Pensiero ateo

Pagina 2 di 10 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Minsky il Gio 17 Ott - 22:14

Tomhet ha scritto:...
ok2

Minsky
--------------
--------------

Maschile Numero di messaggi : 13793
Età : 62
Località : Codroipo
Occupazione/Hobby : ateo guerriero
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Gio 17 Ott - 22:39

Fux89 ha scritto:
loonar ha scritto:La mia esperienza:
quando vado in down
e ci vado spessissimo, specie ultimamente
non ce la faccio ad appoggiarmi a cose metafisiche, anche solo augurare qualcosa a qualcuno, mio pare una sciocchezza
me lo rifiuta proprio la mente di mettermi a credere a certe cose
come una specie di impossibilità genetica... se ci provo, mi vedo "da fuori" e mi commento dicendo: "ma che stiamo davero davero a scherza'....e annamooooo!"
quoto.. Idem. :si si:
Cosa intendete quando dite "augurare qualcosa a qualcuno"?
Cioè,  non fate neanche un "in bocca al lupo" o un abbraccio dicendo "non ti preoccupare andrà tutto nel migliore dei modi" o un "spero proprio che tu ce la faccia"?

Ludwig von Drake
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 4723
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 19.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da delfi68 il Ven 18 Ott - 0:03

Thom in grande spolvero!!!grazieeee

delfi68
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 11250
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 29.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da loonar il Ven 18 Ott - 1:16

Ludwig von Drake ha scritto:
Fux89 ha scritto:
loonar ha scritto:La mia esperienza:
quando vado in down
e ci vado spessissimo, specie ultimamente
non ce la faccio ad appoggiarmi a cose metafisiche, anche solo augurare qualcosa a qualcuno, mio pare una sciocchezza
me lo rifiuta proprio la mente di mettermi a credere a certe cose
come una specie di impossibilità genetica... se ci provo, mi vedo "da fuori" e mi commento dicendo: "ma che stiamo davero davero a scherza'....e annamooooo!"
quoto.. Idem. :si si:
Cosa intendete quando dite "augurare qualcosa a qualcuno"?
Cioè,  non fate neanche un "in bocca al lupo" o un abbraccio dicendo "non ti preoccupare andrà tutto nel migliore dei modi" o un "spero proprio che tu ce la faccia"?
quelli che dici tu sono incoraggiamenti, almeno io li dico in questo senso, per fargli capire che sto dalla sua parte.
Gli auguri di cui parlavo sono rivolti a chi vorrei veder crepare, sono cioè da tutt'altra sponda! mgreen 

loonar
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 17394
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 10.03.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da mix il Ven 18 Ott - 7:52

ho l'impressione che Masada cerchi fuori di se quello che dovrebbe trovare dentro di se.

ha provato seriamente la strada religiosa ma si è accorto che non gli dava ciò che cercava.

era in una fase atea/agnostica ma irrequieta, con la necessità di fondare la sua scelta su un solido impianto filosofico razionale.
ed ancora non trova tranquillità neppure così.

forse dovrebbe cambiare prospettiva.
non affidare a fonti esterne precostituite la costruzione di un suo impianto di valori, l'impostazione della propria rappresentazione della realtà.
ma cercare di percepire qual'è il suo personale ed originale modo di vedere le cose.
qual'è la prospettiva mediamente più congeniale con il suo modo di essere.
senza confrontarsi troppo con i sistemi già consolidati.
che sono stati costruiti da altri uomini per soddisfare le loro personali esigenze. che possono essere differenti dalle sue.
perché adottare soluzioni che sono buone per altri non garantisce una buona riuscita dell'operazione di scelta di un proprio modo personale di vivere.
evidentemente, visti i risultati.
non lo garantisce per lui.
può andare bene per molti altri, ma lui non è molti altri.
e quindi deve decidersi a trovare la sua personale strada, visto che percorrere quelle predisposte da altri non lo ha portato da nessuna parte.
magari può partire dalla considerazione che qualunque scelta si faccia il risultato a lunghissimo tempo (fra 100 anni) sarà pefettamente equivalente per tutti: zero.
quindi un modo vale l'altro, sotto questo punto di vista.
tanto vale basare la scelta del proprio sentiero sui gusti, sentimenti, bisogni, ... , personali.
senza stare troppo a dare importanza a quelli che sono i sistemi che sono buoni (o meno) per altri.
valutare gli effetti su di sè di ciò che vive nel presente, senza sprecare risorse nel cercare spunti in esempi di approccio col mondo costruiti da altre persone, per le esigenze di altre persone. evidentemente non per le sue.

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da *Valerio* il Ven 18 Ott - 8:16

Io penso che Masada è persona talmente intelligente da possedere tutti i mezzi per trovare una sua pace interiore.
Spero solo che non ci metta una decina d'anni come ho impiegato io quando ci sono passato, anche se, da quel che ho inteso, le mie "seghe mentali" sono state un po' diverse dalle attuali sue.

E quoto Mix.

Per me è stato come elaborare un lutto, trovando la soluzione dentro di me.

*Valerio*
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6950
Età : 43
Località : Bologna
Occupazione/Hobby : Pc-barbecue-divano-gnocca
SCALA DI DAWKINS :
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione : 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Ven 18 Ott - 8:19

Tutto molto interessante, ma mi piacerebbe sapere cosa ha da dire Masada in merito.

Ludwig von Drake
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 4723
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 19.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da *Valerio* il Ven 18 Ott - 8:29

Vero, sono d'accordo. Vedremo se ne avrà voglia.

Io Lud sono stato un po' vago, e non a caso. Spesso sono discorsi talmente intimi che, almeno per quel che mi riguarda avrei molte difficoltà a postarle qui in piazza.

E considera che sono passati anni...

*Valerio*
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6950
Età : 43
Località : Bologna
Occupazione/Hobby : Pc-barbecue-divano-gnocca
SCALA DI DAWKINS :
69 / 7069 / 70

Data d'iscrizione : 15.11.08

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da BestBeast il Ven 18 Ott - 9:42

Bel thread. 
Anche se gli effetti dell'indottrinamento possono riemergere dopo decenni, una volta capito come funziona il giochino e le sue possibili applicazioni, non ci si casca mai più.

BestBeast
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 2930
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Masada il Ven 18 Ott - 10:06

*Valerio* ha scritto:Vero, sono d'accordo. Vedremo se ne avrà voglia.

Io Lud sono stato un po' vago, e non a caso. Spesso sono discorsi talmente intimi che, almeno per quel che mi riguarda avrei molte difficoltà a postarle qui in piazza.

E considera che sono passati anni...
eh si, il problema è quello.
ho provato a pensare quale esempio chiaro potessi fare senza raccontare metà della mia vita privata e non me ne è venuto neppure uno.

premesse per chi volesse in questo gioco di dico non dico capire qualcosa senza sapere tutto...:
ho già oscillato 2 volte da credente-agnostico-ateo, vivendo tutte e tre le dimensioni in maniera piena e coerente almeno una volta ciascuna e quindi so di essere strutturalmente un esploratore e sperimentatore di visioni di vita.
mentre uno scienziato lo fa in laboratorio con cavie, io lo faccio nel mondo reale con la cavia che sono io.
motivo?
boh, forse i papà invece di lavorare dovrebbero parlare con i figli piccoli almeno una volta nei primi dieci anni di vita...
poco importa.

avendo già oscillato e sapendo di oscillare esistenzialmente dopo l'ultima fase di ateismo rancoroso di rigetto, e poi agnosticismo filosofico di relax fino all'ignosticismo, un paio di anni fa ho deciso di vedere se riuscivo a scartare da questa posizione attraverso l'uso della ragione.
se la ragione potesse dare una risposta razionalmente soddisfacente sulla questione di dio e dell'uomo.
il risultato è che, anche dopo molto tempo sul forum, a seguito di alcuni eventi destabilizzanti dal punto di vista emotivo e relazionale, non ho riscontrato alcuna certezza razionale.
anzi, l'analisi è poi finita a interessare la discriminante fra razionale e irrazionale, cioè una via irriducibile e irrisolvibile, se non altro perchè per parlare dell'irrazionale lo si deve comunque fare razionalmente, a meno che non si accetti un approccio zen che consideri il paradosso come risposta razionalmente soddisfacente.

dopo aver ribaltato un paio di paradigmi esistenziali mi ritrovo quindi in una situazione se si vuole di ancor maggior smarrimento e sento dentro di me il dovere morale di sperimentare esistenzialmente nuove ipotesi.

in questa dimensione per le ultime esperienze che sto vivendo, sto perdendo, o barattando anche le poche certezze a cui mi aggrappavo.

in questa confusione, consapevole delle mie oscillazioni esistenziali cicliche, noto che sto sperimentando una "pulsione" verso dinamiche di retaggio religioso.

esempi: in una scelta concreta mi sento bloccato da un dettame etico di origine religiosa, e la paura che la cosa sia in sè male non mi permette di approcciarmi a scelte "spietate" e utilitaristiche che violentano valori e portano a sè depredando di felicità e benessere gli altri.
in un altro caso mi sono ritrovato a parlare fra me e me e percepire, quasi come un gusto, questo me riflesso come altro-tutto, voce di verità, discriminante fra bene e male, giusto e sbagliato.
e poi chiaramente in queste situazioni prendono spessore anche banalità come: ho riscontrato accadere anche una decina di volte quasi di fila la coincidenza di pensare-sentire a una persona in particolare, scriverle un sms, e ricevere in contemporanea un suo messaggio, o svegliarmi di notte alle tre e cinque secondi dopo sentire arrivare un suo messaggio.
insomma, coincidenze davvero imbarazzanti quotidiane, coincidenze ovviamente di eccezioni, e non di quotidianità routinarie.
e altre bizzarrie simili che portano a vertigini razionali totali.


capisco che non poter far gli esempi concreti lasci il discorso in un piano molto fumoso, ma in definitiva mi trovo ancora alla frontiera di un agnosticismo che si fa ricerca a 360°, in quanto razionalmente una ipotesi deve essere dimostrata anche considerando l'altra, e la considerazione non può che essere sperimentale, e sulla propria pelle, fatta di scelte, eventi, e interpretazione degli stessi in un quadro completo, il più possibile coerente.

in definitiva il desiderio più forte è ora quello di abbandonare la ragione in scelte esistenziali e muovermi solo per il sentimento soggettivo e l'utile egoistico del momento senza più ricercare quadri di riferimento semi completi.
ma si sa, quando si lascia un paradigma razionale di riferimento, non si sa mai in pochi mesi dove si possa arrivare.


e come mai minsky?
perchè tempo fa avevo letto un suo post di contenuto epistemologico in cui definiva, rifacendosi ai testi di una docente universitaria, risolte razionalmente tutte le questioni che aprono alla possibilità del trascendente.
il post riportava citazioni parallele a un sito, e per questo mi ero anche arrabbiato perchè ritenevo la cosa una fuffa, in quanto spesso avevo proposto tematiche epistemologiche , ma quasi nessuno mi aveva seguito coi termini e i giri adeguati.
come possibile allora questa colpo di scena, a me, interessato dell'argomento, totalmente sconosciuto?
mi chiedevo se quindi qualcuno degli atei più convinti e formati del forum avesse un qualche asso epistemologico-razionale per scartare una deriva anche solo ipotetico-sperimentale verso il trascendente.

ovviamente non mi sto riferendo, e veramente chiedo scusa a chi li considera pilastri sufficienti, a banalità euristiche come il rasoio di occam, che sarebbe prima da dimostrare, soprattutto il "praeter necessitatem", soprattutto se si segue un paradigma della complessità, ormai l'unico che mi pare razionalmente sensato, o a formulazioni filosofiche pragmatiche come il metodo scientifico, che è il contenuto primo di riflessione dell'epistemologia, ma proprio non basta per escludere in alcun modo il trascendente, la ricerca di un fine, un senso, un orizzonte del tutto.

purtroppo, per me, questi contenuti non sono assi, ma due di picche insufficienti a fare briscola...

boh.

vediamo che ne esce.

spero si sia capito qualcosa.

io ho letto e penso capito i vostri interventi più lineari e chiari.
ho cercato di rispondere un po' a tutti in questo post.

Masada
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 1559
Occupazione/Hobby : havanagloria e refusismo
SCALA DI DAWKINS :
36 / 7036 / 70

Data d'iscrizione : 17.05.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Lyallii il Ven 18 Ott - 10:36

Sai io perchè son atea?
Perche non credo che dio sia gesu fattosi uomo, non credo nemmeno agli altri dii delle altre religioni.

Fine.

Poi.... Ci sarà qualcosa dopo la morte?
Bohhhh nessuno è tornato per dircelo, se c'è un altra dimensione non lo sappiamo, quelli che dicono di si delle altre religioni non hanno prove, perciò non dovrebbe esserci un dubbio, ma... Dipende, dipende da quello che come dici hai vissuto, coincidenze che ti sembrano strane o cose del genere che ti portano a sperare, per alcuni restano solo coincidenze da razionalizzare.
Ma nessuno di noi è morto per dirlo per cui nessuno può giudicare...

Guarda io onestamente a volte sto male a pensar che non ci sia niente, ancora.
Ma se cerco risposte....
Razionalmente mi viene la depressione, non lo riesco ad accettare. Emotivamente penso a una cosa che mi è successa e mi dico... Chissà... ( ma non pensando al dio cattolico, un chissà in generale) poi però penso pure a quante occasione invece mi fanno pensare che non ci sia proprio niente...
E insomma perdi tempo a pensare e riflettere e incanto la vita che quella è sicura che c'è va avanti e te la perdi a pensare a qualcosa di cui non sai, non riesci a capire emotivamente, e ... Boh non ne vale la pena per me ecco, sai che mi dico? Se non c'è niente non avrò perso niente della vita, se c'è qualcosa... Meglio.

Si è come non esser ne carne n'è pesce...

Poi io più che atea nel senso che ci metto la mano sul fuoco su previta e dopo morte son atea nel senso che non credo a nessuna delle panzane raccontate per svariati motivi, con umiltà dico ' non lo so per il resto, il mio cervello non ci arriva ' , il ' sentire ' di ognuno di noi è molto intimo e personale ed è quasi inutile parlarne per sapere l opinione Dell altro...



Mi piacerebbe invece tanto sapere cosa ha detto quell ebreo a diva... Quando cambio idea...
Diva se ti va lo racconti??

Lyallii
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4703
Età : 33
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 19.02.13

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Minsky il Ven 18 Ott - 10:53

Masada78 ha scritto:...
Masada, il mio messaggio è questo, la conclusione del post con cui ho aperto l'altro thread: «Se vi piacciono i tuffi, tuffatevi.»

Tu hai studiato molta filosofia, di sicuro hai letto anche molti testi "sacri", non solo bibbie e vangeli, anche Vinaya, Abhidamma, Veda, Torah, Bhagavata, e tutte quelle affascinanti storie orientali. Io in tutti questi libri, ad ogni pagina leggo: "queste sono favole! sono fantasie, sono sogni, sono incubi...". La filosofia, sì, è una specie di "scienza della scienza", ma cosa ci dice alla fin fine? È lo strumento che dovrebbe fornire i metodi... ma un attrezzo in sé non serve a niente, se non si sa come usarlo.

In un altro thread ( http://atei.forumitalian.com/t4484-un-esperimento-le-prove-dell-altra-parte#169944 ), avevo provato a mostrare quanto sia facile costruire argomentazioni che superano anche la favolistica tradizionale più sfrenata, sviluppando proposte metafisiche esotiche, apparentemente ben fondate. Uno strumento come la filosofia, si può adattare a tante applicazioni, è come un linguaggio di programmazione, non ci sono limiti alle possibilità di elaborazione, se hai una macchina sufficientemente potente su cui far girare il tuo programma.

Quindi ti dico: non farti confondere dal mezzo, che lecitamente usi per guidare le tue scelte, trasformandolo in fine. Fatti guidare piuttosto dal sentimento, raramente in una persona che ha vissuto pienamente, l'intuito sbaglia. Se vai a cercare le giustificazioni nella filosofia, le troverai, ma purtroppo questo è vero per qualunque caso tu voglia giustificare. La filosofia non è strumento di scelta, non è un criterio che permetta di fare la differenza, esattamente come per il credente o l'agnostico, ad un certo punto il limite alla credenza o all'agnosticismo deve essere fissato del tutto arbitrariamente.

Solo l'ateo è libero da queste contraddizioni, almeno per quanto riguarda la religione, poi come tutti gli umani anche un ateo avrà mille dubbi e mille irrazionalità con cui confrontarsi, ma, perbacco, almeno questa immane stronzata della religione, e della morale artefatta e contorta che si porta dietro, questa buttala alle ortiche, non ne hai bisogno!

Con tutto il cuore, non so che altro aggiungere. Spero tanto che altri abbiano argomenti più convincenti dei miei, è con questa idea che ho voluto portare qui il confronto.

saluto...

_________________

Minsky
--------------
--------------

Maschile Numero di messaggi : 13793
Età : 62
Località : Codroipo
Occupazione/Hobby : ateo guerriero
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da loonar il Ven 18 Ott - 12:07

ma poi la mancanza di certezza è normale
chi va in mare mica conosce tutte le onde!

loonar
----------
----------

Maschile Numero di messaggi : 17394
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 10.03.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Masada il Ven 18 Ott - 18:30

Minsky ha scritto:
Masada78 ha scritto:...
Masada, il mio messaggio è questo, la conclusione del post con cui ho aperto l'altro thread: «Se vi piacciono i tuffi, tuffatevi.»

Tu hai studiato molta filosofia, di sicuro hai letto anche molti testi "sacri", non solo bibbie e vangeli, anche Vinaya, Abhidamma, Veda, Torah, Bhagavata, e tutte quelle affascinanti storie orientali. Io in tutti questi libri, ad ogni pagina leggo: "queste sono favole! sono fantasie, sono sogni, sono incubi...".
provo a rispondere a qualcosa che vediamo se riusciamo almeno a districare un paio di nodi.

parto da qui, non me ne vogliano gli altri a cui cerco di rispondere in questo stesso post.



verso tutta la letteratura antica io ho un approccio totalmente diverso.
ne sono affascinato.
la stessa iliade mi ha spiegato una peculiarità dell'uomo occidentale che altrimenti non avrei colto e/o accettato.
tutti quei libri per me sono uno straordinaria sedimentazione del meglio del meglio e del peggio di migliaia di anni di vite di milioni di persone.
i primi uomini che abbozzarono le prime civiltà.
se per me è importante confrontarmi con uno sconosciuto su un forum per considerare realmente i suoi suggerimenti a partire dalla sua esperienza di vita, come non posso trovare essenziale confrontarmi con la cristallizzazione delle esperienze condivise da milioni di uomini, civiltà intere?
fa parte del mio metodo di indagine sull'umano:
confrontarmi con l'altro, per cercare di avvicinarmi all'oggettività attraverso le soggettività condivise.

so che dietro ogni mito parla l'uomo, e ci parla dell'uomo.
non c'è scienza che parli dell'uomo all'uomo.
solo gli eventi della storia, le loro interpretazioni, le idee,... parlano all'uomo e dicono all'uomo che cosa essere.
la storia, la letteratura, l'arte, le religioni e le filosofie, ci parlano tutte dell'uomo, e di come l'uomo si sia immaginato in questo caos che è la vita e il mondo.

di cosa parlano questi libri?
favole, fantasie, leggende?
e se anche, leggende che ci parlano dell'uomo.
ci parla l'iliade, ci parla medea, anche se è una tragedia inventata.
l'uomo inventa parlando di quello che vive.
se anche quel che dice fosse inventato, non lo è lui che lo ha pensato, e quello che ha vissuto e che gli ha permesso di inventarlo... ciò che l'uomo inventa quando crea arte è una immagine di sè e della sua esperienza nel mondo.

allo stesso modo tutti i testi sacri.

in loro ho notato la tendenza ad avere un tema comune: il rapporto del singolo uomo col tutto, il resto, la storia, che poi si chiama dio.
vie per armonia, equilibri, giustizie,... nel rapporto con gli altri e il tutto.

si focalizza sul tutto e sulle relazioni.

da queste antiche tradizioni religiose ho tratto e tuttora conservo un principio che non ha alcun fondamento oltre a questo, di essere detto da quasi tutti loro:
"non fare agli altri quello che..."
quando infrango questo mi pongo delle domande.
nella esperienza di conversione che ho vissuto anni fa ho cambiato in fondo solo l'approccio verso la vita: prima ritenevo scontato portare tutto a me e a me solo, calpestando sentimenti e bisogni altrui, pretendendo stima, quasi assoggettamento...
poi ho modificato la mia attitudine decidendo in linea di massima, nella malaugurata ipotesi di dover scegliere, di accollarmi il dolore altrui piuttosto che generarlo o scaricarlo io sugli altri.

questo è quello che quei miti religiosi in fondo mi hanno lasciato.

storie archetipe.

e poco importa che mosè non sia esistito, o abramo, o ... ma nelle loro storie si legge una intepretazione della vita, della storia, dell'uomo, e del tutto-dio straordinarie, che per essere state inventate da qualche uomo, devono venire da esperienze concrete di vita che questi uomini hanno vissuto e dalle risposte che loro hanno provato a dare agli eventi.

è chiaro che può essere più di impatto leggere la storia di guevara che il capitale di marx.
le ideologie hanno bisogno di eroi archetipi, dei garibaldi, dei leonida, ... spesso nelle loro storie, vere, romanzate, o inventate, c'è il succo di una cultura ben più capibile che in un trattato.

ma è la genesi del testo sacro che ne svela il valore:
dall'esperienza esistenziale umana le domande, le risposte sparate, la verificazione sulla vita e sulle vite altrui, la creazione di una allegoria-personaggio che incarna il messaggio, l'invio del messaggio in circolo, la spietatissima selezione dei secoli e le modificazioni, ed ecco il testo sacro, condensato di umanità, nelle luci e nelle tenebre.




io lì ritrovo la culla della nostra civiltà, del nostro vivere assieme, del nostro essere uomini.

i primi tentativi, le ragioni, i modi, e,... certo, tutte le catastrofi e gli errori, che, per carità, son stati pure peggiori nel 900, quindi con la storia ci facciamo più brutta figura noi e questo alibi degli errori e dell'oscurità del passato da cui non si può imparar niente non vale.


un esempio di cosa suonerebbe incredibile?

gandhi ha seguito un principio religioso razionalmente apparentemente contro la realtà della durezza della competizione e della selezione e contro l'istinto di sopravvivenza: la non violenza sempre, anche in risposta alla violenza, per aver giustizia.
chiaramente la speranza che funzioni risiede nell'esistenza di un dio, di una armonia e di un ordine "oltre", che lo faccia funzionare.
chiunque di noi leggesse la storia di un tizio vissuto 4000 anni fa che riesce a far liberare la sua nazione dall'impero più potente al mondo lasciandosi picchiare, digiunando e pregando... finchè miracolosamente gli eserciti nemici si ritirano... direbbe:
che vaccata!
nella realtà lo avrebbero massacrato di bastonate...
tutte balle!
il mondo, la storia, non gira così!

provati tu a fermare un hitler in quel modo!?!
vatti a fidare tu che il tuo dio sarà fedele... e che esista, soprattutto.

Suspect


Ultima modifica di Masada78 il Ven 18 Ott - 18:45, modificato 1 volta

Masada
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 1559
Occupazione/Hobby : havanagloria e refusismo
SCALA DI DAWKINS :
36 / 7036 / 70

Data d'iscrizione : 17.05.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da mix il Ven 18 Ott - 18:44

Ghandi (uomo grandissimo) ha fatto quel che ha fatto perché aveva di fronte un impero con rigide regole morali.
ha usato questo fatto con forza, ma senza violenza, ritrovandosi in mano un'arma imbattibile (dagli inglesi di quei tempi)
se mancava quella componente non avrebbe agito così. oppure non sarebbe finita così.
religione o non religione.

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Minsky il Ven 18 Ott - 19:12

Masada78 ha scritto:
parto da qui, non me ne vogliano gli altri a cui cerco di rispondere in questo stesso post.



verso tutta la letteratura antica io ho un approccio totalmente diverso.
ne sono affascinato.
la stessa iliade mi ha spiegato una peculiarità dell'uomo occidentale che altrimenti non avrei colto e/o accettato.
tutti quei libri per me sono uno straordinaria sedimentazione del meglio del meglio e del peggio di migliaia di anni di vite di milioni di persone.
i primi uomini che abbozzarono le prime civiltà.
se per me è importante confrontarmi con uno sconosciuto su un forum per considerare realmente i suoi suggerimenti a partire dalla sua esperienza di vita, come non posso trovare essenziale confrontarmi con la cristallizzazione delle esperienze condivise da milioni di uomini, civiltà intere?
fa parte del mio metodo di indagine sull'umano:
confrontarmi con l'altro, per cercare di avvicinarmi all'oggettività attraverso le soggettività condivise.

so che dietro ogni mito parla l'uomo, e ci parla dell'uomo.
non c'è scienza che parli dell'uomo all'uomo.
solo gli eventi della storia, le loro interpretazioni, le idee,... parlano all'uomo e dicono all'uomo che cosa essere.
la storia, la letteratura, l'arte, le religioni e le filosofie, ci parlano tutte dell'uomo, e di come l'uomo si sia immaginato in questo caos che è la vita e il mondo.

di cosa parlano questi libri?
favole, fantasie, leggende?
e se anche, leggende che ci parlano dell'uomo.
ci parla l'iliade, ci parla medea, anche se è una tragedia inventata.
l'uomo inventa parlando di quello che vive.
se anche quel che dice fosse inventato, non lo è lui che lo ha pensato, e quello che ha vissuto e che gli ha permesso di inventarlo... ciò che l'uomo inventa quando crea arte è una immagine di sè e della sua esperienza nel mondo.

allo stesso modo tutti i testi sacri.

in loro ho notato la tendenza ad avere un tema comune: il rapporto del singolo uomo col tutto, il resto, la storia, che poi si chiama dio.
vie per armonia, equilibri, giustizie,... nel rapporto con gli altri e il tutto.

si focalizza sul tutto e sulle relazioni.
Ma certo che quella letteratura è affascinante, l'ho definita anch'io così. Profondissima la tua osservazione che quei testi sono carichi di storia, almeno in un senso lato, e carichi di umanità. Il racconto dei sogni, delle fantasie - anche degli incubi, che altro non si possono dire alcune parti - di quegli antichi ci trasmette un patrimonio inestimabile, da un punto di vista culturale.

Ma da questo a trarne l'ossatura della condotta sociale e individuale dell'uomo di oggi, ce ne passa! Forse che tutti quelli che sono vissuti dopo - anche solo numericamente, la maggior parte dell'umanità di tutti i tempi - sono vissuti invano?

Masada78 ha scritto:da queste antiche tradizioni religiose ho tratto e tuttora conservo un principio che non ha alcun fondamento oltre a questo, di essere detto da quasi tutti loro:
"non fare agli altri quello che..."
quando infrango questo mi pongo delle domande.
nella esperienza di conversione che ho vissuto anni fa ho cambiato in fondo solo l'approccio verso la vita: prima ritenevo scontato portare tutto a me e a me solo, calpestando sentimenti e bisogni altrui, pretendendo stima, quasi assoggettamento...
poi ho modificato la mia attitudine decidendo in linea di massima, nella malaugurata ipotesi di dover scegliere, di accollarmi il dolore altrui piuttosto che generarlo o scaricarlo io sugli altri.

questo è quello che quei miti religiosi in fondo mi hanno lasciato.

storie archetipe.

e poco importa che mosè non sia esistito, o abramo, o ... ma nelle loro storie si legge una intepretazione della vita, della storia, dell'uomo, e del tutto-dio straordinarie, che per essere state inventate da qualche uomo, devono venire da esperienze concrete di vita che questi uomini hanno vissuto e dalle risposte che loro hanno provato a dare agli eventi.
Masada, anche tu sei riuscito a trarre dalle tue esperienze religiose, un motivo di crescita personale e di relazione con il prossimo (dico "anche tu" perché sto pensando ad altri utenti di questo forum che secondo me si trovano in condizioni simili) solo perché la tua statura morale, la tensione che la tua coscienza ha messo in moto, verso il superamento dell'egoismo e dell'indifferenza, è stato il motore che ti ha propulso verso il miglioramento. La religione è stato solo un pretesto formale. Molto probabilmente avresti potuto seguire un qualsiasi "santone" orientaleggiante, e il risultato sarebbe stato identico: in fin dei conti, predicano tutti pace  e amore, no?

Masada78 ha scritto:è chiaro che può essere più di impatto leggere la storia di guevara che il capitale di marx.
le ideologie hanno bisogno di eroi archetipi, dei garibaldi, dei leonida, ... spesso nelle loro storie, vere, romanzate, o inventate, c'è il succo di una cultura ben più capibile che in un trattato.

ma è la genesi del testo sacro che ne svela il valore:
dall'esperienza esistenziale umana le domande, le risposte sparate, la verificazione sulla vita e sulle vite altrui, la creazione di una allegoria-personaggio che incarna il messaggio, l'invio del messaggio in circolo, la spietatissima selezione dei secoli e le modificazioni, ed ecco il testo sacro, condensato di umanità, nelle luci e nelle tenebre.




io lì ritrovo la culla della nostra civiltà, del nostro vivere assieme, del nostro essere uomini.

i primi tentativi, le ragioni, i modi, e,... certo, tutte le catastrofi e gli errori, che, per carità, son stati pure peggiori nel 900, quindi con la storia ci facciamo più brutta figura noi e questo alibi degli errori e dell'oscurità del passato da cui non si può imparar niente non vale.
Perché mai, si può imparare dal passato - anzi si deve - soprattutto evitando di ripetere gli errori più tragici, non ti pare? E le storie dei "testi sacri", sono davvero tutte così belle ed edificanti? Ho qualche perplessità in merito.

Masada78 ha scritto:un esempio di cosa suonerebbe incredibile?

gandhi ha seguito un principio religioso razionalmente apparentemente contro la realtà della durezza della competizione e della selezione e contro l'istinto di sopravvivenza: la non violenza sempre, anche in risposta alla violenza, per aver giustizia.
chiaramente la speranza che funzioni risiede nell'esistenza di un dio, di una armonia e di un ordine "oltre", che lo faccia funzionare.
chiunque di noi leggesse la storia di un tizio vissuto 4000 anni fa che riesce a far liberare la sua nazione dall'impero più potente al mondo lasciandosi picchiare, digiunando e pregando... finchè miracolosamente gli eserciti nemici si ritirano... direbbe:
che vaccata!
nella realtà lo avrebbero massacrato di bastonate...
tutte balle!
il mondo, la storia, non gira così!

provati tu a fermare un hitler in quel modo!?!
vatti a fidare tu che il tuo dio sarà fedele... e che esista, soprattutto.

Suspect
A questo ha risposto compiutamente mix.

Minsky
--------------
--------------

Maschile Numero di messaggi : 13793
Età : 62
Località : Codroipo
Occupazione/Hobby : ateo guerriero
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Masada il Ven 18 Ott - 19:14

mix ha scritto:Ghandi (uomo grandissimo) ha fatto quel che ha fatto perché aveva di fronte un impero con rigide regole morali.
ha usato questo fatto con forza, ma senza violenza, ritrovandosi in mano un'arma imbattibile (dagli inglesi di quei tempi)
se mancava quella componente non avrebbe agito così. oppure non sarebbe finita così.
religione o non religione.
bello bello.
però se si riesce non divaghiamo troppo sugli esempi, altrimenti non riesco a star dietro.
restiamo al messaggio centrale dei post.
io vado di sintesi.

in ogni caso senza religione nessun indiano avrebbe seguito gandhi.

quindi al massimo:
oppure non sarebbe finita così.
dio o non dio.


e mi sembra anche che il tuo sia un ragionamento "cane che si morde la coda":
io uso un esempio per alludere trasversalmente a più cose: per dire come mai alcuni uomini credono in alcune storie che paiono non vere, cito un principio religioso apparentemente non efficacie nel quotidiano e un caso in cui ha funzionato,...

tu poi mi spieghi perchè per motivi storici ha funzionato.

ma non è normale che se qualcosa funziona, lo fa svolgendosi in una storia, e quindi funzionando concretamente con motivi, click storici concreti?

mi pare sia più o meno del genere dello stesso cortocircuito razionale che porta alcuni scientisti a affermare con certezza: "siccome posso spiegare il funzionamento delle leggi della vita al punto che tutto sembra sgorgare dal caos e dal caso perfettamente inquadrato in modelli razionali, allora dio non può essere dietro a qualcosa che funziona senza che si noti che sia lui a farlo"

si capisce?
semplificando:
se io lo spiego, lo so razionalizzare in modelli causa-effetto, allora dio non esiste...

perchè questa conclusione quanto meno azzardata?

si parte dal presupposto che l'agire di un ipotetico dio debba essere straordinario, fuori dalle regole dell'universo e della storia che, guarda caso, per ipotesi, lui avrebbe dovuto creare (l'universo) e dirigere, condizionare (la storia)...
nel caso del dio abramitico, almeno.

concludere che dio non c'è perchè le cose avvengono senza vedere la foto della manina di un dio che agisce direttamente come un goffo chirurgo, e perchè riesco a spiegarle con motivi psicologici, sociologici, storici, economici, contingenti... comunque non significa che non siano avvenute e che non abbiano funzionato.
cioè che possa essere che il principio sia vero in un senso assoluto e vada applicato a prescindere dalla contingenza.
cioè che la contingenza sia condizionata dal principio, e non viceversa.

si pretende razionalmente di antropomorfizzare dio e considerare un tizio che dovrebbe avere creato spazio, materia, energia, leggi, vita,... vita libera e autocosciente... come un pirla che deve fare giochi di prestigio per agire.

quindi la obiezione non è radicale.
no?
forse mi è sfuggito qualcosa...

ci sta, ma non basta.



andiamo però oltre gli esempi, al succo.

anche se ci sta andare al succo con gli esempi... come le storie archetipe dei miti di cui sopra.

basta non dimenticare il succo, che ci si vada o che ci si torni, la "visione di insieme", a cosa alludono gli esempi.

grazie.
wink.. 

Masada
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 1559
Occupazione/Hobby : havanagloria e refusismo
SCALA DI DAWKINS :
36 / 7036 / 70

Data d'iscrizione : 17.05.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Minsky il Ven 18 Ott - 19:30

Masada78 ha scritto:...
Mi sembra che tu vuoi un dio ingegnere, che ha progettato tutto, fin nei minimi dettagli, ha combinato gli ingredienti (qualunque cosa fossero, mettiamo pure che fosse l'energia del vuoto) e poi, scatenata la reazione, si è fatto da parte per osservare il risultato dell'esperimento. La mia obiezione a questa posizione non è che dio è inutile, ma che è semplicemente assurdo, perché dovrebbe avere una complessità di fantastilioni di ordini di grandezza superiore all'universo che ha creato. Sarebbe come se tu costruissi un mappamondo, disegnando sopra una palla le linee di costa dei continenti. Un modello rudimentale del mondo vero. E per fare quell'obbrobrio lì, c'è voluto un essere senziente, di complessità straordinaria, dotato di coscienza, trenta anni di studi filosofici alle spalle... vedi la sproporzione? E allora, la tua risposta a chi ha messo in funzione l'universo, genera la domanda: chi ha messo in funzione il creatore dell'universo? Innescando una catena di gerarchie che non ha alcuna possibilità di esaurirsi, perché determina livelli sempre più grandi di potenza computazionale, di complessità, di energia. Nota bene che non è affatto necessario che il dio del primo livello sia onnipotente, nella tua posizione. Potrebbe anzi essere molto limitato. Ma ciononostante, dovrebbe aver avuto a disposizione risorse inimmaginabili, se davvero tutto fosse nato da un progetto.

Minsky
--------------
--------------

Maschile Numero di messaggi : 13793
Età : 62
Località : Codroipo
Occupazione/Hobby : ateo guerriero
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da mix il Ven 18 Ott - 23:58

permettimi un altro piccolo OT, Masada.

dai Minsky, che a te piace & viene bene, facci il regalo di romanzare una creazione dove l'entità creatrice resta distrutta nel mentre opera la creazione.

come un operatore dei fuochi d'artificio a cui scoppia il laboratorio/deposito provando a produrre un nuovo miscuglio pirotecnico.
un incidente primevo non si adatta bene a tutto lo spreco di risorse senza senso che possiamo osservare intorno a noi?

non accontenta atei & credenti nella spiegazione delle origini?

mix
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 6583
Località : .
Occupazione/Hobby : .
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 14.03.12

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da delfi68 il Sab 19 Ott - 3:30

..non vedo dove Ghandi abbia usato una religione per catalizzare un movimento di resistenza non violenta..

Eppoi, è ovvio comunque che la religione serve per coedere e indirizzare grandi masse di individui senza star li proprio a dover spiegare per filo e per segno i se e i ma..

delfi68
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 11250
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 29.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da don alberto il Sab 19 Ott - 6:04

Masada78 ha scritto:
provo a rispondere a qualcosa che vediamo se riusciamo almeno a districare un paio di nodi.

parto da qui, non me ne vogliano gli altri a cui cerco di rispondere in questo stesso post.
meraviglioso,
è la mia omelia di domani,
"detta" mille volte meglio!

don alberto
-----------
-----------

Maschile Numero di messaggi : 1642
Età : 65
Località : Funo di Argelato (Bologna)
Occupazione/Hobby : giullare
SCALA DI DAWKINS :
7 / 707 / 70

Data d'iscrizione : 20.08.10

http://bollettino-funo.blog.tiscali.it/

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Minsky il Sab 19 Ott - 8:29

mix ha scritto:...

non accontenta atei & credenti nella spiegazione delle origini?
Oh, ce ne sono millanta di "spiegazioni" molto più convincenti del cristianesimo. Per esempio lo gnosticismo. Nella gnosi ci sono una trentina di dei riuniti nel Pleroma, un Olimpo che parte dal dio Primo (Il primo Eone) e scende giù giù in coppie di Eoni (tra cui anche Cristo e lo Spirito Santo) fino ad arrivare al mondo fisico, corrotto ed oscuro. La realtà che conosciamo è il frutto di una caduta cosmica e l’universo che abitiamo è stato creato da un Demiurgo, un dio vendicativo e malvagio, che viene identificato con lo Yahweh  del Vecchio Testamento. In questo abisso, lo gnostico utilizza la conoscenza come una chiave che lo libera dalle catene che lo tengono legato al mondo e alla natura. Lo gnostico opera una netta distinzione tra gli illuminati (gnostici) e il resto degli uomini che non hanno la conoscenza della verità e che, addirittura, adorano il Demiurgo, folle e malvagio. Molto più attinente, no?

Minsky
--------------
--------------

Maschile Numero di messaggi : 13793
Età : 62
Località : Codroipo
Occupazione/Hobby : ateo guerriero
SCALA DI DAWKINS :
70 / 7070 / 70

Data d'iscrizione : 06.10.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Sally il Sab 19 Ott - 11:00

Lyallii ha scritto:
Mi piacerebbe invece tanto sapere cosa ha detto quell ebreo a diva... Quando cambio idea...
Diva se ti va lo racconti??
Si, lo racconto... dammi un attimo e scrivo un post a se'.

Masada78 ha scritto:
so che dietro ogni mito parla l'uomo, e ci parla dell'uomo.
non c'è scienza che parli dell'uomo all'uomo.
solo gli eventi della storia, le loro interpretazioni, le idee,... parlano all'uomo e dicono all'uomo che cosa essere.
la storia, la letteratura, l'arte, le religioni e le filosofie, ci parlano tutte dell'uomo, e di come l'uomo si sia immaginato in questo caos che è la vita e il mondo.
Splendido Masada (come sempre!), hai colto perfettamente il senso... comprendere i fenomeni che ci circondano e' importante, ma ancor di piu' lo e' comprendere se stessi (il fenomeno piu' complicato di tutti) e lo si puo' fare solamente attraverso il confronto con l'Altro.

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da delfi68 il Sab 19 Ott - 13:11

Quoto, splendido.

Il mio rancore e' tuttavia indirizzato alle varie autorita' ecclesiastiche che parassitano la situazione, autocertificandosi latori del potere di dirimere il contatto tra l'uomo e il resto del mondo.

L'uomo e' fatto come e' fatto..

Sono i preti di ogni confessione che approfittano di queste caratteristiche umane per imbrigliare e direzionare le masse..

delfi68
-------------
-------------

Maschile Numero di messaggi : 11250
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 29.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Pensiero ateo

Messaggio Da Sally il Sab 19 Ott - 17:03

Premetto che l'amico in questione non e' ebreo, ma musulmano, prima ateo ed in seguito convertitosi dopo un lungo percorso personale che l'ha portato ad avvicinarsi al misticismo islamico.

Altra premessa, non e' stato il nostro (re)incontro a farmi cambiare idea, quanto una sinergia di accadimenti e prese di coscienza. E quando dico "cambiare idea" intendo l'essere passata da una posizione di ateismo forte ad una piu' morbida e possibilista di agnosticismo... o meglio di rivalutazione delle possibilita' (in)conoscitive della ragione.

Prima di tutto devo dire che gia' da diverso tempo mi interrogavo sul significato di alcune esperienze (una in particolare) che mi erano accadute... non entro nei particolari, ma, per farti capire meglio, mi riferisco ad esperienze in cui ho avuto la sensazione di aver raggiunto un grado di conoscenza superiore a quella che normalmente ci si aspetterebbe di raggiungere usando la sola ragione.
Quindi, cercando una spiegazione a questo fenomeno, che reputo comunque ancora nell'ambito del naturale, ho pensato che il confronto con chi invece e' aperto al trascendente potesse darmi una mano... e proprio nel periodo in cui ho iniziato a pormi questo genere di questiti ho avuto il piacere di poter ascoltare alcune risposte da questo amico. Complice comunque anche la lettura, come dicevo in un altro thread dei "Saggi" di Montaigne che, con la loro impostazione scetticissima mi hanno fatto mettere in dubbio molte delle mie certezze, ho approfittato del momento di "crisi" filosofica per affrontare il problema anche dal punto di vista esistenziale.

Quindi dicevo, l'approccio cosi' diverso di una persona che io reputo non solo amica (ci conosciamo in maniera assai intima da piu' di 10 anni), ma anche molto intelligente e matura dal punto di vista umano e culturale, e' stato per me di grande aiuto... non necessariamente verso una mia "conversione" (che infatti non c'e' stata), quanto verso l'acquisizione di una diversa chiave di lettura... perche' vedi, non e' tanto il paesaggio attorno a noi che muta, quanto il nostro modo di vederlo, di coglierne i diversi aspetti. Se io indossassi sempre lo stesso paio di occhiali per tutta la vita, mettiamo occhiali con una lente azzurra, non mi accorgerei che esistono anche i colori che tirano al rosso... quindi il cambiare lenti serve proprio per assicurarsi di non star perdendo pezzi di informazione importanti.

Ed ecco in che modo il mio amico mi ha aiutata: secondo lui la conoscenza che deriva dall'uso della nostra ragione non e' il massimo grado della conoscenza... esiste un tipo di conoscenza che non e' necessariamente piu' profonda, ma piu' alta. A questo proposito mi ha fatto un esempio che mi ha colpita... m'ha detto "tu immagina di essere in riva ad un fiume in cui l'acqua e' la conoscenza... vuoi raccogliere quell'acqua e hai in mano una coppa. Per quanto tu ti possa sforzare, non riuscirai mai a prendere una quantita' di acqua superiore a quella che la tua coppa riesce a contenere. La coppa che usi e' la ragione. Se vuoi raccogliere piu' acqua e quindi piu' conoscenza, devi cambiare contenitore, prenderene uno piu' capiente".
E' ovvio che secondo il suo approccio una maggiore conoscenza deve essere raggiunta in modi che bypassano la razionalita'... dal suo punto di vista spirituale mi parla di illuminazione, di esperienza mistica alla quale si puo' arrivare attraverso la meditazione e la preghiera, ma che e' possibile esperire anche in maniera "casuale" come apparentemente e' successo a me (e a molti altri atei/agnostici, dopo riporto un esempio).

Ovviamente io non sono troppo incline ad accettare una spiegazione in questi termini, se non altro perche' per ora mi mantengo in una posizione di sospensione del giudizio (che mi pare la piu' sensata da tenere, in mancanza di altri elementi per giudicare)... ma il fatto che abbia sperimentato in prima persona questa possibilita' di conoscenza meta-razionale e' senza dubbio un fatto che non posso trascurare... quindi sono stata costretta dall'evidenza a ridimensionare la mia altissima opinione nei confronti della ragione... ovvero la ragione che attraverso se' stessa scopre i propri limiti...

"Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo"
Ho dovuto quindi accettare che esiste un altro tipo di conoscenza che non passa necessariamente attarverso procedimenti logici, ma che e' puramente intuitiva. E per intuitiva intendo un qualcosa di simile alla percezione dei dati sensoriali che acquisiamo quando osserviamo un colore, assaggiamo un sapore, odoriamo un profumo... lo facciamo in maniera immediata, senza appunto la mediazione della ragione...  allo stesso modo sappiamo un qualcosa e questo qualcosa ci si presenta cosi' com'e', come LA risposta ad un interrogativo cosi' grande da non essere contemplabile interamente e che quindi ci pare non esistere. Mi piace a questo proprosito riportare una descrizione molto vivida di cio' che si prova quando si e' colti da queste esperienze di conoscenza noetica... e a parlare e' Emil Cioran (che preciso, era ateo):

Passeggiavo a un'ora tarda in quel viale alberato, quando mi cadde davanti ai piedi una castagna. Il rumore che fece spaccandosi, l'eco che tale rumore suscitò in me, e un trasalimento sproporzionato rispetto a quell'incidente infimo, mi immersero nel miracolo, nell'ebbrezza del definitivo, come se non ci fossero più interrogativi ma solo risposte. Ero stordito da mille evidenze inattese, di cui non sapevo che fare...
Così per poco non attinsi il supremo. Ma giudicai preferibile continuare la passeggiata.
Ecco, anch'io ho avuto a che fare "con la mia castagna" ed ora che so della sua esistenza, faccio fatica a continuare nella mia passeggiata.


Beh, mi sono gia' sbilanciata troppo con questo post che e' molto, molto personale e che rendo pubblico perche' me lo ha chiesto Lya (che e' di una dolcezza incredibile) e perche' l'altro utente coinvolto in questo thread e' a conoscenza di queste mie riflessioni, infatti con lui ci siamo confrontati in maniera molto proficua su questo tema (approfitto per ringraziarlo pubblicamente!).

Sally
-------------
-------------

Femminile Numero di messaggi : 4886
SCALA DI DAWKINS :
0 / 700 / 70

Data d'iscrizione : 30.10.09

Tornare in alto Andare in basso

Pagina 2 di 10 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum