teoria sull'invenzione di gesù

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:49

E la risposta è anche meglio!
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:50

Prima di tutto prepara dei lumini e posizionali tutti intorno al Pc, soprattutto vicino al router. Dopo aver recitato 2 Rosari, clicca il seguentelink. Una volta fatto, recita un'Ave Maria




LOL
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 11:53

però gli strani rumori continuano...com'è la storia delle candelette boxed
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da jillo il Lun 21 Ott - 12:10

Il Distruttore Hara ha scritto:
jillo ha scritto:ì. Sul mercato, l'offerta di religioni è già sin troppo vasta... e questo genera molta confusione, soprattutto tra chi è ancora indeciso su dove investire.
So che stai scherzando, ma vista l'apparente silenziosa assenza di cattolici fingo, sottolineo fingo, che tu parli sul serio mgreen 

jillo ha scritto:E dunque sul come fa un uomo a "decidere" che il cristianesimo sia la vera religione e che tutto ciò che afferma sia vero? 
Io ti dico, per fede figliuolo. Per fede king
Ma fede in che cosa nello specifico, del mentalmente malato, epilettico (gnostico?) Paolo, senza ombra di dubbio. Senza di luiil cattolicesimo non esisterebbe proprio, adoreremmo probabilmente una pletora di gaudenti dei.
E' paolo che partendo da uno dei tanti, fallimentari, messia di israele inventa un sistema di potere ben costruito, basta leggersi gli atti e le epistole per rendersene conto, ( ma anche non leggerli è una valida alternativa).


Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.
Corinzi 1:8

Ubi maior...
aggiungerei Cor.4
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il vangelo.

Ma non la penso così.
In ogni caso (ammesso il Paolo concepente una macchina cristianesimo per il soddisfacimento fini poco spirituali... una macchina che, scrivi, si inventa) nell'ottica del buon investimento, nell'ottica dell'utile e del profitto, Paolo avrebbe proprio fatto male i conti.
"Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.  Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.  Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo,  ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo;  calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi"
Fonti storiche sono concordi sulla morte di S.Paolo avvenuta per decapitazione sotto Nerone.

Insomma, Paolo comincia male e finisce peggio.
 
Paolo non si inventa nulla di buono per lui , né buono e vantaggioso per chi resiste nello stargli accanto e nemmeno per chi viene dopo di lui.
Forse perché il propulsore del cristianesimo non è Paolo e la sua "formidabile"(???) invenzione. (questa e in questa ottica, sarebbe davvero fallimentare)


Certo che Paolo ("fariseo laico" persecutore degli aderenti alla setta di Cristo) diede grande contributo alla diffusione del cristianesimo e all'istituzione di una Chiesa organizzata in gerarchie ecclesiastiche.
Il cristiano però non adora Paolo né il suo pensiero... credimi che le lettere di Paolo, oltre che ostiche e di non facile lettura, sono spesso implicitamente (a volte esplicitamente) "osteggiate" da molti cristiani  proprio per la loro "durezza".

Un cristiano ti dirà che la fede in Cristo può nascere solo successivamente all'incontro con l'amore di Dio. Non dalla solo lettura dei Testi Sacri.
La Bibbia è il Libro più venduto nel mondo. Così si dice. Dovremmo trovare molti più cristiani.
Chi poi senza aver messo mai mano alle Scritture dovesse cominciare col leggersi S. Paolo  terminerebbe la lettura dopo qualche rigo.

Il propulsore è Cristo. Paolo è solo una rumorosa cinghia di distribuzione.

Cristo non è un messia dei tanti (come scrivi). Per essere un  messia doveva essere svitatissimo. Quindi non un messia, ma un pazzo!
Nessun messia (dei tanti) ha mai sostenuto di essere Dio. "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui"... "Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse"
Nessun messia ha parlato così. Come fai a dire di Gesù "un messia come tanti".
Come fai poi a definirlo fallimentare?
Piuttosto parla di un folle che ha avuto un "imprevisto e incredibile" seguito...
ma non certo per unico merito di quel Paolo che tanto ha contribuito a diffondere il cristianesimo ma non certo a toccare i cuori degli uomini e trarre da Cristo la sua vera potenza motrice.

jillo
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da mix il Lun 21 Ott - 12:16

Il Distruttore Hara ha scritto:però gli strani rumori continuano...com'è la storia delle candelette boxed
portalo in una chiesa cattolica ed immergilo (spento) nell'acquasantiera (riempita).
poi (unico passo veramente indispensabile per la riuscita dell'esorcismo) fai una generosa offerta monetaria al gestore del punto di ristoro/terapia/riparazione.


cuscinetto/bronzina di una ventola di raffreddamento sporco oppure degradato.
se si ferma, in quel caso, a breve, surriscaldi i componenti elettronici: un inferno.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 12:43

Non mi posso esimere dal risponderti punto per punto, trascurando un po' paolo sul quale mi sembra che in linea di massima siamo quasi d'accordo ( ma non dimentichiamo che la santa apostolica ecc su paolo si è fondata , e non su pietro, che i due proprio non si potevano vedere)

in più tu scrivi "cristiani" e non "cattolici" e questo meriterebbe un altro discorso, che magari affronteremo.

jillo ha scritto:Un cristiano ti dirà che la fede in Cristo può nascere solo successivamente all'incontro con l'amore di Dio. Non dalla solo lettura dei Testi Sacri. 
La Bibbia è il Libro più venduto nel mondo. Così si dice. Dovremmo trovare molti più cristiani.
mmmhhh, dunque D-O chiama e l'uomo puro di cuore accetta la chiamata a carico del destinatario? E a chi non cade tale tegola in testa nisba? Non è degno della divina attenzione? mmmhhh
Catechismo puro.


CCC 802:

 Con la sua chiamata interiore Dio suscita la nostra libertà e si offre come meta alla nostra ricerca. Intanto ci viene incontro pubblicamente nella storia, inviando il suo Figlio Gesù Cristo a invitare tutti gli uomini alla festa della vita eterna. «Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione»

.

L’iniziativa del suo amore ci interpella. Accettare il suo dono con «la fede che opera per mezzo della carità» (Gal 5,6) significa realizzare se stessi; rifiutare il suo dono con il peccato significa perdere se stessi. «Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita» (1Gv 5,11-12). La risposta che daremo risulterà decisiva per la nostra riuscita o per il nostro fallimento. A ognuno di noi il Signore Gesù ripete l’appello rivolto al giovane ricco: «Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti... Se vuoi essere perfetto,... vieni e seguimi» (Mt 19,1721). Se vuoi vivere, devi fare il bene. L’urgenza della salvezza fonda l’obbligazione morale


E i fratelli maggiori ebrei?
Che, al massimo, credono che Gesù fosse un Rabbi? Condannati?
Il cristianesimo è POTERE! Si fa come dico io! O vogliamo mettere in discussione anche la parola del Signore? Occio! Piazza Navona è giusto a due passi! Occio! che  per caso c'ho giusto una bella scatola di cerini...
Cercano figure carismatiche per difendere la loro redutio ad unum dall'attacco del dono di baal il fulmine obama (che loro chiamano il Barca), mettono in campo le armate che furono celate a stalin, dotate di moderne armi di ipnosi di massa.

Ora cerco di parlare più seriamente, perdonami il facile gioco.

Cristo non è un messia dei tanti (come scrivi). Per essere un  messia doveva essere svitatissimo. Quindi non un messia, ma un pazzo!
Perche? Di (falsi) messia israele ne ha conosciuti tanti, anche recentemente, e la loro salute mentale lasciava molto a desiderare. Sempre ammesso che Gesù non fosse Gesù Barabba, ipotesi sostenibile.
E poi cosa sappiamo di Gesù? Molti miracoli e qualche parabola già presente nel Tanak. e fra i miracoli ti ricordo la guarigione dell'impuro (il lebbroso) carico, come gli altri) di un chiaro significato di polemica contro il fariseismo contro il quale in cristo talvolta entra in polemica. la mia lettura è che lo spirito dei tempi richiedesse die cambiamenti modernisti della leggae mosaica. tale polemica poi è stata sfuttata come ben sappiamo


Mc 10:45:

Mc 1,40-45
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Gesu dice di essere D-O? ha scritto:Nessun messia (dei tanti) ha mai sostenuto di essere Dio. "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui"... "Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse"
Questo non te lo passo. Ma essendo discorso complesso col tuo permesso ti rispondero con calma stasera (temo con tante citazioni e fin d'ora mi scuso.)
Ripeto assolutamente no!

Piuttosto parla di un folle che ha avuto un "imprevisto e incredibile" seguito...
???


Shalom
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 13:10

jillo ha scritto:e.

Cristo non è un messia dei tanti (come scrivi). Per essere un  messia doveva essere svitatissimo. Quindi non un messia, ma un pazzo!
Nessun messia (dei tanti) ha mai sostenuto di essere Dio. "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui"... "Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse"
Nessun messia ha parlato così. Come fai a dire di Gesù "un messia come tanti".
Come fai poi a definirlo fallimentare?
Piuttosto parla di un folle che ha avuto un "imprevisto e incredibile" seguito...
ma non certo per unico merito di quel Paolo che tanto ha contribuito a diffondere il cristianesimo ma non certo a toccare i cuori degli uomini e trarre da Cristo la sua vera potenza motrice.
Intanto comincio che non resisto

Punto primo
Non si pòi prescindere nessun cristianesimo da Paolo. Paolo è il logos, non si scappa. Altrimenti bisogna inventarsi il gesù che più ci fa comodo, a nostra immagine e somiglianza, come d'altra parte sta facendo da tempo la chiesa.
C'è un silenzio assordante.Un silenzio più profondo. Un buio  profondo. 
Un buio che non è solo nero pesto, ma un autentico Buco Nero. 
Un silenzio cioè che penetra nelle carni. 
Un Paolo riportato al suo giusto rango iniziale, ovvero prima del 70 e dunque prima dei vangeli, un Paolo mai interpolato se non in quella goffa interpolazione antisemita che è 1 Tessalonicesi 2:15-16 (che è anche la più antica accusa di deicidio).
 Un Paolo che mostra dappertutto un enigmatico Silenzio su Gesù, ma un silenzio più penetrante di un banale silenzio. 
Un silenzio che esclude A PRIORI un Gesù storico perchè è il silenzio metafisico e riverente del Gesù puramente celeste, mai sceso sulla terra,  o, secondo paolo, disceso per conto del Padre, per la salvezza dei ''perfetti tra voi''.


Punto 2 


a)Il deserto. Un ideale simile esiste fra certe correnti del giudaismo, forse essenico, attestato dai testi di Qumran e l’esperienza di Giovanni il Battista, condivisa per un tempo da Gesù. Nella Regola della comunità, come nei Vangeli, il deserto è riconosciuto come il luogo che purifica la vita, mediante un passo del profeta Isaia (40,3), comune alle Bibbie ebraica e cristiana: “Una voce grida: nel deserto preparate la via del Signore…”



b)Il compimento delle Scritture. Un compimento di attualità, secondo Gesù che ne ha fatto l’asse della sua predicazione che annuncia la venuta del Regno di Dio, simbolo di un’era in cui regneranno la giustizia e la pace. Per i primi cristiani questa nuova era sarà inaugurata dalla risurrezione del Cristo, avvenuta, come afferma Paolo di Tarso, “secondo le Scritture”. Un tal modo di attualizzare i testi sacri è “ben attestato come precristiano dagli scritti del Mar Morto”, sottolinea André Paul, specialmente quelli che alcuni specialisti attribuiscono al gruppo essenico.



c)Le Beatitudini. Questo genere profetico è stato per molto tempo, per il cristianesimo, un segno dell’originalità della predicazione di Gesù. La più emblematica è quella che comincia con le parole: “Beati i poveri…”. Nel Vangelo di Matteo si trova una variante : “Beati i poveri in spirito…”. Ora un frammento precristiano, scritto in ebraico, di uno scritto di Qumran parla dei “poveri per lo spirito”. Inoltre si è ritrovato nella grotta n. 4 una catena di sentenze che cominciano con “beati”.



d)Il regno eterno del Figlio di Dio. Un frammento di testo scritto in aramaico, ritrovato a Qumran, annuncia: “Allora si leverà un re e sarà grande sulla terra. Tutti i popoli faranno la pace con lui. Tutti lo serviranno perché sarà chiamato il santo del Grande Dio. E dal suo nome sarà chiamato. Figlio di Dio sarà detto e Figlio dell’Altissimo lo chiameranno (…). Il suo reame sarà eterno (…). Il suo regno sarà eterno e non un solo degli abissi della terra lo potrà vincere…”Si ritrovano tre degli elementi di questo testo nella prima pagina del Vangelo di Luca, che racconta l’Annuncio a Maria: “sarà grande”, “Figlio dell’Altissimo lo chiameranno” e “il suo regno sarà un regno eterno”. “Non c’è dubbio – ritiene André Paul - che siano state riprese espressioni che circolavano da decenni nelle comunità giudaiche”.



d)Il banchetto festivo della fine dei tempi. Alcuni testi di Qumran, le Regole in particolare, attribuiti spesso al gruppo essenico, descrivono così il pasto comunitario; “Quando dieci uomini che appartengono alla Comunità si troveranno riuniti (…) una volta che si sia posta la tavola (…) è il sacerdote che per primo stenderà la mano per benedire le primizie del pane o il vino nuovo”. In un altro racconto questo pasto è proiettato in una prospettiva di fine dei tempi. Il Messia in persona vi è invitato, il Messia di Israele o regale. Ma è il sacrdote che benedice la tavola e stende per primo la mano verso il pane. Potrebbe essere questo il modello precursore del pasto della Cena descritto nel Vangelo. Con una differenza fondamentale, tuttavia, fra le due tradizioni: per i cristiani si tratta di un pasto realmente sacrificale: “Questo è il mio sangue”, dichiara Gesù.



e)La comunità dei “santi”. Le Regole e altri racconti, come gli Inni, evocano una comunità, o più precisamente una “comunione” di fedeli che sono presentati come “santi”. C'è una somiglianza impressionante fra questo modello giudaico e la descrizione idealizzata dell’esperienza di vita comunitaria dei primi cristiani che sono anch’essi designati come dei “santi” (Atti degli Apostoli 2,2). È probabile che l’autore del quadro idillico dei primi gruppi cristiani si sia ispirato a modelli già diffusi.



f)Le opere della Legge. La formula di Paolo di Tarso ha un antecedente ebraico fra quegli scritti di Qumran che alcuni attribuiscono alla comunità essenica. Gli abitanti di Qumran, come Paolo di Tarso e la sua scuola, si riferiscono al messaggio biblico sulla salvezza. “Una stessa corrente giudaica, ritiene André Paul, ha probabilmente alimentato il pensiero degli utopisti del Mar Morto, o di altrove, e la prima riflessione cristiana di cui Paolo di Tarso è insieme il testimone e l’artefice.” Ma anche qui c’è una differenza fondamentale fra questo giudaismo precristiano e il cristianesimo. Essa consiste essenzialmente in quel che Paolo chiama “vangelo” (evangelion in greco, o “buona notizia”). Una buona notizia di cui il culmine è la resurrezione di Gesù. Contrariamente alla dottrina giudaica, attestata dagli scritti di Qumran, non sono più, afferma Paolo di Tarso, “le opere della Legge” (cioè l’osservanza della Legge di Mosè) ad assicurare l’accesso alla salvezza eterna, ma la fede in Gesù il Cristo resuscitato. “Non siamo più nel giudaismo, riassume André Paul.
Il Vangelo ha preso il posto della Legge, la Torah in ebraico…”.



g)La carne come peccato. Lo studio dei testi sapienziali trovati nelle grotte di Qumran porta nuove luci sull’opposizione fra la carne e lo spirito, di cui Paolo di Tarso è il primo assertore cristiano. In molte sue lettere (Gal 5,17;Rm 8,5-8) la parola “carne” è associata alla nozione di male e di peccato in opposizione a Dio, dalla parte del quale si trova lo spirito.Tuttavia l’uso antitetico della carne e dello spirito sembra essere estraneo al gruppo dei primissimi cristiani. Per lungo tempo vi si è visto un effetto del pensiero ellenistico penetrato attraverso la diaspora ebraica nel mediterraneo. Ma in certi testi del Mar Morto (Regola della Comunità, Inni, ecc) attribuiti da alcuni al gruppo degli esseni, ma anche in altri più antichi appartenenti al genere sapienziale, la “carne” è precisamente legata all’idea del peccato. Ma ciò non si verifica nei testi che formeranno la Bibbia ebraica, nei quali la nozione di carne si riferisce essenzialmente alla creatura umana debole e mortale.

Sembra così che la concezione negativa della carne di Paolo abbia le radici non soltanto dal lato della diaspora ebraica influenzata dalla cultura greca, ma anche dalle tradizioni sapienziali di lingua ebraica oggi bene attestate dagli scritti del Mar Morto.

h)Il Messia. Prima della scoperta dei Manoscritti di Qumran non si sapeva quasi nulla sul Messia precristiano. A rigor di termini non c’è Messia nella Bibbia ebraica. Il termine che viene dall’ebraico mashiah (“unto”) compare a proposito dell’unzione con l’olio, simbolo dell’unzione divina dei re di Israele. In greco è stato tradotto con “christos”.

Ora il Messia occupa un buon posto negli scritti di Qumran. Se ne individuano tre figure messianiche: una figura regale e militare chiamata anche “Germoglio di Davide” (“Figlio di Davide” si trova nell’Antico Testamento cristiano); una figura di Sacerdote ideale, chiamato anche Messia di Aronne; e infine un personaggio dalle funzioni celesti, ma che non è esattamente designato come Messia.
Quest’ultimo potrebbe essere il “Figlio di Dio”, già evocato, oppure il misterioso Melchisedec, eroe segreto della Bibbia ebraica, presentato, secondo i testi di Qumran, come una personalità celeste, l’esecutore dei giudizi divini o il primo degli esseri divini…

Lo attesta specialmente, nel Nuovo Testamento, la Lettera agli Ebrei, in cui si ritrova la tradizione del Melchisedec celeste riportata dalla letteratura di Qumran e la figura del Cristo sacerdote celeste, che è presente anche nei testi di Paolo di Tarso. Ma col riconoscere in Gesù dopo la sua resurrezione il Messia atteso, i cristiani hanno rotto con la visione messianica del giudaismo precristiano. Così gli ambienti giudaici di Antiochia designeranno i discepoli di Gesù sotto il soprannome di “christianos” (cristiani). Prima che Ignazio, anche lui vescovo di Antiochia, non inventi, fra il 100 e il 110 della nostra era, il termine di “christianismos”, opponendolo a !”iudaismos”, giudaismo…

Punto tre

La componente ellenistica

a. Tarso, città ellenistica.

Al tempo di Paolo, Tarso era capoluogo della provincia romana di Cilicia, con circa 300.000 abitanti. Senofonte la dice una città ricca e molto popolosa: «[Nella loro marcia, i soldati di Ciro] avanzano per la pianura, senza sosta. Giungono a Tarso, città ricca e molto popolosa della Cilicia: la città racchiude la reggia del re di Cilicia, ed è percorsa dal fiume Cidno», (Anabasi I, 2,23).

Tarso era un centro di formazione greca, essendo per esempio sede di scuole filosofiche e di retorica.

Paolo cita pochissime volte la Bibbia ebraica (2 volte) e quasi sempre la traduzione greca della Lxx (34 citazioni esatte, 36 con qualche variazione, 10 con variazioni sensibili).
La morale paolina, poi, ha qualche punto in comune con quella dei filosofi stoici (in maggioranza, in quel tempo, anche a Tarso), ma da essi potrebbe essere stato influenzato da adulto.
Paolo fa uso della diatriba , delle figure della retorica e della sua dispositio.
Paolo infine è creativo nell’uso della lingua greca: egli crea dei neologismi, soprattutto servendosi di preposizioni che esprimono la partecipazione al mistero di Cristo; cf. per esempio: «Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui (συν-εταφημεν) nella morte…» (Rm 6,4); «… coeredi (συγ-κληρονομοι) di Cristo se soffriamo con (συμ-πασχομεν) lui affinché anche siamo conglorificati (συν-δοξασθωμεν)» (Rm 8,17).

b. Le immagini e metafore usate da Paolo

Il fatto di essere nato in una grande città ellenistica ha segnato Paolo. A differenza di Gesù, non gli viene spontaneo prendere le sue immagini dalla natura o dalla vita dei campi. «Egli non vede la natura inanimata se non nelle sue relazioni con l’uomo: il suo regno è la psicologia

Così egli ricava le sue immagini, non dalla natura ma dalla vita dell’uomo (nascere, morire, generare) o dalle attività sportive, commerciali , militari o dalla vita urbana .
c. Sostanziale estraneità di Paolo all’ellenismo
Nonostante tutto questo, Paolo non fa mai riferimento alle città ellenistiche e ai loro monumenti i cui ruderi noi guardiamo con ammirazione, e un solo libro profano ha lasciato il segno nelle sue lettere: prendendola dalla commedia Taide di Menandro (sec. iii a.C.) in 1Cor 15,33 cita la sentenza: Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.



Punto 4


Quella che viene tramandata come l'insegnamento del  Cristo è una dottrina che prende l'avvio dal concetto della carne ebraico e del dio che ama la carne 
Il dio vivente, dio dei viventi. 
Ma è già inquinata ab initio dalla  dall''assunzione della dottrina Platonica . 
E vero che la dottrina Platonica viene assunta successivamente dai cristiani per pararsi il culo dalla figura di merda che stanno facendo. 
Viene assunta dopo che i cristiani hanno macellato centinaia di migliaia di persone vedendo i segnali dell'imminente fine del mondo (tipo il terremoto di Antiochia).
La dottrina cristiana è la resurrezione della carne
Una resurrezione che doveva avvenire allora. 
Come allora fu una truffa oggi è ancora una truffa come lo è l'assunzione da parte del cristianesimo della dualità corpo e anima fatta propria rubandola al Platonismo.



Mi fermo per ora qui, che davvero è un lungo discorso.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da jillo il Lun 21 Ott - 14:20

”Il Distruttore Hara” ha scritto: E i fratelli maggiori ebrei?


Che, al massimo, credono che Gesù fosse un Rabbi? Condannati?
Ma no, via. Per la Chiesa il disegno di salvezza di estende anche ai non credenti. Non solo ai cristiani non cattolici, ma anche a chi professa altre fedi.
Caso particolare per il popolo eletto. Il nostro Dio non si dimentica della sua promessa fatta al suo popolo eletto.  Vi convertirete prima della fine del mondo.




”Il Distruttore Hara” ha scritto:  Perche? Di (falsi) messia israele ne ha conosciuti tanti, anche recentemente, e la loro salute mentale lasciava molto a desiderare. Sempre ammesso che Gesù non fosse Gesù Barabba, ipotesi sostenibile.




E poi cosa sappiamo di Gesù? Molti miracoli e qualche parabola già presente nel Tanak. e fra i miracoli ti ricordo la guarigione dell'impuro (il lebbroso) carico, come gli altri) di un chiaro significato di polemica contro il fariseismo contro il quale in cristo talvolta entra in polemica. la mia lettura è che lo spirito dei tempi richiedesse die cambiamenti modernisti della leggae mosaica. tale polemica poi è stata sfuttata come ben sappiamo
 
Appunto. Un falso messia non è un messia. E se parli di un Gesù, messia come altri (tuo precedente post)  non parli di un falso.  A meno che non intenda falsi tutti i messia  o intendessi “…come tutti i falsi profeti”

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Sulle interpretazioni a sfondo socio-politico di alcuni miracoli compiuti da Gesù ne ho lette diverse, compresa questa che proponi.  Per me i miracoli sono un’ altra cosa.  Il Dio che si manifesta nell’A.T. è per noi cristiani lo stesso che si manifesta nel Nuovo. Non mi sorprende di parabole presenti  qua, come là.
Poi, quello che sappiamo di Gesù, (fonti storiche a parte) è quello che crediamo di Lui. (poca roba, vero?)
Possiamo quindi ragionevolmente sostenere che di Gesù non sappiamo nulla o irragionevolmente ritenere di sapere tutto quanto c'è da sapere.

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 14:31

Parli di fede se non erro, e non credo e non voglio discutere e neanche entrare nel  merito dell' altrui fede.

Sarebbe quantomeno sciocco da parte mia.

Se ti va di confrontarti su cosa c'è a monte della tua e della altrui fede è altro discorso che sarei lieto di affrontare

Un caro saluto.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da mix il Lun 21 Ott - 14:50

Il Distruttore Hara ha scritto:Parli di fede se non erro, e non credo e non voglio discutere e neanche entrare nel  merito dell' altrui fede.

Sarebbe quantomeno sciocco da parte mia.

Se ti va di confrontarti su cosa c'è a monte della tua e della altrui fede è altro discorso che sarei lieto di affrontare

Un caro saluto.
recentemente è emersa una necessità di senso nel giustificare la fede dell'utente jillo.
ne è scaturito un thread, che magari ti diverte: "Esigenza di senso ed altre necessità" < = = > link
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Lun 21 Ott - 15:15

Vedo, mi sfugge un attimo quella A e quella B, ma davvero anche se non me la spieghi fa lo stesso

ahahahahahah
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Gio 24 Ott - 15:55

...da concepire come credibile l’esistenza passata del mito forse solo per via erudita, mediante la mediazione di astrazioni. Senza mito, però ogni civiltà perde la sua sana e creativa forza naturale: solamente un orizzonte attorniato da miti può raccogliere in unità un intero movimento di civiltà.
[…]
Si metta ora accanto a ciò l’uomo astratto, non guidato da miti, l’educazione astratta, il costume astratto, il diritto astratto, lo Stato astratto; s’immagini il vagare senza regole della fantasia artistica, non frenato da alcun mito patrio; ci si rappresenti una cultura senza alcuna sede originaria fissa e sacra, condannata a consumare tutte le possibilità e a nutrirsi miseramente di tutte le culture –
questo è il presente, il risultato di quel socratismo teso all’annientamento del mito.
E ora l’uomo privo di miti sta in mezzo a tutti i passati, eternamente affamato, e scavando e frugando cerca radici, anche a costo di rintracciarle nelle antichità più remote. Cosa esprime l’enorme bisogno storico dell’insoddisfatta cultura moderna, il sovrapporsi di innumerevoli altre culture, la divorante volontà di conoscere, se non la perdita del mito, la perdita della patria mitica, del mitico grembo materno? Ci si chiede se il movimento febbrile e così perturbante di questa cultura sia qualcosa di diverso dall’avidità di un uomo affamato che cerca di afferrare e di ghermire cibo – e chi vorrebbe dare ancora qualcosa ad una tale cultura, che da tutto ciò che ingoia non è mai saziata, e al cui contatto il nutrimento più sostanzioso e salubre suole mutarsi in “storia e critica”.


Pur così sollevandomi un clamoroso dubbio etico, e solo nel tentativo di sgombrare il campo dai malintesi faccio mio il nietzche nella sua (folle) lettera alla wagner.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da delfi68 il Gio 24 Ott - 19:15

Nelle versioni aramaiche ed ebraiche poi non si  trova mai  la parola dio..decidetevi se volete discutere delle sovrastrutture teologiche adagiate ai testi piu' antichi o attenervi alle scritture letterali..

Scusate se insisto, ma l'evidenza che ai testi della narrazione ebraica AT siano state assegnate delle interpretazioni teologiche e' una cosa assodata..e discutere di teologia e dei significati "assegnati" arbitrariamente alle parole e alle frasi dei testi AT e' una cosa di un'inutilita' pazzasca..

State discettando di teologia, un ebreo e un cattolico che interpretano a modo loro dei testi, assumendo traduzioni arbitrarie di parole che in realta' significavano tutt'altro...altissimo e signore eterno, nelle scritture sono altro e non DIO.
Continuare a fingere che non sia vero serve solo a farvi pippe mentali..
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da mix il Gio 24 Ott - 19:22

delfi68 ha scritto:Nelle versioni aramaiche ed ebraiche poi non si  trova mai  la parola dio..decidetevi se volete discutere delle sovrastrutture teologiche adagiate ai testi piu' antichi o attenervi alle scritture letterali..

Scusate se insisto, ma l'evidenza che ai testi della narrazione ebraica AT siano state assegnate delle interpretazioni teologiche e' una cosa assodata..e discutere di teologia e dei significati "assegnati" arbitrariamente alle parole e alle frasi dei testi AT e' una cosa di un'inutilita' pazzasca..

State discettando di teologia, un ebreo e un cattolico che interpretano a modo loro dei testi, assumendo traduzioni arbitrarie di parole che in realta' significavano tutt'altro...altissimo e signore eterno, nelle scritture sono altro e non DIO.
Continuare a fingere che non sia vero serve solo a farvi pippe mentali..
c'è anche chi ama farsi le pippe, no? che fastidio ti danno? tanto qui non c'è nessun bambino da irretire. lascia che sia e passa ad altro.
regalaci qualcosa di tuo, piuttosto. ok2 
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da delfi68 il Gio 24 Ott - 20:43

..sono in una fase di stallo..

Non so bene che personaggio sono adesso..no!
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da matem il Ven 25 Ott - 16:04

su questa discussione cioè se Gesù è esistito o meno vi consiglio  il libro ora in vendita di Bart D. Ehrman
titolo : GESU'  è davvero esistito?
ed. Mondadori
è un libro chiaro, documentato e di facile e agevole lettura.
spero vi possa essere utile
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Ludwig von Drake il Sab 26 Ott - 18:53

delfi68 ha scritto:Nelle versioni aramaiche ed ebraiche poi non si  trova mai  la parola dio..decidetevi se volete discutere delle sovrastrutture teologiche adagiate ai testi piu' antichi o attenervi alle scritture letterali..

Scusate se insisto, ma l'evidenza che ai testi della narrazione ebraica AT siano state assegnate delle interpretazioni teologiche e' una cosa assodata..e discutere di teologia e dei significati "assegnati" arbitrariamente alle parole e alle frasi dei testi AT e' una cosa di un'inutilita' pazzasca..

State discettando di teologia, un ebreo e un cattolico che interpretano a modo loro dei testi, assumendo traduzioni arbitrarie di parole che in realta' significavano tutt'altro...altissimo e signore eterno, nelle scritture sono altro e non DIO.
Continuare a fingere che non sia vero serve solo a farvi pippe mentali..
Che significato dai al tetragramma YHWH?
Che significato dai al termine Elohim e Eloah quando non riferito ad autorità giudaiche terrene?
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da delfi68 il Sab 26 Ott - 20:32

mah..io non sono proprio all'altezza di poter dire una cosa del genere con una certa pertinenza di causa..

Sta il fatto che sembrano delle persone, YhWh ed El Elihon (scusa se sbaglio le lettere) e che Elohim abbia voluto indicare il gruppo a cui apparteneva il tizio YhWh..

Certamente non indicavano DIO, poiche' avrebbero scritto chiaro e tondo che si trattava di DIO.
Oltretutto i soggetti che portavano quei nomni facevano cose umane. Camminare, dormire, sporcarsi e annusare..

Non saprei dire, ma effettivamente se si sveste l'interpretazione religiosa, la scrittura letterale sembra che narri di una storia di Potenti, Vassalli, Governatori..robe cosi..

Piuttosto, tu che invece sei, e si vede, molto piu' addentro di me..cosa ne pensi, credo che la tua opinione sia decisamente piu' interessante della mia..

Secondo te quindi chi indicavano?
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da loonar il Sab 26 Ott - 20:42

sono propenso a credere anche io che parlassero di antichi patriarchi, piuttosto che di divinità
ma di divinità che si sporcavano con le cose terrene erano piene le mitologie di quei tempi
(basta pensare agli dei olimpici)

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 26 Ott - 21:27

Ludwig von Drake ha scritto:Che significato dai al tetragramma YHWH?
Che significato dai al termine Elohim e Eloah quando non riferito ad autorità giudaiche terrene?
Sul tetragramma:

Ma la cosa che ha più senso è che sia il nome proprio di Dio, rivelando il quale si concede all'uomo un certo potere su Dio.


Su elohim:

1) Abbiamo 2500 ricorrenze in cui il termine Elohim è riferito a D-o con verbi e aggettivi al singolare, frasi costruite tutte al singolare.

4) Altre due o tre con aggettivi plurali superlativi indefiniti.


5) Abbiamo alcune ricorrenze di Elohim riferite singolarmente a dèi stranieri con valore singolare, le ha citate Jonah  

6) Abbiamo alcune ricorrenze riferite a singoli uomini ed altre riferite al sinedrio. Una di queste in plurale di astrazione con verbo al plurale e riferito al profeta Samuele.

7) 63 ricorrenze riferite a dèi stranieri al plurale dell'espressione "elohim acherim"=altri dei/legislatori (alcune di queste sono plurali di astrazione col senso di divinità/legislazione/potere giuridico esecutivo)


8) Tulle le ricorrenze riferite a dèi stranieri (comprese le suddette 63) sono circa un centinaio (100). Qui il termine elohim spesso è il plurale numerico di eloahh.

In tutto, all'incirca solo una decina su 2500 rappresenta un'eccezione che secondo alcuni (ignoranti) si tratterebbe di anomalie.

3) Due riferite a D-o in cui Egli si esprime al plurale.

4) Altre due o tre con aggettivi plurali superlativi indefiniti.


5) Abbiamo alcune ricorrenze di Elohim riferite singolarmente a dèi stranieri con valore singolare, le ha citate Jonah (Cochav Yam) qualche post addietro.

6) Abbiamo alcune ricorrenze riferite a singoli uomini ed altre riferite al sinedrio. Una di queste in plurale di astrazione con verbo al plurale e riferito al profeta Samuele.

7) 63 ricorrenze riferite a dèi stranieri al plurale dell'espressione "elohim acherim"=altri dei/legislatori (alcune di queste sono plurali di astrazione col senso di divinità/legislazione/potere giuridico esecutivo)


8) Tulle le ricorrenze riferite a dèi stranieri (comprese le suddette 63) sono circa un centinaio (100). Qui il termine elohim spesso è il plurale numerico di eloahh.

In tutto, all'incirca solo una decina su 2500 rappresenta un'eccezione che secondo alcuni  si tratterebbe di anomalie.
Altra importante interpretazione è quella dei ba'alè hatosafot che intesero "elohim" come re e giudici riferendosi ad Amrafel e i re alleati.


● Gn 35,7: «…perché qui Dio (Elohim) gli era apparso (letteralmente: Essi gli erano apparsi - niglû)».
Qui invece è inteso generalmente un plurale numerico e gli elohim qui sarebbero i re della terra che, per volere divino, salgono al potere e scendono, ricordando il sogno della scala.
Ma anche qui linguisticamente il termine può essere inquadrato come un plurale di astrazione che accetta anche il verbo al plurale. In italiano andrebbe tradotto: "gli apparve la Divinità", rendendo elohim con "divinità, termine astratto e non "D-o", che è invece un titolo.


Così si traduce: "Y a h w è h da solo conduce lui e non con lui El straniero" e che definisce: "un'affermazione estramamente importante".
La C.E.I. che così traduce:
Il Signore lo guidò da solo,
non c'era con lui alcun dio straniero.

Il verbo "ינחנו" può derivare sia dalla radice נחה =condurre, che dalla radice נוח riposare, lasciare, posare.

Il termine "בדד" è un avverbio e, da come si evince da versi paralleli, si applica al popolo e non a Y a h w è h.

Tale che se si applicasse alla radice נחה, come interpreta il Biglino, acquisterebbe il senso di: "condurre solitariamente".

Ma la Bibbia interpreta se stessa ed è consueto consultare altri versi per vedere se ci sono riscontri. Ma è anche bene consultare gli antichi scritti per vedere come veniva letta ed intesa la Bibbia. Secondo la tradizione orale il verbo in questione è di radice נוח riposare, lasciare, ed abbiamo i seguenti versi che lo dimostrano:

Numeri 23:9



C.E.I.:
ecco un popolo che dimora solo


E poi continua:

e tra le nazioni non si annovera.
Questo spiega il senso di : "non c'era con lui alcun dio straniero". Ciò naturalmente se si restituisce al termine "el" (tradotto con "dio") il senso di "potente" ovvero colui che detiene il potere, un re. Nessun re delle nazioni prese in considerazione questo popolo per allearsi con lui ed aiutarlo ad insediarsi nella sua terra.

Citiamo anche Deuteronomio 33:28.

C.E.I.:
Israele abita tranquillo,
la fonte di Giacobbe in luogo appartato,
in terra di frumento e di mosto,
dove il cielo stilla rugiada.

Biglino continua poi a commentre gratuitamente come segue:

"L'EL (probabile forma singolare di Elohim) che si chiamava Y a h w è h si occupava da solo di quel popolo, non aveva e non chiedeva aiuto ai suoi colleghi"

"colleghi" ?


E' bene precisare anche, che se il senso fosse veramente quello del "dio straniero" (che per Biglino è un "collega"), non sarebbe certo una prova di politeismo. Il senso sarebbe quello che fra il popolo di Israel non vi erano divinità straniere.

Chi conosce bene la Bibbia sa bene che questa non attribuisce mai agli dèi stranieri poteri soprannaturali, né miti di alcun genere per descrivere la loro esistenza. La Bibbia prende solo atto che i popoli stranieri li consideravano "dio", ma spiega bene che le loro divinità erano un nulla.

 Gli elohim muoiono ?

Beh, si riferisce ai giudici umani e gli umani sono mortali.

Elohim, nella prima ricorrenza è singolare (come si può vedere dalla struttura grammaticale al singolare) ed è anche un nome proprio di persona essendo autodeterminato.
Nella seconda ricorrenza è plurale (secondo la vocalizzazione masoretica della frase, "bekerev" invece di bekarov) e significa giudici, il resto del contesto è chiaro.
I termini usati vanno confrontati con altre ricorrenze bibliche. Così che 'edat El è la corte suprema.
Esempio salmo 82 


Spoiler:

 DIO sta nell'assemblea di DIO; egli giudica in mezzo agli dèi.
2 Fino a quando giudicherete ingiustamente e prenderete le parti degli empi? (Sela)
3 Difendete il debole e l'orfano fate giustizia all'afflitto e al povero.
4 Liberate il misero e il bisognoso; salvatelo dalla mano degli empi.
5 Essi non conoscono nulla e non intendono nulla, e camminano nelle tenebre tutti i fondamenti della terra sono smossi.
6 Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell'Altissimo.
7 Tuttavia voi morrete come gli altri uomini, e cadrete come ogni altro potente».
8 Levati, o DIO, giudica la terra, perché tu avrai in eredità tutte le nazioni.

Gli elohim sono i giudici umani, ovvero i governanti della terra, come si comprende anche dal verso 8.
Nel verso 6 Asaf aveva detto (ovvero pensato), che erano dei veri giudici, ma moriranno come semplici ministri e addirittura ancor più in basso come semplici uomini, privati degli onori funerari riservati ai re.
Nei salmi ci sono molte espressioni profetiche che riconducono tutti allo stesso tema, vedasi per esempio i re della terra sepolti nella valle di hammon gog e simili. D-o alla fine di questa era giudicherà i re della terra per i loro misfatti.

Su El - Elim

El (אל) deriva dalla radice אול = potere, ed ha già il suo plurale: אלים (elim). A questo punto è bene ricordare ancora una volta che, in ebraico, tale termine plurale non è mai usato per designare il D-o di Israel.
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da silvio il Sab 26 Ott - 22:21

“Bereschit barà ELOHIM, ha schiamaim weth ha aretz”

Che significa, qualcuno ne conosce la traduzione ?

וַיִּבְרָא אֱלֹהִים ׀ אֶת־הָאָדָם בְּצַלְמֹו בְּצֶלֶם אֱלֹהִים בָּרָא אֹתֹו זָכָר וּנְקֵבָה בָּרָא אֹתָם׃
vayvrà elohìm et-haadàm betzalmò betzèlem elohìm barà otò sachàr uneqevàh barà otàm
e creò Dio il terroso a immagine di sé a immagine di Dio creò esso maschio e femmina creò loro
?
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Dom 27 Ott - 6:58

silvio ha scritto:“Bereschit barà ELOHIM, ha schiamaim weth ha aretz”

Che significa, qualcuno ne conosce la traduzione ?

וַיִּבְרָא אֱלֹהִים ׀ אֶת־הָאָדָם בְּצַלְמֹו בְּצֶלֶם אֱלֹהִים בָּרָא אֹתֹו זָכָר וּנְקֵבָה בָּרָא אֹתָם׃
vayvrà elohìm et-haadàm betzalmò betzèlem elohìm barà otò sachàr uneqevàh barà otàm
e creò Dio il terroso a immagine di sé a immagine di Dio creò esso maschio e femmina creò loro
?
בְּרֵאשִׁ֖ית Bereschit:Dal/in/per/durante il pricipio/inizio 

בָּרָ֣א Barà:divise,tagliò,ritaglio,fece, ordinò,costruì, ecc

אֱלֹהִ֑ים  ELOHIM: Il legislatore, l'ordinatore, il costruttore o piu semplicemente DIO (se volete voi)

הַשָּׁמַ֖יִם ha schiamaim:I  cieli

וְאֵ֥ת weth: termine sconosciuto (a quanto ne so) forse di nuovo la terra

הָאָֽרץ ha aretz.: la terra

Cioè Bereshit(genesi) 1:1 " nel principio elhoim ritaglio i cieli e la terra"



Genesi 1:27 (seconda versione della "creazione" dell'uomo" che nella Genesi sono presenti almeno 4 tradizioni diverse)



Genesi 1:27 (seconda versione della "creazione" dell'uomo" che nella Genesi sono presenti almeno 4 tradizioni diverse)

וַיִּבְרָא אֱלֹהִים ׀ אֶת־הָאָדָם בְּצַלְמֹו בְּצֶלֶם אֱלֹהִים בָּרָא אֹתֹו זָכָר וּנְקֵבָה בָּרָא אֹתָם׃
vayvrà elohìm et-haadàm betzalmò betzèlem elohìm barà otò sachàr uneqevàh barà otàm



וַיִּבְרָ֨א vayrà: fece divise etc stessa radice e significato di barà

אֱלֹהִ֖ים elohim :siempre il solito

הָֽאָדָם֙ et-haadàm : eccoci anche noi, l'uomo (adamo)

בְּצֶ֥לֶם בְּצַלְמ֔וֹ  betzalmò betzèlem :  immagine di /a immagine

אֱלֹהִ֖ים בָּרָ֣א barò elohim :orami il concetto si è capito

אוֹת (intraducibile): indica l'accusativo del verbo

זָכָ֥ר sachàr: maschio

וּנְקֵבָ֖ה uneqevàh: e femmina (grazie dio, apprezziamo il pensiero)

בָּרָ֣א barà...

אֹתָֽם otàm: di nuovo intraducibile indicazione del modo del verbo

versione cei "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò"


Meno male l'avevo  su word, che gli dei per due volte m'hanno fulminato questo replay
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Re: teoria sull'invenzione di gesù

Messaggio Da silvio il Dom 27 Ott - 12:03

Quindi gli esseri umani vengono creati a somiglianza di Dio o forse gli Dei, infatti in un altro passo, fa riferimento a "ora siete simili a noi", ma sono traduzioni e non mi fido troppo.
Il punto è questo l'essere umano è di derivazione divina, il Dio insuffla l'aria, l'anima cosciente nell'essere umano.
Dico questo per dire che il testo biblico, come l'invenzione di Gesù, non è altro che ribadire una parentela dell'umanità con gli Dei, che potrebbero essere gli Elhoim, gli extraterrestri, infatti vengono dal cielo.
Una teoria sull'origine dell'uomo, che viene dotato di coscienza, cioè al contrario degli animali è in grado di distinguere il bene dal male, la legge degli Dei.
Un testo iniziatico secondo me.
La figura del Cristo che è nella scia di questa tradizione è un'altra figura metastorica, un dispensatore di regole iniziatiche, non è stato accettato dalla maggioranza degli ebrei perché essi erano legati alla Legge, in qualche modo Gesù l'ha tradita almeno nelle loro teste.
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Messaggio Da Il Distruttore Hara il Dom 27 Ott - 12:33

silvio ha scritto:Quindi gli esseri umani vengono creati a somiglianza di Dio o forse gli Dei, infatti in un altro passo, fa riferimento a "ora siete simili a noi", ma sono traduzioni e non mi fido troppo.
in generale sono d'accordo con te, ma visto che ormai mi è stato assegnato il ruolo di rabbino (ma la prossima volta mi fate fare il papà? mgreen ) provo a rispondere:
non è a immagine e somiglianza, è " Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi, avendo conoscenza del bene e del male;"  o , migliore versione:"E il Signore D-o disse infatti l'umanità era unica nel suo genere nel conoscere il bene e i male." E la faccenda cambia un po'
Anche perchè il bene e il male non sono da intendersi nel senso comune:


Cattiva inclinazione"="iezer ha-rà" un pò difficile tradurlo (questo è il termine usato dai rabbini italiani. Lo si può tradurre anche "formazione cattiva" col senso di parte cattiva, parte seducente o anche parte opposta. Lo si intravede anche in Genesi 2 :7 dove il verbo "formò" riferito all'uomo è scritto con due iud: "waiizer" mentre quando è riferito agli animali (2:19) è scritto normalmente con una iud:"waizer". questo significa che il modo in cui fù formato l'uomo non è lo stesso modo in cui furono formati gli animali. L'uomo ha due formazioni e può scegliere di far dominare l'una o l'altra. Per esempio in Genesi 6:5 si legge: "iezer...rak rà col haiom" qui figura il termine "iezer rà" e il testo dice: "rak rà"="solo cattiva". Il senso del verso è che l'uomo si lasciava guidare solo dalla cattiva inclinazione.. Non è facile interpretare lo "iezer rà" partendo da una traduzione che non lo traduce nemmeno il termine. In Genesi 8:21 si legge anche dello "iezer rà" e si dice che esso da quel momento è presente fin dalla nascità.

Ma dalla cattiva inclinazione, che poi è solo il necessario istinto di sopravvivenza, iniziamo noi, cioè l'uomo dotato di raziocinio (non tutti s'intende prrrrr  ) e di possibilità di scelta. Detto anche libero arbitrio.

La figura del Cristo che è nella scia di questa tradizione è un'altra figura metastorica, un dispensatore di regole iniziatiche, non è stato accettato dalla maggioranza degli ebrei perché essi erano legati alla Legge, in qualche modo Gesù l'ha tradita almeno nelle loro teste.
Secondo me non proprio, la figura di cristo non esiste fuori dalla tradizione paolina ( e compagnia bella).
Si può ipotizzare, che non costa niente, un gesu barabba zelota, terrorista contro gli invasori romani 
Oppure un gesù chassid, che si oppone al fariseismo, che era poi un tentativo di mantenere l'identità nazionale, in nome del messianismo ebraico. senza sottovalutare il fatto che la cultura giudaica era abbondantemente inquinata da quella greca, latina e probabilmente anche da altre, tipo mitraismo.
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Messaggio Da loonar il Dom 27 Ott - 13:16

ma gli elohim non erano i legislatori?
dunque sono dei legislatori che creano l'uomo (come fanno?) a loro immagine e somiglianza, perchè ora conosce il bene e il male (cioè le leggi) 
cioè praticamente la creazione dell'uomo sarebbe in realtà la formula retorica usata dai legislatori per "promuovere" un uomo qualunque al ruolo di legislatore. Un esame accademico in pratica.
Ma cazzo, ditelo prima, no?

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Re: teoria sull'invenzione di gesù

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