Due pesi due misure

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da primaverino il Mer 6 Nov - 21:19

Paolo ha scritto:
san.guasto ha scritto:
quindi non sono d'accordo quando dici (se è quello che affermi) che indottrinamento vuol dire raccontare cose non reali spacciandole come tali: quello è un caso particolare di indottrinamento
Infatti! Qui stiamo parlando di indottrinamento religioso!
Allora ti prego di non considerare i miei interventi.
Avevo capito che si parlasse di indottrinamento.
E l'indottrinamento può benissimo prescindere dalla specificità religiosa, dato che investe tutta la sfera comportamentale, politica e ideologica che ne può conseguire, ma se si sta parlando di indottrinamento esclusivamente religioso mi chiamo fuori.

primaverino
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Paolo il Mer 6 Nov - 21:24

Behh si può parlare di tutto! L'importante è mettersi d'accordo sui termini. Io ho seguito la logica del topic, ovvero la sentenza della cassazione sul diritto del bambino a non essere obbligato a seguire una dottrina diversa da quella cattolica!! E' questo, secondo me, il problema!

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da san.guasto il Mer 6 Nov - 21:25

primaverino ha scritto:
Paolo ha scritto:
san.guasto ha scritto:
quindi non sono d'accordo quando dici (se è quello che affermi) che indottrinamento vuol dire raccontare cose non reali spacciandole come tali: quello è un caso particolare di indottrinamento
Infatti! Qui stiamo parlando di indottrinamento religioso!
Allora ti prego di non considerare i miei interventi.
Avevo capito che si parlasse di indottrinamento.
E l'indottrinamento può benissimo prescindere dalla specificità religiosa, dato che investe tutta la sfera comportamentale, politica e ideologica che ne può conseguire, ma se si sta parlando di indottrinamento esclusivamente religioso mi chiamo fuori.
mi fa piacere sapere che non stavo parlando tra me e me allora mgreen

san.guasto
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Mer 6 Nov - 22:34

Paolo ha scritto: L'appartenenza alla chiesa cattolica non è condizione necessaria per essere di cultura italiana.  
E ovviamente anche viceversa.

Quest'estate ho conosciuto, e bene, una giovanissima coppia con prole, mormoni DOC, nel senso nati e cresciuti a new jordan, entrambi da antiche e potenti famiglie mormoni, studiato nell'università (mgreen )mormone di salt lake city, lui ha fatto il missionario per 2 anni a roma (boxed ) eccetera.


Bene a loro non frega una mazza, ma proprio una mazza, di joseph smith o di dio, gli interessa il lavoro, mangiare schifezze,viaggiare, fare sesso, eccetera eccetera
 
Una normale, pragmatica, sana e abbastanza felice coppia americana.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Paolo il Mer 6 Nov - 22:53

Parlane con Delfi! Una prova di Sapiens A o B che dir si voglia!wink.. 

Paolo
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Nov - 9:55

Ne è passata di acqua sotto i ponti ma trattandosi di te ci tengo a risponderti comunque:

primaverino ha scritto:La quale è indottrinamento a sua volta.
No. Personalmente con "Cultura" (Termine inesatto, ammetto) intendevo "Istruzione", che è ben diverso da quanto segue

primaverino ha scritto:Nel senso del tramandarsi di una tradizione precostituita ed egemonicamente imperante, che per quanto condivisa non rappresenta alcunché di assolutamente condivisibile.
...cosa secondo me assolutamente da evitare per quanto possibile.

primaverino ha scritto:Tanto è vero che esistono diverse culture che prevedono tradizioni diverse
e a loro volta legate al territorio, alla storia dei popoli ed al sub-strato sedimentatosi nei secoli che ne determinano il consolidamento.
Il tuo ragionamento non farebbe una piega se solo venissero meno proprio le differenziazioni culturali cui facevo cenno, ovvero se fosse possibile estendere un modello culturale purchessia su scala planetaria. Ci hanno provato e ci provano in molti ma al momento non si vedono risultati univoci, in tal senso.

Il fatto che determinati comportamenti vengano accettati in alcune culture ed altre no, non li rende più o meno leciti. Esistono anche dei denominatori comuni che stanno faticosamente cercando di farsi strada, tipo la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. wink.. 

primaverino ha scritto:Talché non ravviso differenze di sorta sul piano oggettivo.
Vorrei portarti un piccolo esempio.
Probabilmente avrai visto il famoso film "Balla coi lupi" e forse ricorderai l'episodio del cappello smarrito, durante la caccia al bisonte, dal ten. Dunbar... Tale cappello ricompare sulla testa di uno degli indiani della tribù, al che il predetto (Dunbar/Kevin Costner) ne reclama la proprietà...
Ma costui non ne riconosce il diritto, dato che tale oggetto è stato da lui rinvenuto (abbandonato) nella prateria, da cui la sua deduzione sul fatto che il precedente possessore (che è concetto diverso da "proprietario") l'avesse abbandonato rendendolo fattivamente acquisibile da chiunque l'avesse rinvenuto.
Da ciò se ne ricavano ben due interpretazioni possibili, ovvero:
se trovi qualcosa di incustodito puoi appropriartene, visto che chi lo deteneva l'ha abbandonato...
oppure: non è roba tua, lascialo li.
Quale delle due interpretazioni è quella corretta?
Dipende dall'imprinting (indottrinamento) culturale di cui sei stato oggetto.
No. Dipende da dove  ti trovi.

_________________
Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da primaverino il Ven 8 Nov - 1:03

Rasputin ha scritto:Ne è passata di acqua sotto i ponti ma trattandosi di te ci tengo a risponderti comunque:
Spoiler:

primaverino ha scritto:La quale è indottrinamento a sua volta.
No. Personalmente con "Cultura" (Termine inesatto, ammetto) intendevo "Istruzione", che è ben diverso da quanto segue

primaverino ha scritto:Nel senso del tramandarsi di una tradizione precostituita ed egemonicamente imperante, che per quanto condivisa non rappresenta alcunché di assolutamente condivisibile.
...cosa secondo me assolutamente da evitare per quanto possibile.

primaverino ha scritto:Tanto è vero che esistono diverse culture che prevedono tradizioni diverse
e a loro volta legate al territorio, alla storia dei popoli ed al sub-strato sedimentatosi nei secoli che ne determinano il consolidamento.
Il tuo ragionamento non farebbe una piega se solo venissero meno proprio le differenziazioni culturali cui facevo cenno, ovvero se fosse possibile estendere un modello culturale purchessia su scala planetaria. Ci hanno provato e ci provano in molti ma al momento non si vedono risultati univoci, in tal senso.
Il fatto che determinati comportamenti vengano accettati in alcune culture ed altre no, non li rende più o meno leciti. Esistono anche dei denominatori comuni che stanno faticosamente cercando di farsi strada, tipo la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. wink.. 

primaverino ha scritto:Talché non ravviso differenze di sorta sul piano oggettivo.
Vorrei portarti un piccolo esempio.
Probabilmente avrai visto il famoso film "Balla coi lupi" e forse ricorderai l'episodio del cappello smarrito, durante la caccia al bisonte, dal ten. Dunbar... Tale cappello ricompare sulla testa di uno degli indiani della tribù, al che il predetto (Dunbar/Kevin Costner) ne reclama la proprietà...
Ma costui non ne riconosce il diritto, dato che tale oggetto è stato da lui rinvenuto (abbandonato) nella prateria, da cui la sua deduzione sul fatto che il precedente possessore (che è concetto diverso da "proprietario") l'avesse abbandonato rendendolo fattivamente acquisibile da chiunque l'avesse rinvenuto.
Da ciò se ne ricavano ben due interpretazioni possibili, ovvero:
se trovi qualcosa di incustodito puoi appropriartene, visto che chi lo deteneva l'ha abbandonato...
oppure: non è roba tua, lascialo li.
Quale delle due interpretazioni è quella corretta?
Dipende dall'imprinting (indottrinamento) culturale di cui sei stato oggetto.
No. Dipende da dove  ti trovi
.
Grazie per la risposta e per l'esplicito attestato di stima che contraccambio.
Trovo ovviamente legittimo da parte tua il non voler tramandare un'educazione tradizionale alla tua prole, ma converrai che altrettanto legittima è la scelta contraria (al di la della prevalenza numerica, che nell'ambito del nostro discorso è irrilevante dato che non si tratta di definire alcunché in modo qualitativamente "migliore").
Discorso spinoso invece quello riguardante eventuali costumi accettati altrove e che per noi (occidentali) paiono assolutamente esecrabili.
Come ho più volte ricordato la sequenza di eventi storici, politici e sociali che ha determinato il modus cogitandi occidentale non ha trovato equivalenza ovunque, tanto è vero che il "medioevo" assume un determinato significato dalle nostre parti, ma per un arabo o un cinese o un giapponese può non identificare nessuna equivalenza, date le differenze storiche intercorse e le tempistiche non omologabili.
Detto col "senno di poi" se fossi stato un Inca (sudamericano) un Apache (nordamericano) o un Sindebele (africano sub-sahariano) avrei augurato alla vecchia Europa almeno un altro millennio di medioevo, dato che il tanto decantato (e "per noi" benvenuto) Rinascimento è coinciso con la propensione europea ad esplorare il mondo con le conseguenti rotture di coglioni derivanti e con la spoliazione di interi Continenti, l'annullamento di culture pre-esistenti e il periodo coloniale conseguente...
Il fatto poi che l'altrettanto celebrata (e per me pienamente condivisibile) Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (DUDU) venga sottintesa come condizione obbligatoria per tutti i popoli, altro non rappresenta a sua volta che l'ennesimo tentativo occidentale di egemonizzare/uniformare il mondo ovvero di proporre/imporre il nostro modello culturale ritenuto (da noi) alla stregua del migliore dei mondi possibile.
Sommessamente ricordo che il motto "Libertà, uguaglianza, fratellanza" è del tutto arbitrario, dato che in molte parti del Globo il concetto stesso di "uguaglianza" (per non parlare della fratellanza, intesa in senso universale) suona bene quanto un gessetto che stride sulla lavagna...
Non è mia intenzione polemizzare in modo gratuito e nemmeno fare apologia di sistemi basati su qualsiasi tipo di discriminazione, sia chiaro, ma bisogna pur rendersi conto del fatto che presso altre culture il nostro modo di pensare non paia affatto scontato e il tentativo di proporlo (imporlo?) venga visto come un'ingerenza in fatti interni che dovrebbero trovare soluzioni non pre-impostate.
Mi sovviene (per l'ennesima volta) la frase profferita da un personaggio di un romanzo di W. Smith (la notte del leopardo) che mi pare perfetta per l'occasione...
(l'ambientazione riguarda uno Stato in cui due etnie ovvero Sindebele e Shona si contendono il primato territoriale e dato che gli Shona sono in maggioranza, eventuali "libere elezioni" vedrebbero il prevalere di quest'ultimi...).
Egli, rivolgendosi ad un inglese dice: "Vedi, caro amico, la democrazia andrà senz'altro bene nei Paesi da cui provieni tu, tipo l'America o l'Inghilterra, ma qui siamo in Africa e questa è la terra dei Sindebele e io rimango fedele al re dei Sindebele non riconoscendo nessun'altra autorità... E non permetterò a nessun dannato "mangiamerda" Shona di venire a comandare a casa mia, elezioni o no."

p.s.: il libro l'ho letto molti anni fa e quindi la frase (che ho citato a memoria) potrebbe non essere del tutto fedele al testo.

Un'ultima considerazione (giusto per evitare ridondanze)
Mi scuso per aver fatto confusione tra indottrinamento e semplice trasmissione di valori comunque siano stati intesi. Fatto sta che l'esempio fornito ai propri figli risulta determinante al fine della loro formazione, anche nel caso in cui i medesimi arrivino a rifiutarli e/o a metterli in discussione.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Ven 8 Nov - 1:35

primaverino ha scritto:
Mi scuso per aver fatto confusione tra indottrinamento e semplice trasmissione di valori comunque siano stati intesi. Fatto sta che l'esempio fornito ai propri figli risulta determinante al fine della loro formazione, anche nel caso in cui i medesimi arrivino a rifiutarli e/o a metterli in discussione.
Vista l'ora una semplice considerazione.
Per risolvere l'"indottrinamento " dei figli, del quale i genitori sono responsabili non più di tanto, i più integralisti sceglievano di vivere in comuni o comunità varie(e ci metto pure i ghetti).
Altra soluzione, migliore, è affidarsi alla naturale dinamica sociale, nella quale i giovani rifiutano i vecchi schemi e se ne propongono altri, vedi 68, 77 e via così.
Pratica lenta ma che sembra che qualche risultato lo abbia portato

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Rasputin il Ven 8 Nov - 10:45

Urka, scusa eh ma che insalata di divagazioni...vediamo se ne vengo a capo

primaverino ha scritto:
Grazie per la risposta e per l'esplicito attestato di stima che contraccambio.
Trovo ovviamente legittimo da parte tua il non voler tramandare un'educazione tradizionale alla tua prole, ma converrai che altrettanto legittima è la scelta contraria (al di la della prevalenza numerica, che nell'ambito del nostro discorso è irrilevante dato che non si tratta di definire alcunché in modo qualitativamente "migliore").
No non trovo legittima la scelta contraria dato che la prole non è proprietà dei genitori.

Tanto più che certe tradizioni oltre ad essere oggettivamente inutili, possono essere anche oggettivamente dannose, basti pensare ad es. ad una coppia islamica che educa il figlio a picchiare la moglie.

primaverino ha scritto:Discorso spinoso invece quello riguardante eventuali costumi accettati altrove e che per noi (occidentali) paiono assolutamente esecrabili.
Come ho più volte ricordato la sequenza di eventi storici, politici e sociali che ha determinato il modus cogitandi occidentale non ha trovato equivalenza ovunque, tanto è vero che il "medioevo" assume un determinato significato dalle nostre parti, ma per un arabo o un cinese o un giapponese può non identificare nessuna equivalenza, date le differenze storiche intercorse e le tempistiche non omologabili.
Dissento. Basta che - premesso sussista un minimo di interesse - il cinese prenda in mano un libro di storia, esattamente come facciamo noi quando leggiamo la storia del Kublai Khan.

primaverino ha scritto:Detto col "senno di poi" se fossi stato un Inca (sudamericano) un Apache (nordamericano) o un Sindebele (africano sub-sahariano) avrei augurato alla vecchia Europa almeno un altro millennio di medioevo, dato che il tanto decantato (e "per noi" benvenuto) Rinascimento è coinciso con la propensione europea ad esplorare il mondo con le conseguenti rotture di coglioni derivanti e con la spoliazione di interi Continenti, l'annullamento di culture pre-esistenti e il periodo coloniale conseguente...
Non sono molto ferrato in storia, ma a me pare che lo sterminio di Incas e Aztechi sia stato perpetrato con la bibbia in una mano, il fucile nell'altra ed il crocifisso nel culo...non mi sembrano prodotti né del Rinascimento né tantomeno dell'Illuminismo.

primaverino ha scritto:Il fatto poi che l'altrettanto celebrata (e per me pienamente condivisibile) Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (DUDU) venga sottintesa come condizione obbligatoria per tutti i popoli, altro non rappresenta a sua volta che l'ennesimo tentativo occidentale di egemonizzare/uniformare il mondo ovvero di proporre/imporre il nostro modello culturale ritenuto (da noi) alla stregua del migliore dei mondi possibile.
Eh no. I paesi che la sottoscrivono lo fanno liberamente, mica li obbligano. Inoltre si tratta di prodotto comune e non esclusivamente occidentale; che non sia perfetta è un altro discorso, ma è quanto di meglio si dispone al momento.


primaverino ha scritto:Sommessamente ricordo che il motto "Libertà, uguaglianza, fratellanza" è del tutto arbitrario, dato che in molte parti del Globo il concetto stesso di "uguaglianza" (per non parlare della fratellanza, intesa in senso universale) suona bene quanto un gessetto che stride sulla lavagna...
Non è mia intenzione polemizzare in modo gratuito e nemmeno fare apologia di sistemi basati su qualsiasi tipo di discriminazione, sia chiaro, ma bisogna pur rendersi conto del fatto che presso altre culture il nostro modo di pensare non paia affatto scontato e il tentativo di proporlo (imporlo?) venga visto come un'ingerenza in fatti interni che dovrebbero trovare soluzioni non pre-impostate.
Ehm, deciditi. Se il primo concetto (Grassettato) è arbitrario, il secondo non esiste. Inoltre ripeto: non mi pare si stia tentando di imporre nulla a nessuno.

primaverino ha scritto:Mi sovviene (per l'ennesima volta) la frase profferita da un personaggio di un romanzo di W. Smith (la notte del leopardo) che mi pare perfetta per l'occasione...
(l'ambientazione riguarda uno Stato in cui due etnie ovvero Sindebele e Shona si contendono il primato territoriale e dato che gli Shona sono in maggioranza, eventuali "libere elezioni" vedrebbero il prevalere di quest'ultimi...).
Egli, rivolgendosi ad un inglese dice: "Vedi, caro amico, la democrazia andrà senz'altro bene nei Paesi da cui provieni tu, tipo l'America o l'Inghilterra, ma qui siamo in Africa e questa è la terra dei Sindebele e io rimango fedele al re dei Sindebele non riconoscendo nessun'altra autorità... E non permetterò a nessun dannato "mangiamerda" Shona di venire a comandare a casa mia, elezioni o no."
Ah, bel concetto wall2 

primaverino ha scritto:p.s.: il libro l'ho letto molti anni fa e quindi la frase (che ho citato a memoria) potrebbe non essere del tutto fedele al testo.

Un'ultima considerazione (giusto per evitare ridondanze)
Mi scuso per aver fatto confusione tra indottrinamento e semplice trasmissione di valori comunque siano stati intesi. Fatto sta che l'esempio fornito ai propri figli risulta determinante al fine della loro formazione, anche nel caso in cui i medesimi arrivino a rifiutarli e/o a metterli in discussione.
Certamente. L'esempio deve ingerire il meno possibile nella sostanza ed il più possibile nella metodologia; in altre parole, come ho già detto, ai figli bisogna insegnare come pensare, non che cosa. wink..

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Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da loonar il Ven 8 Nov - 11:34

primaverino ha scritto:Mi sovviene (per l'ennesima volta) la frase profferita da un personaggio di un romanzo di W. Smith (la notte del leopardo) che mi pare perfetta per l'occasione...
(l'ambientazione riguarda uno Stato in cui due etnie ovvero Sindebele e Shona si contendono il primato territoriale e dato che gli Shona sono in maggioranza, eventuali "libere elezioni" vedrebbero il prevalere di quest'ultimi...).
Egli, rivolgendosi ad un inglese dice: "Vedi, caro amico, la democrazia andrà senz'altro bene nei Paesi da cui provieni tu, tipo l'America o l'Inghilterra, ma qui siamo in Africa e questa è la terra dei Sindebele e io rimango fedele al re dei Sindebele non riconoscendo nessun'altra autorità... E non permetterò a nessun dannato "mangiamerda" Shona di venire a comandare a casa mia, elezioni o no."
Caspita! Questo modo di pensare è identico a quello degli ebrei e di chiunque antepone le stupide (di qualsiasi etnia, gruppo culturale siano) tradizioni alla convivenza fra persone.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da primaverino il Ven 8 Nov - 14:48

Rasputin ha scritto:Urka, scusa eh ma che insalata di divagazioni...vediamo se ne vengo a capo

Spoiler:

primaverino ha scritto:
Grazie per la risposta e per l'esplicito attestato di stima che contraccambio.
Trovo ovviamente legittimo da parte tua il non voler tramandare un'educazione tradizionale alla tua prole, ma converrai che altrettanto legittima è la scelta contraria (al di la della prevalenza numerica, che nell'ambito del nostro discorso è irrilevante dato che non si tratta di definire alcunché in modo qualitativamente "migliore").
1) No non trovo legittima la scelta contraria dato che la prole non è proprietà dei genitori.

Tanto più che certe tradizioni oltre ad essere oggettivamente inutili, possono essere anche oggettivamente dannose, basti pensare ad es. ad una coppia islamica che educa il figlio a picchiare la moglie.

Spoiler:

primaverino ha scritto:Discorso spinoso invece quello riguardante eventuali costumi accettati altrove e che per noi (occidentali) paiono assolutamente esecrabili.
Come ho più volte ricordato la sequenza di eventi storici, politici e sociali che ha determinato il modus cogitandi occidentale non ha trovato equivalenza ovunque, tanto è vero che il "medioevo" assume un determinato significato dalle nostre parti, ma per un arabo o un cinese o un giapponese può non identificare nessuna equivalenza, date le differenze storiche intercorse e le tempistiche non omologabili.
2) Dissento. Basta che - premesso sussista un minimo di interesse - il cinese prenda in mano un libro di storia, esattamente come facciamo noi quando leggiamo la storia del Kublai Khan.

Spoiler:

primaverino ha scritto:Detto col "senno di poi" se fossi stato un Inca (sudamericano) un Apache (nordamericano) o un Sindebele (africano sub-sahariano) avrei augurato alla vecchia Europa almeno un altro millennio di medioevo, dato che il tanto decantato (e "per noi" benvenuto) Rinascimento è coinciso con la propensione europea ad esplorare il mondo con le conseguenti rotture di coglioni derivanti e con la spoliazione di interi Continenti, l'annullamento di culture pre-esistenti e il periodo coloniale conseguente...
3) Non sono molto ferrato in storia, ma a me pare che lo sterminio di Incas e Aztechi sia stato perpetrato con la bibbia in una mano, il fucile nell'altra ed il crocifisso nel culo...non mi sembrano prodotti né del Rinascimento né tantomeno dell'Illuminismo.

Spoiler:

primaverino ha scritto:Il fatto poi che l'altrettanto celebrata (e per me pienamente condivisibile) Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (DUDU) venga sottintesa come condizione obbligatoria per tutti i popoli, altro non rappresenta a sua volta che l'ennesimo tentativo occidentale di egemonizzare/uniformare il mondo ovvero di proporre/imporre il nostro modello culturale ritenuto (da noi) alla stregua del migliore dei mondi possibile.
4) Eh no. I paesi che la sottoscrivono lo fanno liberamente, mica li obbligano. Inoltre si tratta di prodotto comune e non esclusivamente occidentale; che non sia perfetta è un altro discorso, ma è quanto di meglio si dispone al momento.

Spoiler:

primaverino ha scritto:Sommessamente ricordo che il motto "Libertà, uguaglianza, fratellanza" è del tutto arbitrario, dato che in molte parti del Globo il concetto stesso di "uguaglianza" (per non parlare della fratellanza, intesa in senso universale) suona bene quanto un gessetto che stride sulla lavagna...
Non è mia intenzione polemizzare in modo gratuito e nemmeno fare apologia di sistemi basati su qualsiasi tipo di discriminazione, sia chiaro, ma bisogna pur rendersi conto del fatto che presso altre culture il nostro modo di pensare non paia affatto scontato e il tentativo di proporlo (imporlo?) venga visto come un'ingerenza in fatti interni che dovrebbero trovare soluzioni non pre-impostate.
5) Ehm, deciditi. Se il primo concetto (Grassettato) è arbitrario, il secondo non esiste. Inoltre ripeto: non mi pare si stia tentando di imporre nulla a nessuno.

Spoiler:

primaverino ha scritto:Mi sovviene (per l'ennesima volta) la frase profferita da un personaggio di un romanzo di W. Smith (la notte del leopardo) che mi pare perfetta per l'occasione...
(l'ambientazione riguarda uno Stato in cui due etnie ovvero Sindebele e Shona si contendono il primato territoriale e dato che gli Shona sono in maggioranza, eventuali "libere elezioni" vedrebbero il prevalere di quest'ultimi...).
Egli, rivolgendosi ad un inglese dice: "Vedi, caro amico, la democrazia andrà senz'altro bene nei Paesi da cui provieni tu, tipo l'America o l'Inghilterra, ma qui siamo in Africa e questa è la terra dei Sindebele e io rimango fedele al re dei Sindebele non riconoscendo nessun'altra autorità... E non permetterò a nessun dannato "mangiamerda" Shona di venire a comandare a casa mia, elezioni o no."
6) Ah, bel concetto wall2 

Spoiler:

primaverino ha scritto:
Un'ultima considerazione (giusto per evitare ridondanze)
Mi scuso per aver fatto confusione tra indottrinamento e semplice trasmissione di valori comunque siano stati intesi. Fatto sta che l'esempio fornito ai propri figli risulta determinante al fine della loro formazione, anche nel caso in cui i medesimi arrivino a rifiutarli e/o a metterli in discussione.
7) Certamente. L'esempio deve ingerire il meno possibile nella sostanza ed il più possibile nella metodologia; in altre parole, come ho già detto, ai figli bisogna insegnare come pensare, non che cosa. wink..
Lo sai che invece di "primaverino" avrei dovuto scegliere il nick "Dottor Divago"...

1) Tramandare una cultura non significa considerare i figli alla stregua di una "proprietà". Fatto sta che le modificazioni culturali devono avvenire senza interferenze esterne.
2) Se per superare le differenze di vedute e di mentalità stratificatesi su secoli di storia bastasse leggere un libro, tale problema sarebbe stato risolto da tempo.
3) Rimane il fatto che finché l'Europa medievale è rimasta chiusa e ripiegata su sé stessa gli Incas si facevano i cazzi loro.
Quello che noi chiamiamo Rinascimento per loro è stato l'inizio della fine.
4) Non contesto la DUDU ma il pretesto che ne deriva per giustificare una sorta di superiorità morale del tutto indimostrata.
5) Se il primo concetto è arbitrario (e lo è) lo è pure il secondo. Solo che ovviamente non possono coesistere (almeno in teoria).
6) Il fatto che io e te lo consideriamo sbagliato non significa che i Sindebele non siano legittimati a pensarla diversamente. La convivenza pacifica non può essere imposta per decreto.
7) Condivisibile, ma per l'appunto opinabile.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Rasputin il Ven 8 Nov - 21:46

Mi sa che non ti rispondo e ti lascio in pasto ad altri utenti

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Ari_ il Ven 8 Nov - 22:10

Rasputin ha scritto:7) Certamente. L'esempio deve ingerire il meno possibile nella sostanza ed il più possibile nella metodologia; in altre parole, come ho già detto, ai figli bisogna insegnare come pensare, non che cosa.
primaverino ha scritto:7) Condivisibile, ma per l'appunto opinabile.
Preferisco integrabile a opinabile. Io sottoscrivo il punto 7 rasputiniano a chiare lettere, l'integrazione che personalmente reputo necessaria è che nessun metodo è innocuo, cela una scaltrezza intrinseca, il come fa il cosa.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Ven 8 Nov - 22:24

Ari_ ha scritto:
Rasputin ha scritto:7) Certamente. L'esempio deve ingerire il meno possibile nella sostanza ed il più possibile nella metodologia; in altre parole, come ho già detto, ai figli bisogna insegnare come pensare, non che cosa.
primaverino ha scritto:7) Condivisibile, ma per l'appunto opinabile.
Preferisco integrabile a opinabile. Io sottoscrivo il punto 7 rasputiniano a chiare lettere, l'integrazione che personalmente reputo necessaria è che nessun metodo è innocuo, cela una scaltrezza intrinseca, il come fa il cosa.
Quoto Ari e Ras, in altre parole, prima gli fornisci gli attrezzi, ce li fai giocare e gli insegni pure a usarli propriamente, poi aspetti in gloria che si levino di culo.
E , se sei un genitore degno, quando lo fanno godi come un riccio

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Masada il Sab 9 Nov - 0:16

Il Distruttore Hara ha scritto:
Ari_ ha scritto:
Rasputin ha scritto:7) Certamente. L'esempio deve ingerire il meno possibile nella sostanza ed il più possibile nella metodologia; in altre parole, come ho già detto, ai figli bisogna insegnare come pensare, non che cosa.
primaverino ha scritto:7) Condivisibile, ma per l'appunto opinabile.
Preferisco integrabile a opinabile. Io sottoscrivo il punto 7 rasputiniano a chiare lettere, l'integrazione che personalmente reputo necessaria è che nessun metodo è innocuo, cela una scaltrezza intrinseca, il come fa il cosa.
Quoto Ari e Ras, in altre parole, prima gli fornisci gli attrezzi, ce li fai giocare e gli insegni pure a usarli propriamente, poi aspetti in gloria che si levino di culo.
E , se sei un genitore degno, quando lo fanno godi come un riccio
si, però bisogna considerare lo sviluppo del cervello e delle emozioni del bambino.
e poi per insegnare a pensare bisogna dare esempi di pensiero.

si devono dare mattoni e costruzioni che lui poi smantellerà e ricostruirà a piacimento.
gli si deve parlare col linguaggio del corpo, poi delle favole, fino a una certa età col bianco-nero, poi le tonalità di grigio e le motivazioni, poi i colori dell'arcobaleno e la diversità...

ma per insegnare a pensare devi offrire mondi interpretativi.

molte volte si accusa la filosofia di non essere un sapere cumulativo come la scienza.
in realtà sono proprio i diversi mondi dei filosofi, i loro assiomi di partenza, nati da contingenze storiche e fantasie interpretative, i loro paradigmi, che ti presentano lo svolgersi di mondi coerenti, ognuno diverso dall'altro, a insegnarti a pensare, a risalire nelle induzioni e nelle definizioni e nelle colleralazioni.

per insegnare a pensare devi offrire mondi di pensiero.

poi la persona li ridisegnerà secondo le sue esperienze e la sua sua volontà.


finchè si crede che il normale è ciò che si vive,
non si è consapevoli di ciò che si vive.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da SergioAD il Sab 9 Nov - 6:36

S'è chiusa la discussione sulla messaggistica privata e risolto il problema con l'espulsione.

Chissà come girano i cervelli e quale presa di coscienza questi oggetti abbiano. Chi acquista l'interesse, chi lo perde ed tutti hanno ragione e torto.

S'era capito che ero stato estremamente favorevole a queste ultimi tre, fosse solo per il piacere dell'interpretazione dei messaggi a più livelli. Cos'altro?

Eccome se non ho letto "con te facciamo i conti a casa", ho letto "dolce sposa montagna di carezza" ed ho letto come dicevo a volte, a livelli innestati.

Non serve la conoscenza, per me ci si muove discretamente con la verosimiglianza, questa inoltre è anche oggettiva, per cui si ha ragione e basta.

Il problema dell'identità è un falso problema, può cambiare i piani a chi recita parti e semmai favorire l'utenza in caso di cattive intenzioni.

Questa grave colpa di svelare l'identità è grave per salvaguardare il gioco e nel caso di gioco illecito vorrei vedere chi e cosa ne sono i responsabili.

Lo dico ormai da non partecipante perché qualsiasi identità fosse se invece di rappresentare degli umani appaiono esseri sbilenchi forse c'è un errore.

Volevo dirlo nello spazio della moderazione perché essa è molto attenta a salvaguardare se' stessa: colore delle lettere; che non si risponda; o il suo tema.

Maledetta la mia maniacale ricerca di corettezza! Appaga quello che per gli altri è ingenuità, mitezza, dabbenaggine o sprovvedutezza – degli stupidi.

Tutto questo appare ancora un gioco delle parti. Be' levati pochissimi tipo Silvio, Don Alberto gli altri sembrano non avere emozioni umane nel "gioco".

Una chiave di lettura biblica, visto che si parla tanto di bibbia. Per Sodoma e gomorra simbolicamente distrutta, l'evoluzione può partire solo da essa, il problema non sono gli attori di Sodoma e nemmeno l'atto dei sodomiti ma la società che esalta se stessa in modo ossessivo alla ricerca dell'appagamento della compulsione e null'altro.

Quelli come me rappresentano la morte, le idee vengono fuori dopo che i danni sono stati fatti - anticipare questo è rappresentare la morte!

SergioAD
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da mix il Sab 9 Nov - 8:26

SergioAD ha scritto:S'è chiusa la discussione sulla messaggistica privata e risolto il problema con l'espulsione.

Chissà come girano i cervelli e quale presa di coscienza questi oggetti abbiano. Chi acquista l'interesse, chi lo perde ed tutti hanno ragione e torto.

S'era capito che ero stato estremamente favorevole a queste ultimi tre, fosse solo per il piacere dell'interpretazione dei messaggi a più livelli. Cos'altro?
questo giro c'è rimasto invischiato il re di strutto Hara.
se quella non fosse stata buttata nella spazzatura, al posto di HID ci saresti potuto essere stato tu.
qualche esperienza negativa di tali fatti indesiderati mi pare tu l'abbia raccontata, non ricordo se in pubblico o in privato.
potevi benissimo essere un bersaglio alternativo privilegiato per gli squallidi giochi di quella squallida avatar.
vedi tu come valutare complessivamente costi e benefici.
dopo quello che ho letto io non ho dubbi. non posso avere dubbi. non me ne ha lasciato nessuna possibilità, di avere dubbi: la bannata, ancora prima dell'affaire PM/HID ha mostrato in modo inconfondibile la sua essenza escrementizia.


Eccome se non ho letto "con te facciamo i conti a casa", ho letto "dolce sposa montagna di carezza" ed ho letto come dicevo a volte, a livelli innestati.

Non serve la conoscenza, per me ci si muove discretamente con la verosimiglianza, questa inoltre è anche oggettiva, per cui si ha ragione e basta.

Il problema dell'identità è un falso problema, può cambiare i piani a chi recita parti e semmai favorire l'utenza in caso di cattive intenzioni.

Questa grave colpa di svelare l'identità è grave per salvaguardare il gioco e nel caso di gioco illecito vorrei vedere chi e cosa ne sono i responsabili.
svelare l'identità di chi?
tu sai se l'identità svelata corrisponde a quella dietro l'avatar di.strutto.re?
sei a conoscenza di ciò che l'alias di HID scrive in altri forum del gioco che sta conducendo con i fessacchiotti (secondo lui) di Atei Italiani?

Lo dico ormai da non partecipante perché qualsiasi identità fosse se invece di rappresentare degli umani appaiono esseri sbilenchi forse c'è un errore.

Volevo dirlo nello spazio della moderazione perché essa è molto attenta a salvaguardare se' stessa: colore delle lettere; che non si risponda; o il suo tema.

Maledetta la mia maniacale ricerca di corettezza! Appaga quello che per gli altri è ingenuità, mitezza, dabbenaggine o sprovvedutezza – degli stupidi.
la ricerca della correttezza è un'ottima cosa. finché si applica a persone corrette.
con individui sostanzialmente scorretti cercare la correttezza è uno spreco di risorse.
a me, per esempio, non piace lo spreco delle risorse.
quando mi relaziono col prossimo cerco di discriminare se merita fiducia oppure mi trovo di fronte a persone totalmente concentrate su se stesse.
incapaci di dare gratuitamente la benché minima cosa.
e quindi disponibilissime a procurare danni indiscriminati se ritengono che le circostanze lo rendano loro vantaggioso.
ci sono quelli che per un beneficio proprio di 1 fanno danni a chi gli sta intorno di 100.
con queste persone è meglio salvaguardarsi. cominciando dal tenerle a distanza di sicurezza.


Tutto questo appare ancora un gioco delle parti. Be' levati pochissimi tipo Silvio, Don Alberto gli altri sembrano non avere emozioni umane nel "gioco".

Una chiave di lettura biblica, visto che si parla tanto di bibbia. Per Sodoma e gomorra simbolicamente distrutta, l'evoluzione può partire solo da essa, il problema non sono gli attori di Sodoma e nemmeno l'atto dei sodomiti ma la società che esalta se stessa in modo ossessivo alla ricerca dell'appagamento della compulsione e null'altro.

Quelli come me rappresentano la morte, le idee vengono fuori dopo che i danni sono stati fatti - anticipare questo è rappresentare la morte!
nel gioco delle parti che si fa qui dentro io eviterei di essere il calpestato remissivo.
una questione puramente di gusti. e non sto affermando che tu reciti quel ruolo.
la frase comincia e finisce qui: io non amo recitare la parte remissiva e calpestata.
quindi le emozioni ci sono, ma non sono certo quelle di simpatia e benevolenza verso i prepotenti e i truffatori ben identificati di turno.

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 9 Nov - 8:54

SergioAD ha scritto:Eccome se non ho letto "con te facciamo i conti a casa", ho letto "dolce sposa montagna di carezza" ed ho letto come dicevo a volte, a livelli innestati.
Come tutti gli utenti, anche su questi forum, che ormai da tempo si conoscono, talvolta usiamo un linguaggio che abbiamo sviluppato in altre occasioni. 
Sembri uno dei pochi ad averlo interpretato nel modo corretto

Lo dico ormai da non partecipante perché qualsiasi identità fosse se invece di rappresentare degli umani appaiono esseri sbilenchi forse c'è un errore.
Nel caso della bella e bannata questo mi pare ingiusto, lei ha mostrato subito la propria umanità, e le proprie fragilità.
Ed è proprio questo eccesso. unito ad altre cose che sono e rimangono affari suoi e di chi le vuol bene, compreso il sottoscritto, che l'ha fatta "scomporre" così eccessivamente.



Un saluto

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da mix il Sab 9 Nov - 9:08

Il Distruttore Hara ha scritto:
SergioAD ha scritto:Eccome se non ho letto "con te facciamo i conti a casa", ho letto "dolce sposa montagna di carezza" ed ho letto come dicevo a volte, a livelli innestati.
Come tutti gli utenti, anche su questi forum, che ormai da tempo si conoscono, talvolta usiamo un linguaggio che abbiamo sviluppato in altre occasioni. 
Sembri uno dei pochi ad averlo interpretato nel modo corretto
probabilmente perché è uno dei pochi che si è interessato seriamente dei tuoi post.


Lo dico ormai da non partecipante perché qualsiasi identità fosse se invece di rappresentare degli umani appaiono esseri sbilenchi forse c'è un errore.
Nel caso della bella e bannata questo mi pare ingiusto, lei ha mostrato subito la propria umanità, e le proprie fragilità.
Ed è proprio questo eccesso. unito ad altre cose che sono e rimangono affari suoi e di chi le vuol bene, compreso il sottoscritto, che l'ha fatta "scomporre" così eccessivamente.
ma quante belle balle Madama Dorè, ma quante belle balle rockband 

stai facendo la campagna acquisti simpatia tra quelli che TU reputi siano tra i più fessi del forum?
dopo SergioAD, Lyallii e cofee con chi continuerai a provarci?
ti stai scavando la fossa, sottovalutando le persone a causa di una presunzione accecante.
continua pure.
mi diverti. carneval  hihihihih  hysterical  hysterical  hysterical 

mix
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 9 Nov - 9:11

bon

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da loonar il Sab 9 Nov - 9:12

Il Distruttore ha scritto:

Lo dico ormai da non partecipante perché qualsiasi identità fosse se invece di rappresentare degli umani appaiono esseri sbilenchi forse c'è un errore.
Nel caso della bella e bannata questo mi pare ingiusto, lei ha mostrato subito la propria umanità, e le proprie fragilità.
Ed è proprio questo eccesso. unito ad altre cose che sono e rimangono affari suoi e di chi le vuol bene, compreso il sottoscritto, che l'ha fatta "scomporre" così eccessivamente.



Un saluto
la bella e bannata è la stessa che ieri definivi stalker.
Sergio, questo continua imperterrito a prendere per il culo, perché probabilmente i suoi genitori gli hanno insegnato solo questo tipo di comunicazione, un classico rappresentante del berlusconismo

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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Il Distruttore Hara il Sab 9 Nov - 9:15

Oggettivamente ha fatto stalking nei miei confronti, e altro probabilmente ne farà, ma questo è un comportamento e una reazione certo eccessiva e infantile, a fatti che lei ha sentito come torti, non una qualità della persona.
C'è una leggera differenza.

Il Distruttore Hara
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da Ari_ il Sab 9 Nov - 9:20

Loonar evita di scrivermi privati, grazie.

Ari_
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da loonar il Sab 9 Nov - 9:27

Ari_ ha scritto:Loonar evita di scrivermi privati, grazie.
Disabilità la funzione, cara!
Ho scritto in MP perché il thread è stato chiuso, ma te lo scrivo anche qua.

Edit:
Quando si va a fare una rapina, il palo anche se non spara, è complice.
Scegliti bene la "banda" la prossima volta
E adesso smettila con i piagnistei, che sei maggiorenne.


Ultima modifica di loonar il Sab 9 Nov - 9:30, modificato 1 volta

loonar
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Re: Due pesi due misure

Messaggio Da mix il Sab 9 Nov - 9:27

Ari_ ha scritto:Loonar evita di scrivermi privati, grazie.
vanno bene nuovi thread?

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