io sono il diavolo

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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 8:09

Loonar che sia la psiche è ovvio. Quello che io mi domando è il perchè di questo comportamento. Ovvero da cosa tragga origine questa anomalia. E' pur vero che anomalie del tutto irrazionali le puoi riscontrare anche in altre situazioni. Però sono situazioni simili, o assimilabili, come la superstizione.

E' evidente che su determinati argomenti scattano nella mente umana dei meccanismi di irrazionalità che ritengono siano frutto di una emotività che trae le sue origini dalla parte animale dell'uomo. Stabilire quale e perchè non è certo facile.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da dubbioatroce il Gio 14 Nov - 8:17

Paolo ha scritto:Loonar che sia la psiche è ovvio. Quello che io mi domando è il perchè di questo comportamento. Ovvero da cosa tragga origine questa anomalia. E' pur vero che anomalie del tutto irrazionali le puoi riscontrare anche in altre situazioni. Però sono situazioni simili, o assimilabili, come la superstizione.

E' evidente che su determinati argomenti scattano nella mente umana dei meccanismi di irrazionalità che ritengono siano frutto di una emotività che trae le sue origini dalla parte animale dell'uomo. Stabilire quale e perchè non è certo facile.
La maggior parte di noi non farebbe male ad un cucciolo che ti guarda con occhi teneri, prova compassione per un'animale in trappole,(ma poi ce lo mangiamo senza problemi comprandolo in macelleria) prova pena per bambini sfruttati e denutriti dall'altra parte del mondo, e qualcuno fa  sentire bach alle petunie ...
Non siamo superuomini nicciani, che tornano dallo stupro e il saccheggio e via, proviamo empatia.
Domanda: E' irrazionale?
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 8:24

Ciao dubbio! Io non sto facendo un distinguo tra cosa sia razionale e cosa no. Mi sto solo chiedendo l'origine di determinate posizioni irrazionali, e, nel caso specifico, quello di credere all'esistenza del diavolo. Gli esempi che tu riporti come comportamenti irrazionali trovano la loro logica spiegazione nelle neuro scienze e nella antropologia. Sono solo comportamenti apparentemente irrazionali ma hanno invece una loro base logica. Si potrà poi discutre sulla validità o meglio sull'attualità di tale logica. Ma una spiegazione ce l'hanno.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da dubbioatroce il Gio 14 Nov - 8:35

A me è capitato che amici vegetariani  mi abbiano pregato di non ordinare piatti di carne al ristorante, a parte che evito di tornare con loro a mangiar fuori, non è un atteggiamento eccessivo.
I carnivori avvelenano anche te, digli di smettere...
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Rasputin il Gio 14 Nov - 8:44

dubbioatroce ha scritto:A me è capitato che amici vegetariani  mi abbiano pregato di non ordinare piatti di carne al ristorante, a parte che evito di tornare con loro a mangiar fuori, non è un atteggiamento eccessivo.
I carnivori avvelenano anche te, digli di smettere...
Beh se eviti (Ed hai ragione) di tornare con loro a mangiar fuori, vuol dire che in qualche modo lo consideri un atteggiamento eccessivo..

comunque,

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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da dubbioatroce il Gio 14 Nov - 9:09

I sito lercio.it è tra i miei preferiti. A dir poco è geniale.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da mix il Gio 14 Nov - 9:34

Paolo ha scritto:Loonar che sia la psiche è ovvio. Quello che io mi domando è il perchè di questo comportamento. Ovvero da cosa tragga origine questa anomalia. E' pur vero che anomalie del tutto irrazionali le puoi riscontrare anche in altre situazioni. Però sono situazioni simili, o assimilabili, come la superstizione.

E' evidente che su determinati argomenti scattano nella mente umana dei meccanismi di irrazionalità che ritengono siano frutto di una emotività che trae le sue origini dalla parte animale dell'uomo. Stabilire quale e perchè non è certo facile.
perché ti chiedi?
perché siamo fatti così, siamo esseri fondalmentalmente irrazionali, frutto di centinaia di migliaia di anni di selezione naturale e di decine di migliaia di anni di evoluzione culturale.
tempi durante i quali la sopravvivenza era una variabile molto aleatoria.
molto diversamente da com'è qui ed ora.
forse è più informativo ed interessante chiedersi "come"?

i bisogni di sicurezza sono stati storicamente soddisfatti per lo più da sistemi di credenza socializzati tradizionali all'uopo appositamente predisposti dalla cultura del luogo e del tempo delle singole popolazioni.
finché dura, finché una nuova cultura (quasi sempre con la forza) non si impone su quella precedente, si usano nella maggior parte dei casi i sistemi tradizionali a disposizione (sono sempre esistiti, grazie ad esperienze e personalità particolari, individui in grado di rispondere ai propri bisogni di sicurezza senza fare appello alla tradizione, o individui al di fuori da ogni tradizione, ... )
quando una cultura viene spazzata via i suoi superstiti adottano in breve tempo le soluzioni tradizionali che sono state loro imposte dalla nuova cultura.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da alberto il Gio 14 Nov - 10:35

in questa chiave, e ovviamente me lo pongo come dubbio dialettico, trova un suo bel posticino la religione.
provando a tornare un po' indietro (ma neanche troppo) si può ben immaginare che di fronte al "mistero", che all'epoca era un fulmine, il fuoco, la marea ecc. si adottasse già quello che ancora si sente ogni tanto affermare, ossia il pascaliano "dubbio" che porta alla scelta di credere perché " se vincete vincete tutto, se perdete non perdete nulla"  (anche se personalmente non penso che un dio incazzuso e pieno di sé carneval  come yhwh o allah si accontenti uno stratagemma così meschino).
il sostegno morale, il sollievo, la consolazione che molti esseri umani ricavano da questa scommessa sono tangibili e non devono essere liquidati con un semplice "sono scemi", perché non è così. sono ancora perfettamente inseriti nel flusso evolutivo culturale umano, che come ricordava anche mix è RECENTISSIMO e quindi ancora molto permeato di "primitività", senza voler dare alla parola un particolare senso negativo.

quindi mi pare di vedere piuttosto chiaramente i meccanismi attraverso i quali questa disposizione mentale si è riprodotta e mantenuta nel tempo.
però quello che mi preme è soffermarmi sulla seconda parte del ragionamento pascaliano, quel "se perdete, non perdete nulla".

semplicemente non è vero. tutta la vita viene condizionata dogmaticamente attraverso una dottrina strampalata che ci fa ritenere valori positivi la fede, la sofferenza, la rinuncia e via andando. credendo si perde un pezzo di vita, e si attuano delle scelte che a un occhio "terzo" appaiono illogiche perché non incentrate sulla ricerca del "bene ORA" dove ora è volendo l'intera vita di una persona.

questo è il piccolo salto evolutivo che l'ateo è già disposto a compiere, e che si sente in grado di fare. altri ancora non vogliono o possono farlo, tutto questo farlocco guerreggiare tra atei e credenti dovrebbe diventare un invito a muoversi un passo più in là nella scoperta di cosa potrebbe diventare questo vivere sulla Terra.

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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Masada il Gio 14 Nov - 11:25

Paolo ha scritto:Loonar che sia la psiche è ovvio. Quello che io mi domando è il perchè di questo comportamento. Ovvero da cosa tragga origine questa anomalia. E' pur vero che anomalie del tutto irrazionali le puoi riscontrare anche in altre situazioni. Però sono situazioni simili, o assimilabili, come la superstizione.

E' evidente che su determinati argomenti scattano nella mente umana dei meccanismi di irrazionalità che ritengono siano frutto di una emotività che trae le sue origini dalla parte animale dell'uomo. Stabilire quale e perchè non è certo facile.
Nel 3d pensiero ateo ho scritto un post che ha una sua naturale continuazione qui.

Minsky invitava a seguire persone oneste, leali, trasparenti... e quindi a diffidare dei religiosi che paiono i primi a non credere in quel che professano, per plagiare.
Io faccio notare che forse le religioni nascono proprio dalla sequela di persone straordinarie, i fondatori, straordinari in onestà, lealtà... almeno da quel che ci raccontano i loro più o meno primi seguaci nelle leggende e rivisitazioni a posteriori scritte. I testi sacri.

La cosa strana è che chi pare affascinato da questi esempi fulgidi di luce pare vivere una scissione.

Il loro idealismo, il voler raggiungere un esempio straordinario, li porta a un dualismo, e in opposizione al bene appare, evidente e seducente, il male.

La cosa buffa, folle direi, è che questo dualismo pare, storicamente, generare schizofrenie.

per esempio l'occidente ha come sua formulazione culturale, astrazione del bene, del giusto religioso, principalmente il cristianesimo.

Come esempio ha un fondatore che pur di non far violenza si lascia catturare e uccidere.
Che perdona invece di aizzare a una rivolta.
Che invita a condividere tutto quasi abolendo la proprietà privata.

Eppure, paradosso, proprio l'occidente più di molte altre culture codifica la proprietà privata, fa del successo, del denaro, dell'autostima e della realizzazione personale i dogmi primi, le vie per raggiungere la felicità, "il sogno americano", e poi genera il maggior numero di guerre.
fa il botto.
si spinge quasi a conquistare tutto.
sottomette alle sue costruzioni culturali (democrazia, sistema delle borse, web...) il mondo dando via a un processo di inculturazione massiccia chiamato poi, in politically correct, globalizzazione.

credo sia l'unica cultura ad aver compiuto il multi genocidio di un intero continente, le americhe, grazie a quel cristoforo colombo, che nel suo nome cristoforo ci leggeva il destino di diventare "cristum ferens", portatore di cristo, ... e infatti portò una bella croce, la più grande sul più grande cumulo di cadaveri mai visto dai tempi del diluvio...
per qualsiasi motivo, epidemie o guerre, sian morti...

a guardarla da fuori sembra proprio una schizofrenia.

esempi ce ne sono a nastro: molti musulmani considerano il paradiso un luogo dove si è felici facendo all'amore con molte donne, mentre per i cristiani si diventa praticamente asessuati ... poi loro mettono i veli alle donne, e noi regaliamo l'industria del porno al mondo...
e che dire dell'italia? è la nazione con più interferenze politiche dal vaticano, eppure la nazione italiana è quella che fa meno figli, pochi matrimoni... nel valore religioso assoluto il sesso viene relegato solo alla procreazione , e nella pratica non si procrea mai, nè si fanno leggi neppure per aiutare giovani coppie, o famiglie numerose...
si professa un valore estremo e in pratica si realizza storicamente l'esatto contrario...

più codifichi rigidamente un bene, più pare si manifesti, e persino in maniera più radicale, il male opposto...
almeno a guardare la storia delle guerre dell'occidente, e di come una cultura che ha avuto come principale matrice di valori una religione con un fondatore pacifico, povero, servitore... si sia poi realizzata storicamente con la più aggressiva, depredatrice, truffatrice,...

questa è una evidenza storica.
no?

si dai, forse erano più cattivi gli spartani,... ma nella top ten noi ci stiamo...



a voi le conclusioni.



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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Avalon il Gio 14 Nov - 11:32

Le conclusioni?
Che onestamente e responsabilmente si deve porre l'uomo, al centro. Non dio e derivanti puttanate, che comunque sono alibi.

Se l'uomo, tu, io, tutti, è il centro dell'etica, allora non esiste una scusa per non rispettarne la libertà e la dignità, per non riconoscere uguaglianza ed equità ad ogni individuo.

Lo stesso diritto alla vita, alla realizzazione e alla ricerca della felicità.

Tutto il resto è un di più.

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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Lyallii il Gio 14 Nov - 11:36

Mi domando il perché, chi crede che esiste sia dio che il diavolo, creda pure che dio è il bene e il diavolo è il male.
Perchè logicamente, se esistessero, secondo me, dovrebbe esser il contrario.
Dio non voleva che Adamo ed Eva aprissero gli occhi.
Cosa aveva da nascondere??
Mentre il diavolo no, infatti incita Eva a mangiare la mela.
Appena dio di accorge di cosa è successo, prima che loro lo vedano per quello che è, li spedisce sulla terra a soffrire.
Il diavolo dice a gesù, nonostante lui non sia suo figlio, che se passa dalla sua parte lo salverà, non lo farà crocifiggere, lui rifiuta e viene ucciso.
Dio ci da l istinto sessuale e poi ci dice come e quando e ci reprime, dio ci da la volontà individuale ma poi ci vuole sottomessi alla sua, dio vuole essere il piu amato, prima dei figli, il diavolo no.
Io fossi credente penserei che il mio vero padre, il bene, è il diavolo, che non vuole cambiarmi ma mi accett per quell che sono, che se non m inginocchio davanti a lui non fa niente, non mi spedirà in un posto schifoso dopo la mia morte.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 12:34

Rispondo un po' a tutti con una considerazione di carattere generale. Il ragionamento da me fatto è molto più semplce. Io non mi domando del perchè delle mille contraddizioni logico comportamentali dell'uomo. Tutto sommato di quelle le neuro scienze e l'antropoligia ce ne danno una spiegazione, quanto meno un'interpretazione.

Da qui i geni specchio che sono alla base dell'empatia con tutto quello che ne consegue. Poi, visto che geneticamente parlando non tutti li hanno uguali e alcuni sembra nemmeno li abbiano, si possono spiegare comportamenti del tutto asociali che in altro modo sono incomprensibili.

Sui comportamenti all'interno della comunità poi si potrebbe discutere all'infinito. Non voglio ritornare su di un tema già trattato anche vivacemente circa la socialità dell'essere umano. Solo per fare un piccolo inciso ho appena letto un interessante articolo su Focus ove uno studioso dimostrava che l'uomo non si può considerare come un animale sociale ma solo un animale di gruppo. Ovvero riesce a identificarsi solo con una stretta cerchia di persone (diciamo il branco) e al di fuori di questo tutti gli altri vengono percepiti come nemici. Questo fatto, che io avevo sostenuto una qualche discussione, fa aveva sollevato l'ilarità di alcuni utenti. Invece io penso sia la spiegazione di tantissimi comportamente irrazionali che l'uomo ha all'interno della società in cui vive.

Però qui non voglio ritornare a discutere di questo. Ho riportato questo solo per spiegare che ai comportamenti umani, anche i più inspiegabili, la scienza da una sua, anche se opinabile, spiegazione. Ovvero, come dice giustamente Alberto liquidare tutto con "sono scemi" o "l'uomo è una bestia" è sicuramente sbagliato. Tutto ha una sua spiegazione. Poi non è detto che si sia in grado di capirla.

Ritornando all'argomento del diavolo, io ho fatto un ragionamento più articolato per eviatre di arrivare a quella posizione che Delfi ha varie volte espresso. Ovvero l'impossibilità (quanto meno apparente) da parte del credente (lascio perdere il Sapiens A e B !!) di capire anche davanti all'evidenza l'assurdità della sua posizione, come in questo caso quella del diavolo. Io capisco e anche condivido quanto ha detto sia mix che Masada. I bisogni, la paura, i condizionamenti culturali. Ma tutto questo ha ben poco a che fare con quanto ha descritto Jessy. I credenti credono a cose che sono a livello delle favole. Non voglio tirare in ballo sempre il mio caro amico (Paperno!!! mgreen ), ma è inaccettabile dal punto di vista culturale che qualcuno di buona cultura e capacità mentali possa credere a tutto questo. Io non trovo un quacosa di paragonabile a questo fenomeno. Ovvero puoi pensare alla superstizione, alla magia, alla astrologia o alla magia. Ma sono figlie minori della stessa madre, la religione. Quello perciò che io mi domando è cosa spinga le persone dotate di intelletto e cultura a credere che dio sia onnipotente però c'è anche il diavolo. Che dio si possa arrabbiare, che dio si preoccupi di punire in modo indiscriminato presunti errori commessi da non si sa chi. Behh la lista delle assurdità è lunga, troppo lunga. Forse è così lunga che il credente non ha voglia di provare ad analizzarla. La prende così com'è e basta.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da dubbioatroce il Gio 14 Nov - 12:38

Lyallii ha scritto:
Dio ci da l istinto sessuale e poi ci dice come e quando e ci reprime, ....il diavolo no.
 Come dice Al Pacino nell'avvocato del diavolo, Dio è un guardone che dice "guarda, manon toccare, tocca, ma non gustare..." diffidente
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da jessica il Gio 14 Nov - 12:40

Paolo ha scritto:Rispondo un po' a tutti con una considerazione di carattere generale. Il ragionamento da me fatto è molto più semplce. Io non mi domando del perchè delle mille contraddizioni logico comportamentali dell'uomo. Tutto sommato di quelle le neuro scienze e l'antropoligia ce ne danno una spiegazione, quanto meno un'interpretazione.

Da qui i geni specchio che sono alla base dell'empatia con tutto quello che ne consegue. Poi, visto che geneticamente parlando non tutti li hanno uguali e alcuni sembra nemmeno li abbiano, si possono spiegare comportamenti del tutto asociali che in altro modo sono incomprensibili.

Sui comportamenti all'interno della comunità poi si potrebbe discutere all'infinito. Non voglio ritornare su di un tema già trattato anche vivacemente circa la socialità dell'essere umano. Solo per fare un piccolo inciso ho appena letto un interessante articolo su Focus ove uno studioso dimostrava che l'uomo non si può considerare come un animale sociale ma solo un animale di gruppo. Ovvero riesce a identificarsi solo con una stretta cerchia di persone (diciamo il branco) e al di fuori di questo tutti gli altri vengono percepiti come nemici. Questo fatto, che io avevo sostenuto una qualche discussione, fa aveva sollevato l'ilarità di alcuni utenti. Invece io penso sia la spiegazione di tantissimi comportamente irrazionali che l'uomo ha all'interno della società in cui vive.

Però qui non voglio ritornare a discutere di questo. Ho riportato questo solo per spiegare che ai comportamenti umani, anche i più inspiegabili, la scienza da una sua, anche se opinabile, spiegazione. Ovvero, come dice giustamente Alberto liquidare tutto con "sono scemi" o "l'uomo è una bestia" è sicuramente sbagliato. Tutto ha una sua spiegazione. Poi non è detto che si sia in grado di capirla.

Ritornando all'argomento del diavolo, io ho fatto un ragionamento più articolato  per eviatre di arrivare a quella posizione che Delfi ha varie volte espresso. Ovvero l'impossibilità (quanto meno apparente) da parte del credente (lascio perdere il Sapiens A e B !!) di capire anche davanti all'evidenza l'assurdità della sua posizione, come in questo caso quella del diavolo. Io capisco e anche condivido quanto ha detto sia mix che Masada. I bisogni, la paura, i condizionamenti culturali. Ma tutto questo ha ben poco a che fare con quanto ha descritto Jessy. I credenti credono a cose che sono a livello delle favole. Non voglio tirare in ballo sempre il mio caro amico (Paperno!!! mgreen ), ma è inaccettabile  dal punto di vista culturale che qualcuno di buona cultura e capacità mentali possa credere a tutto questo. Io non trovo un quacosa di paragonabile a questo fenomeno. Ovvero puoi pensare alla superstizione, alla magia, alla astrologia o alla magia. Ma sono figlie minori della stessa madre, la religione. Quello perciò che io mi domando è cosa spinga le persone dotate di intelletto e cultura a credere che dio sia onnipotente però c'è anche il diavolo. Che dio si possa arrabbiare, che dio si preoccupi di punire in modo indiscriminato presunti errori commessi da non si sa chi. Behh la lista delle assurdità è lunga,  troppo lunga. Forse è così lunga che il credente non ha voglia di provare ad analizzarla. La prende così com'è e basta.  
a parte che un giorno mi spiegherai cos'è un gene specchio hihihihih , ma cosa è che avrei descritto io?
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Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 12:57

Si scusa Jessy, non eri tu! Ma tu e Laylli avete due avatar similari e a chiaro richiamo sessuale...e io mi fate confondere!

Circa i geni a specchio :

I neuroni specchio e il dono dell’empatia

http://nicolaghezzani.altervista.org/psicologia_disturbi_psicologici_psicoterapia-i_neuroni_specchio_e_il_dono_dell_empatia.html

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano quando un animale compie un'azione e quando l'animale osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto[1].
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Messaggio Da Ari_ il Gio 14 Nov - 13:08

Paolo ha scritto:ma è inaccettabile dal punto di vista culturale che qualcuno di buona cultura e capacità mentali possa credere a tutto questo.
Dal punto di vista di quale cultura è inaccettabile?
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Messaggio Da jessica il Gio 14 Nov - 13:10

Paolo ha scritto:Si scusa Jessy, non eri tu! Ma tu e Laylli avete due avatar similari e a chiaro richiamo sessuale...e io mi fate confondere!

Circa i geni a specchio :

I neuroni specchio e il dono dell’empatia

http://nicolaghezzani.altervista.org/psicologia_disturbi_psicologici_psicoterapia-i_neuroni_specchio_e_il_dono_dell_empatia.html

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano quando un animale compie un'azione e quando l'animale osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto[1].
ah ecco... neuroni specchio. non è proprio la stessa cosa sai...
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Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 13:13

Ari_ ha scritto:
Paolo ha scritto:ma è inaccettabile dal punto di vista culturale che qualcuno di buona cultura e capacità mentali possa credere a tutto questo.
Dal punto di vista di quale cultura è inaccettabile?
Valuta tu quale cultura!

@ Jessy: corretto! ok 
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Messaggio Da Ari_ il Gio 14 Nov - 13:16

Paolo ha scritto:Valuta tu quale cultura!
Esito valutazione: a quella cultura che, volenti o nolenti, anche il cristianesimo ha prodotto. Ad esempio.
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Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 13:21

Ari_ ha scritto:
Paolo ha scritto:Valuta tu quale cultura!
Esito valutazione: a quella cultura che, volenti o nolenti, anche il cristianesimo ha prodotto. Ad esempio.
Infatti puoi continuare a credere che:

Gesù è figlio di se stesso però è nato da una vergine. Che muore in croce e così salva l'umanità! Però poi si pente e risorge. Mahh thinkthank 

Come scrive Lay:

Mentre il diavolo no, infatti incita Eva a mangiare la mela.
Appena dio di accorge di cosa è successo, prima che loro lo vedano per quello che è, li spedisce sulla terra a soffrire.
Il diavolo dice a gesù, nonostante lui non sia suo figlio, che se passa dalla sua parte lo salverà, non lo farà crocifiggere, lui rifiuta e viene ucciso.


Ma questa non è la mia cultura. Non so tu?
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Messaggio Da Ari_ il Gio 14 Nov - 13:28

@Paolo

Ti faccio notare che chi riporti nella tua firma è stato un teologo, filosofo, francesano.

Valuta tu.

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Messaggio Da mix il Gio 14 Nov - 13:42

Paolo ha scritto:il credente non ha voglia di provare ad analizzarla. La prende così com'è e basta
prova ad ipotizzare per davvero che questa sia una delle ragioni per cui ci sono certi comportamenti e credo non andrai su un sentiero sbagliato.

se continuando a riflettere su un argomento le ipotesi che si fanno, girale e rigirale, non spiegano nulla della realtà, forse bisogna ad un certo punto buttare quelle ipotesi e provare con altre.
tu quel punto lo hai superato da un bel pezzo.
stai certo che anche a continuare a ripetere qui mille volte le stesse precise cose, queste non cambiano: cazzate erano e cazzate rimangono (ad eccezione di quelle con fonti scientifiche tanto indiscutibili come può essere Focus    carneval   ahahahahahah   che è una cazzata col botto): nel linguaggio comune animale sociale ha un significato e questo non cambia per qualche sotterfugio dialettico.
puoi anche fare delle distinzioni a partire da delle premesse particolari.
ma questo non muta il significato corrente delle parole e l'uso standard di esse.
purtroppo per te.   boh
edit: fine delle trasmissioni, aggiungi pure quello che vuoi, io per oggi ho finito di buttare tempo nel darti retta.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Paolo il Gio 14 Nov - 13:59

Ari_ ha scritto:@Paolo

Ti faccio notare che chi riporti nella tua firma è stato un teologo, filosofo, francesano.

Valuta tu.

E allora?
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da Ari_ il Gio 14 Nov - 14:05

Per me non è difficile riconoscere che la cristianità non ha prodotto solo le favolette, anzi ti dirò non riconoscerlo lo troverei intellettualmente disonesto.
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Re: io sono il diavolo

Messaggio Da jillo il Gio 14 Nov - 14:09

”Lyallii” ha scritto: Dio non voleva che Adamo ed Eva aprissero gli occhi.
Dio crea l’uomo. Lo creò preoccupandosi che fosse felice, che non gli mancasse nulla, che non avesse desideri inappagati, non soffrisse la solitudine. Creò tutto quanto “vide che era buono” e tutto questo lo consegnò all’uomo. "e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome". Dio non voleva che l’uomo sperimentasse il male, il dolore, il peccato, la morte… tutto quanto non vorrebbe per il proprio figlio un padre e una madre. Non voleva che si aprissero gli occhi sul peccato, su quanto era fuori dalla vista dell’uomo. Su quanto Dio non aveva servito sul vassoio d’argento posto sotto il naso dell’uomo originario, perché tutto era buono su quel vassoio offerto gratuitamente.

 

”Lyallii” ha scritto: Cosa aveva da nascondere??  
Nulla. Dio non ha nascosto nulla. Nemmeno quell’albero della conoscenza che pose al centro del giardino. Non ha negato all’uomo la libertà di sbagliare, di disubbidire.  L’albero della conoscenza è la radice di questa libertà concessa e colta.

 

”Lyallii” ha scritto: Mentre il diavolo no, infatti incita Eva a mangiare la mela.
Infatti incasina la vita dell’umanità. Colpa sua e anche colpa dell’uomo. Il serpente presso le antiche civiltà non simboleggiava propriamente il male. Anzi, simboleggiava la sapienza e il potere umano.  Hai presente il serpentello cobra  scolpito nel centro dei copricapo (la tiara) dei faraoni? “il serpente era la più astuta delle creature…”
In lingua ebraica l’aggettivo astuto di scrive “’arum”, l’aggettivo nudo, al plurale si scrive “’arumin” . L’assonanza è forte ed evidente. Tanto più che scrivendo solo le consonanti, l’antico lettore ebraico restava colpito dalla vicinanza di due termini così simili e poteva trovarsi nel dubbio se leggere «nudo o astuto».
La nudità degli uomini , si intende qui, passa attraverso l’astuzia del serpente.
Chiaramente è un racconto mitico non un racconto di cronaca storica.



”Lyallii” ha scritto: Appena dio di accorge di cosa è successo, prima che loro lo vedano per quello che è, li spedisce sulla terra a soffrire.
Dio spedisce l’umanità là dove l’umanità ha scelto di andare. Lontano da Dio.  Dio, come prima cosa, si premurò di vestire l’uomo... nudo

”Lyallii” ha scritto: Il diavolo dice a gesù, nonostante lui non sia suo figlio, che se passa dalla sua parte lo salverà, non lo farà crocifiggere, lui rifiuta e viene ucciso.

Mi pare un po forzata come interpretazione. Almeno per quel che penso di aver capito, asserisci che Gesù è morto in croce perché non ha seguito i buoni consigli del diavolo? Quindi Gesù (ammesso che Gesù sia Dio) che sarebbe venuto a fare nel mondo? Salvare sé stesso e spadroneggiare in ricchezza e potere promesse dal diavolo se Gesù lo avesse seguito?

”Lyallii” ha scritto: Dio ci da l istinto sessuale e poi ci dice come e quando e ci reprime, dio ci da la volontà individuale ma poi ci vuole sottomessi alla sua, dio vuole essere il piu amato, prima dei figli, il diavolo no.
Gesù, se non ricordo male, quanto al rapporto uomo donna, marito moglie, condanna la poligamia, condanna il ripudio della moglie (pratica a danno delle donne, usata e abusata ai suoi tempi), Gesù scandalizza gli uomini del tempo quando si trattiene a discorrere o a cena con donne peccatrici, con donne straniere, con prostitute… con le donne in genere che, solo per questo, venivano considerate creature di serie b. Gesù parla di donne, parla con le donne, prende le donne a modello di vita esemplare, come la donna vedova e indigente, o ne elogia meriti e virtù superando i pregiudizi forti del tempo come fece con la Maddalena…
Non ricordo di aver letto di disposizioni divine, (salvo caso di Onan la cui condanna credo avesse a che fare più con la necessità di assicurare la prole più che con questioni di carattere morale legati alla sfera sessuale in senso stretto)  in merito al corretto espletamento dell’attività sessuale.


”Lyallii” ha scritto: Io fossi credente penserei che il mio vero padre, il bene, è il diavolo, che non vuole cambiarmi ma mi accett per quell che sono, che se non m inginocchio davanti a lui non fa niente, non mi spedirà in un posto schifoso dopo la mia morte.
Io sono credente e non penso questo. Dio ci ama per come siamo. Dio ha amato e ama anche quelli che la nostra società bolla come indegni o peccatori.
Gesù si è circondato di peccatori e “brutta gente”. Con loro ha condiviso ogni giorno della sua vita terrena.
A nessuno ha mai detto di essere qualcosa di diverso da quello che era.
Dio ama i buoni e ama i cattivi, chiama gli uni e gli altri “Andate dunque sui crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete.   E quei servitori, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena di commensali”
Dopo la morte, così come accadde per i nostri progenitori nell’eden,  andremo proprio dove ora stiamo scegliendo di andare. Se lontano da Dio, staremo per sempre lontani da Dio. Se con Dio, buoni o cattivi che noi si possa essere, staremo con Dio.
Come accadde per i nostri progenitori anche a noi è però ricordato che lontano da Dio non c’è vita ma “là fuori troverete la morte”. “restate con me, e io resterò in voi”.
La morte è descritta come si descriverebbe un luogo molto brutto dove accadono cose molto brutte.
La vita è descritta come si potrebbe descrivere un luogo bellissimo e pervaso di luce eterna.

Più non sappiamo. Ma credo sia già sufficientemente chiaro il senso... per chi vuole crederci.
Siamo liberi.

jillo
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