marciano"
non lo pensavo una volta, ma visto l'opportunismo e la prevaricazione verso altre pietà di serie b (secondo loro), be'... subentra la sana repulsione per gli approfittatori, fossi ebreo mi incazzerei per come strumentalizzano un dolore personale di questo tipo solo per sporchi interessi politici, chi non s'incazza è complice

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Dom 20 Ott - 3:17

hara ha scritto:Yamah shem shellò wezikkaròn shellò

Acronimo di sia maledetto il suo nome e la sua memoria.

Intanto premetto che tale interpretazione, che potrebbe essere pure corretta, l'ho postata perche a me diverte.
Poi non è riferita al nazareno, che non è mai menzionato, ma a uno dei tanti omonimi.



silvio ha scritto:E' indubbio che è rimasto un profondo risentimento per i torti subiti.

Oltre a risentimento, nelle vecchie generazioni più che altro che le nuove se ne strabattono pure, vi è paura, paura del passato e anche del presente e anche del futuro.




loonar ha scritto:delle persecuzioni che stanno attualmente subendo molte etnie da parte di altre nella Repubblica Democratica del Congo non frega niente a nessuno!

Se proprio si deve fare l'elenco è davvero lungo 
Nigeria, Kenya,  Mali, Siria, Libia, Iran ecc.
Ed è vero che solo pochi cercano  di fare qualcosa di concreto.
Tutto il primo mondo, nessuno escluso, è in parte colpevole. Se poi si analizzano i motivi dell'instabilità alla base ci sono sempre i contrapposti interessi economici.
Perchè pretendere che israele sia eticamente migliore dell'Italia? Mistero!


sarà un caso che la "propaganda" attuale sia in mano agli ebrei?
O questa da dove ti è uscita?

silvio ha scritto:Il punto è che ci sentiamo superiori e pacifici, ma è vero ?
Quoto.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Rasputin il Dom 20 Ott - 9:04

[quote="Il Distruttore Hara"]
Oltre a risentimento, nelle vecchie generazioni più che altro che le nuove se ne strabattono pure, vi è paura, paura del passato e anche del presente e anche del futuro.[/color]

Ne hanno ben donde, specie se continuano cosí.

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Dom 20 Ott - 9:43

Rasputin ha scritto:

Ne hanno ben donde, specie se continuano cosí.
E che, fai il tifo?

Guarda che vengono a mettere il burka a tua moglie, occhio!

Fuori dallo scherzo la situazione nei paesi presi di mira dalle scuole coraniche è sempre più drammatica, israele di cert fa parte del problema, ma non ne è la causa principale e non tocca a lei essere la soluzione.
ti regalo un  carinissimo video

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Rasputin il Dom 20 Ott - 10:08

Effettivamente è una delle poche funzioni utili che riconosco ad USraele, quella di tenere in qualche modo a bada il mondo islamico

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Dom 20 Ott - 10:44

Lasciando perdere le immagine più crude che sono la peggior pornografie dell'infamia






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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Dom 20 Ott - 10:50

certo i mussulmani sono indifendibili
ma ci sarebbe da chiedersi perchè e come nascono i movimenti integralisti
e chi li foraggiava quando erano utili ANCHE per dare fastidio a scomodi competitori (Nasser o URSS)

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da jillo il Lun 21 Ott - 10:21

Minsky ha scritto:
jillo ha scritto:...
Quello che io proprio non riesco a non domandarmi, caro Jillo, ... ma come fa una persona...  a decidere che il cristianesimo è la vera religione e che tutto ciò che afferma (sappiamo benissimo quali e quante enormità afferma) è vero, mentre il mitraismo (tanto per dirne una), no?

Perché è da un pezzo che di mitraisti che portino avanti la loro causa e i loro interessi non se  trovano più in giro.
Meglio così. Sul mercato, l'offerta di religioni è già sin troppo vasta... e questo genera molta confusione, soprattutto tra chi è ancora indeciso su dove investire.
Per ora, a dispetto della crisi,  il cristianesimo rende ancora bene.
Abbiamo un Papa nuovo che tira meglio del precedente mandato in prepensionamento coatto, abbiamo le apparizioni quotidiane a Medjugorje, abbiamo tante proprietà e beni materiali da poterci comprare lo Stato... o quel che resta del patrimonio di Stato, abbiamo fedeli in tutto mondo, abbiamo l'8xmille (se lo spot del 2005 ci è costato la bellezza di 9miliardi di eurodindi vien da pensare che in cassa ci siano ampie disponibilità ancora) abbiamo entrate ovunque nel mondo ci siano anime pie, ovunque ci siano apparizioni, ovunque ci siano pii candidati al Potere tanto bisognosi di voti...

E dunque sul come fa un uomo a "decidere" che il cristianesimo sia la vera religione e che tutto ciò che afferma sia vero?
Io ti dico, per fede figliuolo. Per fede king

jillo
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:06

jillo ha scritto:ì. Sul mercato, l'offerta di religioni è già sin troppo vasta... e questo genera molta confusione, soprattutto tra chi è ancora indeciso su dove investire.
So che stai scherzando, ma vista l'apparente silenziosa assenza di cattolici fingo, sottolineo fingo, che tu parli sul serio mgreen 

Non è certo cosa nuova la varietà di offerta metto in spoiler ( non occore che lo apriate) le  "eresie" cristiane elencate da Agostino.


Sulle eresie:

1.
Simoniani
2.
Menandriani
3.
Saturniniani
4.
Basidiani
5.
Nicolaiti
6.
Gnostici
7.
Carpocraziani
8.
Cerintiani o Merinziani
9.
Nazorei
10.
Ebioniti
11.
Valentiniani
12.
Secondiani
13.
Seguaci di Tolomeo
14.
Seguaci di Marco
15.
Seguaci di Colorbaso
16.
Eracleoniti
17.
Ofiti
18.
Caiani
19.
Setiani
20.
Arcontici
21.
Cerdoniani
22.
Marcioniti
23.
Apelliti
24.
Severiani
25.
Taziani o Encratiti
26.
Catafrigi
27.
Pepuziani (o Quintiliani)
28.
Artotiriti
29.
Tessarescedecatiti
30.
Alogi
31.
Adamiani
32.
Elcesei (e Sampsei)
33.
Teodoziani
34.
Melchisedechiani
35.
Bardesanisti
36.
Noeziani
37.
Valesii
38.
Catari o Novaziani
39.
Angelici
40.
Apostolici
41.
Sabelliani o Patripassiani
42.
Origeniani
43.
Altri Origeniani
44.
Paoliani
45.
Fotiniani
46.
Manichei
47.
Ieraciti
48.
Meleziani
49.
Ariani
50.
Audiani o Antromoporfiti
51.
Semiariani
52.
Macedoniani
53.
Aeriani
54.
Aeziani o Eunomiani
55.
Apollinaristi
56.
Antidicomariti
57.
Massaliani o Euchiti
58.
Metangismoniti
59.
Seleuciani o Ermiani
60.
Proclianiti
61.
Patriciani
62.
Asciti
63.
Passalorinchiti
64.
Acquari
65.
Coluziani
66.
Floriniani
67.
I dissenzienti sullo stato [finale] del mondo.
68.
Coloro che camminano a piedi scalzi
69.
Donaziani o Donatisti
70.
Priscillianisti
71.
Coloro che non mangiano con altri uomini
72.
Retoriani
73.
Gli assertori della passibilità della divinità di Cristo
74.
Coloro che ritengono che Dio sia triforme
75.
Coloro che ritengono che l'acqua sia coeterna a Dio
76.
Quei che dicono che l'anima non è immagine di Dio
77.
Quei che ritengono l'innumerabilità dei mondi
78.
Coloro che ritengono che le anime assumano la forma di demoni o di certi animali
79.
Coloro che credono che la discesa di Cristo abbia liberato tutte le anime degli inferi
80.
Quei che attribuiscono un inizio temporale alla nascita di Cristo dal Padre
81.
Luciferiani
82.
Giovinianisti
83.
Arabici
84.
Elvidiani
85.
Paterniani (o Venustiani)
86.
Tertullianisti
87.
Abeliani o Abeloiti
88.
Pelagiani o Celestiani





jillo ha scritto:E dunque sul come fa un uomo a "decidere" che il cristianesimo sia la vera religione e che tutto ciò che afferma sia vero? 
Io ti dico, per fede figliuolo. Per fede king
Ma fede in che cosa nello specifico, del mentalmente malato, epilettico (gnostico?) Paolo, senza ombra di dubbio. Senza di luiil cattolicesimo non esisterebbe proprio, adoreremmo probabilmente una pletora di gaudenti dei.
E' paolo che partendo da uno dei tanti, fallimentari, messia di israele inventa un sistema di potere ben costruito, basta leggersi gli atti e le epistole per rendersene conto, ( ma anche non leggerli è una valida alternativa).


Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.
Corinzi 1:8

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da mix il Lun 21 Ott - 11:17

per chi ha quei bisogni una fede vale l'altra. perciò si opta generalmente per quella più comoda & radicata, come ben sa il credente cattolico jillo.
che vive in un contesto cattolico, non sorprendentemente.
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Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:40

sul serio perchè il pc mi cinguetta? Hal 9000?
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Messaggio Da Sally il Lun 21 Ott - 11:43

Il Distruttore Hara ha scritto:sul serio perchè il pc mi cinguetta? Hal 9000?

Sara' posseduto, prova con l'Angelo Purificatore... (clicca sul link nella risposta), vedrai che risolvi il problema:

http://rispostecristiane.blogspot.it/2012/10/lo-spam-di-satana.html

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:47

Preziosisimo ed imperdibile link lo cito fregandomene tranqullamente della leggibilità del 3D

L'altro giorno, fra le mail, ne ho trovata una senza oggetto, con un link. Pensavo riguardasse una delle newsletter dei tanti siti cristiani a cui sono iscritta, ma non è stato così, purtroppo. Si trattava di un link malefico, che si diramava in altrettanti link demoniaci. Aprendo i link sono stata reindirizzata su Youtube dove ho potuto assistere in preda al panico alla visione di "The Best Of Mosconi", "Mosconi Compilation", e tanti altri. Tutti link che si sono aperti uno dopo l'altro, e senza avere la possibilità di chiuderli. Più ne chiudevo infatti, e più questi aumentavano. Ho passato minuti di terrore, minuti di inferno... e ancora tremo dal terrore. Mosconi? Chi è costui? Chi manda questa mail? E intanto vivo nella disperazione... Dal Pc percepisco rumori che prima non avevo mai udito, il Pc è diventato bollente e a volte percepisco puzza di bruciato. Il tutto con improvvisi riavvii con schermate rosse. Non ce la faccio più. Non riconosco più il mio Pc, il mio strumento di lavoro e di contatto con Cristo,
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